Ottobre 31, 2006
Amélie Nothomb: da Antichrista
[Di Amélie Nothomb continua a perpetuarsi il culto in vita: sono centinaia di migliaia i lettori europei che la seguono a ogni uscita, e in Italia va sottolineato il fatto che nel 2005 sono usciti a suo nome, tra novità ed edizioni economiche, ben sette titoli. Presentiamo l'incipit di Antichrista (edito da Voland due anni fa) e, a seguire, un articolo di Cesare Martinetti per La Stampa, dedicato proprio ad Antichrista e agli effetti di culto che l'autrice belga ha sortito nei lettori continentali]
TUTTI I LIBRI DI AMÉLIE NOTHOMB
Il primo giorno la vidi sorridere. Subito desiderai conoscerla.
Sapevo bene che non sarebbe accaduto. Di fare un passo verso di lei, no, non ne ero capace. Aspettavo sempre che fossero gli altri ad avvicinarsi a me, ma nessuno lo faceva mai.
Era questo, l’università: credere che ti saresti aperta sull’universo e non incontrare nessuno.
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Ottobre 30, 2006
Intervista a Haruki Murakami
 di Stefania Viti
Figura, secondo il New
York Times, tra i dieci libri
più belli del 2005. Umibe
no Kafuka ( Kafka sulla
spiaggia), il romanzo di
Haruki Murakami che
uscirà per Einaudi nella
traduzione di Giorgio Amitrano, ha raggiunto
un traguardo raro per un giapponese.
Possibile, però, se parliamo di
Murakami. Da Tokyo Blues-Norwegian
Wood, Feltrinelli, che vent’anni fa lo lanciò
sulla scena internazionale, a Tutti i
figli di Dio danzano e Dance Dance
Dance, Einaudi, scritto durante il soggiorno
in Italia, i suoi libri sono ormai
classici da milioni di copie in tutto il
mondo. Scrittore visionario e surreale,
amatissimo dai ragazzi, è accompagnato
dalla fama di uomo schivo, misterioso,
allergico a interviste e mondanità.
E lui appare dal nulla, nella piccola
stanza piena di libri nello studio di Aoyama,
nel cuore di Tokyo. Haruki Murakami,
classe 1949, è un uomo piccolo.
Semplicissimo, in felpa e jeans blu.
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Ottobre 29, 2006
Cronache di Bassavilla 78
di Danilo Arona
FIRESTARTER
Divampano fiamme, incendi strani a Bassavilla negli ultimi mesi. Per certi versi sembra di stare a Canneto di Caronia (Sicilia) nel febbraio 2004, laddove fuochi di origine misteriosa hanno incendiato inspiegabilmente e per parecchio tempo oggetti e case. Gli emuli di Padre Amorth non hanno dubbi che il fuoco sia un elemento di origine diabolica. Eppure basterebbe spaziare nel mondo con una visione d'assieme di 360° per rendersi conto dell'esistenza di un fenomeno classificato dagli esperti come fire poltergeist, riscontratosi con regolarità in ogni angolo del pianeta da trent'anni almeno a questa parte.
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Ottobre 28, 2006
€ per "Genova", aggiornamento + Speciale Gilberto Centi
QUI il riassunto delle puntate precedenti.
Questo invece è un flash di aggiornamento: la quarta copia del libro di Gilberto Centi Luther Blissett. L'impossibilità di possedere la creatura una e multipla (Synergon, Bologna 1995) è stata venduta a €171.
La quinta è all'asta adesso, l'inserzione scade alle 11:45 di giovedì 02/11. Per contribuire o anche soltanto per dare un'occhiata, basta cliccare sulla copertina qui a destra.
Dalla vendita della quarta, quinta e sesta copia trarremo un
finanziamento per Supporto Legale.
Il 10% della nostra quota andrà a finanziare Carmilla.
Qui di seguito, l'ultimo saluto a Gilberto e il video di una sua performance...
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Loriano Macchiavelli e il destino del giallo
di Maria Agostinelli
TUTTI I LIBRI DI LORIANO MACCHIAVELLI
Qual è la tua idea del genere "giallo"? Quali credi che saranno i suoi futuri sviluppi?
Tendenzialmente il giallo è sempre stato un possibile motivo di squilibrio, un virus nel corpo sano della letteratura, autorizzato a parlare male della società nella quale si sviluppava. In Italia, ad esempio, il Partito Nazionale Fascista poneva ostacoli al diffondersi della letteratura gialla perché ne aveva intuito la pericolosità; la ricca borghesia italiana del dopoguerra confinava il genere nell’ombra facendolo passare come un gioco enigmistico privo di contenuti e stili perché ne aveva capito le potenzialità; la critica di sinistra meno attenta lo tollerava a malapena.
Permalink: postato alle 12:40 AM
Ottobre 27, 2006
Come si diventa partigiani comunisti. Vita esemplare di Erminia Mattarelli (3)
di Erminia Mattarelli. Testimoniaza raccolta da Michela di Mieri
Sporgemmo denuncia: volevamo dimostrare che si era trattato di un omicidio e non di suicidio, come sostenevano i fascisti. Così gli fecero l’autopsia: c’era il Dott. Ricci, che era un fascista, ma c’era anche il Dott. Tonini, quello che aveva visitato e curato mio padre la settimana prima e quindi sapeva quali erano le sue condizioni fisiche. Davanti alla commissione ognuno fece la sua dichiarazione: per Ricci, era suicidio tramite impiccagione (ovviamente); per Tonini, invece, sul corpo di mio padre non c’era nessun segno di strangolamento: prima di tutto era appoggiato con i piedi per terra, a conferma che era stato attaccato alla trave già morto. Tonini provò che era stato ucciso barbaramente tra le botte e l’affogamento: secondo la sua ricostruzione gli immergevano la testa in un secchio pieno d’acqua, gliela tiravano su e poi ancora giù ripetutamente fino a che non fosse morto annegato. Aggiunse che se anche non fosse stato ucciso così, sarebbe morto lo stesso da lì a poco, per le gravi ferite riportare: aveva un polmone leso, il cuore aveva ceduto, un trauma cranico non curato ecc…
Permalink: postato alle 04:51 AM
The Disney Trap: il video pro copyleft di Monica Mazzitelli
Monica Mazzitelli, una delle anime de i Quindici, ha realizzato un video low budget sui paradossi e le autentiche ruberie che la legge sul copyright impone. Proponiamo qui il suo cortometraggio: è in inglese, ma sottotitolato in italiano, e merita di essere visto: il suo titolo completo è The Disney Trap: How Copyright Steals Our Stories.
