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di T. Pulsinelli [...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
 Realismo onirico
di V. Evangelisti Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
 MARCIRE AL PASSO DELL'OCA
Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...
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 Alessandro Bertante: AL DIAVUL
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 Jacques Le Goff, Nicolas Truong: IL CORPO NEL MEDIOEVO
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 Giorgio Bona: CHIEDI ALLE NUVOLE CHI SONO
di Daniela Bandini Giorgio Bona, Chiedi alle nuvole chi sono, ed. Besa, 2008, pp. 160, € 13,00. Se è vero...
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 Chiaiano e i media: riflessioni da lontano
di Carlo Loiodice In un appello per Chiaiano, firmato fra gli altri da Valerio Evangelisti e da Wu Ming, si...
 Cortigiani, vil razza dannata
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 Monaci o popolo del Tibet
di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...
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 Hadot: la filosofia come esercizio spirituale e bene comune
di N. Ordine "Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
 Intervista a Jaume Cabré
di G. Gadaleta Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
 Dal Kosovo all'universo: Babsi Jones (prima del commiato)
di G. Bavagnoli Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
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 DISCESE ESTREME - capitolo 16
di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di DISCESE ESTREME 16. La...
 CATTEDRALE - Capitolo XII
di S. Fattori Sindacato e Direzione ci vogliono così, segmentati in minuscole unità di produzione che non si riconoscono corpo unico. Pulviscolo fastidioso che non si fa materia solida.
 CATTEDRALE - Capitolo XI
di S. Fattori Pensavo fosse colpa delle sostanze da taglio, oggi ho dubbi e non saprei datare l’inizio dei disturbi. Per non avere problemi di dipendenza assumo eroina solo per tre giorni, al centro della settimana operaia.
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 Armi femminili
di Chiara Vozza Lui ha estratto il caricatore. Lei si irrigidisce – muscoli della mascella contratti, la lingua ritratta preme...
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di Massimo Maugeri [Massimo Maugeri, autore di un romanzo molto bello e molto sconcertante per la sua insolita attenzione al...
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di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...
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 AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (2)
di A.D. Altieri Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.
 AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (1)
di A.D. Altieri Gli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.
 NEW ITALIAN EPIC
di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...
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 "NON SI FUCILA ABBASTANZA!"
di G. De Michele Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.
 Neo-irredentismo e foibe: quello che i media non dicono
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...
 "CUORI NERI" di Luca Telese, recensito da Valerio Marchi
 "Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]
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 Emilio Lussu, rivoluzionario
di Valerio Evangelisti [Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio...
 Da mercoledì a Milano: OFFICINA ITALIA
di G. Genna Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
 Alice disoccupata
di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...
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Lasciatemi parlare di Mumia
di Silvia Baraldini
[da Liberazione]
Oggi Mumia Abu Jamal inizia il suo ventiquattresimo anno di detenzione nel braccio della morte dell'istituto penale statale SCI Greene nello stato della Pennsylvania. Costruito nel 1996, SCI Greene è basato sul sistema dei pod, moduli che isolano totalmente i detenuti. Mumia vive in una cella di 8 piedi per 12 (2,5 metri per 3,7), ermeticamente sigillata, totalmente bianca ed asettica.
Nessuna immagine, fotografia o ricordo può inquinare la asetticità dell'ambiente ed il letto, il tavolo ed il piccolo armadio di metallo sono fissati al muro. Il tutto ideato per comunicare a lui, o a qualsiasi altro individuo imprigionato nelle stesse condizioni, un senso di impotenza, la deprivazione della possibilità di poter determinare anche gli aspetti più insignificanti e banali della propria esistenza.
Dal lunedì al venerdì gli è permesso un'ora d'aria in un piccolo cortile collegato alla sua cella, coperto da una rete metallica e circondato da quattro pareti di cemento. Questo non avviene il sabato e la domenica. Tre volte alla settimana gli è permesso di comunicare con il mondo esterno per quindici minuti. Tutte le comunicazioni sono controllate e registrate. I colloqui avvengono una volta a settimana attraverso un muro di plexiglas.
Sono passati tre anni da quando il giudice federale William Yohn, in seguito ad un appello fondato sulla dottrina del'habeas corpus (petizione di terminare l'illegale detenzione del corpo stesso di un detenuto da parte delle autorità giudiziarie) ha ribaltato la sua condanna a morte. Yohn ha giudicato incostituzionali le istruzioni del giudice Sabo alla giuria e ha ordinato una nuova sentenza per Mumia. Purtroppo il giudice ha confermato la condanna originale.
Immediatamente il procuratore ha presentato un appello alla decisione e la corte ha sostenuto la sua richiesta di continuare la detenzione di Mumia nel braccio della morte, mentre l'appello prosegue nel suo lento iter. La Corte d'appello del Terzo distretto federale ha due opzioni: confermare la sentenza del giudice Yohn o condannare Mumia nuovamente alla pena di morte. Nella prima istanza il procuratore ha già dichiarato la sua intenzione di chiedere l'ergastolo senza la possibilità di qualsiasi sconto. Purtroppo per via della legge contro il terrorismo del 1996 firmata dall'allora presidente Clinton, Mumia, come ogni condannato a morte negli Stati Uniti, ha diritto ad un solo appello.
