testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di T. Pulsinelli
superciukpulsinellimini.jpg[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...

new.gif
di V. Evangelisti
realismooniricomini.jpgSembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...

new.gif
Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...

new.gif
di G. Genna
bertante_aldiavulmini.jpgNell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...

new.gif
di Gioacchino Toni Jacques Le Goff, Nicolas Truong, Il corpo nel Medioevo, Editori Laterza, 2007, pp. XIV-188, € 8.50 Salvo...

new.gif
di Daniela Bandini Giorgio Bona, Chiedi alle nuvole chi sono, ed. Besa, 2008, pp. 160, € 13,00. Se è vero...

new.gif
di Carlo Loiodice In un appello per Chiaiano, firmato fra gli altri da Valerio Evangelisti e da Wu Ming, si...

new.gif
di Carlo Loiodice Avrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile...

new.gif
di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...

new.gif
di N. Ordine
hadotmini.jpg"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."

new.gif
di G. Gadaleta
jaumecabremini.jpgIl clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.

new.gif
di G. Bavagnoli
bushkosovomini.jpgLe 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...

new.gif
di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di DISCESE ESTREME 16. La...

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Sindacato e Direzione ci vogliono così, segmentati in minuscole unità di produzione che non si riconoscono corpo unico. Pulviscolo fastidioso che non si fa materia solida.

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpgPensavo fosse colpa delle sostanze da taglio, oggi ho dubbi e non saprei datare l’inizio dei disturbi. Per non avere problemi di dipendenza assumo eroina solo per tre giorni, al centro della settimana operaia.

new.gif
di Chiara Vozza Lui ha estratto il caricatore. Lei si irrigidisce – muscoli della mascella contratti, la lingua ritratta preme...

new.gif
di Massimo Maugeri [Massimo Maugeri, autore di un romanzo molto bello e molto sconcertante per la sua insolita attenzione al...

new.gif
di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...

new.gif
di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

new.gif
di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

new.gif
di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...

new.gif
di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

new.gif
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...

new.gif
telese.jpg"Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]

new.gif
di Valerio Evangelisti [Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio...

new.gif
di G. Genna
officinaitalia2mini.gifDa mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.

new.gif
di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Interventi   frecciabr.gif    LODE DEL COLLETTIVO

LODE DEL COLLETTIVO

di Ubaldo Fadini
walter-benjamin.jpg
[Avvertenza. Quello che mi propongo in queste pagine è di riassumere un confronto con l'opera benjaminiana che ormai ha una non breve storia alle spalle. L'obiettivo è infondo sempre quello di riaffermare le ragioni del singolare materialismo antropologico delineato da Benjamin, che rappresenta uno dei vertici del pensiero radicale novecentesco.] (U.F.)

C'è un testo, breve ma denso, del 1933 – Esperienza e povertà – che contiene alcuni concetti fondamentali dell'analisi di Benjamin che non mi stancherò mai di sottolineare. Innanzitutto è da ricordare l'apertura sotto forma di favola, quella «del vecchio che, sul letto di morte, dà ad intendere ai figli che nella sua vigna è nascosto un tesoro. Loro non avevano che da scavare. Scavarono, ma del tesoro nessuna traccia. Quando però giunge l'inverno, la vigna rende come nessun'altra nell'intera regione. I figli allora si rendono conto che il padre aveva loro lasciato un'esperienza: non nell'oro sta la fortuna, ma nell'operosità» (1). Questo tipo di esperienza è perso, in quanto non si dà più quel tempo in cui si sapeva con precisione cosa fosse l'esperienza, vale a dire i contenuti di vita, le credenze, le regole, le abitudini che gli anziani comunicavano ai giovani.

