Maggio 31, 2005
Cronache di Bassavilla 18
SCOMPARSA
di Danilo Arona

Da Cronaca e Processi - Il Giornale di Bassavilla, 4 aprile 1925
Da giovedì sera 26 marzo, una giovane e bella signorina della nostra città è misteriosamente scomparsa da casa, lasciando i famigliari in uno stato di angoscia che è facile immaginare. Le circostanze nelle quali avvenne la scomparsa sono tuttora avvolte nel mistero, e per quante congetture, quante ipotesi abbiano fatto e stiano facendo tutti coloro che del doloroso fatto si stanno interessando, nessuno spiraglio di luce è venuto sinora a rischiarare questa triste pagina della vita d'una adolescente.
La signorina assai nota in città è la ventenne Melissa Prigione, residente in via Urbano Rattazzi, 22, da oltre sei mesi commessa presso la Cappelleria Valizzone, sita sotto i portici di Piazza Vittorio Emanuele.
Permalink: postato alle 02:40 AM
| TrackBack
SULLA VITA SI VOTA (e vi spiego perché)
di Girolamo De Michele
[Autore del romanzo Tre uomini paradossali, pubblicato da Einaudi Stile Libero, Girolamo De Michele sta per uscire in tutte le librerie con Scirocco, per il medesimo editore]
Ci sono due argomenti tra i sostenitori dell’astensione al referendum sulla fecondazione assistita. Il primo è quello del realismo politico: difendo questa legge, e faccio la scelta più utile a mantenerla. Il secondo argomento è quello dei valori: la vita è un valore, anzi, IL VALORE, e sui valori non si vota. Ovvero: la vita non può essere messa ai voti. Questo secondo argomento, errato logicamente, infondato giuridicamente e pericolosissimo dal punto di vista etico e politico, va avversato non solo per le contingenti ragioni del referendum, ma anche per ciò che comporta. Provo a spiegare il perché.
Permalink: postato alle 12:20 AM
| TrackBack
Maggio 30, 2005
Vive la France!
di Valerio Evangelisti
Perdonatemi, non posso trattenere il mio entusiasmo. Con una partecipazione al voto del tutto imprevista, i cittadini francesi hanno espresso un NO secco e corale alla Costituzione europea. Il fatto è che, di fronte a un referendum, hanno potuto conoscere qual era la posta in gioco. Cosa che non è avvenuta in altri paesi, come l'Italia, in cui parlamenti riempiti da una classe politica dedita all'autoperpetuazione hanno votato a larga maggioranza un documento di cui non si sapeva nulla.
Comunque la si metta, si tratta dela prima ribellione europea - e non in un paese secondario - contro l'ideologia chiamata neoliberismo. Già messa in questione, anche nelle piazze, in America Latina e in altre parti del mondo.
Permalink: postato alle 01:45 PM
| TrackBack
TOLSTOJ, GLI ANARCHICI E LA VIOLENZA - (Prima parte)
di Piero Brunello
[L'articolo che segue è apparso sul n. 297 - marzo 2004 - della rivista "A". Credo sia interessante riproporlo, per gli argomenti che riporta circa l'uso della violenza quale risposta alla violenza delle istituzioni, secondo la visione di due fra i massimi esponenti del pensiero anarchico: Tolstoj e Malatesta. Su questo tema i due si ritrovano talora fortemente dissenzienti, pur concordando su alcuni punti. Per quanto ci riguarda verifichiamo come questa analisi della violenza portasse, più di un secolo fa, a riflessioni, dubbi e interpretazioni che sono tuttora nostri: anche se da allora altri elementi di dibattito, altre concrete esperienze, e nuove elaborazioni sulla psicologia dell'individuo ma anche delle masse, si sono sovrapposti. Si ringrazia la rivista "A" per la gentile concessione. (Vittorio Catani)]
Non si vede niente, solo la bandiera
L.N. TOLSTOJ, I diari
Lev Nikolaevic Tolstoj accennò all'anarchismo nel proprio diario per la prima volta nel gennaio 1889: «Gli anarchici hanno ragione in tutto, solo non nella violenza»(1). Lo scrittore aveva sessant'anni e, «deciso che scrivere capolavori narrativi è un peccato»(2), aveva lasciato da qualche anno alle spalle la letteratura per dedicarsi a temi politici e religiosi, spesso legati all'attualità.
Per quanto avvertisse una forte sintonia con l'anarchismo, Tolstoj sentiva una distanza incolmabile sull'atteggiamento nei confronti della violenza e nei confronti del Cristo dei Vangeli. Qualche mese dopo il primo accenno all'anarchismo, Tolstoj scrisse nel diario che i suoi critici lo accusavano di «insegnamento distruttivo e anarchico che essi dicono di Tolstoj, e dovrebbero dire di Cristo»(3).
Ritornò sul tema nel 1894, quando l'anarchico italiano Sante Caserio uccise il presidente della repubblica francese Sadi Carnot. Ciò che gli anarchici facevano era «tutto giusto», scrisse. Le loro idee cominciavano a «conquistare gli uomini», i quali «cominciano a credere di essere fratelli, a capire che non si può asservire il fratello, che bisogna aiutare il progresso, sviluppare l'istruzione, lottare contro la superstizione». E all'improvviso, ecco assassinii come quello di Carnot, «e tutto il lavoro va a monte». E’ giusto, come fanno gli anarchici, diffondere «l'idea dell'inutilità, del male della violenza statale», ma l'unica strada, annotò Tolstoj, è la «non partecipazione alle violenze e agli assassinii»(4).
Tolstoj vedeva discusse nel campo della politica due sole «vie d'uscita».
Permalink: postato alle 01:20 PM
| TrackBack
GUERRA AL SISTEMA - Nona puntata
di Federica Vicino

IX
Fingere: ultima spiaggia o àncora di salvezza. Arranco, ormai da troppo tempo: troppi impossibili minuti mi separano dalla mia storia. Ma non ho scampo. Dovrei essere più cinico.
Mi arrischio a gettarmi nella trappola tesa ad arte dal direttore dello United World Daily News. Ho la voce rotta dalla finta emozione: interpretazione penosa, la mia.
Chiedo:
- Perchè vogliono sopprimerla, se non ne hanno sentito la voce?
- Per una questione politica, credo.
- Una questione politica?
- E' lo stesso motivo per cui il dottor Brauler ha messo a tacere la notizia sul clone risvegliato. Gliel'ho detto, Drexter: qualcosa dev'essere andato storto. Immagini che casino succederebbe se io la mandassi ora in diretta in un'edizione straordinaria dei nostri quotidiani d'informazione! Immagini quale imbarazzante situazione si genererebbe a livello internazionale! Immagini quali reazioni potrebbe avere l'opinione pubblica!
Permalink: postato alle 02:23 AM
| TrackBack
Maggio 28, 2005
Votare sì anche per Giulia
[Ricevo questa lettera da un'amica che di recente ha avuto un po' di sfighe ma non ha mai smesso di tener duro e lottare e - insieme al suo compagno - è un esempio per quelli che la conoscono. Ne avrebbe fatto volentieri a meno, ma non si lamenta. Spesso ci deprimiamo per contrattempi di media entità, quando non per vere e proprie cazzate. Ammettiamolo, siamo tutti un po' dei fighetti... A paragone di esperienze come quella di Giulia, molti nostri "problemi" si fanno piccoli piccoli, ciò che sembrava solido svanisce nell'aria.
Ora la lotta di Giulia si innesta su una lotta più vasta, e ciascuno di noi può dare un contributo: la lotta per il sì al referendum. Non è per niente una questione astratta, è una questione di vita o di morte, di dignità e diritti. Invito a diffondere questa lettera, e a sconfiggere nell'urna il disegno oscurantista. WM1]
Mi chiamo Giulia Lorenzoni, ho 30 anni.
In quest'ultimo anno mi sono ammalata di sclerosi multipla, una malattia autoimmunitaria molto grave. A tutt'oggi non si conosce una cura risolutiva e si può solo ricorrere a farmaci che ne rallentano la progressione.
Poiché questa malattia, della quale soffrono solo in Italia 52.000 persone, potrebbe trarre beneficio dall'impiego di cellule staminali embrionali, vi chiedo di dare una mano alla ricerca medica VOTANDO SI' AL PRIMO QUESITO REFERENDARIO DEL 12 e 13 giugno (quesito relativo alla ricerca sulle cellule staminali).
Permalink: postato alle 05:36 PM
| TrackBack
IL COCCIGE DA VINCI - Terza puntata
di Riccardo Valla

