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Gennaio 31, 2005

Il "maestro" Agostino Lombardo

otellolombardo.jpgdi Alessandro Portelli

Agostino Lombardo, uno dei più grandi studiosi italiani di letteratura inglese, magistrale traduttore e critico shakespeariano, fondatore degli studi americani nell'università italiana, è morto il 23 gennaio scorso a Roma. Dell'anglista e del filologo shakespeariano dovranno parlare altri. Io voglio raccontare il mio Agostino Lombardo, con cui ho condiviso le passioni americane. Perché dobbiamo soprattutto a lui se gli studi americani in Italia hanno una prevalente impronta democratica e di sinistra, e se abbiamo imparato a essere critici anche feroci dell'America senza diventare mai banalmente antiamericani.

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Chiedi alla polvere

di As Chianese

Intervista a Jim Fante, figlio del celebre John, sul cinema e la letteratura di suo padre: uno dei più grandi scrittori e sceneggiatori americani di sempre

Come promesso ai fedeli lettori di Carmilla on Line nel mio articolo A Dreadfull Imbroglio, ecco in esclusiva l’intervista da poco rilasciatami da Jim Fante, figlio del celebre scrittore e sceneggiatore John. Sono una quindicina di domande sui suoi rapporti col padre e sui libri e i film che questi ha scritto. Soprattutto è un testo pervaso da una forte tristezza di fondo che mi ha fatto rivalutare non poco Jim Fante e mi ha permesso dia avvicinarmi, anche se per interposta persona, all’immensa figura del padre, come uomo di lettere libero e indipendente in una grande nazione.

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Gennaio 30, 2005

GARGOYLE BOOKS: l'elemento mancante

di Valerio Evangelisti

Gargoyle.jpg
Normalmente, su Carmilla non riportiamo comunicati stampa. Se questa volta violiamo la regola, è perché l'evento segnalato è di notevole importanza. Nasce infatti in Italia una casa editrice specializzata in horror di qualità: la Gargoyle Books di Roma (cliccate sul nome e visitate il loro sito: ne vale davvero la pena). Non che in Italia l'horror non avesse cittadinanza. A parte il "fenomeno" Stephen King e la popolarità di autori come Anna Rice o Clive Barker, numerose case editrici grandi e piccole (più numerose di quanto lasci intendere il comunicato) propongono da anni titoli buoni o eccellenti: Fanucci, Sperling & Kupfer, Larcher, Datanews, Dario Flaccovio, ecc. Esistono anche scrittori horror italiani che godono del giusto apprezzamento, come il nostro Danilo Arona, Alda Teodorani e alcuni altri. Però è vero che, mentre i restanti filoni della narrativa di genere hanno ormai affermato la loro presenza, per non dire la loro egemonia (termine che lascio agli imbecill e agli ingenui che denunciano la minacciosa avanzata della "paraletteratura" ), l'horror è rimasto in qualche modo al palo.

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Gennaio 29, 2005

About that New Thing

kinski_new_thing.jpgdi Luciano Pagano,
Musicaos.it

Notte di un giorno che si approssima al Natale. Macchine in strada per fare compere all'impazzata, suoni di clacson, trombe. New Thing è nelle librerie da mesi. Divorare libri e pensarci continuamente, ritornare alla struttura dell'opera, pensare di scriverci sopra qualcosa che somigli ad una recensione, un'impresa (se così posso chiamarla) che posso affrontare a distanza non più ravvicinata dall'uscita del libro di Wu Ming 1, in una notte che mi vede in casa, sul letto, quasi sul punto di prendere sonno. In televisione stanno dando Android, un film con Klaus Kinski, di certo non uno dei film che preferisco, ma preferisco dei film in particolare?

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La buona novella di Ivan Illich: il dopo-sviluppo

di Serge Latouche

ivanillich.jpgIn un bell' articolo intitolato "Ivan Illich ou la bonne nouvelle", uscito nel giornale francese "Le Monde" del 27/12/2002, Jean-Pierre Dupuy scriveva: "La buona novella è anzitutto che non dobbiamo rinunciare al nostro modo di vivere per evitare gli effetti secondari negativi di una cosa che in se stessa sarebbe buona - come se dovessimo decidere tra il piacere di un pasto squisito e gli eventuali rischi d'indigestione. Le cose non stanno così: in questo caso, il pasto è intrinsecamente dannoso e noi potremmo ottenere una maggiore salute non mangiandolo. Vivere in un altro modo per vivere meglio". Illich non ha usato esplicitamente, secondo la mia conoscenza, la parola "decrescita", parola inoltre quasi non traducibile in inglese. Tuttavia durante il convegno "Défaire le développement-Refaire le monde" tenuto a l'UNESCO a Parigi in marzo 2002 e che fu la sua ultima comparsa pubblica, mi pare che l'abbia implicitamente fatta sua.

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Gennaio 28, 2005

Lo Schifometro - 3

BERLUSCONI AD AUSCHWITZ, CON FACILITA'

di Vittorio Catani


Berlusconi ad Auschwitz. Sogno o son desto? “Berlusconi rappresenterà l’Italia ad Auschwitz nel Giorno della Memoria”. Possibile? Berlusconi ad Auschwitz, B. 6.jpgad A., BadA, bada! Bada, attento lettore, qui dev’esserci uno sporco trucco. Se non peggio. Un brutto sogno, un incubo. Anzi un’infamia. Chissà: domani forse ringrazierà idealmente le truppe sovietiche dell’epoca? Quando la notizia del loro arrivo fece fuggire precipitosamente le SS? Le truppe del vituperato Stalin che il 27 gennaio 1945 aprirono il cancello con l’immortale scritta Arbeit Macht Frei, inorridendo perfino loro, facendo inorridire il mondo intero, e contribuendo con milioni di morti a salvare l’Occidente? Ma Berlusconi ad Auschwitz ci va. Anzi poi dice: “Porterò qui i miei figli”. Commovente. Sulle truppe sovietiche, opportuna cortina di silenzio. Quale figlio vi condurrà, quello che – si è letto – marciava con la bandiera della pace? Auschwitz fa audience, audience mondiale. Perché mai la Storia, già flusso di eventi insensibile, lo è al punto da consentire ad alcuni di infangare con retorica ufficialità perfino Auschwitz con la propria presenza?

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Beppe Sebaste: H.P., L'ULTIMO AUTISTA DI LADY DIANA

di Giancarlo De Cataldo

SebasteHP.jpg
Beppe Sebaste, H.P., l'ultimo autista di Lady Diana, ed. Quiritta, pp. 234, € 13,00.

