di Giulietto Chiesa
[in uscita sul settimanale russo Kompania]
Altra battaglia tra giganti. Gulliver Microsoft è partito all'assalto di Lilliput Google. Il che conferma senza possibilità di equivoco che quanto più si mangia tanto più, ai giganti, cresce l'appetito.
Del resto per essere oggettivi, Google non è poi così minuscolo. Mi scuso con quelli, tra i miei lettori, che non navigano su Internet, e che forse sanno qualche cosa di Bill Gates capo e padrone di Microsoft, ma di Google sanno poco o niente...
Bene, partiamo da qui. Google è un "motore di ricerca". Una cosetta che è al primo posto nel mondo tra i motori che aiutano i naviganti a cercare qualcosa nel grande mare del Web. Prendi quel motore è arriverai su quattro miliardi di "pagine", in pochi secondi, su 880 milioni di immagini, fotografie quadri, disegni, ai quali si devono aggiungere 845 milioni di messaggi Usenet (il sistema di posta elettronica di Google). Secondo le agenzie specializzate che studiano questi fenomeni - e Google è un fenomeno dei nostri tempi - il motore Google viene inforcato da circa 82 milioni di persone al mese.
Orbene, su tutti quei miliardi di pagine, foto, informazioni di ogni genere, camminano (possono camminare) messaggi pubblicitari. E un messaggio che può raggiungere tanta gente, con pochissima spesa, quasi nulla, ridicolmente bassa rispetto a ogni altro veicolo, è oltremodo efficace.
Ecco perchè Gulliver Microsoft non poteva lasciare solo Google in questa prateria miliardaria (in dollari). Ecco perchè ha messo al lavoro schiere di tecnici per produrre la sua propria macchina di ricerca. Per la verità è la seconda volta che ci prova. Il primo tentativo, qualche anno fa, risultò perdente. Bill Gates aveva gettato sul mercato il sistema MSN, ma Google non ne risultò nemmeno scalfito. Al contrario, se prendiamo l'ultimo trimestre finanziario, Google ha più che raddoppiato i suoi profitti dopo essersi quotato in borsa a Wall Street.
Anche l'altro antagonista sul mercato, il piccolo ma anch'esso gigantesco Yahoo, non ha potuto impedire agl'inventori geniali di Google di procedere nella loro marcia trionfale.
Resta il mistero per quanto concerne la strategia di Microsoft. Come è fatto il suo motore? Non lo sa nessuno. Peggio di un segreto militare e lo si può ben capire, visto che ne possono derivare decine di miliardi di dollari di profitti. Le poche indiscrezioni, probabilmente pilotate dalla stessa Microsoft, fanno capire che il motore Microsoft sarà una specie di sommatoria di motori diversi, capaci di entrare in funzione in serie e in parallelo, e in grado di andare simultaneamente alla ricerca di messaggi, immagini, servizi, siti, notizie da ogni angolo del mondo e da ogni quadrante virtuale del world wide web. Meglio di Google, il motore Microsoft sarebbe capace di esplorare aree del web sconosciute, non frequentate. Insomma sarebbe un motore-esploratore.
Ma la battaglia ci riguarda da vicino, comunque vada a finire - come dice il titolo di un film del terrore - "sarai tu a perdere". Cioè tutti. Perchè quando una tale quantità di informazioni sono controllate da uno, due o tre centri di comando, ne risulta una tale concentrazione di potere da far venire il sospetto che qualcuno, da qualche parte, a un certo momento, vorrà farne uso. E non siamo affatto sicuri che questo qualcuno abbia a cuore i nostri problemi, i nostri desideri, i nostri saperi, soprattutto la nostra libertà.


[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
La semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

Sono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...

