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Febbraio 28, 2005

GLI SHWARTZ e il caso Sharpe

di Sara Nelson
[dal New York Observer]

schwartz.jpgC'è sempre un alone di mistero attorno a un «piccolo» romanzo che diventa un bestseller. Chi sa, per esempio, come ha fatto un libro di memorie, alquanto strappalacrime, di un giornalista sportivo di nome Mitch Albom – Tuesdays with Morrie (I martedì con Morrie) ad avere così tanto successo? Oppure come è riuscita l'originale storia scritta da una memorialista poco nota, Alice Sebold, a trasformarsi nel fenomenale Amabili resti? O ancora, chi avrebbe potuto prevedere che Dan Brown – autore di parecchi romanzi da centro classifica – avrebbe sfondato con Il codice Da Vinci? I romantici direbbero che si tratta semplicemente di bei libri, o quantomeno di libri che possiedono un grande fascino: i più razionali attribuiscono successi come questi agli importanti editori che li hanno pubblicati (Doubleday; Little, Browne; e ancora Doubleday), ricchi di esperienza e di dollari da spendere in pubblicità. Ma il libro del momento, Gli Schwartz, un sorprendente e originale romanzo di formazione scritto da Matthew Sharpe (Einaudi Stile Libero, traduzione di Matteo Colombo, € 14.80), che narra di due adolescenti il cui padre si è da poco risvegliato dal coma, non ha nessuna delle suddette caratteristiche.

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Le comuni rurali: Marx censurato

marxcomunirurali.jpgdi Annibale C. Ranieri

A cavallo fra gli anni settanta e ottanta del milleottocento il vecchio e malato Marx si trovò coinvolto nella polemica attorno cui si dibatteva la "intellighentsija" russa, ed in particolare le sue componenti liberali e rivoluzionarie, circa il destino della comune rurale, antichissima istituzione che in Russia aveva attraversato i secoli e che in quel periodo subiva gli attacchi concentrici di uno Stato oppressivo e del nascente sviluppo capitalistico. In quel dibattito Marx venne coinvolto in quanto, con le sue opere scientifiche, e specialmente col Capitale, avrebbe sostenuto la inevitabilità della dissoluzione della comune rurale e di tutte le forme di economie precapitalistiche, secondo lo schema di sviluppo che l'Inghilterra aveva semplicemente anticipato, ma che tutti i popoli avrebbero dovuto seguire, vincolati da una necessità immanente alle ferree leggi dello sviluppo storico.

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Cronache di Bassavilla 7

IL POPOLO DELL'AUTUNNO

di Danilo Arona

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Lo ricordate Ray Bradbury, scrittore senza il quale non avremmo l'horror che conosciamo? Vi ricordate il suo, stupendo, Something Wicked This Way Comes (tradotto da noi liberamente – ma con grande accortezza – Il Popolo dell'Autunno), dove l'Uomo Illustrato, la Strega della Polvere e l'Uomo Elettrico erano fra i protagonisti di un inquietante Luna Park (lo guidava un certo Mister Dark!) che percorreva le strade silenziose della provincia americana. Il Luna Park arrivava e presto “qualcosa sarebbe accaduto”... Bene, tenete a mente.

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Febbraio 27, 2005

Stanislav Grof: la Mente Olotropica

grofcover.jpg"Una terrificante dea-scrofa vegliava l'entrata di un mondo sotterraneo: fu la visione culminante sperimentata da Otto, un mio paziente di Praga ossessionato dalla morte, durante una seduta psichedelica. Quando, molti anni dopo in California, ne parlai a Joseph Campbell, il più grande mitologo del '900, questi esclamò: 'E' la Madre Cosmica Notturna venerata dai Malekula delle Nuove Ebridi, tremenda figura femminile con aspetto di scrofa che siede di guardia al mondo sotterraneo'". Lo racconta Stanislav Grof, 67 anni, psichiatra, che all'Istituto Esalen di Big Sur (California) studia gli "stati alterati di coscienza": un uomo che, fin dalle prime ricerche degli anni '70, è quasi un mito della cultura alternativa del Sud-ovest americano facile alle suggestioni psichedeliche e neospiritualiste, ma che non può essere avvicinato alle mode "new age", né agli epigoni della letteratura castanediana.

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L'ultimo soffio della tua vita

di Enzo Siciliano

835938.jpgTema dell´addio è il titolo dell´ultimo libro di versi di Milo De Angelis (Mondadori, pagg. 90, euro 9,40). «Io so la scienza dei commiati, appresa / fra lamenti notturni e chiome sciolte», è l´incipit di una delle più belle poesie di Osip Mandel´stam, Tristia. Durante la lettura di quest´ultimo De Angelis quel distico del poeta russo mi è tornato in mente più volte. Così mi tornavano in mente gli Xenia di Montale, ma per ricavare differenze.
Il libro di De Angelis ha il carattere di un obolo funerario, o, per usare una formula, dell´elaborazione di un lutto: la morte della moglie, una poetessa che conoscevamo bene, Giovanna Sicari. Negli Xenia montaliani è altrettanto la morte della propria compagna, quasi preparata lungo un´intera vita, a venire rielaborata: e rimangono barlumi di ricordi a comporre il puzzle di un rapporto coniugale tenero e intenso.

