Luglio 30, 2005
L'EUROPA VISTA DA EST
INTERVISTA AL SOCIOLOGO LUBOMIR VACEK SULL'INTEGRAZIONE EUROPEA, SULLA POSIZIONE DELLA REPUBBLICA CECA E SULLE OPINIONI DEI CITTADINI CECHI
a cura di Lenka Stanickova

Lubomír VACEK, ingegnere e laureato in scienze sociologiche, opera nel campo della sociologia della politica e dell’opinione pubblica. Ha una lunga esperienza nella direzione di indagini sociologiche tra il popolo ceco e nell’insegnamento della sociologia nelle università. È uno dei più rappresentativi sociologi orientati a sinistra nella Repubblica Ceca, ricercatore e pubblicista, iniziatore dell’applicazione delle metodologie scientifiche alla ricerca sociale.
Di recente la Francia e l'Olanda, con un referendum, hanno respinto la Costituzione dell'Unione Europea. E' previsto un referendum anche nella Repubblica Ceca, oppure la Costituzione della UE sarà votata (se non è già stata votata) dal parlamento? Come hanno reagito partiti e governo cechi al voto di francesi e olandesi?
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Luglio 28, 2005
Il procuratore Sciabolaro e il caso Nazario Sauro
di Valerio Evangelisti

Il procuratore Sciabolaro entrò in ufficio pimpante. La sera prima, alla testa della squadra di pallamano dei Magistrati, aveva battuto la squadra rivale degli Uscieri, ponendo le premesse per la conquista della coppa del Gruppo Sportivo del Tribunale di Milano.
Lo sguardo gli cadde sul quotidiano spalancato sulla sua scrivania. “Nazario Sauro è brutto”, recitava il titolone che sovrastava una grande fotografia.
Sciabolaro si lisciò i baffi bianchi, soddisfatto. «Ottimo» commentò ad alta voce. «Questa è la volta che riusciamo a farlo estradare.»
Il primo quotidiano ne copriva una serie d’altri. La foto era la stessa. Semmai variavano i titoli, ma di poco: “I quattro delitti del feroce terrorista”, “I cinque assassinii del tremendo delinquente”, “I sei crimini del crudele serial killer”. L’ultimo quotidiano della pila era La Sicilia di Catania: “I nove omicidi e i due scippi del sadico Nazario Sauro (che non è mai stato siciliano)”.
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Luglio 26, 2005
Cronache di Bassavilla 25
PEOPLE WHO DIE MYSTERIOUSLY IN THEIR SLEEP
di Danilo Arona

Come insegna l'antichissima, e più che mai attuale, storia dei Bedroom Invaders (vedi Cronache 2), è nelle camere da letto che si sviluppano i grandi misteri dell'umanità. Lo ricorda anche il regista Wes Craven quando spiega l'origine di Freddy Krueger:
“Per me tutto ha avuto inizio con una serie di articoli apparsi sul Los Angeles Times. Tre adolescenti erano stati trovati morti nei loro letti dopo che avevano raccontato ai rispettivi genitori, per giorni e giorni, di essere perseguitati da orribili incubi. Si trattava di tre storie distinte, avvenute reciprocamente a diversi chilometri di distanza l'una dall'altra, che descrivevano i disperati tentativi dei ragazzi di stare svegli, di come nascondessero nelle loro stanze tazzoni pieni di caffè.
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Luglio 25, 2005
L'ANGELO SENZA SOGNI (Conclusione)
di Vittorio Catani
[Per leggere la puntata precedente clicca qui]
6.
Sopravvisse.
Per molto tempo non ne fu neanche consapevole. Ada era tornata verso l'alba con amici; vincendo l'orrore gli avevano prestato qualche cura, lo avevano vegliato, nutrito. Perché Giandre si rendesse pienamente conto di essere vivo dovettero trascorrere mesi.
Difficilmente però gli capitava di maledire Truro, o se stesso. Di solito sentiva come se gli avessero prelevato anche il cervello. Trascorreva parte delle giornate con il comp inserito, che però ora gli rielaborava il mondo esterno in una maniera nuova, strana e banale, tanto che lo accantonò. Cautamente prese a uscire dalla cabina, dalla nave. Ricominciò a pensare.