Un libro sulla morte di Lady D.? Un altro? No, basta, per carità! Non se ne può più! Dei misteri e degli intrighi intorno alla sbiadita signora Spencer e al suo fidanzato musulmano, della Corte di Londra, della canzoncina melensa di Elton John sulla candelina notturna… Pietà! E che c’entra poi con questa triviale icona della contemporaneità un poeta, filosofo e scrittore raffinatissimo come Beppe Sebaste? Che fai, Beppe, giochi all’orrida Cornwell? Niente affatto, niente affatto! Questo non è un libro su Lady D. Questo è un libro su Henri Paul. L’ultimo autista di Lady D. Questo è il libro per chi sa che non è Lady D. che muore per colpa dell’autista Henri Paul. E’ Henri Paul che muore per colpa di Lady D. E questo appare come un libro, ma in realtà è un viaggio.

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Gennaio 27, 2005

Cronache di Bassavilla 2

BEDROOM INVADERS

di Danilo Arona

BarbaraHershey.jpg
Entity3.jpg
Bassavilla è presente ovunque. E’ la provincia sporca e negletta che ha creato la mitologia di cui ancora si sta nutrendo il noir italiano post-Scerbanenco. E’ l’Area 51 degli scheletri nell’armadio o dei mostri sotto casa. Storie disturbanti, spesso sconosciute che non conquistano la dignità di notizia nazionale perché, molte volte, c’è chi le vuole confinate nel fortino della reputazione e dell’immagine da salvare.
Bassavilla è pure ancora di salvezza, porto nel quale ci si può barcamenare al riparo del confronto umiliante con il mondo esterno, laddove una ruga nel profondo riesce a provocare insostenibili tsunami. Qui non fai carriera, ma per fortuna non ti capiterà mai, o quasi, di finire nelle sabbie mobili che ti attendono al termine di sentieri sbagliati. La scelta resta tua: i concittadini famosi (Eco, Rivera, la Parodi, Cotroneo, l’elenco in sé è stravagante, ma qui siamo tutti stravaganti…) hanno fatto le valigie al momento opportuno. Ci hanno guadagnato tanto e si sono persi qualcosa, ad esempio “le storie”.

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Gennaio 26, 2005

GB: Gran Bagascia. Il caso 'Vote for me'

rodneyhyltonpotts.jpgdi Giuseppe Genna

Rodney Hylton-Potts ha la corporatura, la cattiva circolazione e i capillari caratteristici del fisiotipo umano Tremaglia, Guazzaloca, Borghezio e via lombroseggiando. Rodney Hylton-Potts è stato in galera due anni per truffa. E' un cittadino britannico. Rodney Hylton-Potts è il volto del berlusconismo made in Great Britain. E poiché la Gran Bretagna non produce più niente, poiché pratica outsourcing ovunque nel mondo si possa risparmiare sulla manodopera, già questa sarebbe una notizia. Che tipo, dunque, di produzione è questa che dà alla luce Rodney Hylton-Potts? E' la quintessenza della tv trash fattasi tv di regime. Un programma, Vote for me, ha fatto da trampolino di lancio per l'incredibile programma elettorale enunciato da Rodney Hylton-Potts davanti alle telecamere. Ha vinto il premio: cioè una candidatura indipendente alle prossime elezioni inglesi.

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Gennaio 25, 2005

Ridatemi la Mantide! Il grande cinema di SF

di Vittorio Curtoni
cinemasf.jpg[prefazione a Il grande cinema di fantascienza: aspettando il monolito nero (1902-1967), di Roberto Chiavini, Gian Filippo Pizzo, Michele Tetro, pubblicato da Gremese Editore]

Signori, questa volta si viaggia a ritroso: nel volume precedente gli autori ci trasportavano dal 1968 all'oggi, adesso invece ci accompagnano fino alle origini stesse del cinema fantascientifico. Un percorso ispido di incontri pericolosi, con creature che grondano sangue e voglia di distruzione: siamo spesso Sul sentiero dei mostri, per citare un antico esemplare di cinema giurassico. Anche se, ovviamente, non di sole creatures si nutrono tanti anni di filmografia. Un dato interessante è che diversi dei film più significativi dei decenni trattati in queste pagine provengono dalla fantascienza scritta: è il caso ad esempio di Il pianeta proibito, La guerra dei mondi, Il dottor Stranamore, e molti altri.

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Sperimentare!

orsonwelles.jpgdi Orson Welles

Vi era una volta un giovane e oscuro attore. Una notte, poche ore prima della rappresentazione del "Mercante di Venezia", il protagonista a cui faceva da spalla si ammalò, e al giovane, oscuro attore, che conosceva le battute di Shylock, si offrì la grande occasione.
Sino ad allora Shylock, sul palco inglese, era stato rappresentato come un cattivo da melodramma, chiassoso, energico e furioso. Ma il giovane attore aveva un'idea nuova di Shylock.

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Un Philip Dick italiano? ENZO FILENO CARABBA

di Vittorio Curtoni

Pessimisegnali.jpgCarabba.jpg[Premessa di Valerio Evangelisti. Avevo già segnalato, su Carmilla On Line, l'uscita in Francia di uno straordinario romanzo di Enzo Fileno Carabba, che personalmente considero tra i migliori scrittori italiani in assoluto, come ho avuto modo di ripetere più volte. Ora Pessimi segnali è uscito presso Marsilio Black (190 pp., € 12,00), e l'evento merita particolare rilievo: pochi romanzi, tra quelli che hanno visto la luce negli ultimi mesi, gli stanno alla pari per intelligenza, ironia, poesia, freschezza, capacità di stupire. Chi non abbia letto Pessimi segnali continuerà a borbottare che in Italia il romanzo è morto, che nessuno sa più scrivere, che per la letteratura sono tempi grami. Chi lo abbia letto porgerà a costui la cuffia da notte e lo scaldino, frenando la tentazione di tirargli un calcio in culo.]

Esiste un Philip Dick italiano? L'interrogativo svolazza da tempo nell'aere, farfalla elusiva, troppo sgargiante e colorata dopo l'assunzione del mio amato Phil all'empireo dei Grandi. Tutti vorrebbero essere come lui, geniali e maledetti. Capaci di leggere nel futuro con la sfera di cristallo di chi sa prevedere a lungo termine. Anche se, suppongo, non necessariamente in continua bolletta in vita per poi essere indorato di fama postuma.
A mio modesto giudizio, un candidato al titolo potrebbe essere Enzo Fileno Carabba, quello di Jakob Pesciolini (Premio Calvino 1991), di diversi altri romanzi pubblicati da Einaudi, e oggi di Pessimi segnali, ospitato nella collana "Marsilioblack", diretta da Jacopo De Michelis.

