testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di H. Marcuse e K. Marx
1_maggio_mini.jpg"Il lavoro estraniato, strappando all'uomo l'oggetto della sua produzione, gli strappa la sua vita di essere appartenente ad una specie, e muta il suo primato nel fatto che la natura gli viene sottratta".

new.gif
di Redazione
sbancor_mini.jpgE' l'anniversario del ritrovamento del corpo di Sbancor, uno dei collaboratori più amati di "Carmilla", uno dei maestri che sentiamo mancarci maggiormente. Il 30 aprile dell'anno scorso, in mattinata, apprendevamo attoniti della morte fisica di una delle menti più potenti del Web e della carta italiani per profondità di analisi, generosità politica e, in primis, spessore umano.

new.gif
di D. Feroldi
abdulsalamguibre_mini.jpg[...] Vorrei che noi, abitanti di questo paese, di questa città che è stata la sua, pur così matrigna, potessimo vedere il volto dei suoi assassini e interrogarci su quello che si può leggere negli occhi di qualcuno che in una notte di furia abbatte un innocente, senza fermarsi un momento a guardare il volto umano che ha di fronte...

new.gif
di G. Toni
deangeliscovermini.jpgIl saggio di De Angelis, piuttosto che limitarsi ad una facile critica a Fukuyama, preferisce insistere nel dimostrare come le varie lotte per i beni comuni e la dignità sviluppatesi negli ultimi decenni, abbiano attraversato la gerarchia salariale planetaria mirando ad una realtà “altra”, quella dell’ “inizio della storia”.

new.gif
delillo_uomochecademini.jpgdi T. Litt
dal 'Guardian' del 26 maggio 2007. Privato di qualunque attenzione critica di spessore, "Falling Man" di DeLillo è passato quasi inosservato. Non esiste, di fatto, un ragionamento all'altezza né dello scrittore né del testo, la cui apparente "delusività" è un elemento che indurrebbe a riflessioni profonde, ma che finora ha guadagnato al grande autore americano un discredito abbastanza comico da Body Art in poi...

new.gif
di Matteo Dean Vittorio Sergi, Il vento dal basso: nel Messico della rivoluzione in corso, prefazione di John Holloway, Ed.it,...

new.gif
di Valerio Evangelisti Puerto Escondido, Oaxaca, Messico. Scrivo da un paese che sembra sprofondato nella follia. La località in cui...

new.gif
copenhagen2009mini.jpgIl 30 novembre 2009 i governi del mondo si riuniranno a Copenhagen per la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Sarà il più grande vertice sul cambiamento climatico di sempre perché si dovrà decidere se tentare di risolvere il problema: leggete e aderite all'appello di Rising Tide UK.

new.gif
di Luca Barbieri Qui le precedenti puntate. c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la...

new.gif
di S. Ricciardi
cargo.jpeg «Ero terrorizzato dal fatto di essere onesto, il più onesto possibile, e nello stesso tempo avevo anche la pretesa di ricostruire la storia, quindi tutto si gioca tra queste due esigenze. Ma chi fa la storia mente per forza…»

new.gif
di Loredana Lipperini [Claudio Vergnani, Il 18° vampiro, Gargoyle Books, 2009.] Cacciatori di vampiri metropolitani. Quale l’ispirazione? Quale il modello?...

new.gif
di Leonardo Clausi L’intervista che segue fa parte di un colloquio/intervista avuto con Matthew Herbert, dance producer e artista elettronico...

new.gif
di Francesco Lo Duca Qui le precedenti puntate. "Sta nel nero della pelle nella festa collettiva sta nel prendersi la...