Riassunto. Parigi, estate 2005. Il nuovo conservatore del Louvre viene ucciso dal monaco Valjean. L’ispettore Fouché ne informa Robert Londong, professore americano esperto di religioni.
Capitolo secondo
«Come cittadino americano, voglio parlare con il mio avvocato» disse infine Londong, dopo parecchi minuti di ostinato silenzio.
L’auto era ferma al semaforo, prima di svoltare per il Louvre. Fouché si girò verso il suo passeggero e rise. «Perché? Crede che la ritenga colpevole?»
«Certo, il mio alibi...»
«No, sappiamo benissimo chi è l’assassino. Sommeillère ha fatto in tempo a scattargli una foto con il telefonino. Come dicono al suo paese, l’abbiamo preso con la pistola fumante. Si tratta di una mia vecchia conoscenza, un certo Valjean.»
Permalink: postato alle 02:36 AM
| TrackBack
Domanin: GLI ULTIMI GIORNI DI LUCIO BATTISTI
di Roberto Sturm
Probabilmente troppo abituato all’alto stardard qualitativo della peQuod, recentemente ero rimasto leggermente perplesso da un paio di romanzi – mi riferisco a Disturbando famiglie felici, di Angela Scarparo, e Severo American Bar, del giovanissimo Mattia Signorini, che non mi avevano troppo convinto. Ma dopo questo leggero calo di tono (si tratta comunque di due romanzi più che leggibili e dignitosi), la casa editrice di Ancona si ripresenta in pompa magna con un libro bellissimo. Gli ultimi giorni di Lucio Battisti, di Igino Domanin. In questa raccolta di sei racconti (mai troppo amati in Italia), l’autore mostra di conoscere molto bene l’arte dello scrivere. Il suo stile è lineare e moderno, l’uso della punteggiatura cadenza il ritmo pressante (e non incalzante) delle sue trame, i suoi personaggi delineati magistralmente in poche righe raccontano le storie senza che l’autore cada nel trabocchetto di spiegare. La sintesi che nei racconti convive con un’essenzialità mai banale (qualità fondamentale della narrativa breve) sposa atmosfere sempre azzeccate e realistiche.
Permalink: postato alle 12:13 AM
| TrackBack
Maggio 27, 2005
Cofferati io non ti ho votato
di Chiara Cretella

Ditemi come si fa a vivere tutta la vita in questa città.
Perché rimango a Bologna?
Questa è la città dove non posso più bere una birra in piazza dopo le nove di sera.
Perché rimango in questa città?
Questa è la città dove una stanza singola arriva a costare 500 euro e dove l’aria è ormai catrame. Perché rimango a Bologna?
Questa è la città dove senza una busta paga e una fideiussione bancaria non ti affittano una casa. Dove possono permettersi di chiederti di dichiarare che non farai figli, per lasciare libero presto l’appartamento. Dove ti dicono che non affittano a stranieri, no a studenti, e se siete una coppia dovete essere sposati. Dove per chiederti affitti da 1000 euro si permettono di guardarti in camera da letto.
Io non ho intenzione di sposarmi.
Mi fanno orrore il sempre e il mai.
Permalink: postato alle 02:41 AM
| TrackBack
Freud e il Dr. Buddha
di Mark Epstein
[Dello psichiatra Mark Epstein, una delle voci più autorevoli del neocognitivismo, è stato tradotto in Italia il saggio La continuità d'essere, per i tipi Ubaldini]
La nozione convenzionale secondo cui l’ego è ciò che modula le pulsioni sessuali e aggressive ha portato molti occidentali a equiparare erroneamente il non-io a una sorta di urlo primario in cui si raggiunge finalmente la libertà da tutte le costrizioni limitanti. Il non-io è qui inteso come l’equivalente della potenza orgasmica di Wilhelm Reich, mentre l’ego viene identificato con tutto ciò che irrigidisce il corpo, offuscando la capacità di una catarsi piacevole o impedendo di sentirsi “liberi”. Questo punto di vista, diffuso negli anni sessanta, è ancora profondamente impresso nell’immaginazione popolare. Esso considera la via verso il non-io come un processo di disapprendimento, di abbandono dei ceppi della civiltà per tornare a una schiettezza infantile. Inoltre, tende a romantizzare la regressione, la psicosi e qualsiasi espressione disinibita dell’emozione.
Permalink: postato alle 12:42 AM
| TrackBack
Controllo mentale: il TMAP Project
di Josef Hasslberger
Il Texas Medication Algorithm Project (TMAP) e' stato sviluppato partendo da un finanziamento iniziale di 1,7 millioni di dollari proveniente dalla Johnson & Johnson, fatto pervenire indirettamente da una Fondazione ad essa connessa, e dalla successiva donazione di un'altra sussidiaria Johnson & Johnson, la Janssen Pharmaceutica. E' stato sviluppato ed implementato negli ospedali statali, nelle prigioni, nel sistema di giustizia giovanile e negli orfanotrofi del Texas durante il periodo in cui George Bush era il governatore. Bush ha utilizzato il "sistema sanitario mentale rafforzato" come punto forte della sua campagna presidenziale del 2000. Prima di lasciare il Texas per prendere posto alla Casa Bianca ha raccomandato un aumento di 67 millioni di dollari per pagare farmaci addizionali per le prigioni e per il Sistema di Salute Mentale.
Permalink: postato alle 12:16 AM
| TrackBack
Maggio 26, 2005
IL COCCIGE DA VINCI - Seconda puntata
di Riccardo Valla