Pensava specie di notte al buio, ad occhi sbarrati. Noys: se era ancora viva non gli restava che lei. Ada a volte si assentava per giorni, era chiaro che presto avrebbe potuto lasciarlo. Non la rimproverava, lui adesso era un autentico rottame. A parte occhio sinistro e mano destra artificiali, i nuovi denti gli sfiguravano il volto in un mostruoso prognatismo. Si decise: durante un'assenza di Ada scrisse un lapidario biglietto, lasciò metà dei suoi spiccioli, raccattò alcuni oggetti e abbandonò il vecchio porto.
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Luglio 23, 2005
Neuropsichiatria del terrore
di Giuseppe Genna
Di fronte all'infittirsi di attentati clamorosi (Londra, Sharm el Sheikh e, da non sottovalutare, Beirut pochi minuti dopo la partenza di Condoleeza Rice) si possono scatenare le più varie strategie della tensione interpretativa. Il proliferare di reazioni culturali, che spesso si scambia per enfatizzazione retorica, è un sintomo significativo della normalizzazione culturale rispetto a eventi tensivi - secondo le analisi correnti dei non specialisti. Le cose, però, stanno diversamente da come se le immaginano i non addetti ai lavori. I commenti (qui intesi come sintomatologia dell'elaborazione culturale delle minacce alla sopravvivenza) tendono a un'equalizzazione che fa da specchio alla continuità degli eventi terroristici (Post traumatic stress disorder. Dialogues in Clinical Neuroscience, R.C. Ware, 1995). Tutto si innalza a un grado zero, a un alzo zero: che è da obice non solo militare, ma soprattutto percettivo. Aggiungo, a questa omogenea intensità interpretativa dell'emergenza, mie personali considerazioni, che non hanno carattere né geopolotico né tecnicamente storico, ma unicamente psichiatrico.
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Luglio 21, 2005
L'ANGELO SENZA SOGNI (Prima parte)
di Vittorio Catani
Eppure va salvato qualche sogno.
Di quelli sopravvissuti a Freud, a Jung, a...
Presto ne potremmo avere bisogno.
Per quel giorno. Che ha la notte lunga.
MARIO SOCRATE, Prospettiva
1.
Giandre era nel minuscolo bagno e scrutava la sua nudità davanti allo specchio. Benché non alto, possedeva un fisico proporzionato del quale una volta era stato fiero. Con i riccioli chiari e gli occhi un po' obliqui, da fauno, ricordava certi grandi ballerini del passato: Nijinski, per esempio. Ma questo nome a Giandre non avrebbe detto nulla. Osservò la propria immagine riflessa con un’espressione quasi di rimpianto, poi chiamò:
— Edo, sei sempre lì? — Si sfilò il sottile comp dal collo e uscì dal bagno.
Senza il comp, ritrovò la verità del suo corpo smagrito e privo dell’armonia di un tempo, le due stanzette della sua casa striminzita. La porta a vetri della camera si apriva sul piccolo cortile incolto, oltre il cui recinto fuggivano i meandri di Vicolo Sette e altri grigi vicoli.
Edo era immobile al centro del cortiletto, di spalle. Indossava un lungo impermeabile lucido color foglie marcite, leggero come carta velina. Era molto giovane, con lineamenti quasi aristocratici, occhi chiarissimi, capelli tinti d’oro, a spazzola. L’aria era satura di un suo profumo intenso ma non sgradevole.
— Ti prendi un malanno — disse Giandre. Nel crepuscolo piovoso la casa era quasi al buio, dal cortile filtrava la luce delirante di lampioni agitati dal vento.
Più tardi, Giandre giaceva supino nell’oscurità. Edo aveva attivato una sua scatoletta nera collegata a una bacchetta metallica con la quale gli esplorava il corpo, organo dopo organo. Il sensore rispondeva con bagliori colorati che accendevano fantasmi negli angoli lontani della stanza. Bacchetta fredda e appuntita: occhi, cuore, fegato, milza, testicoli. Rilevava i marchi elettronici impressi in profondità.
— Poveretto! — esclamò Edo dolcemente, carezzandogli la fronte fredda.
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Luglio 20, 2005
GUERRA AL SISTEMA - Quattordicesima puntata
di Federica Vicino

XLII
L'avvocatuccio mi siede davanti. Apprezzo lo sforzo disumano per far finta di niente: non devo essere uno spettacolo gradevole a vedersi. Ho la bellezza di 38 punti di sutura equamente suddivisi sui due lati della faccia.
