testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di T. Pulsinelli
superciukpulsinellimini.jpg[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...

new.gif
di V. Evangelisti
realismooniricomini.jpgSembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...

new.gif
Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...

new.gif
di G. Genna
bertante_aldiavulmini.jpgNell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...

new.gif
di Gioacchino Toni Jacques Le Goff, Nicolas Truong, Il corpo nel Medioevo, Editori Laterza, 2007, pp. XIV-188, € 8.50 Salvo...

new.gif
di Daniela Bandini Giorgio Bona, Chiedi alle nuvole chi sono, ed. Besa, 2008, pp. 160, € 13,00. Se è vero...

new.gif
di Carlo Loiodice In un appello per Chiaiano, firmato fra gli altri da Valerio Evangelisti e da Wu Ming, si...

new.gif
di Carlo Loiodice Avrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile...

new.gif
di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...

new.gif
di N. Ordine
hadotmini.jpg"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."

new.gif
di G. Gadaleta
jaumecabremini.jpgIl clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.

new.gif
di G. Bavagnoli
bushkosovomini.jpgLe 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...

new.gif
di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di DISCESE ESTREME 16. La...

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Sindacato e Direzione ci vogliono così, segmentati in minuscole unità di produzione che non si riconoscono corpo unico. Pulviscolo fastidioso che non si fa materia solida.

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpgPensavo fosse colpa delle sostanze da taglio, oggi ho dubbi e non saprei datare l’inizio dei disturbi. Per non avere problemi di dipendenza assumo eroina solo per tre giorni, al centro della settimana operaia.

new.gif
di Chiara Vozza Lui ha estratto il caricatore. Lei si irrigidisce – muscoli della mascella contratti, la lingua ritratta preme...

new.gif
di Massimo Maugeri [Massimo Maugeri, autore di un romanzo molto bello e molto sconcertante per la sua insolita attenzione al...

new.gif
di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...

new.gif
di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

new.gif
di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

new.gif
di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...

new.gif
di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

new.gif
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...

new.gif
telese.jpg"Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]

new.gif
di Valerio Evangelisti [Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio...

new.gif
di G. Genna
officinaitalia2mini.gifDa mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.

new.gif
di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Interventi   frecciabr.gif    Un requiem per il romanzo giallo in 58 righe

Un requiem per il romanzo giallo in 58 righe

di Tommaso De Lorenzis

Camilleri.jpg
Maigretsisbaglia.jpg
«Il principe, assolutamente esausto e disperato, si distese anche lui sui cuscini e avvicinò il viso a quello pallido di Rogožin; le lacrime sgorgavano dai suoi occhi e cadevano sulle guance di Rogožin, ma è probabile ch’egli stesso non si rendesse più conto delle proprie lacrime e non ne sapesse nulla…»
F. Dostoevskij

«Un poliziotto, qualche viveur, due o tre magnaccia della penna, un’infinità di squilibrati, un cretino, ai quali nessuno avrebbe niente in contrario se venissero ad aggiungersi poche persone sensate, dure e probe, cui verrebbe data la qualifica di energumeni: non c’è di che costruire una squadra divertente, inoffensiva, a perfetta immagine della vita, una squadra d’uomini pagati un tanto al pezzo e che vincono ai punti?»
A. Breton

L’Idiota

Nelle pagine de La vampa d’agosto, vanno liquefacendosi, come meduse su sabbia incandescente, le vanitose convinzioni del polar contemporaneo. Un’altra morte si aggiunge all’infinita teoria di consunzioni/rinascite che annovera i più fecondi momenti della storia del «genere». Andrea Camilleri ha consegnato alla letteratura poliziesca un perfido enigma, la cui insolubilità abita il campo instabile del paradosso narrativo.