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Piccoli delitti neri a New Orleans

sallis.jpgdi Piero Soria
[da ttL]

Ogni tanto, per fortuna, si incontra un grande: scrittura, storia, emozioni, paesaggi, umori e odori. E si rimane stupiti di quanto la rabbia e la violenza possano essere delicate, quasi poetiche; e di quanto i luoghi, il colore della pelle, il fondo di un bicchiere possano trasformarsi in anima vera, in sentimento, in destino. James Sallis aveva già cosparso di una profonda, cupa malia i suoi Cypress Grove e Vite difficili. Ora, con La mosca dalle gambe lunghe (notevole la traduzione di Luca Conti, Giano editore, 15 euro) va oltre: è come se avesse improvvisamente imparato a suonare blues sulla sua macchina per scrivere: assoli sincopati, tristi, disperati, sostenuti dalla malinconica melodia umana della negritudine.

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Gennaio 24, 2005

Marx inattuale

prevecover.jpgdi Maurizio Brignoli
[Sono totalmente in disaccordo con l'interpretazione che dei testi marxiani e - ciò che più conta - dei movimenti che si ispirarono al marxismo dà il filosofo Costanzo Preve. E tuttavia, questi mi sembrano argomenti: inducono a pensare, a rileggere e a modificarsi. E' per questo motivo che propongo la recensione di Brignoli al recente saggio di Preve. gg]

L’obiettivo del lavoro di Preve non è quello di sviluppare una nuova interpretazione di Marx, quanto un’interrogazione nell’accezione socratica del termine. Per fare ciò bisogna però tenere presente che le previsioni marxiste novecentesche sull’arresto dello sviluppo delle forze produttive sono fallite e che l’attenzione va invece portata sull’altro polo della dialettica marxiana, costituito dal rapporto sociale di produzione, che si è invece radicalmente imbarbarito. Per parlare di Marx oggi bisogna quindi operare questa sorta di rivoluzione copernicana.

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Lettera sulla felicità (o: dell'immaginario)

epicuro.jpgdi Epicuro

Caro lettore di Carmilla,
mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro. Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla.

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Gennaio 23, 2005

Igiene al posto della morale: il nuovo nazismo

di Giuseppe Genna

Non so se ve ne siete accorti, ma so che se non ve ne siete accorti siete come il Dustin Hoffman di Rain Man: autistici sganciati dalla realtà. E' in atto da settimane un'esplosione di nucleo psicotico collettivo, che condiziona le semivite degli italiani, compulsivamente dediti ad accogliere in se stessi il messaggio di un ministro che vieta il fumo e si propone di "misurare la pancia agli italiani". Sono vicende grottesche che fanno il paio con le adunate di puberi paraciellini neoconservatori in Usa, milioni di giovani che ritengono significativo sacrificare l'imene e il prepuzio in un momento opportuno e prestabilito dell'esistenza.
Un'ideologia neopuritana si segnala in atto, nell'occidente che si autoproclama liberale, un movimento ben noto agli annali delle tragedie storiche: sostituzione della forza morale (cioè della potenza dei possibili umani) con un sistema morale, nello specifico di carattere igienico. Quando ciò succede, si stanno preparando olocausti. Tranquilli, però: non è il caso di oggi - l'olocausto non si sta annunciando, lo stanno già perpetrando un po' ovunque, tranne che sotto casa vostra.
Ciò che denuncio è che dietro il divieto al fumo in locali pubblici si agita un moloch ingovernabile e antiumano: la devastazione di voi stessi, fumatori o non fumatori che siate.

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Cronache di Bassavilla 1

MA COME SI PUò UCCIDERE UN BAMBINO?

di Danilo Arona

Bassavilla1.jpg
Non c’è dubbio, certi discorsi corrono il serio rischio di essere patetici, specie quando iniziano con “una volta”, “ai miei tempi”, e via dicendo. La realtà è che tutti invecchiamo e, che dopo un congruo numero di anni, il mondo è sempre più diverso da quel che vorremmo che sia. Io, ad esempio – una volta, appunto – entravo tanti anni fa in un cinema buio, magari per gustarmi un bell’horror di quelli sconosciuti e “adulti”, e ci scoprivo con immenso piacere poca gente. Poca, proprio: iniziati gourmets per un alimento raro destinato a limitate ma capaci bocche. L’horror, allora (ahi!), era ciò che dovrebbe essere ancora oggi: zona proibita, armadio ricolmo di pulsioni sessuali da non aprirsi e, se sulla locandina campeggiava la strisciolina “vietato ai minori di 14 anni” (meglio ancora ai 18…), il fatto era interpretabile come indizio di buona qualità del prodotto.

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Gennaio 21, 2005

Miseria, terrore e morte. Attenti a chi votate, ragazzi!

di Vittorio Curtoni da La Libertà del 19 febbraio 2005

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Agosto 2008. Una giornata torrida in un qualunque paese della pianura padana. Dopo la vittoria della sinistra alle elezioni del 2006. Siamo nell'ufficio del sindaco. Entra il segretario politico di zona.
"Buongiorno, compagno segretario politico."
"Buongiorno, compagno sindaco. Come procedono le cose?"
"Ottimamente, compagno segretario. La gente è in miseria, terrorizzata, e muore che è una bellezza!"
"Perfetto, compagno sindaco. Sempre restare all'altezza dei grandi obiettivi rivoluzionari del nostro governo. A prigionieri come stiamo?"
"Splendide notizie, compagno segretario. Abbiamo appena catturato tre forzitalioti, un ex democristiano della corrente andreottiana e un ex socialista craxiano. Esemplari rari. Li abbiamo già messi al lavoro. Si stanno costruendo la baracca d'amianto dove potranno cuocere e marcire in santa pace. Prima però vorremmo torturarli un po'. È importante tenere alto il morale dei compagni militari dell'Armata Rossa."

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S'insedia Bush, paga il Reverendo Moon

bushmoon2.jpgdi Giuseppe Genna

Che corresse buon sangue tra la famiglia Bush e il Reverendo Moon, quello che sferrò l'attacco al Vaticano attraverso l'imbolsimento nuziale di Milingo, era cosa nota da tempo [ne avevamo già scritto qui]. Tra loro corre sangue buono, il resto del sangue scorre altrove. Già Bush Padre era intervenuto a favore di Moon in delicate situazioni di carattere squisitamente geopolitico. Del resto, Moon aveva sonoramente ripagato simili favori, finanziando le tre campagne presidenziali Bush. Però la notizia più recente sul link tra il Presidente Ultracristiano e il Reverendo Coreano surclassa la surrealtà dell'incontro Berlusconi/Cossiga/Lecciso/Venier. Veniamo infatti a sapere che il Reverendo Moon, le cui nozze di massa aprono Mao II di Don DeLillo, ha sborsato la bellezza di mezzo miliardo di lire per la cerimonia di insediamento di George W Bush.

