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Febbraio 28, 2006

Folke Fridell: UNA SETTIMANA DI PECCATO

di Gioacchino Toni

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[Continuiamo, con questa di Gioacchino Toni, le nostre "recensioni inattuali", riguardanti libri non più in commercio ma meritevoli di una rivisitazione. Potrebbe diventare una vera e propria rubrica, se riceveremo altri contributi di analogo tenore.] (red.)

Folke Fridell, Una settimana di peccato, Iperborea, 1990, pp. 212, € 9,50

“Una vaga sensazione di nausea aleggiava continuamente nell’aria. Tutti avrebbero voluto vomitare, ma nessuno ci riusciva”.

Di questi tempi la sensazione di nausea che aleggia nell’aria è davvero pesante ed entrando, nuovamente, in periodo elettorale la ripugnanza, al pari del conformismo, se possibile, aumenta ulteriormente. Indubbiamente dare di stomaco potrebbe, almeno, alleviare un minimo il disgusto. È proprio l’insofferenza per il conformismo dilagante a essere di scena in un romanzo uscito in Italia nel lontano 1990 e scritto nell’ancora più lontano 1948.

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Febbraio 27, 2006

Cronache di Bassavilla 50

SATAN'S SCHOOL FOR GIRLS

di Danilo Arona

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Capita.
Capita soprattutto a chi ha scritto qualche anno prima un libro che s'intitola Satana ti vuole. Non da solo, per carità: il diavolo è una missione impegnativa. Il vecchio amico Gian Maria Panizza, direttore dell'Archivio di Stato in Bassavilla, mi ha tenuto compagnia per un democratico 50%. Così, nel corso del tempo (il tomo è del '95), siamo stati qua e là per l'Italia a sproloquiare di Anticristi e di sette sataniche. E un paio di volte, in televisione, abbiamo guardato con un po' di sconcerto il nostro libro (edizioni Corbaccio, cancellato in fretta e furia dal catalogo) far capolino fra i materiali sequestrati e repertati nei covi dei presunti satanisti. E' un libro che ha venducchiato, però lo hanno comprato soprattutto loro, i cultori del maligno, perché con quel titolo e quella copertina sembrava una bibbia per apprendisti stregoni. Siccome non sono poi in tanti, non si è riscontrato l'auspicato picco di vendite.

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Febbraio 26, 2006

Paolo Ferrucci, Giacomo Leonelli: OMICIDI PARTICOLARI

di Daniela Bandini

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Paolo Ferrucci, Giacomo Leonelli, Omicidi particolari, Ed. Piemme, 2000, pp. 348, € 15,49.

[Avvertenza. Normalmente recensiamo in questo sito opere letterarie recenti, reperibili nelle librerie. Questo criterio può variare se il tema del romanzo considerato investe temi attuali come, nella fattispecie, una certa cosiddetta "comunità terapeutica" su cui la legge Bossi-Fini sulle tossicodipendenze pare modellata.Il libro in esame è comunque ancora acquistabile nei siti web di vendita on line.] (Red.)

E’ con viva emozione che mi accingo a presentarvi questa opera prima di due eccezionali scrittori, Ferrucci e Leonelli. In copertina, dopo il titolo del romanzo, c’è, in basso a sinistra, piccolina, la definizione: thriller. Niente di più sbagliato. Siamo di fronte a un trattato rigorosissimo di alchimia, con tanto di glossario finale, di studio su Wilhelm Reich e la sua energia orgonica, di botanica, di astronomia, di teorie sulle galassie, stringhe cosmiche, Progetto Prometeo, il segreto della Proiezione, nonché condivisibilissime posizioni contro strutture specializzate nella cura della tossicodipendenza, e un’attenta analisi di ciò che avviene nel corpo e nell’anima di chi si sta innamorando.

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Febbraio 25, 2006

I cacciatori di teste

Da Costa Gavras in giù
di Igino Domanin

cacciatorediteste.jpgNel volgere del secondo millennio le promesse dell’immaginario utopico della modernità sembravano poter essere adempiute. Il paradosso dell’utopia realizzata e della conseguente fine della storia apparivano come l’esito positivo e irreversibile della globalizzazione dei mercati, dei cicli economici espansivi che poggiavano sull’uso aggressivo della leva finanziaria, dell’esautoramento della sovranità lenta, costosa e burocratica dei vecchi stati-nazione.
Il sogno di una nuova economia dove potessero convivere i vantaggi di un’illimitata crescita economica e di una liberazione dalle fatiche ataviche del lavoro sembrava sul punto di avverarsi. Il turbocapitalismo degli anni novanta, caratterizzato, per esempio, negli USA da un’ascesa senza precedenti, sia per volumi sia per durata, del prodotto interno lordo e degli indici di borsa poteva essere interpretato come il sintomo di una trasformazione radicale degli stessi presupposti economici tradizionali.

Permalink: postato alle 12:50 AM


Febbraio 24, 2006

LETTERA APERTA SULLA MORTE DI FEDERICO ALDROVANDI

aldro.jpgQuesta è la lettera aperta che la madre di Federico Aldrovandi ha scritto al Procuratore della Repubblica di Ferrara sulla morte di suo figlio.
qui il blog della madre di Federico
qui la lettera di Haidi Giuliani alla madre di Federico [G.D.M.]