Benjamin indica con chiarezza il fatto che le "quotazioni dell'esperienza" sono precipitate, in particolare per una generazione che nella prima grande guerra impetialista ha realizzato una delle "più mostruose esperienze della storia mondiale". Questa generazione si è confrontata con la radicale contingenza dei tempi, tornando ammutolita dalle trincee, povera appunto di esperienza comunicabile, poiché «mai esperienze sono state smentite più a fondo di quelle strategiche attraverso la guerra di posizione, di quelle economiche attraverso l'inflazione, di quelle corporali attraverso la fame, di quelle morali attraverso i potenti. Una generazione, che era andata a scuola ancora con il tram a cavalli, stava, sotto il cielo aperto, in un paesaggio in cui niente era rimasto immutato tranne le nuvole, e nel centro in un campo di esplosioni e di correnti distruttrici il minuto e fragile corpo umano» (2).

Merita attenzione il rinvio benjaminiano alla sfera corporea, di un corpo separato – reso quindi "minuto e fragile" – dal suo stesso "spazio corporeo" Leibraum): così determinato, esso si ritrova collocato come semplice "cosa" all'interno di un "campo di forze", ridotto allora a mero materiale per la produzione di merci o per la distruzione di queste attraverso la guerra. Questo "spazio corporeo" diventa un vero e proprio "spazio immaginale", separato dal corpo, dalle relazioni innumerevoli di una soggettività mimetica, descritta con grande sensibilità nel suo strutturarsi e dissolversi nelle pagine della Berfiner Kindheit. Come è possibile intendere questo nuovo spazio, di cui varrà la pena riaffermare l'inquieta corporeità, comunque si manifesti, tra fantasmi e visioni non sempre orribili? Benjamin ripropone qui la pregiudiziale materialista: lo "spazio immaginale" è quello dell'esperienza espropriata, reificata, dispoticamente ordinata/comandata. Non bisogna, insomma, mai dimenticare che l'immagine è qui da afferrarsi spinozianamente come "idea corporis", che essa rimanda ad affezioni di cui esprime gli effetti di variazione, di passaggio, di transito.

