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Dicembre 31, 2004

Pronto Soccorso Carmilla

Croce Rossa Italiana Medici Senza Frontiere Unicef Caritas Emergency Save the Children ManiTese Cesvi Cidi Islamic Relief



...o invia un SMS vuoto al 48580 per donare 1 euro, senza alcun ricavo per gli operatori e senza che il messaggio sia tassato.

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Dicembre 30, 2004

Adàn Zzywwurath: KHALULABID O IL SOGNO DEI DIECI RE

di Valerio Evangelisti (da Il manifesto del 30 dicembre 2004)

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Nel deserto rovente dell'immaginazione. Un viaggio alla ricerca di una città, o meglio di una civiltà perduta dell'«Oriente misterioso». E' il pretesto narrativo per Khalulabìd o il sogno dei dieci re, un piccolo capolavoro della letteratura fantastica a firma di Adàn Zzywwurath.

L’autore che si cela dietro il bizzarro pseudonimo di Adàn Zzywwurath ama i pastiches. Ne aveva già dato prova nel suo Il matrimonio del mare e dell’inferno, in pratica una sintesi di tutta la narrativa di genere marinaro, tanto che ogni pagina sprigionava l’odore di dieci libri diversi. Ora ripete l’esperimento con questo Khalulabìd o il sogno dei dieci re (manifestolibri, 2004, pp. 184, € 14,00), solo che dalle pagine si sprigionano non odori ma profumi.
Questa volta siamo dalle parti dell’Oriente Misterioso, tanto misterioso da non esistere nemmeno, e del racconto che unisce avventura ed esplorazione. I lettori più giovani correranno inevitabilmente col pensiero a Indiana Jones; di cui peraltro non manca una citazione abbastanza esplicita. Ma quelli dotati di più anni e memoria penseranno piuttosto agli autori le cui creazioni immaginarie hanno dato forma all’universo di Indiana Jones: Pierre Benoît, per esempio, o Pierre Loti, e altri cultori dell’esotico; fino agli esponenti più oltranzisti di questa tendenza letteraria, capaci di fondare l’esotismo dal “nulla” (in realtà dall’inconscio, di cui il deserto è uno dei simboli) e di dare al miraggio una concretezza capace di ingannare.

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Dicembre 29, 2004

Ingannevole è la prosa sopra ogni cosa (seconda parte)

Viaggio nella narrativa erotica scritta dalle donne
di Chiara Cretella

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Ma torniamo ai best-seller rosa. Quest’anno un nuovo caso editoriale, importato anch’esso dalla Spagna, ha invaso il nostro mercato librario. Si tratta di Valérie Tasso, Diario di una ninfomane, Milano, Pratiche, 2004, pp. 287, € 16,00. Il romanzo narra la storia della bella e raffinata Valérie, una giovane di buona famiglia che si concede a molti uomini fino a finire in una casa d’appuntamenti. Ma cercare di emulare il successo di Almudena Grandes è ancora molto difficile.
Nel lontano 1994, Sotto lo pseudonimo di Una Chi, una docente universitaria di Letteratura tedesca ha venduto 35 mila copie: Una Chi, E duro campo di battaglia il letto, Es, 1999, pp. 156, € 8,26. Dopo il successo editoriale la signora ha pensato bene di svelare la sua identità su una poltrona del Costanziosciò, proprio come ha fatto recentemente Melissa P. Creare cioè aspettative morbose nel lettore e cavalcare poi l’onda dello svelamento scandalistico alla Novella 2000.

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Ingannevole è la prosa sopra ogni cosa (prima parte)

Viaggio nella narrativa erotica scritta dalle donne
di Chiara Cretella

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Chiamo vergine la donna che ha fatto l’amore con un solo uomo.
Emmanuelle, L’antivergine.

La narrativa delle giovani scrittrici degli ultimi anni sembra essersi attestata su un livello comune di condivisione culturale. Si può partire dalla definizione di «scrittura dell’ombelico», come viene intesa dai Wu Ming ad esempio, che indicano con questa locuzione la letteratura intimistica e non impegnata, tipica espressione della repressione culturale in atto in Italia, e si può approdare alla «scrittura dell’utero» per rubare una definizione a Renato Barilli (1). La fascia di questo genere letterario si allarga a tematiche differenti, ma spesso declinate con l’uso topico della prima persona, ad indicare un luogo di una geografia di pensiero, prima che letterario. Spesso queste scritture femminili privilegiano la forma diaristica.

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Dicembre 28, 2004

America 2004

di Salvatore Proietti

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Alessandro Portelli, Canoni americani, Donzelli, Roma 2004. pp. 366. € 23,50.
Matteo Sanfilippo, Sogni, paure e presidenti: Politica e cultura da Washington a Bush jr, Cooper, Roma 2004. pp. 183, € 14.
Sara Antonelli, Rinascita di una nazione: Le scrittrici americane e la Guerra civile, Bulzoni, Roma 2004. pp. 266, € 20.