Caro procuratore Capo,

ho letto ed ascoltato alla televisione le Sue parole sul caso nato dalla morte di mio figlio.
Sono profondamente addolorata e rattristata di fronte alle (poche per fortuna) dimostrazioni di inciviltà che qualcuno sul blog o sui muri vuole a tutti i costi dare per distinguersi da tutti coloro, con incarichi istituzionali e non, che mi sono costantemente vicini e solidali nella richiesta di verità e giustizia.
Vedo che anche lei come noi lamenta un clima pesante nel quale si svolgerebbero le indagini, mi chiedo a cosa lei faccia riferimento nel fare questa valutazione.
Ad una scritta apparsa sui muri già da tempo il cui significato si denuncia da sé senza necessità di ulteriori commenti?
A qualche insulto o minaccia apparsi sul blog da parte di chi sicuramente non ha a cuore la sorte di Federico o mia?
Caro Procuratore io, diversamente da Lei, sono nata e cresciuta in questa città, così come i miei familiari e credo di conoscerla bene.

Permalink: postato alle 05:21 PM


Stefano Di Marino: ORA ZERO

di Daniela Bandini

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Stefano Di Marino, Ora Zero, Editrice Nord, 2005, pp. 692, € 18,60.

Linda, Bruno, Regina, Dragan, Moretti, Echevarria, sono questi i nomi che non si decidono a lasciarmi tornare alle normali occupazioni di una persona in tempo di pace, per quanto precaria. Non hai scampo: questo romanzo ti prende a tal punto che ogni notiziario sul quale ti sintonizzi usando il telecomando come un revolver sembra dover notificare gli ultimi aggiornamenti sull’avanzare della pandemia di peste polmonare o del fallout radioattivo che sta decimando Dublino. Ma paradossalmente, quella sensazione di accerchiamento militare alla quale siamo sottoposti nel romanzo potrebbe essere il preludio: una specie di corso di aggiornamento delle nostre difese psicologiche e intellettuali, verso una guerra senza esclusioni di colpi, di cui per ora intravediamo solo i rozzi e brutali connotati iniziali.

Permalink: postato alle 03:27 AM


Febbraio 23, 2006

IL FANTASMA DI ANDERSEN - 5a puntata

andersen5.jpgdi Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da L.A., ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia. Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]

Cap. VII
“Intanto crescevo buono e ingenuo, senza darmi pensiero dei bisogni e delle privazioni a cui ero sottoposto. E benché i miei genitori vivessero, come si suol dire, alla giornata, a me pareva di nuotare nell’abbondanza. Anche nel vestire credevo di essere elegante, perché una vecchia mi adattava gli abiti smessi di mio padre. Tre o quattro grossi ritagli di seta della mamma mi venivano appuntati sul petto l’uno sull’altro, a mo’ di panciotto. Intorno al collo mi veniva legato un panno con un grosso nodo a fiocco, la testa mi veniva lavata col sapone, i capelli arricciati ed eccomi in ghingheri. Cosí acconciato andai per la prima volta a teatro con i miei genitori.”

Permalink: postato alle 12:44 AM


Febbraio 22, 2006

Charles Willeford: COME SI MUORE OGGI

di Daniela Bandini

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Charles Willeford, Come si muore oggi, Marcos y Marcos, 2006, pp. 272, € 14,00.

Ho cominciato ad amare questo libro leggendo la biografia del suo autore (trascorse l’adolescenza vagabondando sui treni merci), e l’amore è rimasto tale, dalla prima all’ultima pagina. Pensare che lo scrittore avesse 67 anni quando scrisse questo romanzo conforta l’ipotesi che l’esperienza può fare la differenza, sempre che questa non diventi un’icona da sventolare, una comoda scorciatoia per giudicare tutto con sufficienza e sostanziale compatimento. Ti si appiccica davvero alla pelle l’umidità di Miami, le sue birre, le su Diet Cola, i margaritas, le mescolanze autoctone con la spietata immigrazione cubana, quella clandestina haitiana e quella messicana. Il reclutamento della manodopera immigrata tanto simile al capolavoro di John Steinbeck, Furore, tanto simile che non è cambiato proprio nulla, coi suoi carri scalcinati per il reclutamento e per raggiungere la proprietà, la brutalità selvaggia dei capisquadra, le rigide separazioni razziali implicite e le sue differenze, di salario e di incarico.

Permalink: postato alle 02:54 AM


Febbraio 21, 2006

Cronache di Bassavilla 49

LE COLLINE HANNO GLI OCCHI

di Danilo Arona

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Era il '92 e uscì per Mondadori un bel libro di Remo Guerrini che, con il mio personalissimo senno del poi, sembra un po' il padre putativo delle Cronache di Bassavilla. S'intitolava L'estate nera e raccontava una cupa vicenda di dannazione e crudeltà, di bambini che incontravano il Male anzitempo e di adulti immemori: tra King e Baldini, potremmo dire oggi, ma era il '92, appunto, e il nostro Guerrini giocava d'anticipo. Il luogo dell'azione si chiamava “Altavilla” che non è proprio una mera invenzione d'autore, ma il nome di un delizioso paese del Monferrato posizionato a una ventina di chilometri da Alessandria (Bassavilla).