N.B. Si può anche scaricare (formato AVI, 88 mega) qui.
Permalink: postato alle 01:52 AM
Joan Halifax: Mito, psichedelia, ricerca interiore
Joan Halifax, laureata in filosofia e antropologia, è stata per molti anni la principale collaboratrice del grande studioso di miti Joseph Campbell. Grande viaggiatrice «interiore» ed «esteriore», la Halifax ha passato lunghi periodi della sua vita tra i Dogon del Mali e gli Huicholes e i Maya del Messico studiando la loro cultura e partecipando ai rituali sciamanici. Lavora da anni con i malati terminali di cancro e nei primi tempi, attorno agli gli anni '70 sperimento' sempre in questo ambito la somministrazione controllata di LSD e allucinogeni. L'incontro col buddhismo le cambia la vita e le idee che da giovane l'avevano spronata verso l'impegno politico militante si tramutano in concentrazione verso l'unico vero mutamento che possiamo condizionare nella nostra vita: quello della nostra interiorità.
Cliccando qui o sull'immagine di Joan Halifax in alto a destra, è possibile visualizzare parte di una VIDEOINTERVISTA a cura della Radio Televisione Svizzera Italiana.
Proseguendo nella lettura, invece, un confronto a quattro: il ruolo della psichedelia nel percorso di conoscenza interiore discusso tra i maestri zen Aitken Roshi e Richard Baker Roshi, l'insegnante buddista Joan Halifax e Ram Dass.
Permalink: postato alle 01:23 AM
Ottobre 26, 2006
Una certa tendenza del cinema italiano a coltivare il proprio povero orticello
di Alessandro Morera
FlashBack Settembre 2003:
Nel 2003, Marco Bellocchio presenta a Venezia Buongiorno Notte (un titolo bruttissimo per tutti coloro che, come Patti Smith, amano la notte: per tutti coloro che vivono la notte l’ossimoro giusto risulta esattamente ribaltato e cioè, Buonanotte Giorno): candidato dalla classe politica del paese, dai (re)censori cinematografici attivi sui quotidiani nazionali e sulle tv a vincere il Leone d’Oro. La giuria, essendo indipendente poiché composta da cineasti, attori, direttori di festival internazionali, critici e teorici affermatisi in tutto il mondo, assegna il premio per il miglior film a Il Ritorno, la bellissima opera cinematografica del russo Andrei Zvyagintsev.
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Ottobre 25, 2006
Il 28 ottobre Giornata nazionale di EMERGENCY!
 Il 28 ottobre EMERGENCY ti aspetta in piazza. Ségnalo sul calendario! EMERGENCY sarà presente con migliaia di volontari in oltre 200 piazze italiane per far conoscere i 12 anni di attività dell’associazione e dire insieme "no alla guerra". Presso tutti i nostri banchetti, con una piccola donazione, potrai ricevere il nuovo calendario 2007 realizzato con i disegni originali di 12 illustratori italiani. I fondi raccolti andranno a sostegno del Centro chirurgico per vittime di guerra “Tiziano Terzani” di Lashkar-gah, in Afganistan.
Spot e banner possono essere scaricati qui.
Permalink: postato alle 02:58 AM
GlobAL: cosa sta per succedere in America Latina
di Toni Negri e Giuseppe Cocco
da GlobAL. Biopotere e lotte in America Latina - manifestolibri - 19,00 €
In molti paesi sudamericani si sono succeduti negli ultimi anni imponenti movimenti popolari e indigeni e cambiamenti di governo che non ricalcano la fisiologia del ricambio interno delle élite dominanti o quella del golpe autoritario. Questi fenomeni, al contrario, introducono una relazione aperta e produttiva con una nuova composizione sociale e politica delle classi subalterne. Toni Negri e Giuseppe Cocco (docente all'università di Rio de Janeiro e presente nelle direzioni della rivista Multitudes) esaminando la storia dei tre grandi colossi del continente, Brasile, Messico e Argentina, seguono l’idea che all’inizio stiano sempre le lotte operaie e proletarie e solo dopo lo sviluppo capitalistico: l’innovazione prima di essere tecnica è sempre sociale. Con la crisi delle sovranità nazionali, delle loro ideologie e dei loro modelli di sviluppo, che non hanno saputo sconfiggere diseguaglianze e miseria, l’America Latina si va trasformando in un potente laboratorio nel quale prendono forma nuove figure di democrazia radicale e modelli di gestione collettiva dei beni comuni.
Pubblichiamo parte della prefazione al saggio, edito da manifestolibri. [gg]
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Ottobre 24, 2006
Cronache di Bassavilla 77
L'ORA DEL LUPO
di Danilo Arona

Le ossessioni di chi scrive di paura sono quasi sovrapponibili, analogiche. Il dato è molto più interessante di quel che sembra, serio indizio di come attorno a noi sia in perenne movimento una realtà transpsichica alla quale molti accedono inconsapevolmente, elaborandone identiche suggestioni. Tra queste una delle più potenti e significative riguarda "l'ora del lupo".
Come ho già scritto una volta, le opinioni al riguardo possono essere differenti. Può diversificarsi la localizzazione temporale, ma il significato no. Come scriveva il sommo Ray (Bradbury), l'ora del lupo "è un'ora speciale, lo spirito è spento e il sangue si muove lento... è la mezzanotte dell'anima."
Permalink: postato alle 02:48 AM
WWF: State of the World 2006. E se l'umanità scomparisse?
