testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di T. Pulsinelli
superciukpulsinellimini.jpg[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...

new.gif
di V. Evangelisti
realismooniricomini.jpgSembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...

new.gif
Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...

new.gif
di G. Genna
bertante_aldiavulmini.jpgNell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...

new.gif
di Gioacchino Toni Jacques Le Goff, Nicolas Truong, Il corpo nel Medioevo, Editori Laterza, 2007, pp. XIV-188, € 8.50 Salvo...

new.gif
di Daniela Bandini Giorgio Bona, Chiedi alle nuvole chi sono, ed. Besa, 2008, pp. 160, € 13,00. Se è vero...

new.gif
di Carlo Loiodice In un appello per Chiaiano, firmato fra gli altri da Valerio Evangelisti e da Wu Ming, si...

new.gif
di Carlo Loiodice Avrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile...

new.gif
di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...

new.gif
di N. Ordine
hadotmini.jpg"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."

new.gif
di G. Gadaleta
jaumecabremini.jpgIl clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.

new.gif
di G. Bavagnoli
bushkosovomini.jpgLe 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...

new.gif
di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di DISCESE ESTREME 16. La...

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Sindacato e Direzione ci vogliono così, segmentati in minuscole unità di produzione che non si riconoscono corpo unico. Pulviscolo fastidioso che non si fa materia solida.

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpgPensavo fosse colpa delle sostanze da taglio, oggi ho dubbi e non saprei datare l’inizio dei disturbi. Per non avere problemi di dipendenza assumo eroina solo per tre giorni, al centro della settimana operaia.

new.gif
di Chiara Vozza Lui ha estratto il caricatore. Lei si irrigidisce – muscoli della mascella contratti, la lingua ritratta preme...

new.gif
di Massimo Maugeri [Massimo Maugeri, autore di un romanzo molto bello e molto sconcertante per la sua insolita attenzione al...

new.gif
di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...

new.gif
di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

new.gif
di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

new.gif
di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...

new.gif
di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

new.gif
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...

new.gif
telese.jpg"Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]

new.gif
di Valerio Evangelisti [Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio...

new.gif
di G. Genna
officinaitalia2mini.gifDa mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.

new.gif
di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Racconti   frecciabr.gif    Nud'e cruda - Taranto mon amour

Nud'e cruda - Taranto mon amour

di Cosimo Argentinaarticle1.gif

Pubblichiamo la Premessa e il Capitolo 1 del nuovo romanzo di Cosimo Argentina, edito dalla Editrice Effigie di Pavia (g.d.m.)

All’inizio fu una piccola spianata annegata nel fango in fondo a via Calabria; da una parte c’eravamo noi e dall’altra partivano le baracche Zaccheo, una sorta di zona franca a metà tra il villaggio medievale e una bidonville dove i gabbiani contendevano gli avanzi ai disperati.
Avevo cinque anni, era la fine degli anni sessanta e le fondamenta della casa di mia nonna erano deboli a causa di una tomba a camera dell’età magnogreca. Il custode di un deposito di vino che si trovava a pianoterra bestemmiava sempre all’indirizzo di quella tomba perché, diceva lui, quelli dell’ente archeologico non gli consentivano di lavarci le damigiane, lì dentro.

