di Riccardo Valla

Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong si sono recati a chiedere informazioni all’esperto di religioni Teadrinker.
Quando la biblioteca aprì, il primo che si presentò davanti all’impiegato fu un alto monaco con una strana tonaca color giallastro-verdognolo. –Nei miei studi sulle eresie ho trovato questi versi– gli disse. –Chissà se a fare una ricerca nel computer...–
–Non ce n’è bisogno– sorrise l’altro, con aria divertita, dopo avere dato un’occhiata alla scritta. –Abbiamo anche gli altri indovinelli della serie, vada nell’ufficio del Conservatore.–
Il monaco lo guardò con sospetto, ma era impossibile che l’uomo l’avesse riconosciuto. –Non credo di capire...– azzardò.
L’uomo gli prese di mano il foglietto. –Sì, questo indovinello di Sommelier:
“Il primo è il libro greco senza il carbone dell’inferno
Il secondo ha il sangue di Gennaro all’interno
Il terzo è di gennaio il crudele fetente
Nel quarto se la ride del cuscin del sapiente”,
dato che lei lo ha risolto, deve essere davvero bravo... Comunque, qui abbiamo tutto, la soluzione e la spiegazione. “Biblios”, libro in grado, meno solfo, simbolo S, carbone dell’inferno, fa “biblio”. Il sangue di san Gennaro è nella teca, crudele e fetente fa “rio” e come Rio de Janeiro. E la Gioconda, che ride del cuscino di Leonardo, è qui al Louvre. Biblio-teca-rio Louvre, e infatti aveva messo qui il nuovo indovinello. Come ha fatto ad arrivarci da solo?–
–Be’, l’enigmistica...– disse Valjean, vagamente.
–Peccato che l’abbiano ucciso,perché uno come lei poteva esserci utile, in una nuova caccia al tesoro, il povero Sommelier.–
–Caccia al tesoro?– chiese Valjean. Evidentemente, pensò, per conoscere tutti quei particolari, anche il bibliotecario apparteneva alla cricca del Priorato...
–Sì, l’annuale caccia al tesoro per i dipendenti del museo.– L’uomo rise. –Si fa il martedì grasso. Quest’anno ci aveva promesso una caccia particolarmente difficile. Se qualcuno fosse arrivato al traguardo avrebbe vinto un Rolex. Però uno di noi ha trovato le domande sul suo tavolo e le ha fotocopiate... Sommelier è stato costretto a regalare un Rolex a ciascun dipendente!–
Mostrò con orgoglio l’orologio che portava al polso.
–E chi era mai, Berlusconi, per regalare tanti orologi?– fece Valjean, stupito.
–No, imitazioni fatte a Hong Kong, venti euro l’una. Per quaranta le vendo il mio.–
–Credevo costassero cento...– rifletté il monaco. –Un’ennesima palla di quel libro.–
–È inutile che vada avanti e indietro a dare la caccia agli indovinelli , ecco l’ultimo della serie, la soluzione gliel’ho detta prima, ma chi se ne frega... non ci sono più Rolex da vincere!–
Valjean aveva capito e non aveva capito; prese il foglio ripiegato che gli porgeva il bibliotecario. Il suo unico pensiero era. “Qualcuno ci ha preceduti. Devo avvertire il Magister”.
*
Alle prime luci dell’alba, Sophie era scesa in punta di piedi, convinta di scoprire i due professori in flagrante delitto, ma in salotto aveva trovato il solo Teadrinker.
–Dormito bene, Mademoiselle?– chiese. –Robert è in bagno a farsi la barba. Colazione continentale, suppongo.–
–Sì, solo un caffè. Lei è esperto di quella setta, vero? Il Pus Dei.–
–Sì, mi interesso di eresie cristiane. Ma penso che Robert le abbia già spiegato l’essenziale. C’è qualche particolare che non le è chiaro?–
–Non capisco una cosa. Che cosa facevano, quelle ammiratrici di Cristo, per destare le ire della Maddalena? Qualcosa di...– sorrise tra sé –...osceno?–
–Be’, non si può dire con esattezza– rispose l’inglese, avviandosi verso la cucina. –“Gridavano, si agitavano, disturbavano la predicazione” dice il vangelo dell’Ira di Maria. Il rituale però sembra risalire ai secoli successivi, all’epoca della catacombe. Durante a vita di Cristo si limitavano a essere una sorta di... ragazze pon-pon.–
–E che c’entra il Priorato? Mio zio era un porco, ma il suo... rituale... era un altro.–
–Appunto. I due sono inconciliabili. Il Priorato è un culto del principio femminile e pratica le “nozze sacre”, mentre il Pus Dei ammette solo un “rito orale”.–
–Non sono certa di avere capito...– osservò lei.
–Be’, se lo faccia spiegare da Robert Long Dong, visto i suoi interessi... e sempre che ci riesca– le suggerì Teadrinker, con un sorriso perfido.
(10-CONTINUA)


[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
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"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
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