Alla base di tutto questo ragionamento sulla povertà imprevista sta una idea dello "sviluppo della tecnica" come di un processo che colpisce gli uomini, all'interno della società capitalistica, con "una miseria del tutto nuova", il cui rovescio, l'altra faccia della medaglia, è rappresentato dall'"opprimente ricchezza di idee" costituita dalla "rivitalizzazione", anzi dalla "galvanizzazione", di "astrologia e sapienza Yoga, Christian science e chiromanzia, vegetarianismo e gnosi, scolastica e spiritismo". Benjamin ricorda i dipinti di Ensor, in cui "borghesucci mascherati carnevalescamente, contorte maschere incipriate di farina, corone di lustrini sulla fronte, si rotolano imprevedibilmente per le vie", che si impongono come immagini di una "falsa ricchezza", vuota nella sua ampollosità "barocca", rappresentative dell'"orrida e caotica renaissance", in cui molti hanno voluto cogliere barlumi di speranza. Questi dipinti sottolineano il legame intimo del barocco con la modernità e rinviano, con le "maschere" e le "corone" dei "borghesucci", a quella soggettività borghese che è caratterizzata dalla separazione della "sfera privata individuale" dallo sviluppo sociale delle forze produttive: quanto più questa separazione si fa abisso, tanto più la soggettività borghese si maschera negli oggetti fantasmagoricamente "stravolti", "trasfigurati". È successo dunque qualcosa: l'esperienza attuale non si connette più all'"intero patrimonio culturale" e simulare o carpire con l'inganno una esperienza ritenuta vincolante produce unicamente un "guazzabuglio di stili e di Weltanschauungen", talmente desolante e insopportabile da far sì che si possa confessare "senza disonore" la propria povertà. Scrive Benjamin: «Sì ammettiamolo: questa povertà di esperienza non è solo povertà nelle esperienze private, ma nelle esperienze dell'umanità in generale. E con questo una specie di nuova barbarie. Barbarie? Proprio così. Diciamo questo per introdurre un nuovo positivo concetto di barbarie. A cosa mai è indotto il barbaro dalla povertà di esperienza? È indotto a ricominciare da capo; a iniziare dal nuovo; a farcela con il poco; a costruire a partire dal poco e inoltre a non guardare né a destra né a sinistra» (3).
Questo concetto di barbarie può essere messo in relazione con alcune delle argomentazioni conclusive del saggio benjaminiano sul surrealismo (1929), soprattutto nel momento in cui si afferma il carattere positivo dell'azione di "annientamento" (appunto "barbaro") nei confronti dei resti soggettivi del processo generale dell'alienazione, dell'espropriazione: Benjamin considera l'"uomo interiore", la "psiche", l'"individuo" come prodotti di scoria dello sviluppo capitalistico, della storia borghese. Questi ultimi vanno ulteriormente smembrati, in un'ottica "rivoluzionaria", di sviluppo dei rapporti tra il singolo e il collettivo, che consenta il riconoscimento dell'"essenza" di fatto proprio collettiva dell'esperienza soggettiva. Scrive Benjamin: «Dovunque un'azione produce essa stessa l'immagine ed è questa immagine, se l'incorpora e la divora, dovunque la vicinanza si allontana da se stessa, si schiude questo spazio immaginativo di cui andiamo in cerca, il mondo dell'attualità universale e integrale, dove non c'è posto per il 'salotto buono', lo spazio, insomma, in cui il materialismo politico e la creatura fisica si dividono tra loro l'uomo interiore, la psiche, l'individuo (o che altro vogliamo rimproverare loro) secondo giustizia dialettica, in modo che neanche un membro rimane intero. E tuttavia – anzi, proprio in seguito a questa distruzione dialettica – questo spazio sarà ancora uno spazio immaginativo, e, più concretamente, uno spazio fisico. Poiché non c'è rimedio, è tempo di ammettere che il materialismo metafisico di osservanza vogtiana e buchariniana non può essere tradotto senz'altro nel materialismo antropologico testimoniato dall'esperienza dei surrealisti, e prima di loro un Hebel, di Georg Büchner, di Nietzsche e di Rimbaud. Rimane un residuo. Anche il collettivo è corporeo. E la physis che gli si organizza nella tecnica può essere prodotta, in tutta la sua realtà politica e oggettiva, solo se corpo e spazio immaginativo si compenetrano in essa così profondamente che tutta la tensione rivoluzionaria diventa innervazione fisica collettiva, e tutta l'innervazione fisica dei collettivo diventa scarica rivoluzionaria, solo allora la realtà ha superato se stessa quanto esige il manifesto. comunista» (4).
I-passages-di-Parigi.JPG
