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Settembre 30, 2004

Qualche domanda su mio fratello Enzo Baldoni

di Sandro Baldoni
Questa lettera è stata inviata a Enzo Mauro, direttore di Repubblica.

eb.jpgCaro direttore,
felici questi giorni anche per noi Baldoni, contenti di rivedere le facce belle, pulite e sorridenti di Simona Pari e Simona Torretta, e di stringerci idealmente in un abbraccio ai loro familiari. Ma permetteteci, da cittadini qualsiasi di questo stato, di farci e fare pacatamente qualche domanda molto diretta.

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LAVORARE CON LENTEZZA

di Valerio Evangelisti

Lavorareconlentezza.jpgIl 1° ottobre esce il film Lavorare con lentezza, che solo il pubblico della Mostra del cinema di Venezia ha finora potuto vedere. Rimandando ogni giudizio sulla pellicola, mi preme per ora segnalare il sito che le è dedicato. Non è il classico sito messo su in tutta fretta per pubblicizzare un film, e destinato a essere abbandonato subito dopo. Qui siamo di fronte a un percorso ragionato, che ruota attorno all’evento chiave su cui è imperniata la pellicola di Guido Chiesa: la rivolta che scosse Bologna l’11 e 12 marzo 1977, dopo l’uccisione da parte della polizia del militante di Lotta Continua Francesco Lorusso.

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Merda bipartisan

di Giuseppe Genna

sisi.jpgL'altra sera, come sempre in tv, precisamente a Ballarò, è andata in onda tutta l'indegnità della politica italiana, nella sua più goffa imitazione di sistema con cui una comunità democratica si autogestisce. Si attendeva l'atterraggio dell'aereo che riportava in Italia, dopo tre settimane di pura angoscia, Simona Pari e Simona Torretta, e i politici erano su piccolo schermo a intascare meriti più o meno benemeriti. In qualità di analisti alcuni, di diretti protagonisti della vicenda altri. In particolare il sottosegretario Mantovano, militante in An, con calma ed 'erre' arrotata plaudeva alla compostezza delle parti suppostamente ideologiche: un'unità nazionale ridicola strappata al culmine di una storia tragica. Insieme a lui, nell'arena catodica: Rutelli, che poi è scappato dicendo "scusate, sono invitato a Ciampino, devo accogliere le ragazze", Diliberto accusato di essere un amante dell'URSS dal già piduista Cicchitto, il giornalista Zucconi, il giornalista esperto in quartieri di Baghdad Buongiorno. Alti momenti di teatrino con morale finale: che non c'è la morale, basta il morale purché sia alto.

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Settembre 29, 2004

Simona Pari: "Ritirare le truppe dall'Iraq"

simonandsimon.jpgPer la serie 'così si fa'. Immerse in un calderone di più che vergognosa retorica, con Gianni Letta nel ruolo del cortegiano sinuoso e Bruno Vespa in quello del dispaccio governativo e anti, le due Simone non si sono fatte trascinare nell'allucinazione emotiva e pelosa con cui l'Italia le ha accolte. Simona Torretta è pronta a tornare a Baghdad, Simona Pari si è spinta un po' più in là - dicendo quello che tutta la sinistra non sta dicendo... [gg]

ANSA - Simona Pari si è detta "molto stupita e molto felice per la solidarietà che sentiamo da parte di tutti". La ragazza nel ringraziare "tutti per tutto quello che è stato fatto" ha inoltre lanciato un appello: "Vi chiedo e chiedo a tutti di non dimenticare l'Iraq perchè in questo momento, in quel Paese, stanno succedendo delle cose molto brutte. L'Iraq è sempre nel mio cuore". "Nell'atto concreto - ha concluso - vuol dire continuare a capire cosa sta accadendo, continuare a denunciarlo e cercare di cambiare una bruttissima realtà anche ritirando le truppe".
"Certo". Così Simona Torretta ha risposto alla domanda dei giornalisti se fosse d'accordo sul ritiro delle truppe dall'Iraq. Alla sua prima uscita da casa, la cooperatrice ha aggiunto che "il nostro pensiero è stato sempre rivolto ai nostri cari e alle nostre famiglie. Vorrei ringraziare tutti voi, perché per noi è stata una grande sorpresa trovare tutta questa solidarietà. Non ce l'aspettavamo, non sapevamo in realtà cosa si stesse muovendo in questo Paese, ma anche in tutto il mondo".