Riassunto. Parigi, estate 2005. Il nuovo conservatore del Louvre viene ucciso dal monaco Valjean, il quale poi procede nella sua missione recandosi a Notre Dame
Capitolo primo
Era quasi mezzanotte quando Robert Londong sentì squillare il telefono nella sua camera del Jolly. «Monsieur le Docteur, può passare dalla conciergerie? C’è un signore che la cerca».
«Sì, stavo quasi per scendere, un momento».
Qualche minuto più tardi, il professor Robert Londong, americano, docente di tradizioni religiose in visita sabbatica a Parigi, usciva dall’ascensore al piano terreno e sfoderava un sorriso radioso, quello che riservava ai Potenti della Terra.
Permalink: postato alle 02:33 AM
| TrackBack
Roma in cronaca nera
di Enzo Rava
[Quella che segue è la prefazione che Rava ha appositamente scritto per il suo splendido super-reportage, Roma in cronaca nera, pubblicato nel 1987 e ora riedito da manifestolibri, con postfazione di Giancarlo De Cataldo, l'autore di Romanzo criminale]
Questo testo, pubblicato nel 1987, viene riproposto senza alcuna modifica, neppure quelle che parrebbero ovviamente opportune quali gli esiti di nuove indagini, le eventuali revisioni di processi o la ulteriore vicenda umana dei «personaggi»; e questo perché la raccolta delle storie di «nera» tra il ’45 e il ’75 – offerte dai cronisti d’allora come feuilleton ottocenteschi in stile più o meno giallo – è sottesa dalla opinione che quelle cronache abbiano fortemente contribuito alla assimilazione, alla acculturazione urbana di centinaia di migliaia di immigrati, in buona parte contadini meridionali; cultura che il grande processo di trasformazione del nostro paese da agrario-industriale a neocapitalistico andava anch’esso modificando da quella che era stata alla Liberazione – nel caso di Roma da cultura ancora provinciale se non «paesana» e comunque estranea all’illustre «centro» di nobili ruderi e palazzi del potere a quella propria di una grande città moderna. (Quest’ultima definizione, piuttosto ottimistica, è aperta a qualsiasi obiezione).
Permalink: postato alle 12:20 AM
| TrackBack
Maggio 25, 2005
Paul Verlaine: PARIGI DIVORATRICE DI APOSTOLI
di Chiara Cretella

Paul Verlaine, Parigi divoratrice di apostoli. Sette storie così, Castelvecchi, Roma, 2004, pp. 157, € 15,00.
Negli anni che vanno dal 1888 al 1890, Verlaine pubblicò in rivista la maggior parte delle novelle raccolte sotto il titolo Histoires comme ça, negli stessi anni, precisamente tra il 1886 e il 1891 Verlaine trascorse 952 giorni negli ospedali parigini. Morirà pochi anni dopo, nel 1896, mentre la sua fama cominciava ad allargarsi a buona parte dell’Europa. Ma, fino alla fine dei suoi giorni, Verlaine si chiese che ne sarebbe stato delle sue amate Histoires comme ça, che non riuscirono, mentre l’autore era in vita, ad avere la fortuna della pubblicazione. La curatrice, Claudia Cardone, ricostruisce la “sfortuna critica” di queste novelle, e più in generale della prosa di Verlaine, considerato universalmente prima di tutto un poeta, anzi, “il poeta maledetto” per antonomasia.
Permalink: postato alle 02:33 AM
| TrackBack
GONARS: un campo di concentramento fascista
Un libro che è una lacerante richiesta di ascolto. Una ricerca, partita una decina di anni fa con il rinvenimento nell’Archivio di Stato di Udine di una trentina di sconvolgenti lettere di internati del campo di concentramento di Gonars, in provincia di Udine. In tempi di revisionismo facilone e, per questo motivo, ancora più drammatico, questo saggio si propone di contribuire, attraverso l’approfondimento della storia specifica di questo campo detentivo, a diffondere la conoscenza dei crimini di guerra fascisti nella seconda guerra mondiale. E’ una vicenda tremenda quella che si è svolta a Gonars nel 1942-43, con l’internamento da parte del regime fascista e dell’esercito italiano di molte migliaia di sloveni e croati, uomini, donne, vecchi, bambini e la morte di 500 di essi fra sofferenze inenarrabili. Queste persone provenivano per il 90% dal Gorski Kotar, la regione montuosa a nord-est di Fiume, che subì un vero e proprio martirio da parte dell’esercito italiano.
Permalink: postato alle 12:13 AM
| TrackBack
Maggio 24, 2005
IL COCCIGE DA VINCI - Prima puntata
di Riccardo Valla


I romanzi pubblicati a puntate su Carmilla On Line ci stanno dando soddisfazioni inattese, tra cui un sensibile aumento dei nostri lettori. Per questo, sebbene il fortunato Guerra al sistema di Federica Vicino non sia ancora concluso, proponiamo già un secondo romanzo, completamente diverso dall'altro. Il suo autore, Riccardo Valla (nella foto mentre, da maoista qual è, mostra con orgoglio il Libretto Rosso), è molto noto nel campo dell'editoria: già insegnante, libraio, direttore di collane è oggi, oltre che saggista, un traduttore dall'inglese tra i più apprezzati. Tra le altre cose ha tradotto Il codice Da Vinci di Dan Brown, col quale il romanzo che presentiamo ha qualche attinenza... (V.E.)
Avvertenza dell’autore. Persone, luoghi, religioni, sette, documenti e libri citati in questa narrazione sono puramente immaginari. Anche il Codice Da Vinci. Ciascuno di loro è illusione, Maia. Come tutti noi.
Permalink: postato alle 02:07 AM
| TrackBack
Cronache di Bassavilla 17
IL MARATONETA
di Danilo Arona

Nei microcosmi (il quartiere, le "basseville", i paesi) i soprannomi pesano più dei dati anagrafici. A Bassavilla hanno furoreggiato negli anni lo smilzo, il biondo, l'ammuffito, il Conte, Tamba, Sgnufla, Cipilati, il caimano, il sarto, Putrella, Pagnufli, Baleta, Manina, Tre Ossa, l'Uomo dalle Due Teste e il Maratoneta. Il soprannome in provincia è peggio di una leggenda metropolitana: non te ne stacchi più. A volte ha origini misteriose, in altri casi se la gioca in caricatura oppure esibisce una valenza (ironica) con un mestiere o un hobby di riferimento (il "sarto" faceva veramente il sarto, anche se nessuno indossò mai un vestito da lui prodotto).
Permalink: postato alle 01:17 AM
| TrackBack
Maggio 23, 2005
Che cos'è il flamenco
di Daniel Gája e Jana Drdácká
(Traduzione di Lenka Staníčková, foto di Petr Kadlec)

Introduzione
Il flamenco é forse il simbolo più noto e più importante del folclore spagnolo (detto più precisamente: della Spagna meridionale-andalusa). Anche se, in linea di massima, si tratta di un fenomeno musicale e di danza, supera ampiamente i limiti della musica e del ballo e influenza altri tipi di arte (ed é anche influenzato da loro) come per esempio il cinema, il ballo moderno, la pittura e anche la letteratura.
La bellezza, l’attrazione, il valore artistico e la difficoltà del flamenco hanno fatto sì che, come poche altre forme di folclore, si sia diffuso lontano dalla frontiera del paese di origine. In tutto il mondo esistono le scuole di flamenco, nella Spagna meridionale viene gente da tutto il mondo per imparare a ballare il flamenco, i teorici della musica esaminano le sue euritmie e i ritmi sofisticati, i letterati studiano poi la poesia plebea contenuta nei testi delle canzoni.
Permalink: postato alle 02:31 AM
| TrackBack
IL DILEMMA DI BENEDETTO XVI
di Francesco Scalone
Che il successore di Giovanni Paolo II si sarebbe chiamato Benedetto XVI , gli appassionati di fantascienza lo sapevano già da quando fu eletto, nel 1978. Il numero 745 di Urania, pubblicato nel marzo di quel fatidico anno, si intitolava infatti Il dilemma di Benedetto XVI. Il racconto, scritto da Herbie Brennam, è un po’ la dimostrazione di quanto la fantascienza possa guardare avanti. In un futuro non ben definito, Brennam immagina che il Vaticano sia stato trasferito a Ginevra e ricostruito più o meno pietra su pietra. Non è spiegato bene il perché, ma tra le circostanze più divertenti ci sono i centurioni mandati dal comune di Roma a sostituire le guardie svizzere e i programmi trasmessi in olografia da TeleVaticano. In realtà, mimetizzati sotto una patina straniante, quasi surreale, Brennam tratta i materiali tipici dell’utopia negativa: sullo sfondo, infatti, c’è la vicenda di Victor Ling, il tiranno che opprime il popolo di Anderstraad con la sua dittatura sanguinaria. I protagonisti del racconto riconosco in lui il nuovo Hitler, l’ennesima incarnazione del male. Leggere ulteriori riferimenti alla situazione attuale sarebbe un giochino fin troppo facile (ma viviamo o no nell’epoca in cui si vanno realizzando le peggiori visioni distopiche?).
Permalink: postato alle 12:16 AM
| TrackBack
Maggio 22, 2005
GUERRA AL SISTEMA - Ottava puntata
di Federica Vicino