La via è dunque quella del superamento della separazione del corpo dal suo spazio, ridotto altrimenti a "spazio immaginale": in questa prospettiva, s'impone la risoluzione di un compito che è dato dalla ripartizione dialettica, tra il "materialismo politico" e la "creatura fisica", dei "resti soggettivi", vale a dire appunto dell uomo interiore", della "psiche" e dell "'individuo". Ciò va articolato all'interno di un processo di "annientamento" che si deve svolgere nello spazio del "mondo dell'attualità universale e integrale", che "non può più essere misurato contemplativamente" nel suo manifestarsi come uno "spazio radicalmente, assolutamente immaginativo": quest'ultimo diviene però insieme, proprio nel processo di "annientamento", spazio corporeo, in grado di riassorbire la physis che "collettivamente" si organizza nella tecnica (da intendersi allora come una parte della "innervazione fisica del collettivo").
A proposito del testo benjaminiano sul surrealismo, vorrei richiamare l'attenzione su alcune preziose pagine di F. Masini, del 1983, in cui il critico fiorentino proponeva una traduzione dell'espressione "hundertprozentigen Bildraum" diversa da quella del traduttore italiano dello studio di Benjamin ("spazio radicalmente immaginativo"), cioè: "spazio immaginale assoluto". Una tale proposta viene giustificata col fatto che il termine Bild, che viene allora reso come "immaginale" (sulla scia dell'utilizzo fattone da J. Hillman, nell'accezione datagli dall'islamista H. Corbin), viene messo da Benjamin in relazione «con l'impossibilità di 'senso', con una particolare esperienza (quella dei poeti surrealisti, appunto), in cui è cancellata la soglia tra veglia e sonno, infine con gli esperimenti magicoverbali propri della loro scrittura»: «Il Bildraum assoluto, in cui ci introduce l'"illuminazione profana", non è equivalente a un mero spazio immaginativo, prodotto, cioè, dalla immaginazione conscia e quindi del tutto chimerico, bensì ad uno spazio intermedio, tra sensibile e intelligibile, in cui vengono costellati contenuti inconsci mediante una sorta di amplificazione d'intensità (ecco l'ebbrezza!) al tempo stesso endopsichica e noetica, così che le 'immagini' di questo spazio 'assoluto' hanno un potenziale significante capace di trascendere la logica intellettual e del senso e d'innervarsi in quella corporea dell'azione rivoluzionaria. [...] Questo Bildraum è dunque rivelato dalla 'illuminazione profana' in virtù della quale lo stesso rovesciamento della 'rivolta' nella 'rivoluzione' si presenta, nel luogo aporetico dell'ebbrezza, come una 'rappresentazione statica – per usare le parole di Adorno – del movimento stesso'. L'epifania dell'ebbrezza sta nel cristallizzarsi del suo movimento come apertura dì uno spazio immaginale assoluto. Beniamin non usa l'espressione 'immagine dialettica', ma in questo Bildraum generato dall'ebbrezza v'è la stessa fulminazione propria del 'dialektisches Bild'» (5). Masini insiste sul costituirsi dell'ebbrezza come spazio immaginale rapportato ad una trasformazione della percezione del reale su cui si innesta il collettivo. Il compito di "conquistare le forze dell'ebbrezza per la rivoluzione", per non lasciarle al "circolo del solipsismo autocontemplativo", trova soluzione nel momento in cui l'azione riesce a produrre essa stessa l'immagine, diventando tale immagine: è così che si concretizza lo spazio immaginale all'intemo del quale si realizza la conversione delle forze, 1a Umfunktionierung dell'ebbrezza". L'ebbrezza dischiude uno spazio immaginale assoluto che si qualifica in termini rivoluzionari quando essa riesce a plasmare quella nuova physis che il collettivo va costituendo nella tecnica (Benjamin scommette, per così dire, sull'ingranarsi rivoluzionario di corpo e spazio immaginale assoluto"): «Questo spazio immaginale assoluto che scaturisce dall'ebbrezza è il 'mondo dell'attualità polimorfa e integrale', è lo spazio corporeo del collettivo. Qui l'ebbrezza raggiunge il culmine della sua parabola, nel punto, cioè, in cui corpo e spazio immaginale si compenetrano così profondamente 'che tutta la tensione rivoluzionaria diventa innervazione corporea collettiva e tutta l'innervazione corporea del collettivo diventa scarica rivoluzionaria'. La 'illummazione profana' rende manifesta questa 'innervazione', la cui sostanza materialistica sta nel fatto che non già 'la materia astratta ovvero il cosmo' [...] sono da porsi alla base del materialismo, bensì il 'collettivo corporeo'» (6).
La conquista rivoluzionaria delle forze dell'ebbrezza significa superare i confini di uno spazio immaginale riservato alla contemplazione nella delineazione di un Bildraum «in cui l'elemento creaturale-animale s'incrocia con quello politico-materialista».