[Curato dal WWF, State Of The World 2006 (qui la versione integrale tradotta in italiano) è il più autorevole rapporto al mondo su ambiente, sviluppo, ecologia e risorse. Eccone riassunti i trend principali. A questa sintesi del rapporto WWF, aggiungiamo un articolo emblematico e inquietante ripreso da una ricerca di New Scientist e pubblicato da Repubblica: cosa rimarrebbe dei resti della civiltà umana scomparsa nel giro di 10.000 anni?]
Cina e India.
- L'India ha già la quarta industria mondiale nel campo delle tecnologie per l'energia eolica, mentre Cina e India sono rispettivamente al terzo e quarto posto nella produzione di etanolo. Entrambi i paesi hanno un territorio ricco di fonti diverse di energia rinnovabile in grado di attirare gli investimenti nazionali ed esteri.
- Nel complesso, Stati Uniti, Europa, Giappone, Cina e India sfruttano il 75% della "biocapacità" della Terra, lasciando solo il 25% al resto del mondo.
- In media, il cittadino cinese ha un'impronta ecologica di 1,6 ettari globali, mentre in India l'impronta ecologica pro capite è di 0,8 ettari. Per contro, negli Stati Uniti il cittadino medio ha un'impronta pari a 9,7 ettari e tra il 1992 e il 2002 tale impronta è cresciuta del 21%.
Permalink: postato alle 12:12 AM
Ottobre 23, 2006
Come si diventa partigiani comunisti. Vita esemplare di Erminia Mattarelli (2)
di Erminia Mattarelli. Testimonianza raccolta da Michela di Mieri
[Dopo la prima puntata di questa autobiografia, il Circolo Arci Iqbal Masih ha ricevuto moltissime richieste del libro autoprodotto S'atâurn indrì (Si torna indietro). Storia della donna Erminia Mattarelli, di cui pubblicheremo altri stralci. Per accontentare una parte almeno dei lettori, è stato deciso di lasciare un po' di copie del volumetto presso due librerie di Bologna: Trame, in Via Goito 3c, tel. 051/233333, e Modo Infoshop, in via Mascarella 24b, tel. 051/5871012. A queste librerie ci si può indirizzare per eventuali ordini. Si tenga presente che Carmilla non pubblicherà il testo integrale, per non ostacolarne la diffusione militante.] (V.E.)
Ricordo che quando ci fu la Rivoluzione d’Ottobre in Russia, lui [Giuseppe Massarenti, n.d.r.] promosse la raccolta di grano e generi alimentari per aiutare quel popolo glorioso; io feci la mia parte: con un cassetto e la bandiera rossa andavo casa per casa a raccogliere le cibarie, e in premio ricevetti una medaglietta con la falce ed il martello che fu motivo di grande orgoglio per me.
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"Genova". Una proposta per sostenere chi si sbatte
di Wu Ming 1
Per milioni di cittadini di questo Paese, "Genova" non è solo il nome di una città. "Prima di Genova", "nei giorni di Genova", "non dimenticare Genova"... In molti usiamo questa metonimia (scambio del contesto per l'accadimento) e non c'è alcun bisogno di precisare, l'interlocutore sa che "Genova" significa i tre giorni di contestazioni al G8 del 2001, significa il più grave episodio di repressione di piazza degli ultimi vent'anni, significa le storie, le esperienze, le disgrazie di decine di migliaia di persone che si ritrovarono in quella città per manifestare. Significa l'assassinio di Carlo Giuliani. Anche l'espressione "i processi di Genova" non fa riferimento alla città in cui si svolgono i dibattimenti, bensì agli eventi sotto esame. "Sono gli stessi poliziotti di Genova" è un riferimento alla mancata rimozione (figurarsi!) dei dirigenti di PS responsabili del carnaio, e così via. "Genova", e basta.
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Ottobre 21, 2006
Parazzoli lancia una bomba nella waste land della letteratura italiana
di Giuseppe Genna
Ferruccio Parazzoli, nell'organizzare un premio letterario (l'Ambrosianeum), redige un saggio che finirà sulle pagine della rivista Vita & Pensiero. Fin qui, sembra il take di un'agenzia di stampa vigevanese. Invece il saggio di Parazzoli è talmente potente e deflagrante che, chi è riuscito a leggerlo prima della pubblicazione (noi di Carmilla tra questi), ha còlto immediatamente il valore devastante delle parole e dei sottotraccia che l'autore del recente Piazza, bella piazza (Mondadori) sussurra e grida al mondo della letteratura italiana. Parazzoli fa nomi e cognomi e molti ne escono con le ossa metà rotte. Perché il j'accuse di Parazzoli non riguarda affatto la qualità estetica delle opere e degli scrittori citati: riguarda invece la loro monodimensionalità, l'imbarazzante assenza di una tensione veritativa o, come dice lo stesso accusatore, "metafisica".
Per la nostra letteratura è una questione centrale. Roberto Barbolini di Panorama se ne è accorto e Parazzoli è finito sul magazine con tre pagine tre dedicate alla questione sollevata dal suo saggio, che presto pubblicheremo integralmente su Carmilla.
Permalink: postato alle 12:11 AM
Ottobre 20, 2006
Come si diventa partigiani comunisti. Vita esemplare di Erminia Mattarelli (1)
di Erminia Mattarelli. Testimonianza raccolta da Michela Di Mieri
[Dunque, la Resistenza, in particolare quella comunista (vale a dire un buon 70%), sarebbe stata un grande crimine collettivo. Ce lo garantisce Giampaolo Pansa, legittimato dal fatto di essere "uomo di sinistra", o presunto tale. Francamente gli preferivo il defunto Giorgio Pisanò (da cui Pansa attinge a piene mani), che aveva il coraggio di non mistificare le proprie posizioni. Contro gli assalti alla memoria, è bene ricordare che ogni "dopo" ha avuto un "prima". Pubblichiamo quindi, a puntate, ampi stralci di un libriccino stampato due anni fa dal Circolo Arci di Bologna Iqbal Masih e a circolazione purtroppo limitata, intitolato S'atâurn indrì (Si torna indietro). Storia della donna Erminia Mattarelli. E' l'autobiografia orale, raccolta da Michela Di Mieri, di una partigiana comunista morta nel 2001. Un documento straordinario. Sul modo di acquistare il volumetto completo si guardi qui. Seguirà, con l'ultima puntata, la prefazione che scrissi per l'occasione. Confido comunque che fin dalla prima puntata sia possibile cogliere il discrimine etico che separa una qualunque Erminia Mattarelli da un Pansa qualunque.] (V.E.)