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Febbraio 26, 2005

La "X" di Malcolm e la memoria

di Wu Ming 1

mxmic.jpg[Domenica 27 febbraio l'inserto domenicale di Liberazione dedica uno speciale a Malcolm X, con vari interventi su Malcolm e l'hip-hop, Malcolm, Gramsci e la cultura afroamericana etc. Da pochi giorni, su input del nuovo direttore Piero Sansonetti, Liberazione ha cambiato formula e formato, arricchendosi di contenuti e collaborazioni. Un esperimento da tenere d'occhio. Qui di seguito, in anteprima, uno degli articoli di Wu Ming]

La “X” che rimpiazza il cognome di Malcolm è la stessa delle mappe dei pirati: indica dov'è sepolto il tesoro. Il tesoro da scoprire è la dignità, e accanto allo scrigno c'è l'ascia di guerra: la memoria.
La rinuncia al cognome da schiavo, contrassegno di un antico stupro, mette in discussione il presente, l'identità imposta, il ruolo che ci assegna il copione dei vincitori. La messa in discussione è radicale, cioè va alle radici, alla riconquista della memoria negata.
I tuoi avi erano merce, 100% forza-lavoro da sfruttare fino all'esaurimento. Non sei arrivato in America a bordo del Mayflower, il mito fondativo non t'appartiene. In fondo all'Atlantico ci sono i resti di chi non sopravvisse alla traversata sulle navi negriere (il Middle Passage). Compagni di sventura dei tuoi avi, gettati a mare perché morti o malati, zavorra umana, brandelli di carne tra i denti degli squali.

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IMPERIUM Terza puntata

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz

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Quella sua combattività di altri tempi mi affascinava. Me la sognavo pure la notte. Lucia alla testa di un gigantesco corteo. Con un sorriso luminoso. Poi il corteo si trasforma in una festa. Tutti quanti ballano ubriachi di gioia. Fumogeni di mille colori schizzano verso il cielo, come fuochi d’artificio. Prendo un volantino cullato dal vento: incita il proletariato alla lotta. Sul retro una poesia surrealista. Anche i celerini lo stanno leggendo. Lasciano cadere i fogli per terra, uno dopo l’altro. I loro visi si distendono. Si spogliano e sotto le uniformi compaiono fasci di muscoli coperti da canottiere e slip di latex con tanto di borchie. Si accarezzano tra di loro con manganelli di peluche. Poi si baciano. Le camionette della polizia si trasformano in space scooter che volteggiavano nel cielo. Io e Lucia riusciamo a impadronirci di uno di questi veivoli e ci lanciamo verso il sole.

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Febbraio 25, 2005

L'ultima abbondanza

Il lungo addio a Russ Meyer (1923-2004), poeta del soft-core

di As Chianese

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“Perché la gente guarda i miei film? Secondo me perché i miei film glielo fanno venire duro”.

“ …Grazie per il SOGNO AMERICANO da involgarire e falsificare fin quando la nuda vergogna non vi risplenda attraverso.
…Grazie per l’ultimo e più grande tradimento dell’ultimo e più grande dei sogni umani”.

William S. Burroughs Giorno del Ringraziamento – 28 novembre 1986

Nell’anno in cui un famoso regista tedesco, Wim Wenders, girava uno dei più irriverenti e poetici documentari mai realizzati sulla terra dell’abbondanza, gli States, moriva un americano dal cognome tedesco, che di opulenza e finto conformismo a stelle e strisce se ne intendeva più di tanti mediocri mestieranti: Russ Meyer, regista per vocazione e provocatore per professione.

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Febbraio 24, 2005

El Fisgón: STORIA DELLA GLOBALIZZAZIONE A FUMETTI

di Chiara Cretella

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El Fisgón, Storia della globalizzazione a fumetti, Arcana, 2005, pp. 200, € 14,00

Rafael Barajas Durán, noto come El Fisgón (il ficcanaso) è il più importante fumettista politico messicano, conosciuto per la sua penna tagliente e per la satira feroce contro le istituzioni. In questo agile volumetto Durán riesce in un’impresa non facile: concentrare la storia dello sfruttamento dell’uomo e delle risorse naturali della terra da parte di pochi potenti, a partire dal Medioevo fino ai giorni nostri.
La storia è deliziosa: Charro Machorro, un piccolo affarista senza scrupoli che sogna il passaggio dalla piccola impresa all’industria su scala nazionale, si rivolge a Cassandra Carrera, nota santona sapiente nell’arte dell’economia, anche grazie ad una magica palla di vetro capace di leggere nel pensiero di Alan Greenspan, economista di fama mondiale. Charro Machorro vorrebbe sapere da Cassandra il segreto per diventare ricco e far prosperare la sua azienda, e la vecchia santona comincia la sua consulenza partendo da molto lontano, cioè dal Medioevo.

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Tra i dannati d'Italia

di Giuseppe Caliceti (da Liberazione del 23 febbraio 2005)

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Immaginate che recentemente sia stato ritrovato un sonetto inedito di Dante Alighieri nel quale il Sommo Vate parla in prima persona delle sue fattezze. Immaginate che parli del suo fisico robusto, per non dire un po’ in carne; della sua calvizia incipiente; della sua barba candida; del suo volto perfettamente ovale e del suo naso perfettamente a patata: senza dubbio chi conosce Roberto Piumini si accorgerebbe che tra lui e Dante Alighieri c’è una certa somiglianza.
Forse è per questo che Piumini, - autore di libri per bambini e ragazzi e adulti, traduttore dei sonetti di Shakespeare, appassionato poeta e assiduo frequentatore di rime e di endecasillabi, - lo scorso anno ha dato alle stampe per Feltrinelli La Nuova commedia di Dante, illustrata da venti splendide tavole in bianco e nero di Francesco Altan.

