Luglio 31, 2006
Bombardamenti e linciaggi: il caso Ward Churchill
di Alberto Prunetti
In ore drammatiche, mentre il sud del Libano è devastato dai bombardamenti, segnaliamo una voce di dissenso che la “macchina decervellante” statunitense sta cercando di mettere a tacere. Alto, lunghi capelli corvini e sangue nativo nelle vene, Ward Churchill è uno dei più brillanti scrittori del movimento indigenista. Nei suoi saggi (tra cui A Little Matter of Genocide, Indians’R’Us, Agents of Repression) Ward ha espresso le più interessanti prospettive indigeniste dai tempi di Vine Deloria, in pagine che mescolano critica storica, radicalità filosofica e capacità di condurre reportage d’assalto sugli aspetti più inquietanti delle attività del governo e dei servizi americani. Il giorno dopo l’11 settembre 2001 Churchill ha scritto un articolo, Some People Push Back, in cui rende esplicito, nella maniera più chiara, un fatto che dovrebbe essere evidente a tutti, e cioè che chi semina vento, raccoglie tempesta.
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Cronache di Bassavilla 68
DEEP IN THE WOODS

di Danilo Arona
Correva il 1973 in Italia e nel mondo. Correva veloce e sanguinario, oscuro e misterioso. L'ennesimo governo fantasma di Andreotti, la grande industria che si stava smembrando e nessuno che se ne accorgeva, la nazione che andava a piedi alla domenica in nome di un demenziale provvedimento a favore dell'austerità, la guerra che finiva in Vietnam e subito veniva esportata in Cile, il cadreghino di Nixon che iniziava a tremare e un intenso film di William Friedkin che faceva scoprire all'America, al mondo e persino al Papa che il Diavolo c'era ed era uno tosto.
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Luglio 30, 2006
Il mistero della scatola nera
dii Evald Vasilevic Il’enkov

[Dalla preistoria del cyberpunk, un racconto di uno dei più’ importanti filosofi sovietici del secolo scorso (vedi qui), “preludio fantascientifico” a una delle sue opere più importanti, L’uomo e i miti della tecnica (titolo originale Ob idolach i idealach, tradotto in italiano da Ignazio Ambrogio, per i tipi degli Editori Riuniti nel 1971.] (R.S.)
Questa storia è accaduta ieri e si è svolta in un millesimo di secondo. È naturale che i collaboratori del laboratorio per la costruzione della Macchina-pensante-più-intelligente- dell'uomo non sappiano ancora quali mirabili vicende siano avvenute sotto i loro occhi. In verità, il costruttore Adam Adamyc assicura che negli occhi dell'Integrale è balenata per un attimo una luce stranamente vivida, tanto simile alla luce della ragione. Ma gli altri si limitano a stringersi ironicamente nelle spalle. Nei Verbali è scritto che la valvola principale del congegno pensante si è fulminata, perché non ha retto alla tensione eccessiva.
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Luglio 29, 2006
Beirut: l'ultima spiaggia contro la guerra infinita
di Sbancor

[Nella foto che correda questo articolo, un possibile futuro hezbollah libanese giustamente "fermato sul nascere", in senso letterale, dalle bombe israeliane. Altre foto di piccoli terroristi giustiziati in nome del sacrosanto diritto all'autodifesa di Israele, cantato dal nobile Adriano Sofri, si trovano qui. Attenzione, però: non è una visione adatta ai deboli di stomaco. Ma qualcuno, direbbe Giuliano Ferrara, il lavoro sporco in difesa della supremazia occidentale deve pur farlo. Israele lo fa da sempre.] (V.E.)
Se la guerra infinita è l'obiettivo delle grandi corporations e delle oligarchie militari, la pace è l'arma dei rivoluzionari!
Fermare la guerra infinita è possibile. Ora. Adesso. In Libano. In Libano infatti sta accadendo qualcosa di incredibile che va raccontato. Per la prima volta le diverse comunità stanno facendo un fronte comune contro l'aggressione israeliana.
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Luglio 28, 2006
IL COCCIGE DA VINCI Author's Cut 2/5
di Riccardo Valla

CAPITOLO QUINTO
— Voleva dire “mattacchione”? — chiese Londong, cercando di tenersi alle maniglie. Aveva ‘l’impressione di viaggiare dentro una scatola di latta: il rumore non era granché diverso.
— Volevo dire proprio quello che ho detto! Sai, non potevo lasciare che tutto quel ben di Dio marcisse in prigione!
— Prigione?
— Sì, in America la legge funziona, ma qui possono tenerti in prigione per anni senza mai celebrare il processo.
— Scusi, ma dove le ha prese, queste idee dell’America?
— Dai telefilm che vedevo alla televisione commerciale, quando ero in Italia. Dove possiamo andare? Il tuo albergo è pericoloso, casa mia la staranno già sorvegliando. Forse da una mia amica che è fuori Parigi e lascia le chiavi sotto lo zerbino...
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Luglio 27, 2006
David Goodis: IL VUOTO NELLA MENTE
di Francesco Scalone

David Goodis, Il vuoto nella mente, Fanucci Editore, 2006, pp. 189, € 14,00.
Dopo la morte di David Goodis, avvenuta nel 1967, per molti anni nessuno dei suoli libri rimase in catalogo. Nonostante il talento, nonostante la capacità indiscussa di raccontare storie nerissime, i suoi libri sparirono dal mercato editoriale americano. La vita di Goodis fu difficile, vissuta senza fortuna ai margini del sogno americano. Ecco, uno tra i più grandi del noir non ebbe fortuna. Certo ci furono i film e i francesi non lo dimenticarono. Ma non sfondò mai, non ebbe niente di quello che avrebbe realmente meritato in proporzione al suo talento. Solo nel 1987 la Black Lizard iniziò a ripubblicare per il mercato nordamericano i libri di Goodis.
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Luglio 26, 2006
Cronache di Bassavilla 67
DELITTI PERFETTI
di Danilo Arona