Opera mia. Ho mandato in pezzi lo specchio del bagno. Dovrò ripagarlo, me l'hanno già comunicato per iscritto: il mio debito con la giustizia include ora anche uno specchio rotto.
L'avvocatuccio d'ufficio si chiama Pasqualino Izzo. Lo guardo disporre con cura tutte le carte sul tavolo dinnanzi a sè; lo ascolto riportarmi con giuridica precisione il risultato delle indagini che, su mio mandato, ha svolto. E' puntuale nei dettagli quanto prudente nell'esposizione: da questo, dal tono della voce, dai frequenti sospiri che tira, capisco che non c'è molto da fare.
- No, Eric, - mi confessa, infatti - non riusciremmo nemmeno a scalfire nessuno di quei medici, nemmeno se li avessimo visti di persona praticare l'iniezione...
- Va bene, va bene, ho capito. - lo interrompo.
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Luglio 16, 2005
CRONACHE DI BASSAVILLA - 24
di Danilo Arona
Mother's Day
Le Madri Terribili abbondano, è noto, tanto in letteratura che in cronaca, vicendevolmente l'una lo specchio dell'altra. In un grumo multimediale non così facilmente discernibile che va da Robert Bloch a Valerio Evangelisti, transitando per l'incompiuta triade esoterica di Dario Argento, la mamma di Carrie creata da King e le serial mom di tanto cinema splatter americano (Mother's Day di Charles Kaufman del 1980 è ancora un solido punto di riferimento), la fiction nera sembra precorrere, e a suo modo analizzare, quel recente e triste repertorio di psicopatologia al femminile che i giornalisti vorrebbero relegare all'esclusiva degenerazione del cosiddetto baby blues.
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Jim Shepard: Project X
di Niccolò Menniti Ippolito
Di fronte alle stragi scolastiche negli Stati Uniti ci si imbatte in un paradosso mediatico. Da un lato la loro frequenza ridimensiona l’orrore; dall’altra ad ogni nuova replica si ripete, da parte di tutti, lo stupore e lo sgomento per ciò che è ritenuto in sé assurdo e imprevedibile. Ad uscire dal paradosso può aiutare un romanzo come Project X di Jim Shepard (Meridiano zero, Euro 12,50), autore americano di tutto rispetto, per la prima volta tradotto in italiano.
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Luglio 14, 2005
Intervista a Wu Ming sul copyleft - da Blow Up
[Sul numero in edicola della rivista Blow Up. Rock e altre contaminazioni (n.86/87, luglio-agosto 2005, € 5,00) c'è una lunga e dettagliata intervista di Michele Coralli ai Wu Ming sui temi della proprietà intellettuale, del copyright e del copyleft. Poiché nell'industria culturale, e in particolare tra gli editori, continuano a circolare luoghi comuni e allucinati fraintendimenti (come l'idea che il download dei libri danneggi le vendite, nonostante gli stessi Wu Ming siano la prova del contrario), e poiché questa conversazione fa chiarezza su alcuni punti-chiave, abbiamo deciso di riproporla qui. AC]
Nelle nostre precedenti interviste sul diritto d'autore nell'epoca del "copia e incolla" sono scaturiti moltissimi elementi interessanti da cui potremmo partire in questa nostra conversazione. La più immediata sensazione è che in molti ambienti, quando si parla di Internet e nuove tecnologie digitali prevalga ancora un certo nervosismo. È un po' come se, a fronte di un cambiamento che ha il peso di una rivoluzione globale, i timori di perdere una posizione più o meno dominante siano i soli a determinare l'atteggiamento di qualsiasi politica editoriale. Cos'è che spaventa ancora?
Se si parla dell'industria dell'entertainment, spaventa la consapevolezza di aver perso l'occasione, di essere in plateale ritardo, aver subito l'innovazione anziché anticiparla, e tutto questo dopo decenni di retorica e propaganda sul "new", la "next big thing", il "cutting edge", lo "state-of-the-art". I padroni del vapore dell'industria culturale temono il nuovo, lo temono visceralmente, ma non possono ammetterlo, se ne vergognano: temere il nuovo è... anticapitalistico, è... illiberale! La cultura in cui si sono formati non contempla nemmeno l'idea del secondo posto, figurarsi l'arrivare ultimi, con la maglia nera (come quel ciclista degli anni Ottanta, Gambirasio, dignitosissimo).