Una volta ancora, l’impasse della “logica gialla” appare al centro della scena, nelle forme d’un sovvertimento strutturale, consumato a debita distanza dagli stessi canoni della «crisi». Il tempo del finale aperto, della molteplicità di soluzioni e degli incalcolabili capricci del caso, è passato, come pure l’età dei piedipiatti – «pesatori d’anime» e «accomodatori di destini» – eternamente sospesi tra criminologia e psicoanalisi, volontà delittuosa e coazione omicida, Quai des Orfèvres e Hôpital général. Tuttavia, la debolezza della ragione e dell’intuito torna a fare paura e occorre prestare attenzione, perché la disfatta è una bestia in agguato, che non nutre pietà per alcuno.
La débâcle delle funzioni preposte all’attività indagatrice non si limita a confermare la ben nota insufficienza del “vero”. Di là dal miraggio d’una certezza da dimostrare, l’ordine va in frantumi, portandosi appresso i quieti ideali, la saggezza spicciola e gli insopportabili valori, che reggono il cosmo del celebre commissario di Vigàta. La risateddra spezzata come tanti pezzi di vetro che cadivano ’n terra – quest’implacabile colonna sonora della Beffa – non ferisce soltanto l’orgoglio di un uomo e la sagacia di uno sbirro. Piuttosto, sfregia il volto dell’odierno poliziesco seriale, del filone letterario che ha esorcizzato l’incubo della sconfitta, imprigionandolo nella tristezza d’occasione, nel lugubre presente da reduci, nel gesto alcolizzato, nel dolore d’un passato remoto, nel patema sentimentale o nel blocco d’una qualsiasi fobia.
Il Gonzo, il martire del Raggiro, l’Illuso, il rovescio dell’Indagatore, l’antico archetipo dello Sciocco che si crede edotto, l’ignaro «gemello» del filosofo che si professa ignorante, sembrava definitivamente estromesso da un polar pacificato, pronto a trasformare l’Errore nella parodia di un’indagine goffa, il problema dell’“autenticità” in una denuncia giornalistica e la Rovina in una sindrome d’abbandono. Cosa avrà il sapiente più dell’idiota? La domanda è rimasta senza risposta, perché il «niente» da urlare a pieni polmoni avrebbe fatto sentire imbecille troppa gente. E quindi, visto che l’interrogativo pesava come un macigno, s’è deciso, sotto l’insegna d’un sorriso bonario, che l’Idiota dovesse esser cretino, maldestro e anche squilibrato. L’Olimpiade dei bisonti schizofrenici, degli ispettori pasticcioni e degli avvocati claustrofobici, cominciò così. Ora, dopo La vampa d’agosto, tifiamo Settembre Nero.

L’Errore è tragico ed è bene non ridere. Al contrario, c’è da chiangire.
Lo s-baglio o, meglio, l’ab-baglio di Montalbano – accecamento indotto dai riverberi del solleone, da una chioma di «pallido oro» e dalla ’nnuccenza risplendente dei vent’anni – resta senza compensazione, allontanandosi – nel suo dolorosissimo compimento – dai blasonati modelli della tradizione. Quest’abbaglio ha poco a che fare con l’inchiesta errabonda, moltiplicatrice di errori funzionali, ma pur sempre indirizzata verso una meta, che caratterizza le migliori opere hard-boiled. E non intrattiene alcun legame con quel “granchio”, produttore di rimorsi e sincopi investigative, che – in Un échec de Maigrets’appiccica addosso al poliziotto di Simenon, per essere scacciato – infine – da un’intuizione acciuffata nel profondo dei sogni. Camilleri non ha nemmeno provato a riscrivere, in salsa siciliana, la malinconica dignità che, in The long goodbye e in C’era una volta in America, Marlowe e Noodles – cavallereschi idioti del Secolo XX – oppongono al tradimento dei vecchi amici. Nell’estate rovente, un’energia diversa si fa strada tra le maglie del poliziesco, intrufolandosi sotto i significati più ovvii. Drammatica forza del fallimento e dell’imbroglio, della caduta e della finzione, del delitto e del castigo, del desiderio che ottenebra e della rappresaglia che uccide, il Noir spadroneggia in un finale a dir poco rocambolesco, che compone, e impone, il dolente ritratto della Vittima. Ma quando il soccombente non è un predestinato, un maledetto privato perfino del sole, l’angoscia – mista a sbalordimento – si moltiplica. Il colpo non è più solo “di scena”, bensì diventa una botta assestata in pieno viso.
Tutto sul nero, quindi. E rien ne va plus

Dal punto di vista dei modelli, La vampa d’agosto ostenta un intreccio volutamente classico, plasmato su traiettorie ordinarie che, nelle mani dello scrittore, si rivelano armi micidiali. Camilleri, la spesa al mercato della vecchia «letteratura culinaria», l’ha fatta come si deve e gli ingredienti ci sono tutti: una ragazza stuprata e sgozzata; il casuale ritrovamento del catafero a distanza d’un lustro abbondante dal fattaccio; un porco bastardo di rara abiezione su cui s’appuntano i soliti sospetti; un alibi da scardinare; un trabocchetto organizzato secondo la vetusta iconografia; e una comprimaria bella da morire, sorella gemella della vittima, che s’offre per l’ambito ruolo di esca.
La conformità agli schemi è strenuamente difesa fino all’improvvisa apparizione dell’aggettivo «stracangiata», che – più di una voce o d’una brusca svolta di trama – denota un magistrale trapasso di genere. È a questo punto che il lettore, circuito (ma sarebbe meglio dire «sommamente rincoglionito») dal morbido ordito degli stereotipi, paga a caro prezzo il peccato di presunzione. A 58 righe dalla conclusione, infatti, Camilleri opera un perfetto ribaltamento della «grammatica» gialla, sospingendo critici e commentatori oltre la linea di un’immaginaria difesa letteraria, in un fuorigioco della lingua dove ci si ritrova con la bocca aperta e la penna a mezz’aria. L’insolubile mistero della fiamma agostana è proprio questo: per raccontare la dismisura del noir, bisogna confessare l’atto vendicativo che ripristina l’ordine infranto del giallo.