La notte le puttane accendevano fuochi sul limitare della spianata oppure legavano fazzoletti di stoffa alle maniglie delle porte delle baracche. I cani inseguivano i carretti e io me ne stavo seduto sul pavimento del balcone di mia nonna, la faccia incastrata tra due sbarre della ringhiera, a guardare Nerone e Bianca, due volpini, rincorrersi dalla mattina alla sera davanti a un contadino che, se gli calavi un cestino con una corda, ti vendeva l’insalata a 20 lire il mazzetto.
… un libro su Taranto…
… penso alla proposta dell’editore mentre pago 4 euro per tre mazzetti di rucola moribonda e per un cappuccio di lattuga pallida al mercato settimanale qui, a Bovisio, in Brianza…
Una puttana delle baracche Zaccheo era stata uccisa con cinquanta pugnalate e allora la polizia aveva fatto irruzione in quel mondo di ombre; poi le ruspe avevano triturato pareti di cartone, fucili mitragliatori nascosti sotto le vasche da bagno in cui mangiavano le capre, profilattici artigianali, dentiere rubate, unghie smaltate. Le puttane si spostarono su viale Venezia, le recchie finirono per battere in viale Virgilio e oggi, lì, al posto delle catapecchie, c’è un nuovo quartiere, le Bestat. Mia madre abita ancora lì, solo s’è ritirata di una manciata di metri; mia nonna è morta; quell’appartamento ha inaugurato una faida familiare. La vita continua, insomma.
« Ti va di scrivere un libro su Taranto?»
Io, Giovanni, l’editore, l’avevo conosciuto nel 1999 al mio esordio narrativo.
raffo.gif«Certo che mi va».
Ma poi quando mi sono seduto per scrivere, la cosa mi è apparsa la faccenda più titanica del mondo. È come scrivere su tuo figlio o sulla donna che ami; il bilancino va all’aria ma nello scrivere l’onestà è fondamentale, sicché ecco il mio tentativo.
Se sarò stato troppo morbido e struggente lo avrò fatto per amore e se sarò stato troppo velenoso e iconoclasta ciò sarà accaduto per troppo amore che a volte genera odio e sarcasmo e fobia.
«Ti lascio ampia libertà nello scrivere questo libro, Cosimo… vedi un po’ tu e poi ne riparliamo!»
Sono lontano quindici anni e mille chilometri da Taranto eppure ci respiro e a volte ci soffoco dentro, in quella città; perciò nello stesso istante in cui ho detto di sì all’editore centinaia di personaggi, scorci e voci si sono affollati all’uscio del mio lobo frontale per guardare dentro e sussurrarmi «oh, ‘mbà, fa’ ca nomme mitte in da sta cazze de storie»… «e io ci sono?»… «Mì, non puoi non mettermi dentro»…
Che manco vi devo mettere? Ci siete dentro fino al collo, belli, ma vorrei cercare anche qualcosa di nuovo perché un libro di memorie non ha senso e un libro su Taranto di stampo storico è stato fatto già decine di volte e pure molto bene. Vi metto, vi metto… siete tutti invitati, ma adesso fuori dai coglioni, lasciatemi in pace, lasciatemi pensare.