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Luglio 13, 2005
MIND GAME
di Matteo Boscarol
Gioco della mente, mente che gioca, giochi di mente, gioco de-mente. Queste sembrerebbero essere le definizioni più appriopriate per descrivere in qualche modo l`incredibile, folle Mind game, film d`animazione giapponese realizzato dalla casa di produzione indipendente STUDIO 4°C, che fra l`altro ha curato le animazioni di Steam Boy di Otomo e il progetto d`animazione legato a Matrix , Animatrix. Uscito nelle sale nipponiche nell`estate del 2004 e adesso commercializzato in dvd con annesse interessanti interviste agli autori, il film è qualcosa di assolutamente unico anche nel pur così variegato mondo dell`anime giapponese. E` un game appunto, un giocare prima di tutto con gli stili, con il concetto stesso di animazione, uno straripare di immagini e di idee: a momenti di pura surrealtà di sapore quasi toporiano, si alternano scene brevissime di una tristezza e di una caducità tutta giappponese.
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Madsen: Memorie di un nano gnostico
di Beniamino Placido
[da "la Repubblica", 17.1.1999]
Vi piacciono le eresie? Si', che ci piacciono i movimenti ereticali; medievali, moderni o postmoderni che siano. Sono cosi' ingegnosamente articolati (che fatica reimparare ogni volta a distinguere tra arianesimo, neoistorianesimo, monofisismo). Sono (o ci sembrano) sempre cosi' rigorosi e radicali, gli eresiarchi: si chiamino Catari o Albigesi (che sono poi parenti stretti).
Vogliono sempre riportare la Chiesa alle sue origini, povere e modeste. Che bravi. Sono sempre fra di noi e ben rappresentati. Specie gli gnostici: si pensi a Guido Ceronetti, per esempio. Che qualche anno fa parlo' anche di un Leopardi gnostico. E mica aveva tutti i torti. Dicevano (dicono) infatti gli gnostici: ma davvero vogliamo continuare a pensare che questo mondo sia stato creato da un Dio? Ma non vedete quanto fa schifo? E' stato inventato invece da un Diavolo cattivo, che del vero Dio e' un nemico giurato.
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Luglio 11, 2005
Italians do it better
di Giuseppe Genna
Ci siamo. Ciò che era preconizzabile, si appresta a realizzarsi anche in questa desolata landa che altrove abbiamo ciclicamente definito un Paese di merda. Dunque sulla scorta delle analisi delle intelligence occidentali tutte, risultando inevitabile un attentato in Italia delle dimensioni di quelli consumati a Madrid e Londra, si alza qui da noi un coro di voci interessanti a chiedere l'applicazione di leggi speciali e, addirittura, dello stato di guerra. I coristi più acuti sono l'eterno ex ministro ed ex presidente Francesco Cossiga e il per nulla eterno ministro Roberto Calderoli. Voci stonate? Non tanto, secondo l'estensore di questo intervento. Bisognava pensarci prima. E' proprio il caso di ufficializzare lo stato di guerra, se questo popolo, che si affligge perché può andare sul bagnasciuga riccionese solo con le cambiali, ancora non si è accorto che in guerra ci siamo, e attivamente, dal 2001. Abbiamo soldati in Afghanistan e divisioni in Iraq, a seguito delle scriteriate reazioni dell'amministrazione Bush ai massacri dell'11 settembre. Non so se ve ne siete accorti: siamo davvero in guerra.
Permalink: postato alle 12:20 AM
Luglio 09, 2005
Make poverty history!
 della Coalizione italiana contro la povertà
A dieci anni dalla scadenza per il raggiungimento degli otto obiettivi per
sconfiggere la povertà globale, la Coalizione italiana contro la povertà
ritiene opportuno offrire un bilancio delle azioni intraprese dal governo
italiano in questi cinque anni. Il rapporto, in formato pdf, è leggibile cliccando qui. La Coalizione nasce dalla sensibilità e dall’impegno
di 40 associazioni affinché l’Italia rispetti gli impegni sottoscritti nel 2000, e fa
parte del movimento globale che ha preso la forma della G-CAP, la Global call to
action against poverty.