Una delle più grandi assurdità culturali in cui viviamo è che dell’America si conosce tutto, e dunque è inutile non solo studiarla ma anche (come fanno, con umiltà, tanti comuni appassionati di cinema, musica, generi letterari) leggerla, guardarla, ascoltarla. E questi sono libri che ci ricordano che l’America è complessa, piena di storie, persone e posti, che sfuggono a chi la esplora solo a partire dai luoghi istituzionali e dalle metropoli sede di uffici stampa, o generalizza mettendosi in ginocchio davanti al Grande Libro o Film che la moda culturale di turno ha deciso di lanciare.
Questi sono libri che parlano di America (delle tremende contraddizioni della sua democrazia - e della nostra) e di culture di massa, che ci ricordano che non si può parlare seriamente dell’una senza parlare delle altre.

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Dicembre 27, 2004

NOCTURNO e la riscossa del cinema di genere italiano

di Valerio Evangelisti

Nocturno10anni.jpg
Questo articolo è apparso sul dossier allegato al numero di settembre 2004 della rivista Nocturno (cui Valerio Evangelisti collabora saltuariamente ma con estremo piacere), dedicato ai primi dieci anni della testata.

Senza il cinema di genere degli anni ’70, e penso in particolare a quello italiano, io non farei il mestiere che faccio. E’ stato proprio quel tipo di cinema ad alimentare il mio immaginario, a pari titolo – e forse in misura ancora maggiore – della narrativa.
Anche i film più scadenti del periodo contenevano infatti elementi deliranti e geniali, magari limitati a un’unica scena, capaci di suggestionare la mia fantasia. Chiaramente la palma dell’originalità e dell’invenzione spetta allo spaghetti-western. E’ ormai scontato dirlo. Nato come prodotto d’imitazione, il western all’italiana raggiunge presto una sua autonomia, fino a venire a sua volta imitato. Da quel momento, nessun western americano sarà più come un tempo. E chi guardi oggi i primi film di kung-fu, tipo “La morte nella mano” o “Cinque dita di violenza”, riconoscerà senza difficoltà a quale modello si ispirassero.

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Dicembre 25, 2004

Su "Giro di vite"

di Danilo Arona

Les_innocents.jpg
1) E’ nota l’irrisolta e stuzzicante querelle in sede critica a proposito di Giro di vite di Henry James. Racconto autentico di fantasmi o delirio allucinatorio dell’io narrante, l’istitutrice Miss Giddens? Domanda ovviamente retorica perché, come sottolineò a suo tempo Todorov, sta proprio sul confine dell’esitazione l’effetto di straniamento “fantastico” che si crea nel lettore. In più, come leggiamo nell’affascinante saggio di Giovanna Mochi Le cose cattive di Henry James (risalente al 1982, ma non datato), l’interpretazione di Todorov si può ben accantonare a favore del concetto di “allucinazione estetica”, laddove, per quanto convinti che i fantasmi siano soltanto allucinazioni della Giddens, essi sono in ogni caso ben presenti e nocivi alla stregua dei Tulpa tibetani divulgati da Alexandra David-Neel.

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Dicembre 24, 2004

IL TAPPETO

di Michèle Laframboise

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Il Canada francese ha una sua nutrita scuola di autori di narrativa fantastica. Patrick Senécal, per fare un esempio, sarebbe annoverato tra i maestri internazionali del genere horror, se fosse tradotto fuori dei confini del Québec; Esther Rochon scrive romanzi stranissimi, che potrebbero definirsi fantasy se obbedissero a un qualsiasi modello; Jean-Louis Trudel, francese trapiantato, coltiva con successo la fantascienza in senso stretto; ecc. La nostra preferita è però Michèle Laframboise, che, unica tra i suoi conterranei, tocca nei suoi racconti e nei suoi romanzi temi legati all'attualità e di grande portata. Meriterebbe senz'altro una traduzione il suo Ithuriel, in cui la chiave fantastica serve a narrare il dramma di un Canada diviso in due gruppi etnici e linguistici poco comunicanti; e in genere i suoi racconti e romanzi, pieni di riferimenti a tematiche ecologiche e sociali.

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Dicembre 23, 2004

Le mani sul Fondo

di Vittorio Catani

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Nel silenzio mediatico quasi assoluto Bancaintesa, in perfetta “intesa” con le OO.SS. e con alcune organizzazioni di categoria, sta praticamente liquidando un grosso fondo pensioni privato, istituito circa un secolo fa dalla ex Banca Commerciale Italiana a favore del proprio personale lavorativo. L’ente vale oggi 700 milioni di euro in immobili, ubicati in primarie città italiane. Di tutto questo, ai diretti interessati (10.000 tra pensionati ed “esodati”, secondo il nuovo esotico neologismo) finora è giunto solo e raramente, ai più fortunati, qualche volantino sindacale… “a cose fatte”. Intanto da aprile 2005, come da decisioni prese unilateralmente (cioé sopra le teste degli interessati), a molti degli ex dipendenti Comit e/o di Bancaintesa verra' scippata l’intera pensione mensile del Fondo, in attesa del ricavato della vendita (o svendita?) del patrimonio immobiliare, che nel frattempo verrà volturato alla FAPA, altro fondo di cui poco si sa... Iniziative tutte imposte, e non contrattate con la base.

