di Riccardo Valla

Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso. La nipote Sophie e lo studioso Londong decidono di indagare sui moventi dell’omicidio, che pare legato a un antico documento.
«Uno fa un favore e la polizia lo prende per i fondelli» commentò Londong, seccato, spegnendo il cell. «Quel Fouché fa troppo lo spiritoso.»
«Gioca come il gatto col topo. Ti vuole arrestare. Aspetta che tu torni da lui.»
Lo studioso fece spallucce. «Prenda la strada per Versailles. Le dirò io dove girare per arrivare da Teadrinker. Inutile cercare di avvertirlo, la sera spegne il cell.»
«Sì, ma non ho capito una cosa» lo interruppe Sophie. «Com’è la storia del prepuzio che passa di bocca in bocca?»
«E’ un’accusa contenuta nel Vangelo dell’Ira. Pare che Gesù, durante la predicazione, fosse sempre seguito da un gruppo di donne che si mettevano dietro le prime file di ascoltatori e disturbavano facendo chiasso. Maria Maddalena le redarguiva e lanciava loro maledizioni. “Guai a voi, svergognate, che non ascoltate la sua parola”. Diceva che gli strappavano i vestiti per tenerseli come ricordo, che gli chiedevano di mettere scritte sulle loro braccia e sul loro petto, che cercavano di toccarlo in modi, ehm, impudichi. Inoltre che “saltavano e gridavano”. Forse era il salterio, una forma di adorazione che avevano visto fare dai romani, e lei si indignava perché non era un rito ebraico.»
«Sì, ma perché tanto interesse da parte di quelle donne?»
«Mah,. Le pie donne che hanno curato il bambino Gesù in fuga verso l’Egitto l’hanno raccontato ad altre. “Mia madre l’ha visto nudo, quando era appena nato, e sembrava un adulto”. “E la rigidità... un vero ‘bimbo Ercole’.” “Se era così da bambino, chissà adesso!”. Così a quelle donne veniva voglia di controllare; va’ a capire la psicologia femminile.»
«Oh, io posso capirle benissimo...>> rispose Sophie. Abbassò lo sguardo verso la patta dei suoi calzoni. <<...Long Dong!»
*
«Magister, credo di averlo trovato!»
«Sì, hai trovato il cavaliere spagnolo?»
«No, era un foglio incollato sull’orario delle messe, intestato”Todos caballeros”.»
«Allora è il nostro. Cosa dice?»
«Glielo leggo.
“Il primo è il libro greco senza il carbone dell’inferno
Il secondo ha il sangue di Gennaro all’interno
Il terzo è di gennaio il crudele fetente
Nel quarto se la ride del cuscin del sapiente”,
ma io non ci capisco un accidente!»
«Cinque versi? L’altro era di quattro.»
«Ehm, l’ultima frase era un mio commento. Le viene in mente qualcosa?»
«Mah, il libro greco potrebbe essere l’Iliade, dove non c’è nessun viaggio all’inferno; nell’Odissea invece si consultano i morti. O è nell’Eneide? Gennaro e gennaio sembrano la stessa cosa, il sangue di gennaio è la neve, potrebbe essere nascosto in un frigorifero. Il cuscino del sapiente è una pianta grassa, Echinocactus Grusonii, che sembra un cuscino.»
«Magister, non vorrei contraddirla, ma quello è il “cuscino della suocera”.»
«Ehm, pensiamoci su. Se ti ha mandato a Vezelay, probabilmente il terzo luogo è un’altra cattedrale storica. Notre Dame, Vezelay, Meux, Rouen... una di queste.. Se non hai qualche idea tu.»
«Fare ricerche alla biblioteca del Louvre, come suggeriva lei? Può darsi che ci sia il testo da cui Sommelier ha preso ispirazione.»
«Sì, vedi se riesci a sapere che libri aveva in prestito. Poi mandami un messaggio. Tutt’al più cercheremo la nipote, che, se diamo retta a quel maledetto libro, sarà anche lei a caccia di indizi...»
*
«Il signore non può rispondere perché è al telefono.»
«Teadrinker, non fare lo scemo. Sono Londong, non hai mai avuto un cameriere e ho riconosciuto la tua voce.»
«Se sei Londong allora sai risolvere il mistero della sfinge. Vediamo il primo indovinello. “Chi è che sul Lago Salato camminava con quattro gambe e poi con due?”» «Tu. Quando siamo andati a Salt Lake City a studiare l’Istituto di Semantica Generale, prima ti sei fatto spingere seduto su un tavolino a rotelle poi hai fatto una rampa di scale a piedi.»
«Giusto. E cos’è il Pus Gay?»
«Un ramo dissidente omosessuale del Pus Dei, è una battuta che mi hai fatto dieci volte.»
«Bene, finora due risposte giuste. E adesso attento alla terza. Immagina che io sia un hobbit, che cosa ho nella tasca?»
«Un buco, segaiolo d’un Baggins. La vuoi aprire questa maledetta porta?»
(8-CONTINUA)
Pubblicato Giugno 18, 2005 02:47 AM


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