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpg La direzione aveva annunciato la messa in mobilità per ottanta persone. Questa azienda è finita. Io ho già mandato via un sacco di curriculum. Finita. Questa fabbrica è finita.

new.gif
di Francesco Lo Duca Qui le precedenti puntate. "Sta nell'immaginazione nella musica sull'erba sta nella provocazione nel lavoro della talpa...

new.gif
di Alessandra Daniele Che quello fosse l’unico modo, Jamal lo aveva accettato, come avevano fatto tutti gli altri. Ma quando...

new.gif
di Alessandra Daniele L’esplosione scardinò la porta del bunker. In una nuvola di polvere e fumo, l’uomo entrò a fucile...

new.gif
di Alessandra Daniele - Perché mi avete fermato?.. - Controlliamo il suo chip subcutaneo – rispose l’agente, puntandole il lettore...

new.gif
a cura di S. Quadruppani e I. Bussonni
L'"affaire de Tarnac": il giovane Julien Coupat in carcere da sette mesi per un libro. L'oscena dimostrazione di forza di un regime totalitario e biopolitico a estensione globale.

new.gif
di Antonella Beccaria Giuseppe D'Agata è un nome che la letteratura dovrebbe tenere bene a mente. Perché, spesso, il vizio...

new.gif
di A. D. Altieri
terror_war.jpg La direzione che gli Stati Uniti sceglieranno di prendere definirà i prossimi confini di ground zero. Una torre per sfidare il cielo. Oppure una ameriKadammerung.

new.gif
di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

new.gif
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...

new.gif
telese.jpg"Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]

new.gif
di G. Genna
dj_elektropier_mini.jpgUna videosession firmata Dj ElektroPier, figura di spicco della scena techno milanese: sulla base del remix di "The Human Bond" di Kevin Saunderson, materiali che vanno da Elio Petri a Matthew Barney a Maya Deren. Una performance inframediale su potere, repressione, controllo e corpo.

new.gif
di Alberto Prunetti L'affare s'ingrossa. Avevamo già segnalato su Carmilla (qui) l'uscita della prima raccolta delle storie del tremendo Don...

new.gif
“I would prefer not to...” sono le parole di Bartleby lo scrivano, il nome comune scelto dagli occupanti e dalle...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Cinema & tv   frecciabr.gif    L'undicenne azzerato: iniziazione all'immaginario

L'undicenne azzerato: iniziazione all'immaginario

di Giuseppe Genna

[Questo articolo narrativo è stato pubblicato sull'ultimo numero di Vanity Fair, in relazione all'uscita nelle sale italiane del film Un ponte per Terabithia, un fantasy prodotto dalle stesse major che hanno realizzato le Cronache di Narnia. gg]

Aprile 1981: l’anno in cui Alfredino tinse di nero atrabiliare l’intera nazione. Io ho undici anni, sono all’angolo tra via Etruschi e viale Molise, a Milano. Via Etruschi non è una via: è un dotto biliare, un colon disumano. Le case popolari – popolate invero da piccioni postatomici e unti, oltre che da drop out e criminali e pazienti psichiatrici – sono enormi condilomi architettonici.

Sono su quell’angolo squallido, nell’aprile ’81, indosso una tuta verde con le toppe ai pantaloni che distrattamente ho messo al contrario, l’ombrello in mano perché poteva piovere e invece irradia un sole afoso, ai piedi mocassini di cuoio e in un sacchetto del supermercato un paio di finte Superga: sto andando alla ginnastica correttiva. Ho la scoliosi. Sono magro all’esasperazione. Ho la piena coscienza di essere, a undici anni, uno sfigato.
terabithia.jpgPressappoco come i protagonisti undicenni di Un ponte per Terabithia, il bestseller fantasy di Katherine Paterson, che Disney e Walden Media, già produttori delle Cronache di Narnia, portano ora su grande schermo, con lodi sperticate perfino del rigoroso New York Times, che di rado esprime giudizi tanto definitivi: “Un film di una profondità che emoziona, e che riporta gli adulti a un passato in cui le paure potevano influenzare il corso delle loro esistenze”. Paure che possono mutare il corso di un’esistenza. Quali paure?