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Febbraio 23, 2005

Hornby stronca Roth

di Nick Hornby

hornbyroth.jpgHo preso The plot against America , mi sono sentito un po' come il bravo lettore che coscienziosamente si inoltra nell'elenco del "nuovo e degno di nota". Ne sapevo abbastanza per organizzare uno di quei dinner party che gli opinionisti inglesi sono soliti deridere. Sulla stampa inglese si fa invariabilmente riferimento a "dinner party a Islington", perché, si dice, è lì che vive "l'intellighenzia liberal" – detta anche "radical chic" – e si parla del nuovo Roth mangiando focaccia, che è un tipo di pane che, a quanto pare, piace molto ai "radical chic".

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Memoria del futuro: i neurofarmaci

di Mary Carmichael
[da Newsweek]

cortex.jpgGrazie alle ricerche neurologiche del premio Nobel Eric Kandel e di altri suoi colleghi, l'elementare sistema nervoso dell'Aplysia Californicus (una lumaca marina ermafrodita, il cui cervello è straordinariamente elementare, formato soltanto da qualche migliaio di neuroni di grosse proporzioni) sta aiutando gli scienziati a comprendere in che modo la memoria funziona a livello biochimico: è emerso infatti che le molecole della memoria delle lumache marine non sono poi così dissimili da quelle degli esseri umani, tanto che oggi queste creature sono al centro di studi volti a mettere a punto dei farmaci che possano un giorno scongiurare la perdita di memoria che moltissime persone si trovano a dover affrontare a mano a mano che invecchiano.

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IMPERIUM Seconda puntata

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz

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E fosse solo questo! La comunicazione produttiva, Baruch Spinoza, la moltitudine… già la moltitudine, questa rete di individualità sociali ricche del proprio sapere, altro che il vecchio proletariato, rigido, serioso, pipposo, asservito e deprivato delle sue conoscenze! Basta con il proletariato, tu sei solo una massa informe di individui. Tu riconosci la tua unità e socievolezza solo trasferendo sovranità allo stato. Sei soltanto uno zombie! E non mi rompere i coglioni, capito! Ora c’è la moltitudine. La moltitudine è una gran figata! La moltitudine coopera spontaneamente nella produzione attraverso il linguaggio. Una cooperazione bocca a bocca, con il rifrullo. La moltitudine è una rete di individui per sua natura esterna allo stato e al comando capitalistico. Una rete che ha la propria unità in se stessa, che costituisce senza troppi cazzi una sfera pubblica non statuale. Ora è tutto così chiaro.

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Febbraio 22, 2005

Gli scheletri della Santa Inquisizione

di Adriano Petta (da il manifesto del 21 febbraio 2005)

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Una puntata di «Voyager», su Raidue, si fa complice del Vaticano per riscrivere la storia e riabilitare l’Inquisizione, madre di tutte le torture e stragi di innocenti.

Lo scorso 11 settembre su Alias apparve un mio articolo Le radici dell’orrore (relativo agli atti del Simposio sull’Inquisizione pubblicati dal Vaticano). Venni poi invitato alla trasmissione televisiva Voyager per un’intervista che durò 14 minuti: mi dissero che avrebbero fatto dei tagli. Mercoledì 16, alle 23.10, è stata messa in onda. Due gli argomenti del programma: «Nazismo esoterico» e «Gli ultimi dati sull’Inquisizione». Il conduttore Roberto Giacobbo ha raccontato i legami tra Hitler, le SS e l’occulto, parlando anche di Montségur, dove il 16 marzo 1244 morirono arsi vivi in un enorme rogo oltre 200 fedeli perché si rifiutarono di abiurare la loro fede.

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Cronache di Bassavilla 6

PROFESSIONE CATASTROFE

di Danilo Arona

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Era domenica 6 novembre 1994 a Bassavilla. La sera prima avevo visto Pulp Fiction al Comunale e mangiato una pizza in centro. Pioveva che la mandava il demonio, di certo non il Dio dei credenti.
Non rientrammo tardissimo. Mia moglie e io abitiamo in campagna, a una decina di chilometri dalla città. Avevamo già conosciuto una piccola alluvione locale molti anni prima, precipitando a bordo di una Golf dentro un fosso allagato. Rispettavamo la pioggia e i suoi disegni. Per questo, al contrario delle nostre abitudini, preferimmo tornare a un orario decentemente borghese.

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Febbraio 21, 2005

IMPERIUM Prima puntata

Romanzo di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli
Le foto di Emilio Periglio sono di Tito Kurtz

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Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Francesco d’Assisi, Il cantico delle creature


1. La talpa e il serpente

Cristo che sete. Una fontanella. Quello che ci voleva. Quando hai sete non c’è nulla di meglio. Una bella sorsata. E un po’ d’acqua sul viso per riprendermi. Che c’ha da riprendermi quello là? Cavolo di turista con sandali e pantaloncini d’ordinanza, ma non hai proprio niente di meglio da filmare? Boh, forse sono molto pittoresco. Contento tu! Con tutto quello che potresti vedere a Trastevere.