Se nel saggio sul surrealismo si ha fondamentalmente una elaborazione della precedente dynamis del profano (tematizzata nel densissimo Frammento teologico politico) che la trasforma in dynamis dell'ebbrezza, rivolta alla delineazione dello spazio immaginale assoluto (da conquistare per la rivoluzione), in Esperienza e povertà si descrive anche la rimozione della facoltà mimetica nello "sviluppo della tecnica" vissuto da una soggettività borghese che vi si relaziona in termini fantasmagorici. È appena il caso di ricordare gli esempi benjaminiani di un modo "contemporaneo" di rapportarsi al mondo non caratterizzata soltanto fantasmagoricamente: Einstein, i cubisti, Brecht, Loos e Le Corbusier, Gide, Scheerbart. Di particolare interesse è però l'analisi di Mickey Mouse come concretizzazione del sogno di una tecnica mimetica non estraniante. Scrive Benjamin: «L'esistenza di Mickey Mouse per l'uomo di oggi è un sogno di questo genere. Questa esistenza è piena di meraviglie, che non solo superano quelle della tecnica, ma si prendono gioco di esse. Perché ciò che in queste è più notevole, è certo il fatto che tutte quante senza machinerie, improvvisate, saltano fuori dal corpo di Mickey Mouse, dei suoi partigiani e dei suoi persecutori, dai più comuni mobili, così come da un albero, dalle nubi o da un lago. Natura e tecnica, primitività e comfort qui sono diventati perfettamente una sola cosa e agli occhi della gente, stancatasi delle complicazioni senza fine della vita quotidiana e per la quale il fine della vita affiora solo come un lontanissimo punto di fuga in un'infinita prospettiva di mezzi, appare liberante un'esistenza che in ogni frangente basta a se stessa nel modo più semplice e contemporaneamente più confortevole, in cui un auto non pesa più di un cappello di paglia e il frutto. sull'albero si arrotonda così velocemente come la navicella di un aerostato» (7).
È significativo che in questa prospettiva il "sogno ricompensi per la tristezza e lo scoraggiamento del giorno", indicando una "esistenza del tutto semplice ma grandiosa", in cui la tecnica si propone, nel suo darsi immediatamente appagante, come fine in sé: è così che essa sembra porsi come produttiva della "magica" sintesi di uomo e natura, cancellando di un colpo tutti i suoi aspetti violenti e assolutizzanti. Non è un caso che si suggerisca, in questo contesto, un rapporto con la tecnica che si esprime al meglio in un suo attraversamento ludico-critico. Benjamin è particolarmente attento a tenere insieme il carattere distruttivo (storicamente determinato) e la possibilità di liberazione che contraddistinguono la tecnica: è capace quindi di individuare come il "il grande corteggiamento del cosmo" che gli antichi compivano nell'ebbrezza – e che sembrava scomparso nell'odierna povertà di esperienza – sia riemerso, sia pure in forme "perverse", nella prima guerra mondiale, nel connubio tra le "potenze cosmiche" e nel furore nientificante della tecnica bellica.

