testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di H. Marcuse e K. Marx
1_maggio_mini.jpg"Il lavoro estraniato, strappando all'uomo l'oggetto della sua produzione, gli strappa la sua vita di essere appartenente ad una specie, e muta il suo primato nel fatto che la natura gli viene sottratta".

new.gif
di Redazione
sbancor_mini.jpgE' l'anniversario del ritrovamento del corpo di Sbancor, uno dei collaboratori più amati di "Carmilla", uno dei maestri che sentiamo mancarci maggiormente. Il 30 aprile dell'anno scorso, in mattinata, apprendevamo attoniti della morte fisica di una delle menti più potenti del Web e della carta italiani per profondità di analisi, generosità politica e, in primis, spessore umano.

new.gif
di D. Feroldi
abdulsalamguibre_mini.jpg[...] Vorrei che noi, abitanti di questo paese, di questa città che è stata la sua, pur così matrigna, potessimo vedere il volto dei suoi assassini e interrogarci su quello che si può leggere negli occhi di qualcuno che in una notte di furia abbatte un innocente, senza fermarsi un momento a guardare il volto umano che ha di fronte...

new.gif
di G. Toni
deangeliscovermini.jpgIl saggio di De Angelis, piuttosto che limitarsi ad una facile critica a Fukuyama, preferisce insistere nel dimostrare come le varie lotte per i beni comuni e la dignità sviluppatesi negli ultimi decenni, abbiano attraversato la gerarchia salariale planetaria mirando ad una realtà “altra”, quella dell’ “inizio della storia”.

new.gif
delillo_uomochecademini.jpgdi T. Litt
dal 'Guardian' del 26 maggio 2007. Privato di qualunque attenzione critica di spessore, "Falling Man" di DeLillo è passato quasi inosservato. Non esiste, di fatto, un ragionamento all'altezza né dello scrittore né del testo, la cui apparente "delusività" è un elemento che indurrebbe a riflessioni profonde, ma che finora ha guadagnato al grande autore americano un discredito abbastanza comico da Body Art in poi...

new.gif
di Matteo Dean Vittorio Sergi, Il vento dal basso: nel Messico della rivoluzione in corso, prefazione di John Holloway, Ed.it,...

new.gif
di Valerio Evangelisti Puerto Escondido, Oaxaca, Messico. Scrivo da un paese che sembra sprofondato nella follia. La località in cui...

new.gif
copenhagen2009mini.jpgIl 30 novembre 2009 i governi del mondo si riuniranno a Copenhagen per la quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima. Sarà il più grande vertice sul cambiamento climatico di sempre perché si dovrà decidere se tentare di risolvere il problema: leggete e aderite all'appello di Rising Tide UK.

new.gif
di Luca Barbieri Qui le precedenti puntate. c) 2002 - Si consente la riproduzione parziale o totale dell'opera e la...

new.gif
di S. Ricciardi
cargo.jpeg «Ero terrorizzato dal fatto di essere onesto, il più onesto possibile, e nello stesso tempo avevo anche la pretesa di ricostruire la storia, quindi tutto si gioca tra queste due esigenze. Ma chi fa la storia mente per forza…»

new.gif
di Loredana Lipperini [Claudio Vergnani, Il 18° vampiro, Gargoyle Books, 2009.] Cacciatori di vampiri metropolitani. Quale l’ispirazione? Quale il modello?...

new.gif
di Leonardo Clausi L’intervista che segue fa parte di un colloquio/intervista avuto con Matthew Herbert, dance producer e artista elettronico...

new.gif
di Francesco Lo Duca Qui le precedenti puntate. "Sta nel nero della pelle nella festa collettiva sta nel prendersi la...