Questo bilancio si rende oggi ancor più necessario, tenendo presente che il 2005
potrebbe essere un anno di svolta per la fine della povertà. C’è un filo unico, che
corre da Gleneagles a Hong Kong, dalla Scozia dove si tiene il G8 di luglio alla
città asiatica che a dicembre ospiterà il Summit dell’Organizzazione mondiale per
il commercio (OMC). Passando per New York, il 10 settembre, dove i governi si
confronteranno sui progressi fatti per il raggiungimento dei Millennium Goals.
Permalink: postato alle 12:10 AM
Luglio 08, 2005
Fumo di Londra
[Di fronte a tragedie come quella londinese di oggi, c'è poco da analizzare. Ricordare, tuttavia, non è insultante per nessuno e rimane educativo per molti. La strage di Londra era ampiamente prevista, come testimonia il percorso di cronaca che qui pubblichiamo. A nulla sono valse le misure restrittive - in stile Patriot Act - assunte da qualche mese dal governo Blair. Si tratta del medesimo governo che ha mentito ai suoi cittadini in ordine alle armi di distruzioni di massa in Iraq. Lo stesso governo che ha trascinato il suo Paese in guerra e, nonostante ciò, è stato confermato con democratiche elezioni qualche settimana fa. Sostenere, come ha fatto il Tg1 questa sera, che siamo di fronte a uno scontro tra il dialogo e il fondamentalismo, laddove noi occidentali rappresenteremmo il dialogo, significa mentire in maniera barbara e non meno intrisa di sangue rispetto a quanto fa il fondamentalismo. La verità l'ha enunciata lo stesso Blair, nella sua dichiarazione a caldo, poche ore dopo gli attentati: "Difenderemo in ogni modo il nostro stile di vita". Altroché dialogo: qui si scontrano due fondamentalismi. gg]
LONDRA, 30 SETTEMBRE 2001 - Le tracce dei legami tra persone che vivevano a Londra o che comunque vi si erano recate e cellule dell'organizzazione di bin Laden sono sempre più numerose. Ma escono alla luce anche presenze inquietanti di aderenti a movimenti ancora più sanguinari come la Takfir-wal-Hijra (anatema ed esilio). Djamel Beghal di 35 anni si trova agli arresti a Dubai, fermato mentre dall'Afghanistan rientrava a Londra dove aveva già abitato per tre anni. Frequentatore assiduo della moschea di Finsbury Park, è accusato di alcuni progetti spettacolari tra i quali lanciare un elicottero pieno di esplosivo contro l'ambasciata degli Stati Uniti a Parigi.
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Luglio 07, 2005
IL COCCIGE DA VINCI - Decima puntata
di Riccardo Valla

Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong si sono recati a chiedere informazioni all’esperto di religioni Teadrinker.
Quando la biblioteca aprì, il primo che si presentò davanti all’impiegato fu un alto monaco con una strana tonaca color giallastro-verdognolo. –Nei miei studi sulle eresie ho trovato questi versi– gli disse. –Chissà se a fare una ricerca nel computer...–
–Non ce n’è bisogno– sorrise l’altro, con aria divertita, dopo avere dato un’occhiata alla scritta. –Abbiamo anche gli altri indovinelli della serie, vada nell’ufficio del Conservatore.–
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Severini: Ragazzo prodigio
di Roberto Sturm
Recensire un libro di Gilberto Severini non è impresa semplice. Chi avesse seguito la sua carriera letteraria si sarà certamente reso conto come i suoi testi, sempre di una scorrevolezza e agilità sorprendenti, nascano da tutta una serie di situazioni più o meno sommerse che sezionano impietosamente le ipocrisie della società e le abiezioni delle persone che la compongono.
La ricerca di nuovi modelli stilistici e di attuali (moderne) forme di linguaggio sono sempre stati obiettivi primari dell’autore marchigiano che ha sempre comunque privilegiato contenuti di forte spessore letterario e sociale.
Il superfluo, nella letteratura di Severini, non esiste. Ogni fatto, ogni descrizione, ogni dialogo e ogni gesto dei personaggi è solo uno strumento per guidare il lettore all’interno della vicenda. Non c’è mai leziosità.