à rebours

L’abbiamo già detto: bisognava prestare attenzione.
Nel gioco riuscito della detection è obbligo ripercorrere il tragitto in senso inverso, per individuare il passaggio in cui la concentrazione è calata e un dettaglio risolutivo s’è mimetizzato nell’ambiguo tessuto dei segni. Nel caso de La vampa d’agosto, il procedimento genera un insopportabile senso di frustrazione, perché le tracce, profuse con inconsueta generosità, sono tutte lì, per quanto sepolte sotto un rigoglioso giardino di clichés. «È un bravo artigiano», era solito scrivere Jean-Patrick Manchette a proposito di qualche collega capace. Parole sante, ma se sotto il buon manufatto color canarino, si nasconde una Monna Lisa nera come il carbone, e se non t’accorgi del travestimento, allora c’è da incazzarsi sul serio.
Sarebbe stato opportuno, ad esempio, non fidarsi della logorata costante meteoropatica che fa della letteratura poliziesca una branca della climatologia. «D’altronde non era l’unico a Parigi, come nel resto della Francia, a essere irascibile: non si era mai visto un tempo tanto piovoso, freddo e tetro a marzo»… «Una foschia afosa avvolgeva Marsiglia»… «Questa primavera, per la prima volta, mi sono sentito stanco e vecchio. Forse, dipende dal tempo schifoso che abbiamo avuto a Los Angeles o dalle poche schifose indagini che sono riuscito a rimediare»…
Da sempre, la cosiddetta «paraletteratura» alimenta il riflesso romantico tra condizioni dell’atmosfera e stati dell’animo. L’immaginario della fantascienza distopica elesse la notte perenne a eloquente indicatore di perdizione e sfacelo. I reumatici effetti della pioggia – prove dell’inesorabile fluire del tempo –, la caligine – emblema della sudicia essenza del male –, il refolo inatteso, avviso d’un pericolo incombente, sono strumenti che non mancano mai nella cassetta dell’operaio-scrittore. La canicola non è da meno. Simbolo della fatica interpretativa, paradigmatico ostacolo posto sul percorso dell’intelletto, l’afa del «genere» è una figura di comprovata affidabilità. Questa volta, però, Montalbano la patisce più del dovuto, e in maniera bizzarra, come dimostrano gli improvvisi, ripetuti e infantili striptease che offre a un pubblico imbarazzato. Ma al fuoco della «fornace» è impossibile sottrarsi e anche l’agognato vento di mari avrebbe un «retrogusto amarognolo, come abbrusciato dalla vampa d’agosto», che tutto consuma e niente risparmia.
La calura, inoltre, allude al senso della vecchiaia incipiente e al dubbio sulla tenuta delle capacità psico-fisiche. Nella consuetudinaria certezza che l’intralcio, prima o poi, sarà superato, si prende per momentaneo ciò che invece è definitivo. Così, la connotazione stagionale, quindi per definizione effimera, camuffa l’inappellabile tracollo delle facoltà. E nonostante il poliziotto dichiari esplicitamente la propria inadeguatezza («i pensieri hanno perduto ogni brillantezza, sono diventati opachi e si muovono a rilento»), la confessione è rispedita al mittente, nel convincimento – indebito – che l’estate muterà in autunno, la fiamma cesserà di ardere, la legge pareggerà il delitto e la verità trionferà. Errore: la vampa divora le strutture del poliziesco e perde irrimediabilmente colui che ha provato a estinguerla.