Un estratto dal libro Alessandria nera (Edizioni dell'Orso, 2000) di Corrado Testa, indimenticabile maestro di giornalismo.
La notte fra il 29 e il 30 aprile 1971, in via Bergamo, in Alessandria, in un vecchio stabile nel cuore del centro storico, venne commesso un delitto efferato. Fu uccisa la barista Luigina Chiara all'epoca quarantanovenne. Il delitto è rimasto impunito e gli inquirenti non hanno neppure mai trovato un movente che possa aver fatto scattare la molla omicida.
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Il segnapunti del torneo di polo
di Alberto Prunetti
[A pochi giorni dall'apertura del campionato estivo di polo italiano, invito i frequentatori di Carmilla a leggere queste brevi righe, che illustrano le dinamiche neocoloniali di un gioco tanto blasonato. L’autore dell'articolo è stato per due stagioni stalliere, manovale e segnapunti presso uno dei più esclusivi campi da polo italiani. A.P.]
L’imprenditore italiano ama giocare al polo, che è un gioco argentino, e così decide di comprarsi un cavallo argentino. Ma nel polo bisogna cambiare spesso i cavalli, perché si sfiatano, e per ogni giocatore ci vogliono quattro cavalli argentini. Allora l’imprenditore italiano compra sedici cavalli argentini, e li porta in Italia. Ma i cavalli argentini non si fanno avvicinare dai bolsi imprenditori italiani. Così l’imprenditore italiano compra alcuni argentini, perché il domatore argentino può avvicinarsi al cavallo argentino. Ma ancora il cavallo scarta quando l’imprenditore cerca di montarlo. Pertanto l’imprenditore torna in Argentina, e questa volta compra una sella argentina, e per non sbagliare compra anche altri argentini, che faranno gli stallieri argentini, cavalcheranno i cavalli argentini e giocheranno a polo in Italia. Così l’imprenditore italiano si compra cavallo, stalliere, domatore e cavaliere, tutti argentini, cioè si compra un argentino per ognuno dei suoi bisogni.
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Luglio 25, 2006
"CUORI NERI" di Luca Telese, recensito da Valerio Marchi
[Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio. La riprendiamo perché ci sembra contenere in nuce tutta la passione storica di Valerio, e la sua voglia bruciante di riportare discussioni e "voghe" intellettuali alla concretezza della vita (e della morte) di ogni giorno. In molti hanno criticato aspramente l'operazione di Telese, ma Valerio ha fatto di più, ha smontato il libro dall'alto (anzi, "dal basso") di una conoscenza diretta dell'argomento, dei contesti, dei personaggi. La recensione è molto acuta, porta allo scoperto caratteristiche di Cuori neri che nessun altro aveva fatto notare, es. la mancanza di rispetto nei confronti di questi caduti di ultradestra e del loro vissuto: il più delle volte vengono descritti come "fascisti per caso", in fondo impolitici, divenuti bersagli di azioni violente per motivi banali anziché per scelte compiute in piena coscienza.
Il recensore non si lascia fuorviare dal cursus honorum bertinottiano di Telese e si sforza di "stare sul pezzo", di dire le cose come stanno (anziché come si dice stiano), di esprimersi anche in modo brutale, purché sincero. Ecco, forse, il vero messaggio di Valerio Marchi in molti suoi scritti: una scorbutica sincerità, sempre ancorata ai dati concreti, è tra i migliori antidoti al machiavellismo di certe ricostruzioni storiche a orologeria. WM1]
Cuori neri di Luca Telese ripercorre le tragiche vicende di 21 vittime "fasciste" del sanguinoso scontro politico che ha segnato l'Italia a partire dal 1970, con un approccio destinato a suscitare polemiche sia nella destra radicale che nell'intera sinistra, senza peraltro poter essere considerato - in questo suo "scontentar tutti" - semplicemente "obiettivo".
L'impressione prevalente, scorrendo le pagine del libro, è infatti quella di un testo che utilizza un passato doloroso in funzione della più stringente attualità politica.
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Luglio 24, 2006
IN MORTE DEL COMPAGNO VALERIO MARCHI, 1955-2006
Speciale a cura di Wu Ming
E' un'estate di siccità dell'anima, che si porta via i nostri fratelli maggiori, uno in fila all'altro, come scoiattoli ghermiti da un rapace. Dopo Piermario Ciani e Roberto Bozzetti (aka DJ Pappa Rodriguez), ieri sera la notizia che ti spegne la voce e ti fa balbettare al telefono.
E' morto a soli 51 anni Valerio Marchi, sociologo, storico dei movimenti giovanili, militante antifascista, skinhead, ultrà della Roma, libraio e scrittore.
All'improvviso, molti fenomeni (il fascismo da curva, le sottoculture giovanili, il rock della destra radicale ecc.) diventano opachi, meno leggibili. Rimane sguarnita una postazione critica importante, e tutti quanti ne sconteremo le conseguenze. Il mix incarnato da Valerio (credibilità accademica + culo in strada, strumentazione scientifica + passione viscerale) è sempre più difficile da "shakerare", in un Paese impoverito dalla "fuga dei cervelli", dove imperversa il radicalismo da salotto ed è egemone l'arricciata di naso di fronte alle manifestazioni della cultura popular.
Questa morte avrà un impatto devastante sulla cultura italiana, che purtroppo - in tutt'altre faccende affaccendata - se ne accorgerà tra chissà quanto.
Abbiamo confezionato un piccolo tributo, uno speciale, per far conoscere un po' del lavoro di Valerio anche a chi non ne ha mai sentito parlare.
Mandiamo un abbraccio rude e un po' maldestro, da orsi affettuosi, alla famiglia di Valerio, agli innumerevoli amici e a tutti i compagni da via dei Volsci a Polignano. [WM1, 24 luglio 2006]
1. L'articolo de "Il Manifesto", 23 luglio 2006
2. Una presenza solida e costante - di Wu Ming 5
3. Introduzione a La sindrome di Andy Capp: cultura di strada e conflitto giovanile - di Valerio Marchi [2003]
4. Estratto da Il Derby del bambino morto: violenza e ordine pubblico nel calcio - di Valerio Marchi [2005]
5. Una videointervista a Valerio Marchi sulla destra radicale in Europa
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Luglio 23, 2006
Jean-Patrick Manchette: LE OMBRE INQUIETE
di Daniele Barbieri