Torniamo a quell’incrocio milanese, squallido. Torniamo a me, ragazzino semianoressico coi pantaloni della tuta al contrario. Pochi minuti prima, Franchino e i suoi, i bulli di quartiere, mi hanno rubato diecimila lire. Venti anni dopo, Franchino si lancerà dal balcone di casa sua, urlando come un ossesso: appena tornato dalla Colombia, nell’intestino trasportava “uova” piene di cocaina e uno gli si era rotto provocando un’emorragia. Ma in quel momento, nell’81, il re dell’anti-Terabithia, cioè il padrone della realtà, è lui: il suo volto slavo, quasi mongolico, la sua pelle gitana, i suoi capelli bisunti, le sue mani già callose, il coltello sventolatomi sotto il naso, l’ordine di dargli i soldi, che io consegno insieme alla mia integralità. Avverto rabbia per la pavidità, l’inazione e l’impossibile reazione alla prepotenza: sono reso più magro da questa autocrocifissione, sono moralmente magro. Mi sento azzerato ed è soltanto uno dei punti su un continuum puberale fatto di vuoto, di malessere corporeo e famigliare e sociale. Mi difendo. Da subito, annusato il pericolo, io ho reagito con la stessa mossa di jujitsu spirituale che, Leslie e Jess, i due undicenni protagonisti di Un ponte per Terabithia, hanno eseguito: loro si inventano un regno immaginario dove sono re e regina, e dominano su troll e giganti e alberi semoventi – e io ho creato un mondo fantastico, a parte, un luogo di immersione che possa incantarmi e proteggermi, un universo dove nulla possa interrompermi e, soprattutto, come accade in tutto il fantasy, l’elemento umano sia assente. La mia difesa si chiama H.P. Lovecraft. Per chi non lo conosce, è in pratica il papà putativo di Stephen King e il figlio degenere di Edgar Allan Poe. Questo scrittore (che più che un uomo pareva l’allucinazione di un primate antropoide) creò universi paralleli inquietanti, da accapponare la pelle: dimensioni aliene occulte, pronte a riemergere da passati remotissimi, quando ancora l’umano non abitava la terra; oppure creature amorfe che popolano mondi paralleli ma incombenti, esplorabili attraverso porte magiche, aperture verso l’orrore sacro e primario. C’era un’antologia di Lovecraft, a casa mia, curata da Fruttero & Lucentini, i primi a importare in Italia questo genio del terrore. L’antologia si intitolava I mostri all’angolo della strada e in copertina l’illustrazione era opera di un Escher invasato: scale che terminano nel proprio inizio, palazzi che non possono esistere secondo le leggi della geometria euclidea, e tutto questo era popolato da figure minuscole ma mostruose, un inferno di Bosch ridotto a cover editoriale. Ecco dove fuggivo io. Lì è nato lo scrittore Giuseppe Genna. E’ nato nel fantastico, questa potenza che fa dire a Victor Hugo che “nessuno sa mantenere un segreto meglio di un bambino” – poiché il segreto fa sognare ed esserne messi a parte fa trasvolare verso dimensioni che la fisica quantistica afferma esistere davvero. Terabithia è vera. E’ vero che Hugo asserisce anche che “sono i libri che un uomo legge, quelli che lo accusano maggiormente”, ma i libri che un bambino legge sono quelli che maggiormente lo scagionano, poiché lo proiettano verso latitudini aliene, che risolvono, terapeutizzano, suturano ferite. L’incantesimo: ecco la forza della narrazione, di qualunque narrazione si tratti. Il racconto è visione: esseri fantastici e realissimi popolano l’immaginario umano dai graffiti di Lascaux all’ultimo romanzo di Michel Houellebecq, all’ultimo film di David Lynch, all’ultima puntata di Lost. La Terabithia che salva il bambino è l’arte che salva l’uomo. Il medium e lo sciamano: questi due pontefici eterni della nostra specie – ecco i narratori. Chi sogna non subisce: agisce, cresce, sorpassa ogni trauma.
