Gennaio 31, 2006
Collins: NE' GIUSTO NE' SBAGLIATO
di Piero Sorrentino
In forme così evanescenti e consolatorie da ridursi a materia fascinosa d’intrattenimento e non dolorosa esperienza umana prima ancora che psichica, l’autismo torna spesso a visitare l’immaginario degli artisti, in un incontro generatore di risultati più che ammirevoli dal punto di vista dell’impatto sul grande pubblico ma che irrimediabilmente sgusciano dalle grinfie della tragedia e stazionano nell’abbraccio più o meno morbido del best seller e del film di successo (si pensi a Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon o a Rainman con Dustin Hoffmann). Leggendo Né giusto né sbagliato, su un tema vischioso e pressoché sconosciuto ai più come l’autismo (che cosa siamo davvero capaci di dire su un bambino autistico senza rischiare il luogo comune o l’approssimazione o, peggio, la bestialità ?) si è invece assediati da domande silenziose e incalzanti, essenziali, che danno al testo un andamento sempre sul filo di un’interrogazione che corre parallela a un’indagine mai rumorosa e tutta votata alla trasparenza delle reazioni del cuore; una arrendevolezza dolce e allo stesso tempo una straordinaria capacità di immergere la propria personalissima esperienza in una fitta rete di nessi storici e culturali.
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Gennaio 30, 2006
Mariella Dal Farra: ALMA
di Daniela Bandini
Mariella Dal Farra, Alma, Alacran Edizioni, 2005, pp. 212, € 12,00.

Qual è il massimo di copertura che vorreste da un’assicurazione? Una copertura che comprendesse risarcimenti per rapine e danni? Polizze sulla casa, incendi, perdite, furti? Polizze sanitarie con rimborsi spese per esami, interventi, lungodegenze, invalidità. E trapianti? Nel panorama assicurativo di ultima generazione si è affacciata una nuova configurazione, una nuova tipologia previdenziale dal carattere esclusivo : si chiama “Incolumità Totale”. Diciamo subito che per raggiungere questa top class non basta aggiungere qualche centinaio di euro a ciò che avete già stipulato, scoraggiati dai non brillantissimi risultati del nostro Sistema Sanitario Nazionale, in qualche società assicurativa del campo salute. Bisogna davvero versarne parecchi, tanto che solo pochissimi, in tutto il mondo, possono permetterselo.
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Gennaio 29, 2006
STRONZATE: ISTRUZIONI PER L'USO (CON QUALCHE ESEMPIO PRATICO)
di Girolamo De Michele

In un breve saggio (On Bullshit, tradotto da M. Birattari: Stronzate. Un saggio filosofico, Milano, Rizzoli, 2005; ma il manoscritto è in realtà del 1986), il filosofo Harry G. Frankfurt si è domandato quali sono le proprietà che definiscono questo particolare tipo di enunciato. Che cos'è una "stronzata"? Perché sentiamo il bisogno di differenziarla da altri enunciati, come ad esempio la "menzogna"? E che cosa rende chi dice una "stronzata" diverso dal mentitore consumato? Dato per acquisito il fatto che lo studio della mente umana deve necessariamente comprendere un'analisi dei prodotti della mente – tra i quali sono (non necessariamente in posizione predominante) gli enunciati linguistici –, dal momento la "mente" è un oggetto che sfugge ai sensi, non sembra utile rinunciare allo studio di atti linguistici apparentemente secondari: anche perché questi atti forse secondari non sono affatto.
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Gennaio 28, 2006
LA NEBBIA SU ERCOLE D'ESTE/1a puntata
di L. Emmings
["L. Emmings" è il nom de plume di un laboratorio di scrittura creativa, realizzato all'interno di un progetto didattico nella provincia di Ferrara. La pubblicazione a puntate dei suoi primi esiti è coerente con un'idea di letteratura come pratica attiva e di scuola come luogo di produzione e scambio culturale, dove il sapere è tale solo se viene praticato attivamente, e non vissuto come un momento di ricezione passiva. In opposizione a una certa triste "cultura dell'addio" (scuola addio!, cultura addio!, politica addio!), i partecipanti a questo laboratorio sostengono, con la loro pratica, l'idea di Raoul Vanaigem che "una scuola dove la vita si annoia insegna solo la barbarie" (g.d.m.)]
LA NEBBIA SU ERCOLE D'ESTE
"La città è la Maestra dell’uomo" (Simonide)
Prologo
Essenza, essenza: ecco il fuoco silenzioso che si cela ai nostri occhi, dietro l’ardente realtà delle cose.
Oltre la serena Acqua che ci è vita e morte.
Oltre la rapida Aria che forma i nostri pensieri.
Oltre la solida terra, creatrice della carne e delle ossa.
Oltre, oltre: è il Fuoco, divampante energia che brucia le nostre emozioni e si alimenta dei giorni che passano, senza invecchiare nè morire. Esso è onnipresente, è nel tutto e nel niente. Non lo avvertiamo quando sfioriamo un’altra persona, quando ci avviciniamo ad un altro essere vivente. Eppure è proprio in quella frazione di secondo che le due essenze si intrecciano l’una con l’altra. Come due fiamme che messe vicine si uniscono a dare vita ad un’unica, intensa, colonna infuocata.
L’Anima Mundi esiste.
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Le molte facce del '77