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Febbraio 20, 2005

La prima volta che vidi Malcolm

malcolm-x.jpgdi Wu Ming 1

[21 febbraio 1965 - 21 febbraio 2005. Wu Ming ricorda Malcolm X su L'Unità e, il 27, sull'inserto letterario domenicale di Liberazione, all'interno di un variegato speciale. I prossimi contributi di Wu Ming (1 e 5): "La X di Malcolm e la memoria" (Malcolm letto attraverso Benjamin, o forse viceversa) e "Da Malcolm all'hip-hop passando per Ghost Dog". Tutti i testi saranno disponibili su wumingfoundation.com]

E' possibile scrivere cose non banali su Hajj Malik El Shabazz, alias "Malcolm X", nel quarantennale del suo assassinio? E' possibile buttar giù un articolo di media lunghezza senza mettere in fila clichés e frasi fatte? In Italia? Dove un sacco di gente scrive il suo nome "Malcom"?
La prima volta che vidi Malcolm, non era lui. Lo interpretava un attore, Al Freeman Jr., svariati anni prima di Denzel Washington e Mario Van Peebles. Era una puntata di Radici (seconda serie). Negli anni Settanta, l'evento televisivo per antonomasia. Insieme a Sandokan, lo sceneggiato (così li chiamavamo allora) che più colpì le menti della mia generazione. Alzi la mano chi non ha avuto un compagno di scuola o di oratorio soprannominato "Kunta Kinte" o "Gallo George". Avrò avuto dieci anni, non sapevo niente di Malcolm né di Alex Haley (curatore della sua autobiografia e autore di Roots). Quella puntata non l'ho più rivista, ma ricordo le sequenze una per una. Fu Malcolm a farsi strada tra i miei neuroni.

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Derek Raymond: Atti privati in luoghi pubblici

raymond6.jpgdi Roberto Sturm

Se Derek Raymond, come afferma Silvia Arzola nell’ottimo intervento apparso nel n. 6 di Carmilla versione cartacea, non è e non diventerà mai un autore di culto, sicuramente rappresenta un punto di riferimento significativo nella letteratura noir contemporanea. Nato da una famiglia benestante, Derek Raymond (all’anagrafe Robin Cook) la lascia ad appena sedici anni per vivere, girando mezza Europa, di espedienti spesso oltre il limite della legalità. Dopo il riciclaggio di auto in Spagna, l’attività di tassita e il traffico di materiale pornografico, tanto per fare alcuni esempi, l’autore inglese si ferma in Francia dove trova degli editori disposti a pubblicare i suoi scritti.
I tipi di Meridiano Zero, dopo aver presentato negli ultimi anni i cinque romanzi della serie della Factory, il cui protagonista è il “sergente senza nome” così amato dagli amanti della letteratura di Raymond, propone il romanzo di esordio (1967) dell’autore.

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Febbraio 17, 2005

IMPERIUM, il nuovo romanzo a puntate di Carmilla On Line

Nei prossimi giorni Carmilla inizierà la pubblicazione a puntate (una decina circa, al ritmo di due o tre a settimana) di un intero romanzo, a nostro parere geniale e curiosissimo: Imperium, di Fabio Ciabatti e Luca Nutarelli. Eccone la presentazione, accompagnata dalla biografia dei due autori:

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BREVE PRESENTAZIONE

Come è possibile che alcune parti della tesi di Emilio Periglio, eterno laureando in filosofia, e Imperium, il best seller filosofico del momento, siano identiche? Casualità, plagio o qualcosa di peggiore? Quale entità terrificante si nasconde dietro la categoria d’“Imperium”? Periglio, in dodici ore di flussi coscienziali, monologhi interiori tra il post-coatto e il post-moderno, flashback, telefonate e ricerche su Internet, cerca di risolvere il mistero.

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Febbraio 16, 2005

15 TESI "INATTUALI"

di Valerio Evangelisti

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1. Viene detto “di sinistra” chi ponga al centro del proprio discorso e della propria azione i lavoratori e le classi subalterne, con l’obiettivo di ampliarne il peso sociale, la libertà oggettiva, l’incidenza politica e di sottrarli a un mercato che li usa quali merci, indifferente alla loro sfera umana di desideri e bisogni.
2. La “sinistra” è dunque continuatrice degli ideali della rivoluzione francese di libertà, eguaglianza e fraternità, che aggiorna con una visione moderna delle motivazioni anzitutto economiche che ledono quei principi, senza tuttavia rinunciare a nessuno di essi.
3. Chiunque si dica “di sinistra” è contrario alla guerra soprattutto per un motivo: perché in essa i lavoratori e le classi subalterne di ogni parte belligerante divengono ancor di più “oggetti”, sia che siano spinti al reciproco massacro, sia che restino vittime delle distruzioni e degli eccidi che accompagnano un conflitto.

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Inermità e scandalo

di Beppe Sebaste (da L'Unità del 7 febbraio 2005)

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Pochi, credo, hanno visto il film che fece scandalo a Locarno nel 2000, Baise-moi!, cioè Scopami!, tratto dall’omonimo romanzo. Diretto da Virginie Despentes e Coralie Trinh Thi, il film era interpretato da due donne con esperienze di film porno, Raffaela Anderson e Karen Bach. Lo scandalo, tra sesso e violenza estremi, era ampliato dal fatto che fosse un film fatto da donne, rovesciando (un po’ come quelle carte geografiche che mettono il Nord in basso, e ribaltano le prospettive eurocentriche) sguardo e ruoli maschili.