Permalink: postato alle 02:02 AM


Febbraio 20, 2006

Genova 2001: un paradigma 3/3

della Redazione Odradek

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3. 20 luglio. La trappola non si chiude.
Dalle dinamiche della piazza emerge una certezza: l’assalto parte dai carabinieri. Dalle ricostruzioni successive, e dagli scontri verbali davanti alla Commissione parlamentare, alle telecamere, ai taccuini e ai telefoni dei giornalisti, emerge anche che quella decisione non fu contrattata tra tutte le “forze dell’ordine”. I carabinieri, dunque, si assumono l’incarico di far precipitare la situazione in piazza, seguendo un proprio piano che modifica e bypassa quello generale. Una “forzatura”, insomma, che corrisponde evidentemente ad una diversa direzione politica. La già notata presenza di ben quattro parlamentari di Alleanza nazionale nella sala comando dei carabinieri, tra cui anche un ex maresciallo dell’Arma – Ascierto -, non può non far pensare ad una corrispondente forzatura a livello del consiglio dei ministri. È una forzatura stupida dal punto di vista politico (distrugge da sola la “vetrina” cui Berlusconi tanto teneva), che diventa una stronzata persino dal punto di vista militare (e forse aiuta a capire perché i generali italiani non abbiano mai vinto una guerra, e forse neppure una battaglia).

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Febbraio 18, 2006

GIGI MONCALVO. IL GIUSTIZIERE DELLA RETE QUERELA I BLOG

di Adriano Padua

Moncalvo.jpgE’ dovere di ogni buon giornalista la difesa della libertà d’espressione. Gigi Moncalvo [foto tratta da www.ilariaalpi.it], capostruttura di Raidue ed ex direttore del quotidiano “La Padania”, ha un modo alquanto singolare di adempiere a questo dovere. Si prende la libertà di ostentare e maneggiare un’arma, seppur finta, durante la stessa trasmissione televisiva che apre e chiude facendosi il segno della croce. Ha firmato prontamente l’appello dell’associazione Articolo 21 per ricandidare Giuseppe Giulietti, noto per le sue battaglie contro la censura. Chiunque però scriva su uno delle migliaia di blog presenti nella rete internet, ed abbia ultimamente parlato di lui, in questi giorni comincia a temere l’arrivo a casa delle forze dell’ordine, per recapitargli una querela per “diffamazione a mezzo sistema informatico”.

Lo spiacevole episodio è finora capitato a due persone, entrambi titolari di un blog personale, Anna Setari di solotesto e Nick di Te Le Visiono. Il motivo di queste querele va ricercato in alcuni articoli che recensivano il programma del quale Moncalvo è il conduttore, con tono critico, ma senza ricorrere ad insulti di alcun tipo.

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LA NEBBIA SU ERCOLE D'ESTE/Terza puntata

di L. Emmings
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[qui e qui le prime due puntate]

“Le cose non vanno poi così male come può sembrare, Doge”.
La voce, che risuonò nella sala mezza vuota e totalmente silenziosa, fu accolta da lunghi sguardi dubbiosi. A parlare era stato un uomo sulla cinquantina, scavato in visto e nel corpo, i cui ricchi vestiti lo indicavano come facoltoso mercante. Uno di quelli, per la precisione, che costituivano la piccola elite posta alla ufficiosa guida della Serenissima Repubblica di Venezia.
Come lui, una decina di persone era riunita nello sfarzoso salone che era solito ospitare quelle estemporanee riunioni. In effetti, quell’incontro non era previsto. Il Doge li aveva chiamati d’urgenza, quella sera, per questioni della massima importanza “riguardo al futuro della nostra beneamata Repubblica”.

Permalink: postato alle 03:51 PM


Venti sigarette

di Jadel Andreetto

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Intervista ad Aureliano Amadei e Francesco Trento, autori di Venti sigarette a Nassirya, Einaudi Stile Libero, 2005, pp. 182, € 12,50.

Possiamo anche pensare sartrianamente il nulla, la non esistenza del mondo, ma il mondo non scompare, è sempre lì, nella sua evidenza, e anche il pensiero del nulla rientra nell’insieme delle cose esistenti. Allo stesso modo potevamo pensare che non ci fosse una guerra in corso. Poi il 12 novembre 2003 a Nassiriya due palazzine in cui risiedevano i carabinieri e i militari dell'operazione “Antica Babilonia” venivano sventrate da un’esplosione, e noi ci ritrovavamo d’improvviso faccia a faccia con l’evidenza del mondo. Il regista Aureliano Amadei era a Nassiriya per girare un film. Unico civile sopravvissuto, da quell'esperienza ha scritto con Francesco Trento, un romanzo-reportage per Einaudi. Abbiamo incontrato gli autori di Venti sigarette a Nassiriya.

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Febbraio 17, 2006

Renato Barilli: MANIERA MODERNA E MANIERISMO

di Gioacchino Toni

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Renato Barilli, Maniera moderna e Manierismo, Feltrinelli, 2004, pp.302, € 30,00.