[La pubblicazione dell'introduzione della Redazione Odradek al volume Una sparatoria tranquilla - clicca qui - ha provocato molte reazioni da parte dei lettori, come del resto era nei nostri auspici. Pubblichiamo alcune tra quelle che ci sembrano più interessanti, e accetteremo volentieri eventuali repliche. Ci sembra importante discutere del '77: un episodio di antagonismo di massa che ha avuto molte anime e che non avendo prodotto, nella sua radicalità, soggetti o tesi facilmente fagocitabili dal sistema, rischia di essere rimosso o ridotto a materia di mero interesse giudiziario. Per non parlare delle ricostruzioni fasulle oggi in circolazione.] (V.E.)
MIRKO:
A me la prefazione a Una sparatoria tranquilla non è piaciuta molto. Condivido (non da ora per la verità) la critica a certo "negrismo" e alle sue spericolate acrobazie.
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Gennaio 27, 2006
Nori: I QUATTRO CANI DI PAVLOV
di Giuseppe Genna
Chi è uno scrittore? Sembra una domanda oziosa, inutile, priva di futuro e colma di filtraggi, ambiguità e, insomma, di molta noia. Poi, proseguendo nel tentativo di rispondere, viene fuori che quella domanda si porta dietro una sequenza impressionante di ulteriori quesiti: chi vede il mondo?, cosa sarebbe il mondo?, cos'è il fenomeno umano?, la memoria è una traccia?, la scrittura è psicoterapica o psicopatologica?, le storie che scrivono gli scrittori che cosa sono in definitiva?, l'epica e la lirica e il genere nero e il gotico hanno un qualche senso rispetto alla percezione globale che l'uomo ha della terra, dei cieli e dello spazio che ci circonda?
Se si dovesse compiere l'ozioso esercizio di trovare a tutti i costi una materia tematica al nuovo romanzo di Paolo Nori, I quattro cani di Pavlov (Bompiani, 14.50 euro), le succhieste domande sarebbero tale materia. La verità, in questo caso, è che la materia del libro è la finzione, in toto, affrontata come cerbero implacabile: come cane che ostacola il passaggio - come cane di Pavlov.
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IL FANTASMA DI ANDERSEN - 4a puntata
di Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da L.A., ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia. Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]
Cap. V
“Un altro fatto che mi si impresse profondamente nella mente fu il soggiorno degli spagnoli in Fionia, nel 1808.”
“Che ci facevano, scusa, gli spagnoli da quelle parti?”
“La Danimarca si era alleata con Napoleone, che aveva dichiarato guerra alla Svezia, e prima ancora che la notizia si risapesse, un esercito francese con truppe ausiliarie spagnole entrò in Fionia per poi passare in Svezia al comando del generale Bernadotte, principe di Pontecorvo.”
“Eri già grande?”
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Gennaio 26, 2006
Berlusconi "socialista" e la Nuova Destra in Italia
di Valerio Evangelisti
La versione italiana del fenomeno mondiale chiamato “nuova destra”, e comprendente aspetti disparati ma coerenti come il neoconservatorismo statunitense, il fondamentalismo cristiano, il revisionismo storico, in Italia ha un nome e un cognome: Silvio Berlusconi. Non perché questo monopolista industriale passato alla politica sia individualmente all’origine del fenomeno, ma perché ha saputo farsene il catalizzatore nella penisola, e radunarne in un’unica compagine – almeno per un certo tempo – le diverse espressioni. Ciò malgrado l’assenza di un pensiero univoco e di una cultura unificante, sostituiti da tutta una gamma di atteggiamenti e di prese di posizione contingenti, a brevissimo respiro.
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Schedatura neuropsichiatrica a scuola?
di Margherita Pellegrino
[Più volte Carmilla ha segnalato rischi e problemi di una precoce psicofarmacologizzazione nell'infanzia e nell'età scolare soprattutto. Ci scrive una professoressa che, dalla stampa, ha còlto un ulteriore rischio: quello di una schedatura neuropsichiatrica per giovani allievi. Pubblichiamo la lettera che la professoressa Pellegrino ci ha inviato, promettendo di seguire gli sviluppi del caso. gg]
