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 Il FMI vende per far cassa
di Tito Pulsinelli Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), lunedì scorso ha deciso di mettere in vendita 400 tonnellate d'oro stivate...
 Jean Paul Sartre: «Élections, piége a cons»
(a cura di Sbancor) Ripubblicare oggi un testo di J.P. Sartre, scritto nel 1973, edito allora, non è filologia dei movimenti. Chiunque lo legga con attenzione potrà trovarvi riferimenti alle scelte elettorali che dovremo fare fra in questi giorni. E riflettere su cosa fare.
 Vampirismo geoeconomico
di Sbancor Sulla scrivania ho tre schermi. Due sono di Bloomberg, il sindaco di New York. Uno manda in continuazione...
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 Federico Platania: IL PRIMO SANGUE
di S. Fattori ia fa i conti con le nuove paure metropolitane, che di nuovo non hanno nulla, è l’incapacità di reazione che ci mette all’angolo, la mancanza di anticorpi ad emergenze che pensavamo storicamente risolte a metterci nei guai.
 La Ferla: COMPAGNA MARILYN
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 Dal Lago: IL BUSINESS DEL PENSIERO
di I. Domanin [...] Al termine, di questa ricognizione il libro indica una strada promettente e, a mio avviso, decisiva: il potere nelle mani della filosofia è quello di costruire una filosofia del potere. La filosofia non può certo riproporsi nella chiave spoliticizzata e ideologica della metafisica...
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 Cortigiani, vil razza dannata
di Carlo Loiodice Avrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile...
 Monaci o popolo del Tibet
di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...
 La normalità del male
di Blicero Martedì 11 marzo 2008 i pubblici ministeri Petruzziello e Ranieri Miniati hanno letto le loro richieste di pena...
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 Hadot: la filosofia come esercizio spirituale e bene comune
di N. Ordine "Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
 Intervista a Jaume Cabré
di G. Gadaleta Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
 Dal Kosovo all'universo: Babsi Jones (prima del commiato)
di G. Bavagnoli Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
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 CATTEDRALE - Capitolo VI
di S. Fattori Focalizza la propria attenzione su presunte manchevolezze del sistema, ma non riesce a operare miglioramenti sulla propria persona. Ogni lacuna è esterna. È la vittima sacrificale.
 CATTEDRALE - Capitolo V
di S. Fattori La forza intellettuale di queste creature è interamente assorbita dall’impegno professionale, dal telecomando e dal carrello Ipercoop. Eppure sono più scaltri di me.
 DISCESE ESTREME - Capitolo 14
di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di Discese estreme 14. Il...
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 Resurrezione
di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...
 Imprenditore modello
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di Franco Ricciardiello Erano i giorni migliori, erano i giorni peggiori, era un'epoca di saggezza, era un'epoca di follia, era...
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 NEW ITALIAN EPIC
di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...
 ameriKa dammerung? – parte I: La politiKa
di A. D. Altieri Dall'America, un reportage su quello che potrebbe essere il declino terminale dell'impero americano.
 CLANDESTINO E CRIMINALE. DATI, ASSIOMI, COROLLARI
Far parlare i dati, è questo che bisogna fare adesso, come condizione per tornare a raccontare le singolarità, le esistenze, le storie. Le storie possono venir raccontate male, o si possono trascegliere quelle, per quanto eccezionali, che convengono alla tesi che si intende dimostrare. Ed è necessario che a quelle raccontate male, quelle che tutti i giorni affollano le pagine dei giornali, se ne oppongano altre raccontate bene.
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 "NON SI FUCILA ABBASTANZA!"
di G. De Michele Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.
 Neo-irredentismo e foibe: quello che i media non dicono
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...
 "CUORI NERI" di Luca Telese, recensito da Valerio Marchi
 "Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]
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 Alice disoccupata
di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...
 LE RAGIONI DELL'ALTRO
di S. Quadruppani Venerdì 4 aprile, prima vera giornata di primavera parigina, la dolcezza e la luminosità che c'era nell'aria si accordava perfettamente con la personalità di Roberto Silvi, morto tre giorni prima, e al quale abbiamo detto addio quel giorno, al cimitero di Père Lachaise...
 The Mask of Saint Just
di Franco Pezzini A distanza di quasi vent’anni dall’avvio di quei Novanta che hanno visto un forte rinnovamento del fantastico...