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Ottobre 19, 2006
La svolta SF di Cormac McCarthy: THE ROAD
Qualcosa si sta muovendo, tra Orione e la Terra. Il genere fantascientifico è finalmente pronto a uscire da se stesso, a venare l'alabastrina purezza dei prodotti da Parnaso o, al contrario, l'irritante gravità delle migliori narrative odierne, che sono quelle sporche. Come è accaduto con La possibilità di un'isola di Michel Houellebecq (qui la recensione di Carmilla): cinquanta pagine di finale che sono sì ascrivibili alla fantascienza, ma una SF fuoriuscita dalle sue gabbie, che fa esplodere la sua autentica vocazione: il massimalismo epico, l'estremunzione delle questioni intimiste in vista della deflagrazione delle questioni intime in quanto universali. Il risultato raggiunto da Houellebecq, a cui potremmo accostare l'operazione fantasy del Bret Easton Ellis di Lunar Park (basta il titolo...), è la via maestra per una letteratura del presente che si erge a interprete delle istanze archetipali, una volta traslati gli stilemi abusati dal genere. Una conferma arriva dall'ultimo, insospettabile autore di questa eterogenea schiatta, composta da cervelli e polsi di elevatissima qualità: Cormac McCarthy reinterpreta in The Road il suo western secco e criosotico e utilizza una fantascienza che, come in Houellebecq, è polverosa. Su questa polvere, che la fantascienza deposita attraverso i capolavori della narrativa contemporanea, ci sarà da spendere qualche parola. Intanto ecco la recensione, apparsa il 7 ottobre sul manifesto a firma Tommaso Pincio. [gg]
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Ottobre 18, 2006
Cronache di Bassavilla 76
FORBIDDEN SIREN
di Danilo Arona
Occorre visitarli, i luoghi del delitto. Soprattutto se il delitto in oggetto ha soltanto e sempre compartecipato dell'astratta dimensione della metafora, pur esistendo realmente sulla carta geografica. Così, senza più indugiare, alcuni giorni fa mi sono preso un giorno di vacanza, sono salito in macchina e mi sono diretto verso Piacenza per immettermi da qui sulla A1 in direzione Bologna. Prima del capoluogo mi sono infilato sullo svincolo della A13 verso Padova, con l'intento di raggiungere prima di sera il km. 98.
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Ottobre 17, 2006
Il gorilla con la fisarmonica
di Valerio Evangelisti
(da Robot n. 49, 2006)
Secondo molti Peter Jackson è un grande regista. Secondo me è più che grande: è smisurato. Infatti non ha alcun senso della misura. Pare fermamente convinto che una scena sia tanto più bella quanto più è lunga. Di conseguenza produce film ciccioni come lui.
Lo si era già visto nelle battaglie interminabili de Il signore degli anelli 2 e 3. Ma quello non era che un anticipo di ciò che offre il recente King Kong, di gran lunga peggiore di tutti i King Kong della storia, incluso il King Kong contro Godzilla di Inoshiro Honda, che non era precisamente un capolavoro.
Il King Kong di Jackson fa rimpiangere perfino la versione di John Guillermin del 1976, passata alla leggenda come “il King Kong di De Laurentiis” e unanimemente giudicata una ciofeca. Almeno, Guillermin aveva avuto l’intelligenza di preservare la scena più stimolante e originale del classico film di Merian Cooper: quella in cui Kong spogliava Fay Wray come si sbuccia una banana. Jessica Lange, nel remake, se la cavava egregiamente.
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Ottobre 16, 2006
Il futuro di Pohl
di Alessandra Daniele
Lo scopo della fantascienza non è prevedere il futuro. Al contrario di quanto sembrano credere i suoi principali detrattori, l'sf, quella vera, parla per metafore innanzitutto del presente, esasperandone le tendenze dominanti a volte fino all'iperbole allegorica per farle risaltare, svelarne le autentiche dinamiche, e le radici che affondano nell'eterno substrato inconscio dell'umanità. Ma proprio per questo diventa così spesso profetica, come un uomo che dalla cima d'una montagna riesca a vedere più in là di chi resta a valle, per il merito d'essersi scelto il miglior punto d'osservazione, la visuale più ampia.
Frederik Pohl, classe 1919, tra i fondatori dell’sf moderna e in particolare di quella sociologica, è uno di questi uomini. Gia negli anni 50 la sua narrativa, sempre caratterizzata da acute analisi e sarcasmo corrosivo, diceva di più sull'attuale delirio ultracapitalista di molti recenti trattati d'economia, e preannunciava la globalizzazione bellica del warfare fino alle inquietanti risonanze profetiche de Le navi di Pavlov (“Slave Ship”, 1957).
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Ottobre 15, 2006
NAPOLI, SHANGAY E BOMBAY. Le terre del "just in time"
di Girolamo De Michele
Gomorra di Roberto Saviano e L’impero di Cindia di Federico Rampini. Due testi a confronto che analizzano realtà apparentemente distanti ma accomunate dalla velocità come criterio di produzione e distribuzione.
C’è un paradosso, noto come “dei due gelatai”, di solito usato come critica ai sistemi politici bipolari. In una spiaggia ci sono due gelatai, che devono decidere dove installarsi. Logica e interesse dei bagnanti vuole che i due si posizionino a un quarto di distanza dalle due estremità, affinché ogni bagnante sia equidistante da uno dei due. Che invece si posizioneranno al centro della spiaggia per contendersi la porzione centrale dei bagnanti, giacché quelli lontani dal centro non hanno altra scelta che alzarsi e percorrere una distanza doppia, se vogliono un gelato.
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Pax Veltroniana
di Mirko Del Medico
Questa città sta diventando finta, una città di cartapesta buona per le marionette.