Ma non è questo l’indizio più importante. Prima della sofferta ammissione, infatti, il commissario incappa in un paradossale malinteso che costituisce la vera chiave del rebus. Desideroso di punire il perverso gusto del dottor Tommaseo per i reati a sfondo sessuale, Montalbano decide di scaricargli il penoso onere dell’incontro con i famigliari della ragazza uccisa. L’esca, utilizzata per blandire i nauseanti appetiti del pubblico ministero, è una boutade circa l’esistenza di un’improbabile sorella gemella: ancora più avvenente e «di gran lunga più bella». Sorpresa. Stupore. Sgomento. La gemella esiste davvero, per l’incontenibile soddisfazione del magistrato maiale. Il segnale è vampeggiante. Nel rovesciamento umoristico, si palesa un concentrato di «assurdità immediata», che coglie – come inconsapevole preveggenza – il senso della realtà. Oppure è l’oscuro campo magnetico del desiderio a intuire, in un materializzarsi dell’oggetto della libido, l’effettivo svolgimento degli eventi? Chissà. Di una sola cosa si può essere certi, e cioè del fatto che, nell’inversione/inveramento, l’ingannatore (Montalbano) si ritrova vittima dell’ingannato (Tommaseo). Siamo pronti a scommettere: lo schema non si ripeterà. Errore: l’imbroglio, infatti, sguscia dal registro grottesco per duplicarsi in quello tragico. L’inizio del noir è a pagina 112, astutamente protetto dai teatrali equivoci della commedia del doppio.
Andrea Camilleri sfata, così, un altro luogo comune del polar italiano, esorcizzando quel canone che in passato ha colpevolmente contribuito a riproporre. Parliamo di una certa, “cordiale”, giustapposizione di comico e “criminale” che, se non è garantita dal cinismo di un George Higgins o dalla mestizia di un Cornell Woolrich, rischia di produrre disastri incalcolabili. Droga d’alleggerimento, strumento della connotazione burlesca, l’umorismo governa, oggi, un vasto processo di ristrutturazione dell’industria culturale. L’offensiva mediatica, che consacra l’attuale età del «genere», si regge proprio sulla riconversione dei suscitatori di comicità in soggetti del poliziesco. Dopo la fantascienza buffa di Nirvana, l’operazione si ripete con successo grazie al polar svagato e domestico. Le apparizioni di Diego Abatantuono e Claudio Bisio in prodotti cinematografico-televisivi dal colorito giallastro sono solo la punta dell’iceberg d’una «convergenza» compiutasi sulla tratta Milano-Roma. Ovviamente, con tappa obbligata per le lasagne alla bolognese. In questo caleidoscopico miscuglio d’elementi, l’auspicata «fusione» dei generi diventa rimescolio casuale nel calderone del trash romanesco, patetica scolastica tardo-pulp, imbarazzante re-interpretazione della “gloriosa” cultura di serie b, o – peggio – consacrazione della barzelletta comoda, della battuta stanca, della celia da cenone di Natale e del calembour spicciolo. Spacchiamoci, allora, in una sardanapalesca risata innanzi all’assonanza Coliandro-“coriandolo”. Tra qualche tempo, ci faremo la pipì addosso per la rima «cazzo»/«Milazzo», cantando a squarciagola Osteria numero… Eccolo, il «genere» che doveva narrare il cupo mistero dell’«altra metà» e del lato oscuro.
Che la forza sia con voi.

Nella concretizzazione della distorsione umoristica, Camilleri evoca il flusso surrealista che – dagli albori del «genere» – alimenta l’energia nera. La sorella esiste, e l’archetipo dell’identico che si raddoppia funziona perfettamente. Tuttavia, il raggiro è ancora casuale, privo d’astuzia, lontano dal piano d’una ragione diabolica e alimentato da un imprevisto irrazionale. Il teatro è senza dubbio quello latino, nella versione di una postuma commedia dei gemelli, in cui un membro della coppia è defunto e l’altro compare sull’onda d’una probabilità statisticamente remota. Lo ripetiamo: l’applicazione del paradigma non poteva andare oltre. Invece, sì. Ultimo, pacchiano, tristissimo errore quello d’aver ristretto la letteratura del doppio alla figura del Sosia. Dietro le spalle di Plauto, Robert Louis Stevenson ghigna implacabilmente.
Il trabocchetto orchestrato dal commissario è l’ultimo tassello della maligna trappola, che la bella e innocente Adriana Morreale ha ordito mediante l’assoluta doppiezza delle parole e dei gesti. Nel compimento del giallo, quando l’assassino Michele Spitaleri cade sotto i colpi d’una vendetta inesorabile, l’imbroglio produce il totale capovolgimento del «genere». Così, la legge del taglione prevale sugli imbalsamati feticci di tribunali e questure. Il bene e il male si avvinghiano nel mortale abbraccio del Nero. Lo sbirro diventa complice d’un omicidio premeditato. La pistola d’ordinanza si fa arma del delitto. La connivenza e la corruzione non sono scelte immorali, bensì sentenze irrevocabili. L’ultimo denudamento non è rimedio per la calura o tentativo di estinguere la pulsione che avvinghia il corpo, bensì sforzo – vano – di liberarsi dal tormento della «conoscenza»: «E allura il commissario, sintenno che la terra gli sprufunnava sutta ai piedi, capì». Neanche il mare, tra le cui onde Montalbano ha trovato di tutto (dal refrigerio ai cadaveri), può fornire risposte. Ormai, è solo acqua che si mischia ad altra acqua: «Natava e chiangiva», «natava e chiangiva».
Che razza d’Idiota.