Come molti sostenitori di Mumia temevano, l'impatto della sentenza di Yohn, che non ha messo in discussione l'impianto accusatorio né ha preso in considerazione le divergenti testimonianze oculari emerse negli ultimi anni, ha influito negativamente sulla mobilitazione nazionale ed internazionale che si era formata in sua difesa. I giorni delle grandi mobilitazioni sono finiti ed oggi sono in pochi ad occuparsi ancora di questo caso. Anche la campagna diffamatoria da parte della famiglia di Daniel Faulkner e del sindacato della polizia ha avuto l'effetto di spostare il dibattito dal rapporto tra polizia e comunità afroamericana e le sue conseguenze sul caso stesso, sul fatto che Mumia debba provare la sua innocenza. Un'impostazione che favorisce l'accusa ma contraddice il principio basilare della giurisprudenza anglosassone: la colpevolezza deve essere stabilita beyond a reasonable doubt (oltre ogni dubbio) dall'accusa e non l'innocenza provata dall'imputato.
Ma quali furono le circostanze che portarono all'arresto di Mumia? La notte del 9 dicembre 1981 Mumia intervenne in difesa di suo fratello che veniva malmenato dalla polizia di Philadelphia. Durante lo scontro sia Mumia che il poliziotto Daniel Faulkner furono feriti, in seguito Faulkner morì. Mumia fu immediatamente accusato di avergli sparato, anche se alla sua pistola calibro 38, per la quale possedeva il regolare porto d'armi, non sono mai stati attribuiti gli spari che hanno ferito ed ucciso il poliziotto. Inoltre le testimonianze oculari parlano della presenza di un altro individuo dileguatosi nella confusione e mai identificato. Non so se a distanza di ventitrè anni sarà mai possibile chiarire le circostanze di quell'avvenimento o dissipare tutti i dubbi sollevati dai colpevolisti.
Ma rimane incontrovertibile che fin dalla sua gioventù Mumia Abu Jamal si è trovato nel mirino della polizia di Philadelphia, vittima di una campagna repressiva a causa del suo coinvolgimento nel movimento di liberazione degli afroamericani. In un primo momento per il suo attivismo come membro delle Pantere Nere, poi come giornalista indipendente e difensore mediatico della comunità afroamericana di Philadelphia e poi come sostenitore di Move, l'organizzazione fondata da John Africa, la cui ideologia sosteneva un totale rigetto del capitalismo e la costruzione di comunità alternative imperniate su uno stile di vita biologico. Mumia era stato licenziato dalla radio, dove lavorava, per aver duramente condannato gli sgomberi di Move dalle loro case da parte della polizia.
In particolare aveva guadagnato l'odio del potente capo della polizia, successivamente anche sindaco di Philadelphia nel ‘81, Frank Rizzo, che aveva guidato la repressione contro le Pantere Nere. Nel suo ultimo libro, We Want Freedom (Vogliamo la nostra libertà), Mumia racconta come Rizzo dopo lo sgombero della sede principale del partito avesse costretto tutti i presenti a sfilare per le strade del quartiere a marcia indietro, completamente nudi e con le mani alzate. Bisogna ricordare che nel 1984 per "stanare" i ribelli di Move le autorità municipali avevano scelto di bombardare il quartiere dove si trovavano le abitazioni dell'organizzazione distruggendo ben 66 case e radendo al suolo interi isolati.
Mumia non ha mai esitato a denunciare questi soprusi ed a utilizzare la sua professione per segnalare le violazioni dei diritti umani da parte del governo americano, da Philadelphia all'Iraq. Particolarmente efficace sono stati gli articoli scritti da Mumia dopo le foto di Abu Grahib nelle quali aveva riconosco una guardia carceraria di SCI Greene tra gli aguzzini. Il luogo era cambiato ma non il comportamento.
Per quanto fisicamente isolato continua la sua denuncia da dietro le "sbarre". E' la sua voce che deve essere messa a tacere a tutti i costi. Negli Stati Uniti del dopo 11 settembre il prezzo del dissenso e della opposizione si è elevato e non è impensabile che l'esecuzione di Mumia diventi di nuovo un obiettivo prioritario. Ma anche l'alternativa di lasciarlo languire nell'isolamento del suo pod non è accettabile.
E non paga riporre speranza che il tanto screditato sistema di giustizia americano possa riconoscere che nel caso di Mumia Abu Jamal sono stati commessi errori di metodo e di sostanza. Questo anniversario deve essere l'occasione di riattivare in Italia la campagna a suo favore e di muoversi per ottenere una soluzione politica, quale la concessione della grazia da parte del presidente americano.
Pubblicato Gennaio 3, 2005 11:59 PM
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