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Settembre 28, 2004

Felicità pura

simone.jpg

... e un ricordo per lui.

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Perché io non credo in "Italian Kings of B"

di As Chianese

Tarantino.jpg
La presente è stata inviata il giorno 12/09/2004 all’indirizzo e – mail del settimanale FilmTV (filmtv@hditalia.it) che, nei numeri precedenti alla rassegna cinematografica veneziana, aveva pubblicato un duro articolo a firma di Goffredo Fofi e due lettere: una di Tatti Sanguinetti e l’altra del direttore della cineteca di Bologna, Gian Luca Farinelli, dove veniva evidenziata la scarsa attenzione con cui si è organizzata a Venezia 61 la retrospettiva sul cinema italiano di genere chiamata Italin Kings of B.
C’è da dire che tale lettera non ha MAI ricevuto risposta alcuna e che solo dopo un mio sollecito, vista che sul numero di questa settimana c’è la lettera di un tale che difende a spada tratta la retrospettiva (peraltro con motivazioni da circo: del calibro “Venghino, venghino signore e signori”), il gentilissimo Mauro Gervasini della redazione mi ha scritto privatamente per dirmi che aveva letto e che anche secondo lui almeno i film di Lucio Fulci non erano così “invisibili” come si è tentato di farli passare.

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Settembre 27, 2004

Nick Tosches: Dino

2004090714594088.jpgdi Giuseppe Genna

tosches.jpgE' un romanzo imperdibile, Dino, la biografia che Nick Tosches [a destra] ha scritto sull'esistenza favolosa e tragica di Dean Martin (Baldini Castoldi Dalai, € 18,90). Non un saggio, non una cronaca, non un'accozzaglia di gossip postumo: questo è il compendio ad American Tabloid di James Ellroy e bene farebbe chi ha amato l'epica americana del genio di El Monte a comprare e succhiarsi le 650 pagine di questo monumento a più di cinquant'anni di storia del costume, dello spettacolo, del crimine e del declino del sogno USA. Tosches, che non a caso è uno dei romanzieri a stelle e strisce più interessanti al momento (il suo In the Hand of Dante, uscito in Italia per Mondadori, è una grandissima narrazione), utilizza uno stile folgorante, à la Ellroy appunto, imbastendo un racconto che è il racconto di un mito: l'uomo che, insieme ad altri, forse più di Armstrong, ha messo piede sulla luna. Un piccolo passo per l'umanità, un salto enorme per un uomo figlio di emigrati abruzzesi, catapultato al centro della platea planetaria.

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Tuca Tuca di Montezemolo

rubensluca.jpgEra in cerca di spot e, alla fine, lo spot lo ha realizzato, salendo sul podio, proprio come piace a lui, facendosi inondare di bianca spuma da un giovane stallone brasiliano di nome Rubens Barrichello. In Cina, Luca Cordero di Montezemolo (che già trattammo qui e qui) voleva che la Ferrari vincesse con piglio: la Cina si sta rivelando la nuova terra di conquista per tutti, mentre per altri (soprattutto bresciani e lariani) rimane la grande nemica, incognita e a miglior competitività globale. Ma vuoi mettere che vetrina è il primo storico GP di Cina? Questi chiedono a Schumi perché la Ferrari è rossa: informiamoli, facciamo vedere a questi miliardi di aspiranti americani come è vincente il made in Italy. Non che Fiat, il gruppo che al momento sta dirigendo Montezemolo (l'ambiguità tra soggetto e oggetto è voluta), in Cina non sia già sbarcata. Lo fece anni fa, Romiti divenne presidente dell'associazione Italia-Cina, i cinesi piazzarono a venti chilometri dall'impianto Fiat una fabbrica che eiettava gli stessi modelli a un decimo di prezzo, la Fiat cinese chiuse i battenti. Fu un bagno di sangue, il sangue è rosso: forse, davvero, i cinesi intendevano chiedere altro a Schumi...