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Dicembre 22, 2004

Mitopoiesi di Sergio Endrigo - Reloaded


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Su Carmilla, Wu Ming 1 ha anticipato un intervento incluso nell'ultimo numero di Nandropausa, e dedicato alla proposta di Mitopoiesi di Sergio Endrigo. La blogsfera ha risposto in massa, segnalando un po' dappertutto la proposta di matrimonio tra Sergio Endrigo e la narrativa, motivata dall'uscita del romanzo Quanto mi dai se mi sparo?, che il cantautore ha pubblicato per Stampa Alternativa. Per avanzare nuovamente l'invito a firmare la petizione on line a favore della ristampa del catalogo di Sergio Endrigo, riprendiamo da RaiLibro una bella intervista rilasciata dal grande istriano a Giancarlo Susanna

Il suo unico romanzo, Quanto mi dai se mi sparo?, è abbastanza diverso dai libri pubblicati da altri cantautori italiani. Come le è venuta l'idea di scriverlo?

Certe cose non so come mi siano venute in mente. Per esempio, non so... ho inciso Via Broletto 34 e il 34 non esiste, in quella strada. Me l'hanno detto a Milano quando ho fatto un concerto in un teatro...

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Dicembre 21, 2004

Il caso Turchia

di Giuseppe Genna

erdogan.jpgE' il centro del mondo, secondo le direttive geopolitiche americane, e per questo motivo ci si scanna, non soltanto a parole. Non stiamo facendo riferimento ai roboanti crocicchi meneghini della Lega. La Turchia [nella foto il premier Erdogan] è un problema fondamentale negli equilibri del pianeta in disequilibrio. La 'Sublime Porta' tra est e ovest, alla luce del conflitto in Iraq e del rischio di risucchio della regione verso l'Iran teologale, assume i connotati dell'òmfalos di ellenistica memoria. Partner privilegiato di Israele, sostenitrice del GAP, passaggio obbligato di importantissimi progetti di oleodotti (si spiegherà qui di seguito perché e percome di tutto ciò), la Turchia ha alle proprie spalle una consolidata tradizione novecentesca di asse geopolitica fondamentale, che spartì con l'Italia, come del resto emerge dagli studi di Nico Perrone, segretario di Enrico Mattei, che ha lavorato su documenti recentemente desegretati dal Congresso USA [vedi il suo Obiettivo Mattei - Gamberetti]. Altroché bufala dell'Islam laicista: questa è semplicemente una copertura culturale rispetto alle viscere di una realtà su cui il Fondo Monetario Internazionale ha messo gli occhi e le mani.

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MONUC e ONUB, le missioni della vergogna

di Matteo Fagotto
[da WarNews]

UN_CONGO_GettyImages.jpgNon c'è pace per le missioni ONU nei Grandi Laghi. Oltre alle frequenti accuse di non essere in grado di proteggere la popolazione civile dagli attacchi dei vari gruppi armati operanti nella zona, la MONUC e la ONUB, rispettivamente le missioni di pace ONU in Congo e Burundi, sono state travolte nelle ultime settimane dalle pesantissime accuse di stupri, pedofilia e sfruttamento della prostituzione perpetrati contro la popolazione civile dai propri soldati.

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Dicembre 20, 2004

LE RAGAZZE CON LA PISTOLA

di Daniela Bandini

Ragazzepistola.jpg
AA.VV., Le ragazze con la pistola, introd. di Marcello Fois, Dario Flaccovio editore, Palermo 2004, pp. 242, € 13,00.

La casa editrice Dario Flaccovio, nella sua collana Gialloteca, e la sua curatrice Raffaella Catalano ci presentano Le ragazze con la pistola, la versione al femminile di quell’antologia sorprendente che era stata Duri a morire, composta da soli scrittori uomini e da noi recensita. I romanzi, gli autori proposti dalla Dario Flaccovio non sono più eccezionalità, promesse: sono invece una realtà consolidata del nostro panorama editoriale. Basti pensare agli autori che Flaccovio propone: per citarne uno solo, Danilo Arona con il suo impedibile Palo Mayombe. Flaccovio, insieme alla Fanucci, a Meridiano Zero e ad alcuni altri, ci dà la sensazione di non essere più un’alternativa, bensì la certezza di un’apertura strutturale e liberatoria del “contenitore intellettuale” italiano.
Il giudizio complessivo su Le ragazze con la pistola è più che positivo. La domanda sorge spontanea: ma esistono una scrittura “di genere” femminile e una di “genere” maschile? A mio avviso no. La maternità e la paternità, come predisposizione psicologica, come indice di sensibilità, non svelano il sesso di chi scrive. Ci sono scrittrici che riescono a esprimersi con un Io maschile e il contrario. Non volutamente. L’Io quella mattina o quella sera ha semplicemente la tendenza a essere un Io indifferenziato, nel pensiero teorico come nell’azione.