I motivi sono molti ma, a mio avviso, la giunta capitolina ne è responsabile in buona parte.
Credo che in questa città sia giunta l'ora dei consuntivi. E lo dico dopo 15 anni di amministrazione di centrosinistra!
E' ora di vedere quali sono i risultati di questo percorso, dove ci ha portati e cosa ci lascerà quando, inevitabilmente, questa città sarà governata dall'altro schieramento politico (se non altro è una questione di grandi numeri, prima o poi dovrà succedere).
Tenendo ben presente che questo è l'ultimo mandato per Veltroni e ciò gli permetterà di fare molto e con decisione, oppure poco e blandamente; se però il buongiorno si vede dal mattino....
Permalink: postato alle 04:01 AM
Ottobre 14, 2006
INTRODUZIONE ALLA FAME D’AMORE (UN ESEMPIO)
Un delirio di Nino G. D'Attis
[Questo racconto fa parte dell'antologia Con gli occhiali da sole anche di notte - Scatti suburbani - a cura di Girolamo Grammatico, il cui il ricavato va a finanziare LA NOTTE DEI SENZA FISSA DIMORA, (evento pensato dal giornale di strada Terre di mezzo) che si tiene, ogni anno, il 17 Ottobre durante la Giornata Mondiale contro la povertà. Il libro è in creative commons e si può scaricare liberamente qui, oppure ordinare qui (g.d.m.)]
«Faccia di maiale / faccia di scureggia / faccia da assassino...»
Le voci cristalline dei bambini. Le occhiate appena un po’ imbarazzate delle mamme. Finalmente l’autobus rallenta, poi si ferma. L’autista guarda nello specchio retrovisore, apre le porte e i piccoli stronzetti scendono, tenuti per mano da queste giovani signore coi colpi di sole, le buste della Pam, le dita piene di anelli comprati a tre euro dai senegalesi in via Mariposa e sandali bianchi imitazione Gucci ai piedi.
«Faccia di maiale / faccia di scureggia / faccia da assassino...»
Mocciosi. Generazione nata in provetta.
Permalink: postato alle 04:48 PM
Herbert G. Wells e la Macchina del tempo (2)
di Riccardo Valla
5. La regressione in agguato
Come si diceva nella prima parte di questo articolo (vedi qui), Wells seguiva le idee evoluzionistiche di uno dei principali sostenitori di Darwin, che era stato anche suo insegnante, Thomas Huxley. Una delle ragioni per cui l’evoluzionismo destò tante polemiche nell’epoca vittoriana è forse da ricondurre anche alla natura religiosa del concetto.
L’idea di evoluzione non è infatti originale della scienza ma viene dalla religione e in particolare dagli aspetti gnostici contenuti nella dottrina cristiana quando essa sostiene che la materia, il mondo, è inferiore allo spirito – per l’anima incarnata si parla di “caduta nella materia” – ed è un gravame da cui liberarsi. Seguendo la propria componente spirituale e non prestando ascolto ai richiami del mondo ci si evolve e ci si avvicina a Dio.
Permalink: postato alle 03:23 AM
Ottobre 13, 2006
Il Nobel della Pace a Yunus: Microcredito
[Dopo il giusto e politico riconoscimento a Orhan Pamuk per la Letteratura, l'Accademia di Stoccolma compie un gesto che ha del rivoluzionario: assegna il Nobel per la Pace a Muhammad Yunus, bengalese, noto come "il banchiere dei poveri", perché ha istituzionalizzato i piccoli prestiti che hanno consentito, come dice la motivazione, "di creare sviluppo economico e sociale dal basso": è il cosiddetto microcredito. Proponiamo, per celebrare questo prestigioso riconoscimento, di marca spiccatamente antiliberista, un testo dello stesso Yunus, in cui racconta la sua straordinaria vicenda]
UNA NUOVA FRONTIERA: IL MICROCREDITO
di Muhammad Yunus
All'inizio degli anni Settanta ero professore di economia all'università di Chittagong, in Bangladesh. Insegnavo eleganti teorie ma ben presto il mio entusiasmo cominciò a diminuire. Iniziai a considerarle con sospetto quando il mio paese, dovette affrontare una carestia: fu allora che scoprii la distanza tra la vita reale dei poveri e degli affamati e l'astrattezza di quelle teorie economiche.
Permalink: postato alle 07:46 PM
Cronache di Bassavilla 75
PULSE
di Danilo Arona

Una lunga e-mail che mi sono trovato in casella pochi giorni fa.
Ciao, Danilo, e scusa il disturbo. Anch'io vivo ad Alessandria e, mentre sto leggendo il tuo libro Cronache di Bassavilla, resto contemporaneamente colpito dall'ondata di suicidi che sta colpendo la città. Ecco in ordine cronologico gli ultimi tre, di cui senz'altro sei al corrente.
Alessandria, 29 agosto. Un uomo di 56 anni si getta dalla finestra della sua casa in via D'Angennes 65, dove abitava con la famiglia. L'uomo si è lanciato nel vuoto, dal settimo piano, compiendo un volo di una trentina di metri. A nulla sono valsi i soccorsi del 118. E' stato ritrovato steso nel cortile, privo di vita.
Permalink: postato alle 03:24 AM
Ottobre 12, 2006
Transnext: traduzione, precariato, rivolta
[Segnaliamo un nuovo blog dedicato a un approccio radicale ai problemi della traduzione, del lavoro editoriale e del precariato. Carmilla pubblica il post inaugurale del blog Transnext, visitabile qui.] A. P.
Con questo post inauguriamo TransNEXT, per cui abbiamo scelto il sottotitolo “Gilda di traduttori radicali”. Oltre che una gilda è però in realtà anche un collettivo d’idee in affinità, un laboratorio di traduzione sotto nome collettivo, un duetto di braccia rubate, quale più quale meno, alla cultura, due amici traduttori che, stanchi di svolgere a cottimo uno dei lavori più antichi e precari del mondo, hanno provato il salto.