IV
- Il senso di disagio accentua le difficoltà di elocuzione. La colpa è un po' di tutti noi: dovremmo riuscire a trasmettere a questa creatura maggiore sicurezza.
Disagio. D - i - s - a - g - i - o. So dirlo. Già da ieri so dirlo. E quel che è peggio: so cosa significa.
Questa dottoressa mi osserva con più freddezza degli altri. Mi guarda fisso, come se mi cercasse qualcosa dentro. Di lei ho paura; di lei che si finge mia amica, e continua ad invitarmi a parlare, ho paura.
E' così da due giorni, ormai; da quando mi sono svegliata. Vogliono ad ogni costo che io parli: non so perchè, ma fanno di tutto perchè io parli.
Permalink: postato alle 01:58 AM
| TrackBack
Maggio 21, 2005
IL REGISTRO DELL'INQUISIZIONE SICILIANA, 1487-1732. Parte 4 di 4

Ci scusiamo per il ritardo con cui pubblichiamo questa quarta parte del registro dell’Inquisizione siciliana, tanto più utile ora che, con l’elezione di un papa proveniente dall’ex Santo Uffizio, gli scritti di impostazione revisionista rischiano di crescere a dismisura. C’è anzi chi ha già cominciato: cfr. F. Cardini, M. Montesano, La lunga storia dell’Inquisizione. Luci e ombre della “leggenda nera”, ed. Città Nuova, 2005. Del resto, lo stesso Franco Cardini, nella sua introduzione a B. Gui, Il Manuale dell’Inquisitore, Claudio Gallone editore, Palermo, 1998, pp. XXI-XXII, aveva limitato a 29 le vittime degli inquisitori siciliani. Come si vedrà scorrendo il nostro elenco, si tratta di una bugia colossale. (V.E.)
Permalink: postato alle 03:22 AM
| TrackBack
Maggio 20, 2005
A. Novelli, G. Zarini: SOLUZIONE FINALE
di Daniela Bandini
Andrea Novelli, Giampaolo Zarini, Soluzione finale, Marsilio Farfalle, 2005, pp. 379, € 16,50

Entriamo ora nei panni di Sean McQuillan, newyorkese, professione pediatra al Downtown Hospital. Muore un bambino, Ralph Friedman, edema celebrale è la prognosi fatale. Ma qualcosa non quadra. Anzitutto la morte sopraggiunge immediata, compulsiva, eccessivamente frettolosa e spietata,: quasi troppo determinata a svolgere il suo compito senza lasciare traccia di sé oltre le deformità innaturali modellate sul cranio della vittima. Una morte del genere va indagata, è necessaria un’autopsia, l’ospedale e la famiglia negano, e ogni divieto è un incoraggiamento per proseguire laddove l’ostacolo comincia a definirsi. Le pagine dell’autopsia sono un autentico capolavoro: descrivono come questa prassi, divenuta usuale ai nostri orecchi grazie alla cronaca, sia in realtà una sconvolgente pratica che solo la ripetitività dell’operazione può rendere “di servizio”, allontanando il sospetto dell’atto morboso. .
Permalink: postato alle 03:05 AM
| TrackBack
Maggio 19, 2005
Per Giorgiana Masi
 Le recenti dichiarazioni di Francesco Cossiga sull'omicidio di Giorgiana Masi [nella fototessera a sinistra], avvenuto durante una manifestazione romana il 12 maggio 1977, riaprono i portali dell'orrore civile e del nostro sconcerto. Ci sembra doveroso sottolineare l'ampia deriva revisionista sulla storia degli anni Settanta, di cui le affermazioni di Cossiga sono solo l'ultima evenienza, invereconda e strumentale, che siamo costretti a registrare in ordine di tempo. Questo atto di deliberato misintendimento e di aggressione alla memoria fa seguito alle dichiarazioni che lo stesso Cossiga - peraltro il politico che più insiste per una pacificazione pratica della questione degli anni di piombo - rilasciò due anni fa alla trasmissione Report [qui la trascrizione integrale]: "Altro segreto che io mantengo, ma non segreto di Stato, per esempio, non l'ho mai detto alle autorità giudiziarie e non lo dirò mai: i dubbi che un magistrato e funzionari di polizia mi insinuarono sulla morte di Giorgiana Masi. Se avessi preso per buono ciò che mi avevano detto sarebbe stata una cosa tragica". Si pensò, ai tempi, all'eventualità che Giorgiana Masi fosse stata uccisa di proposito, e non accidentalmente, dalle forze dell'ordine. Oggi Cossiga sorprende tutti, al suo solito, con la tesi sconcertante che la giovane sarebbe stata sacrificata da compagni del movimento, in una logica di gioco al rialzo dello scontro armato. Di mezzo ci vanno milioni di italiani che, a differenza del reticente testimone, ai tempi ministro dell'Interno, non possono sedarsi coi sali di litio. E viene una volta di più calpestata la dignità di una giovane donna, che perì e fu insultata dallo zero al quoto prodotto dalle successive inchieste.
Per questo motivo, per ristabilire la vera verità di storici sospetti e per onorare la memoria di Giorgiana Masi, produciamo qui di seguito un articolo di Camilla Cederna, risalente al '79, sul Libro bianco che i radicali realizzarono sull'omicidio [qui integralmente consultabile in anastatica digitalizzata]. In calce, i link ai file audio dello speciale realizzato da Radio Radicale sull'assassinio Masi. [gg]
Permalink: postato alle 12:15 AM
| TrackBack
G. Toni, G. Ruggerini: GLI STILI NEL TEMPO
Una lettura dell’immaginario della modernità tra arte e costume
di Antonio Cerchiari

Gioacchino Toni, Gianluca Ruggerini, Gli stili nel tempo. Eesperienze artistiche ed elementi di costume nell’età moderna, Edizioni Clitt, Roma 2005, 352pp, Euro 22,40
[Attualmente il volume è in vendita solo presso le librerie che trattano testi scolastici. La redazione di Carmilla On Line, con cui uno degli autori, Gioacchino Toni, ha più volte collaborato, si associa al recensore nell'auspicare che l'opera sia diffusa anche nelle librerie normali. Si tratta infatti di un'introduzione alla storia dell'arte e del costume capace di interessare, per l'intelligenza e la novità della sua concezione, lettori d'ogni tipo.] (V.E.)
Gli stili nel tempo rappresenta un’importante novità in ambito editoriale, visto che si tratta del primo esempio di manuale che collega con metodo esperienze artistiche e costume, in senso lato, ed abbigliamento, in senso stretto.
Permalink: postato alle 12:04 AM
| TrackBack
Maggio 18, 2005
NO alla Costituzione Europea!
di ATTAC ltalia