Quanto ho appena scritto non è vero: è vero anche il contrario. Ecco la maledizione dello scrittore. In Un ponte per Terabithia, il regno immaginario che protegge i due ragazzini dalle scosse col reale ha un valore terapeutico accertato. Jess e Leslie, entrambi undicenni, non vivono però nei dintorni di via degli Etruschi. La mia prima autentica esperienza letteraria è scolastica: un tema in forma di racconto per un concorso nazionale lanciato da una casa produttrice di modelli giocattolo di automobili. Chiunque vince. Scrivo il resoconto della mia Terabithia. Il giorno della premiazione non è tale. Arriva in classe un enorme contenitore: chiunque abbia scritto il racconto vince il suo Maggiolino, le confezioni sono nominali, a ogni allievo una macchinina. Attendo che venga chiamato il mio nome. A scatolone vuoto, Giuseppe Genna è lì, magro e scoliotico, senza il suo Maggiolino. Un errore, dev’essere saltato il mio nome, la scatola è incompleta. E’ umano. Tutto è umano: che mi vengano le lacrime agli occhi, che l’operaio non abbia infilato nella scatola la confezione destinata a me, che il Maggiolino mancante non arrivi mai. Era il racconto a garantirmi il premio e sono l’unico a non avere un premio. Torno muto a casa, sotto l’occhio vitreo di una sfiga che ha per me le sembianze di una Medusa. La mia prima prova letteraria mi ha lanciato addosso una profezia: la letteratura non salva, cura i traumi ma le tragedie accadono comunque. E’ all’incirca quanto capita nel film a Jess: è introverso, strapieno di problemi, e riesce a liberarsi soltanto disegnando e correndo come un Carl Lewis in erba. Leslie, una ragazzina appena trasferitasi nella cittadina dove vive Jess, si traveste da ragazzino e straccia Jess nell’annuale corsa a cui lui sembrava destinato.
Il New York Times ha còlto alla perfezione la particolarità del film, affermando che gli spettatori adulti saranno risucchiati nei propri ricordi d’infanzia: quei timori e tremori per cui, se mi obbligassero a tornare undicenne in via degli Etruschi, per tutta risposta chiederei di spararmi un colpo alla tempia all’istante. Che sia felice o infelice (la seconda che ho detto, quanto a me), l’adolescenza determina una zona minata in cui pare di esplodere a ogni passo. Si è privi di mappa, il piede è incerto e, a furia di incappare in esperienze disastrose, diventa certo: di sicuro calpesterà una mina. Di fronte a questo sisma continuo, chiunque si difende come può: il futuro scrittore con la letteratura, che a undici anni è il ponte per Terabithia.
Gli induisti, i buddhisti, i maestri zen, gli iniziati alla Cabbala ebraica, i sufi, gli alchimisti: tutti costoro osservano che, quando il bambino non è più bambino, Terabithia tende ad avvizzirsi. Babbo Natale ha un’anagrafe limitatissima. Uno strabismo umano: da un lato, queste fantasmagorie salvifiche conquistano l’eternità (Tolkien è eterno) e dall’altro sfumano, per ogni adulto, in un oblio da cui chiedono disperatamente di essere recuperate. E’ il motivo per cui Un ponte per Terabithia sarà un successo mondiale, come tutti i film fantasy che l’hanno preceduto. Ed è la ragione per cui io persisto a scrivere: i miei mostri continuano ad attendere all’angolo della strada.

