Più che A sangue freddo, A sangue e basta: perché moltissimi aggettivi si possono impegnare per arrivare pallidamente a descrivere la vicenda che potete apprezzare (...) cliccando nell'immagine qui a fianco. E' un estratto da un numero di Cronaca Vera, rivista popolarissima e quindi pop, di cui già ci siamo occupati sulle pagine di Carmilla. E' un popolare fosco e sparato, surreale e indecidibile nella sua drammaticità patafisica, una deviazione dell'immaginario che è penetrata nelle coscienze quand'esse vadano dal parrucchiere o abitino in province in cui il gossip non ha ancora attecchito nelle sue forme defilippe, ma rimane ancorato a paradigmi settantini. Per questo ci interessa: è un'invenzione continua superata continuamente da una continua realtà abbacinante, più vera della finzione.
Per questo siamo entrati in contatto con la Redazione di Cronaca Vera e abbiamo proposto una fruttuosa collaborazione: loro ci danno un articolo - anche d'archivio, perché il tempo, questa rivista, l'ha congelato in un iperuranio immaginifico, in cui il 1983 vale il 2006 - e noi pubblichiamo su Carmilla, cercando di fare giungere un'esplosione d'immaginario che ormai appare distantissima dal sistema spettacolare propalato dai media. E', in questo senso, pura opposizione: una mitopoiesi popolare, spesso tinta attraverso deflagrazioni di moralismo e dabbenagine che hanno del clamoroso, e che si oppone in toto al sistema a cui appartiene: quello della stampa e dell'informazione. Realissimo infotainment, penetrazione negli anfratti più ignorati della Penisola, alla scoperta di un'Italia di poveri ma brutti, una polaroid che è andata seppiandosi col tempo e che invece è attualità spiccia: il ritratto del ventre molle del Paese, condotta con una sintassi e un lessico "a prova di imitazione". Quando una consimile operazione fu tentata su Clarence, ricordo l'impennata negli indici di lettura. Carmilla ha un'idea più organica, selettiva e del tutto fuori dall'ormai declinante ideologia trash: qui non si tratta di nostalgia, si tratta di iperrealismo.
Se la cosa non sarà gradita dai nostri lettori, o se invece sarà apprezzata, lo misureremo col tempo, ed eventualmente con le mail (basta scrivere a giuseppegenna(AT)gmail.com). Il tentativo ci sembra opportuno: Carmilla continua a essere mappatura senza fine dell'immaginario (che è per natura infinito), della cultura di opposizione e di quella che l'Accademia bolla come "sottocultura" e invece non lo è: è invece mimesi del reale distorta ad arte, rubricata dal Parnaso (che non lo è più) come pappa da popolino - si tratta dell'incrocio preciso a cui tendono le antenne delle persone che pubblicano nel nostro sito.
Intanto godetevi la decapitazione dell'Alieno Cinese, non perdendovi strilli e catenacci, che tintinnano come musica per le orecchie, molto più di certi endecasillabi.


Mario La Ferla, avvezzo alle inchieste giornalistiche, fa per vent'anni la posta al dossier segreto su Marilyn Monroe, cura i suoi contatti negli USA, intercetta il fascicolo di Hoover e finalmente si ritrova in mano 3.000 pagine di schede personali, intercettazioni, confidenze e rapporti...
[...] Al termine, di questa ricognizione il libro indica una strada promettente e, a mio avviso, decisiva: il potere nelle mani della filosofia è quello di costruire una filosofia del potere. La filosofia non può certo riproporsi nella chiave spoliticizzata e ideologica della metafisica...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
Nei prossimi mesi, sarà la legge sull'aborto il banco di prova dell'esistenza o meno di una coscienza civile nazionale, tesa a preservare il valore e l'effettività di libertà conquistate, in uno Stato che non è confessionale ma laico. Nessuno può arrogarsi il diritto di sostituirsi alla libertà di coscienza di una donna.