Jean-Patrick Manchette, Le ombre inquiete. Il giallo, il nero e gli altri colori del mistero, Carho, 2006, pp. 366, € 16,00
«Il giallo è la grande letteratura morale della nostra epoca. O più esattamente dell’epoca che sta ormai volgendo al termine, quella della controrivoluzione che regna incontrastata»: parola di Manchette, 1978. Quattro anni dopo dedica pagine geniali alle «due forme storiche del poliziesco, il romanzo a chiave e l’hard-boiled», agli scrittori in rivolta, al mondo come Chicago perché, si sa, «l’unico crimine buono è il crimine organizzato».
Grande autore noir, Manchette è qui nella veste di critico e provocatore con una raccolta (in Francia uscì 10 anni fa) che è anche un continuo esercizio di stile: eliminare ogni banalità dallo scrivere senza dimenticare la regola d’oro (di Lewis Carroll): «con le parole si tratta di sapere chi è il padrone»..
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Luglio 22, 2006
Situazione critica della critica cinematografica
di As Chianese

Ne La Grande Sera (1989), il romanzo più conosciuto e apprezzato del compianto Giuseppe Pontiggia (1934-2003), scritto da qualche parte c’è un dialogo estremamente riuscito, che si candida come tra i più narrativamente avvilenti della nostra letteratura. Più o meno all’inizio del libro il fratello del fuggitivo protagonista, Mario, si ritrova suo malgrado partecipe ad una sorta di ricevimento organizzato dalla laida consorte di un genio dell’alta finanza, socio dello scomparso. Alla ricerca di informazioni sul parente, l’uomo viene incalzato dalle indiscrete domande della padrona di casa sul suo stato sociale. Dopo aver cercato inutilmente di eluderle, contrapponendo a queste la spasmodica ansia di ritrovare il congiunto e un certo imbarazzo per la pedanteria della donna, si decide alfine con estrema rassegnazione ad affrontare l’argomento:
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Luglio 21, 2006
Saluti da Genova
di Chiara Cretella

[Il poemetto Riconoscenza, di Chiara Cretella, è preceduto da una lettera che l'autrice scrisse nel 2001 da Londra a Roberto, il suo compagno di passioni e di lotte, cioè di vita.]
Londra, 30 Luglio 2001
Ti spedisco questi pensieri da Londra, dove mi sento come esiliata da una storia che finalmente sento mia. Dopo Genova la mia vita è cambiata. Ho perso fin troppo tempo a cercarmi senza capire che dovevo trovarmi negli altri, darmi a loro senza paura, dare a loro il mio impegno, il mio amore. Perché io ci credo, e molto, e davvero ho le nausee e penso a loro e penso a noi, e penso a quello che possiamo fare per loro, ed allora le mie piccole parole che erano sempre state un balsamo solo per me diventano qualcosa di aperto...
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Luglio 20, 2006
ISOLARE I VIOLANTI
di Wu Ming 1
"In politica gli errori si pagano. Anche se sai che ti contestano, si viene qui e si paga", dichiarò Luciano Violante, allora capogruppo alla Camera del maggiore partito dell'opposizione, il 20 luglio 2002.
Domanda: "Qui" dove?
Risposta: in Piazza Alimonda, a Genova.
Domanda: "Ti contestano" chi?
Risposta: Le persone arrivate in città per commemorare la morte di Carlo Giuliani, nel primo anniversario del suo assassinio. L'arrivo di Violante era stato accolto con salve di fischi e slogan ostili.
Domanda, anzi, domande: perché? "Si paga" cosa? A quali "errori" si riferiva Violante?
Se dovessimo elencare tutti gli "errori" dei DS, non basterebbero dieci giorni senza pause (nemmeno per pisciare). Elenchiamone solo alcuni, non necessariamente gli stessi a cui pensava Violante, ma di sicuro gli stessi che aveva in mente chi lo aveva contestato.
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Medio Oriente, un uso sproporzionato della menzogna
di Tommaso Di Francesco
(da il manifesto, 19 luglio 2006)