Ho letto con stupore ed indignazione che al Senato è in discussione un disegno di legge che prevede di "considerare la dislessia causa di difficoltà specifica di apprendimento". In realtà la difficoltà nella lettura ridefinita da neuropsichiatri infantili e psicologi, dislessia, abbraccia secondo loro, un pacchetto che comprende anche la disgrafia (la scrittura poco chiara e non allineata), la discalculia (lentezza nel fare i calcoli, non conosce bene le tabelline); questi, che fino ad oggi vengono considerati dagli insegnanti errori , se questa legge viene approvata, saranno: “disturbi di apprendimento” e gli alunni che ne sarebbero affetti verrebbero diagnosticati ed etichettati dislessici da neuropsichiatri infantili.
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Gennaio 25, 2006
Parazzoli: L'EVACUAZIONE
di Giuseppe Genna
Il precedente romanzo di Ferruccio Parazzoli, MM Rossa, pubblicato sempre negli Oscar classici narrativa, aveva sortito, e giustamente, un notevole successo di critica. Uno scrittore che proviene da una tradizione cerebrale e imagista come Parazzoli (come del resto, vorrei aggiungere, qualunque gnostico è di tradizione cerebrale e imagista), narrava della fine del padre, di un rapporto complesso e pluristratificato con la figura interiormente gigantesca e fisicamente ridotta all'osso di un patriarca che tracima dal corpo, archetipo e fisiologico, di colui che era stato il papà di Ferruccio Parazzoli. Quel rapporto era pluristratificato perché l'ambizione, altissima, del romanzo era di situare il soggetto, lo scrittore: rispetto, certo, alla sua città, elevata (o abbassata) a Città di Dio (e di Dite), ma anche storicizzata secondo allegoremi che avevano un loro perno in quel Piazzale Loreto che, per Parazzoli, è diventato l'òmfalos di qualunque sua narrazione, come conferma questo romanzo, agghiacciante per la qualità zen della sua prosa, L'evacuazione.
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Gennaio 24, 2006
Caro Crichton ti scrivo...
di Valerio Evangelisti
(da Robot n. 46)
Ho sempre avuto un grande rispetto per Michael Crichton. Non ho letto tutto quello che ha scritto, ma ciò che ho letto mi è sempre parso avvincente e ben documentato, talora persino anticonformista. Notevole anche la sua dimestichezza con i temi propri della fantascienza, sebbene non possa essere confuso con gli scrittori specializzati in SF, per stile e per varietà di interessi.
Notevole pure lo stretto rapporto con il cinema che Crichton coltiva. Ottimo regista in proprio (vedi Coma profondo), Crichton ha visto i propri romanzi tradotti in film un’infinità di volte. I risultati sono stati spesso eccellenti (Andromeda di Robert Wise), altrettanto spesso buoni (Sol Levante), talvolta discreti (Jurassic Park, Sfera), solo di rado molto inferiori al romanzo da cui erano tratti (Congo).
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LEOPARDI/4
IL PESSIMISMO MATERIALISTICO DI LEOPARDI
di Sebastiano Timpanaro
Il cattolicesimo liberale rappresentava qualcosa di particolarmente avverso a tutto il pensiero del Leopardi. Era il mito del progresso, privato della carica di lucido razionalismo che aveva avuto nel Settecento francese e riconclato coi vecchi miti cattolici. Era l'esaltazione delle conquiste tecnicoscientifiche (il vapore, la diffusione rapida delle notizie: si pensi alla satira della Palinodia) accompagnata però dalla rinuncia ad una visione veramente scientifica, cioè laica, della realtà. Era il cattolicesimo ottimista mentre il Leopardi, finché aveva creduto di poter conciliare in qualche modo il proprio pessimismo col cristianesimo, aveva puntato proprio sulla rappresentazione pessimistica che il cristianesimo fa di questo mondo. A un tale ambiente gli scritti del Leopardi, e in particolar modo le Operette morali, erano apparsi come l'espressione di un ateismo che negava insieme la religione e il progresso; che si opponeva, quindi, totalmente allo «spirito del secolo».
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Gennaio 23, 2006
Il movimento del '77 e il "movimento dei movimenti"
della Redazione Odradek