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpg La direzione aveva annunciato la messa in mobilità per ottanta persone. Questa azienda è finita. Io ho già mandato via un sacco di curriculum. Finita. Questa fabbrica è finita.

new.gif
di Francesco Lo Duca Qui le precedenti puntate. "Sta nell'immaginazione nella musica sull'erba sta nella provocazione nel lavoro della talpa...

new.gif
di Alessandra Daniele Che quello fosse l’unico modo, Jamal lo aveva accettato, come avevano fatto tutti gli altri. Ma quando...

new.gif
di Alessandra Daniele L’esplosione scardinò la porta del bunker. In una nuvola di polvere e fumo, l’uomo entrò a fucile...

new.gif
di Alessandra Daniele - Perché mi avete fermato?.. - Controlliamo il suo chip subcutaneo – rispose l’agente, puntandole il lettore...

new.gif
a cura di S. Quadruppani e I. Bussonni
L'"affaire de Tarnac": il giovane Julien Coupat in carcere da sette mesi per un libro. L'oscena dimostrazione di forza di un regime totalitario e biopolitico a estensione globale.

new.gif
di Antonella Beccaria Giuseppe D'Agata è un nome che la letteratura dovrebbe tenere bene a mente. Perché, spesso, il vizio...

new.gif
di A. D. Altieri
terror_war.jpg La direzione che gli Stati Uniti sceglieranno di prendere definirà i prossimi confini di ground zero. Una torre per sfidare il cielo. Oppure una ameriKadammerung.

new.gif
di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

new.gif
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...

new.gif
telese.jpg"Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]

new.gif
di G. Genna
dj_elektropier_mini.jpgUna videosession firmata Dj ElektroPier, figura di spicco della scena techno milanese: sulla base del remix di "The Human Bond" di Kevin Saunderson, materiali che vanno da Elio Petri a Matthew Barney a Maya Deren. Una performance inframediale su potere, repressione, controllo e corpo.

new.gif
di Alberto Prunetti L'affare s'ingrossa. Avevamo già segnalato su Carmilla (qui) l'uscita della prima raccolta delle storie del tremendo Don...

new.gif
“I would prefer not to...” sono le parole di Bartleby lo scrivano, il nome comune scelto dagli occupanti e dalle...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Interventi   frecciabr.gif    Perché Mompracem resiste ancora?

Perché Mompracem resiste ancora?

di Valerio Evangelisti

(Da AA.VV., Dieci decimi. Sguardi a ritroso sulla nostra letteratura, ed. Holden Maps / Scuola Holden, 2003. La presente stesura ha subito alcune modifiche.)

PiratidellaMalesia.jpg
Centinaia di Salgari

Emilio Salgari gode oggi di ampio interesse da parte della critica. Si tratta però, nella maggior parte dei casi, di un interesse tra il bonario e il divertito, teso a inquadrare il «fenomeno Salgari» - che si impone come tale in virtù della sua capacità di parlare a intere generazioni, spesso condizionandone l'immaginario - in una nicchia ai margini della storia della letteratura italiana. Magari si destruttura la prosa salgariana, si cercano i meccanismi della sua «magia», ma quasi sempre si approda nell'individuarne il cuore nel colorito e nel pittoresco.

Secondo me c'è ben di più, ed è la connessione stretta tra l'opera di Salgari e l'intero universo della narrativa popolare, con la sua capacità di destare emozioni durature e di riproporle a dispetto del tempo trascorso.
Si consideri un dato che non trova facili riscontri nemmeno nell'ambito del feuilleton: accanto alle opere lasciateci dall'autore, un centinaio, ce n'è una cinquantina di apocrife, di scritte da presunti collaboratori postumi, di firmate da eredi con lo stesso cognome o da imitatori ansiosi di essere confusi con il maestro. Un simile destino, comune nel mondo televisivo (si pensi a «Star Trek»), è toccato in letteratura a Conan Doyle e a pochissimi altri. Perché è significativo? Perché indica la richiesta massiccia, imposta dai lettori, che l'universo salgariano si perpetui. Salvo poi scoprire che nessuno dei continuatori più o meno legittimi di Salgari possiede il suo tocco. Ma qual è questo «tocco»? Rispondervi è importante. Significa affondare il bisturi nelle viscere della narrativa alla ricerca di un elemento impalpabile come il sogno. Perché di questo si tratta, quando parlo di perpetuazione dell'universo salgariano: della prosecuzione di un sogno. E può legittimamente essere espunto dalla Letteratura con la maiuscola uno scrittore capace di tale forza onirica? Sì, può esserlo, ma per me è un errore.