[Riportiamo, per la sua estrema chiarezza, questo articolo di Tommaso Di Francesco. Lo corrediamo solo con alcune note. Mai come ora i dirigenti occidentali, il 90% dei politici italiani e il 95% della nostra stampa hanno fatto così schifo, e sono stati tanto lontani dalle opinioni della larga maggioranza dei cittadini. Nella foto, un futuro hezbollah libanese, punito a dovere.] (V.E.)
Non se ne può più dell'uso sproporzionato della menzogna. Adesso tutti cadono dalle nuvole e Bush ha la faccia tosta di dire dal caso del G8 che «tutto andava bene, eravamo applicati alla pace, studiavamo la road map...», ripetendo l'intercalare di bugie che ci vengono propinate sul conflitto israelo palestinese, a cominciare dalla tempistica che mette dopo quel che invece è accaduto prima: parliamo del terrorismo di stato che dall'alto degli aerei F-16 bombarda spiagge e case civili nel centro di Gaza City uccidendo decine di bambini e alla fine, dopo, l'attacco hezbollah sulla frontiera libanese. Una escalation chiama l'altra e non viceversa.
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Luglio 19, 2006
IL COCCIGE DA VINCI Author's Cut 1/5
di Riccardo Valla

[Siamo orgogliosi di ripresentare, in cinque puntate, uno dei grandi successi di Carmilla: Il coccige Da Vinci di Riccardo Valla, in una nuova versione interamente rivista dall'autore. L'opera ha ricevuto a Fiuggi, nel marzo di quest'anno, nel corso della Italcon (la manifestazione annuale degli appassionati di fantascienza), il Premio Italia per il migliore racconto apparso su pubblicazione professionale. Del testo esiste anche una versione cartacea a tiratura limitata, di recente segnalata dal settimanale Panorama. Ricordiamo che Riccardo Valla è il traduttore in italiano de Il codice Da Vinci di Dan Brown.]
a Laura per i memi, a Lanfranco, che lo odia
quanto sono giunto a odiarlo io,
e a Giorgia che si rifiuta di leggerlo
Avvertenza dell’autore. Persone, luoghi, religioni, sette, documenti e libri citati in questa narrazione sono puramente immaginari. Anche il Codice Da Vinci. Ciascuno di loro è illusione, Maia. Come tutti noi.
Shankara insegnava nella piazza del mercato e un giorno, in uno dei vicini padiglioni, un elefante si imbizzarrì e cominciò a colpire con la proboscide tutto e tutti. Chi assistette alla scena si affrettò ad allontanarsi di corsa. Anche Shankara li imitò e corse via lungo la strada maestra.
Mentre correva, uno dei suoi oppositori lo vide, dalla finestra del primo piano e scoppiò a ridere.
— Perché fuggi, Shankara? — gli chiese. — Non sai che l’elefante è illusione?
— Sì, ma lo sono anch’io! — ribatté il filosofo, e riprese a correre.
Dalla vita di Shankara, citato da Mario Piantelli
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Luglio 18, 2006
L'alieno che beveva troppo
di Valerio Evangelisti

[Minimum Fax ha appena ristampato un classico della fantascienza, L'uomo che cadde sulla terra di Walter Tevis (pp. 242, € 9,50), in una nuova traduzione di Ginetta Pignolo. Questa è la prefazione di Valerio Evangelisti.]
Alcuni dei migliori romanzi di fantascienza sono stati scritti da non specialisti. E’ il caso di questo L’uomo che cadde sulla terra (The Man Who Fell to Earth, 1963) di Walter Tevis, autore nato nel 1928, morto di cancro nel 1984, vissuto tra il nativo Kentucky e la meta finale delle sue peregrinazioni, New York, con problemi di alcolismo sempre più gravi. Ma non si pensi a un personaggio alla Charles Bukowski. Tevis non fu un reietto, né trasse dalla sua condizione di alcolizzato materia narrativa esplicita (metaforica sì). La visse piuttosto con sofferenza profonda.
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Luglio 17, 2006
Cronache di Bassavilla 66
MELISSA SOTTO IL LETTO
di Danilo Arona

Qualcuno mi aveva avvertito. Non si poteva scrivere un libro su Melissa. Intanto perché Melissa non mi appartiene. Ma soprattutto perché adesso lei si sta centuplicando, diffondendosi nella "realtà" da chiunque ne legga. Lei voleva riposare, sparire per sempre, mentre io di fatto non l'ho permesso.
La scorsa volta, nella cronaca n° 65, avete letto di quanto raccontano in autostrada dalle parti di Treviso. Adesso devo rendervi conto che a Bassavilla negli ultimi giorni sono riapparsi i bedroom invaders. Anzi, una in particolare.
Intanto dovrei informarvi, perché a Bassavilla si tratta di eventi rari, che in città una donna di 30 anni è stata uccisa nella sua camera da letto. Si chiamava Antogracia, veniva da Santo Domingo e, quando la polizia è entrata, lei stava riversa sul materasso, nuda, i piedi legati e la gola squarciata. Non c'entra nulla con la "mia" cronaca, ma sul Lato Oscuro - Quirino Calderone docet - le analogie c'entrano, e come. Lui sentenzierebbe: "C'è un Vortex sopra e sotto la città e si sono aperte alcune porte proprio dentro le camere da letto".
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Luglio 16, 2006
Roberto Saviano parla di "Gomorra"
Dall'Audioteca di wumingfoundation.com
Libreria Feltrinelli, Piazza Galvani, Bologna, 27 giugno 2006
7 + 5 Mp3 da 160 kbps, raggruppati in due interventi consecutivi.
Cliccando il simbolo che precede i link audio puoi ascoltare gli mp3 senza lasciare questa pagina di Carmilla. E' il Playtagger di del.icio.us, informazioni qui. Se vuoi salvare i file sul tuo disco rigido: clicca col destro sul link testuale e scegli "salva come" (se usi un PC) o vai sul link testuale e fai ctrl + click (se hai un Mac).
N.B. Nel primo file la voce è più metallica perché Saviano parlava in un microfono, abbandonato dopo pochi minuti.
Interventi di Wu Ming su Gomorra:
- Nandropausa#10 [WM3, WM1, WM2]
- Appunti sul "come" e il "cosa" di Gomorra [WM1]
- Clicca sulla copertina se vuoi ordinare il libro.
- Segue l'indice degli mp3.
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Senza zucchero
di Nevio Galeati