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(2 anni) Dopo il danno, nessuna beffa

diazge.jpgGenova G8: Scuola Diaz, il Pm chiede rinvio a giudizio per 28 poliziotti

ANSA - Per la sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz, avvenuta nel 2001 durante il G8, i pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardone Albini hanno chiesto il rinvio a giudizio di 28 poliziotti.
Intanto nella prossima udienza del 2 ottobre cominceranno gli interrogatori di alcuni imputati su richiesta dei difensori tra cui l' ex vice questore della Digos di Genova, Carlo Di Sarro e quattro capisquadra.

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Settembre 26, 2004

Dopo il danno, la beffa. E poi l'inculata

impastato.jpgCASO IMPASTATO, IL GIUDICE DA RAGIONE ALL'AVVOCATO DI BADALAMENTI
Pignorata la pizzeria della famiglia Impastato. A chiedere il provvedimento è stato l'avvocato Paolo Gullo, legale del boss Badalamenti.
PALERMO - Continua l'incredibile vicenda seguita all'omicidio di Peppino Impastato. Il legale dell'assassino querela Giovanni Impastato - che aveva difeso per l'ennesima volta la memoria del fratello - ed il magistrato ordina il pignoramento della pizzeria di famiglia, la stessa in cui furono girate alcune sequenze del film "I cento Passi". A luglio e' arrivato il pignoramento della pizzeria della famiglia Impastato, quella in cui lavoro' anche Peppino, il giornalista ucciso dalla mafia nel 1978, e in cui sono state girate alcune scene del film "I cento passi". A chiedere e a ottenere il provvedimento e' stato il legale di Tano Badalamenti, il boss accusato di essere il mandante dell'omicidio di Peppino.

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Amendt: No drugs No future

amendt.jpg88-07-17101-5.gifGunter Amendt - No drugs no future. Le droghe nell'età dell'ansia sociale - traduzione di Emilia Bianchini - Feltrinelli - 12 euro

Scrive Gunter Amendt: "No drugs no future. È proprio vero? Significa sul serio che è inimmaginabile un futuro senza droghe? È proprio vero e significa che le condizioni di vita umana nelle ricche società del Nord rendono indispensabile l’uso di sostanze psicoattive, senza le quali non è più possibile far fronte al lavoro e vivere risulta intollerabile. Azzardare una previsione sul futuro significato delle sostanze psicoattive, proprio nel pieno delle radicali trasformazioni in atto, può apparire una mossa avventata, visto che, come al solito, le previsioni statistiche sulla condizione sociale dell’uomo danno per scontato un processo di sviluppo lineare, senza punti di rottura, senza crisi di rifiuto personali e resistenze collettive. Tuttavia, è legittimo il tentativo di riflettere coerentemente e fino in fondo, attraverso il cosiddetto "problema droga", le logiche del processo di modernizzazione neoliberista – alle quali, come insistentemente assicurano i propagandisti, non esiste alternativa. Per questa ragione seguo le tracce che la strisciante farmacologizzazione della quotidianità ha lasciato dietro di sé e mi domando che ne è dell’uomo, e che ne sarà una volta che le conquiste della biotecnologia avranno mostrato appieno i loro effetti".

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Fatti vecchi

fattinew.jpgIl quotidiano popolare riprova a sfondare nelle edicole italiane. Con un nuovo giornale in arrivo all’inizio di settembre (la data debutto è stata il 7), intitolato “Fatti nuovi”, progettato sul modello del polacco “Fakt” e con molte “relazioni pericolose” con il gruppo Berlusconi. Che, per la legge Gasparri, non può in teoria avventurarsi fino al 2009 nel mondo della carta stampata. Il lancio pubblicitario in grande stile del quotidiano, il cui prezzo è 50 centesimi, è partito subito dopo Ferragosto. I motori del progetto sono Antonio Raspa, Giorgio Maino e la Nuova editrice popolare, una società creata ad hoc. Raspa e Maino sono già consoci, assieme a Ubaldo Livolsi (consigliere Fininvest) nella Followme, sede legale a Segrate in Palazzo Canova – stesso indirizzo di Finivest – e uffici in via Francesco Dall’Ongaro a Milano. Dove, tra l’altro, avrà sede la redazione di “Fatti Nuovi”. Followme in passato ha curato tutti i servizi editoriali delle Pagine Utili, gli elenchi telefonici di casa Berlusconi.