I pirati della Malesia. Un romanzo coacervo

I pirati della Malesia è il più tipico romanzo salgariano, quello che condensa gli elementi di tutti gli altri. Non è affatto il migliore. Quest'ultima medaglia la riserverei a un altro romanzo del ciclo di Sandokan: il cupo, grandioso, a tratti malinconico Il Re del mare. Costruzione però solitaria quanto la potente nave da guerra che gli dà nome, e che sarà seguita da una serie di avventure banali e ripetitive, di volume in volume grondanti stanchezza.
Invece I pirati della Malesia è il culmine e al tempo stesso l'avvio di una produzione seriale di cui fornisce già tutti gli elementi: un Sandokan che più romantico non si può, uno Yanez che più ironico non si può (divertentissime, a metà libro, le sue vicissitudini in una locanda cinese), una vergine innamorata e infelice (Marianna Guillonk) convenientemente impazzita alla maniera di Eugène Sue e di Ponson du Terrail, un servitore devoto e astuto (Kammamuri), un attor giovane (Tremal-Naik), un cattivo che è così intelligente da non essere nemmeno tanto cattivo (il rajah di Sarawack), un manipolo di eroi di media stazza fedeli al loro signore (Sambigliong, Tanauduriam, altri pirati). E poi battaglie terrestri e navali, discettazioni su flora e fauna esotiche degne del National Geographic Channel, infiltrazioni in campo nemico alla maniera di Ulisse, fino a una conclusione frettolosissima, di tre pagine appena, che rivela come tutto il materiale accumulato stia per far crollare l'impalcatura.
Ci sono tutti gli elementi, insomma, per dare forma a uno dei peggiori romanzi che siano mai stati scritti. Invece Salgari non solo tiene assieme il mostruoso coacervo, ma crea l'opera fondatrice di un mito pertinace e ancora vivo, e senza ricorrere ad astuzie particolari. Capire come fa è il vero «mistero della jungla nera».

La narrazione «theta»

Secondo alcuni neuropsichiatri, esisterebbe uno stato di «veglia sognante» (detta «attività theta», dal tipo di onde elettriche che attraversano il lobo temporale) in cui figure immaginarie acquistano l'evidenza di cose reali. Ciò accade, per esempio, in caso di narrazioni ripetute, formulate su un medesimo schema. Ho idea che ciò avvenga con Salgari e con altri maestri della narrativa popolare. Non che siano ripetitivi (Salgari a volte lo è, ma altre volte è originalissimo), solo che pescano, più o meno consapevolmente, in forme di narrazione più antiche, e talora ancestrali. Rendendo così il lettore non solo immediatamente familiare con la materia, ma anche straordinariamente aperto a una suggestione che, legandosi ad altre già presenti nella sua mente, penetrerà a fondo nella sua fantasia e, forse, lo condizionerà in futuro.
Cerco di spiegarmi con un esempio. Dumas, ne I tre moschettieri, ci presenta quattro tipi umani: D'Artagnan, il romantico coraggioso; Porthos, l'ingenuo irruento; Aramis, il sottile e tortuoso; Athos, il nobile custode dei valori. Passiamo a «Star Trek», primo ciclo. Kirk è D'Artagnan. Il dottor McCoy è nel contempo Athos e Porthos. Spock è indubbiamente Aramis. Veniamo ora a Salgari. Sandokan è D'Artagnan e Athos (in parte), Yanez è Aramis e Porthos. Lo so, manca un pezzo di Athos, ma quello lo ritroviamo in un diverso contesto: il ciclo del Corsaro Nero. Dove il Corsaro, Emilio di Ventimiglia, è indubbiamente una replica di Athos con un pezzetto di D'Artagnan, mentre il ruolo di Porthos e Aramis è rivestito da due uomini della ciurma, Carmaux e Wan Stiller.
Potrei sbizzarrirmi a cercare infiniti esempi di questo ventaglio di caratteri, talora disteso su una pluralità di personaggi, talaltra chiuso su un paio appena; oppure dilungarmi sui due aspetti della femminilità, quello benevolo e dolce e quello fatale e perverso. Sta di fatto che simili figure si ritrovano pari pari nella Commedia dell'Arte, e prima ancora; fino a essere presenti nel Pantheon di tutte le mitologie a me note.
Insomma, Salgari, come mille scrittori popolari, ricalca tipologie antiche — tanto antiche che forse rinviano ad archetipi. A quel punto, se l'operazione è ben condotta (e in Salgari lo è), la suggestione è assicurata. I suoi eroi vivranno per sempre, perché erano vivi da sempre.