[Proponiamo un'altra delle prefazioni redazionali delle Edizioni Odradek: questa volta alla seconda edizione di AA.VV., Una sparatoria tranquilla. Per una storia orale del '77 (2005, pp. 347, € 18,00). Il volume raccoglie testimonianze di Vincenzo Miliucci, Raoul Mordenti, Oreste Scalzone, Mario Moretti, Enzo Modugno e molti altri, incluso Francesco Cossiga. In anni recenti, le rivisitazioni sul '77 si sono concentrate soprattutto sulla cosiddetta "ala creativa" di quel movimento. Il volume ha il merito di dare la parola anche a quella che allora la stampa chiamò "ala dura", poi ampiamente criminalizzata. A tali posizioni si richiama in certa misura anche la prefazione-saggio che presentiamo.] (V.E.)
Ripubblichiamo la “sparatoria tranquilla” perché una sia pur generosa prima edizione è andata esaurita da tempo, ma anche perché è l’occasione di riflettere sui movimenti con questa prefazione*.
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Gennaio 22, 2006
Cronache di Bassavilla 46
DESCENT

di Danilo Arona
In data 19/12/2005 ricevo una nuova mail da Paolo Toselli.
Caro Danilo,
scusa se ti riscrivo, ma quel frammento scaricato da Internet che ti ho inviato nel settembre 2005 a proposito della ragazza fantasma della Highway 104 in Virginia mi ha fatto scattare una certa molla di cui sono qui a renderti conto. Il fatto è che, se il legame fra miti del folclore moderno e presunti fatti di cronaca ha da essere rappresentato da quel nome femminile che sembra ritornare ossessivamente nelle tue ricerche (almeno quelle di cui riferisci nelle “Cronache di Bassavilla”), una certa zona di quell'autostrada offre ben più di qualche bizzarra, e francamente inquietante, coincidenza.
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Gennaio 21, 2006
L'ultima regola
di Giacomo Molucchi

Resto fermo il più possibile, ascoltando con attenzione qualsiasi suono possa portarmi il freddo vento di novembre. Niente. Allora esco allo scoperto, alzandomi dalla protezione di quel mucchio di macerie dove mi ero nascosto.
Aspetto.
Se c’è un cecchino appostato, non importa da che parte stia, morirò tra pochi secondi. Ma se non mangio, morirò lo stesso.
Non succede niente.
Stringendo il fucile mi metto a correre fino ad un’altro mucchio di macerie, e mi accuccio dietro di esso. So come muovermi perché vedo i soldati muoversi così da quando ero bambino. Scatto fino ad un’altro mucchio di macerie, poi un’altro ed un’altro ancora. Solo i miei passi e il mio respiro rompono il silenzio di morte che si stende su questa città devastata dai bombardamenti.
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Gennaio 20, 2006
Violenza di classe negli Stati Uniti 2/2
della Redazione Odradek

2. Un mondo «alieno», per molti versi, agli occhi europei. Perché dunque analizzarne così in dettaglio la storia, le caratteristiche? Perché, soprattutto, privilegiare un punto di vista così «fuori moda» come il movimento operaio?
Non prendiamoci in giro. Il neoliberismo è da oltre un decennio – dalla caduta del muro di Berlino – l’unica ideologia e pratica dominante a livello globale. La stessa costruzione dell’Unione europea, da quando esiste una Commissione che dirama regolarmente «raccomandazioni» cui gli Stati nazionale debbono conformarsi (con propri tempi e mediazioni), ha assunto questo orizzonte come un obiettivo ineludibile. Il “modello europeo” sta progressivamente cedendo il passo a quello anglosassone. Si sta insomma erodendo giorno dopo giorno quel «patto tra i produttori» che ha fatto da collante agli Stati nazionali continentali negli ultimi due secoli, dalla Rivoluzione Francese in poi.
Permalink: postato alle 01:48 AM
Gennaio 19, 2006
Mancassola: IL VENTISETTESIMO ANNO
di Giuseppe Genna
Un racconto lungo e un racconto breve, il primo dei quali costituisce una profonda rielaborazione e riscrittura di un pezzo uscito su Nuovi Argomenti: Marco Mancassola, dopo la pubblicazione di un iper-romanzo tanto centrale qual è Last Love Parade, sembrerebbe accostarvi una di quelle "chicche" editoriali che, spesso, accompagnano le produzioni maggiori di un autore, magari al momento in altre faccende affaccendato. Non è così. Piuttosto l'operazione assomiglia alla sconcertante ritmica con cui DeLillo fece seguire, alla ponderosa summa narrativa di Underworld, lo smilzissimo Body art, spiazzando la critica ufficiale e sortendo un risultato che deve fare riflettere profondamente: le poche pagine di Body art hanno il medesimo peso della cattedrale Underworld. E' ciò che accade con quest'ultimo Mancassola, uno dei migliori talenti di cui il comparto narrativo italiano dispone.
Permalink: postato alle 10:52 AM
Violenza di classe negli Stati Uniti 1/2
della Redazione Odradek