Pochi istanti prima di scendere dal furgone blindato controllarono che gli erogatori funzionassero a dovere. I caschi integrali erano più leggeri dei vecchi elmetti in kevlar e sembravano altrettanto solidi. Il trattamento dello schermo a infrarossi aveva eliminato il problema della condensa. L'aria che arrivava a naso e bocca era fresca; con i nuovi filtri era scomparso ogni sapore metallico, continuava solo ad asciugare le mucose. Provarono anche il collegamento radio. Perfetto.
La pioggia continuava a scrosciare, macchiando i vetri antisfondamento. I sei uomini erano rilassati: sarebbe stata la settima retata in pochi mesi in quel quadrante della vecchia darsena, soffocato da una lunga teoria di capannoni in disuso che sembravano sostenersi l'uno con l'altro.
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Luglio 15, 2006
Letteratura: il manifesto '99
In occasione di un convegno organizzato nel 1999 dalla rivista Letture, venne elaborato un manifesto estetico che, ai tempi, parve bizzarro. Gli estensori, sotto l'egida di Ferruccio Parazzoli, erano Tommaso Pincio, Antonio Riccardi, Giuseppe Genna e Michele Monina. Il manifesto non pretendeva di imporsi ideologicamente, non intendeva porsi come vasca di raccolta di pesci sguazzanti e nemmeno ambiva a un ruolo di leadership avanguardista. Soltanto, intendeva fotografare ciò che percepiva come presente avanzato - una porzione di futuro imminente.
L'invito è a misurare questo manifesto con l'attuale deriva narrativa e poetica.
"Scrivo di cose che non vidi, non mi capitarono, non seppi da nessuno, e che per di più non esistono affatto, né a priori possono accadere".
Luciano, Storia vera
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Luglio 14, 2006
HyperMilingo!
Nuovo colpo di coda dello zio Tom in zucchetta vescovile. Quest'uomo, se è un uomo e non un fotoromanzo, sorprende chiunque: molla la sede di Zagarolo (e chi non lo farebbe?) e fugge in Corea dalla massaia che aveva sposato in un rito collettivo consumato sotto l'egida del diabolico Reverendo Moon.
Dal sito ufficiale di Monsignor Milingo, anni fa, recuperammo la storia di una vocazione: quella all'esorcismo, che Milingo ha appreso nello Zambia e ha esportato l'arte della guarigione spirituale nell'hinterland milanese. Prima di darsi a un autoesorcismo: quello con cui ha espulso da sé e dalla propria anima lo spirito curiale targato Ratzinger. Ecco il testo che dipingeva il romanzo di formazione di Milingo. Prima, però, un'adeguata presentazione di chi è questo esorciccio africano che fa parlare di sé, della Chiesa e del Reverendo Moon da anni...
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Luglio 12, 2006
Castelporziano, poesia di una nuova generazione
di Renzo Paris
Fine giugno del 1979, sul litorale di Ostia ventimila giovani fumano, bevono, mangiano. Non è un concerto, è un raduno di poeti. Un evento, con cui ancora oggi non si è fatto abbastanza i conti. Ne ha scritto Renzo Paris su Liberazione dell'11 luglio 2006: pubblichiamo qui il suo intervento, seguito da un commento di Girolamo De Michele (g.d.m.)
Alla fine di giugno del 1979, sul litorale di Ostia, nella tenuta di Castelporziano, il Comune di Roma eresse un palco molto vasto, poggiato sulla sabbia, a due passi dal mare. Doveva ospitare poeti di tutto il mondo, animatori di un grande raduno all’americana. Su quel palco recitarono i loro versi nella prima serata, quella del 29, i poeti italiani dell’ultima generazione. Ventimila giovani erano sparsi dovunque, sotto il palco, nelle vicinanze, sulla spiaggia, divertendosi un mondo a fare i protagonisti, gli spettatori attivi di quello che si annunciava come un megaconcerto.
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Una "betulla" in piazza Alimonda, ovvero: perché Renato Farina è un bravo giornalista
di Girolamo De Michele
per i dettagli su piazza Alimonda vai all'inchiesta L'orrore in piazza Alimonda, su Pillolarossa
Cosa distingue un bravo cronista da un mediocre cronista? Senz'altro, la capacità di essere nel posto giusto al momento giusto. Il posto giusto è dove gli eventi accadono, o accadranno. Il momento giusto è un minuto prima che gli eventi accadano.
Come fa un cronista ad essere nel posto giusto al momento giusto? In tre modi, in genere. Ha fiuto. Ha fortuna. Ha una soffiata (variante: fa sì che gli eventi accadano: avere una soffiata significa far parte dell'evento, contribuire alla sua realizzazione). Se ce n'è un quarto, io non lo conosco.
Piazza Alimonda, ore 17-17.20: calma piatta. La piazza è decentrata rispetto agli scontri in corso. Qualche decina di poliziotti stazionano. Sembrano in attesa. Un defender dei carabinieri fa strane manovre. Va a posizionarsi a un metro da un cassonetto. Non contro: a un metro. Sembra in attesa.
Poi accade quello che doveva accadere.
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Simone Sarasso: CONFINE DI STATO
di Daniela Bandini