La letteratura popolare: cos'è cambiato in Italia dai tempi di Salgari?

L'Italia non fa testo, anche per lo scempio che l'accademia ha fatto di tutta la narrativa di genere, vilipesa fino all'odio. Però anche l'Italia ha infine dovuto aprire le frontiere e accogliere prodotti importati. Un veicolo importante è stato legato a una peculiarità tutta italiana: la vendita di libri in collezioni da edicola. Quando si dice che gli italiani non leggono si afferma una sciocchezza, perché si tiene conto solo degli acquisti in libreria. Senza considerare che gialli, fantascienza, romanzi d'amore ecc. raggiungevano, negli anni d'oro (cioè prima che l'universo mediatico cambiasse forma), tirature settimanali di quaranta-cinquantamila copie. Edicole e cartolibrerie sono stati veicoli importanti di alfabetizzazione del popolo italiano.
Tuttavia, per riallacciarmi al discorso precedente, chi ha raccolto l'eredità della letteratura popolare fondata sul mito e sull'archetipo è stato il cinema. E lo ha fatto del tutto consapevolmente, indagando sulle proprie azioni con una profondità quasi ignota in ambito letterario, dove ci si accontenta delle divagazioni di un Piero Citati.
Un testo base rivolto agli sceneggiatori, Il viaggio dell'eroe di Chris Vogler, potrebbe essere ottima base interpretativa dell'intera produzione salgariana. Provare per credere.

La creazione di un'epica

I pirati della Malesia è in apparenza una narrazione caotica, e si ha spesso l'impressione che Salgari non abbia in mente un progetto preciso, ma si lasci trascinare dagli eventi via via che gli escono dalla penna. In realtà non è così. Il racconto si struttura in tre agglomerati piuttosto ben definiti (anche se i capitoli sono raccolti in due parti). Il primo si svolge quasi tutto in mare, e culmina con la caccia alla cannoniera olandese Helgoland. Il secondo ha luogo a terra, e ha per protagonista assoluto Yanez, infiltrato in campo nemico (Sarawack). Il terzo è interamente dominato dalla vicenda di Ada Corishant, l'innamorata di Tremal-Naik divenuta pazza e che Sandokan guarisce facendole rivivere le situazioni che la condussero alla follia. Seguono la sconfitta del rajah James Brooke e la rivolta che lo rovescia, ma non si tratta di un quarto atto, bensì di un epilogo, vista la fretta con cui sono narrati gli eventi. La struttura dunque c'è, e si presta a considerazioni curiose.
Anzitutto, essa cela un condensato di tutta l'opera salgariana, relativamente al ciclo malese, antecedente e successiva. La parte marina è molto simile a quella dei romanzi in cui le battaglie navali prevalgono, tipo il pessimo La riconquista di Mompracem o l'ottimo Il Re del mare (dove il possente incrociatore è un po' l'equivalente dell'Helgoland). Yanez «infiltrato» lo si era già visto ne Le tigri di Mompracem, e lo si rivedrà in Alla conquista di un impero. La terza parte è una pura e semplice replica de I misteri della jungla nera, con dettagliata descrizione dei cerimoniali dei thugs (presenti anche, in contesto parigino, nel romanzo Gli strangolatori di Ponson du Terrail). Potremmo quasi dire che chi legga I pirati della Malesia abbia in pratica letto l'intero ciclo di Sandokan. Da quel momento non si troverà di fronte che variazioni sul tema.
Fin qui, sembrerei dare ragione a chi sostiene che la paraletteratura si fondi sui cliché e sulla ripetitività esasperata. In realtà, non condivido affatto quel tanto di liquidatorio che è presente in questo giudizio.
Qui mi sostiene un saggio di Francesco Scardamaglia, uomo di cinema e psicanalista, apparso sulla rivista «Script». Scardamaglia vi sostiene che anche i sogni si strutturano in tre atti, e che la ricorrenza di tale schema, in forme occulte o palesi, nei tipi più popolari di narrazione, obbedisce a un'esigenza mentale recondita di organizzazione del racconto. Se ciò è vero — e credo che lo sia — la costruzione narrativa salgariana, in apparenza scombinata, va a sfiorare materiale inconscio e su esso si articola. Dunque si insinua nel profondo più di tanta prosa corrente. Se a ciò aggiungiamo il ricorrere a figure di protagonisti che hanno facili riscontri omerici, se non addirittura precedenti (Achille, Ulisse, Elena, ecc.), ci è facile desumere che Salgari attinge consapevolmente al mito per riproporlo sotto altro sembiante. Sa benissimo che sta creando un'epica destinata a durare, poiché è modellata su altre preesistenti.