Pubblicato Settembre 7, 2006 03:05 AM

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif L'estetica di Superciuk
di F. Ricciardiello
superciukmini.jpgLa semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif CINEMA E GOMORRE

intro.gif VERSO IL REALISMO LIQUIDO
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA

frecciabn.gif OSSERVATORIO VENEZUELA
frecciabr.gif CHÁVEZ & GLI ALTRI
OSSERVATORIO VENEZUELA
Binocolo puntato su Venezuela e Sudamerica, contro la disinformazione che i media liberisti attuano per demonizzare una rivoluzione geopolitica in atto.

intro.gif Intervista a LUIS BRITTO GARCIA

intro.gif La lotta degli Indios di Raposa Serra do Sol in difesa della propria terra
intro.gif Messico ferito

frecciabn.gif IN EVIDENZA
carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (2)

di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (1)

di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

frecciabr.gif Tutti gli Speciali

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif Film da riscoprire: ZARDOZ di John Boorman di Valerio Evangelisti (da Film TV) Si era nel 1973, dunque dopo 2001 Odissea nello spazio e prima di Guerre...
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA di L. Muratori
giacopini_re_in_fugamini.jpg[...] Su necessità e importanza del saggio sul NIE di WM1 tornerò al più presto e con l'attenzione che merita. Al momento ne approfitto per ragionare su Re in fuga di Vittorio Giacopini, libro che per certi versi rientra nella categoria delle biografie finzionali. Si tratta della vita di Bobby Fischer...
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo X di S. Fattori
fabbriche_big.jpgNel mio reparto per un paio d’anni ha agito indisturbato un dirigente che ha tagliato risorse umane, non so se nelle scelte abbia inciso il Direttore. Nel dubbio, odio.
intro.gif Giovanni Maria Bellu, "L'uomo che volle essere Perón" Bellu si è messo sulle tracce di un segreto, lo ha indagato, strada facendo ha ritrovato se stesso e le sue radici, e alla fine ci ha consegnato un racconto in forma di mito. Che sia un mito con qualche fondamento o meno, in fondo, non ha nessuna importanza. Ciò che conta sono le storie che i miti alimentano, la loro qualità, la ricaduta che hanno sulla vita di ciascuno di noi.
intro.gif The Bride di Danilo Arona Cristiano Mussi è un chitarrista eccezionale, alessandrino, su cui ho scritto più volte in passato. Non è...
intro.gif Tom Rob Smith: BAMBINO 44 di A. D. Altieri
bambino_44.jpg Forse il thriller più esplosivo, più sinistro - ma soprattutto più politico - degli ultimi anni. Poche volte in tempi recenti un autore alla sua opera prima è riuscito a mescolare con tanta abilità politica e storia, suspense e horror, investigazione e azione.
intro.gif MARCIRE AL PASSO DELL'OCA Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...
intro.gif Sgretolare in Parlamento la 194? Si faccia il referendum di G. Genna
194mini.jpgSono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...
intro.gif Afferrare Proteo: dire l'indicibile nel Paese dei misteri di G. De Michele
Il mito di Proteo è stato interpretato come allegoria della conoscenza. “Afferrare Proteo”, fargli violenza significa ricondurre entro forme stabili quel reale che continuamente si trasforma: è ciò che oggi sta cercando di fare il romanzo italiano.
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo IX di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Un movimento sindacale che gestisce da sempre la Lotta di Classe come un’enorme bufala. Il tempo pare dare ragione a questa cinica visione. Lo scontro duro sarebbe inutile, farebbe solo danni. Gli operai sono cuccioli nati ciechi.

frecciabn.gif CARMILLA STORE
carmillalibreriauniversitar.jpg
Carmilla si è affiliata con libreriauniversitaria.it: potete cercare un titolo cliccando qui sotto o direttamente sui link dei titoli nei singoli articoli. Il ricavato per Carmilla è minimo e serve a coprire le spese del server. L'ottica è quella di offrire un servizio a tutti i carmilli.
• CERCA UN LIBRO »

frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0