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Gennaio 20, 2005

Fantasy al potere

berllecc.jpgBerlusconi, cena a Palazzo Grazioli con la Lecciso e Mara Venier
ROMA - La conduttrice di "Domenica In" Mara Venier e la soubrette e moglie del cantante Al Bano, Loredana Lecciso, sono giunte questa sera a Palazzo Grazioli. La Venier si è presentata all'ingresso del palazzo a bordo di una mercedes grigio metallizzato con autista insieme alla Lecciso. La conduttrice del programma di RaiUno è scesa dall'auto annunciando di essere attesa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La Venier indossava un paio di pantaloni chiari da sera e un piumino nero, mentre Loredana Lecciso era avvolta in un elegante vestito da sera nero.

E poi e poi e poi... Adesso... arriva lui...

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Gennaio 19, 2005

Lo Schifometro - 2

“LIBERO” E IL PAESE DELLE ORECCHIETTE

di Vittorio Catani

Vendola.jpg
Lascia ch’io pianga muto / senza quel tuo limone
limone asfalto e sputo / astio del venerdì

la morte all’imbrunire / lontano dal cancello
chiuso dentro l’imbuto / di un altro carosello

di carri armati e irati / di un celerino a uccello
ti spezzano i carati / del sogno tuo degli anni

l’ora del manganello / rintocca nei tuoi panni
l’ostia di nuovi giorni / si frange a questo luglio

arca del mai partire / arco del tuo finire
freccia dentro uno scoglio / fumogeni a morire.

Il giorno 19 gennaio 2005, un’altra “misura” me la suggerisce il quotidiano “Libero”, che in prima pagina urla: “L’ALA GAY DELLA SINISTRA”, proponendo due grandi foto, una di Nichi Vendola - Deputato di Rifondazione Comunista, reduce della recente vittoria alle

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Vittorio Curtoni festival: TRAPPOLE IN LIBERTA'

di Valerio Evangelisti

TrappoleVic.jpg
Chi non conosce Vittorio Curtoni? Oltre a essere uno dei traduttori più contesi sul mercato editoriale, fu tra coloro che diedero alla fantascienza la dignità culturale che in Italia ancora le mancava, attraverso riviste come Galassia, Robot, Aliens e altre ancora. Senza considerare l’attività di scrittore svolta in proprio, di cui l’antologia Retrofuturo, pubblicata dalle Edizioni Shake nel 1999, costituisce il più rappresentativo florilegio.
Chi ha sempre apprezzato la scrittura di Curtoni, ora pensosa, ora ricca di verve, come è l’uomo stesso, si è dovuto dolere negli anni del fatto che il suo esercizio fosse sempre più limitato alle traduzioni. Solo i concittadini di Piacenza potevano assaporare con la dovuta frequenza gli interventi di Curtoni, divertenti, graffianti, spesso polemici, ospitati dal quotidiano La Libertà.

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Le strabilianti coincidenze Lincoln-Kennedy:
il complotto come narratologia

di Giuseppe Genna

zaprjfk.jpgUna delle grandi demistificazioni narrative di questo tempo è quella che distrugge la centralità affabulatoria del complotto. Per sommi capi, si potrebbe dire che DeLillo e Pynchon hanno traslato il grande romanzo americano nel paradigma della paranoia. Esausto, questo paradigma ha smesso di affabulare: ormai diverte. Da questo movimento, iper-romanzi di genere assai diverso e molto più all'avanguardia di quelli non scritti, bensì prodotti, da chi con la suspence complottistica ritiene di fare ancora letteratura.
In sé, il nucleo del complotto è, dal punto di vista letterario, assai perturbante. Si consideri per esempio l'incredibile serie di coincidenze che accomunano le persone e le caratteristiche delle morti di Abraham Lincoln e John Fitzgerald Kennedy. La lista che segue è composta da affermazioni storicamente accertate.

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Gennaio 18, 2005

La nuova apartheid americana

di Randall Shelden e William B. Brown
[da http://www.zmag.org]

jailapart.jpgI detenuti moderni occupano, e hanno sempre occupato, i gradini più bassi della scala sociale. Il sistema carcerario moderno (comprese le carceri locali) è un insieme di ghetti e di ospizi, riservati soprattutto ai non specializzati, agli ignoranti e agli incapaci. In misura crescente questo sistema è riservato alle minoranze razziali, soprattutto ai neri, motivo per cui lo chiamiamo la nuova apartheid americana. Questo è lo stesso segmento di società americana, che ha fatto l’esperienza di una delle più drastiche riduzioni di reddito e che è stato bersagliato per il suo coinvolgimento nella droga e la conseguente violenza, che viene dalla mancanza di mezzi legittimi per il conseguimento dello scopo.

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Gennaio 17, 2005

'Tis the season

china_mieville.jpg di China Miéville
(tr. di Paolo Chiocchetti)

Chiamatemi infantile, ma amo tutte quelle sciocchezze - la neve, gli alberi, i fili argentati, il tacchino. Amo i regali. Amo i canti e le allegre filastrocche. Semplicemente, amo il Natale™.

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A Dreadful Imbroglio

SULLE ORME DI JOHN FANTE, DEI SUOI LIBRI E DELLA MEMORIA VENDUTA. UNA STRANA STORIA...

di As Chianese

JohnFante.jpg
Fante è lo scrittore più maledetto d’America.”
Charles Bukowski

Non me ne vorrà il bravo cantautore Vinicio Capossela, se per il titolo di questo mio gli rubo qualcosa. Ma a differenza di tanti lettori, che questo Natale rincorrevano qualsiasi cosa avesse scritto tale Dan Brown, la mia vista ha avuto un breve seppur fatidico salto di qualità quando, tra gli scaffali del mediastore di turno, ho intravisto un libro di John Fante (1909 – 1983). Erano anni che aspettavo con impazienza la ripubblicazione delle opere di questo straordinario autore italo – americano. Uscito per la Einaudi, La Confraternita dell’Uva, è un libro che finalmente si può reperire senza problemi in qualunque libreria, un romanzo di incredibile bellezza e straziante malinconia che si dipana lentamente, davanti agli occhi del lettore, come fosse un intenso film di Michael Cimino, più che mai etnico.