[I francesi saranno tra pochi giorni chiamati a votare la cosiddetta "Costituzione europea": un documento goffo e balordo teso a rendere permanenti, in Europa, i cardini del neoliberismo e la sottomissione militare agli Stati Uniti. Sono pochi i paesi che, come la Francia, sottopongono il documento al suffragio dei cittadini. Nella maggior parte degli Stati europei, tra cui l'Italia, la Costituzione è votata dai parlamenti senza che la cittadinanza possa nemmeno conoscerne i contenuti. Il che fa capire da quale "afflato popolare" nasca lo scartafaccio. Già si sente dire in giro che, se i francesi votassero NO, darebbero prova di antieuropeismo. E' vero il contrario. Per farlo capire, riprendiamo dal sito di Attac Italia l'analisi più chiara apparsa finora su una Costituzione ignota ai più. Nella speranza che la Francia, con un NO deciso, salvi anche noi da una svolta autoritaria sempre più accentuata.] (V.E.)
Attac Italia, in nome di un'altra Europa possibile, di un'Europa di pace e di diritti ì dice NO alla Costituzione Europea
Permalink: postato alle 03:18 AM
| TrackBack
GUERRA AL SISTEMA - Settima puntata
di Federica Vicino

SEGMENTO B: L'ELEMENTO MASCHILE
I
- E va bene: d'accordo, signor... signor?
- Drexter.
- Signor… Drexter?
- Drexter. Eric Drexter.
- Va bene, signor Eric Drexter: la ascolto.
Non facile ottenere l'attenzione di questo figlio di puttana qua. Cacciatore di notizie, lui: vale a dire uno che sbava per uno scoop, come si sbaverebbe per una delle donne dei commercial in 3D. So cosa vuol dire: l'ho fatto anch'io, il giornalista. Mi è capitato di farlo, perchè so scrivere. Scrivere è l'unica cosa che mi riesce di fare; ce l'ho nel DNA. Così, a scuola, gli pseudoinsegnanti che ridevano dei miei capelli blu mi dissero: fa' il giornalista! - e io, mite e remissivo come sempre, ho fatto il giornalista. Mi avessero detto "fa' l'ascensorista" non sarebbe cambiato un bel niente. Sarei comunque insoddisfatto e disoccupato.
Permalink: postato alle 02:42 AM
| TrackBack
Maggio 17, 2005
Johnson: I GIORNI E GLI ANNI 2.0
di Delia Angiolini e Nicola Pasqualetti
[I giorni e gli anni - Dalla vita di Gesine Cresspahl è il Moby Dick europeo della seconda metà del Novecento. Il capolavoro di Uwe Johnson approda al secondo volume, grazie a Feltrinelli, che lo pubblica ora nella sua splendida collana Le Comete. Riproduciamo qui la nota introduttiva dei due bravissimi traduttori. gg]
In quanto frutto estremo della parabola evolutiva del romanzo europeo, Jahrestage partecipa di quegli oggetti che hanno un sottile ma continuo crescendo émouvant fino all’epifania del senso; e il movimento è nel senso di scoprire solo alla fine insieme la risposta e la domanda. Il successo del genere giallo si basa su un movimento contrario: ad una domanda iniziale (chi è l’assassino?) fa seguito un crescendo thrilling fino allo scoprimento del colpevole. In comune c’è un gusto per l’investigazione e per il progressivo disvelamento: nel primo caso è lo status (declinante e in crisi) della forma romanzo nella società borghese a fornire l’indispensabile consenso, la venia scribendi, e il lettore si dispone per inerzia dal XIX secolo di buon grado o suo malgrado a leggere il “torso colossale”; nel secondo caso è l’obbligatorietà dell’azione penale a dare venia (anche) al commissario di riflettere sul mondo, o meglio: sulla debilitata ragione del mondo, per dirla con Carlo Emilio Gadda.
Il secondo Novecento, fase estrema di questa forma come grandioso progetto di riscatto dall’oblio, ha prodotto Jahrestage di Uwe Johnson (1970-1983) e La Vie mode d’emploi di Georges Perec (1978).
Permalink: postato alle 12:07 AM
| TrackBack
Carver: "Loro non sono tuo marito"
di Raymond Carver
[da "Da dove sto chiamando", 1976 - edizione italiana: Minimum Fax, per la traduzione di Riccardo Duranti]
Earl Ober faceva il rappresentante di commercio: aveva appena lasciato un lavoro e ne stava cercando un altro. Però sua moglie Doreen aveva trovato un posto di cameriera nel turno di notte di una tavola calda di periferia aperta ventiquattr' ore su ventiquattro. Una sera che se ne stava andando in giro a bere, Earl decise di fare un salto in quel locale per mangiare un boccone. Voleva vedere dove lavorava Doreen e provare magari a scroccare qualche cosa.
Si sedette al bancone e si mise a esaminare il menù.
"Che ci fai tu qui?", gli chiese Doreen appena lo vide seduto lì.
Si voltò per passare un'ordinazione in cucina. "Che cosa vuoi ordinare, Earl?", disse poi. "Tutto bene a casa, i ragazzi?"
"Tutto. bene", rispose Earl. "Dunque, vorrei del caffè e uno di quei panini del Numero Due".
Doreen prese nota sul suo blocchetto.
"C'è mica modo di... hai capito?", le disse, strizzando l'occhio.
"No", disse lei. "Non mi parlare. Ho da fare".
Permalink: postato alle 12:06 AM
| TrackBack
Maggio 16, 2005
Cronache di Bassavilla 16
VIRUS
di Danilo Arona