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Settembre 25, 2004

Benvenuti nella Caverna

plato.jpgPotere e sapere: l'allegoria platonica

Nel VII libro della Repubblica, Socrate introduce l'allegoria - un racconto che ha un senso ulteriore rispetto a quello letterale - della caverna per spiegare a uno dei suoi interlocutori, Glaucone, la differenza fra paideia (educazione, cultura) e apaideusia (ineducazione, incultura). (Resp. 514a)
Si immaginino degli uomini chiusi fin da bambini in una grande dimora sotterranea, incatenati in modo tale da permettere loro di guardare solo davanti a sé. Dietro di loro brilla, alta e lontana, la luce di un fuoco, e tra il fuoco e i prigionieri corre una strada con un muretto. Su questa strada delle persone trasportano utensili, statue e ogni altro genere di oggetti; alcuni dei trasportatori parlano, altri no. Chi sta nella caverna, non avendo nessun termine di confronto e non potendo voltarsi, crederà che le ombre degli oggetti proiettate sulla parete di fondo siano la realtà (ta onta); e che gli echi delle voci dei trasportatori siano le voci delle ombre. (514a ss)

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Psicoanalisi 1975/2000

di John E. Gedo
(Questo saggio compare come capitolo conclusivo del volume Psychoanalysis, 1973-1998, New York: The Other Press. Traduzione di Fabiano Bassi)

cyberfreud.jpgLa storia intellettuale della psicoanalisi nel corso degli ultimi 25 anni può essere caratterizzata altrettanto bene come la cronaca degli sviluppi di una disciplina che si è andata spezzettando in una serie non ricomponibile di frammenti a seguito dell'impatto con una rete di diversità filosofiche di fondo, o come il resoconto della nascita di un nuovo paradigma che ha finito per trascendere le differenze d'opinione così caratteristicamente presenti nel dibattito che aveva impegnato la generazione precedente di autori. Entrambe queste letture alternative costituiscono delle narrative che finiscono per sottolineare lo sviluppo di un livello ineguagliato di attenzione, sia all'interno della psicoanalisi che da parte degli studiosi di altre discipline, per le tematiche epistemiche. La più contraddittoria di tutte tali questioni ancora irrisolte è quella che riguarda la natura stessa della psicoanalisi in quanto disciplina intellettuale, un argomento che quasi sempre porta con sé anche l'altro quesito relativo a quanto sia lecito classificare la psicoanalisi nel novero delle scienze naturali.

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L'Iraq? Lo ricostruisce un amico di Lunardi

lunardez.jpgUn groviglio impressionante di indagati, incarichi, tangenti, amici, amici degli amici. La complessa storia dell’uomo di Lunardi che ricostruisce l’Iraq
di Marco Ottanelli
[da www.democrazialegalita.it]

Tutto comincia nel 1985, quando Confindustria rinnova i suoi organi dirigenti. Nella nuova giunta siedono, tra gli altri, nominati dall’allora presidente Luigi Lucchini, Pietro Barilla, Calisto Tanzi, Ugo Beretta, Silvio Berlusconi. Lino Cardarelli viene eletto, con Cesare Romiti, fra i "rappresentanti generali". Ecco la prima serie di buffe coincidenze. La prima: Tanzi e Cardarelli, oltre che amici di infanzia, si trovarono a collaborare fin da allora. Sia l’uno che l’altro sono concittadini ed amici di Lunardi.

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Eggers & co: As smart as we are

asawa.jpgAutori emergenti e affermati per un cd controcorrente
di Tiziana Lo Porto

eggers.jpgSi sarebbe dovuto chiamare “I libri sono noiosi”, oppure “Alcuni dei nostri amici sono famosi”. Poi però è diventato As Smart As We Are, che a dirlo in italiano sarebbe più o meno: “Fichi come siamo”. A suonare e cantare sono i One Ring Zero, band fondata nel ’95 a Richmond, Virginia, da Michael Hearst e Joshua Camp. L’idea era quella di fare musica usando strumenti assurdi, come pipe ad acqua, una non meglio definita “claviola” e cose così. Dalla Virginia il duo approdò nel giro di due anni a New York, incappando più o meno per caso nella libreria di Dave Eggers (quello di Opera struggente di un formidabile genio).

