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Aprile 30, 2006

ALLA FELTRINELLI SI SCIOPERA!

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CRONACA DI UNO SCIOPERO A SORPRESA

di un delegato "senza delega"

image004.jpg [Abbiamo chiesto ad alcuni lavoratori in lotta delle librerie Feltrinelli di pubblicare sulla nostra rivista le testimoniane delle loro lotte. La loro pubblicazione vuole testimoniare la nosra solidarietà verso le loro rivendicazioni, e più in generale verso tutti i lavoratori precari e flessibilizzati. L'autore dei testi preferisce firmarsi come "delegato senza delega", ma non è in alcun modo "anonimo" (g.d.m.)]

qui il blog dei lavoratori delle librerie Feltrinelli/Ricordi
qui il video dello sciopero del 15 aprile

Sabato 15 Aprile ‘06, Milano:
Dalla Libreria Feltrinelli di Duomo e dal Ricordi Media Store di Galleria

L’11 Aprile, durante l’assemblea generale di tutti i lavoratori di Milano indetta per definire ed organizzare nel dettaglio lo stato di agitazione, avevamo programmato le prime due ore di sciopero a partire dalle 17 del sabato successivo: è la fascia oraria ed il giorno dove nei negozi c’è più gente e l’azienda è più vulnerabile. Ovviamente all’azienda è arrivata la soffiata e non sono stati con le mani in mano…e si sono organizzati per coprire i lavoratori in sciopero con alcuni dipendenti della sede, direttori di altri negozi e capi canale, area ecc… il morale nei giorni immediatamente precedenti ne ha risentito, già la tensione era alta, i dubbi rimbalzavano sui volti dei colleghi, le pressioni di responsabili e dirigenti minavano l’iniziale ottimismo… c’era bisogno di ribaltare la situazione. “Lo scontro lo dobbiamo condurre noi altrimenti abbiamo già perso in partenza!”.

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Aprile 29, 2006

Per Franco Basaglia: "L'uomo e la cosa"

di Franco Rotelli
basaglia1.jpg[In un momento di gravissima revisione dei protocolli di cura e integrazione dei soggetti a disagi psichiatrici di natura virulenta, riproduciamo un testo che Franco Rotelli scrisse e pronunciò nel 1983 in commemorazione del padre dell'antipsichiatria, Franco Basaglia - testo a cui contribuì il filosofo esistenzialista Franco Fergnani. gg]

Parlando di Franco Basaglia il mio timore di rinchiuderlo in un codice, un'interpretazione, è così grande come è grande la fatica di parlare di lui dopo dieci anni di lavoro in comune.
Ha detto: «Noi facciamo della pratica, prima della pratica e poi della teoria. Non facciamo prima della teoria e poi della pratica perché questo sarebbe un cammino molto più reazionario di quanto voi non possiate pensare; la teoria è l'a priori scientifico: del vecchio pensiero scientifico. Questo ci è stato molto rimproverato. Non mi sono difeso, ho accettato il rischio dell'empirìa. Non avessi accettato questo rischio avrei riciclato inevitabilmente la teoria antica, quella dei testi e dei manuali da cui sono venuto. Avrei soddisfatto una forma di narcisismo intellettuale, avrei tradotto le nuove esperienze dentro un codice e un linguaggio che sarebbe rimasto lo stesso.»

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Aprile 28, 2006

C'è del marcio nell'8 per mille

ratzinger_questuante.jpgdi Mirko Fabbri

È tempo di dichiarazione dei redditi, ed è quindi tempo di 8 per mille. Vi siete mai chiesti che fine fa quella montagna di soldi (quasi 2000 miliardi delle vecchie lire) raccolti sommando le briciole dei nostri 8 per mille? E soprattutto dove siete convinti che finiscano i vostri soldi se siete una di quelle 6 persone su 10 che al momento della scelta del destinatario non scelgono affatto?
L’argomento è regolato dal Concordato del 1984-85, in cui è previsto che il contribuente destini tale percentuale del suo reddito “ad attività sociali ed umanitarie”. Il diabolico meccanismo messo a punto allora da Craxi e dalla CEI prevede che in realtà nessuno destini direttamente il proprio gettito: il perverso marchingegno assomiglia di più ad un sondaggio e prevede che si contino le scelte, si calcolino le percentuali ottenute da ogni soggetto e in base a queste vengano poi ripartiti tutti i fondi, compresi quelli dei contribuenti che tale scelta non hanno espresso.