Ne abbiamo già parlato. In gergo giornalistico, superficialmente esoterico, chiamansi "maledizioni". Sono tornate d'attualità causa i troppi suicidi nel carcere di Sulmona. Quelli che "ci capiscono", sostengono che la chiave interpretativa risiede di solito nel primo anello della catena. A Sulmona, a monte dell'ondata dei suicidi "ravvicinati" (perché prima ve ne fu una serie, come dire, più diluita nel tempo), abbiamo quello - dicono inspiegabile - della direttrice del carcere che si fece saltare le cervella con la sua pistola. E' lì che bisogna indagare.
Permalink: postato alle 02:14 AM
| TrackBack
Maggio 15, 2005
Un western breve: APPUNTAMENTO A WACO
di Francesco Cortonesi
I
La storia che voglio raccontarvi si svolge interamente a Waco, Texas, anche se gli eventi destinati ad essere incisi per sempre nella memoria di ogni americano si erano dati un appuntamento inderogabile a Richmond, Virginia.
In quei freddi giorni di Aprile il generale Grant, al comando dell’esercito nordista, entrava vittorioso nel cuore della Confederazione sudista.
Richmond capitolava... e in pochi giorni, la maggior parte delle sue case, ridotte a cumuli di cenere venivano trascinate via, dal vento che soffiava da nord.
Ma in fondo questa è un'altra storia...
Torniamo a Waco.
Viveva li, da alcuni giorni, una delle leggende di tutta la Confederazione. Si chiamava Dolores W. Aveva i capelli lunghi del colore dell’oro...quell’oro che i primi pionieri si erano visti brillare tra le mani, setacciando i fiumi del nord. I suoi occhi castani erano così intensi che, a volte, avevi la chiara impressione che fosse in grado di leggere nel pensiero.. e di prevedere le tue mosse.
Forse per questo era riuscita ad uccidere cosi tanti uomini in duello.
Permalink: postato alle 12:11 AM
| TrackBack
Il mito di Marte nella SF americana
di Alessandra Francesconi
Ora che Marte si è trasformato in “attualità”, che è visibile – e per certi versi
“visitabile” – in televisione, sui giornali e su internet, sembrano lontani i tempi in cui a vedere
il pianeta rosso erano soltanto gli occhi allenati degli astronomi e la fantasia degli scrittori.
Eppure, a ben guardare, l’inizio dell’era marziana in cui ci troviamo non risale che a una
quarantina di anni fa, quando la sonda americana Mariner 4, nel 1965, inviò le prime immagini
ravvicinate del pianeta. Prima di allora la storia di Marte si presenta come un insieme di
osservazioni, intuizioni, supposizioni, e molto spesso di veri e propri abbagli e costruzioni
della fantasia. E sono stati proprio gli astronomi, a volte, i più inclini a valicare i limiti della
scienza per dar libero sfogo all’immaginazione, come nel caso della celebre questione dei
“canali”, che a fine Ottocento divise la comunità scientifica e alimentò le più incredibili ipotesi
circa la natura del pianeta.
Permalink: postato alle 12:00 AM
| TrackBack
Maggio 14, 2005
Burroughs: Il nuovo manuale delle Giovani Marmotte
di William S. Burroughs
Assassinio Per Lista (APL)
Assassinio per lista? I soliti bersagli, i politici, gli antinarcortici, i piedipiatti? Sono solo servi che obbediscono agli ordini. I veri bersagli non sono uomini di facciata, ma quelli più in alto, che stanno dietro la scena. Annunciate che avete un'intera lista di questi controllori segreti e che li ucciderete uno dopo l'altro. La lista è di pura fantasia, naturalmente, ma i veri pezzi grossi si esporranno da soli ben presto. Così, tanto per cominciare, assassiniamo un banchiere svizzero, che tanto non si sbaglia mai. Se avete una lista di banchieri svizzeri estrarrete il suo nome dal cappello. Questo è l'Assassinio Per Lista (APL). I ricchi ed i potenti rintanati dietro guardie e reti elettriche.
Permalink: postato alle 12:06 AM
| TrackBack
Maggio 13, 2005
Letteratura di cartone
IL REVIVAL DEGLI ANNI OTTANTA
di Chiara Cretella

Da un po’ di anni vanno forte, specialmente in area emiliana, i GEM BOY, un gruppo musicale composto da ragazzi trentenni che stravolgono le sigle dei cartoni animati, un giochino che la mia generazione ha fatto per tutta l’infanzia. Era quasi un esperimento d’avanguardia quello di trovare la rima più triviale e ridanciana. Tra suoni elettrodance e campionature robotiche, i GEM BOY riportano sul palco l’iconografia di gomma e plastica che popolava le nostre stanze da letto, tra barbie sventrate e spogliate per vedere cosa avevano come genitali, robottini di Goldrake e primi automi semoventi la cui voce sembrava provenire dall’oltretomba. Il tutto popolato da mostri appiccicosi dai colori sovrumani, rosa Big Babol e giallo evidenziatore, che, partoriti dalle patatine San Carlo, facevano urlare di paura le bambine a cui i maschietti li tiravano addosso. Antenati del Tamagochi, i bambolotti calvi chiedevano l’attenzione della piccola mamma, reclamando la poppata come piccoli esorcisti.
Permalink: postato alle 12:58 AM
| TrackBack
ELIZABETH BATHORY, LA TORTURATRICE
di Giuseppe Genna
Una biografia che è automaticamente un romanzo, ma anche una discesa agli inferi. Un horror che potrebbe apparire il vertice di una fantasia malata, e invece è un'opera storica, che racconta uno degli apici più celebri del Male fattosi carne. Una catabasi allucinante in segrete sotterranee in cui corpi femminili vengono dilaniati in misteriosi rituali, si compiono inimmaginabili devastazioni fisiche e mentali, in un crescendo di misticismo sanguniario che segna la memoria umana per sempre. Angelo Quattrocchi racconta la vita, le crudeli nequizie e l'altrettanto crudele fine di una delle molte incarnazioni nere del mito di Carmilla: cioè Elizabeth Bathory, la Torturatrice, la cui vicenda terrestre potrebbe essere almanaccata come l'epica fabulistica di un Dracula al femminile, donata all'umanità dalla medesima regione che diede i natali al principe dei vampiri - l'atrabiliare Transilvania. Però, mentre il conte Dracula era storicamente altro da quello passato alla leggenda, Elizabeth Bathory fu tout court quello che si mormora atterriti dopo secoli: la più barbara serial killer della storia, una specie di demone assetato della vita altrui, un'alchimista delle interiora e degli spiriti umani, un'aguzzina spietata e memorabile.
Permalink: postato alle 12:39 AM
| TrackBack
Maggio 12, 2005
Hunter Thompson: HELL'S ANGELS
di Giuseppe Genna
Nel 1965 il procuratore generale della California distribuì un dossier sul club motociclistico degli Hell's Angels, la tribù di incontrollabili che cavalcavano bolidi e scorrazzavano impuniti per la nazione. Il funzionario di polizia cercava di porre rimedio a un dilagare di crimini commessi da questo gruppo che si era via via connotato come élite fuorilegge. I numeri erano impressionanti: gli Hell's Angels avevano collezionato, ai tempi, 874 arresti, in pratica due carcerazioni per ogni membro del club. Le cifre sarebbero anche state più sconcertanti, se i motociclisti non avessero intimidito una marea di possibili denuncianti. I reati spaziavano dalla rapina al tentativo di omicidio, passando per razzie e violazione della legge sul comune senso del pudore. Irredimibili e incorreggibili, gli Hell's Angels erano una minaccia per ogni buon borghese americano. Appena sentì puzzo di zolfo, il fondatore del gonzo journalism, l'indimenticabile Hunter Thompson, ci si buttò a pesce e divenne il cartografo di questo continente demonico e totalmente alla deriva. Hell's Angels (ShaKe, € 16) è il deposito di quell'opera di mappatura, che soltanto un Caboto dello stile e dell'anticonformismo come Thompson poteva stendere.
Permalink: postato alle 12:06 AM
| TrackBack
Maggio 11, 2005
La carne, il sangue e Alan D. Altieri
di Valerio Evangelisti
 (La presente recensione è apparsa in forma ridotta su La Repubblica - Bologna del 10 maggio 2005. Questo è il testo integrale.)
Capita spesso che, quando mi si chiede quali romanzi abbia letto di recente e mi siano piaciuti, io mi trovi in imbarazzo. Ciò che scrivo personalmente mi induce a interessarmi marginalmente di narrativa, specie italiana, e molto invece di saggistica. Esistono però nomi che riescono a strapparmi alle letture consuete, perché ritengo le loro opere irrinunciabili. Uno di questi nomi è Alan D. Altieri.
Non sembra nemmeno italiano, ma in realtà si tratta dello pseudonimo di Sergio Altieri. Non uno di quegli pseudonimi che possono attirare il lettore per il loro esotismo. Altieri trascorre in effetti parte dell’anno negli Stati Uniti, lavora a Los Angeles come sceneggiatore ed è là che è nato quell’ “Alan D.”. Per il resto vive a Milano, ma è di stirpe romagnola, che conserva non nell’accento, ma nel carattere.
Permalink: postato alle 02:27 AM
| TrackBack
Torna la Trilogia degli Illuminati!
di Giuseppe Genna
Di fronte a tanto Dan Brown, ci voleva una terapia. Le terapie letterarie sono spesso esilaranti. Pur rimanendo nell'àmbito del delirio e del fantastico, la terapia letteraria è un atto di desacralizzazione totale, di illuminismo al cubo. E' perciò con rinnovato sollievo che accogliamo il clamoroso ritorno di uno dei libri più belli che ci sia capitato di leggere negli anni Novanta, quando già l'ideologia cospirazionista scricchiolava ed era pronta a trasformarsi, via via, in rivolo à la page del New Age e poi in moda da supermarket: L'occhio nella piramide di Robert Anton Wilson e Robert Shea, ora riportato in catalogo dalla gloriosa ShaKe, è uno dei primi e più clamorosi esempi di avantpop vent'anni prima dell'avantpop, e resta una pietra miliare nella lotta letteraria al pensiero unico, al fumus persecutorio, al pogrom della fantasia che soprattutto il white trash americano ha propalato per anni ovunque.
Permalink: postato alle 12:41 AM
| TrackBack
Legambiente: La chimera delle bonifiche
[dal dossier di Legambiente, consultabile integralmente in formato pdf qui]
L’amianto dei poli industriali che producevano l’eternit a Casal Monferrato,
Bagnoli, Broni o Bari, e quello delle cave da cui veniva estratto a Balangero ed
Emarese. I policlorobifenili a Brescia, gli Ipa nelle acque sotterranee di Falconara
Marittima, Bagnoli e Gela, i solventi organoalogenati della bassa valle del Chienti
nelle Marche e poi la diossina a Pitelli e Marghera [nell'immagine a destra] e le ferriti di zinco a Crotone. E
ancora il mercurio scaricato in mare a Priolo e nella laguna di Grado e Marano, il
cromo esavalente della Stoppani nelle falde acquifere di Cogoleto, il cadmio nel
suolo e nel sottosuolo di Livorno e il Ddt nel lago Maggiore.
E’ lungo e impressionante l’elenco dei veleni che inquinano le 50 aree censite
finora nel Programma nazionale di bonifica: 154mila ettari di territorio
contaminato, di cui poco meno della metà - 74mila - solo a Casal Monferrato,
circa 14 mila nel litorale domitio-flegreo e nell’agro aversano, 5.800 a Brindisi e
3.500 a Porto Marghera.
Permalink: postato alle 12:06 AM
| TrackBack
Maggio 10, 2005
Smacchianera: il caso degli omissis spariti
di Giuseppe Genna
La vicenda dello svelamento degli omissis nel rapporto della commissione americana sull’omicidio del povero Calipari, avvenuto il primo maggio scorso, assomiglia inquietantemente a un’evenienza medievale (il che è opportuno: stiamo vivendo forse una sorta di medioevo in chiaro). E’ come la storiella del ragazzino che, vedendo il re nudo, mentre tutti i sudditi tacciono per pudica paura, con gioiosa ingenuità urla ai quattro venti la scandalosa verità. In questo caso l’ingenuo ragazzino è tutt’altro che ingenuo e ragazzino, anche se i media di casa nostra lo dipingono per tale: si chiama Gianluca Neri [nell'immagine a destra], ha gli anni di Cristo quando morì, ha lavorato a Cuore, ha fondato lo storico portale web Clarence e oggi gestisce un popolarissimo blog (macchianera.net). Con un taglia & incolla di quelli che chiunque pratica in ufficio, ha levato le pecette al rapporto, sfondando il Fort Knox in cui gli Usa avevano rinchiuso l’estremo insulto a Calipari e all’alleato italiano.
Permalink: postato alle 12:33 AM
| TrackBack
GUERRA AL SISTEMA - Sesta puntata
di Federica Vicino