Un salto che nel pianeta della traduzione sarebbe parso imprevedibile, e che imprevedibile resta, nelle sue mosse e nel suo esito. Abituato com’è da sempre al precariato, chi traduce esita più di molti altri a mettere in dubbio la propria condizione precaria, e in un’epoca in cui l’interinale sembra estendersi all’universo intero, nel mondo della traduzione nulla pare cambiato: dalle cartelle dattiloscritte di Bianciardi siamo passati al computer e alle ricerche in Internet, ma tra traduttori non sono nate quelle reti di critica e solidarietà che fioriscono in questi tempi bui tra le comunità precarie.
Permalink: postato alle 04:00 PM
La preponderanza dello spettro, o della visione jamesiana della vita
di Danilo Arona
L'uscita di un'antologia gotica per i tipi di una casa editrice di rango quale la milanese Sylvestre Bonnard sarebbe già di per sé un notevolissimo evento ancor prima di addentrarci nei (molti) meriti dell'operazione. Ma l'evento svela i caratteri dell'eccezionalità quando, nel percorrere le 340 fitte pagine del tomo, scopriamo il rigore filologico, l'amore e l'assoluta conoscenza del genere trattato e l'unicità della "intenzione". Non ci dovremmo aspettare di meno, dato che il curatore dell'antologia è un grandissimo scrittore che si chiama Ramsey Campbell, mentre la "intenzione" è un collettivo omaggio al caposcuola della ghost story di Albione, Montague Rhodes James, sempre presente in ogni pagina seppur letterariamente assente. Un'operazione simile, giusto per fare un esempio alla lontana, a quei leggendari Miti di Chtulhu, curati da August Derleth, in cui tutti i contemporanei e i continuatori di Lovecraft si cimentavano con la mitologia aliena creata dal maestro di Providence, per un volume di rara bellezza edito da Fanucci oltre trent'anni fa.
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Ottobre 11, 2006
Di come "Colpo secco" ispirò una rivoluzione culturale. Intervista alla Wu Ming Foundation (seconda parte)
Texto disponible también en ESPAÑOL (pdf) |
[Seconda e ultima parte dell'intervista di Henry Jenkins al collettivo Wu Ming, apparsa sul blog ufficiale di Jenkins. La prima parte si trova qui.]
[Henry Jenkins III°:] La volta scorsa ho presentato ai lettori il movimento Luther Blissett e due dei suoi principali architetti, Wu Ming e Wu Ming 2. Nel corso dell'intervista hanno raccontato di come il gruppo abbia tratto ispirazione da Colpo secco e da Star Trek, oltre a citare Raymond Carver, Joseph Campbell e Jorge Luis Borges. Hanno descritto una vasta gamma di attività creative, tra cui la stesura di romanzi e manifesti, fino all'allestimento di complicate beffe finalizzate a contrastare il panico morale attizzato dai media locali. Hanno offerto un punto di vista sulla cultura che è in parte teoria d'avanguardia e in parte fan culture, categorie che soltanto di rado si mescolano nel contesto americano.
Oggi proseguiamo l'intervista con altre riflessioni sui modi in cui Luther Blissett si è rapportato all'emergere della cultura digitale, su come [Wu Ming] interagisce coi suoi lettori, e su come tutto ciò sia emerso dalla loro passione per la popular culture.
Il movimento Luther Blissett si è magicamente trasformato nella Wu Ming Foundation, e il gruppo ha pubblicato svariati romanzi scritti collettivamente, titoli che scardinano i generi e che sono stati paragonati (dai critici che li apprezzano) all'opera di Umberto Eco o definiti (da chi non li apprezza) "romanzi per multitaskers". Per darvi un'idea del loro lavoro, ecco parte di ciò che Publishers' Weekly ha da dire su 54 [N.d.R. La recensione di PB è piena di errori, alcuni divertenti]
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Déjà-vu. Più che un governo, l'attuale è pessima letteratura
di Sbancor

Vedo Romano Prodi biascicare, confondere labiali e velate, nel bofonchio tipico del parroco campestre. E come gli antichi prelati della bassa, al tempo di agrari e fassisti, tentare di convincere il volgo minuto, gli interessi dei padroni essere la loro felicità. Mazzate comprese. Potere dell'omelia che nella retorica tutto annacqua e sbiadisce. Gorgogliare indistinto di chi i concetti e i numeri è aduso a ruminare più che a chiarire.
Resto affascinato. Dopo il "Rap" su Telecom non mi aspettavo che tale insania potesse per magia replicarsi in "Finanziaria".
Finché la mia attenzione, assai venale, non è distratta dalla meditazione trascendentale sulle aliquote fiscali. Ebbene, confesso di far parte di quel 1,59% di italici abbienti che hanno redditi da lavoro, ahimé dipendente, e quindi soggetti a crudele tassazione ab origine, superiori a euro 70.000 lordi.
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Ottobre 10, 2006
Risposta narrativa alla grande bugia di Pansa
di Giuseppe Genna
[Per chi desiderasse comprendere moventi e mozioni che mi spingono a redigere in tempo reale questo microracconto, che intende essere una risposta narrativa al revisionismo giornalistico di Giampaolo Pansa, rimando all'intervento di Wu Ming 1 pubblicato recentemente su queste pagine elettroniche]
LO ZIO GINO
Il tuo nome è un nome antico, l'Italia recuperata, il nome di un tempo di volti smagriti, epidermidi sferzate e ròse dai venti di Nikolajewka e dalle parole fitte tra i coscritti dell'Armir. I tuoi piedi sono bollati da calli che furono vesciche nei panni lenci saturi di acqua tra le nevi russe, chilometri percorsi con la suola fatta di pneumatico, prima avanti, poi non si sa verso dove, nell'immensa distesa bianca della Grande Madre che tutto prende e tutto perde e si sveglierà alla fine seguendo le parole dell'Immacolata Vergine portoghese, che in portoghese ha predetto e profetato a inizio secolo. Finché non hai trovato scarpe: scarpe vere, grazie ai contadini che ti hanno accolto mentre, sagoma scura nel turbinio nebuloso di ghiaccio e neve, proseguivi con la mano tesa in avanti e il cuore decelerava i suoi ritmi irregolari, tu che, comunista, non credevi ad alcuna Immacolata.