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Luglio 06, 2005
"Signs", i cerchi nel grano e il brycolì
di Valerio Evangelisti (da Robot n. 45)

Se dovessi elencare, in ordine sparso, i miei film di fantascienza preferiti, citerei Brazil, Alien, Gattaca, Dark City, Cube, Matrix, Blade Runner, Il 13° piano e qualche decina d’altri, inclusi i classici di George Pal, Roger Corman, Jack Arnold e Byron Haskin. Ma se mi fosse chiesto di citare il vertice assoluto, per quanto riguarda il rapporto costi / rendimenti, non avrei dubbi: Signs, ecco il capolavoro.
Si sa che una struttura sintattica tipica del cinema è l’elisione: segmenti di narrazione che nella pagina scritta dovrebbero essere esposti per intero, nel cinema (e in parte anche nel fumetto) possono venire sostituiti da brevi scene che condensano la totalità della vicenda in atto.
Permalink: postato alle 02:38 AM
Lebensborn, i bambini del Führer
di Francesca Caferri
"Ho sempre saputo di essere nata in un Lebensborn", racconta Gisela Heidenreich. "Era scritto sul mio certificato di nascita. Quando ho chiesto cos'era, mia nonna mi ha detto che era l'asilo d'infanzia dove lavorava mia mamma. La verità l'ho scoperta dai giornali a 13 anni, in un'inchiesta che raccontava cosa erano davvero queste Sorgenti di Vita". Tutti sanno dell'Olocausto, ma pochi conoscono la storia dei Lebensborn: eppure i Lebensborn sono l'altra faccia di quella medaglia. Se col primo si volevano eliminare le persone non pure, nei Lebensborn doveva crescere la perfetta razza ariana: questa era l'idea di Heinrich Himmler, il braccio destro di Hitler.
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Luglio 05, 2005
Una notte a Ginevra
di Valerio Evangelisti

Si è svolta la settimana scorsa a Bologna un'importante manifestazione intitolata Le parole dello schermo - Festival internazionale di letteratura e cinema, promossa dall'Assessorato alla Cultura e dalla Cineteca di Bologna. Nel suo ambito, Valerio Evangelisti era incaricato di organizzare una maratona cinematografica notturna - Una notte a Ginevra - che ha avuto luogo venerdì 1 luglio, da mezzanotte alle otto del mattino. Riportiamo la presentazione dell'evento, contenuta nel catalogo del festival.
La notte del 16 giugno 1816, a Villa Diodati presso Ginevra, Lord Byron, Percy Shelley, la moglie di questi Mary, Claire Clairmont (matrigna di Mary e amante di Byron), il dottor J.W. Polidori (segretario di Byron, dopo esserlo stato di Vittorio Alfieri), si sfidarono a concepire prima dell’alba un racconto dalle tinte soprannaturali.
Permalink: postato alle 03:08 AM
GUERRA AL SISTEMA - Tredicesima puntata
di Federica Vicino

XXXII
Un sole così immediato non potrà che rendere esecutiva la condanna all'istante. Non riesco a pensare ad altro, mentre riprendo la corsa proprio dalla parte della discarica. La melma solidifica sotto i miei piedi; preferisco non domandarmi cosa ci sia imprigionato qui sotto. Ho preso alla lettera le prime parole che Ester mi ha detto quand'è riemersa dal fiume di fango:
- Abbiamo avuto culo, stavolta, ragazzino. Meglio approfittarne.
Straordinaria, Ester! Davvero straordinaria.
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La scuola: pensiamola per storie
- Partecipa con un racconto breve ad una raccolta di narrazioni sulla scuola -
di Gianluca Gabrielli e Antimo Santoro
[COBAS e CESP di Bologna]
Sulla scuola hanno raccontato in molte, in molti. Racconti divertenti, sarcastici, ricordi di umiliazioni infantili, di imbarazzi adulti, di incontri scombinati, di folgoranti scoperte. Narrare esperienze reali e immaginarie, fantascienza, ricordi, cronache.
Abbiamo pensato di farlo anche noi, o meglio, di invitare a provare la scrittura narrativa ad vasto gruppo di persone cui la scuola sta a cuore. Maestre e professori, ma anche studentesse e ex studenti (ognuno lo diviene), scrittori. Ognuno può scrivere di scuola.
Abbiamo pensato di proporre la formula del racconto breve, 4000-10000 battute, per essere in molti e per giungere – se l’idea trova risposte – ad una pubblicazione.