[Attenzione. Siamo di fronte a un libro importante e a un esordio strepitoso. Non perdetevi questo romanzo.] (V.E.)
Simone Sarasso, Confine di Stato, Editrice Effequ, 2006, pp. 368, € 16,50.
Raramente ho provato un senso di fastidiosa inadeguatezza come quella che sto provando : saranno ore che sto pensando alle parole più adatte e alle suggestioni più opportune per sollecitare, ma in tono più perentorio, gridare, l’urgenza letteraria di questo romanzo. E’ sicuramente il libro più rivoluzionario, completo, pignolo e fondamentale che io abbia letto negli ultimi tempi. E questo non perché la mia opinione valga chissà cosa, mi considero solo una buona lettrice, senza alcuna pretesa. L’autore dice che questo libro gli è costato un anno di ricerche: c’è da credergli. I nomi, i fatti, le circostanze, tutto è stato rispolverato, ripulito dagli inutili orpelli e dalle retoriche di facciata e messo sotto gli occhi del lettore come un dossier. Noi, semplici cittadini, che questo Stato alla fine finanziamo, ci troviamo in mano il resoconto di ciò che è stato davvero Piazza Fontana, il delitto Mattei, la fine di Feltrinelli.
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Luglio 11, 2006
Il tramonto dei cavalieri bianchi
di Valerio Evangelisti
(da XL, marzo 2006)

Mago Imperiale quale capo supremo, Gran Ciclope e Gran Dragone come suoi luogotenenti... I nomi pittoreschi dei dignitari del Ku Klux Klan restano gli stessi contemplati nel “Klorano”, il manuale a uso dei militanti redatto attorno al 1915. Ma se il Klan cavalca ancora (anzi, “klavalca”, per usare il suo gergo in cui alla c o alla k si sostituisce “kl”) è oggi indebolito. L’attentato di Oklahoma City, che il 19 aprile 1995 fece 168 morti e indusse il presidente Clinton a una dura stretta contro l’estrema destra americana, ha, se non spazzato via, quanto meno fiaccato le “Milizie” (piccoli eserciti privati dall’ideologia razzista e cristiano-integralista) a cui i klansmen si erano legati.
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Luglio 10, 2006
Cronache di Bassavilla 65
THE COMEBACK
di Danilo Arona

Ritorna, evocata da un libro?
Non lo so. Però stanno prendendo "corpo" le prime notizie su una leggenda che i camionisti si raccontano alle aree di servizio dalle parti di Treviso. Treviso sud, per essere precisi. Poco prima c'è un autogrill, di quelli belli e spaziosi dove ci si può sedere comodamente per mangiare, dove si vendono un sacco di specialità locali e dove si ascoltano "storie" capitate in zona. Ne esiste una - anche se sono molte di più - la cui genesi risalirebbe al mattino del 29 dicembre 1999 quando un camionista friulano di nome Renato Marola, apprestandosi ad immettersi nell'uscita per il casello, "vide camminare sul ciglio dell'autostrada, pericolosamente oltre la linea della sosta d'emergenza una ragazza bionda con giubbotto rosso che sembrava ondeggiare in preda a un malore" (da Cronache di Bassavilla, Dario Flaccovio Editore, pag.18).
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Luglio 09, 2006
Le idee fondamentali del maoismo
di Jean Chesneaux
(Estratti dall’intervento al convegno “Mao Zedong: storia e politica dieci anni dopo”, Urbino, 1986)

[Dopo l’articolo di Franco Fortini, vi proponiamo un'altra riflessione sul significato storico del maoismo, che non ne nasconde limiti e fallimenti, ma capovolge più di un luogo comune, restituendoci alcuni elementi del pensiero di Mao di stringente attualtà.] (R.S.)
Si tratta di «idee fondamentali del maoismo», di affermazioni e interrogazioni nate dalla pratica rivoluzionaria cinese. Queste idee sono fallite tragicamente. Mao e i maoisti non avevano i mezzi politici adeguati alle loro esigenze e alle loro speranze, è un'altra storia, una storia di paura, di sudore e di sangue... Ma questa sconfitta politica non deve impedirci di riflettere sulla parte di universale contenuta nel progetto storico maoista. .
Sono profondamente convinto che l'umanità si ponga anche dei problemi che non può risolvere. Tanto meglio! Quando Marx sosteneva il contrario restava fedele all'ottimismo dell'«Illuminismo», e alla fede hegeliana nella razionalità.
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Luglio 08, 2006
Estetica popolare e giornalismo: CRONACA VERA
di Gabriele Ferraresi
[Quello pubblicato di seguito è uno stralcio, con intervista finale a Tommaso Labranca, della tesi Estetica popolare e giornalismo: indagine sul pubblico e sulla storia di Cronaca Vera, discussa nel 2006 da Gabriele Ferraresi. Le immagini di corredo sono ingrandibili cliccandoci sopra: vi consigliamo caldamente di farlo]
Cronaca Vera è un caso unico nell’editoria italiana; si tratta di un periodico popolare, settimanale, che si occupa principalmente di cronaca nera e casi umani nascosti negli angoli più reconditi della penisola. Si passa dal sanguinario delitto d’onore – rigorosamente commesso in Sicilia -, allo studioso – presunto tale – incaricato dalla Santa Sede di combattere il Maligno, rappresentato da Satana in persona, in Puglia. Sparsi tra le pagine, troviamo i fatti più disparati, dal barista bergamasco innamorato della sua Golf elaborata, all’aspirante attrice in cerca di fortuna invariabilmente discinta, all’incredibile storia dell’ultimo ippotrasportatore d’Italia.
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Luglio 07, 2006
Povero Messico!
di Valerio Evangelisti