DOVE SI TROVA E DI COSA E’ FATTA TARANTO

La prima cosa che mi viene da dire è che Taranto non è in Puglia ma è a Taranto. Gli spartani approdarono a Saturo e allo scoglio del Tonno e si piazzarono lì e solo lì perché era soprattutto del mare che avevano bisogno, del mare, di conche accoglienti e di una costa facile da difendere. ‘Sta faccenda degli spartani sembra sia vera ma su questo lembo di storia si sono aggrappate mille leggende fatte di dei marini infuriati, Taras che arriva mezzo morto su una spiaggia e Falanto che sacrificando un tot di capretti ad Apollo riesce a strapparsi alle onde assassine e a finire sulla sabbia calda del litorale a lui sconosciuto. Anche geograficamente ha un senso quello che dico: Foggia, Bari, Brindisi e Lecce formano un cordolo nel tacco dello stivale che dà le spalle allo Ionio e respira l’aria dei Balcani mentre Taranto se ne sta là, isolata, nel semicerchio bulinato di scogli del golfo.
Quanto alla composizione organica, beh, è una città di carne pregiata e articoli da discarica, ‘sto posto qua. E’ un sacco di polpa, ossa, muscoli e tessuti, calcinacci, palpebre, testicoli, asfalto, nuvole, cocci di bottiglia, treruote, gas, sterco, polvere ficcati in abbondante pelle per dar vita a un corpo.
E’ una città fatta di frattaglie, insomma, ed è anche una città di facce.
Facce che s’accumulano, s’incastrano, facce che si arrampicano sulle vecchie torri saracene fa’ che devono ricoprire di cartilagini il pianeta.
Carne umana più che cemento armato, insomma. Le panchine di ferro che ad esempio in Brianza o in Veneto o a Genova sono ormai da anni terreno di conquista degli immigrati a Taranto sono ancora il regno dei corpi dei vecchi tarantini. E dei giovani come lo sono stato io che con i miei compari ero in grado, in via Polibio, di restare seduto sul cofano di un’alfetta per ore ad aspettare che tutto passasse.
Ma Taranto è fatta anche di voci e rumori. Quando torno – spesso ma non spesso come vorrei – e vado a fare un giro al mercato Fadini mi piace ascoltare le mani che sciabordano dentro le tinozze di acqua salata e cozze e vongole e a volte chiudo gli occhi e sento i sapori che escono da quelle lingue e dagli scoli delle pescherie. Mi graffiano la gola, quelle voci roche e stridule, mi spezzano l’equilibrio; sono serpi che mi s’annidano dentro le scarpe da passeggio e una sull’altra edificano una sorta di torre babelica che altro non è che l’essenza della città.
Esistenze. Togli quelle e non resta niente. Se osservi gli anonimi balconi della periferia troverai poche sciatte note architettoniche ma in compenso il sale nella minestra lo metteranno cosce e unghie rosse che rompendo la coerenza di ringhiere imporrite e prive di sponde daranno la stura allo spettacolo urbano. E saranno senza dubbio le tette poggiate alle balaustre coi capezzoli che hanno già dato che potranno dirti qualcosa dei quartieri, dei pittaggi o del versante della città in cui ti trovi.
Le bocche senza denti… eccola qui un’altra immagine da consegnare a ‘sto scritto.
A Taranto c’è ancora molta gente che una volta perso un dente non corre dal dentista a farsene ficcare in bocca uno nuovo. Ci sono queste labbra volgari, sensuali, spartane e, oltre, chiostre irregolari, con fori bui all’altezza dei molari e dei premolari e quando ridono – e lo fanno spesso – le bocche ti fanno quasi tenerezza perché appartengono a un tempo remoto, vecchio e antigenico. L’alito ne risente, ma i menti sollevati e i nasi che puntano per alcuni istanti il cielo sono i due capi di conche mobili fatte di lingue spesse e sorrisi improbabili che non finiscono mai.
E poi gli occhi.
Taranto sa di occhi smarriti. A volte le donne portano grossi cerchi alle orecchie e in mezzo a ‘sti anelli d’oro finto ecco spuntare il marrone bosco o il verde muschio di pupille inconcepibili.piazzafontana.jpg
Gli occhi, sempre gli occhi… quelli aiutano assai a comprendere Taranto.
Se guardi gli occhi dei pescatori, soprattutto di quelli anziani che ormai se ne stanno seduti davanti alle nasse con in testa veli da sposa fatti di gabbiani, capisci che dentro c’è tutto l’azzurro fiero che hanno fottuto al mare in albe di vetro. Oltre all’azzurro hanno ereditato le ossa storte e l’odore del pesce tra le dita dei piedi. Si fanno le sigarette, i vecchi pirati, ma sembra che non le fumino mai… restano lì, le cicche, in bilico sulle labbra spaccate ad ardere come lumini a San Brunone, come pezzi di cera smoccolati sulle punte di ferro di votive nella cappella dei santissimi medici, mentre davanti ai loro piedi le sementi spaccate e succhiate via dalla lenticchia legnosa formano un tappeto crocchiante che viene spazzato all’alba dalla saggina elettrificata.
Occhi, sempre e ancora occhi.
Quelli dei ragazzi di sette anni che nascondono sotto le cornee i mappini sventagliati in famiglia, le mani tra le cosce di pederasti meritevoli della santa inquisizione e favole di nonne sempre meno nonne e sempre meno cantastorie, ma che lo sono state, Dio Mio se lo sono state.
Gli occhi si trascinano dietro non solo le storie ma anche il metodo per imparare a raccontarle. Sono vere e proprie lezioni che si possono seguire standosene ad ascoltare i vecchi del quartiere che soprattutto in passato sputavano sulle mattonelle spaccate e facevano ballare i denti immersi nel sugo delle gengive con faccende che gli scivolavano dalle labbra fa’ che erano bava e parole tutt’uno.
Parlavano di Taranto e mentivano facendola diventare la più bella fogna del pianeta; raccontavano dei bagni regina Elena giù, abbasso al lungomare e di Cinzella, una puttana dagli occhi verdi che sciancava le cosce sulle vie cicatrizzate della città vecchia dove gli uomini s’infilavano come ladri senza speranza e dove le donne come Cinzella spanavano valvole mitraliche e sturavano arterie ostruite da iniezioni di cozze gratinate e birra Raffo…
Per me sono state una vera e propria palestra, le strade del mio quartiere, dove i grandi ti dicevano le cose e tu all’inizio manco c’avevi voglia di starli a sentire, ma poi qualcuno parlava di quella notte, della notte dell’11 novembre del ’40 e degli aerosiluranti che avevano fatto il tirassegno con le navi della marina militare alla fonda al largo della città. Oppure c’era sempre qualcuno che ti raccontava di bare di bambini che venivano calate con le corde dalle case della città vecchia e la gente le bersagliava, ‘ste bare, coi confetti ricci e le madri rischiavano di spaccarsi la testa e qualche parente restava ferito e la gente continuava a bersagliare.
Insomma tiene polpa e tufo, Taranto. E’ un porto e come tale ha offerto e offre riparo a un tot di gente, gente perbene e criminali d’importazione. Molti sono venuti a pascere da queste parti; molti sono partiti con le pezze al culo dai loro monti o dai loro luoghi sperduti e arretrati e son venuti qui a piantare l’albero del pane. Ricompense? Zero. Riconoscenza? Manco per niente. Mica la memoria è cosa da coltivarsi. Vi basti pensare che Taranto è gemellata con Brest, in Francia e che il nome di ‘sta città è legato a un famoso film di Fassbinder e a un libro di Jean Genet. Pensate al film… quello s’è beccato, Taranto, nei secoli, senza elefanti e re dell’Epiro che tenessero.