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Lethem: 'Il mio cugino egiziano'

sah.jpgdi Jonathan Lethem
[da minimum fax]
lethem.jpgPer un caso – per quel genere di stupendo arbitrio che rende il mondo un luogo non meno ma addirittura più ricco di senso – io che sono un americano bohémien e pateticamente apolitico, io che vivo a New York e che non ho mai viaggiato più in là dell’Europa Occidentale, sono strettamente imparentato con Saad Eddin Ibrahim [nella foto a sinistra], sostenitore della democrazia, in Egitto, che attualmente si trova in carcere. Io e Saad siamo entrambi membri periferici di una vasta e sparsa famiglia del Midwest degli Stati Uniti. Saad per via del matrimonio con mia cugina Barbara, io per ascendenza paterna. Il nome di Saad Eddin Ibrahim compare spesso nei notiziari di questi giorni, e negli editoriali dei giornali, se qualcuno solo lo cerca. Un anno fa il «New York Times Magazine» ha messo in copertina una foto di Saad, nella quale lo si vede sbirciare attraverso le sbarre della gabbia in cui è rinchiuso durante il processo.

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Settembre 24, 2004

Brutti tempi per Armando Spataro

spat.gifUltimamente al dr. Spataro, procuratore aggiunto di Milano e persecutore da oltre un ventennio di Cesare Battisti, non ne va bene una. Dopo la figuraccia terrificante fatta nello Speciale di Canale 5 sul caso Tobagi (interrogato sul perché del rilascio del principale autore del delitto, Marco Barbone, e del mancato arresto della ragazza di questi, ideatrice dell'omicidio, Spataro forniva risposte ai limiti del comico e balbettava vistosamente), ecco che gli cade addosso il caso Fontana. Aveva definito l'arresto in Spagna dell'ex militante dei PAC Germano Fontana "un atto dovuto" e "una operazione lodevole". Ora la sua stessa Procura ammette che la pena per Fontana (otto anni di carcere) era caduta in prescrizione da un anno, e che l'operazione "lodevole" era altresì inutile.

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Settembre 23, 2004

Il mito Papillon

papillon0.jpgpapillon.jpgPapillon, detto Papi, è l'uomo della Fuga, l'oppositore irriducibile all'istituzione che perverte, l'eroe sovraumanamente alla ricerca della libertà. E' la mitopoiesi fatta vita letteratura e cinema, in un gioco di specchi che folgora e annichilisce, in una corsa alla leggenda che raramente ha avuto simili rappresentazioni nel Novecento. Papillon è anzitutto uno scrittore e un carcerato spedito alla Guyana francese: si chiama Henry Charrière, il soprannome lo deve a un tatuaggio a forma di farfalla che porta sul petto. Charrière si darà a una lunga serie di fughe, che non otterranno l'esito finale della saga di Nick Manofredda, l'icona altrettanto mitopoietica interpretata da Paul Newman: Henry Charrière ce la fa a darsi alla macchia, dopo una serie di prove e di sconfitte che avrebbero schiantato qualunque essere senziente.

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Wenders: Land of plenty

lop.jpgdi Giuseppe Genna

Di quale abbondanza si pasce oggi l'America? Abbondanza di neoconservatori, reazionari, leghisti texani, folli paranoici? Oppure di movimenti che elaborano alternative visioni del mondo, sentimenti di comunitarismo coraggioso, coraggio nell'affrontare gli stolidi giorni neri che il presente (e un regime) riservano loro? O, ancora, l'America abbonda di povertà, di devastazioni sanitarie e abitative, di deflazione in stile preargentino, di homeless e disperati d'ogni razza e specie, di solitudine psichiatrica e di carcasse umane? Abbonda di ricordi tragici, dal Vietnam alle Torri Gemelle, passando per il reaganismo e la dinastia Bush? Forse, addirittura, abbonda di sguardo: uno sguardo svuotato, estenuato, privo ormai di pregiudizio per esaurimento delle energie, una sorta di eden muto riconquistato per sfinimento... E, certo, abbonda di spazio e di visione.
Sono queste le complesse abbondanze che fanno dell'America di Land of plenty, nell'obbiettivo di Wim Wenders, una terra che dispensa al tempo stesso aggressione e pacificazione, menzogna e inesausta ricerca di verità.