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Febbraio 15, 2005

Arianna Conti, Franco Pezzini: LE VAMPIRE

DRACULA CRISTIANO, CARMILLA PAGANA

di Valerio Evangelisti

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Il mito del vampiro, quale estrapolato da una congerie di leggende da Bram Stoker e sistematizzato nel romanzo Dracula, ha una chiara matrice cristologica sottoposta a distorsione. Se Cristo donava il sangue, Dracula lo prende; se Cristo conduce alla vita eterna, Dracula porta alla morte eterna (o, per meglio dire, alla morte eternamente vissuta quale forma di vita). Una quantità di altri paralleli sono possibili, come la croce che è per entrambi il segno di una “fine” provvisoria – ma che in Dracula, spaventato e ustionato dalle croci ma non ucciso da esse, si converte oscenamente nel paletto. Una precisa allusione, che il pudibondo Stoker si guarda dall’esplicitare, alla fama di “impalatore” goduta in vita da Vlad Drakul, divenuto Dracula appena passato alla condizione di non-morto e soggetto alla legge del contrappasso.

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Burroughs: la prefazione a CHECCA

di William S. Burroughs

burroughbn.jpgQuando ci abitavo, alla fine degli anni Quaranta, Città del Messico aveva un milione di abitanti, l'aria pulita e frizzante e il cielo di quella speciale sfumatura d'azzurro che si intona tanto bene con gli avvoltoi volteggianti, il sangue e la sabbia: quel crudo, minaccioso, spietato azzurro messicano. Città del Messico mi era piaciuta fin dal primo giorno. Nel 1949 ci si poteva vivere con pochi soldi, era abitata da una numerosa colonia di stranieri, c'erano bordelli e ristoranti leggendari, combattimenti di galli e di tori, e tutti i passatempi immaginabili. Da soli si viveva bene con due dollari al giorno. Il mio processo a New Orleans per possesso di eroina e marijuana si stava mettendo così male che decisi di non presentarmi all'udienza in tribunale, e affittai un appartamento in un tranquillo quartiere borghese di Città del Messico.

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Febbraio 14, 2005

Cronache di Bassavilla 5

PRODUTTORI DI GELATO IN SIBERIA

di Danilo Arona

SecretWindow.jpg
Anima Mundi, la chiamano. Sarebbe la causa di tante idee assolutamente analoghe, se non identiche, che circolano nelle vene del pianeta. A volte provoca inesistenti cause per presunto plagio. A chi scrive, per professione o per diletto, qualche volta è successo di metterci il naso dentro e di commentare: “Ma guarda che combinazione!”, oppure: “Questo stronzo mi ha copiato, adesso gli faccio vedere i sorci verdi!”.

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Febbraio 12, 2005

Roberto Bolaño, poeta e cane romantico

bolano.jpgdi Rossana Campo

Roberto Bolaño è uno scrittore cileno, coltissimo e piuttosto borgesiano per certi versi, eppure l’ho capito subito. Credo che anche lui faccia parte dell’Accolita. L’Accolita degli Scrittori Fuori Posto, degli scrittori che non hanno belle case, automobili e donne delle pulizie (alcuni di loro forse è capitato pure che l’avessero, come un accidente che gli è piombato addosso, ma per nostra fortuna di lettori era come se vivessero sempre in un monolocale sfigato, in un hotel putrido). Per fare parte del’Accolita credo sia necessario sentire e manifestare nei propri romanzi, nei racconti e nelle poesie qualcosa che in modo sbrigativo potremmo definire empatia, senso di fratellanza e amore per tutti gli sbandati, per tutti quelli che si lanciano in imprese impossibili e che hanno il cervello e il cuore persi in certi mondi paralleli.

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Febbraio 11, 2005

Lembel: HO PAURA TORERO

di Enzo Di Mauro

"Lemebel non ha bisogno di scrivere poesia per essere il miglior poeta della mia generazione" - Roberto Bolaño
ACF15B2.jpg8871683927.jpgQuesto Ho paura torero (traduzione di M.L. Cortaldo e G. Mainolfi, Marcos y Marcos "Gli alianti", pp. 202, euro 13,00) del cileno Pedro Lemebel dimostra, come meglio non si potrebbe, la felice, incomparabile duttilità della scrittura romanzesca, beninteso non esclusi l'errore, la debolezza di tenuta, il ricorso ad andature corrive, l'ingenuità di fondo, l'esibito sentimentalismo. Eppure, questo cinquantenne che si guadagnò l'ammirazione e l'affetto del coetaneo Roberto Bolaño (il robusto maestro scomparso prematuramente lo scorso anno), ci consegna un efficace ordigno a orologeria fatto esplodere, a imperitura infamia, contro i generali e le loro bande di seviziatori che a lungo umiliarono vita e giovinezza di un popolo.

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Mario Boffo: FEMMINA STREGA

di Valerio Evangelisti

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Tra i meriti cospicui delle edizioni Stampa Alternativa, figura anche quello di proporre un tipo di romanzo storico inconsueto, in cui alla trama si mescola una profondità di analisi degna di un saggio. Tali sono, per esempio, i romanzi di Adriano Petta consacrati al catarismo e altre eresie. Tale è anche questo Femmina strega (194 pp. € 10,00) di Mario Boffo, un funzionario della carriera diplomatica qui alla sua seconda prova narrativa.
Il tema del romanzo, e dell’ampio saggio che lo introduce, è quello del “principio femminile”, cioè di quell’elemento cosmologico femminino che, ben presente nel paganesimo, il Cristianesimo si sforzò poi di cancellare. Anzi, più che del solo cristianesimo dovremmo parlare delle grandi religioni monoteiste, con una variante un po’ più moderata nell’Ebraismo e una più estrema nell’Islam (il grado di ostilità varia, come si vede, col variare dell’età della religione considerata).