leggi qui la recensione a Cuore di cuoio, il precedente romanzo "tarantino" di Cosimo Argentina
vedi qui una video-intervista a Cosimo Argentina

Pubblicato Ottobre 3, 2006 03:49 PM

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif L'estetica di Superciuk
di F. Ricciardiello
superciukmini.jpgLa semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif CINEMA E GOMORRE

intro.gif VERSO IL REALISMO LIQUIDO
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA

frecciabn.gif OSSERVATORIO VENEZUELA
frecciabr.gif CHÁVEZ & GLI ALTRI
OSSERVATORIO VENEZUELA
Binocolo puntato su Venezuela e Sudamerica, contro la disinformazione che i media liberisti attuano per demonizzare una rivoluzione geopolitica in atto.

intro.gif Intervista a LUIS BRITTO GARCIA

intro.gif La lotta degli Indios di Raposa Serra do Sol in difesa della propria terra
intro.gif Messico ferito

frecciabn.gif IN EVIDENZA
carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (2)

di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (1)

di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

frecciabr.gif Tutti gli Speciali

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif Film da riscoprire: ZARDOZ di John Boorman di Valerio Evangelisti (da Film TV) Si era nel 1973, dunque dopo 2001 Odissea nello spazio e prima di Guerre...
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA di L. Muratori
giacopini_re_in_fugamini.jpg[...] Su necessità e importanza del saggio sul NIE di WM1 tornerò al più presto e con l'attenzione che merita. Al momento ne approfitto per ragionare su Re in fuga di Vittorio Giacopini, libro che per certi versi rientra nella categoria delle biografie finzionali. Si tratta della vita di Bobby Fischer...
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo X di S. Fattori
fabbriche_big.jpgNel mio reparto per un paio d’anni ha agito indisturbato un dirigente che ha tagliato risorse umane, non so se nelle scelte abbia inciso il Direttore. Nel dubbio, odio.
intro.gif Giovanni Maria Bellu, "L'uomo che volle essere Perón" Bellu si è messo sulle tracce di un segreto, lo ha indagato, strada facendo ha ritrovato se stesso e le sue radici, e alla fine ci ha consegnato un racconto in forma di mito. Che sia un mito con qualche fondamento o meno, in fondo, non ha nessuna importanza. Ciò che conta sono le storie che i miti alimentano, la loro qualità, la ricaduta che hanno sulla vita di ciascuno di noi.
intro.gif The Bride di Danilo Arona Cristiano Mussi è un chitarrista eccezionale, alessandrino, su cui ho scritto più volte in passato. Non è...
intro.gif Tom Rob Smith: BAMBINO 44 di A. D. Altieri
bambino_44.jpg Forse il thriller più esplosivo, più sinistro - ma soprattutto più politico - degli ultimi anni. Poche volte in tempi recenti un autore alla sua opera prima è riuscito a mescolare con tanta abilità politica e storia, suspense e horror, investigazione e azione.
intro.gif MARCIRE AL PASSO DELL'OCA Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...
intro.gif Sgretolare in Parlamento la 194? Si faccia il referendum di G. Genna
194mini.jpgSono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...
intro.gif Afferrare Proteo: dire l'indicibile nel Paese dei misteri di G. De Michele
Il mito di Proteo è stato interpretato come allegoria della conoscenza. “Afferrare Proteo”, fargli violenza significa ricondurre entro forme stabili quel reale che continuamente si trasforma: è ciò che oggi sta cercando di fare il romanzo italiano.
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo IX di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Un movimento sindacale che gestisce da sempre la Lotta di Classe come un’enorme bufala. Il tempo pare dare ragione a questa cinica visione. Lo scontro duro sarebbe inutile, farebbe solo danni. Gli operai sono cuccioli nati ciechi.

frecciabn.gif CARMILLA STORE
carmillalibreriauniversitar.jpg
Carmilla si è affiliata con libreriauniversitaria.it: potete cercare un titolo cliccando qui sotto o direttamente sui link dei titoli nei singoli articoli. Il ricavato per Carmilla è minimo e serve a coprire le spese del server. L'ottica è quella di offrire un servizio a tutti i carmilli.
• CERCA UN LIBRO »

frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0