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Dicembre 19, 2004

I tre giorni del cobra

A Parigi una ricca retrospettiva sui cinema di Enzo G. Castellari, maestro italiano degli action movie
di As Chianese

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Da sabato 23 a lunedì 25 ottobre si è tenuta, nel quartiere parigino di Montreuil presso il cinema Georges Méliès, una splendida retrospettiva dedicata ai film di Enzo G. Castellari, maestro indiscusso del cinema di genere italiano, amato per i suoi action movie da colleghi del calibro di Quentin Tarantino, Joe Dante e Sam Raimi. Si è iniziati con il truculento western Keoma (1976), con uno stupendo Franco Nero nei panni dell’indiano mezzo sangue deciso a farsi giustizia. Si è proseguiti proiettando una rara edizione in francese di Quel Maledetto Treno Blindato (1977), stupendo war movie da cui Quentin Tarantino presto girerà un attesissimo remake col titolo originale della pellicola che è Inglorious Bastard.

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Dicembre 17, 2004

Donne d'Afghanistan

Discorso di MALALAI JOYA in occasione della consegna del premio internazionale
“La donna dell’anno 2004”. Dicembre 2004.

Da ECN

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Cari amici,
prima di tutto, ringrazio Il Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e la giuria per il premio “La donna dell’anno 2004”. Sono onorata di ricevere questo riconoscimento da parte delle sofferenti donne afghane. Il premio che mi date ha un grande valore morale per me. Appartiene a tutte le donne afghane che combattono per i loro diritti fondamentali sotto regimi oppressivi. Consegnando a me questo premio, voi sostenete l’antifondamentalismo e i movimenti di donne per la democrazia. Per questo sono qua, per trasmettere la gratitudine sentita e profonda di tutte le donne afghane a voi, e attraverso voi a tutte le persone in Italia che con il loro sostegno e la loro simpatia ci danno forza e determinazione nel combattere l’ingiustizia in Afghanistan. Sono tanto commossa dalla vostra dimostrazione di fraterna solidarietà che non riesco a esprimere i miei sentimenti con le parole.

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Dicembre 16, 2004

Mitopoiesi di Sergio Endrigo

libro_endrigo.jpg[Un'anticipazione dal n.7 di Nandropausa, l'e-zine di consigli letterari di Wu Ming, on line su wumingfoundation.com il 18 dicembre. In questo numero commenteremo i seguenti libri (l'elencazione è casuale): Valerio Evangelisti, Noi saremo tutto; Sergio Endrigo, Quanto mi dai se mi sparo?; Serge Quadruppani, La notte di Babbo Natale; Enzo Fileno Carabba, Pessimi segnali; Y.B., Allah Superstar; Marco Philopat I viaggi di Mel; Giancarlo De Cataldo, Il padre e lo straniero; Andrew Masterson, Il secondo avvento; Kem Nunn, Pomona Queen. Ringraziando Carmilla per l'ospitalità, auguriamo buona lettura. WM]

Sergio Endrigo, Quanto mi dai se mi sparo?, Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri, pagg. 174, € 10,00

In una sera dell'estate 2003, entro in un cortile dell'ex-Macello comunale, via Azzogardino, Bologna. L'area dell'ex-Macello, ristrutturata e assegnata all'università e alla Cineteca comunale, si accinge a ospitare le due nuove sale del cinema Lumière, aule, laboratori etc. Mi trovo lì per vedere un concerto, anzi, una lunga improvvisazione a capella di Maggie Nichols, vocalista scozzese, esponente del jazz d'avanguardia nel Regno Unito, già nel Feminist Improvising Group e in vari altri progetti e collettivi.

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Dicembre 15, 2004

Libri e librerie

di Beppe Sebaste (da L'Unità del 13 dicembre 2004)

Libreria.jpg
E’ appena terminata a Roma un’insolita e ricca fiera del libro - Più libri, più liberi - dedicata alla piccola e media editoria. Come ha sintetizzato Sandro Ferri di e/o, c’è più politicità oggi nella piccola editoria che promuove cultura, cioè linguaggi non omologati e dissidenti rispetto alla marmellata imperante, di quando negli anni Settanta si pubblicavano enunciati di “contenuto” politico. La posta in gioco è la stessa che in ogni altro ambito: produrre e far circolare gesti, comportamenti, forme e stili politici e di vita diversi di natura e non di grado da ciò che oggi, con o senza Berlusconi, ci soffoca.

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Dicembre 14, 2004

A cena con Serge Quadruppani

di Tommaso De Lorenzis

bourgeoisie.jpgSerge Quadruppani - "La notte di Babbo Natale" - Il Giallo Mondadori n.2863, 2/12/2004
«"Dunand tossisce, inghiotte, tossisce, sputa, ansima, singhiozza, il busto rovesciato sulla tavola, acqua e poi bile gli colano dalla bocca, mescolati a sangue e a crema pasticcera". Ecco cosa vuol dire - alla lettera - che il noir è un torcibudella.
...il nuovo romanzo poliziesco è bulimico. Lì la cucina diventa strumento comunicativo che avvicina gli esseri umani tra loro e gli uomini all'esistenza.
L'hard-boiled convertì il cibo in liquido. Basti pensare all'ufficio californiano degli alcolisti anonimi conosciuto come The long goodbye.
E il noir celebra l'anoressia nella forma dell'intolleranza, del conato, della nausea, della contrazione intestinale e del vomito. Sempre con sottigliezza e senza cedere alle comodità dello splatter. Qui stiamo parlando di contrazioni nervose che sembrano scosse di terremoto.»