L’autore, in aperta polemica con la “lettura debole” proposta nel 1960 dallo storico dell’arte John Shearman, rilancia una “lettura eroica” del Manierismo inaugurata da una parte della critica artistica di area austro-tedesca (es. Max Dvorak, Walter Friedländer ed Arnold Hauser) nel corso della prima metà del Novecento. In particolare Barilli struttura la sua analisi recuperando lo studio dell’evoluzione stilistica proposto dal Vasari nel corso del Cinquecento, ove vengono distinte le ben note “tre maniere” (intese come sinonimi di “stili”). L’introduzione di elementi di aderenza alla realtà già presenti nella “prima maniera”, vengono sviluppati in senso scientifico nella “seconda” ma, secondo l’analisi vasariana, è soltanto con la “terza maniera”, o “maniera moderna”, che si raggiungono esiti pienamente naturalistici (resa atmosferica, rappresentazioni sciolte e vitali...).

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Computer quantici: il futuro nella luce


di Arianna Dagnino

quanticpc.jpgIl mondo dei computer non sarà mai più quello di prima, parola di scienziati. Perché finalmente sono riusciti a fare quello che si riteneva impossibile: hanno fermato la luce e l’hanno intrappolata in un solido. In poche parole, hanno arrestato fasci di fotoni (le particelle di cui è fatta la luce), che viaggiano a 300 mila km al secondo, bloccandoli e immagazzinandoli in un cristallo (per la precisione, silicato di ittrio drogato con terre rare). A farlo per primi sono stati Philip Hemmer e Selim Shahriar all’Air Force Research Laboratory di Hanscom, un centro studi militare legato alla Nasa, nel Massachusetts. È una notizia che ha dell’incredibile, ma ancora più incredibili saranno le applicazioni che questa conquista apporterà nell’elettronica e nelle telecomunicazioni. Perché controllare la luce significa dominare i fotoni per utilizzarli negli apparati elettronici, inclusi i computer.

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Febbraio 16, 2006

Santi subito! "Infoibati" veri e presunti / 3


pirina.jpgDa: Claudia Cernigoi, Operazione foibe: tra storia e mito, Kappa Vu, Udine 2005:

Altro epigono del revisionismo storico è il pordenonese Marco Pirina [nella foto], nato a Venezia nel '43, di famiglia friulana, figlio di un ufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana (Francesco Pirina, insegnante di educazione fisica) ucciso dai partigiani nel luglio del '44.
Negli anni Sessanta Pirina frequenta l'università La Sapienza a Roma, diventa presidente del FUAN romano e poi del Fronte Delta, il gruppo di estrema destra che operava all'Università di Roma e che, stando ai piani del tentato golpe Borghese, avrebbe avuto l’incarico di tenere il controllo dell'Università.
Viene arrestato per coinvolgimento nel tentato golpe e prosciolto e rilasciato nel giro di un mese (estate '75). Ha affermato nel corso di una conferenza tenuta a Cormons nel novembre 1998, di essere stato arrestato solo perché il suo nome era stato trovato nell'agendina del "comandante" (così l'ha chiamato Pirina) Saccucci [1].

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Giovanni Di Iacovo: SUSHI BAR SARAJEVO

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di Daniela Bandini

Giovanni Di Iacovo, Sushi Bar Sarajevo, ed. Palomar, 2005, pp. 226, € 14,00

Cosa pensereste se al nome Adolf Hitler fosse riportata la seguente nota a pié pagina: “Adolf Hitler, pittore austriaco, conobbe il suo momento di notorietà quando fu designato vittima di una volgare congiura massonica che gli attribuì lo sterminio di milioni di persone tra cui ebrei, oppositori politici, omosessuali eccetera. Solo recentemente il Ministero della Verità Storica ne ha riabilitato definitivamente la figura, confermando la tesi dello storico inglese Irving secondo le quali la morìa di ebrei negli anni tra il 1939-1945 fu dovuta semplicemente a una epidemia di dissenteria causata dai microbi annidati fra le montagne di denaro che gli ebrei usavano accumulare in modo spregiudicato”?.

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Febbraio 15, 2006

Santi subito! "Infoibati" veri e presunti / 2

ssitaliane_1.jpgDa: Claudia Cernigoi, Operazione foibe. Tra storia e mito, Kappa Vu, Udine 2005.


Oltre alla "lotta antipartigiana" i membri dell'Ispettorato [di Pubblica Sicurezza di Trieste] si occupavano anche di prelevare gli Ebrei da deportare in Germania: gli agenti si presentavano in casa delle persone da prelevare, in genere in seguito a denuncie di solerti vicini di casa o bottegai della zona (va ricordato che i nazisti ricompensavano con 10.000 lire - dell'epoca! - i delatori per ogni denuncia che portava ad un arresto) [1], i prigionieri venivano poi portati in via Bellosguardo e da lì "smistati" in Risiera.
Uno dei membri dell'Ispettorato che, secondo le teorie storiche descritte più sopra, viene considerato "infoibato" in quanto incarcerato a Lubiana e probabilmente fucilato, è l'agente Alessio Mignacca, specializzato nella ley de fuga, come leggiamo in alcuni documenti raccolti nel "carteggio processuale Gueli".
Ad esempio uccise Francesco Potocnik, che «rotto un vetro della finestra saltava dal I piano nel cortile interno e cercava di fuggire. Fatto segno a vari colpi di pistola da parte dell'agente Mignacca e raggiunto da un proiettile cadeva ucciso» [2]; e ferì gravemente Roberto Caprini che «tentava di darsi alla fuga saltando da una finestra al primo piano nel sottostante giardino ove veniva raccolto dalla guardia di PS Mignacca Alessio».