[Riportiamo l'introduzione redazionale al bel libro di Filippo Manganaro Senza patto né legge. Antagonismo operaio negli Stati Uniti (pp. 310, € 17,00), pubblicato dalle edizioni Odradek. Come è nella tradizione di questa casa editrice anticonformista, lo scritto introduttivo è in realtà un piccolo saggio, di valore non inferiore ai contenuti del volume.]
1. Come descrivere il “ventre della bestia”? Chi guarda agli Stati uniti rischia facilmente lo strabismo, preso in mezzo dallo scarto indescrivibile tra principi enunciati e realtà empirica, tipo il “diritto alla felicità” inscritto nella Dichiarazione d’Indipendenza e la morte distribuita con sublime nonchalance a concittadini, migranti, popoli lontani. Basta che attraversino il binario del capitale – o dell’ultimo suo vigilante – nel punto e nell’orario sbagliato.
In questo straordinario libro sul movimento operaio americano – straordinario per freschezza di linguaggio, familiarità con la “mentalità corrente” d’oltreoceano, empatia e selezione degli episodi rilevanti – abbiamo scelto tre citazioni che rappresentano al meglio i soggetti principali del conflitto sociale, di quel paese come di ogni altro al mondo: i padroni, gli antagonisti e lo Stato.
Permalink: postato alle 02:22 AM
Gennaio 18, 2006
LA MAMMA DI CARLO SCRIVE ALLA MADRE DEL RAGAZZO MORTO A FERRARA
PATRIZIA, PERDONAMI. NON HO FERMATO GLI ASSASSINI DI TUO FIGLIO
di Haidi Giuliani
[Pubblichiamo la lettera aperta di Haidi Giuliani alla madre di Federico Aldrovandi, morto in circostanze tutt'ora da chiarire a Ferrara. La madre di federico ha aperto un blog per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle circostanze nelle quali ha perso la vita Federico]
Cara Patrizia, ti chiedo perdono. Tu non mi conosci, ma da una settimana io ti porto nei miei pensieri e nel mio abbraccio. Da quando ho ricevuto i primi messaggi che parlavano di Federico, vivo con questa angoscia in più. Non so se avrai la pazienza e la voglia di leggermi. Quando muore un figlio, qualsiasi figlio in qualsiasi modo, le parole si fanno pesanti come macigni: è faticoso pronunciarle, è faticoso ascoltarle. Spesso ci ballano in testa lasciandoci ogni volta più confuse e spossate. Quando è stato ucciso il mio, anch'io sono rimasta in silenzio, come te: per cercare di capire che cosa era successo, capire perché e come. Anch'io, come te, non credevo a quanto mi era stato raccontato: perché conoscevo il mio ragazzo, il suo carattere, il suo modo di reagire alle situazioni. Come su Federico, anche su Carlo moribondo qualcuno ha infierito, prendendolo a calci in faccia, spaccandogli la fronte con una pietrata.
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Il cielo sopra l'Arca Sacra
di Adriano Petta

[Questo racconto di Adriano Petta - autore di Eresia pura, di Roghi fatui, di Ipazia e di altri noti romanzi - fa riferimento alle ricerche attualmente condotte da Carlo Rubbia, presso l'acceleratore di particelle di Ginevra, sul bosone di Higgs, "la particella di Dio". Ricerche che potrebbero condurre, sebbene le probabilità siano infinitesimali, alla completa distruzione non solo della terra, ma del sistema solare e dell'intera galassia. Si tratta di un esperimento analogo a quello avviato nel 1999 nel laboratorio di Brookhaven, Long Island, Usa, già noto a chi abbia letto il mio romanzo Magus. Valerio Evangelisti]
Roma, libreria Feltrinelli di largo Argentina, bar al primo piano, luci deboli, soffuse, la colonna sonora del mitico «Bladerunner» si diffonde in sottofondo, oltre a noi due… nessuno. Un anno di e-mail, comunione di anime, di menti… e finalmente un pomeriggio tutto per noi.
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Gennaio 17, 2006
LEOPARDI/3
L'IMMAGINAZIONE È IL SEME DEL COSMO
di Antonio Negri
L'immaginazione trascendentale nel materialismo. Essa si svolge a lato, meglio, a contatto, in sincronia con l'intenzione che ha percorso la sensibilità ed ha penetrato significativamente l'esistenza del mondo. Come «larva» ora l'«imago» sorge da questo reale. Ne segue le insenature, rinnova – nella realtà – le movenze del senso, le intellettuali e materiali possibilità. Resiste alle difficoltà. Poi la larva si fa farfalla. Il senso produce un sogno che è più reale del reale. Un «più reale» – che è sensato perché risponde al desiderio che ha costituito la realtà e ora costituisce l'iperrealtà dell'immaginario. Larva, seme, spirito di vita animale, sensitiva e sensuale, è lo spirito metafisico che viene sviluppandosi. Il suo luogo è lo spazio infinito e inesauribile dell'universo pensato. L'ontologia è materiale.
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Giovanni Polesello: TI FACCIO UN GIOCO
di Daniela Bandini