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David Means

means130.jpgQuest’uomo dal sorriso sornione che potete ammirare qui accanto, è l’incarnazione di un caso letterario. Dopo aver pubblicato la raccolta di racconti A Quick Kiss of Redemption and Other Stories e aver visto comparire i suoi lavori sulle più prestigiose riviste americane come “Harper's”, “Esquire”, “the Paris Review”, David Means, con la sua seconda opera Episodi incendiari assortiti [uscito per Minimum Fax, da cui è espunto questo ritratto, ndr], ha letteralmente incantato pubblico e critica. Uscita negli Stati Uniti nel 2000, questa raccolta di tredici racconti ha fatto incetta di premi letterari, tra cui nel 2001 il Los Angeles Times Book Prize (battendo perfino Philip Roth), è arrivata finalista al Pulitzer, è stata eletta “miglior libro dell’anno” da “Esquire”, ha ricevuto complimenti a destra e a manca tra i quali quello del “San Francisco Chronichle” che lo descrivono “stupefacente”, del “New Yorker” che ha parlato di "racconti di una bellezza quasi impossibile da spiegare", della “New York Times Book Review” che lo definiscono “un nuovo formidabile scrittore”.

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William D. Haywood: Big Bill

bigbill.jpgL'arrivo nella città dei Mormoni, l'incontro con i nativi delle praterie, il lavoro nelle miniere. La vita di William «Big Bill» Haywood, uno dei fondatori degli «Industrial Workers of The World». I lunghi scioperi e la repressione costellata da omicidi mirati, linciaggi e arresti in massa. 319.jpgInfine la sua fuga a Mosca: l'autobiografia di Big Bill Haywood.
di Bruno Cartosio

Le grandi figure delle lotte e dell'organizzazione operaia negli Stati Uniti sono stati quasi sempre operai loro stessi. Molti di loro hanno pubblicato autobiografie, più che scritti teorici: da Terence Powderly, dei «Knights of Labor», a Samuel Gompers, padre padrone dell'American Federation of Labor, a William «Big Bill» Haywood, Elizabeth Gurley Flynn, Ralph Chaplin e «Mother» Jones, rappresentanti dell'Industrial Workers of the World per buona parte della loro vita.

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Neurogreen: una mailing per discutere sul dopo apocalisse

di Carlo Formenti

neurogreen.jpgDa tre anni viviamo in un mondo postapocalittico. L'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre 2001 ha definitivamente sepolto la prima fase della rivoluzione digitale (già ferita a morte dalla crisi della New Economy) e inaugurato l'epoca della "guerra al terrorismo" (che sarebbe più adeguato definire l'epoca del terrorismo della guerra). Alla speranza di un mondo senza confini, di una società, una politica e un'economia aperte non solo al flusso delle merci e della finanza, ma anche e soprattutto al flusso delle conoscenze e delle persone in cerca di opportunità per migliorare la propria condizione di vita, è subentrato l'orrore di un nuovo tipo di guerra, una guerra che, non potendo tracciare chiari confini geopolitici fra amico e nemico, protende ovunque le sue metastasi, mietendo vittime inermi in tutti i continenti, senza distinzione di appartenenza etnica, ideologica, religiosa, di età o di genere.