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Aprile 27, 2006

IL FANTASMA DI ANDERSEN - 7a puntata

lucioangelini.jpgdi Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da Lucio Angelini (nella foto a sinistra), ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia.
Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

Cap. XVII
“Fin dalla piú tenera infanzia credevo che quanto avvenisse a Capodanno fosse un presagio di ciò che sarebbe accaduto per tutto l’anno. Il mio desiderio piú ardente per l’anno nuovo era di ottenere una parte in un lavoro teatrale e di presentarmi alla ribalta. In secondo luogo veniva la paga. Era appunto Capodanno e il teatro era chiuso, ma l’ingresso al palcoscenico era aperto, sorvegliato da un portiere vecchio e mezzo cieco. Gli sgattaiolai davanti con il cuore in tumulto e mi ritrovai tra le quinte e il sipario. Avanzai sul palcoscenico verso l’orchestra e caddi in ginocchio, ma non riuscivo a ricordare nessun verso. Eppure dovevo pronunciare qualche parola, se desideravo tornare lí a recitare. Allora scandii a voce alta il ‘Padre Nostro’ e scappai via, certo che nel corso dell’anno nuovo avrei recitato una parte.”

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Aprile 25, 2006

L'ODORE DEL CAIMANO CHE È DENTRO DI NOI. SERGIO RUBINI NEL PAESE DEGLI ECOMOSTRI

di Girolamo De Michelesergiorubini_3988.jpeg

«Tutto ok? Respiri meglio? Tanto per la puzza di questo paese di merda te lo potevi risparmiare»
(SMS di un amico, dopo un intervento al setto nasale)

Senza nulla togliere a Nanni Moretti e Michele Placido, credo che La terra sia il film italiano più importante e più politicamente impegnato del 2006. Per capirlo bisogna guardare alle date di aprile, che com'è noto è il mese più crudele.
Il 2 aprile è stato abbattuto il primo troncone dell'Ecomostro di Punta Perotti. Il 24 aprile la demolizione è stata completata. L'evento ha assunto un valore simbolico: l'Ecomostro era proprietà della famiglia Matarrese, una delle famiglie (assieme ai Fitto, ai Mantovano, e via dicendo) che in Puglia dominano la terra e signoreggiano i cafoni da tempo immemorabile, forse da prima di Garibaldi. Nel 2005, la prima volta, un vento di primavera aveva spazzato via dai loro scranni i signori della terra, con le loro pagliette chiare: comune e provincia di Bari prima, e regione Puglia poi. La primavera pugliese, appunto. Il 9 aprile, con una impressionante dimostrazione di forza, i padroni della terra hanno mostrato i loro muscoli: il centrodestra ha sorpassato il centrosinistra (che pure è cresciuto, in un anno, di 40mila voti), riconquistando 80mila voti nelle due province del barese e 10mila nel brindisino [qui il dettaglio]. L'11 aprile un sorridente Alfredo Mantovano compariva sulle televisioni pubbliche e private a commentare la cattura di Bernardo Provenzano, intessendo per primo l'agiografica immagine del capomafia mistico (5 Bibbie!) e povero (cucinava cicoria!) nel casolare isolato. Detto da Mantovano, qualcosa vorrà dire. Soprattutto, qualcosa avrà voluto dire: semiotica e buon senso ci insegnano che non sempre è necessaria l'intenzionalità per lanciare un messaggio. Non sempre.
Ma cosa c'entra tutto questo con La terra e il suo personale aprile (candidato a 6 David di Donatello, non ne ha vinto alcuno)? E perché Tonino, il "cattivo" del film, puzza?

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IL RISVEGLIO DEL GIGANTE

di Sandro Mezzadramarcosacavallo-light.jpg

Il gigante addormentato si sta svegliando: era uno degli slogan della gigantesca manifestazione di migranti che il 18 marzo di quest’anno ha invaso le vie di Los Angeles. Non è difficile riferire questo slogan alla situazione complessiva di quell’America latina da cui proviene la stragrande maggioranza dei protagonisti di quella manifestazione. Un’aria nuova spira in quella parte del mondo. L’elezione di Lula alla presidenza del Brasile, nel 2002, è soltanto un tassello di un insieme di eventi che ci parlano della fine del «Consenso di Washington» in America latina, di una nuova stagione politica che si sta aprendo, senza che sia ancora possibile valutarne a pieno la direzione di sviluppo.