Narrazione ancestrale

Guardiamo cosa accade ne I pirati della Malesia. Dopo le grandi imprese de Le tigri di Mompracem, Sandokan si è ritirato sul suo isolotto, affranto per la perdita dell'amata Marianna Guillonk. Si dedica alla pirateria di piccolo cabotaggio, tanto che in mare manda di preferenza Yanez. Ed ecco che un evento imprevisto, la cattura casuale dell'indiano Kammamuri, lo richiama in battaglia. Kammamuri gli svela le tragiche traversie della cugina di Marianna, Ada Corishant, ed evoca il nome del nemico supremo, Lord Guillonk. Sandokan torna dunque sul sentiero di guerra, ma lo attende una prima sconfitta in campo aperto. Non gli resta che attuare una lenta marcia di avvicinamento al nemico (che poi sono due: a Guillonk si è affiancato il rajah bianco di Sarawack), raccogliendo alleati lungo il percorso. Ci saranno una vittoria finale e una resurrezione (Ada / Tremal-Naik), poi il ritorno di Sandokan a Mompracem (e di Tremal-Naik in India).
A parte una duplicazione transitoria degli eroi e dei cattivi (Sandokan / Tremal-Naik, Guillonk / Brooke), siamo di fronte a un'applicazione tra le più fedeli e convincenti (un'altra è Il Signore degli Anelli) dello schema che Chris Vogler rintraccia in tutti i miti. Con in più agnizioni, pentimenti, una versione coloniale di Montecchi e Capuleti, audacie illimitate, astuzie illimitate, senso dell'onore e sete di vendetta frenata all'ultimo dall'umanità.

Un luogo che sta altrove

Se per decifrare Salgari dobbiamo fare ricorso ad autori che si occupano di cinema, è perché Salgari è cinema. L'azione è descritta con precisione scenografica, i paesaggi hanno una magnifica evidenza di colori, i dettagli più improbabili hanno sapore di verità. È vero: quando Salgari si lancia in una descrizione, questa ha tutta l'aria di un pedissequo elenco di piante e animali, magari ricalcato da altri autori (Gustave Aymard, soprattutto) o copiato da manuali, errori inclusi (da cui l'onnipresenza del misterioso babirussa, povera bestiolina che non ha mai frequentato le giungle indiane). Però in Salgari ogni elemento esotico si dilata a dismisura, assume proporzioni assurde, sconfina nel fantastico come in Marco Polo. Un elefante salgariano porta sul dorso non un baldacchino pencolante, ma una piccola reggia; un rinoceronte è più demone che bestia; una sua tigre ha istinti sanguinari degni di Dracula; e non parliamo dei coccodrilli, più colossali e famelici di quelli di certi film di serie B. Si legga quel piccolo capolavoro che è Sandokan alla riscossa: una specie di bestiario medioevale, per varietà e fantasia della fauna e della flora. Salgari scruta la sua giungla come Cristoforo Colombo, nel film 1492 - La conquista del Paradiso (Ridley Scott, 1992), scrutava la terra incognita oltre la nebbia: aspettandosi di tutto. E noi viviamo lo stesso sense of wonder, come se stessimo esplorando le mappe più segrete del nostro inconscio, personale ma soprattutto collettivo.