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Lo Schifometro - 1

SCHIFO GIORNALISTICO

di Vittorio Catani

Catani1.jpg
La mattina del 16 gennaio 2005, uno scampolo della “misura dello schifo” che circola mi viene suggerito, per esempio, dalle prime righe di un articolo di fondo di Paolo Guzzanti che occhieggio da Il Giornale, esposto in un’edicola con altri quotidiani. Il Guzzanti, dopo un “cappello” folkloristico che tira in ballo gli Aztechi, scrive: “Ai magistrati che apertamente si ribellano all’unico potere esistente nella democrazia, quello che deriva per delega dal sovrano popolare [?], il potere politico dovrebbe rispondere con altrettanto sdegno: Non ci fate paura. Noi discendiamo dal consenso delle urne, voi da un concorso statale (…) Perché la giurisdizione non è affatto un potere dello stato (…) Non esiste alcun conflitto fra poteri, ma un’usurpazione di potere contro l’unico legittimo. Il resto sono amabili chiacchiere”.
L’articolo continua per due lunghe colonne in penultima, ma onestamente non ho avuto la forza di proseguire nella lettura.

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Gennaio 16, 2005

DANNATI ANGELI

di Federica Vicino

Clovis-signadiaboli.jpg
Padre Bruchner si raccolse in preghiera, il rosario stretto nella destra, la sinistra avvinghiata al passamano, e ancora scale e scale – nemmeno fosse, la sua, una discesa agli inferi. Non sapeva se e quanto ancora avrebbe resistito. Si affidò all’unica risorsa di cui disponeva: la preghiera. Ripeteva il rosario, biascicandolo fra le labbra molli, in un latino maccheronico impastato della lingua bastarda di quei posti. Il freddo era insopportabile, ma lui continuava a sudare: rivoli oleosi gli rigavano la fronte. Eppure continuava a scendere. Mosso da chi sa quale forza interiore. Il sepolcro emanava un tanfo rancido, di un’indistinta materia organica in decomposizione. Gli bruciava nelle narici. Ma proseguì.
Si ritrovò all’imbocco di un tunnel, e di questo non si sorprese. Buio a perdita d’occhio. Sempre abbrancando il rosario, si avviò. Era una galleria scavata nella pietra, così umida da trasudare liquido putrescente dalle pareti. La sua architettura presentava una certa discontinuità; di tanto in tanto delle voragini laterali si aprivano sull’imboccatura centrale di quell’immane budello. Sembravano salti nell’ignoto. Neri d’un nero incomparabile alla più buia e disperata delle notti. Già da un po’, padre Bruchner avvertiva una strana sensazione: un pulsare di vita segreta, che si dimenava nelle venature della pietra. Si sentì come accerchiato. Ma proseguì.

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Gennaio 15, 2005

Andy Warhol: Pop

di Gabriele Romagnoli

popmz.jpgSu una cosa Andy Warhol e la sua corte dei miracoli avevano sicuramente ragione: loro arrivavano prima. Fecero un film su "un marchettaro della 42ma" con largo anticipo su un Uomo da marciapiede e avvertirono con stupore e allarme che Hollywood e tutto l'apparato commerciale stavano «entrando nel loro territorio». Cercarono di spostarsi oltre quel confine, ma non riuscirono a immaginare un'altra zona franca, una nuova Factory. L'epitaffio di quegli anni Sessanta in cui non era chiaro se «succedevano piu' cose perche' la gente stava sveglia piu' a lungo e le faceva accadere o se la gente aveva cominciato a prendere l'anfetamina perche' c'erano tante cose da fare», e' una frase emblematica: «Le superstar dei vecchi tempi non venivano molto spesso alla nuova Factory, alcune dicevano che la bianchezza del loft li faceva sentire a disagio».

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Marcus & Ritchie: Il costume di mio padre

marcuscover.jpgdi Simone Barillari
[Le recensioni, secondo il sottoscritto, contano molto meno di altri atti. Non è quindi una recensione quella che qui propongo, bensì una quarta di copertina firmata, peraltro da un critico di cui ci si deve fidare, per la quantità e la qualità di proposte con cui da anni arricchisce il panorama editoriale italiano. gg]

Si può tentare di raccontare – di intendere, di immaginare – questa storia in molti modi. Per esempio, si può provare a dire che questa è la storia di due fratelli e di un padre e di una sorta di gita al mare, o piuttosto di una fuga al mare, anche questo non è sbagliato – una fuga da un attacco o comunque da qualcosa di minaccioso che incombe sulla loro casa.

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Processo agli psicofarmaci

zoloftdrug.gifdi Rob Waters
[da Adbusters, tradotto da Loredana Stefanelli per Nuovi Mondi Media]

I produttori di antidepressivi cooperano con i procuratori distrettuali affinchè venga smentito il coinvolgimento di questi farmaci in atti criminali compiuti da coloro che ne fanno uso. In gioco ci sono la reputazione dell’antidepressivo più venduto negli Stati Uniti, i suoi 3 milioni di dollari di vendita – e il futuro di molte persone.

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Gennaio 14, 2005

Chester Himes: Rabbia ad Harlem

himescover.jpgdi Roberto Barbolini

himes.jpgDue volte nero: per il colore della pelle e per le sue storie violente, una specie di hard-boiled etnico che, come sottolinea Manuel Vàzquez Montalbàn nella prefazione a Rabbia ad Harlem (edito da Marcos y Marcos, 224 pagine, ora 13.50 euro) hanno fatto parlare di lui come di un Balzac di colore. Ma Chester Himes non ha bisogno di nobilitazioni che sono sempre un modo per ridurre il sorprendente a categorie rassicuranti;
così come – pur non sfigurando accanto ai grandi nomi di Raymond Chandler e Dashiell Hammett – non deve essere incasellato, neanche con le migliori intenzioni, nell’ambito della narrativa poliziesca.

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La lobby italiana delle armi

Tutti i nomi di chi, da anni, cerca di "convincere" il Parlamento ad abolire la legge 185/90. E non sono solo industriali
di Gabriella Meroni
[da VITA]

weapon.jpgLa lobby delle armi? Non è un fantasma, esiste. Non è un'invenzione dei soliti pacifisti new global, sempre un po' dietrologi, che attaccano i soliti grandi vecchi, rispolverando tutta la retorica delle buone utopie. No. Questa volta non è retorica, è realtà: perché la lobby delle armi esiste veramente, ha una sede (a Roma), attività precise (resoconti e pubblicazioni), un portavoce (Carlo Festucci), perfino una relazione annuale, consultabile da chiunque.

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Gennaio 13, 2005

Il verde livore della discordia. Una noterella...