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Il presidente moltiplicato

presidentemoltiplicato.jpgdi Francesco Scalone

Alcuni vecchi titoli della collezione Urania ancora oggi risultano di un’attualità sorprendente. È il caso di un uscita del 1977: Il presidente moltiplicato, thriller fantascientifico di Ben Bova. In realtà, il titolo originale inglese era The Multiple Man, ma i curatori dell’epoca decisero di tradurlo in italiano con un più esplicito riferimento alla vicenda fantpolitica raccontata. Un titolo che riletto oggi suona non solo attuale ma anche un po’ profetico.
La storia è ingenua, geniale e pazzesca come non se ne leggono e non se ne scrivono più. Un generale, personaggio losco, fascista, parecchio esaltato è un po’ svitato, decide di clonare il figlio per farlo diventare presidente degli Stati Uniti.

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Febbraio 14, 2006

Santi subito! "Infoibati" veri e presunti / 1

wirth05.jpgDa: Claudia Cernigoi, Operazione foibe. Tra storia e mito, Edizioni Kappa Vu, Udine 2005.


Il fenomeno del collaborazionismo a Trieste assunse dei livelli talmente vasti da disgustare persino Christian Wirth, “der wilde Christian” [Christian il selvaggio, nella foto], il primo “organizzatore” del lager della Risiera:

«i collaboratori superstiti... hanno ben riferito del compiacimento e del disgusto espressi dal Wirth per avere trovato in questa città ed in Fiume tanta gente disposta a concretamente favorire, per motivi il più delle volte non politici, la realizzazione dei suoi piani in questo specifico tema» [l’eliminazione degli Ebrei, n.d.a.]. [1]

Racconta lo storico Giuseppe Piemontese, che s’era trovato a lavorare, durante l’occupazione tedesca, presso l’ufficio traduzioni della cassa di malattia dell’amministrazione germanica assieme ad un amico di famiglia, il dott. Degner, «il quale, pur non avendo precise convinzioni politiche, era fondamentalmente antinazista»: «Ebbene, egli mi faceva vedere ogni tanto lettere anonime indirizzate a Rainer (e non erano poche, a disonore della città), nelle quali si denunziavano cittadini, solitamente per bassi rancori personali»[2]. Piemontese passava i nominativi dei denunciati ad altri impiegati della cassa di malattia che provvedevano a mettere sull’avviso gli interessati, salvandone così diversi dalla deportazione e dall’arresto. Ma purtroppo non tutti i triestini erano come questi impiegati.

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TOM ENGELHARDT INTERVISTA CINDY SHEEHAN


[Tom Engelhardt, scrittore, storico e giornalista, e' l'autore di The End of Victory Culturex, a history of the collapse of American triumphalism in the Cold War era; gestisce il sito TomDispatch.com, che definisce: "un regolare antidoto ai media dominanti".]

sheenan.jpgCindy Sheehan [nella foto, il suo arresto alla manifestazione di Washington; l'1 febbraio è stata nuovamente arrestata, al Campidoglio, prima che Bush pronunciasse il discorso sullo stato dell'Unione] e' la madre di Casey, un soldato ucciso a Sadr City il 4 aprile 2004, pochi giorni dopo il suo arrivo in Iraq. Il movimento che sostiene Cindy ha preso forma nelle ombre, su internet, ha cominciato a mostrarsi in forze nei campi a Crawford, ed attualmente sembra in grado di mutare la mappa politica degli Usa. Quando arrivo alla dimostrazione Cindy e' una figura distante, che cammina con una troupe di "Good Morning America" fra le croci bianche che sono state piantate qui. Jodie, una delle attiviste antiguerra di "Code Pink" che indossa uno stravagante cappello ornato di piume rosa, mi dice di restare nei paraggi con Joan Baez, i genitori dei soldati, i veterani, i giornalisti e tutta quest'altra gente: Cindy non manchera' all'appuntamento che ha con me.

Permalink: postato alle 12:05 AM


Febbraio 13, 2006

Foibe tra storia e mito: intervista a Claudia Cernigoi

foibe.jpgIntervista a Claudia Cernigoi, a cura di Angelo Floramo, pubblicata sul settimanale "Il Nuovo Fvg" in occasione della presentazione triestina del saggio Operazione foibe. Tra storia e mito (Kappa Vu, Udine 2005). Marzo 2005.

La memoria lottizzata. In epoca di revisionismi, riletture, decontestualizzazioni, sembra proprio che il dibattito gridato diventi l'unica possibilità di intervento. Ma chi di storia si occupa lascia che siano i documenti a parlare, tacitando gli umori e gli isterismi di ogni colore. "Operazione Foibe", con i suoi ricchi apparati documentari, si prefigge questo scopo. E' una ricerca che ha impegnato la Cernegoi per oltre sette anni, sette anni di meticolose indagini seguite a una prima edizione, già di per sé estremamente ricca e stimolante.

Qual è stata la motivazione che l'ha spinta (ogni storico ne ha una!) e cosa ne è emerso?