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Aprile 22, 2006

Il principe alchimista. Intervista a Nathan Gelb

di Francesco Monti Catena

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Tra le novità letterarie di primavera, si segnala per originalità e spessore il noir dell'americano Nathan Gelb Il quadro dei delitti (Sperling & Kupfer, pp. 481, € 18,00). Per saperne di più, abbiamo deciso di incontrare l'autore. Ma Nathan Gelb si è rivelato ancor più elusivo della soluzione dell'enigma da lui narrato, che di capitolo in capitolo sfida senza posa il lettore con evidenze in apparenza irrefutabili e puntualmente smentite, fino al colpo di scena finale. Personaggio molto schivo, risolutamente contrario ad apparire in pubblico, lo studioso statunitense ha accettato di rispondere alle nostre domande solo grazie ad alcuni comuni amici inglesi residenti a Firenze. Alto, magro, bruno, Gelb ci attende nella biblioteca di una villa toscana in compagnia di Ermes, il suo inseparabile golden retriever.

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Aprile 21, 2006

Primavera per Cesare Battisti

di Valerio Evangelisti

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Questa primavera del 2006 si apre, per Cesare Battisti, sotto auspici un po’ migliori. Non si tratta solo dell’uscita in Francia del libro Ma cavale, di cui parla l’articolo di Fabio Gambaro di Repubblica riportato ieri. C’è di meglio, e tale da non essere propriamente consolante per il governo italiano uscente (senza farsi alcuna illusione su quello entrante). Prima di dire di cosa si tratti, mi permetto una breve digressione su certi comportamenti della nostra stampa presunta “autorevole”, quando si tocca un caso che suscita isteria.
Allorché Cesare Battisti fu arrestato, due anni fa, un cronista del quotidiano parigino ultraconservatore Le Figaro si dimostrò particolarmente immaginoso. Scrisse che Battisti era stato arrestato dopo una fantasiosa lite con un vicino di casa, asserì che quando, in Italia, era evaso dal carcere, lo aveva fatto pugnalando una guardia.

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Aprile 20, 2006

Battisti: "Non ho ucciso"

battisticague.jpgEsce il memoriale dell´ex terrorista fuggito per evitare l´estradizione in Italia. Sarebbe stato un pentito a dichiarare il falso, ma naturalmente è tutto da verificare. Per la prima volta si difende e nega i delitti per cui è stato condannato all´ergastolo. Nel libro si narra in modo un po´ romanzesco la fuga verso l´Oriente Bernard-Henri Lévy e Fred Vargas sostengono le ragioni del latitante
di Fabio Gambaro
[da Repubblica]

PARIGI - «Non ho mai ucciso. Sono colpevole d´aver militato in un gruppo armato a scopo sovversivo e di aver posseduto delle armi. Ma non ho mai sparato a nessuno». Da un nascondiglio dall´altra parte del mondo, Cesare Battisti spedisce ai lettori la sua verità, tutta da provare, ovviamente, nel tentativo di riconquistare il favore dell´opinione pubblica. A giorni, infatti, arriverà nelle librerie francesi un volume intitolato Ma cavale ("La mia fuga", Grasset/Rivages, pagg. 374, euro 18,50), in cui l´ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo racconta la sua fuga da Parigi e il lungo periplo per sottrarsi alla giustizia. E soprattutto dichiara per la prima volta di essere estraneo agli omicidi per i quali in Italia è stato condannato all´ergastolo, denunciando il voltafaccia della giustizia francese che, dopo avergli consentito di vivere legalmente in Francia per quattordici anni, quasi due anni fa ha deciso di autorizzare la sua estradizione in Italia.

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Premio Galassia 2006

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[Sebbene non sia consuetudine di Carmilla segnalare premi letterari (ne saremmo sommersi), facciamo un'eccezione per il premio Galassia, cedendo alla richiesta dell'amico Vittorio Curtoni. Galassia fu una storica collana di fantascienza degli anni '60 e '70. Fu diretta da Roberta Rambelli, da Ugo Malaguti, dallo stesso Curtoni e da Gianni Montanari. Valorizzò per prima autori che in seguito avrebbero acquisito un riconoscimento non limitato al genere, come Philip K. Dick e molti altri. La natura materiale del premio intitolato alla collana è, come si vedrà, molto inconsueta.] (V.E.)