...di Roberto Bui (alias Wu Ming 1)

detritus.jpgSolo due parole, senza perdere troppo tempo, ché gli amici mi invitano a lasciar correre ma siccome l'attacco è personale c'è una riflessione da fare (appunto) in prima persona.
Qualcuno sta dedicando la propria vita al tentativo - peraltro vano - di scalfire il mio buonumore.
Nella più totale assenza di fonti o pezze d'appoggio, il mio nome (e cognome, ripetuto in modo ossessionante) è fatto oggetto di calunnie e sistematici tentativi di diffamazione. Calunnie addirittura neo-barocche, piene di orpelli, di gargoyles, altorilievi, come le facciate di certe cattedrali... ma costruite sulle sabbie mobili e naturalmente destinate ad affondare. Cui prodest?
Nei giorni scorsi qualcuno ha ricordato proprio le vicende del Black Panther Party raccontate dal mio alter ego, Wu Ming 1, nel suo romanzo New Thing. Ad un certo punto la comunicazione di movimento fu "dirottata" dall'FBI verso un pantano di dicerie, illazioni, pettegolezzi maligni, frasi mai dette ma attribuite e ossessivamente ripetute, accuse reciproche tanto gravi quanto infondate. La discordia e il sospetto lievitarono come ciambelle avvelenate, e ciascun compagno - pur criticando il trend - assaggiava una fetta e commentava.

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Nascita di una leggenda: i pericoli del "fumo passivo"

di William T. Whitby

ScarlettJohansson.jpg
Ancora prima di smascherare la falsità della teoria del cancro polmonare da fumo, mi sembra urgente ridimensionare le paure del «fumo passivo», detto anche «fumo involontario» o «di seconda mano ». Si tratta di un concetto del tutto infondato sul quale i fanatici nemici del fumo fanno affidamento per ottenere consensi e far sì che il fumo venga proibito su treni, autobus e dovunque. Se si potesse dimostrare — e io credo che sia facile — che si tratta di una pura assurdità, non sarebbe più possibile appellarsi ai pericoli per la salute per bandire il fumo dai luoghi pubblici.

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Gennaio 12, 2005

Polemica balorda contro i Wu Ming

di Valerio Evangelisti

ProgMem18.jpg
Mi vedo costretto a fare ciò che più vorrei evitare: intervenire su queste pagine per “fatto personale”. Vi avevo rinunciato anche nelle rare occasioni in cui su qualche sito o qualche giornale erano apparse considerazioni sul mio conto poco gradite. Di norma non ritengo dignitoso instaurare polemiche che poi si esauriscono da sole, dopo avere imbrattato tutte le parti in causa.
Se questa volta violo la regola, è perché la faccenda di cui sto per parlare non riguarda realmente me, bensì i Wu Ming. Io vi entro solo in quanto vengo “usato” come arma contro di loro. Cosa stupefacente per chi sappia quanto io stimi i Wu Ming, collabori regolarmente con loro (vedi ultimamente il caso Battisti) e li ritenga, nel panorama letterario nazionale, il gruppo di scrittori più vicini alle mie vedute (il che non significa che siano sempre identiche). Per non parlare dell’amicizia personale, che negli anni si è solo rafforzata.

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Gennaio 11, 2005

Ucciso Gary Webb?

garywebbra.jpgE' successo: Gary Webb, il giornalista di cui Carmilla ha pubblicato un'intervista, è stato trovato morto. Gary Webb era l'autore del celeberrimo The Dark Alliance, con cui ha denunciato il sistema americano e la CIA come produttori e distributori di droghe di massa, mirate al controllo della popolazione. La sua inchiesta, pubblicata sul San José Mercury News, gli meritò il premio Pulitzer.
Le autorità americane parlano di suicidio.
Pubblichiamo un articolo di Fabrizio Casari [www.reporterassociati.org], alla fine della cui lettura la ricostruzione della polizia Usa sembra riciola oltre che tragica.

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Matheson: Tre millimetri al giorno

matheson3mm.jpgdi Francesco Scalone

La cantina è un luogo della paura e da lì Matheson ha mosso i primi passi della sua carriera. In Nato di uomo e di donna, il racconto breve con cui Matheson esordì nel 1950, dentro una buia cantina una tipica famigliola borghese tiene nascosto il proprio bambino deforme, un mostro tanto più simile nell’aspetto ad un grosso ragno. Ed è in una cantina che Scott Carey, protagonista di Tre millimetri al giorno, rimarrà imprigionato. Dopo aver pubblicato Incubo a seimila metri e Io sono leggenda (prefazione di Valerio Evangelisti), l’editore Fanucci ripropone oggi in una nuova traduzione Tre millimetri al giorno (The shrinking Man, nella versione originale), altro classico inossidabile da cui nel 1957 Jack Arnold trasse Radiazioni Bx: distruzione uomo.

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La spia Jung: psicoanalisi al servizio degli Usa

di Ennio Caretto

7179022.gifWASHINGTON - E’ il 3 febbraio del 1943. David Bruce, il capo dello spionaggio Usa in Europa, riceve un dispaccio dell’agente 110 da Berna. «L’agente 488 - dice il dispaccio - riferisce che Hitler si nasconde in un bunker sotterraneo nella Prussia dell’Est e che chiunque voglia vederlo deve passare ai raggi X». L’agente 488, continua il dispaccio, «conosce bene i tratti psicopatici di Hitler e crede che adotterà le più disperate misure fino all’ultimo, ma non esclude che si suicidi». Il dispaccio esorta lo spionaggio americano «a prestare la massima attenzione alle analisi dell’agente 488 dei sinistri leader del nazismo tedesco e del fascismo italiano: il suo giudizio sulle loro possibili reazioni agli eventi mi è di grande aiuto nel valutare la situazione». L’agente 110 è Allen Dulles, il fido di William Donovan (Bill il selvaggio), il fondatore dell’Oss, il servizio segreto Usa. L’agente 488 è Carl Gustav Jung, un maestro del pensiero europeo, l’ex «principe ereditario» di Sigmund Freud nel regno della psicoanalisi.

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Gennaio 10, 2005

Inquisizione: la verità è siciliana

di Valerio Evangelisti
da Visti da lontano. I siciliani raccontati dagli altri, suppl. a La Sicilia del 30 dicembre 2004

Jeannedarc.jpg
Una recente e costosissima pubblicazione della Biblioteca Apostolica Vaticana (L’Inquisizione. Atti del simposio internazionale, Città del Vaticano, 29-31 ottobre 1998, 2003, pp. 786, € 60,00) porta a termine l’attività di occultamento condotta per decenni dagli storici “revisionisti”, paradossalmente rinvigoriti da quando Giovanni Paolo II ha chiesto pubblicamente perdono per i delitti degli inquisitori. Nella prefazione il curatore, Agostino Borromeo, traccia un bilancio sorprendente: in tutto l’arco della sua storia, l’Inquisizione avrebbe condannato al rogo 59 persone in Spagna, quattro in Portogallo e 36 in Italia. Un nonnulla, su un totale di 125.000 processi.