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SOUL HUNTER

di Federica Vicino

Pescara25-8-04 002.jpg
- E cosa ci sarebbe laggiù?
- “Laggiù”?
- In questo ipotetico aldilà, che cosa c’è.
Stavolta gli venne da ridere. Laggiù
Si scostò, per quel poco che gli era possibile, dal microfono. Il telelaser gli si piantò di nuovo al centro della pupilla. Una lama sottilissima, colorata e caldissima infilata nell’occhio. Non doveva essere piacevole come sensazione.
- Non dovrebbe muoversi.
- Sì, ho capito.
Il telelaser oscillò appena. L’uomo cominciava a dar segni di impazienza.
- Non abbiamo altri mezzi, mi spiace.
- Sì, sì, va bene.
Stavano perdendo il filo del discorso. E Ratko non amava la conversazione. Meno che mai, quella.

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Dicembre 12, 2004

James Lee Burke: SUNSET LIMITED

di Mauro Gervasini

BurkeSun.jpgJames Lee Burke, Sunset Limited, ed. Meridiano Zero, pp. 345, € 15,50.

Sunset Limited. È il nome di un treno. Quello che portava dall’est all’ovest, dalla Louisiana proletaria alla California dei sogni di gloria e di ricchezza. È anche il titolo di un libro, edito da Meridiano Zero, scritto da James Lee Burke. Il decimo dedicato a Dave Robicheaux. Un poliziotto. Non siamo di fronte al solito noir, perché dietro ai libri di Burke ci sono un universo e una mitologia. L’universo, inteso come mondo circoscritto, microcosmo, è quello dei cajun. Che sarebbero poi gli antichi “acadiens” (letto all’inglese suona più o meno come “a-cajun”) del Canada francese deportati nelle paludi della Louisiana alla fine del ’700, con la malcelata speranza che in quello sputo di posto prima o poi morissero tutti. Invece, sono ancora là. Abitano nel distretto di New Iberia. Suonano lo zydeco e mangiano pesci sac-au-lait. La mitologia è quella del sud. Della guerra civile. Di una vecchia aristocrazia che si ripropone in nuove forme, spesso mostruose, spesso addolcite dai modi e dal cosiddetto southern comfort, che non è soltanto un bourbon ma anche un luogo comune.

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Astremo: La carne muore

rossanoastremo.gifE' scaricabile dal sito www.musicaos.it La carne muore, il primo romanzo di Rossano Astremo.
La carne muore ricostruisce la storia dello scrittore di Melpignano Edoardo Vittore, morto suicida nel 1993, prima che il piccolo paese diventasse il punto di riferimento del turismo culturale salentino. Nell'estate del 2003, un giovane giornalista leccese, Leo Monsanto, redattore della rivista La cultura del sud, cerca di ripercorrere gli ultimi giorni di vita dello scrittore Vittore, giungendo a degli esiti del tutto inaspettati. La carne muore è un romanzo sui limiti della critica letteraria, ma anche un romanzo sul fermento culturale degli ultimi anni che ha investito il Salento, molto spesso degenerato in semplice svuotamento turistico. La scelta di pubblicarlo sulla rivista letteraria Musicaos , tra le più interessanti e più attive del panorama italiano, curata da Luciano Pagano e Stefano Donno, sottolinea il ruolo centrale della Rete nel rappresentare uno strumento sicuro di interscambio continuo tra autore e lettore. Chiunque fosse interessato, può inviare una recensione, una riflessione, una stroncatura del romanzo all'email rossanoastremo@libero.it, che verrà pubblicata sul blog vertigine.clarence.com.

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Dicembre 09, 2004

Il Metaverso di Snow Crash

snowcrash.jpgCome segnalato da MarsilioBlack, sta avendo notevole successo la versione webbizzata del Metaverso. Si scarica un eseguibile, lo si affianca a una cartellina, si attende una specie di prompt al DOS, e via!, ci si può muovere in un mondo parallelo e insidioso. Il Metaverso è in realtà una creazione letteraria, uno degli ambienti in cui si svolge la geniale narrazione Snow Crash di Neal Stephenson (in Italia, edito per ShaKe). Nulla ha a che vedere, il Metaverse stephensoniano, con questa specie di chat per blogger desiderosi di qualche colore truetype in più e tutti tesi alla scopata sperata. Il Metaverso letterario è una delle più potenti allegorie di fine XX secolo, uno straordinario contenitore proiettivo che automaticamente manda a monte la proiezione del desiderio e la sua consolidata strategia del godimento. Tra l'altro, è anche la torsione di genere che mise fine alla letteratura cyberpunk. Come del resto ampiamente motivava il bellissimo intervento di Francesco Scalone, pubblicato proprio su Carmilla (versione 1.0), parecchio tempo fa, e che qui riproponiamo.

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Dicembre 08, 2004

La forza del niente: il caso Fallaci

di Valerio Evangelisti

Fallaci.jpg
Questa recensione è stata in origine scritta su richiesta della Beirut Review, supplemento culturale del quotidiano libanese The Daily Star. Per questo alcuni passaggi sono chiaramente rivolti a un pubblico straniero.