Dopo il successo delle prime due edizioni, culminate con la consegna dei premi ai vincitori presso Palazzo Galli a Piacenza, viene bandita dalla BANCA DI PIACENZA la terza edizione del Premio letterario "Galassia – Città di Piacenza".

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Aprile 19, 2006

Giacomo Cacciatore: L'UOMO DI SPALLE

di Daniela Bandini

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Giacomo Cacciatore, L'uomo di spalle, Dario Flaccovio Editore, 2005, pp. 204, € 13,00.

Leggere L’uomo di spalle è un’esperienza simile a una seduta di psicanalisi, lenta e spietata, che non lascia intravedere sorrisi complici o strizzate d’occhio al lettore. E’ un romanzo dall’architettura d’acciaio, nel quale ognuno troverà il suo uomo di spalle, quella figura, quell’esperienza, quell’appiglio che mille volte ci è sfuggito dalle mani quando disperatamente invocavamo la nostra autodeterminazione nel tentativo di crescere. L’uomo di spalle è quell’anelito di antica libertà intravista per caso che ci ossessiona per tutta la vita, che troppo spesso lasciamo ammainare proprio come una vela a cui rifiutiamo di lasciar prendere le vie del mare aperto.

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Aprile 18, 2006

Cronache di Bassavilla 57

PUNTO ZERO

di Danilo Arona

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Un'enormità di anni fa, il 7 settembre 1971, alle 5,30 del mattino la polizia fece irruzione in alcuni casolari sulle colline di Lerma in territorio di Ovada, ponendo fine a uno dei miti più discussi della cultura underground dell'epoca, la famosa “comune di Ovada”. Caricati sulle camionette una mezza dozzina di hippies, la polizia raggiunse la ridente cittadina monferrina in cui Fausto Paravidino ha girato Texas. Qui i ragazzi vennero trattenuti per un giorno intero. E all'indomani tutti ad Alessandria dove – si disse – un colonnello dell'Arma si ferì nell'impeto del sequestro di una chitarra e dalla quale, preparati i fogli di via, i ragazzi furono rispediti a Milano, dopo essere stati caricati a forza su un treno non prima di un esproprio proletario di panini al buffet della stazione.

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Aprile 17, 2006

La strategia della delegittimazione

di Anti-Balle

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[Questo intervento, firmato "Anti-Balle", è apparso su Indymedia. Riteniamo importante che abbia la massima diffusione possibile, perché batte in chiarezza ogni altro finora apparso sullo spettacolo disgustoso e drammatico che abbiamo sotto gli occhi: un presidente del Consiglio che, battuto alle elezioni, disconosce il risultato, mentre i suoi cortigiani inventano ogni giorno un nuovo pretesto per invalidare il voto. Risulta sconcertante, in questa situazione, che il presidente della Repubblica - ampiamente sopravvalutato, sebbene non si sia mai distinto per coraggio - pensi di prolungare simile, pericolosissimo stato di cose per quasi due mesi, in base a considerazioni narcisistiche e burocratiche francamente incomprensibili.] (V.E.)

Ora davvero basta, con l'abuso della credulità popolare.
Le bugie hanno le gambe corte, dice un vecchio proverbio che sicuramente il capo supremo della Casa (circondariale) delle Libertà conosce bene.
Mai visto in passato un simile attaccamento al cadreghino (alla poltrona) e una simile faccia tosta!
Racconterebbero di tutto pur di non staccarsi dalla poltrona , ma ecco il riassunto in otto punti delle falsità e degli imbrogli di questo strisciante tentativo di golpe mediatico.

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Aprile 16, 2006

Modi diversi di vivere e di stare

di Angela Scarparo

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[Ovviamente Carmilla non dà e non darà mai indicazioni indicazioni politiche - nel senso di partitiche - di voto. Se pubblichamo questo intervento della Lista Arcobaleno, che si presenta alle prossime elezioni comunali romane, è perché una parte del suo programma ha direttamente a che fare con la letteratura. Un fatto insolito, che crediamo merito della scrittrice Angela Scarparo, candidata nella lista. Auguri alla nostra amica Angela e all'iniziativa Piazza bella piazza, che andrebbe ripresa anche altrove.] (V.E.)