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Cronache di Bassavilla 88
SAINT-GERMAIN A BASSAVILLA
di Danilo Arona
Protagonista di una memorabile saga vampiresca pubblicata in Italia dalla mai troppo lodata Gargoyle Books, il conte di Saint Germain è una celeberrima icona horror nata dalla mente di una delle grandi regine del genere, l'americana Chelsea Quinn Yarbro che scrive a raffica sin dalla fine degli anni Settanta con un attivo di oltre settanta titoli. Da Hotel Transilvania a Giochi di sangue, transitando per Il Palazzo (ma i titoli della serie sono in realtà più di venti), le avventure di questo elegante e poco conforme vampiro gentiluomo trascinano il lettore in un'Europa minuziosamente ricostruita e sospesa tra Medio Evo e romanticismo premoderno.
Com'è ormai ampiamente risaputo, l'eroe della Yarbro è ispirato a un personaggio realmente vissuto che comparve per la prima volta a Parigi nel maggio del 1743: un uomo misterioso e indecifrabile, di grande fascino magnetico, con l'aspetto di chi ha superato da poco i trent'anni, il conte di Saint Germain - sovente identificato a torto con il celebre Cagliostro - seppe sconcertare la società francese di quel periodo con i suoi incredibili prodigi, dicendosi di lui che conoscesse il segreto per trasformare in oro i metalli e che riuscisse a produrre diamanti per mezzo delle occulte tradizioni dell'arte alchemica.
Ma le sue vere bizzarrie per le quali risultava chiacchieratissimo erano la presunta ubiquità (testimoni degni di fede raccontavano della sua presenza in più luoghi nello stesso momento) e l'eterna giovinezza, al punto tale che ancora oggi in certi ambienti "magici" si sostiene che sia vivo e che abbia semplicemente cambiato il suo nome. Lui stesso dichiarava in pubblico di avere da tremila a quattromila anni di età e di mantenersi giovane bevendo l'alchemico e misteriosissimo Elisir della Vita.
Avvolto da tanto alone leggendario, un personaggio del genere non poteva non avere fatto nella sua lunga vita una capata anche nella nostra provincia, regalandole un ulteriore mistero sul quale dibattere. Come ricorda Renzo Rossotti in Piemonte magico e misterioso (Newton Compton, 1994), di Saint Germain transitato dalle parti di Bassavilla vi è menzione in un libretto di poche pagine attribuito a Costanzo Chauvet, giornalista nato a Santo Stefano Belbo nel 1844 e deceduto in Roma nel 1918.
Nella città eterna è molto probabile che Chauvet udisse voci e storielle sull'enigmatico tipo (o che addirittura incontrasse qualcuno che sosteneva di essere proprio lui in persona) e che cedesse in seguito alla voglia di scriverne, tentandone poi di produrne un condensato da lui stesso edito e distribuito come libretto. In quelle pagine Chauvet sostiene che Saint Germain giunse a Solero, paese alle porte di Alessandria, nel maggio del 1740, in un momento in cui avrebbe dovuto trovarsi a Parigi e a Vienna contemporaneamente: evento non così indigeribile dal punto di vista di chi, si raccontava, possedeva l'arte di sdoppiare il corpo astrale da quello fisico e di far comparire i suoi "doppi" in tempi e luoghi lontanissimi.
Nel paese soggiornò per qualche giorno presso un castello, in cui qualcuno ha voluto identificare la magione rinascimentale dei Faà di Bruno, mentre un suo passaggio è segnalato anche nella chiesa romanico-gotica dedicata ai santi Perpetuo e Bruno. Chauvet aggiunge che, da sciupafemmine qual era, il conte trovasse gradita ospitalità presso una bella e ricca nobildonna di nome Corinna. In casa di costei, magari per sdebitarsi di un'ospitalità che le grazie della signora fecero slittare ben oltre il previsto, Saint Germain diede indicazioni non richieste per trovare e portare alla luce un tesoro sepolto in giardino.
Dapprima accolte con scetticismo, le indicazioni di Saint Germain vennero poi seguite alla lettera fino a far emergere dal terriccio davanti alla casa una scatola metallica contenente varie monete d'oro, due orologi e un prezioso sigillo con il monogramma sul lato interno "SG". L'uomo, lasciando di stucco la padrona di casa, afferrò il monile dicendo con un sorriso: "Questo, se permettete, lo prendo io perché l'ho perduto a Bratislava ottant'anni fa."