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Luglio 04, 2005
Dall'Acuologia alla "polizia parallela"
di Giuseppe Genna
Se non fosse che sembra di stare in un film dei fratelli Marx, ci sarebbe da piangere. Provate però voi ad andare a dire "Marx" a questi signori di cui stiamo per affrontare i surreali profili, e poi vedete se davvero non c'è da piangere. Stiamo parlando della "polizia parallela" di Gaetano Saya e Riccardo Sindoca, quel DSSA che tentava di accreditarsi a livello internazione come dipartimentimento collaterale e non ufficiale dei Servizi Segreti italiani. La storia è nota e ormai eviscerata in quasi tutti i suoi aspetti di complotto all'amatriciana. Tra poco, secondo le dichiarazioni dello stesso Saya, verranno resi noti i 150 nomi della lista di appartenenti al DSSA. Si intende qui, tuttavia, attirare l'attenzione su un aspetto esotico, che forse nulla ha a che fare con la vicenda giudiziaria, ma che curiosamente permette di incrociare gli stessi nomi, gli stessi simboli, sponsor tutti da verificare. Benvenuti nel professionale universo parallelo dell'Acuologia.
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COPYLEFT - istantanee dal sommerso letterario
di Girolamo Grammatico
[Per i tipi di Alberto Gaffi Editore, esce in questi giorni un'interessantissima antologia curata da Girolamo Grammatico, COPYLEFT - Istantanee dal sommerso letterario (7 euro). In apertura, un'intervista a Wu Ming 2, dove si affermano cose decisive sui rapporti tra comunità e storie. A seguire, testi all'altezza di scrittori e intellettuali, tra cui alcuni molto conosciuti come Francesco Pacifico, Girolamo De Michele, Giuseppe Casa o Monica Mazzitelli de i Quindici. Riproduciamo la piccola introduzione del curatore, segnalando che il testo è - visto il titolo - disponibile in formato elettronico presso il sito di Gaffi.
Nino G. D'Attis, geniale curatore di BlackMailMag, presenterà COPYLEFT il 6 luglio a Roma, alle 19.30, presso la libreria Motamot di Roma, in via Giulio Rocco 37/39. Invitiamo i lettori di Carmilla residenti o di passaggio a Roma a partecipare! gg]
Si fa tanto parlare di letteratura in Italia.
Tra cultura e contro-cultura, laboratori di scrittura creativa e ricreata, editoria dissidente e dissociata, scrittori di sinistra e di destra, centrali e centrati, polemici e postnet_romantici è difficile proporre scritti e autori senza cadere nell’ingranaggio e farne parte come trasformati dal tocco del re Mida. Quest’antologia, nel panorama letterario, si pone lontano dall’industria della cultura e la lascia indietro spiazzandola e ignorandola, non per snobbismo, ma per ingenua incomprensione dei meccanismi di marketing e di lobby relations.
Permalink: postato alle 12:20 AM
Luglio 03, 2005
Cronache di Bassavilla 23
HIGHWAYMEN
di Danilo Arona

Nei primi giorni di febbraio dell'anno 2000 un mio amico, tenente colonnello dell'Arma, mi mostrò una fotografia sicuramente impressionante. Da qualche tempo collaboravo con carabinieri e polizia come (presunto) “esperto” per la soluzione di casi, diciamo così, “atipici”. Il fatto che mi si stava per prospettare era molto più che atipico.
Nella foto appariva il volto, parzialmente deturpato e fissato in un'espressione quasi sconcia, di una ragazza che pareva, a prima vista, dormire. Ma si trattava di una poverina, morta con assoluta evidenza, con un'aria minacciosamente famigliare.
Permalink: postato alle 04:37 AM
Luglio 02, 2005
Napoli: rivolta contro la polizia
di Uno spettatore

Caldo, caldo maledetto. L’aria condizionata della macchina oramai era un pallido ricordo di quando le cose nella mia vita andavano bene.Finestrino abbassato, aria mista a smog in faccia e uno stereo che sputava da casse rotte un po’ di northern soul. Era abbastanza per farmi
capire che dovevo cambiare macchina, cambiare stereo e magari vita. Odio il traffico, lo odio così tanto che mi invento le scorciatoie più assurde per evitare di rimanere imbottigliato nel ritorno a casa degli psycopendolari. Decido di passare per piazza Ottocalli, una piazza del
cazzo di una periferia del cazzo di una città del cazzo. Kaos&Panico, una versione ostmoderna delle Quattro giornate di Napoli di Nanni Loy, la mia smania di scorciatoie mi aveva fatto piombare in una situazione che non avrei mai immaginato.