Eccoci qua a Roma, come esponenti della Lista Arcobaleno, pronti e pronte a preparare un’iniziativa che si chiama Piazza bella piazza. Piazza bella Piazza è qualcosa che riguarda la città ma anche i libri, la cultura.

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Aprile 15, 2006

John Dos Passos: DAVANTI ALLA SEDIA ELETTRICA

di Fabrizio Billi

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John Dos Passos, Davanti alla sedia elettrica. Come Sacco e Vanzetti furono americanizzati, Edizioni Spartaco, 2005, pp. 244, € 12,00.

La vicenda giudiziaria degli anarchici italiani Sacco e Vanzetti, pur avendo avuto luogo ottanta anni fa, è ancora oggi ricordata perché emblematica della persecuzione giudiziaria e politica. Ma quella vicenda giudiziaria ha ancora oggi elementi di attualità: la criminalizzazione dell’immigrato, visto come minaccia, come capro espiatorio per un’opinione pubblica in cerca di sicurezza.
I due anarchici italiani, emigrati negli Stati Uniti, furono arrestati nel maggio 1920, accusati di rapina e omicidio. Condannati in primo grado, dopo sette anni di ricorsi e istanze per la riapertura del processo, furono giustiziati sulla sedia elettrica.

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Aprile 14, 2006

Andreas Eschbach: L'ULTIMO DEI PERFETTI

di Francesco Scalone

Andreas Eschbach, L'ultimo dei perfetti, Fanucci, 2006, pp. 272, € 16,00.

Ultimodeiperfetti.jpgNel suo ultimo libro edito da Fanucci, Andreas Eschbach racconta la storia di Duane Fitzgerarld, un cyborg progettato e costruito negli anni ottanta. Nel corpo di Fitzgerarld sono stati impiantati cavi, raccordi, interruttori, valvole e addirittura un turbo cuore. Il progetto Steel Man doveva creare un gruppo di soldati invincibili, capaci di vedere al buio, saltare, correre e muoversi a velocità sovrumane, in grado di abbattere muri a mani nude o collegare direttamente il proprio sistema nervoso ad armi automatiche. Nessun esercito o gruppo di terroristi avrebbe potuto resistere a questi soldati perfetti. Ma qualcosa andò storto: per quanto infatti la tecnologia impiegata potesse essere avanzata, i corpi degli steel men mal si adattavano alle parti meccaniche innestate nei tessuti organici.

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Aprile 13, 2006

Cronache di Bassavilla 56

GHOST

di Danilo Arona

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Un terribile incidente d'auto, un ragazzo e una ragazza che muoiono. Purtroppo è cronaca quasi quotidiana dappertutto e Bassavilla non ne risulta indenne. Ma per Maria Luisa quel volto sul giornale è una fisionomia cara e familiare, l'amico del cuore fino a due anni prima. Lo sconforto è grande quanto l'incredulità. Si fa sempre un'enorme fatica a credere che la malasorte debba colpire così vicino e così duramente.
Gli “amici del cuore” per una bella ragazza (e Maria Luisa lo è) sono una categoria strana e non perfettamente definibile. Per la donna di solito è un amico sul quale non riversare pulsioni di tipo erotico, una sorta di via di mezzo tra un cugino asessuato e una figura paterna non risolta; mentre per lui è esattamente il contrario, stoppato sul confine del mito “amicizia tra uomo e donna”, quando in realtà il suo sogno inconfessato sarebbe quello di strapparle i vestiti e volarle addosso.

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Domanin: su FREE KARMA FOOD di Wu Ming 5

175.jpgCIBO PER LA MENTE, O MENTE COME CIBO?
di Igino Domanin
[da L'Unità il 10 aprile 2006]

Tra psichedelia e fantascienza, il terzo romanzo di Wu Ming 5, "Free Karma Food". Arti marziali e funky, gag esilaranti e capigliature afro tra i "materiali" di una narrazione che fa ampio uso dell'ipertesto.

“La droga è la merce perfetta”, così recitava uno dei più singolari e potenti enunciati di William Burroughs. Il geniale scrittore americano aveva colto il lato oscuro dell’enigma della merce nella nostra epoca. Non si tratta più di vendere un bene a un qualsiasi consumatore, bensì di vendere il consumatore alla merce. Non si trattava di un paradosso letterario, al contrario Burroughs stava creando un protocollo scientifico.