Se la filosofia "bassavilliana" era già quella che conosciamo oggi, non riesce a stupirci il fatto di come gli ospiti lasciassero tranquillamente libero il conte di agire, dal momento che il resto della cassetta che a Saint Germain pareva interessare per nulla valeva in realtà un'assoluta fortuna. In compenso l'eclettico gentiluomo riuscì a sbalordire ulteriormente Corinna e la sua famiglia, sollevandosi di due metri dal suolo "come se volasse" e alzando come fosse una piuma una pesante tavola di legno e di noce che giunse a volteggiare al di sopra del tetto di casa quasi fosse sparita la forza di gravità.
Congedatosi dopo alcuni giorni dai suoi ospiti di Solero, Saint Germain - per quel che ci riferisce Chauvet - transitò per Bassavilla, vide una mula che se andava libera e tranquilla per le strade e decise di fermarsi ad accarezzarla. La bestia, al contatto delle mani del conte, emise un suono melodioso, "quasi un belato di pecora accompagnato da piccoli sonagli" e poi scomparve. Un piccolo e ovviamente incredibile episodio che per Chauvet concorda in pieno con le più note biografie di Saint Germain e in modo particolare con quelle narrazioni che lo descrivono intento a produrre produrre prodigi su animali sofferenti o feriti.
Al di là di quest'evento descritto con minuzia, Rossotti aggiunge che la presenza di Saint Germain in tutto il Piemonte è segnalata parecchie volte, perciò diventa impossibile stabilire fino a che punto il suo "passaggio" sia un dato fantastico e surreale, oppure motivato dalla presenza di mistificatori e di avventurieri che, per ricavarne denaro e truffare un prossimo ingenuo, si spacciavano per lui. Surrogato anche dall'esistenza di questi "cloni" ladreschi, Saint Germain resta nell'immaginario collettivo come un misterioso, inafferrabile fantasma che ha fatto discutere a lungo gli ambienti di tutte le capitali europee.
Che possedesse o meno degli autentici segreti alchemici, è un dato di fatto che sino alla data della sua presunta "morte ufficiale" (1786), l'uomo mantenesse il fresco aspetto di un quarantenne. Le congetture sulla sua autentica identità furono tante e ardite: un aristocratico polacco esiliato dalla sua patria per avere cospirato contro il trono; un ebreo portoghese; un italiano che aveva fatto un bel matrimonio e aveva poi ucciso la moglie; il figlio illegittimo del Papa; un boiardo russo che si divertiva a spese del mondo; un commerciante di diamanti austriaco inviato come spia in Francia.
Probabilmente i francesi (e forse anche Federico il Grande) usarono Saint Germain come corriere diplomatico non ufficiale durante la sua lunga permanenza presso le corti d'Europa. Di sicuro egli ebbe accesso agli uomini di più alto rango del suo tempo. La sua presenza è stata testimoniata più d'una volta, parecchio tempo dopo il 1786. Almeno tre persone che l'avevano conosciuto prima affermarono di averlo visto e di avergli parlato nel 1793, nel 1796 e nel 1802. Alcuni documenti riguardanti la Massoneria attestarono che il conte rappresentò i confratelli di Francia in un incontro avvenuto nel '95. Nel 1821 Madame de Genlis affermò d'averlo visto a Vienna. Inoltre, diversi viaggiatori sostennero con convinzione di averlo incontrato nel corso del 1800 durante dei viaggi in Estremo Oriente. La teosofista Annie Besant affermò di averlo visto e riconosciuto senza ombra di dubbio nel 1896.
Nel 1972 un francese di nome Richard Chanfray dichiarò di essere il conte di Saint Germain e si disse pronto ad apparire in televisione per offrire una dimostrazione della propria capacità di trasformare il piombo in oro. Non se ne seppe più niente, ma alla fine del decennio un personaggio con accento francese comparve a Torino, sostenendo di essere il conte. La stampa, dato il periodo storico incandescente, se ne occupò piuttosto fugacemente. E il personaggio scomparve nelle nebbie piemontesi, qualcuno dice dalle parti di Bassavilla.
Pubblicato Gennaio 28, 2007 03:42 AM
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