Permalink: postato alle 04:22 AM
Premio Galassia - Piacenza - 2^ edizione

Non è consuetudine di Carmilla segnalare concorsi letterari: dovremmo farlo quasi ogni giorno, tra illustri e meno illustri. La presente eccezione è dovuta sia alla natura davvero insolita del premio in palio, sia al fatto che con l'iniziativa si celebra Galassia, una rivista che ha fatto storia nell'ambito della fantascienza in Italia. Vittorio Curtoni, che ci ha trasmesso il bando, tiene a precisare che il tema "spazio" va inteso in senso lato, e non si riferisce unicamente allo spazio cosmico. (V.E)
Dopo il successo della prima edizione, culminata con la consegna dei premi ai vincitori nel febbraio 2004 presso Palazzo Galli a Piacenza, viene bandita dalla BANCA DI PIACENZA la seconda edizione del Premio letterario "Galassia - Città di Piacenza".
Questo Premio intende celebrare la tradizione di editoria fantascientifica che ha caratterizzato Piacenza negli anni Sessanta e Settanta, con l'attività della Casa Editrice La Tribuna,in primo piano nel panorama editoriale nazionale con collane librarie (SFBC) e da edicola (Galaxy, Galassia, Bigalassia).
Permalink: postato alle 03:46 AM
Domanin: Filetto Stroganov
di Igino Domanin
Preparo un filetto Stroganov. Si tratta di una antica ricetta russa settecentesca. Figura da sempre nei menu storici della cucina internazionale.
Gli Stroganov erano dei monopolisti. Ottennero il monopolio delle saline della Russia settentrionale. E quello delle pellicce e della pesca. Accumulano fortune oniriche. In seguito sfruttano i giacimenti minerari e le risorsa forestali degli Urali. Diventano talmente potenti che possono battere moneta in proprio. Lo zar è strozzato dai debiti che deve contrarre verso di loro. Gli Stroganov sono una potenza temuta in tutta Europa anche per le loro manovre finanziarie.
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Luglio 01, 2005
Assalto al Palazzo Verde
di Chiara Cretella

C’è un condominio che ruba il nome a San Matteo, ma è più prosaicamente chiamato Palazzone verde, sta in via San Pietro 6 nella ancor ricca Sassuolo (Modena). Questo magazzino di forza lavoro a basso prezzo è al centro di una lunga battaglia soprattutto nelle ultime settimane. Il palazzo, abitato da decine di famiglie di immigrati, è secondo l’Azienda Usl, i Vigili del Fuoco ed i tecnici del Comune, in condizioni precarie e non abitabile. Rimettere in sesto il palazzo costerebbe molti soldi, che mancano, si dice, in quanto gli abitanti dello stabile non pagano le alte rette condominiali, accumulando un debito, dichiarato dal Comune, di circa 220 mila euro. I legittimi proprietari, dopo anni di sacrificio, si trovano ad essere sgomberati dai loro appartamenti, ed il Comune paternalisticamente offre un risarcimento pari solo a circa il 30 per cento delle cifre pagate per l’acquisto delle case.
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Vollmann: "Io, le puttane e i mondi paralleli"
Tutto comincia con Afghanistan Picture Show - ovvero, come ho salvato il mondo (Alet, €. 18). Poi si spalanca l'abisso: un'ossessione dietro l'altra.
Afghanistan Picture Show ha avuto una storia complicata. Il viaggio, la visione della violenza allo stato puro. Molto prima di Bin Laden, intendo. Il ritorno in America. La stesura. Revisioni su revisioni. C'era una profondità, nel testo, che non riuscivo a scavare. Poi è stato un disastro: dico dal punto di vista esistenziale. Un periodo tragico, per me. Dico davvero. Mi sono messo a lavorare coi computer per sbarcare il lunario, ma non ne sapevo niente, e intanto revisionavo il libro. Poi la scrittura è esplosa, è stato irresistibile, non ho più smesso.
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