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Aprile 12, 2006

Disuniti

di Giuseppe Genna

disuniti.jpgIl Paese di Merda si conferma tale. Dicotomizzato nell'esasperazione, trascinato a un voto di massa paradossale, tale perché, in una nazione in cui il 7% della popolazione soltanto è in grado di acquistare e leggere un libro all'anno, il voto di massa fa venire a galla la sugna della sottocultura a cui Berlusconi, coerentemente, si è appellato fino alla fine, spingendo per la più larga partecipazione al voto. Una nazione divisa e polarizzata è, secondo l'interpretazione contemporaneista all'anglossassone, l'unica e la migliore democrazia possibile. Non è così.
Intanto, il primo dato: l'era del Berlusconi solo al comando è finita. L'uomo cuoiato potrà tentare dilazione o metamorfosi, ma la sconfitta di oggi è un discrimine definitivo nella storia italiana.

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Aprile 09, 2006

Uniti

di Giuseppe Genna

prod_berl1.gifNon so se questa dichiarazione di voto rappresenti la totalità della vasta comunità che fa Carmilla. Ancora meno sono certo che una dichiarazione di voto qui esplicitata possa mutare di qualche preferenza l'andamento delle elezioni legislative di domenica e lunedì. Ma qui sta il punto, la democrazia è esattamente questo perno centrale e minuscolo, attorno a cui ruota l'intera piattaforma sociale. Perno la cui materia è metallica: è purissima responsabilità. Con i metalli si fabbricano astronavi o coltelli. Perfino coi coltelli si taglia il pane o si uccide. E' un momento individuale e collettivo allo stesso tempo, delicatissimo - e di tale delicatezza, da scrittore e intellettuale, vorrei parlare.
Cominciando con la dichiarazione che voterò Unione e invito chiunque a farlo.

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Aprile 08, 2006

IL REGIME DELLA STRONZATA. IL DISORDINE SIMBOLICO NEL TEMPO DELLA DENTIERA PARLANTE

di Girolamo de Michele

Questo intervento, pubblicato su Liberazione dell'8 aprile 2006, risponde agli stimoli di Luisa Muraro, «Possiamo dire la verità?» e Marco Mancassola, «La lingua italiana dopo Silvio Berlusconi» (g.d.m.).

dentieraparlante.jpegLa condanna dello storico David Irving e la “battuta” sui bambini cinesi hanno riproposto il problema della verità storica, su cui è intervenuta sul Manifesto del 21 marzo Luisa Muraro, allargando la questione al problema dell'uso della menzogna, dell'indifferenza verso la verità e delle strategie di accertamento della verità. Irving, è noto, nega (o negava) l'esistenza della Shoà. Nei suoi confronti la questione della verità coincide con l'accertamento del fatto storico: l'ideale sarebbe poter accertare empiricamente che nel tal giorno e nel tal luogo accadde il fatto X. Purtroppo il fatto storico non è atemporale come le leggi della fisica (benché abbia anch'esso le sue leggi, con buona pace di Popper): quindi siamo il più delle volte costretti a sostituire l'impossibilità di una verifica diretta con un rigoroso utilizzo dei dati in nostro possesso – e un altrettanto rigoroso controllo delle strategie di correlazione di dato a dato – che ci porti alla più verosimile delle ricostruzioni.

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Aprile 06, 2006

TONI NEGRI, L'ETERNA RIVOLTA

di Igino Domanin

negrieternarivolta.jpgIl film documentario Toni Negri, l'eterna rivolta di Alexandra Weltz e Andreas Pichlers, va in onda venerdì 7 aprile alle ore 21,00 su History Channel, cioè proprio nella ricorrenza della famosa operazione repressiva del 1979, che portò, nel clima degli anni di piombo, a un'ondata di arresti indiscriminati, comminati attraverso lo strumento barbaro della carcerazione preventiva e in violazione delle garanzie dello Stato di diritto. Fu un’aggressione politica senza precedenti e che chiuse drammaticamente la stagione dei movimenti di contestazione.

