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Ferite

di Elisabetta Marsigli

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1.
Ho gettato il mio cuore ai gatti,
magro pasto per randagi.
Senza vita viaggia il mio sguardo
e attraversa la notte
fatta della tua assenza.
Invano attendo un segnale
Invano ti cerco col pensiero
Nella speranza di ritrovarti
Di sentirti ancora mio
Il mio amore non ti ha salvato
E non ha salvato nemmeno me

Sento fuggire da me ogni desiderio
Mentre cerco di guardare lontano
Senza vedermi in un futuro senza te
Ti ho dentro e lì ti terrò
Essenza inquieta e folle
Gioia dei miei sensi più intimi
Tenero e triste
Incapace di amare,
incapace di accettare amore.

2.
Come un fiore maledetto
apri i tuoi petali al sole,
ma nascondi il tuo nettare alla vita.
Ami perderti in un sorriso
e sei incapace di amare senza dolore.
Scavi ferite profonde nell’anima
per espiare ciò che non sai
ma che senti come unica ragione.
Fuggi l’amore,
quasi non ne fossi degno
mentre i tuoi tristi occhi profondi
catturano attenzione e calore.

Come un fiore maledetto
ti chiudi stretto nel buio
Viaggi per mari in tempesta
per cercare in te la forza
di affrontare il nuovo giorno
in cerca dell’assoluto del tuo cuore.
Ma in fondo ami come nessuno sa
perché a nessuno permetti di sapere
quello che dentro di te è grande e forte
quello che in te pulsa e vibra
Ed è potente come nulla al mondo.
Quello che si sente
quando il tuo corpo mi è vicino.
La tua inquietudine dominata dal vento
Stravolge e distrugge tutto ciò che incontra.

Come un fiore maledetto
Nessuno rimane indifferente al tuo passaggio
e basta che l’attimo si allunghi
Per perdersi nel turbine del tuo vivere.
Ho sentito in te
ciò che mai potrò ritrovare in cielo e in terra.
Anima pura e maledetta
così fragile e meravigliosa
da avermi catturato fino in fondo al cuore.
Come vorrei dare libertà e fiducia
a quel sentire in te nascosto.
Come vorrei viaggiare nel vento con te
aria e rugiada del mattino
che si sciolgono in un unico sentire
ciò che nel profondo siamo:
esseri che amano con travolgente passione
fino a farsi male con intensità e furore,
perché pochi in cielo e in terra
hanno celata in se tanta furia selvaggia.

Non buttare acqua sul fuoco,
il dolore nasce per liberare la gioia
di scoprirsi e fuggire via.
Non hai nulla da espiare,
perché la tua anima è trasparente come cristallo
e come cristallo è colorata d’arcobaleno.
Conoscerti dentro significa assaporare la vita
con gli occhi curiosi di un bimbo.
Impossibile capire quanto bene può fare
essere degni di un tuo sorriso
se non si ha mai avuto l’occasione
di perdersi, un attimo appena, nei tuoi occhi.

3.
Immagini corrono veloci,
momenti felici strappati al tempo
vissuti con la consapevolezza di amarsi.
Si mescolano i ricordi e si perdono nella tristezza
di non poterne aggiungere ancora
Mi hai ridato la voglia di vivere,
hai riacceso mio sguardo
che ora torna spento.

4.
“Come può uno scoglio….arginare il mare”
il mio vecchio Battisti, compagno di storie antiche,
mi torna in testa per sciogliere un dubbio,
che tanto dubbio non è
dato che dal primo momento che ti ho visto
ho sentito la mia anima urlare.
Quello sguardo triste, dolce e profondo,
quel tuo modo di fare buffo,
l’odore della tua pelle
la mia che vibra solo se la sfiori un attimo.
Il primo bacio
La nostra prima volta
dove avevo addosso ansie
la tristezza infinita della paura.
Sembra sia passato solo un momento,
eppure mi sei entrato dentro, con dolcezza,
una lenta, tenera conquista,
fatta di carezze e fughe.
Ed eccomi qui
ad averti nel cuore leggero
con il mio corpo che odora di te,
i miei occhi che cedono al tuo sguardo,
travolta tutta nel tuo essere imprendibile e fiero.
Ho paura…tanta, abbasso gli occhi,
temo di sentire la tua distanza,
ma anche se scoprissi di amarti solo io
sarai sempre con me
e quel poco che ti ho rubato,
quei momenti intensi d’amore e di tenera intimità
saranno la linfa che farà battere il mio cuore
una volta ancora, una di più.

5.
Il rumore del mare,
il vento che con forza attraversa l’aria
di queste notti così stranamente calde.
pensieri
toccano momenti felici,
navigano acque torbide
per soffermarsi solo dove la mente vuole.
E mi ritrovo a cercarti
a sognare quell’anima vagabonda
che pervade il tuo essere libero
a volte così lontano
come un aeroplano che sorvola le nuvole
volte così vicino e profondo
come il respiro dell’anima.
Ti perdo quasi
e provo sconforto
abbandono e solitudine.
la mia solitudine torna inesorabile
mi tiene sospesa,
da quando l’uomo che mi ha dato la vita
se ne è andato per sempre.
forse è solo un’illusione
una tenera emozione per fare pace
con quella sensazione di perdita
che ti avvolge il cuore
quel vuoto che ti sprofonda.
E allora ti aggrappi
con le unghie e con i denti
a ciò che hai nell’anima confusa.
un’anima che esplode
carica di emozioni forti e dense
palpabili come reali
fuggenti come fantasmi.
Le nostre paure vengono da lì
quando in noi non c’è equilibrio
e si crede di aver perso ogni speranza.
E’ buffo, ma mi nascondi le ali ogni volta
in un gioco perversamente pericoloso
in cui mi tieni ancorata a terra.
Forse dovrei esserti grata
ma quando avverto questa impotenza
la vertigine mi fa mancare l’aria.
“Lo vedi si può volare… e non smetter di pensare”
potrei pentirmi
ma ho una voglia matta di volare di nuovo.

6.
Ogni volta che ci separiamo
mi porto via un po’ di te,
ma è solo un piccolo prestito,
che mi consente di averti,
di chiudere gli occhi e vederti
mentre giochiamo a “spruzza pozzanghere”
o urliamo tra i monti in un delirio di piacere….
Un piccolo prestito,
che mi restituisce la gioia di quei momenti,
dove perdo la cognizione del tempo,
dove sento di nuovo la mia essenza vivere
e assaporare ogni attimo….
Difficile definire un sentimento,
che senti crescere
che ti dà forza per affrontare il mondo….
Difficile definire l’amore,
per ognuno di noi diverso,
come diverso è il nostro pensiero
e io non voglio chiudere i nostri pensieri
in qualcosa che li possa uccidere,
in quelle stupide convenzioni che regolano le vite
di insensati burattini che credono di sapere tutto…
Ti ho già detto che vorrei essere la tua tranquillità,
e tenerti qui, dentro di me,
mentre scavi nella mia anima,
mentre esplori il mio corpo con le tue labbra
morbide,
Ho tanta paura
anche io,
ma se mi fermo,
rischio di non godere più ogni momento con te
un delitto, un atroce delitto,
tanto intenso è il nostro tenero sfiorarci
con il corpo e con il cuore.
Non svegliarmi, non ancora…

Pubblicato Marzo 28, 2005 02:30 AM | TrackBack

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