Il tuo nome è Gino Genna e ora sei morto ed eri il primogenito, il fratello maggiore di mio padre.
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Di come "Colpo secco" ispirò una rivoluzione culturale. Intervista alla Wu Ming Foundation (prima parte)
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[L'intervista che segue è tradotta dall'inglese. Viene pubblicata in due parti perché così è apparso il testo originale, la settimana scorsa, sul blog ufficiale del professor Henry Jenkins. Jenkins è tra i massimi esperti americani di popular culture(*). E' direttore del Comparative Media Studies Program al Massachussets Institute of Technology, nonché autore di testi molto importanti sul modo in cui i fans ricombinano e riutilizzano la cultura che amano, trasformandola in qualcosa di nuovo e inaspettato, si tratti di cartoons o videogames, di serie televisive o fumetti. Tra i suoi libri vanno citati Textual Poachers: Television Fans and Participatory Culture (1992), From Barbie to Mortal Kombat: Gender and Computer Games (2000), Fans, Bloggers and Gamers: Exploring Participatory Culture (2006) e il fondamentale, monumentale Convergence Culture: Where Old and New Media Collide (2006).
Dopo aver letto quest'ultimo (**), su suggerimento di WM2 (entusiasta quanto me) mi sono messo in contatto con Jenkins, che raramente ha scritto di popular culture europea. Gli ho spiegato un po' di cose e spedito materiale. Metodico, il prof ha seguito link, salvato testi, approfondito, rimuginato per una quindicina di giorni, poi ci ha spedito alcune domande, a cui abbiamo risposto in due. La cosa che più lo incuriosiva della nostra - e non soltanto nostra - prassi era il superamento della barriera che separa "avanguardia" e "popolare", cosa che nella fan culture americana si verifica più di rado.
Il blog di Jenkins è a metà tra un quaderno di appunti e un tavolo pieno di provette, alambicchi, serpentine, bacinelle piene di liquidi fumiganti. Dentro quel caos prendono forma i discorsi che finiranno sui prossimi libri.
L'intervista, come dicevo, è apparsa in due puntate qualche giorno fa. Credevamo di aver detto cose che suonavano risapute, qui da noi, almeno alle orecchie di chi conosce il nostro percorso, e invece pare di no. Quando racconti qualcosa da capo, soprattutto se lo fai dopo tanto tempo e dopo aver maturato un certo distacco, finisce che getti nuova luce sugli eventi. Infatti, tra gli amici che hanno letto l'intervista, diverse persone ci hanno chiesto se/dove/quando avremmo messo in rete la versione italiana... che però non esisteva.
Adesso esiste.
In questa prima parte si parla nello specifico di Luther Blissett, nella prossima si affrontano anche questioni più generali. WM1]
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Ottobre 08, 2006
Tragitto Roberto Dionigi
di Stefano Bonaga
Le testimonianze – tutte – hanno prossimità non solo etimologica con il martirio. Non sono tali infatti senza richiedere un prezzo. Nel caso di una testimonianza di una vita cara, seppur filosofica, il prezzo del ricordo si paga con la moneta del dolore. E il dolore è cattivo consigliere, comunque poco elegante perché fa appello costitutivamente al risarcimento, all'ombra della logica mute e plebea della perdita e del guadagno. Nella testimonianza la parola parla d'altro, come nel sogno il desiderio dislocato. E dunque la testimonianza è anche il luogo dell'ibridazione fra l'assenza resa presente, e il presente della perduta esistenza che di là ritorna. Questa complicazione, la speranza delle piegature che fanno la consistenza della testimonianza, dovrebbero rendere diffidenti insieme il testimone e i destinatari delle sue parole. E così è per me e questo è l'inevitabile limite di un ricordo volontario.
Che tuttavia venga fuori qualcosa di Roberto Dionigi è un intento sano, perché la salute del pensiero, così come lo ha caratterizzato, è la sua più bella eredità. Dunque, subito, il pensiero in questione.
Permalink: postato alle 04:14 PM
Ottobre 07, 2006
NO ALLA TASSA SULLE RASSEGNE STAMPA
dal sito di peacelink
Sono contrario all'imposizione di una tassa sulle rassegne stampa realizzate senza scopo di lucro.
Chiedo pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell'articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante "Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria", con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.
Questa tassa non aggiungerebbe niente al lavoro dei giornalisti e degli scrittori, ma sarebbe solo un ingiusto guadagno per i gruppi editoriali a cui questi autori hanno ceduto la gestione dei loro diritti.
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Ottobre 05, 2006
Partigiano Carlo Venturi, nome di battaglia "Ming"
a cura di Wu Ming
Di nuovo mal di Pansa e dissenteria giornalistica. Dibattiti ritriti, pseudo-scoperte storiografiche, denuncia di aggressioni e "linciaggi" presuntamente subiti dai coraggiosi e anticonformisti (Pansa) a opera dei vigliacchi (la presunta "intellighenzia antifascista" e storici seri come Luzzatto, D'Orsi, Pavone). E poi: retrospettive tedesche sulle foibe che danno per scontato e acquisito quel che scontato e acquisito non è (siamo bravissimi a esportare le panzane e a sfruttare le code di paglia e i sensi di colpa altrui); tentativi di rivalutazione del colonialismo fascista in Africa (milioni di morti, guerra chimica, missione civilizzatrice!). Siamo insomma alle solite. Questi ci provano sempre, a montare lo spettacolino. L'allestimento è ogni volta più ridicolo: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa, la terza come Pansa, la quarta come orchestrazione di conati di vomito. Come si dice in Emilia, meglio "non smollare il colpo", meglio continuare a vigilare, meglio tenere viva la discussione.
Quelli che seguono sono due estratti dal video di Germano Maccioni "Carlo è scappato da casa" (Italia, 2005). E' un'intervista al casalecchiese Carlo Venturi, nome di battaglia "Ming", della Brigata partigiana "Stella Rossa" (quella del comandante Lupo), attiva sull'Appennino tosco-emiliano dall'Armistizio alla Liberazione.