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Aprile 05, 2006

Lo Schifometro - 6

I TESTICOLI UMILIATI

di Vittorio Catani
[Qui tutti gli 'Schifometri' di Catani]

Dunque, dare del ‘coglione’ a qualcuno ormai fa trend. Coglioni sono, ellitticamente, quelli che votano a sinistra (“contro i propri interessi”); coglione è chi ricorda a qualcuno i suoi mai chiariti rapporti con gente mafiosa. Ma ‘coglione’ è in realtà – precisiamo subito – un appellativo squisitamente ironico, benché solo pochi siano in grado di capirlo, anzi in molti: per esempio, l’hanno subito inteso (quasi fossero gestalticamente un’unica mente) i nostri politici del centrodestra. Quanto ai loro elettori, al momento mancano dati: ma IF.jpegè plausibile che il pensiero gestaltico – in quanto tale – si sia istantaneamente esteso anche a loro. I quali tutti (politici ed elettori) hanno, è notorio, una sorta di corsia preferenziale con le arti, le lettere, la cultura e la lingua italiana. Negozi di libri e biblioteche traboccano di capolavori partoriti dalla odierna destra più nobile. I titoli e gli autori si sprecano, sono sulla bocca di tutti, per cui è inutile star qui a ricordarli. Certamente li rammentano i nostri lettori; l’industria della stampa riversa sul mercato vagonate di capolavori scritti da uomini della destra che ci narrano i letterari stupori, le ansie, le angosce, le intuizioni geniali, le trame coinvolgenti e mozzafiato, le gioie traboccanti dei forzaitalioti, dei sacerdoti del dio Po, dell’Italia berlusconiana, di una moderna destra gagliarda, viscerale e sincera. Ma anche andando indietro nel tempo, troviamo carrettate intere di autori di destra.

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Grave Robbers

di Gino Lucrezi

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15 Marzo 1957

Oggi sono morto.
Dovevo andare al Carlton Theatre per la prima del mio film. Pioveva, e quella maledetta Cadillac decappottabile non voleva saperne di chiudersi. Kathy aveva detto che lei non sarebbe venuta, che ero matto, e che ero ridicolo a voler uscire così, tutto elegante, e bagnarmi tutto. Ma lei non capiva, era la prima, e quel film è il mio orgoglio e la mia gioia! Non potevo aspettare che un taxi si degnasse di venirmi a prendere, volevo essere in sala subito, a godere delle emozioni del mio pubblico.

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Aprile 04, 2006

Prodi e Berlusconi a Ribolla

020001051806.jpgUn gonzo-reportage elettorale dalla Maremma
di Alberto Prunetti

Lo scontro di lunedì sera tra Berlusconi e Prodi è una montatura. Non so chi fossero quei due tipi truccati in televisione, ma posso giurarvi che i veri Prodi e Berlusconi erano entrambi in Maremma, a Ribolla. Ecco il resoconto del vero contrasto Prodi-Berlusconi. Ecco i fatti.
Ribolla è un piccolo paese della provincia di Grosseto, nato pochi decenni or sono attorno alle miniere sulla piana maremmana antistante le Colline Metallifere. Oggi le miniere sono chiuse, e la gente vive nei campi, d’agricoltura. Qui si radunano ogni anni gli ultimi poeti a braccio della Toscana. I poeti a braccio sono perlopiù contadini e pastori, spesso appena alfabetizzati.

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Lo Schifometro - 5

BARI TRA BERLUSCONI E PUNTA PEROTTI

di Vittorio Catani
[Qui tutti gli 'Schifometri' di Catani]


PuntaPerotti1.JPGIl 1° aprile 2006 Berlusconi è stato qui a Bari e ha tenuto uno dei suoi ‘brillanti’ discorsi-fiume alla piazza, davanti a 20 mila persone.
Il 2 aprile, dopo un quindicennio di scempio ecologico e della legalità, è stato abbattuto uno dei tre palazzi (rimasti ‘al rustico’; l’abbattimento degli altri due seguirà entro aprile) costruiti in località Punta Perotti, alla periferia cittadina, a pochi metri dal litorale. Uno dei circa settanta ecomostri italiani, al centro di una vicenda intricatissima e contraddittoria: la legge, dopo estenuanti bizantinismi, non ha identificato ‘nessun colpevole’ ma ha decretato che quanto costruito ‘dev’essere abbattuto’. Una faccenda tutta italiana, nata da un intreccio scellerato all’ordine del giorno nella mercantilistica ‘Bari che conta’, figlia dei ruggenti anni ’60/70.
Due notizie forse eterogenee ma che ci toccano profondamente perché, ciascuna a suo modo, si rivela figlia del ‘nuovo che avanza’ fino a sommergerci. Un ‘nuovo’ in cui – è stata la sostanza della tiritera berlusconiana alle masse baresi osannanti – la vera libertà sta nella mistica mano del libero mercato, laddove la sinistra ha come orrido ideale uno Stato pianificatore, cioé punitivo e oppressore, se non bollitore di bambini.