[Rischia di passare sotto silenzio un romanzo di una bellezza sconvolgente, uscito in sordina alla fine del 2005. Iniziamo a rimediare a un'omissione che è anche nostra con questa prima recensione di Daniela Bandini, ma torneremo certamente a parlare di questo libro destinato, una volta letto, a rimanere a lungo nella memoria, sanguinante come una ferita che non si rimargina.] (V.E.)
Giovanni Polesello, Ti faccio un gioco, Barbera Editore, 2005, pp. 220, € 15,50
Questo romanzo è una cruda poesia. Lettori abituati a splatter, sangue a profusione, squartamenti, violenze di ogni sorta, capiranno che la descrizione di questo tipo di brutalità tocca corde ben più profonde e laceranti del macellaio serial killer con il suo bagaglio di minuziose descrizione compiaciute. E’ un romanzo imperdibile, sia per chi si avvicina per la prima volta al tema della pedofilia, sia per chi, anche nel retroterra più lontano dei ricordi, pensa quindi sa di avere subito un certo tipo di influenze devastanti. .
Permalink: postato alle 02:04 AM
Gennaio 16, 2006
Kerényi: La Signora del Labirinto
di Kàrol Kerényi
[da Nel labirinto, Bollati Boringhieri, 1983]
Da quando si è accertato che a Cnosso, fulcro della cultura cretese
del palazzo, tra il 1500 e il 1400 a. C. si parlava già greco
e che oltretutto si scriveva già in questa lingua, l'ellenista
si chiede ormai un po' imbarazzato con quale testo debba avviare l'iniziazione
del suo pubblico di ascoltatori o di suoi lettori al mondo spirituale
greco.
Se si decide di prender le mosse dal testo più antico, non si
può più utilizzare il verso epico, il primo dell'Iliade:
"Cantami, o dea, l'ira del Pelide Achille." Le iscrizioni
di Cnosso, di Micene e del piccolo palazzo di Pilo, infatti, sono più
antiche di molti secoli rispetto a quel verso, e ad ogni altro dell'Iliade
o dell'Odissea. Quelle iscrizioni, che cronologicamente precedono
tutta la produzione omerica, non contengono nulla di spirituale.
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Gennaio 15, 2006
Cronache di Bassavilla 45
di Danilo Arona
[Tutte le Cronache di Bassavilla]
DOGVILLE
Nell'inverno del 1954 Giovanni Albanese aveva 52 anni. Il suo negozio di fiori in via dei Martiri procedeva a gonfie vele, ma a lui poco importava. Il suo chiodo fisso dall'aprile del 1925 era sempre quello: Melissa, la bellissima e amatissima cugina, inghiottita dal nulla, o dal fiume, il cui mistero mai nessuno aveva potuto risolvere. Misteriosamente scomparsa sul tragitto di casa all'ora del rientro dal lavoro, più o meno intorno alle venti, a opinione di Giovanni era stata aggredita da un balordo, mentre secondo il giornale locale e il cosiddetto “buon senso comune” la ragazza si era buttata nel Tanaro per colpa dei troppi libri che leggeva.
Permalink: postato alle 08:24 PM
Gennaio 13, 2006
LEOPARDI/2
IL PENSIERO DI LEOPARDI
di Cesare Luporini

La conversione di Leopardi all'ateismo, che non è stata breve e forse neppur lineare, è ora del tutto compiuta. Andando oltre, sulla linea di queste riflessioni, la vita stessa apparirà sempre piú a Leopardi un fenomeno casuale e marginale della materia. Quanto all'uomo «la fortuna», cioe il caso, e non un destino provvidenziale lo ha posto a vivere sulla terra.
Su questa base teorica doveva necessariamente cambiare anche l'atteggiamento di Leopardi verso l'illuminismo del XVIII secolo. Non ne poteva piú dichiarare il fallimento, ma doveva invece ammirarne il coraggio di verità. Il ribrezzo verso la sua epoca di neospiritualismo era destinato a crescere in Leopardi via via che essa si profilava ai suoi occhi non come semplice restaurazione politica, ma come progressismo e perfettibilismo utopico e cristianeggiante.
Permalink: postato alle 06:46 PM
IL FANTASMA DI ANDERSEN - 3a puntata
di Lucio Angelini
[I ricordi di Andersen non sono inventati da L.A., ma tratti di peso dalla sua stessa autobografia. Qui tutte le puntate di questo romanzo on line]
III
“Uno dei miei primi ricordi, in sé trascurabile, ma che si impresse con grande forza nella mia fantasia di bambino, fu una festa familiare tenuta... indovina dove!”
“Dove?”
“Nella prigione di Odense, proprio l’edificio cittadino a cui guardavo con il massimo orrore, lo stesso, immagino, con cui i ragazzi di Parigi dovevano guardare alla Bastiglia. Per me era come il covo dei malfattori nelle storie dei banditi e masnadieri: spesso mi ero fermato a contemplarla, benché da distante, e ad ascoltare i canti dei detenuti e delle detenute intente a filare all’arcolaio. I miei genitori conoscevano il guardaportone, che li aveva invitati a una festa di famiglia, e io dovetti accompagnarli.”
“Che età avevi?”
“Ero molto piccolo, tanto che, finita la festa, mi riportarono a casa in braccio.”
“E come andò?”
Permalink: postato alle 03:34 AM
Gennaio 11, 2006
LEOPARDI/1
LA NATURA E LA FELICITA' POSSIBILE
di Girolamo De Michele