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Lo Stallo: l'emblema Telecom
di Giuseppe Genna
Lo Stallo a cui si accenna ha tutte le valenze emicraniche che il leggendario finale di partita impone come uno spettro doloroso a ogni scacchista. Lo Stallo sarebbe una svolta d'epoca, ma non lo è, perché la palude in cui ha luogo non subirà alcun salto evolutivo verso il meglio - anzi, lo Stallo è per paradosso dinamico, è cioè il lento, costante, quasi mirabolante a voler essere patafisici, slittamento all'indietro delle forze comunitarie, intellettive e politiche di un Paese diventato non solo marginale, ma pernicioso. Lo Stallo è una figura impossibile come l'Ircocervo (e l'impossibile esiste): non è stasi, è il ritorno a una situazione pretraumatica indefinita, poiché l'Italia è il Paese in cui sta avvenendo lo Stallo, ed è una nazione in cui il trauma si protrae da decenni. Ne isolo alcuni sintomi.
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Ottobre 04, 2006
Alfred Bester: L'UOMO DISINTEGRATO
di Michele Petrino

Alfred Bester, L'uomo disintegrato, Mondadori, Urania Collezione n. 42, luglio 2006, € 4,90.
Un fertile filone dei comics americani viene denominato what if e tratta di storie che si svolgono al di fuori delle ferree continuity cui sono imbrigliati i vari personaggi, dopo decenni di avventure. In particolare, i what if partono da un “e se…” ovvero da un’ipotesi: cosa succederebbe se fosse successo questo o quest’altro…
Ci si può facilmente rendere conto di come il filone lasci aperte molte strade narrative, ma occorre fare una precisazione: tali meccanismi, così diffusi nei fumetti, sono in realtà tipici della sscience fiction. Anzi probabilmente il copyright spetta proprio alla sf, che tutta si basa sui proprio su ipotesi e alternative.
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Ottobre 03, 2006
Nud'e cruda - Taranto mon amour
di Cosimo Argentina
Pubblichiamo la Premessa e il Capitolo 1 del nuovo romanzo di Cosimo Argentina, edito dalla Editrice Effigie di Pavia (g.d.m.)
All’inizio fu una piccola spianata annegata nel fango in fondo a via Calabria; da una parte c’eravamo noi e dall’altra partivano le baracche Zaccheo, una sorta di zona franca a metà tra il villaggio medievale e una bidonville dove i gabbiani contendevano gli avanzi ai disperati.
Avevo cinque anni, era la fine degli anni sessanta e le fondamenta della casa di mia nonna erano deboli a causa di una tomba a camera dell’età magnogreca. Il custode di un deposito di vino che si trovava a pianoterra bestemmiava sempre all’indirizzo di quella tomba perché, diceva lui, quelli dell’ente archeologico non gli consentivano di lavarci le damigiane, lì dentro.
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Luís Miguel Rocha: LA MORTE DEL PAPA
di Giuseppe Genna
Il libro che mi accingo a recensire non è né bello né fondamentale: è significativo e per questo andrebbe letto. Esso sussume, in maniera molto più rigorosa, la valenza politica che ha assunto, in the long running, Il Codice Da Vinci di Dan Brown che, non appartenendo alla letteratura, sferra un attacco all'Opus Dei che nessun romanzo è stato in grado di portare, a dimostrazione che il bestselling - o il genere - mantiene possibilità etiche che i detrattori della letteratura da mercato non intercettano. Nel caso di Rocha e del suo La morte del Papa, se stiamo alle dichiarazioni dell'autore, la fiction ce l'ha messa lui, ma i documenti e le verità (criptati all'interno della gabbia romanzesca) ce li ha messi l'agente segreto che ha materialmente ucciso Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I, a 33 giorni dall'elezione al non tanto ambìto (da lui) soglio pontificio.
Una bufala? Non del tutto, perché Rocha è troppo preciso. Il disvelamento finale del mistero Luciani? No: perché in tal caso doveva scrivere un saggio e presentare i documenti.
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Ottobre 02, 2006
La décade prodigieuse. Nell'eterna notte di Flavio Santi
di Danilo Arona
 Ha ragione Flavio Santi, narratore e poeta clamorosamente nato nel 1973 ad Alessandria (proprio lei, Bassavilla, dalla quale fuggì velocemente in tenerissima età...), quando sostiene che il gotico sotto varie maschere è una delle cifre di riconoscimento della cultura contemporanea. In un alveo transtemporale che, partendo da Poe e da James (l'Henry di Giro di vite, non l'altrettanto sublime reverendo) ci conduce attaverso le valli oscure e seminali del B-movie (Bava, Fulci, Romero) per innalzarsi al mainstream più autoriale che si possa immaginare (Coppola e Bergman, Apocalypse Now e Fanny e Alexander), il nostro descrive non solo la presenza invadente - vampirica - del gotico nell'officina culturale del millennio, ma anche il percorso personale, ossessivo, che conduce a questa lugubre e miasmatica "stazione" che è la Sicilia borbonica alla fine del 1700.
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Ottobre 01, 2006
A GAMBA TESA SUGLI 80s
di Girolamo De Michele
Prefazione al secondo romanzo di Saverio Fattori: Chi ha ucciso i Talk Talk? Falsa biografia autorizzata di Marco Orea Malià, Alberto Gaffi editore, Roma, 2006
Se non sai chi erano i Talk talk clicca qui, qui e qui
Non si esce dagli anni Ottanta, cantano gli Afterhours: quante volte abbiamo (abbiamo chi? noi chi? – non importa) ripetuto questa frase? Quante volte abbiamo citato qualcuno – molti qualcuno, forse – che ha detto: quando penso agli anni Ottanta non mi viene in mente niente? Bene: è ora di finirla. Se non riusciamo ad uscire dagli 80s, allora bisogna cambiare strategia: entrarci, negli 80s. Dentro, e sopra: entrarci a gamba tesa, a piedi uniti. Tanto la moviola-in-campo, il potere sulla velocità di scorrimento dei fotogrammi della nostra storia, il potere di selezione e alterazione è sempre in mano a quelli che gli 80s li hanno inventati.
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