di Riccardo Valla

Riassunto. Parigi, estate 2005. Il Conservatore del Louvre è stato ucciso dal monaco Valjean. La nipote Sophie e lo studioso Londong decidono di indagare sui moventi dell’omicidio.
«Magister, notizie del mio documento?»
«Vescovo, notizie del mio milione di euro?»
«Appena il documento sarà in mano mia, le trasferirò la somma a mezzo bonifico; ho con me il portatile. Però, lei mi assicura che quella pergamena mi otterrà il riconoscimento dell’Ordine?»
«Perché questi dubbi? E le vengono proprio adesso, dopo tuttoil tempo che ho perso per rintracciarlo?»
«Sì, lo so, per secoli quel documento ci ha permesso di far tacere i nostri avversari, ma quella che mi preoccupa è la Santa Sede. Ho pensato a lungo sulla cosa... e il Vaticano non ha mai dato importanza al Priorato di Sion. Perché occuparsene adesso?»
«Vedrà che la situazione è cambiata. I miei informatori sul Conclave mi dicono che gliene dà moltissima, adesso. Milioni di persone hanno creduto a quel libro. Quando riavrete il documento che vi è stato sottratto cent’anni fa, il Priorato tornerà a nascondersi come ha sempre fatto, e il Vaticano sarà riconoscente a colui che lo ha costretto a tacere!»
*
«Mio zio era un gran maiale, e mi ha rovinato la gioventù con la sua mania dell’enigmistica. Mi nascondeva le cose e poi mi costringeva a risolvere filastrocche idiote per trovarle. Sei sicuro che volesse indicare proprio quella setta?»
«Certo, i “dio-fellisti” della Grande Mela sono l’Ordine del Pus Dei, ho dato la tesi su quella associazione. Teadrinker, che era il mio relatore, in passato era addirittura entrato a far parte dell’Ordine.»
«E perché c’è ostilità tra loro e il Priorato di Sion?»
«Be’, bisogna riandare al mito fondativo dei due ordini. Il Priorato afferma di essere stato fondato da Maria Maddalena, mentre il Pus Dei risale alle pie donne che medicarono la ferita della Circoncisione. Secondo Teadrinker, la storia del prepuzio di Cristo, passando di bocca in bocca...»
«Robert! Bricconaccio impaziente!» gli sorrise Sophie. «Addirittura il prepuzio di bocca in bocca! Io devo guidare e tu mi ecciti con questi racconti?!»
«Ehm, meglio lasciare a Teadrinker l’esposizione di particolari, lei pensi alla guida. Si dice comunque che il Pus Dei possedesse un documento molto compromettente e che lo usasse per ricattare il Priorato. Il cosiddetto “coccige Da Vinci”.»
«Coccige?»
«Sì, Leonardo era scivolato e si era lussato il coccige. Per sedersi senza aggravare la lussazione, si era legato al fondoschiena un enorme cuscino. La sua modella, la Monna Lisa, scoppiava sempre a ridere, quando lo guardava, e di qui nasce il famoso sorriso della Gioconda...»
«E il documento riguarda lei?»
«Non si sa. Solo il capo del Pus Dei e quello del Priorato ne conoscono il contenuto. Però il documento è andato perso all’inizio del Novecento, mi diceva Teadrinker, e se la storia è vera, forse l’assassino era convinto che lo possedesse suo zio.»
«E le filastrocche di quel maiale porterebbero al documento? Prendi un momento i messaggi che ha mandato a me, non parlano di una falsa pista o qualcosa del genere?»
Londong recuperò i primi fogli. «Ah, intende questi versi?
Io li ho fregati, lo posso dire lieto
Ma adesso spetta a te scoprire i fatti
Potrebbero voler dire che ha inviato l’assassino a cercare il documento da un luogo all’altro, risolvendo nel loro quelle filastrocche, mentre noi possiamo risolverle dalla copia che aveva conservato nella memoria, senza spostarci. Com’era la prima soluzione?»
«Vezelay.»
«Ha il numero di Fouché?»
Sophie gli porse il suo cell. «Cercalo tra le chiamate ricevute.»
Londong premette il tasto “richiama” e inserì l’altoparlante.
«Sophie? È lei? Andate da Teadrinker?»
«No, sono Londong. Lasci perdere dove andiamo. Se vuole arrestare Valjean, provi a farlo cercare a Vezelay.»
«Grazie, ma era già venuto in mente anche a me. Potrei farlo, ma è tardi, dormono tutti, e poi, in qualunque caso, preferisco aspettarlo qui nell’ufficio del Conservatore.»
«Lì? E perché dovrebbe venire lì?» chiese Londong.
«Be’, la ragione è molto semplice. Non glielo hanno mai detto che l’assassino ritorna sempre sul luogo del delitto?»
(7-CONTINUA)


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