«Umiltà» immortale

Mettere in evidenza l'assonanza con il mito e con la sfera archetipica delle narrazioni salgariane, e di gran parte della letteratura di genere, non significa affatto rivolgere una critica a chi, scrivendo, non si attiene a quei capisaldi. Mi sembra ovvio. È chiaro che l'originalità è in sé un valore, mentre la ripetitività non lo è. Ma io sto qui combattendo una duplice battaglia: difensiva da un lato, di comprensione dall'altro.
Prendiamo il primo aspetto, quello della difesa. E accusa ricorrente, nei confronti della narrativa di genere o popolare, di essere effimera e in pratica priva di radici. Ho appena cercato di dimostrare come essa di radici ne abbia, eccome; semmai sono troppo antiche e profonde per essere scorte facilmente. Perfino il brillante prefatore di una recente riedizione salgariana, Sergio Campailla, scrive che «sarebbe sbagliato privarsi di Salgari, che rappresenta una quota umile del nostro patrimonio ideativo e letterario». «Umile»? Ma quando mai? Forse che l'immaginario di tante generazioni è stato nutrito più da Fogazzaro che da Salgari? Non scherziamo. Inquadrato Salgari entro i suoi limiti stilistici, assolutamente evidenti, è doveroso riconoscergli un'influenza sul fantasticare giovanile (e non solo) che pochissimi suoi contemporanei hanno avuto. Quanto alla battaglia per la conoscenza, essa riguarda una domanda cruciale: che cosa consacra un autore alla longevità, se non all'immortalità? La ribalto in altra forma, volutamente provocatoria: qualcuno pensa che il più recente vincitore del Premio Strega sopravviverà al 2015, al 2025, al 2035? Mi permetto di dubitarne. Invece l'effimero Salgari ci accompagna dalla fine dell'Ottocento e ancora non accenna a scomparire. Capirne la ragione dovrebbe importare a chiunque analizzi lo scrivere o scriva egli stesso. Attiene al motivo per cui, dall'alba dei tempi, gli esseri umani si raccontano storie e condividono l'immaginazione altrui.


Clicky

Pubblicato Agosto 24, 2005 02:51 AM

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif IL CASO BATTISTI: TUTTI I DUBBI SUI PROCESSI E LE CONDANNE; ESPOSTI PUNTO PER PUNTO
freedom2009.jpg Confidiamo che una lettura pacata di quanto segue faccia sorgere, in chi è in buona fede, molti dubbi sull’effettiva colpevolezza di Battisti. Comunque, il punto non è nemmeno se Battisti sia innocente. Quel che ci preme è denunciare le distorsioni che la cosiddetta “emergenza” provocò, negli anni Settanta, nelle procedure processuali italiane, fondate, come ai tempi dell’Inquisizione, su “pentimenti” veri o fasulli.