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Febbraio 09, 2005

Il mio amore è nato a Thelema (seconda parte)

L'ISTRUZIONE NEL TERZO MILLENNIO, OVVERO COME HO IMPARATO A NON PREOCCUPARMI E A MARINARE LA SCUOLA

di Claudio Asciuti

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La scuola come oggettualità solipsistica: per una scuola asettica, neutrale e apolitica. E senza libri.

Il contrario della socializzazione é il solipsismo, se vogliamo, e la scuola, fra le tante cose, sarebbe anche solipsistica. Per rimediare a ciò, si batte da anni il tasto sul lavoro collettivo, sull'interdisciplinarietà, sulle co-presenze, sul lavoro di équipe; termini di confronto che andavano benissimo negli anni Sessanta-Settanta, quando davvero ogni insegnante regnava incontrastato nelle proprie ore e sulla propria cattedra, ma divenuti obsoleti in un mondo in cui la necessità dell'istinto gregario produce il mostro del branco. Basti pensare ai modelli di "contagio sociale" in campo valutativo: al genitore che s'interroga perché il suo figlio faccia schifo, poniamo, in filosofia, e vada bene di altre materie, non gli si risponde che potrebbe studiare più filosofia e meno inglese, o che è perfettamente normale che un individuo non raggiunga la pienezza delle performance in tutti i campi. Si trovano soluzioni. Si dice che non è portato. I più meschini chiedono pietà, e spesso sono costretti a modificare la propria valutazioni dai colleghi convinti che se uno è bravo in un tot di materie, deve esserlo in tutte.

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Febbraio 08, 2005

Cronache di Bassavilla 4

THE RING

di Danilo Arona

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Bassavilla non è solo una piccola dark city. Bassavilla è anche periferia, campagna, lande isolate nella nebbia, colline ricoperte di vitigni e storie oltre i confini della realtà. Non è esclusivamente Piemonte, beninteso, ma tutta quell’Italia extraurbana e secondaria che nutre l’immaginario dei tanti scrittori ai confini del noir, impegnati da anni a creare un genere in attesa di riconoscimento e definizione opportuna. Romagna, Sicilia, Veneto, non importa, ma è sempre “bassa villa”, twilight zone invisibile sotto i nostri occhi. Ho una storia veramente poco credibile da raccontarvi e, di sicuro, sarà legittimo non prestarvi fede. Però chi ha tempo da perdere può fare le opportune verifiche negli archivi dei giornali.

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Febbraio 07, 2005

Creative writing: lo stile letterario di Giuseppe Bonura

di Valerio Evangelisti

Bonura.jpgTagliate la testa ai vostri nemici. Non per avere dei nemici senza testa, ma per dimostrare quanto essa fosse vuota.
Lev Trockij

Sarebbe buona norma che uno scrittore non replicasse mai ai suoi critici. Se però il critico in questione, nella sua lunghissima carriera, ha sfornato una sfilza di romanzi al ritmo di due o tre all’anno, inclusa una sorta di manuale di astrologia in forma epistolare, e nessuno di essi ha avuto fortuna, per caso o per necessità, il discorso cambia completamente. Perché, se costui si diverte a stroncare il lavoro dei propri colleghi (visto che sono tali), i casi sono due: 1) o ciò che scrive ha qualità preclare, che giustificano la posizione di superiorità che assume; 2) o non le ha, e allora il suo è un caso di malcostume editoriale.

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"Il cuore nel pozzo"? "Fojba 2000"!

tetris.jpgdi Wu Ming, tratto da Giap n.5, VIa serie, 7 marzo 2005

Reduci dalla visione del primo episodio de Il cuore nel pozzo, ne scriviamo.
Ci siamo sorbiti gli "italiani brava gente" che sembrano capitati lì per caso, il repubblichino buono e "pacifista" , i partigiani sadici e vampireschi, il solito prete, l'uso dei bambini come "scudi umani" mentre si fa bieca propaganda...
Non una parola sull'italianizzazione forzata, sul razzismo anti-slavo, sui massacri compiuti dai nazifascisti fino a pochi giorni prima. Tra questi ultimi non poteva non esserci il personaggio interpretato da Beppe Fiorello. Ci viene presentato quasi come uno sfollato post-Armistizio, ma qui non siamo nel '43, siamo nella primavera del '45. Quindi è un repubblichino. Quando parla dei suoi compagni morti in azione, a quale azione si riferisce? Rappresaglie? Rastrellamenti? Incendi di villaggi?
E i pochi slavi "buoni"? Le classiche eccezioni che confermano la regola: buoni benché slavi, ma soprattutto: buoni perché sufficientemente italianizzati (cioè, anche se nella fiction non viene mai detto, collaborazionisti: una è la fidanzata del repubblichino di cui sopra!).
Da questi ultimi, oltreché dal prete, tocca sorbirsi implausibili pistolotti antirazzisti, come se in quelle terre (nel frattempo annesse al Reich) nazionalismo e razzismo avessero fatto capolino con la Resistenza...

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AnarcoRitalin

CAWZT7YQ.jpgdegli Anarchici del Perla nera [AL]

Il Ritalin era famoso tra le comunita’ hippy degli anni ’70, usato per numerose sedute di sballo. Negli stessi anni gli psichiatri americani scoprivano un nuovo "disturbo" nei bambini, l’ADHD che tradotto in italiano significa "Sindrome da iperattivita’ e deficit di attenzione". Bambini particolarmente vivaci, o, al contempo, molto distratti nella vita scolastica rivelavano un "disturbo" che trovava la sua spiegazione in ambito patologico. Come per tutte le "malattie" psichiatriche anche per questa sindrome, ADHD, esiste una cura farmacologica. Si tratta del Ritalin.