Ho trovato i due eventi angustianti, benché per motivi diversi. Una tv locale rimandava le gesta interminabili di Berlusconi in immagini moltiplicate all’infinito sui maxischermi torreggianti nelle piazze e per le vie più importanti di Bari.

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Aprile 03, 2006

Cronache di Bassavilla 55

KRONOS, IL CONQUISTATORE DELL'UNIVERSO

di Danilo Arona

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In un libro del 1998, Possessione mediatica, fra le varie cose elencavo una cospicua lista di film all'origine di comportamenti sociopatici o criminali in individui quasi sempre psicolabili o dalle personalità fragili se non ancora formate. Discorso azzardato ed equivocabile perché corre il rischio di apparire moralistico e censorio: però i fatti esistono e sono documentati. Se poi pensate che un classico della casistica psichiatrica sulla paranoia (il caso di Linda Estrada che a New York, durante una notte di Halloween, uccise con orribili modalità rituali la figlia di sette anni, sostenendo di avere ricevuto un “ordine” dal film che stava vedendo, I dieci comandamenti di Cecil B. De Mille) è legato, appunto, a un'opera “al di sopra di ogni sospetto”, mi sembra più che chiaro che i moralismi del censore non hanno ragione di esistere: addirittura, il cartoon della Disney Il Re Leone sarebbe all'origine del suicidio di un quattordicenne inglese, accaduto nel '96.

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Aprile 02, 2006

L'ecomostro

di Wu Ming 1


ecomostro2.jpgCasalbaroncolo, nuovo fascicolo dell'autobiografia della nazione. Lo trovi in edicola.
Sempre più concittadini incanagliscono, discesa da Montagne Russe, il convoglio va giù rapido, i passeggeri urlano e sorridono, spaventati e leggiadri, sbarazzini e maneggioni, simpatici, orridi.
Salta il patto sociale quotidiano, in nome della "roba" e del possesso viene meno ogni regola di convivenza, ogni criterio, ogni attenzione per l'altro.
Qualunque gesto o parola può scatenare reazioni imprevedibili. Se ho da ridire perché mi freghi il parcheggio, tu torni con gli amici e mi spari alla nuca. Se ti rubo una pianta dal cortile, mi ammazzi come un cane e provi a dire che è legale.
Ce l'ho duro, se non me la dai uccido te, tuo padre e tuo fratello. Se me la dai, tuo padre e tuo fratello mi uccidono. Se fai un figlio con me, tuo fratello ti uccide.
Non me lo dai perché sei etero, e io ti ammazzo. Lo vuoi da me perché sei frocio, e io ti ammazzo. Ti stupro e non sei vergine, mi danno le attenuanti. Ti stupro e sono sfigato, mi danno le attenuanti. Stermino tutta la famiglia perché sono uno scoppiato: mi dicono di dire che il mandante è Satana. Ho diciott'anni e faccio scritte sui muri, un giustiziere in divisa mi spara alla tempia. E' il Ruanda di tutti i giorni, in Italia.

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PLATONE: IL TIRANNO CHE SORRIDE

da: Repubblica, VIII, 566d-568b

[Socrate:]«Dobbiamo dunque descrivere», domandai, «la felicità dell'individuo e della città in cui nasce un simile mortale [il tiranno]
[Adimanto:]«Certo», rispose, «descriviamola».BerluSorriso.gif
«Ebbene», seguitai, «nei primi giorni e in un primo tempo non rivolge forse sorrisi e saluti a tutti quelli che incontra? Non nega di essere un tiranno e non fa molte promesse in privato e in pubblico? Non condona i debiti, non distribuisce la terra al popolo e ai suoi accoliti e non finge di essere mite e affabile con tutti?»
«Per forza», rispose.
«Ma quando, credo, si è liberato dei nemici esterni accordandosi con gli uni e annientando gli altri, e dal quel lato può stare tranquillo, comincia a suscitare guerre in continuazione, affinché il popolo abbia la necessità di un capo».
«Sì , è logico».
«E anche perché i cittadini, impoveritisi per i tributi che devono versare, siano costretti a vivere alla giornata e pensino meno a cospirare contro di lui?»
«È chiaro».

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