Porfirio Díaz ebbe a esclamare: “Povero Messico, così lontano da Dio e così vicino agli Stati Uniti!” La stessa frase mi viene alla mente da qualche giorno, dopo una clamorosa quanto sgangherata frode elettorale che si è consumata in quel paese sotto gli occhi di tutti, e che ha avuto il proprio culmine giovedì 6 luglio alle 15,14, ora locale. Ne parlo perché ricorda da vicino qualcosa che è accaduto di recente anche in Italia, sebbene da noi, all’ultimo minuto, il disegno sia saltato (stando almeno ai giornalisti che, sotto lo pseudonimo “Agente italiano”, hanno di recente pubblicato il romanzo-verità Il broglio, Aliberti editore).
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AUDIOTRIBUTO A PIERMARIO CIANI (1951-2006)
Qui la sintesi della trasmissione di Radio Onde Furlane dedicata a Piermario Ciani, andata in onda la mattina del 5 luglio 2006. Mp3, 128 o 64 kbps, 39:37.
A cura di Paolo Cantarutti, con interviste telefoniche a Vittore Baroni, alla critica d'arte Paola Bristot, a Davide Toffolo dei Tre allegri ragazzi morti, e a WM1.
N.B. Cantarutti conduce in friulano - lingua musicale e comprensibile, piena di riverberi dai quattro punti cardinali. Pochi minuti all'inizio e qualche raccordo, poi le interviste sono tutte in italiano.
[WM1:] A un funerale viene voglia di parlare di vita, di progetti, cose e persone che spuntano e nascono. E il cazzeggio si insinua sempre. Anche perché ci prende di sorpresa il rito funebre solenne, quasi preconciliare, con monodìe in latino, a tratti addirittura arcaico. Rito proseguito al cimitero, acquasantiera e aspersorio posti di fronte alla fossa, a disposizione dell'intero paese, per bagnare e benedire quel legno là sotto e la terra intorno, ai bordi di questo paesino del Friuli che raggiungi saltando da un treno all'altro, l'ultimo tratto lo fai in corriera da Codroipo (toponimo che è tutto un anagramma).
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Luglio 06, 2006
IL FANTASMA DI ANDERSEN - 9a e ultima puntata
di Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da Lucio Angelini (nella foto a sinistra), ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia.
Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]
Cap. XXIII
“A quattordici anni, prima della mia fuga a Copenaghen, mi era stato predetto che un giorno la città di Odense sarebbe stata illuminata a festa in mio onore. Quell’antica profezia si compí nella forma piú splendida. Verso la fine di novembre del 1867 ricevetti a Copenaghen una lettera in cui il consiglio comunale di Odense mi annunciava il conferimento della cittadinanza onoraria a Odense, in un incontro che si sarebbe tenuto il successivo 6 dicembre. Subito mi affrettai a ringraziarli di tutto cuore. Erano ormai passati quarantotto anni da quando, ragazzo bisognoso, avevo abbandonato la mia città natale. Adesso, ricco di felici ricordi, vi sarei stato accolto come un figlio diletto nella casa paterna. Mi sentii trasportato in alto non in vanità, ma in gratitudine verso Dio, per le dolorose ore in cui ero stato messo alla prova e i numerosi giorni di felicità che poi mi aveva concesso.”
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Luglio 05, 2006
Omaggio a Piermario Ciani: Mind Invaders & TRAX
da: Luther Blissett, Mind Invaders. Manuale di guerriglia e sabotaggio culturale, Castelvecchi, Roma 1995:
[...] Luther Blissett è stato preceduto da misconosciute esperienze "seminali" di networking e di uso della leggenda metropolitana, una delle quali dà il nome al libro che stai leggendo. Mind Invaders, Italia, primi anni '80. Si trattava di una rock-band non più reale dei "misteriosi nuovi proprietari dei Charlestown Chiefs", band di cui veniva anonimamente prodotto e distribuito materiale informativo e propagandistico, oltre a gadgets e a false interviste che venivano presto smentite dagli inesistenti "diretti interessati"( la smentita veniva a sua volta dichiarata falsa, e i suoi autori definiti "impostori", poi i presunti impostori replicavano etc.). Ecco un estratto da un comunicato-stampa diramato da Udine il 31/5/1980, introdotto dalla frase: "Siamo venuti in possesso di questo volgare falso che verrà presto smentito":
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Luglio 04, 2006
IL FANTASMA DI ANDERSEN - 8a puntata
di Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da Lucio Angelini (nella foto a sinistra), ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia.
Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]
Cap. XX
“Da bambino, a Odense, quando andavo a teatro a seguire le rappresentazioni in tedesco, avevo visto ‘Le fanciulle del Danubio’, un’opera comica di Ferdinand Knauer, e il pubblico acclamava ogni volta l’attrice principale, a cui andavano gli onori e gli omaggi. Ai miei occhi, lei era la creatura piú fortunata della terra. Anni dopo, quando ero all’Università, mi recai un giorno in visita all’ospedale di Odense, e in una stanza abitata da povere vedove, dove, come all’ospizio, tutto l’arredamento consisteva in un letto vicino all’altro, con un armadietto, una sedia e un tavolo, vidi appeso sopra uno dei giacigli un ritratto femminile in una cornice dorata: l’ ‘Emilia Galotti’, di Lessing, che sfoglia una rosa. Ma la figura contrastava singolarmente con tutta la povertà circostante. ‘Chi rappresenta?’, chiesi. ‘Oh’, mi rispose una delle vecchie, ‘quello è il viso di madama tedesca’ e vidi una piccola donna, sottile e delicata, con le guance raggrinzite e vestita di un abito di seta liso, che un tempo era stato nero. Era la cantante famosa, che avevo vista nella parte di ‘Donauweibchen’ e che tutti applaudivano. Mi fece un’impressione indimenticabile e spesso mi tornò in mente. A Napoli, poi, avevo sentito la Malibran, la cui voce e recitazione superavano tutto quanto avevo udito, ma il mio pensiero non si staccava dalla povera cantante dell’ospizio di Odense. Entrambe le figure si fusero nel personaggio di Annunziata del romanzo che stavo scrivendo e di cui l’Italia ero lo sfondo: ‘L’improvvisatore’.
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Luglio 03, 2006
Addio, Piermario
di Wu Ming
Lo abbiamo appreso pochi minuti fa, da una laconica e disperata mail di Vittore Baroni.
Dopo mesi di lotta e terapie, stanotte un male subdolo ha stroncato la vita iper-sinaptica di PIERMARIO CIANI.
Piermario era fotografo, grafico e mail-artista;
testimone privilegiato dell'avventura punk italiana;
leader della rock-band virtuale Mind Invaders, poi divenuta pseudonimo multiplo;
colonna portante del Luther Blissett Project e, prima ancora, di tanti altri progetti in network da cui LB prese le mosse (es. TRAX, Stickerman);
autore degli adesivi "blissettiani" che nel decennio scorso tappezzarono i muri delle città italiane;
tra gli inventori della celebre beffa a "Chi l'ha visto?" (1995) e delle beffe che costellarono la Biennale di Venezia '95 (es. Loota, la scimmia pittrice);
fondatore (insieme a Vittore Baroni) delle edizioni AAA;
principale animatore della rassegna annuale "Stazione Topolò-Postaja Topolove".
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Cronache di Bassavilla 64
CUSTODES BESTIAE
di Danilo Arona