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Febbraio 06, 2005

Il mio amore è nato a Thelema (prima parte)

L'ISTRUZIONE NEL TERZO MILLENNIO, OVVERO COME HO IMPARATO A NON PREOCCUPARMI E A MARINARE LA SCUOLA

di Claudio Asciuti

Class1999.jpg
Introbo ad inferos

Lo smantellamento della scuola pubblica, iniziato in era berlingueriana e accelerato dalla Controriforma Moratti, avanza di giorno in giorno fra lamenti, contumelie e improperi; becchini dell'istruzione pubblica e corifei di quella privata, operatori d'ogni tipo e credo, fede e partito assistono al naufragio: alcuni accelerandolo, altri simulando di fermarlo.
Le Controriforme nascono d'altronde non dalla necessità del rinnovamento, ma da quella della reazione: in questo caso con l'aggravio di uno dei fenomeni tipici della società odierna, ovvero la contraddittorietà continua, perniciosa; basti dare un'occhiata ai fenomeni didattici più eclatanti per accorgersi che suddetti altro non sono se non spaccati o emanazioni di quella congiunzione schizoide che é la vita reale.

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Febbraio 05, 2005

L'AREA 52

di Vittorio Catani


Mi svegliai con un chiodo fisso: il denaro. Non ricordavo quanto me n’era rimasto. Rovistai nelle tasche dei vestiti ed estrassi moneta cartacea e un paio 7.jpgdi spiccioli. Sapevo che le banconote erano a rischio e il governo aveva da tempo promesso di sostituirle con tagliandi di un nuovo materiale asettico-allergorepellente; le avevo appena sfiorate che le dita si gonfiarono e arrossarono cominciando a prudermi in un modo torturante. Al diavolo, dovevo pur sapere di quanto disponevo. Spruzzai con un antiallergico mani e banconote. Mugolando per il fastidio salutai Corinna, che si riavvolse nelle coperte come un fagotto informe. Dalle finestre socchiuse traspariva una luce insolita: secondo me si profilava una rarissima giornata dal cielo sgombro di nuvole e veleni. Terminai di vestirmi e uscii.
Ma appena fuori mi resi conto di aver preso una cantonata. La città sembrava sovrastata da ovatta sporca, con al centro una chiazza più luminosa che probabilmente era il sole; arrivavano zaffate di marcio miste a fetori chimici. 2.jpgBene - mi imposi di pensare - è comunque meglio di tanti altri giorni. Mentre mi avviavo sentii che si attivava la ricetrasmittente nel mastoide, dietro l’orecchio destro. Provai fastidio: non avevo appuntamenti con nessuno, e immaginai di che si trattava. “Buongiorno, signore - disse negli orecchi una voce registrata - ci risulta che lei non possieda ancora uno dei recenti abbonamenti alla luce solare. E oggi è una splendida giornata, vero? La Solarlight, in forza della nuova convenzione con il governo italiano, le addebita contestualmente nel conto bancario 50,03 euro per l’uso di raggi solari garantiti. La luce depurata dai filtri atmosferici Solarlight fa bene alla pelle, eccita gli enzimi e stimola sessualmente. Luminosa giornata!”

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Febbraio 04, 2005

Iraq, qualcosa non cambia: rapita Giuliana Sgrena

sgrenapan.jpgMi aveva colpito la copertina di Panorama ora in edicola, vista oggi su chissà quale quotidiano imbrattato di cappuccino. Il settimanale patinato del neodirettore che stava al Processo di Biscardi titola: QUALCOSA E' CAMBIATO - Dopo l'Iraq una nuova Yalta, con l'immagine di un segno di vittoria eseguito da anonima mano. Inizalmente non mi ero accorto dei riferimenti all'Iraq e ho pensato che il messaggio di esultanza fosse il canto del cigno dell'ottimismo berlusconiano sull'immaginario benessere nazionale. Invece no, cioè sì: la mano che fa il gesto di vittoria è quella di un elettore iraqeno, che corrisponderebbe alla visione ottimistica di Berlusconi riguardo al benessere nazionale - quello dell'Iraq. Con le elezioni, a Baghdad cambia tutto, o meglio: cambia qualcosa. Qualcos'altro non cambia: hanno rapito l'inviata del Manifesto, Giuliana Sgrena. Come è ovvio, la redazione di Carmilla esprime solidarietà a Giuliana e a tutto lo staff del Manifesto, attendendo con ansia una - si spera - veloce liberazione, così come è stata espressa solidarietà a Florence Aubenas, l'inviata di Libération sequestrata anch'ella in Iraq. [gg]

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Catastrofi interiori e mutazioni del corpo e della psiche

L'opera narrativa di James G. Ballard

di Roberto Sturm

Ballard.jpg
Fiction is a branch of neurology:
the scenarios of nerve and blood vessel are
the written mythologies of memory and desire.

J. G. Ballard

La produzione letteraria di Ballard, che abbraccia ormai più di mezzo secolo, rappresenta un’ideale chiave di lettura delle trasformazioni politico-sociali e tecnologiche avvenute in questo periodo. Durante le epoche e i modelli ideologici che si sono succeduti, lo scrittore inglese si è sempre mantenuto un punto di riferimento per analizzare le ricadute sociali che tali trasformazioni hanno prodotto.
Ballard afferma che il futuro, più del passato, è la chiave d’accesso per codificare il presente.