Chi non vive a Trieste non può conoscere il clima che si respira in questa città che il poeta (triestino) Umberto Saba definì "la più fascista d'Italia". Quindi devo spiegare che da noi le campagne stampa o campagne politiche sulla "questione foibe" sono più o meno cicliche. Tanto per fare un paio di esempi: una campagna si sviluppò a metà anni Settanta, per fare da contraltare all'istruttoria e poi al processo in corso per i crimini della Risiera di San Sabba. In altri periodi per contrastare le mobilitazioni per la legge di tutela degli Sloveni in Italia.

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Febbraio 12, 2006

Genova 2001: un paradigma 2/3

della Redazione Odradek

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1. Genova. I presupposti
Negli Usa il movimento no global è ormai considerato un’espressione reale della società con ampie radici in strati cruciali della popolazione come i giovani dei campus universitari da dove provengono gli apparati tecnico funzionariali delle istituzioni preposte alla privatizzazione globale.
Joseph Halevi, il manifesto, 26 agosto 2001.

a) Un movimento ormai esiste. Quello che si avvia ad andare a Genova è un soggetto composito, in cui forti sono le componenti caratterizzate da un tipo di consapevolezza “pre-politico”, connotata da prevalenti motivazioni di ordine etico e solidaristico. Questo, naturalmente, non è in sé né un bene né un male.

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Febbraio 10, 2006

LODE DEL COLLETTIVO

di Ubaldo Fadini
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[Avvertenza. Quello che mi propongo in queste pagine è di riassumere un confronto con l'opera benjaminiana che ormai ha una non breve storia alle spalle. L'obiettivo è infondo sempre quello di riaffermare le ragioni del singolare materialismo antropologico delineato da Benjamin, che rappresenta uno dei vertici del pensiero radicale novecentesco.] (U.F.)

C'è un testo, breve ma denso, del 1933 – Esperienza e povertà – che contiene alcuni concetti fondamentali dell'analisi di Benjamin che non mi stancherò mai di sottolineare. Innanzitutto è da ricordare l'apertura sotto forma di favola, quella «del vecchio che, sul letto di morte, dà ad intendere ai figli che nella sua vigna è nascosto un tesoro. Loro non avevano che da scavare. Scavarono, ma del tesoro nessuna traccia. Quando però giunge l'inverno, la vigna rende come nessun'altra nell'intera regione. I figli allora si rendono conto che il padre aveva loro lasciato un'esperienza: non nell'oro sta la fortuna, ma nell'operosità» (1). Questo tipo di esperienza è perso, in quanto non si dà più quel tempo in cui si sapeva con precisione cosa fosse l'esperienza, vale a dire i contenuti di vita, le credenze, le regole, le abitudini che gli anziani comunicavano ai giovani.

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Geraldina Colotti: CERTIFICATO DI ESISTENZA IN VITA

di Daniela Bandini

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Geraldina Colotti, Certificato di esistenza in vita, Tascabili Bompiani, 2005, pp. 178, € 7,50.

Sono diversi i racconti contenuti in questa antologia, spaziano dalla claustrobica presenza di secondini e sbarre alla fiaba, amara e tagliente, di una vita segnata da un destino non richiesto. Questa scrittrice, che è stata segnata anch’essa in maniera indelebile dal corso della storia, ripercorre senza amarezze, né tantomeno rimpianti, scelte di vita che apparivano, appunto, ineluttabili. Non c’è nessuna recriminazione verso “cattivi maestri” o consiglieri, nessuna acrimonia nei confronti di chi in maniera più o meno condizionante l’ha instradata verso un percorso che non prevedeva molte via di fuga. E’ stata, semplicemente, una scelta di vita, una scelta che non è possibile disconoscere, di chi non si tormenta nel rimpianto verso ciò che non è stato, che non prova quella rabbia e quell’umiliazione, pienamente giustificabili, di chi, pagando tutto, si ritrova ad ascoltare pietose ammissioni di colpa nei confronti della storia.

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Febbraio 09, 2006

«QUESTO NEMICO NON HA SMESSO DI VINCERE». WALTER BENJAMIN E IL FASCISMO

di Girolamo De Michele
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I potenti vogliono mantenere le loro posizioni col sangue (polizia), l’astuzia (moda), l’incantesimo (sfarzo).
Walter Benjamin, I Passages di Parigi (E 5a, 7)

C’è qualcosa di emblematico nell’ultimo anno di vita di Benjamin, impossibilitato a lasciare Parigi perché escluso dalle quote di immigrazione con le quali la democratica America limitava il diritto di fuga dei profughi, anticipando di mezzo secolo quella limitazione del diritto alla libera circolazione dei corpi e delle vite che confligge in modo stridente con la libera circolazione delle merci e dei capitali. Il sans-papier Walter Benjamin dedicava le ultime energie a mettere in guardia, nei materiali delle Tesi e del libro sui Passages di Parigi, contro un nemico dotato del potere inaudito di modificare il corso stesso della storia passata: «Neppure i morti saranno al sicuro dal nemico, se vince. E questo nemico non ha smesso di vincere» (1).