4. IL PIANO DI DECONTAMINAZIONE (antefatto)
Si cominciò con l’idroscalo. E non perché Boris Durkneim fosse andato a contagiarsi con una puttana dell’idroscalo o perché effettivamente si trattava del quartiere col maggior numero di contagi: no. Si cominciò con l’idroscalo per via di Fernando Savio Antigua.
Fernando Savio Antigua era un palazzinaro e il suo curriculum vitae la diceva lunga su quanto e quale rilievo potesse avere in ambienti ministeriali un progetto da lui presentato. Amico personale del sottosegretario all’edilizia urbana residenziale di tipo A, tale colonnello Aristeo Vaime; assiduo frequentatore della casa d’appuntamento di Aleksa Drexter; già responsabile dell’arredo urbano dell’Agglomerato Nord (quello dei vip); già presidente dell’Ordine Professionale dei Costruttori Edili indipendenti (ex costruttori abusivi – ma questo non lo diceva mai nessuno); progettista degli uffici centrali dell’emittente satellitare di Stato, al secolo Interchannel Plus.
Permalink: postato alle 12:22 AM
| TrackBack
Bifo su Gibson: "Smarriti nel cyberspazio"
di Franco Berardi Bifo
[da QUEER, inserto di Liberazione]
Se cerchiamo un orizzonte comune della sensibilità e dell'attesa collettiva ci incamminiamo per un sentiero oscuro: ci sono flussi immaginari universalmente diffusi? Esiste qualcosa come un comune presentimento del futuro? Con una delle sue intuizioni migliori, William Gibson ha coniato l'espressione "Neuromanzia", per intendere una sorta di divinazione che, al modo in cui gli antichi aruspici scrutavano le viscere degli animali o le evoluzioni degli uccelli nel cielo, scruta i flussi immaginari che si stratificano nel Mediascape globale, e nel sistema nervoso interconnesso dell'umanità.
Permalink: postato alle 12:14 AM
| TrackBack
Maggio 09, 2005
Cronache di Bassavilla 15
STREGHE AL TRAMONTO
di Danilo Arona

Alcuni anni fa fomentai, del tutto involontariamente, la giornalista Paola Santoro a scrivere un articolo per La Repubblica sulle "Masche" tuttora in attività nei dintorni di Bassavilla. Credo sia utile riproporlo oggi in questa rubrica data la sua casuale e presaga sintonia con le "cronache". Avviso per i naviganti: è ancora tutto uguale. Al di là della lira raddoppiata in euro, nulla è cambiato.
Ad Acqui Terme vive O., l’ultima delle streghe, o delle Masche, come le chiamano da queste parti: prepara intrugli e fatture d’amore e morte, proprio come facevano le sue ave quattro secoli fa, prima che l’Inquisizione facesse tabula rasa di riti e credenze pagane ostili alla fede cattolica. Le masche del ‘600 celebravano i loro sabba sul Monte Stregone, un montarozzo da sempre incolto nel cuore dell’Alto Monferrato, terra di veggenti e guaritrici, di streghe e rabdomanti. “La vite non attecchisce su quel colle”, dicono gli anziani, “le strie non vogliono. Quello è il loro regno. Ci vengono ancora a danzare invocando il demonio”.
Permalink: postato alle 03:18 AM
| TrackBack
Maggio 08, 2005
Wright: L'ETA' DELL'ORO
di Francesco Scalone
Nell’Età dell’oro (Editrice Nord, € 16.50), John C. Wright immagina un futuro lontanissimo in cui migliaia di anni di continuo progresso economico, sociale e scientifico hanno resa perfetta la società. Immortalità per tutti, ma soprattutto pace e tranquillità in un mondo senza più crimini, guerre e schiavitù dal lavoro. Mentre l’umanità è libera di sperimentare e sognare, l’ennesima rilettura del cyberspace gibsoniano si ammanta di una più suggestiva dimensione onirica ed estetica, diventando lo spazio sogno in cui tutte le menti sono immerse.
La mutazione antropologica descritta da Wright, in realtà, è talmente radicale e profonda che la specie sapiens risulta nei fatti estinta: non si può parlare più di evoluzione, ma di una totale dissoluzione in una pluralità di soggetti e forme post-umane.
Permalink: postato alle 12:06 AM
| TrackBack
Il paradigma post-petrolifero
di Walter Youngquist
È difficile immaginare nel dettaglio un mondo senza petrolio, ma alcuni aspetti del paradigma post-petrolifero possono essere previsti con un certo grado di sicurezza. Dovranno essere impiegate tutte le fonti di energia economicamente possibili, ma sostituire il petrolio nella sua grande versatilità probabilmente non sarà completamente possibile. Sostituire il ruolo del petrolio e del gas insieme nella produzione agricola sarà il problema maggiore, e potrebbe trattarsi di un problema non completamente risolvibile. La popolazione mondiale dovrà essere resa compatibile con minori quantità di cibo per mezzo di una sua riduzione.
Permalink: postato alle 12:02 AM
| TrackBack
Maggio 07, 2005
Doctor Stoker, I suppose...
di Biagio Catalano