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Febbraio 03, 2005

FARFALLE

Una testimonianza sulla Sindrome da Deficit dell'Attenzione

di F. V.

Ritalin.jpg
Nemmeno dieci anni fa, mio figlio sarebbe stato un “discolo”, uno di quei bambini che fanno disperare le maestre perché non stanno seduti al banco per quattro ore di seguito, perché chiacchierano, si distraggono e fanno confusione. Oggi no: oggi è un bambino malato.
La malattia si chiama ADHD, oppure DDAI, è lo stesso. Parliamo in entrambi i casi di Sindrome da Deficit dell’Attenzione. La sigla cambia a seconda del paese nel quale ci troviamo: negli USA si chiama ADHD, da noi, in Italia, DDAI. E’ uno dei mali del nuovo millennio, recentemente riconosciuto ufficialmente dall’OMS come patologia neuropsichiatrica specifica. Ne vanno soggetti soprattutto i bambini (in particolare i maschietti); ma svariati studi di eminenti studiosi garantiscono che ci sia un’incidenza significativa anche fra gli adulti.
Fino a sei anni fa di tutto questo non avevo nemmeno una lontana cognizione.

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Febbraio 02, 2005

Contro Joe R. Lansdale (e contro Valerio Evangelisti)

ARTE E REALTA'

di Goffredo Fofi (da Film TV del 9-15 gennaio 2005)

Fofi.jpg
Anno nuovo vita nuova? Mah! Le previsioni non sbagliano mai quando annunciano morti e feriti, disgrazie e terremoti, distruzioni e guerre. Non facciamo dunque gli ipocriti, e guardiamo in faccia la realtà che, nel piccolo del cinema, annuncia le solite menate, con qualche rara o rarissima eccezione. Tra le novità e le conferme, la più fastidiosa per me è venuta, non a caso, dalla giungla cibernetica hollywoodiana. Mater et Magjstra ben più di Santa Romana Chiesa, l'assuefazione alle scene di violenza nei film, sugli schermi televisivi e, purtroppo, anche nella realtà. Tutto si tiene, e tra una cosa e l'altra c'è un rapporto molto stretto: c'è chi dice che il cinema e la Tv non fanno che "rispecchiare" la vita, e c'è chi dice che la vita non fa che imitare il cinema e la televisione? Diamo pur ragione a entrambe le correnti di pensiero, ché il risultato non cambia.

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Volpe: ALL'INCROCIO DELLE RIGHE

volpecover.jpgdi Roberto Sturm

Difficilmente mi sono imbattuto in recensioni negative di libri pubblicati dalla peQuod. Il lavoro dei responsabili della casa editrice anconetana si è sempre distinto per la qualità delle scelte che, come ho avuto modo di puntualizzare in altre occasioni, hanno portato alla luce esordienti con capacità e potenzialità stilistiche e narrative difficilmente riscontrantibili in scrittori che pubblicano con case editrici solo apparentemente più prestigiose. Gli esempi potrebbero essere parecchi, ma al lettore curioso basterà fare una ricerca in questo stesso sito per riscontrare diversi interventi più che favorevoli ospitati più o meno di recente.
Tra romanzi di evidente spessore psicologico e sociale, tra una narrativa spesso essenziale ma mai banale, tra opere prime quantomeno sorprendenti, spicca questo All’incrocio delle righe, romanzo di esordio di Sandro Volpe, quarantacinquenne insegnante all’Università di Palermo.

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Febbraio 01, 2005

Un appello per Florence Aubenas e Hussein al-Saadi

florass.jpgIn un comunicato diffuso da Christian Salmon, direttore della rivista Autodafé, il parlamento internazionale degli scrittori lancia un appello per la liberazione di Florence Aubenas e Hussein al-Saadi, scomparsi il 5 gennaio in Iraq.
"Nonostante nessuna informazione abbia per ora confermato l'ipotesi di un rapimento, vogliamo esprimere la nostra profonda preoccupazione e la nostra solidarietà nei confronti di Florence Aubenas, giornalista francese di Libération, collaboratrice della nostra rivista Autodafé e che consideriamo come una delle nostre al Parlamento internazionale degli scrittori. Apprezziamo il suo lavoro di giornalista e di gran reporter; la sua curiosità intellettuale e le sue qualità di scrittura: i suoi reportage rendono conto di un mondo complesso, spesso opaco e ogni tanto violento, senza partito preso, con l'unico pensiero di dire la verità e illuminare la realtà. Noi chiediamo a quelli che ne hanno il potere di ridare subito la libertà a Florence Aubenas e a Hussein al-Saadi."

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Cronache di Bassavilla 3

MELISSA CAMMINAVA NEL BUIO

di Danilo Arona

Gothika.jpg
Questa storia mi ha colpito molto. C’è un sito su Internet che ne ha parlato a lungo e anch’io l’ho riproposta nella mia home page. Però qui, su Carmilla, siamo molto più letti e la vicenda di Melissa merita di essere diffusa, soprattutto perché è la dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che la cronaca è in grado d’ispirare le storie più terrorizzanti, senza andare a scomodare il re di Bangor, Stephen King.
Nelle più profonde ore notturne del 29 dicembre 1999, in quattro diverse autostrade italiane altrettanti automobilisti furono testimoni, tanto reciprocamente distanti quanto inconsapevoli, di un evento particolare e sconvolgente.

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