E’ quasi impossibile sottoporre a una seria critica letteraria il libro di Oriana Fallaci La forza della ragione, pubblicato dall’editore italiano Rizzoli e, dopo il successo in patria, tradotto in molti paesi occidentali. Non è un vero e proprio pamphlet: gliene mancano la stringatezza e il rigore argomentativi. Non è di sicuro un saggio: i materiali vi si accumulano senza ordine alcuno, le fonti sono dubbie, fraintese o di seconda meno, le tesi di fondo non sono dimostrate né dimostrabili.
E’ certamente un’invettiva, però mal condotta. L’autrice, che ci fissa con occhi gelidi dalla quarta di copertina e che, fin dallo sguardo, parrebbe pronta a impartire al mondo occidentale una severa lezione, tende di continuo a divagare, a saltare da un tema a un altro, ad affastellare riferimenti disparati fino a perdere il filo del discorso. Talora addirittura sembra tentennare, balbettare, quasi che, tradita dalla foga, abbia scordato di cosa sta parlando. In quel caso o chiude il capitolo, o passa a ragionamenti completamente diversi: i primi che le passano per la mente.

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Voglio andare in Ucraina

... e invece sono stato alla Scala. Mi sono intrufolato in qualità di sciuscià, e con la lingua patinata di nero (ho la gastrite) mi sono permesso di lucidare le scarpe a un'intera galleria di orrori, di cui qui riporto le testimonianze fotografiche, con apposite didascalie. La galleria è lunga, ma fatevi un giro, è meglio del diorama nei Togni vagolanti in periferia... [gg]

larussafiliberto.jpg
Ciò che importa, qui, è il personaggio di spalle, Roman Polansky. I due avventori sono rimasti fuori dalla Scala, non erano invitati, erano lì per il set della nuova pellicola di Polansky, intitolata MANSON NON MI E' BASTATO.

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Dicembre 07, 2004

Inaugurazione della Scala di Milano

di Mario Capanna

scala.jpg7 dicembre, sera. Verso le 19.30 ci presentiamo in piazza della Scala. Saremo in 3/400. Una miseria rispetto alla nostra normale capacità di mobilitazione. Ecco la prova che lo spontaneismo è « una minchia piena d'acqua », bofonchia Salvatore Toscano. Fa un freddo cane e l'umidità prende alle ossa. La nebbia è così spessa che di quando in quando sembra trasformarsi in una pioggerellina fitta fitta. Come se non bastasse, piazza della Scala è stata trasformata in una piazza d' armi. Polizia e carabinieri dappertutto. Di fronte al teatro, dirimpetto al palazzo del comune, all'imbocco delle vie adiacenti, in galleria Vittorio Emanuele, in piazza Duomo.

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Arriba México!

di Giuseppe Genna

CA83HBAA.jpgIl siparietto sta per raggiungere l'acme. Emilio Fede, al solito abbronzato ma con quel fondo lividamente disneyano che conferisce la pelle stracotta, vive del conforto del golfino in cachemire, azzurrino. Per minuti e minuti, alle sue spalle, un fotoposter di Romano Prodi effigiava l'ex presidente della Commissione Europea con una boccuccia a culo di gallina. Quell'immagine è stata scelta. Fede, fino a quel momento, aveva tirato bordate contro la battuta di Prodi sui mercenari di Forza Italia - battuta peraltro filologicamente corretta, visto che il premier aveva annunciato che avrebbe inviato due giovani in ogni regione, pagandoli, per sistemare le cose nelle sedi locali del partito. Da Prodi faccione, si passa ai lumini natalizi. Tra Fede e la sua collaboratrice al computer inizia un dialogo da Operette Illeopardiane. Il dialogo dipinge l'Italia. L'Italia, Paese Delle Meraviglie. La Merda fatta Zucchero. La Pillola non va giù, resta sullo stomaco.

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Dicembre 06, 2004

Maradona

maradonache.jpgCome avevano visto e previsto i Wu Ming, Diego Armando Maradona (che nella foto indossa una maglietta in cui è effigiato Che Guevara che indica a sua volta sul suo braccio il volto tatuato di Maradona) è ormai assurto a figura del rovesciamento eracliteo, per cui non c'è mai sintesi né consolidamento definitivo. El Pibe De Oro, quasi a volere smentire qualunque racconto su di lui, è scappato oggi da Cuba, abbandonando la clinica in cui seguiva la terapia di disintossicazione. Con una clamorosa fuga, non priva di misteri e di bagatelle senza massacro, Maradona si è imbarcato per Panama, da dove pare che raggiungerà l'Argentina. Pubblichiamo, ma soltanto a partire da questa ennesima evasione da se stesso e dall'altrove, il racconto della vita di Maradona secondo Martin Amis, che le cronache attestano essere uno dei massimi scrittori inglesi viventi e che in realtà qui fa una lunga recensione dell'autobiografia di Maradona, Io sono El Diego [Fandango, con prefazione di Wu Ming 3]. [gg]

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Serge Quadruppani: La notte di Babbo Natale