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Gennaio 09, 2005

Il fumare: un punto di vista reichiano

di Federico Navarro

Reich1.jpg
Il neuropsichiatra Federico Navarro, scomparso nel 2002, è stato l'uomo che ha introdotto in Italia (ma si può dire in Europa, e persino in Brasile) il pensiero di Wilhelm Reich, tanto che quasi tutti i maggiori analisti reichiani operanti nel nostro paese sono stati suoi allievi e collaboratori. Il brano che segue è tratto dal suo libro Somatopsicopatologia, ed. Idelson-Gnocchi, Napoli, 2000. Ringraziamo Roberto Sassi per la preziosa segnalazione.

Nell'ambito della lotta contro le droghe, si è recentemente scatenato un terrorismo psicologico contro il "vizio" del fumo.
Vale la pena chiarire l'argomento (a prescindere dal fatto che l'autore di questo libro sia un fumatore!).
Distinguiamo veri e falsi fumatori: i primi necessitano del fumo come un "normale" drogato, sono soggetti con un nucleo psicotico border-line, quindi con problemi di oralità, per cui essi sono capaci di fumare stando a letto, stando al buio, preferendo il fumo al cibo, a volte al sesso!
I secondi sono fondamentalmente degli ansiosi (diaframma) che col fumo "facilitano" l'importanza della espirazione.

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Gennaio 08, 2005

Grandi previsioni di grande sfiga per grandi fumatori

di Vittorio Curtoni

Smokgirl2.jpg
Mago Vik, l'unico mago italiano adottato come portafortuna dai produttori associati di carta igienica perché le sue previsioni fanno cagare e quindi stimolano gli affari, fumatore accanito sin da prima della nascita (la su' mamma fumava Nazionali Esportazione senza filtro), ha ripreso in mano la sua celebre sfera di cristallo tarocco per leggere nel tetro futuro dei tabagisti italiani, che siano lettori di CARMILLA ON LINE o no.
C'è poco da ridere. C'è poco da scherzare. La soluzione finale è alle porte.
Vedo, vedo nel futuro dei fumatori italioti...
Tutte le colonie di indiani d'America, noti anche come pellerossa, presenti sul suolo della nostra amata patria verranno dotate di ingegnose macchinette dette "telegrafo senza fili". Dopo di che, il primo indiano che si azzarderà a mandare segnali di fumo, grandissimi creatori di fumo passivo, avrà settant'anni di reclusione in un teepee di massima sicurezza e non potrà più sparare ai cowboy.

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Gennaio 07, 2005

Le origini politiche dell'isteria antifumo

di William T. Whitby

Guevarasmoking.jpg
Negli anni sessanta (e anche attualmente) il governo degli Stati Uniti veniva violentemente attaccato da quanti erano contrari all'uso dell'energia nucleare a causa degli effetti della radioattività. Fonte di grave inquietudine per il governo fu la pubblicazione, da parte di alcuni famosi scienziati, di relazioni in cui si sosteneva che l'aumento dei casi di cancro ai polmoni, prima piuttosto raro, era stato causato dalla radioattività dovuta agli esperimenti atomici e alle centrali nucleari. Esperti governativi informarono segretamente il governo di essere d'accordo con tali affermazioni. Il governo si trovava nei guai. Con un vasto settore dell'opinione pubblica già in allarme contro la radioattività, non poteva permettere che notizie simili diventassero di pubblico dominio; d'altra parte, di fronte alle minacce di aggressione di Russia e Cina, non poteva effettuare tagli al programma di armamento atomico.

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Gennaio 06, 2005

City Lights alla bolognese

di Gaspare De Caro e Roberto De Caro

Hortus1-2005.jpg
Abbiamo ripetutamente avuto modo di segnalare il trimestrale Hortus Musicus come una delle più belle riviste politico-culturali italiane, per non dire la più bella in assoluto, per eleganza della confezione e ricchezza dei contenuti. E' appena giunto in libreria il n. 21 (gennaio-marzo 2005), che ancora una volta sorprende per il tasso di intelligenza che ogni sua pagina sprigiona. Ne riproduciamo l'editoriale. L'illustrazione è di El Pisto. (V.E.)

Nein, er gefällt mir nicht, der neue Burgemeister!
Nun, da ers ist, wird er nur täglich dreister…

(Goethe, Faust)

All’angolo della strada la Fanciulla cieca vende un fiore al Vagabondo. Da più di settant’anni non c’è durezza di cuore che resista al gesto. Eppure ci sono eccezioni: rivestite un cuore di sindaco della dura scorza della Legge e non ci sarà scampo né per la Fanciulla né per il Vagabondo e nemmeno per il fiore. Un cuore di sindaco foderato di Legge è impermeabile a commozione e solidarietà, specialmente se nelle vene della sua città scorre il sangue di Irnerio e dei glossatori.


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IL GRANDE HOUDINI

di Silvano Fuso

houdini.jpgMassimo Polidoro - Il grande Houdini - Piemme - 20 euro
Il nome di Houdini è ormai sinonimo di magia in ogni parte del mondo. Fino a oggi però non era mai stata pubblicata nessuna biografia in italiano sulla vita del grande illusionista che furoreggiò in Europa e in America nei primi ventisei anni del Novecento e di cui ricorre quest’anno il settantanovesimo anniversario della morte. Se c’era un autore in grado di colmare questa grave lacuna editoriale non poteva che essere Massimo Polidoro. Polidoro, infatti, ha molte cose in comune con Houdini. Non solo è egli un esperto di illusionismo (oltre a essere laureato in psicologia), ma è stato allievo di quello che può essere considerato il maggiore erede spirituale di Houdini, ovvero l’illusionista e investigatore del mistero americano James Randi.

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Gennaio 05, 2005

Intervista a Kenneth Anger

angerkenneth.jpg
Kenneth Anger, discepolo del papa satanico Aleister Crowley, fu regista, pittore e scrittore. Autore del memorabile Hollywood Babilonia, frequentò un'umanità dissoluta e fuori della norma (Manson, Jagger, Sinatra, Howard Hughes, gli UFO...), tanto da attirare l'attenzione di James Ellroy in Tijuana mon amour. L'intervista che pubblichiamo, realizzata da Kadomon nel 1995 a Vienna e tradotta da Roberto Migliussi, è ripresa da Il Labirinto Stellare [gg]

- Mi puoi parlare delle riprese del tuo film Lucifer Rising in Germania e in Egitto?