Abraham era un "tipo strano"; terzo di sette figli, fino all'età di sette anni rimase costretto nel suo lettuccio, affetto da malattie che nessuno riusciva a diagnosticare. Eppure, dopo quel periodo la vita di quel fanciullo malaticcio mutò quasi del tutto direzione: amico di personaggi "particolari" come Wilde e Byron, provvisto di un'ottima cultura personale, il triste ragazzino apatico si trasformò in un gigante dai capelli rossi, conseguì la laurea in matematica, divenne un atleta di indubbie doti e l'agente teatrale di uno dei maggiori attori dell'epoca, oltreché uno degli scrittori più famosi della letteratura moderna.
Permalink: postato alle 05:14 AM
| TrackBack
Maggio 06, 2005
Giuseppe D'Agata: I RAGAZZI DEL COPRIFUOCO
di Daniela Bandini

Giuseppe D'Agata, I ragazzi del coprifuoco, Dario Flaccovio Editore, 2005, pp. 254, € 14,00.
Quest’ opera di Giuseppe D’Agata è particolare, per due motivi: pur essendo un libro di memorie nel quale si intrecciano un presente disperato e un passato in costruzione non vuole essere un’apologia del rimpianto né un inveire contro un destino cieco e baro. Non rimane in bocca quello stucchevole sapore di rammarico, tanto caro e sofferto sentimento nel quale spesso involontariamente si crogiolano gli anziani. C’è una parola, breve e potente che riassume il tutto: prima. Prima del 25 aprile 1945, prima della maturità, prima che il mondo fosse quello che è oggi.
Permalink: postato alle 06:17 AM
| TrackBack
Maggio 05, 2005
In urto con il proprio tempo
di Massimo Cappitti

[E' da poco in libreria il n. 22 di Hortus Musicus, che in passato abbiamo più volte definito una delle migliori riviste politico-culturali italiane, per non dire la migliore in assoluto. Per gentile concessione del direttore Roberto De Caro ne riproduciamo l'editoriale, a firma di Massimo Cappitti. Vi si celebra un quinquennio di vita di una pubblicazione anticonformista, ricchissima nei contenuti ed elegantissima nella confezione.]
Ad una umanità liberata dovrebbe toccare, purificata, l’eredità del proprio passato.
Ciò che una volta è stato vero in un’opera d’arte ed è stato smentito dal corso della storia può tornare ad aprirsi solo quando sono mutate le condizioni per causa delle quali quella verità dovette essere cancellata: tanto profonda è in estetica la compenetrazione del contenuto di verità e storia.
(Th.W. Adorno)
È inevitabile che una rivista si interroghi sul frangente storico nel quale le è dato di vivere e sulle possibilità che ha di incidervi e, soprattutto, quando ambisca, come Hortus Musicus, a svolgere una critica radicale dell’esistente, debba riflettere – senza reticenze o indulgenze nei confronti di tradizioni, pur nobili, di pensiero – sulla natura plurale e ambivalente della propria epoca. Il compito di una rivista di questo genere è quello, allora, di passare la propria mano contropelo sul dorso del tempo, di entrare, cioè, in urto con la violenza e la stupidità dilaganti, con la riduzione delle vite a merce, con l’uso generalizzato ed esibito della forza dei racket che governano gli stati.
Permalink: postato alle 03:05 AM
| TrackBack
Maggio 04, 2005
A tanto caro sangue
di Giuseppe Genna
 "E' più giusta, ha più stoffa la tua pena.
E intanto non riesco a consolarti,
mio affannato, tremante, altero amore!"
Giovanni Raboni, A tanto caro sangue
La storia la fanno i tribunali. La storia si paga. Quali tasche alleggerisce la storia? Tasche arteriose, pretendendo l'obolo di sangue che la rappresentazione shakespeariana ci ha insegnato essere il monoreddito della storia stessa. Talvolta, però, ci vanno di mezzo i conti correnti. Nel caso dell'incredibile sentenza di terzo grado relativa ai fatti di piazza Fontana, i conti correnti ci vanno di mezzo due volte: la prima, al momento dell'attentato in banca; la seconda, trentasei anni dopo, con i parenti delle vittime che vengono costretti a sborsare il corrispettivo delle spese processuali. E' indecente. Che perlomeno lo Stato annullasse i suoi compensi, azzerasse le spese di cancelleria. Che gli avvocati di parte civile chiedano di più ai prossimi clienti, ma non pretendano un euro da gente che è stata moralmente sfigurata almeno tre volte, dal lutto barbaro, dall'attesa invereconda (trentasei anni...), da una sentenza che cavillosamente annulla una verità che è sotto gli occhi di tutti, da sempre.
La storia dell'Italia contemporanea comincia nel sangue e continua nel fango morale, scandita a colpi di ordigni e a colpi di sentenze assolutorie. In mezzo, il baratro civile di una nazione piagata dalle ferite dei più immondi segreti, afflitta dall'impotenza che la coglie quando cerca di comprendere la sua stessa storia.
Permalink: postato alle 12:15 AM
| TrackBack
Maggio 03, 2005
GUERRA AL SISTEMA - Quinta puntata
di Federica Vicino
[Qui tutte le puntate del romanzo]
3. SOLUZIONI DI COMODO
- La peste dei sobborghi non è un problema solo suo: la peste dei sobborghi è una minaccia per tutto il regime.
Aleksa Drexter accavallò le gambe di modo che il rigoglio delle cosce risaltasse sul manageriale divanetto ascolta-cazzate, tirato a lucido per l’occasione: non l’aveva mai ammesso nemmeno con se stessa, ma il generale Kozinskij le suscitava un certo formicolio. Più precisamente, la sua perbene aria di ragazzone tutto d’un pezzo stuzzicava in lei un istintivo senso di sfida: le faceva venir voglia di minare la sua strenua resistenza alle tentazioni della carne. Ancor più precisamente, voleva scoparselo. La mossa delle cosce risultò, però, inefficace. Non passò inosservata per nessuno dei presenti, con la sola esclusione del generale. Kozinskij: continuava a parlare del Sistema e dei rischi che si correvano per via della PLA. Grande ardore e grande concitazione, invidiabile energia, mascolinità indiscutibile – ma null’altro. Aleksa si scosse: formicolio a parte, quella conversazione stava diventando noiosa. Le facevano male le scarpe. 30mila kontinental buttati al vento, pensò. Si guardò la punta dei piedi: era impossibile non sedurre un militare, con un paio di scarpe così ai piedi.
Permalink: postato alle 02:52 AM
| TrackBack
|