Recensione di Wu Ming 1

quadrup3.jpgSerge Quadruppani - "La notte di Babbo Natale" - Il Giallo Mondadori n.2863, 2/12/2004
In Italia i libri di Serge Quadruppani non trovano collocazione stabile in una collana che permetta di trovarli in libreria. Da troppo tempo l'opera dello scrittore d'Oltralpe è confinata nei Gialli Mondadori, tra i libri da edicola, garanzia di grande diffusione sul brevissimo periodo e repentina irreperibilità dopo qualche settimana.
Quadruppani, 52 anni, oltre a essere il traduttore francese di autori italiani come Camilleri, Evangelisti e De Cataldo, è autore che sorprende, scuote, commuove con romanzi perfetti, li divori e li richiudi stordito, lasciano macchie sul cuore. Qui da noi non è ancora molto conosciuto e ha patito scelte editoriali... bizzarre, come quando la Mondadori mandò in libreria L'assassina di Belleville, terzo volume di una trilogia, senza fornire ai lettori alcun "riassunto delle puntate precedenti". [En passant: la Mondadori ha appena rifatto lo scherzo con Zero Kill dell'algerino Y.B. (al secolo Yassir Benmiloud), anch'esso ultimo episodio di un trittico, incomprensibile senza aver letto i primi due.]

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Dicembre 05, 2004

Il Neglect

di Mario Bonato
[da NeuroScienze.net]
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Riproduciamo questo articolo sulla sindrome detta Neglect perché, a partire proprio da queste scoperte, gli studi sulla coscienza hanno assunto una traiettoria ben diversa da quella che si poteva prevedere. La centralità della scoperta del neuroscienziato italiano Bisiach è, in questa prospettiva, qualcosa di profondamente copernicano, i cui sviluppi stanno ottenendo esiti sorprendenti]

Immaginate di perdere improvvisamente la consapevolezza di quello che accade in una parte dello spazio che vi circonda. Questo è quello che accade nei pazienti con neglect. Chiamata neglect dal termine inglese, l’eminegligenza spaziale è una delle patologie più frequentemente riscontrate dopo un danno cerebrale e consiste in un deficit della consapevolezza spaziale. Nella maggior parte dei casi questo deficit si ha in seguito a lesione del lobulo inferiore del lobo parietale destro, e in seguito a questa il paziente trascura (neglige) di conseguenza lo spazio sinistro.

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Usa: a chi va la fetta piu' grossa di Proposition 71?

3543L.jpgdi Cinzia Colosimo
[dal notiziario Cellule Staminali]

Come volevasi dimostrare, il passaggio di Proposition 71 (il referendum sulle staminali che ha ottenuto esito positivo in California: qui le informazioni] ha smosso molti progetti fino ad ora conservati nel cassetto. Tutti parlano di quel denaro completamente dedicato alla ricerca su embrioni come di una gigantesca torta di compleanno che e' gia' finita prima ancora che le porzioni siano state fatte.
Nel mentre gli esperti, dichiarati o presunti, sono aumentati a dismisura, e ognuno di loro ha la soluzione definitiva per investire correttamente questi finanziamenti e far guadagnare in contemporanea Stato e aziende private. In primis questo atteggiamento colpisce negativamente le compagnie biotech: piu' di ogni altro questi organismi devono dimostrare un impegno assoluto perche' vengano prese in considerazione. Il taglio della torta e' sempre un evento riservato a pochi.

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Maya: Hackers. La storia, le storie

hackers.jpgdi Marco Gatti
[su segnalazione di Luca Masali]

Se ne potrebbe dire benissimo e malissimo, ma di certo Hackers - La storia, le storie, scritto da Maya ed edito da Malatempora è un libro che non annoia e riempie magnificamente una serata.
Tanto per cominciare l’autrice, lesbica dichiarata, è in Rete da almeno 20 anni ed è tenutaria (dovrei dire mistress, se fossi politically correct) di un paio di siti porno (cybercore, se volessi continuare sulla correctness...).
L’incipit è fulminante: «Venite subito qui o vi strappiamo le palle!». E via con il racconto in presa diretta dell’hackeraggio di McLink del 1989, quando il Web non esisteva, «i luoghi» degli utenti erano le Bbs e la reti degli hacker erano le x.25 (Itapac, per intenderci).

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Dicembre 04, 2004

Il complotto

naveveleni.jpg[Una nave che affonda per finta. Rifiuti radioattivi. Riciclaggio. Le bombe del '93. Ilaria Alpi. L'avvocato inglese di Berlusconi. Questa che segue è la prima, decisiva tappa di una memorabile inchiesta investigativa giornalistica su "una del­le storie più sporche degli ultimi decenni". E' una storia inaudita e inauditi ne saranno gli sviluppi. L'inchiesta è stata pubblicata a puntate su L'Espresso. L'autore, Riccardo Bocca, ha scritto importanti libri di controinformazione, come Maurizio Costanzo Shock - Affari, potere, alcova: i retroscena del telegiornalista più famoso d'Italia e La condanna. Storia di Silvia Baraldini]

UNA NAVE ROSSO VELENO
di Riccardo Bocca
Le parole di Ivano Tore, comandante del nucleo operativo dei Carabinie­ri di Reggio Calabria, sono nette e gravi: "È emerso uno scenario al­quanto inquietante nel quale si muovono soggetti senza scrupoli, a costo di attentare all'incolumità della popolazione mondiale..." scrive in un'informativa al so­stituto procuratore di Reggio, Francesco Neri. "La documentazione sequestrata su­pera anche l'umana immaginazione, tacen­do ipotizzare nel contempo che la stessa sicurezza dello Stato Italiano possa essere messa in pericolo”. È il 25 maggio del 1995, e in Calabria è in corso da circa un anno un'indagine delica­ta quanto travagliata.