La parte che vedi al cinema è solo la prima parte. Ho filmato un'altra parte - insieme durano un'ora. Ma possiedo solo la seconda parte prodotta ed ho bisogno di una quantità addizionale di denaro per gli effetti speciali dopo la stampa. La farò uscire su un laser disc dei miei film. Per Lucifer Rising andai in Germania. Filmai nella Foresta Teutonica in un luogo chiamato Externsteine che ha colonne naturali di arenaria. Sono alte circa un centinaio di piedi. Furono convertite in un tempio solare dai primi Celti.

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Essentialnews: la realtà impazzita

essentialnews.gifIl sito Essentialnews ha come ogni anno selezionato le sette notizie più assurde del 2004. Rigorosamente documentate, sono apparse nel corso dell’anno su testate fondamentali di tutto il mondo. Le segnalazioni originali e le fonti sono consultabili sul sito.
Ecco la mirabolante classifica...

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Gennaio 03, 2005

Lasciatemi parlare di Mumia

di Silvia Baraldini
[da Liberazione]

mumia.jpgOggi Mumia Abu Jamal inizia il suo ventiquattresimo anno di detenzione nel braccio della morte dell'istituto penale statale SCI Greene nello stato della Pennsylvania. Costruito nel 1996, SCI Greene è basato sul sistema dei pod, moduli che isolano totalmente i detenuti. Mumia vive in una cella di 8 piedi per 12 (2,5 metri per 3,7), ermeticamente sigillata, totalmente bianca ed asettica.
Nessuna immagine, fotografia o ricordo può inquinare la asetticità dell'ambiente ed il letto, il tavolo ed il piccolo armadio di metallo sono fissati al muro. Il tutto ideato per comunicare a lui, o a qualsiasi altro individuo imprigionato nelle stesse condizioni, un senso di impotenza, la deprivazione della possibilità di poter determinare anche gli aspetti più insignificanti e banali della propria esistenza.

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Goisis: ELIA IL GENIO

goisiscover.gifdi Giuseppe Goisis
[da Un posto vale l'altro - peQuod]

Io non c’entro niente con la musica, né suonare né cantare, ma Elia è sempre stato un genio. Dicono che i ciechi hanno certe qualità.
Quella sera eravamo alla cascina.
È dello zio di Michele e ci andiamo almeno una volta al mese. Organizziamo le feste. Se è estate con i falò. Se è inverno con il camino.
Andiamo là e passiamo la sera a ballare e a mangiare, e anche altro, fino a notte. Problemi di rumore non ce ne sono. Siamo in mezzo alla campagna. Al limite la nebbia, o la strada sterrata quando piove. Ma arrivano sempre tutti.
Qualunque tempo fa si sta bene. Ognuno porta qualcosa. Fra di noi è facile stare bene. Siamo gente semplice. Nessuno è ricco o razzista. Mia cugina l’anno scorso ha avuto una figlia con il suo ragazzo senegalese. A parte la nonna siamo stati felici. È nera e si chiama Uanpuire.
Elia alle feste si esibisce con la pianola elettrica. Ne ha una per ogni tipo di strumento e di ritmo. Incita la gente e se non cantiamo ci insulta. A volte qualcuno gli fa uno scherzo e sposta il microfono. È molto volgare, ma suona e canta da professionista. Secondo me alla cascina è sprecato.

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Benvenuti a Leccisopoli

di As Chianese

Lecciso.jpg
Strano paese l’Italia. Se ne devono essere resi conto in migliaia quando, di fronte all’immane catastrofe che ha semidistrutto il sud-est asiatico, il giornalista televisivo di turno ha annunciato, con un tono talmente serioso da sfiorare i limiti del grottesco, che non c’erano stati problemi per il ritorno in patria dei nostri VIP. Emilio Fede gode di ottima salute, credendo che la sua fortuna, oramai, abbia a che vedere più col culto del nume tutelare d’Arcore che con le statistiche del caso. Gigi D’Alessio ha salvato ugola e famiglia ma non le valige, e se ne rammarica in diretta davanti a un confuso Giorgino. Filippo Inzaghi è il primo a tornare, manifesta un po’ di panico all’aeroporto ma non troppo, sta gia pensando al campionato e al suo atteso ritorno sul campo.

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Gennaio 01, 2005

Il tirannicidio: riflessioni e un florilegio

a cura di Wu Ming 1

tirannicida.jpgVorremmo iniziare il 2005 con alcune riflessioni su un dilemma etico/giuridico che ci accompagna fin dall'antichità, col quale si sono cimentati filosofi e artisti, laici e religiosi, massoni e gesuiti, santi e peccatori, rivoluzionari e lacchè del potere. Da Luciano di Samosata a Cicerone, da S. Tommaso d'Aquino a Lorenzino de' Medici, dalla rivoluzione inglese a quella francese, da Mazzini ai regicidi anarchici, da Tolstoi alle rivoluzioni del XX° secolo per arrivare ai giorni nostri, non si è mai smesso di ragionare sul tirannicidio, questa extrema ratio del "diritto di resistenza".
Il tirannicidio è giustificato oppure no? E' solo da comprendere o anche da condividere? E' sempre da condannare o dipende dai casi? Serve a qualcosa o è inutile o addirittura controproducente?
E poi: chi è un tiranno, cosa lo definisce? Il tiranno di Tizio è l'eroe di Caio. Più polarizzata sarà l'opinione pubblica, più difficile sarà definire il tiranno. E' sufficiente essere eletto dal popolo sovrano per non essere un tiranno? E' sufficiente non essere eletto per diventarlo? Nel periodo 2000-2004, il sistema dei media annoverava fra i leader democratici George W. Bush (che governava senza la maggioranza del voto popolare e gravato del sospetto di brogli), mentre includeva fra i caudillos e i dittatori Hugo Chavez (che governava e tuttora governa forte della maggioranza del voto popolare, e senza brogli).

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Genitori e figli

di Federica Vicino

Genitoriefigli.jpg
Io odio la Ribellione. La odio tanto quanto il Sistema; tanto quanto odierei qualsiasi regime, tanto quanto odio la guerra.
Dovrei attaccare così. E i ragazzi (mi pare di vederli!) sgranerebbero tanto d’occhi. Qualcuno direbbe che mi sono bevuto il cervello. Finalmente. Mi degraderebbero. Mi metterebbero a riposo forzato.
Non serve a niente… loro, lì, pronti, schierati, disposti a dare la vita; io sul mio merdoso podio, che armo gli animi e infondo coraggio. Alla malora! Non serve a niente. Questo direi. Non c’è nulla di abbastanza prezioso su questa terra da meritare il sacrificio di una sola vita. Fossanche la vita di un cane. Questo direi. Nessuno dovrebbe mai dare la vita. Nessuno dovrebbe mai morire.

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