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Febbraio 08, 2006

LA NEBBIA SU ERCOLE D'ESTE/Seconda puntata

di L. Emmings

[qui la prima puntata]
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Quando riaprì gli occhi, il primo rumore che sentì fu quello del lieve tintinnare di chiavi arrugginite dietro la porta della cella. A svegliarlo, probabilmente, erano stati i passi pesanti delle guardie sino a lì; passi che ora si erano fermati.
La consapevolezza della fine imminente attraversò la mente del Moncato come una lama gelida. Erano venuti per giustiziarlo, forse l’avrebbero passato a fil di spada, semplicemente, senza una benchè minima parvenza di processo. Ci avevano anche messo più tempo di quanto lui si aspettasse: erano ormai più giorni che non gli facevano avere notizie, ma ora la decisione doveva essere stata presa. Non era ora del magro pasto gettato dentro alla cella, le guardie non dovevano essere lì.

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Febbraio 07, 2006

Genova 2001: un paradigma 1/3

della Redazione Odradek

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[Continuiamo a proporre le corpose introduzioni che la casa editrice Odradek è solita apporre ai suoi volumi. In questo caso si tratta di AA.VV., Guerra civile globale. Tornando a Genova, in volo da New York, 2001, pp. 346, € 12,91; ne è uscita da poco una seconda edizione, che non abbiamo visto. Il libro, che raccoglie contributi di Tom Behan, Cesare Bermani, Tano D'Amico, Gaspare De Caro, Roberto De Caro, Claudio Del Bello, Erri De Luca, Enrico Fletzer, Franco Gallerano, Vincenzo Miliucci, Giuseppe Pelazza, Paolo Persichetti, Oreste Scalzone, Coordinamento Falcri Bnl, Movimento Antagonista Toscano, contiene questa volta sia una nota editoriale che un'introduzione vera e propria. Per il momento proponiamo la nota; seguirà l'introduzione, in due puntate. Sappiamo bene che i testi di Odradek si prestano a controversie e discussioni; proprio per questo li pubblichiamo.] (V.E.)

0. Questo libro esce in una collana dedicata al conflitto e alle sue forme. Al conflitto abbiamo dedicato altri libri in altre collane, e sempre invitando a non considerare il caso italiano come un’anomalia, un residuo destinato ad essere riassorbito.

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Febbraio 06, 2006

Cronache di Bassavilla 48

PSYCO 5 - THE REALITY SHOW

di Danilo Arona

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Norman e Norma, lo strano caso della mamma mummificata nell'armadio, amore e morte in salsa goth nei territori di Bassavilla, la mia dark city che guadagna così, per qualche giorno, l'onore della prima pagina su tutti i giornali d'Italia. Riassumo la vicenda per sommi capi per chi ancora, sbadato lui, non la conosce.
Siamo a Orsara Bormida, paesino di 400 abitanti nella magica zona dell'Acquese dove nottetempo – mi assicura il più rinomato cacciadiavoli del basso Piemonte, Luigi Rapetti – ancora si radunano le congreghe streghesche per “affatturare” il prossimo e raddrizzare un po' di futuro che anche per le pitonesse marca male.

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Febbraio 05, 2006

Fatevi la vostra guerra (di vignette)

di Valerio Evangelisti

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Piovono da più parti inviti a moltiplicare nei siti web le vignette danesi su Maometto, in nome della libertà di stampa.
Questa testata è gestita da vari soggetti, e io parlo per me stesso.
Personalmente non credo in nessuna delle divinità proprie delle religioni monoteistiche. Mi sembrano rozze caricature delle regole ancora sconosciute dell’universo. Guardo con interesse entomologico, ma anche con una leggera compassione, chi ha “fede”. Per me credono in un’ancestrale proiezione nel presente del fulmine o del sole. Le loro festività sono transitate senza traumi dal paganesimo alle varie religioni organizzate.

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Nevio Galeati: IMPROVVISAZIONI PER CHITARRA E BATTERIA

di Daniela Bandini

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Nevio Galeati, Improvvisazioni per chitarra e batteria, Foschi Editore, 2005, pp. 234, € 11,90.

L’autore tiene a precisare che questo romanzo è opera di fantasia, che gli eventi, le persone e i fatti narrati sono un frutto letterario, scevro da nessi con la cronaca. Ma l’autore è un giornalista, e un giornalista di quella che una volta era considerata provincia: la provincia verso la quale portiamo un sonnacchioso rispetto, che vorremmo vedere lontana dalla cronaca nera, che ha il sapore della Romagna e della cultura, della bicicletta e della piadina; Ravenna. La provincia come una parte della nostra vita, quella dell’infanzia, che non intendiamo infangare con gli intrighi e i compromessi dell’età adulta.

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Febbraio 04, 2006

Bugliosi-Gentry: HELTER SKELTER

di Giuseppe Genna

bugliosihs.jpgAvvicinandosi a una leggenda pop (non di matrice italiana) quale è Helter Skelter, cioè il racconto del caso Manson scritto dall'attorney mastino Vincent Bugliosi, bisogna collocare alcuni fatti e caratteri, oltre che prescindere da un protocollo fondamentale. Cominciamo con ciò da cui è necessario prescindere: cioè Vincent Bugliosi in quanto scrittore. Fa schifo. Fa schifo in quanto scrittore saggista e non oso immaginare (poiché lo so e mi è inutile immaginarlo) cosa sia venuto in mente a Bugliosi dopo la pubblicazione di questo testo, che deve il fatto di essere un culto all'oggetto della ricerca - insomma, a Bugliosi è venuto in mente di intraprendere, oltre a quella legale e poi politica, una carriera letteraria, che l'esperto di satanismo - ma anche di stile - Massimo Introvigne, in un accesso di rara pietà, definisce "mediocre".
La verità è che un poliziotto, fatto salvo il suo lavoro d'indagine, è generalmente un mediocre osservatore letterario e un pessimo espositore. E Bugliosi è tutto ciò: un pitbull dell'indagine, che a un certo punto la prende sul personale, un colluso coi servizi segreti, uno che pensa di avere fatto (e ha ragione) il colpo della sua vita.