«Ma poiché l'avidità di profitti della classe dominante contava di soddisfarsi a spese di essa, la tecnica ha tradito l'umanità e ha trasformato il letto nuziale in un mare di sangue. Dominio della natura, insegnano gli imperialisti, è il senso di ogni tecnica. Ma chi vorrebbe prestar fede a un precettore armato di sferza che indicasse dell'educazione nel dominio dei bambini da parte degli adulti? Così anche la tecnica: non dominio della natura, dominio del rapporto tra natura e umanità» (8).

Benjamin sottolinea come la tecnica abbia il potere straordinario di mostrare la natura in prospettive sempre diverse e come possa, accostandosi all'uomo, modificarne "gli affetti più originari, le angosce e i desideri". In questo senso, è proprio nella tecnica che si apre la possibilità di un'esperienza non devastante dell'universo, in quanto essa viene a costituire per l'umanità una physis nella quale avverrà un contatto con il cosmo in forme diverse rispetto a quelle abituali "per popoli e famiglie". Ciò vuol dire prendere atto del delinearsi di una nuova messa in figura dell'esistente, rivelatrice di tendenze e virtualità ancora impensate. Là dove la tecnica cancella ogni via precostituita, qualsiasi tracciato predeterminato, ecco che si manifesta una "natura" collettivamente in trasformazione, in metamorfosi, a partire dal processo stesso di l'astrazione" dalla "prima" natura. Ciò è ormai avvertito in molteplici maniere: «Basti ricordare l'esperienza di velocità grazie alle quali il genere umano si prepara a viaggi vertiginosi verso il cuore del tempo, per imbattersi là in ritmi da cui i malati trarranno vigore come prima in alta montagna o in riviera. 1 lunapark sono una prefigurazione di futuri sanatori. Il brivido di un'autentica esperienza cosmica non è legato a quel minuscolo frammento del mondo naturale che noi siamo abituati a chiamare natura. Nelle notti di sterminio dell'ultima guerra una sensazione simile all'estasi degli epilettici scuoteva le membra dell'umanità. E le rivolte venute poi sono state il suo primo tentativo di acquistare la padronanza del nuovo corpo [...]. Il delirio dell'annientamento è superato dall'essere vivente solo nell'ebbrezza della procreazione» (9).
Benjamin riconsidera i temi della perdita d'esperienza e del declino dell'aura in molte pagine di Parigi, capitale del XIX secolo; è sufficiente qui ricordare come l'Erfahrung, l'esperienza concreta, non sia tanto composta da eventi fissati nel ricordo, bensì da "dati accumulati, spesso inconsapevoli, che confluiscono nella memoria"; essa è determinabile soltanto a partire dall'Erlebnis (esperienza vissuta), prodotto della soggettività "vigile", che per proteggersi dagli chocs metropolitani ("tecnologici") struttura gli eventi conferendo loro "un esatto posto temporale". Così facendo l'Erlebnis organizza una barriera difensiva che consente il riemergere delle immagini della memoria involontaria: la causa del declino dell'Erfahrung rende paradossalmente possibile una sua estrema riattivazione.
Al di là di queste osservazioni sull'esperienza espropriata, vorrei mettere in evidenza come nella nuova physis si possa realizzare la compenetrazione di spazio corporeo e corpo nel momento in cui quest'ultimo non si trova più nella condizione di essere "minuto e fragile". A ciò si accompagna una comprensione della "età della tecnica" come crisi di ogni direzione prefissata, il che significa radicale contingenza: è questa rilevazione che permette di concepire nei seguenti termini la potenza "ebbra" e "rivoluzionaria" del collettivo: «Il collettivo è un essere sempre inquieto, sempre in movimento, che tra le mura dei palazzi vive, sperimenta, conosce e inventa tanto quanto gli individui al riparo delle quattro pareti di casa loro»(10).

[tratto da: Nel tempo dell'adesso. Walter Benjamin tra storia, natura e artificio, a cura di G. Perretta, Mimesis Eterotopie, Milano, 2002, pp. 45-52]

(1) Walter Benjamin, Esperienza e povertà, tr. F. Desideri, in F. Rella (a cura di), Critica e storia, Venezia, Cluva, 1980, p. 203.
(2) Ivi, p. 204.
(3) Ivi, pp. 204.205.
(4) Walter Benjamin, Il surrealismo. L'ultima istantanea sugli intellettuali europei, in Avanguardia e rivoluzione. Saggi sulla letteratura, tr. di A. Marietti, Einaudi, Torino, 1973, pp. 25-26.
(5) Ferruccio Masini, Il palinsesto magico, in La via eccentrica. Figure e miti dell'anima tedesca da Kleist a Kafka, Marietti, Casale Monferrato,1986, pp. 191-192.
(6) Ivi, p. 195.
(7) Walter Benjamin, Esperienza e povertà, cit., pp. 207-208.
(8) Walter Benjamin, Strada a senso unico. Scritti 1926-1927, tr. vari, a cura di G. Agamben, Einaudi, Torino, 1983, p. 68.
(9) Ivi, pp. 68-69.
(10) Walter Benjamin, Parigi, capitale del XIX secolo, tr. vari, a cura di G. Agamben, Einaudi, Torino, 1986, p. 1089.