C'è nell'aria profumo di rinascita del cinema italiano. Quello di genere, intendo, il noir e l'horror che piacciono a noi. I "presagi" non mancano. E le nostre Cronache, che ormai da più di un anno si snodano sui percorsi periferici di quella italica Transilvania che si chiama Piemonte, non possono esentarsene. Il gossip più significativo riguarda il progetto coordinato dal grande Steve Della Casa titolato Italian Masters of Horror che, grazie alla regione Piemonte con la collaborazione della Dania Film e dell'Istituto Luce, porterà alla realizzazione di quattro lungometraggi horror, tutti quanti girati in questa terra che, l'ho già scritto sino alla nausea, offre location e quanto mai specifiche "paure del territorio", linfa e al contempo genetica "diversità" del fantastico italiano: nomi come Umberto Lenzi, Lamberto Bava, Sergio Martino e Nicola Rondolino per altrettanti titoli di cui potrete leggere nei siti specializzati in rete.
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Luglio 02, 2006
PARADIGMI DI UN CALOGEREMA (Seconda parte)
di Enzo Melandri
qui la prima parte
6. Noi dobbiamo contare sul fatto che l'uomo non è solo macchina, ma anche coscienza, e che questo solo fatto pone sempre un'ulteriorità non riducibile. L'alternativa democratica è immensa, anche perché possiamo contare sul fatto che l'uomo ha delle incalcolabili risorse d'incazzatura memore e tenace. Ho già accennato al fatto che il totale collettivo degli addendi è sempre minore della sua somma. Come avviene invece che in altri casi si dica di solito proprio il contrario, cioè che il totale è superiore alla somma? Si vedrà che in tali casi il criterio moltiplicativo (del totale oltre la sommatoria) è quello della rilevanza, ossia della concentrazione su un paradigma dotato di senso autonomo rispetto alla dispersione casistica. Si può di qui ricavare una regola generale d'induzíone a quel che nel nostro senso appare come il democratico? E vogliam dire di un totale che come senso è superiore alla somma?
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DELEUZE CONTRO LA STUPIDITà
di François Zourabichvili
Questo intervento è stato messo in onda da Radio France il 5 maggio 2006, pochi giorni dopo la scomparsa di François Zourabichvili, uno dei più intelligenti interpreti del pensiero di Gilles Deleuze (qui un articolo di Roberto Nigro su di lui). (g.d.m.)
Quando un filosofo come Deleuze parla della stupidità si ha sempre il sospetto che si escluda dal discorso che sta tenendo. «Per chi si prende?», si pensa. Come se, parlando degli imbecilli, non parlasse, per una volta, di sé... Come se la stupidità facesse eccezione alla regola secondo la quale, qualunque cosa si dice, non si parla mai d'altro che di sé. Ma come potrebbe la stupidità fare eccezione alla regola nella quale essa trova per l'appunto la sua radice?
La stupidità è la parte di noi stessi che, guardando l'altro come uno specchio – concavo o convesso –, attraversa il mondo alla ricerca del suo simile, del suo alter ego, del suo fratello, della sua ombra o del suo riflesso. La stupidità, è la riduzione del mondo all'«Io» [Moi], dell'altro allo stesso, della differenza all'identità.
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James Sallis: DRIVE
di Giulia Gadaleta

James Sallis, Drive, trad. Luca Conti, ed. Giano, 2006, pp. 160, € 14,00.
Driver, protagonista senza nome di Drive, è nell’America delle possibiltà, un ultimo. Destinato a una vita nei bassifondi da un destino familiare avverso, finisce a Los Angeles a fare lo stuntman. Diciamo che date certe condizioni di partenza, gli è già andata bene. Al di là della apparente mobilità della vita di Driver, fatta di continui spostamenti da un motel all’altro, con poco o nessun bagaglio, e di un lavoro veloce per eccellenza come quello dello stuntman, la sua vita è statica. Vive di una vita sommersa, conosce la parte che gli è concessa nel mondo: in fin dei conti ha avuto una possibilità, una chance, un dono: sa guidare da dio. E dunque il sogno americano, il regno dell’infinito possibile è solo una chimera.
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