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Febbraio 03, 2006

Cronache di Bassavilla 47

BLOOD ROAD

di Danilo Arona

BloodRoad.jpgPuntata n° 47, “morto che parla”. Quindi cedo lo spazio a un contributo proveniente dal n° 100 della rivista “Clypeus” (C.P. 604, Torino) che riguarda Bassavilla e, indirettamente (ma quest'aspetto lo scoprirete con il tempo...) Melissa. Questa storia è stata portata alla luce grazie al lavoro certosino di Umberto Cordier, tra i più illustri cronisti italiani dell'insolito nonché presidente della Società Fortiana (Casella Postale 18, Albissola Marina). E' uno dei non pochi eventi occultati nella cronaca minore di provincia, in grado di dimostrare che la realtà può diventare “fantastica” al di là di ogni convinzione personale.

E’ il 2 marzo 1959, pochi minuti prima delle diciotto, e don Maggiorino Ansaldi, 44 anni, parroco di Bozzole (Casale) in provincia di Bassavilla, si mette in viaggio con la sua Topolino per recarsi nella vicina località di Torre Beretti alla ricerca di un suo conoscente, Armando Cavezzale, con il quale discutere il noleggio di un trattore per il prossimo raccolto.

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Febbraio 02, 2006

Manifesto per la storia

di Eric Hobsbawm

hobsbawm_big.jpg«I filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo; si tratta di trasformarlo». (1) Le due parti della celebre «tesi su Feuerbach» di Marx, riferite al filosofo tedesco, hanno ispirato due linee di sviluppo parallele della storiografia marxista. La maggior parte degli intellettuali che abbracciarono il marxismo a partire dagli anni 1880 (inclusi gli storici marxisti), volevano trasformare il mondo, in collaborazione con i movimenti operai e socialisti; movimenti che stavano diventando, grazie all'influenza del marxismo, forze politiche di massa. La cooperazione fra intellettuali e masse orientò gli storici che intendevano cambiare il mondo, verso determinati campi di studio, in particolare la storia del popolo o della popolazione operaia che, se attiravano naturalmente le persone di sinistra, non possedevano all'origine alcun rapporto particolare con una visione marxista. All'opposto, quando a partire dagli anni 1890 molti intellettuali smisero di essere dei rivoluzionari sociali, spesso cessarono anche di professarsi marxisti.

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Febbraio 01, 2006

Devil Buio: SEDUTI DALLA PARTE DEL TORTO

di Daniela Bandini

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Devil Buio, Seduti dalla parte del torto, Edizioni Clandestine, 2005, pp. 137, € 9,00.

Nel grande scacchiere internazionale dei conflitti e degli interessi capitalistici, a chi verrebbe mai in mente di menzionare Borgoduro come l’epicentro delle ostilità tra il grande impero USA, il povero succube esercito italiano, il locale circolo Arci, la squadra di calcio Borgoduro United e la parrocchia? E poi, dove diavolo sta Borgoduro?
Non perdetevi questo godibilissimo romanzo di Devil Buio, scritto in maniera egregia e fluida come pochi. Imparerete ad amare personaggi come il Volta, diminutivo di voltagabbana. “Negli anni settanta, infatti, quando il PCI era in ascesa, Volta era comunista, negli anni ottanta era passato con i socialisti, e infine nel novanta con gli azzurri di Arcore: per concludere, con i primi capelli bianchi aveva cominciato a fare attività in parrocchia, primo passo di avvicinamento all’ultimo padrone: la terna arbitrale dell’alto dei cieli”.

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VIAGGIO NELL’ASSE DEL MALE: IN IRAN

di Tommaso Rooms
[foto di Ryan Divambeigi. Questo reportage è apparso sulla rivista 'Finibus Terrae']

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“L’intenzione genocida dei leader iraniani è chiara”
Daniel Jonah Goldhagen

La forte copertura mediatica data alle dichiarazioni del neo-Presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad riguardo l’opportunità o meno dell’esistenza dello stato d’Israele sulle cartine geografiche, ma soprattutto sulla faccia della terra, ha suscitato diversi clamori. (La copertura mediatica, diciamo, e non il fatto in sé, poiché questo già si presenta da tempo con periodiche scadenze per bocca di svariati, autorevolissimi personaggi del regime).
Tra queste reazioni, più o meno giustificate, c’é quella di Goldhagen, il quale si domanda se gli alleati di Israele, “gli altri stati democratici, non farebbero quanto in loro potere - compresa la distruzione manu militare” per fermare la “latente capacità genocida degli aspiranti sterminatori”.

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