[Cominciamo, con questo intervento, la pubblicazione di una piccola serie di testi critici su Leopardi, a trent'anni di distanza dalla celebre polemica di Sebastiano Timpanaro contro gli Antileopardiani e neomoderati nella sinistra italiana (gdm)]
Giacomo Leopardi, critico implacabile degli ottimismi del suo e del nostro tempo, si erge a fronte di ogni facile teoria della felicità. Questo lungo fine secolo, dopo aver giubilato per un decennio, con beata idiozia, la lieta novella e le magnifiche sorti e progressive della caduta del muro di Berlino e della «fine delle ideologie», è oggi costretto a riaprire gli occhi per riconoscere che il secolo non è stato breve, e che il crollo delle ideologie è anch’esso un’ideologia; che miseria e infelicità, rapidamente dislocate in nuove periferie (delle metropoli, delle nazioni, dell’Occidente) assediano ancora le fortezze del benessere e dell’ingiustizia; che moltitudini di nuovi miserabili, evidentemente inconsapevoli della fine della storia e ancor più ignare del decretato passato delle illusioni, vengono alla ricerca delle favolose casette di marzapane mostrate loro dalle immagini televisive captate da antenne satellitari costruite con ruote di biciclette e metalli riutilizzati: e davvero col Poeta ripetiamo qui mira e qui ti specchia, secol superbo e sciocco.
Permalink: postato alle 07:57 AM
Visioni alterate (2/2)
L’abbandono artistico della “retta via” operato da Blake, Füssli e Goya
di Gioacchino Toni e Gianluca Ruggerini

La pittura degli incubi di Johann Heinrich Füssli
Originario di Zurigo, introdotto allo Sturm und Drang tedesco da Johann Jakob Bodmer, Füssli completa la propria formazione col tradizionale grand tour italiano per poi trasferirsi definitivamente in Inghilterra sotto il nome di Henry Fuseli. La letteratura ed il teatro rappresentano i veri punti di riferimento dell’opera di Füssli, centrata soprattutto sulle suggestioni di Omero, Dante, John Milton e William Shakespeare. Alle “tematiche innaturali” desunte da questi autori lo svizzero accorda uno stile pittorico altrettanto fantasioso, fatto di ardite torsioni dei corpi, deformazioni mostruose e dimensionamenti inverosimili dei diversi personaggi.
Permalink: postato alle 02:08 AM
Gennaio 10, 2006
Bevilacqua: IL GENGIS
di Giuseppe Genna
Come sempre, quando Alberto Bevilacqua pubblica presso Einaudi un romanzo (o un iper-romanzo, vedi il Viaggio al principio del giorno, a oggi uno dei testi più avant-pop d'Italia), alla nostra letteratura contemporanea si aggiunge un evento di acume, grande prosa, straordinaria memorialistica e passione civile. Con Il Gengis la passione civile viene fatta esplodere a livelli di indignazione (e, per contrario, di dignità) che devasta il panorama attuale. Bevilacqua non prende per il culo Silvio Berlusconi con un breve romanzo, come qualcuno ha sostenuto. Piuttosto acquisisce per dato (ma non dato per sempre) un sottoarchetipo del Potere che coincide, per sintomatologia e fisiognomica, con l'attuale premier italiano in scadenza. Non è una fenomenologia, non è una satira: è una fiaba nera, composta con multipli registri linguistici e immaginali, in cui viene ribadito lo strapotere della letteratura rispetto all'arco breve di qualunque operazione d'interesse politico.
Permalink: postato alle 04:07 AM
PLAYMAKER - Decima e ultima puntata
di Antonio Nucci
Illustrazioni di Pierangelo Rosati
Qui tutte le puntate del romanzo on line Playmaker

2.
Non gli pareva vero. Le pagine che scorrevano sul video gli ridavano speranza. Soldani aveva unito tutta la documentazione in un unico file che aveva poi spedito al negozio, sentendosi probabilmente in pericolo, per permettere a Walter di poter agire comunque.
“Che roba è?” chiese Sonia incuriosita.
“E’ l’unica cosa che può salvarci. Non immagini quanto è utile quello che hai fatto. Ora devo andare. Mi raccomando, dormi dagli zii le prossime sere.”
“Quando...affronterai quella persona?”
“Presto, forse domani stesso.”
Sonia ebbe un sussulto e qualcosa si mosse in lei.
“Walter” disse guardandolo dritto negli occhi “ci sono tante cose che avrei voluto dirti riguardo...ciò che c’è stato tra noi.”
“Lascia stare, ormai è acqua passata.”
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Gennaio 08, 2006
Visioni alterate (1/2)
L’abbandono artistico della “retta via” operato da Blake, Füssli e Goya
di Gioacchino Toni e Gianluca Ruggerini