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif "SOVVERSIONE SOTTILE" DELLA LINGUA E NEW ITALIAN EPIC. APPUNTI E PROPOSTE

intro.gif L'EPICA, L'EVENTO, IL DISASTRO, IL CORAGGIO
intro.gif INNESTI, PRELIEVI E INSERTI IN GOMORRA DI ROBERTO SAVIANO


frecciabn.gif IN EVIDENZA
carmillaspec.gif Il "caso Tarnac" e L'INSURREZIONE CHE VIENE

a cura di S. Quadruppani e I. Bussonni
L'"affaire de Tarnac": il giovane Julien Coupat in carcere da sette mesi per un libro. L'oscena dimostrazione di forza di un regime totalitario e biopolitico a estensione globale.

carmillaspec.gif Giuseppe D'Agata e L'esercito di Scipione: laddove "il personale è politico"

di Antonella Beccaria Giuseppe D'Agata è un nome che la letteratura dovrebbe tenere bene a mente. Perché, spesso, il vizio...

frecciabr.gif Tutti gli Speciali

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif "Infinita tristeza". Cronache dal Belize e la riviera maya: l'angolo dimenticato dell'America Latina, 2/2 di Fabrizio Lorusso Su tutta la costa della riviera maya da Cancun a Playa del Carmen, da Tulum a Chetumal...
intro.gif Nos vemos en 2010! di Matteo Dean Vittorio Sergi, Il vento dal basso: nel Messico della rivoluzione in corso, prefazione di John Holloway, Ed.it,...
intro.gif Domenico Losurdo: STALIN. STORIA E CRITICA DI UNA LEGGENDA NERA di Valerio Evangelisti Domenico Losurdo, Stalin. Storia e critica di una leggenda nera. Con un saggio di Luciano Canfora. Carocci...
intro.gif Pasqua d'Abruzzo. I media, l'iconografia del dolore e le coincidenze del calendario di Francesco Zucconi Il tragico terremoto che nella notte di lunedì 6 aprile ha colpito l’Abruzzo cade in un momento...
intro.gif Quelle ombre sul mare di Elle di Franco Pezzini [Non sembra tardi per proporre all’attenzione due splendide letture, edite nel 2007, che arricchiscono il panorama critico...
intro.gif Salviamo Edi. L'inganno delle lampadine a risparmio energetico di Amos Bonato Amos Bonato è un elettrotecnico, responsabile per quel settore di Radio Città del Capo di Bologna. Da...
intro.gif Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 7 di Dziga Cacace 101-Persona di Ingmar Bergman, Svezia 1966 Non so per quale oscuro disegno dell’inconscio, ma decido di santificare...
intro.gif Guai a chi ci tocca - Capitolo 5 di Francesco Lo Duca Qui le precedenti puntate. "Sta nel nero della pelle nella festa collettiva sta nel prendersi la...
intro.gif Carceri: sempre peggio INTERVENTO AL 2° CONVEGNO NAZIONALE DEI GARANTI TERRITORIALI, BOLOGNA, 20 MARZO 2009 di Valerio Guizzardi (Ass. Culturale Papillon-Rebibbia ONLUS) Gli...
intro.gif L'EPICA, L'EVENTO, IL DISASTRO, IL CORAGGIO L'evento che ha aperto la fase alla quale fanno riferimento gli autori nuovepici è, da un punto di vista strettamente politico, identificabile con le lotte zapatiste e le linee di fuga che si sono aperte a partire da esse in Europa e nel resto del mondo; l'evento campale che ha mostrato gli errori e la potenziale caduta può essere identificato in Genova 2001: se saremo capaci di cogliere o di configurare, di anticipare o solo di dichiarare in tempo un nuovo evento, ciò avverrà solo attraverso una cosmogonia, nel senso forte. Abbiamo bisogno di un Esiodo che tiri le fila e tracci le rotte, che torni a segnare le differenze tra il bene ed il male, poiché ogni epica è anche, in un senso profondo, una teodicea, una indagine sul cosa e sul perché del male del mondo, ma a partire dalla definizione di ciò che è bene.

frecciabn.gif CARMILLA STORE
carmillalibreriauniversitar.jpg
Carmilla si è affiliata con libreriauniversitaria.it: potete cercare un titolo cliccando qui sotto o direttamente sui link dei titoli nei singoli articoli. Il ricavato per Carmilla è minimo e serve a coprire le spese del server. L'ottica è quella di offrire un servizio a tutti i carmilli.
• CERCA UN LIBRO »

frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0