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Dicembre 03, 2004

Fantascienza e psicopatologia

di Daniele Barbieri

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In ogni posto di lavoro, per strada o a casa ci sono i “sanity-meters” ovvero gli alienometri prodotti dalla Cahill Thomas Manufacturing: misurano il disadattamento – “la pazzia” – di ogni cittadino. Se si supera la norma (fra 0 e 3) si è sottoposti a sorveglianza; quando si arriva al livello 10 si sottostà alla “correzione chirurgica” oppure si entra per sempre nella misteriosa Accademia. E per l’appunto Accademia (1) s’intitola questo racconto-profezia scritto negli anni ’50 da Robert Sheckley. Lo spunto iniziale è la tipica ossessione statunitense per “l’igiene” mentale e la conseguente diffidenza verso tutto ciò che si discosta da una presunta normalità. Non abbiamo (per quanto?) gli alienometri fra noi ma negli ultimi 50-60 anni il tentativo di psichiatrizzare tutto si è allargato dagli Usa al resto del mondo, trovando ostacoli ma anche vincendo battaglie importanti. Come sempre la buona sfi ci può aiutare a muoverci nei sentieri del presente e dei possibili futuri prossimi.

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Dicembre 01, 2004

"New Thing" il libro più autoridotto a Bologna durante lo sciopero generale

Dal blog Lipperatura, curato da Loredana Lipperini:

Coltrane3.jpgBologna, 1 dic. Il romanzo New Thing di Wu Ming 1 (Stile Libero Einaudi) è stato il libro più acquistato nella libreria Mel Bookstore durante le due ore di "autoriduzione" con sconto al 30% concordate tra il direttore Giangi Marrali e alcuni manifestanti staccatisi dal corteo contro la finanziaria. Lo scrive l'edizione locale del quotidiano La Repubblica di oggi, in coda a un'intervista a Marrali, che dichiara:
"Mi hanno spiegato che non volevano causare problemi, che non avevano intenzione di creare tensione. E allora mi sono detto: perché no? In fondo l'autoriduzione fatta così, in modo civile, può avere un senso. Il problema del costo eccessivo dei libri, come di tutto il resto, è reale. Iniziative come questa erano nell'aria, lo sanno anche gli editori, i più sensibili hanno mandato una nota chiedendoci di essere concilianti, nei limiti del possibile. Ora spero che mi rimborsino, almeno in parte, anche con dei libri."
L'autoriduzione è durata dalle 10.30 alle 12.30, e ha fatto registrare vendite da record, con i manifestanti e gli altri clienti ordinatamente in fila per lo scontrino.
"Domani presenterò agli editori la lista dei libri venduti", ha dichiarato Marrali, "e chissà che non gli possa servire come sondaggio sui gusti dei clienti. Una cosa è certa, che tra i libri dell'autoriduzione non ce n'è uno di Vespa".
"Tra i più gettonati", ha chiosato La Repubblica, "i libri di Michael Moore e molte, moltissime copie dell'ultima fatica di Wu Ming".
Wu Ming 1, membro del noto collettivo di autori con base operativa a Bologna, ha elogiato la condotta tenuta da Marrali e si è detto lusingato della preferenza accordata al suo libro dagli autoriduttori.

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I miracoli crudeli di Stanislaw Lem

di Riccardo Valla

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Il presente articolo di Riccardo Valla correderà l'edizione di Urania Collezione del più famoso romanzo di Stanislaw Lem, Solaris, in edicola a gennaio. Va in tanto segnalata l'uscita di un altro vertiginoso romanzo di Lem: Memorie di un viaggiatore spaziale, ed. Marcos y Marcos, pp. 514, € 17,50. Ne riparleremo.

Riletto dopo molti anni dalla pubblicazione nel 1961 – o anche dalla sua prima traduzione italiana del 1973 – Solaris si rivela il punto d’incrocio di alcune felici tendenze della fantascienza successiva. Al posto della tensione tra scienza e inconoscibilità che tanto colpirono all’esordio del romanzo, ci pare oggi che il suo spunto di maggiore interesse sia il tema della coscienza di sé, del legame tra consapevolezza e memoria, e la conseguente umanizzazione di un eventuale uomo artificiale; quanto al finale, esso ci appare assai più scontato di quanto non apparisse allora. Cosicché, se nella riduzione cinematografica di questi ultimi anni si scorge soprattutto un mondo di possibile realtà virtuale e di creazione staccata dai vincoli della legge fisica – l’estetica del videogioco – il lettore del romanzo vi nota la componente umana, più che l’accusa contro tutte le teologie, e in particolare quelle della scienza.

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