Per individuare le radici profonde di un’instabilità che si riverbera anche a livello artistico e culturale, occorre tornare alla Rivoluzione francese. In quanto epigono illuminista ritortosi contro il razionalismo che lo ha generato, essa apre ad una serie di inquietudini esistenziali a cui la Restaurazione - con le proprie risoluzioni politico-militari - non è in grado di fornire soddisfacenti e durature risposte. Ci riferiamo in particolare ai sentimenti di individualismo e di rivolta che in quel fatidico 1789 trovano la prima vera occasione di sfogo, imponendo universalmente l’equazione libertà morale = libertà politica. Nel suo massimo fulgore, l’età dei Philosophes si era mossa nell’alveo di un’incontestata sensibilità “classica”, legata alla positiva armonizzazione di dimensione ideale e tempo presente, ma tra il 1770 e il 1790 cominciano ad emergere in tutta Europa segnali di incrinatura dell’ottimistica fede nella ragione e nei suoi custodi culturali e politici.
Permalink: postato alle 04:03 AM
Gennaio 05, 2006
Banlieues francesi. L'incendio di novembre e la solidarietà necessaria
di Serge Quadruppani

Si è spesso, e a ragione, fatto osservare che le distruzioni (di veicoli e di immobili) conseguenti ai disordini di novembre, non hanno avuto altro effetto immediato che rendere ancora più diifficile la vita nei quartieri popolari. Si è meno spesso fatto notare che, se il governo Villepin-Sarkozy è oggi deciso a restituire, almeno in parte, i finanziamenti a sostegno delle banlieues che aveva soppresso, è proprio grazie al campanello d'allarme che questa rivolta è stata. Anche una parlamentare della maggioranza (UMP) lo dice oggi: "Quello che è successo nelle banliues non è che l'espressione della disperazione. Quelli che sono stati definiti "émeutiers" ne erano i porta-parola".
Permalink: postato alle 02:27 AM
Gennaio 03, 2006
La merce ideale (2/2)
di Paolo Brunetti

Brevi riflessioni economico/politiche come indispensabile visione d’insieme per comprendere i processi di privatizzazione dei servizi, a cominciare dall’acqua e dai rifiuti. Intervento al convegno di Bedonia (PR) del 3 dicembre 2005 su "La gestione pubblica dell'acqua"
La vita stessa, dall’inizio alla sua fine, diventa merce…
Prendiamo la morte. Negli anni passati per porre fine allo scandaloso sfruttamento dell’angoscia e del dolore che colpiva i parenti dei defunti, vennero costituite delle agenzie comunali per i servizi cimiteriali e per le onoranze funebri. Si pose un freno allo sciacallaggio diffuso negli ospedali dove stazionavano gli agenti funebri, avvisati da compiacenti operatori sanitari di ogni decesso avvenuto o prossimo. Con l’avvento del servizio pubblico i costi delle onoranze funebri si ridussero notevolmente. Le agenzie calarono di numero e di prezzi.
Permalink: postato alle 02:50 AM
Gennaio 02, 2006
La merce ideale (1/2)
di Paolo Brunetti

Brevi riflessioni economico/politiche come indispensabile visione d’insieme per comprendere i processi di privatizzazione dei servizi, a cominciare dall’acqua e dai rifiuti. Intervento al convegno di Bedonia (PR) del 3 dicembre 2005 su "La gestione pubblica dell'acqua"
IL PROBLEMA CHE ASSILLA CHI COMANDA È L’AUMENTO DEL PIL
Le feste di Natale sono prossime e il sistema si prepara a una orgia di vendite. Le città si riempiono di luci, per indurre nei “consumatori” l’euforia che li spinge ad acquistare oltre i loro bisogni. Non sono infatti i bisogni che spingono i consumi, se non in misura insignificante per il buon funzionamento del sistema, ma la forzatura delle vendite.
Permalink: postato alle 03:32 AM
Gennaio 01, 2006
Cronache di Bassavilla 44
HANGMAN'S CURSE
di Danilo Arona

Sera di primavera alla periferia di Bassavilla. Il Texas notturno di Paravidino, le stelle, la campagna immota e deserta. Campi, prati e poche cascine, quasi tutte all'apparenza abbandonate, perché non s'intravedono luci.
Una giovane coppia di fidanzati sta viaggiando in auto per recarsi a un appuntamento con amici in quel di Belforte, poco dopo Ovada. Una quarantina di chilometri in un paesaggio da dopobomba. I due ragazzi sono parecchio affiatati e non a caso stanno assieme da più di un anno. Questa sera si recano a trovare un'altra coppia con cui hanno trascorso una settimana in montagna: giorni divertenti e riposanti, eccezion fatta per la sfortunata caduta di lei proprio durante la discesa dell'ultimo giorno. Ed eccola qui, la pupa, con la gamba ingessata e la testa appoggiata alla spalla di lui che sta guidando.
Permalink: postato alle 02:43 AM
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