Pubblicato Febbraio 10, 2006 04:10 PM

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif L'estetica di Superciuk
di F. Ricciardiello
superciukmini.jpgLa semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif CINEMA E GOMORRE

intro.gif VERSO IL REALISMO LIQUIDO
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA

frecciabn.gif OSSERVATORIO VENEZUELA
frecciabr.gif CHÁVEZ & GLI ALTRI
OSSERVATORIO VENEZUELA
Binocolo puntato su Venezuela e Sudamerica, contro la disinformazione che i media liberisti attuano per demonizzare una rivoluzione geopolitica in atto.

intro.gif Intervista a LUIS BRITTO GARCIA

intro.gif La lotta degli Indios di Raposa Serra do Sol in difesa della propria terra
intro.gif Messico ferito

frecciabn.gif IN EVIDENZA
carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (2)

di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (1)

di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

frecciabr.gif Tutti gli Speciali

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif Film da riscoprire: ZARDOZ di John Boorman di Valerio Evangelisti (da Film TV) Si era nel 1973, dunque dopo 2001 Odissea nello spazio e prima di Guerre...
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA di L. Muratori
giacopini_re_in_fugamini.jpg[...] Su necessità e importanza del saggio sul NIE di WM1 tornerò al più presto e con l'attenzione che merita. Al momento ne approfitto per ragionare su Re in fuga di Vittorio Giacopini, libro che per certi versi rientra nella categoria delle biografie finzionali. Si tratta della vita di Bobby Fischer...
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo X di S. Fattori
fabbriche_big.jpgNel mio reparto per un paio d’anni ha agito indisturbato un dirigente che ha tagliato risorse umane, non so se nelle scelte abbia inciso il Direttore. Nel dubbio, odio.
intro.gif Giovanni Maria Bellu, "L'uomo che volle essere Perón" Bellu si è messo sulle tracce di un segreto, lo ha indagato, strada facendo ha ritrovato se stesso e le sue radici, e alla fine ci ha consegnato un racconto in forma di mito. Che sia un mito con qualche fondamento o meno, in fondo, non ha nessuna importanza. Ciò che conta sono le storie che i miti alimentano, la loro qualità, la ricaduta che hanno sulla vita di ciascuno di noi.
intro.gif The Bride di Danilo Arona Cristiano Mussi è un chitarrista eccezionale, alessandrino, su cui ho scritto più volte in passato. Non è...
intro.gif Tom Rob Smith: BAMBINO 44 di A. D. Altieri
bambino_44.jpg Forse il thriller più esplosivo, più sinistro - ma soprattutto più politico - degli ultimi anni. Poche volte in tempi recenti un autore alla sua opera prima è riuscito a mescolare con tanta abilità politica e storia, suspense e horror, investigazione e azione.
intro.gif MARCIRE AL PASSO DELL'OCA Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...
intro.gif Sgretolare in Parlamento la 194? Si faccia il referendum di G. Genna
194mini.jpgSono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...
intro.gif Afferrare Proteo: dire l'indicibile nel Paese dei misteri di G. De Michele
Il mito di Proteo è stato interpretato come allegoria della conoscenza. “Afferrare Proteo”, fargli violenza significa ricondurre entro forme stabili quel reale che continuamente si trasforma: è ciò che oggi sta cercando di fare il romanzo italiano.
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo IX di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Un movimento sindacale che gestisce da sempre la Lotta di Classe come un’enorme bufala. Il tempo pare dare ragione a questa cinica visione. Lo scontro duro sarebbe inutile, farebbe solo danni. Gli operai sono cuccioli nati ciechi.

frecciabn.gif CARMILLA STORE
carmillalibreriauniversitar.jpg
Carmilla si è affiliata con libreriauniversitaria.it: potete cercare un titolo cliccando qui sotto o direttamente sui link dei titoli nei singoli articoli. Il ricavato per Carmilla è minimo e serve a coprire le spese del server. L'ottica è quella di offrire un servizio a tutti i carmilli.
• CERCA UN LIBRO »

frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0