Pubblicato Aprile 5, 2007 10:31 AM | TrackBack

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif IL CASO BATTISTI: TUTTI I DUBBI SUI PROCESSI E LE CONDANNE; ESPOSTI PUNTO PER PUNTO
freedom2009.jpg Confidiamo che una lettura pacata di quanto segue faccia sorgere, in chi è in buona fede, molti dubbi sull’effettiva colpevolezza di Battisti. Comunque, il punto non è nemmeno se Battisti sia innocente. Quel che ci preme è denunciare le distorsioni che la cosiddetta “emergenza” provocò, negli anni Settanta, nelle procedure processuali italiane, fondate, come ai tempi dell’Inquisizione, su “pentimenti” veri o fasulli.

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif "SOVVERSIONE SOTTILE" DELLA LINGUA E NEW ITALIAN EPIC. APPUNTI E PROPOSTE

intro.gif L'EPICA, L'EVENTO, IL DISASTRO, IL CORAGGIO
intro.gif INNESTI, PRELIEVI E INSERTI IN GOMORRA DI ROBERTO SAVIANO


frecciabn.gif IN EVIDENZA
carmillaspec.gif Il "caso Tarnac" e L'INSURREZIONE CHE VIENE

a cura di S. Quadruppani e I. Bussonni
L'"affaire de Tarnac": il giovane Julien Coupat in carcere da sette mesi per un libro. L'oscena dimostrazione di forza di un regime totalitario e biopolitico a estensione globale.

carmillaspec.gif Giuseppe D'Agata e L'esercito di Scipione: laddove "il personale è politico"

di Antonella Beccaria Giuseppe D'Agata è un nome che la letteratura dovrebbe tenere bene a mente. Perché, spesso, il vizio...

frecciabr.gif Tutti gli Speciali

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif "Infinita tristeza". Cronache dal Belize e la riviera maya: l'angolo dimenticato dell'America Latina, 2/2 di Fabrizio Lorusso Su tutta la costa della riviera maya da Cancun a Playa del Carmen, da Tulum a Chetumal...
intro.gif Nos vemos en 2010! di Matteo Dean Vittorio Sergi, Il vento dal basso: nel Messico della rivoluzione in corso, prefazione di John Holloway, Ed.it,...
intro.gif Domenico Losurdo: STALIN. STORIA E CRITICA DI UNA LEGGENDA NERA di Valerio Evangelisti Domenico Losurdo, Stalin. Storia e critica di una leggenda nera. Con un saggio di Luciano Canfora. Carocci...
intro.gif Pasqua d'Abruzzo. I media, l'iconografia del dolore e le coincidenze del calendario di Francesco Zucconi Il tragico terremoto che nella notte di lunedì 6 aprile ha colpito l’Abruzzo cade in un momento...
intro.gif Quelle ombre sul mare di Elle di Franco Pezzini [Non sembra tardi per proporre all’attenzione due splendide letture, edite nel 2007, che arricchiscono il panorama critico...
intro.gif Salviamo Edi. L'inganno delle lampadine a risparmio energetico di Amos Bonato Amos Bonato è un elettrotecnico, responsabile per quel settore di Radio Città del Capo di Bologna. Da...
intro.gif Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 7 di Dziga Cacace 101-Persona di Ingmar Bergman, Svezia 1966 Non so per quale oscuro disegno dell’inconscio, ma decido di santificare...
intro.gif Guai a chi ci tocca - Capitolo 5 di Francesco Lo Duca Qui le precedenti puntate. "Sta nel nero della pelle nella festa collettiva sta nel prendersi la...
intro.gif Carceri: sempre peggio INTERVENTO AL 2° CONVEGNO NAZIONALE DEI GARANTI TERRITORIALI, BOLOGNA, 20 MARZO 2009 di Valerio Guizzardi (Ass. Culturale Papillon-Rebibbia ONLUS) Gli...
intro.gif L'EPICA, L'EVENTO, IL DISASTRO, IL CORAGGIO L'evento che ha aperto la fase alla quale fanno riferimento gli autori nuovepici è, da un punto di vista strettamente politico, identificabile con le lotte zapatiste e le linee di fuga che si sono aperte a partire da esse in Europa e nel resto del mondo; l'evento campale che ha mostrato gli errori e la potenziale caduta può essere identificato in Genova 2001: se saremo capaci di cogliere o di configurare, di anticipare o solo di dichiarare in tempo un nuovo evento, ciò avverrà solo attraverso una cosmogonia, nel senso forte. Abbiamo bisogno di un Esiodo che tiri le fila e tracci le rotte, che torni a segnare le differenze tra il bene ed il male, poiché ogni epica è anche, in un senso profondo, una teodicea, una indagine sul cosa e sul perché del male del mondo, ma a partire dalla definizione di ciò che è bene.

frecciabn.gif CARMILLA STORE
carmillalibreriauniversitar.jpg
Carmilla si è affiliata con libreriauniversitaria.it: potete cercare un titolo cliccando qui sotto o direttamente sui link dei titoli nei singoli articoli. Il ricavato per Carmilla è minimo e serve a coprire le spese del server. L'ottica è quella di offrire un servizio a tutti i carmilli.
• CERCA UN LIBRO »

frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0