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Settembre 22, 2004

Un poeta della crudeltà

di Valerio Evangelisti

(Postfazione a Joe R. Lansdale, L'anno dell'uragano, trad. Umberto Rossi, ed. Fanucci, pp. 164, € 11,00)

Lansdaleannour.jpg
Non potrebbe esistere migliore introduzione all’opera narrativa di Joe R. Lansdale di questo romanzo breve del 2000, L’anno dell’uragano (The Big Blow, sviluppo di un racconto del 1997 compreso nell’antologia “Revelations”). Vi si trovano tutti gli elementi che rendono la prosa di questo autore, per tanti versi anomalo, così affascinante. Efficacia dirompente raggiunta attraverso una straordinaria economia di mezzi (qualsiasi infiorettatura stilistica è rigorosamente bandita); attribuzione di psicologie precise, e talora complesse, anche ai comprimari; assenza di svolte prevedibili nei dialoghi o nella trama; attenzione ai colori, alle atmosfere e a tutti quegli elementi che il lettore medio percepisce senza rilevarli, ma che gli consentono di formarsi un quadro visivo di estrema precisione. E una dose di suspense altissima, raggiunta non attraverso trucchi narrativi scontati, bensì dettata dalla materia della vicenda e dal dipanarsi della trama.

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Settembre 21, 2004

Il terrorismo italiano secondo Canale5

Il corpo di Walter Tobagidi Giuseppe Genna

martelli.gifReduce da una presentazione romana in cui, anziché parlare di thriller, ho dovuto a lungo interloquire sul tema ambiguo e scottante del terrorismo italiano nei Settanta/Ottanta, nottetempo sono stato assalito dalla più surreale delle emissioni di complottismo nella storia recente della cultura televisiva italiana. A muovermi l'attacco sottoculturale non era Claudio Brachino con i deliri cospirativoufologici di Top Secret, né Piero Vigorelli con apparizioni mariane, né Gabriele La Porta con arditezze new age. No: muoveva i suoi fendenti, in una sorta di resurrezione postuma ma anche posticcia del craxismo di base, l'imbiancato Claudio Martelli, che conduceva uno specialone tutto suo, su Canale5: un memorial Walter Tobagi, un monumento in forma di controinchiesta. Cioè: l'esplicitazione più allucinante del martiriologio socialista che cancella l'uomo, ucciso da Marco Barbone e dai suoi, per farne un santo laico, a scapito implicito di altre vittime meno illustri e garofanate. Il tutto, con una sorta di terzo grado penitenziale a cui si è concesso lo stesso Barbone.
Finito lo speciale, ho pensato che ha ragione l'amico che dice: l'Italia è un paese di merda.

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Chuck Palahniuk: Fama, Fortuna e Fight Club

chuck1_small.jpgdi Joshua Jabcuga
[in occasione dell'imminente uscita, per Strade Blu Mondadori, dell'ultimo romanzo di Chuck Palahniuk, Diary (nella foto a destra la cover, pubblichiamo un'intervista al geniale autore di Portland tratta da MoviePoopShot e tradotta da chuckpalahniuk.it]

diary.jpgJJ: Il tuo ultimo libro prima di Diary è una collezione di pezzi non fiction. Ce n'è uno intitolato "You are here" che ho trovato estremamente affascinante. A mio parere avresti potuto dedicare l'intero libro a questo pezzo. Scrivere sulla tua vita, prendendone nota, conservando e esplorando cose sulla pagina, sembrano elementi vitali per la tua esistenza come persona e artista. Ho sentito dire che da ragazzo eri un tipo infernale, finito dentro a un sacco di risse. Trovare quell'illuminazione e quello stato di Zen che sembri possedere, per lo meno per quello che percepisce uno che ti guarda da fuori, è un risultato naturale dovuto al maturare e al diventare adulti o il risultato raggiunto dal nutrire negli anni una filosofia esistenziale attraverso la lettura, lo scrivere, il cercare amore, l'avere a che fare con tragedie personali, la tua stessa combattiva formazione?

CP: Il segreto per la pace è... il denaro. Hah, non veramente, ma aiuta. Per lo più il trucco per raggiungere la pace sembra essere il mettersi a imparare e praticare con devozione un'arte. Per me la vita è una ricerca costante di buone storie e modi efficaci per raccontarle.

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L'impero del male: l'Inquisizione

Le radici dell'orrore - Da Alias, 11 settembre 2004

di Adriano Petta

Inquisitio.jpg
Martedì 15 giugno scorso nella Sala Stampa della Santa Sede i cardinali Georges Cottier e Roger Etchegaray, assieme al bibliotecario ed archivista di S. Romana Chiesa Jean-Louis Tauran, hanno presentato gli atti del simposio internazionale sull’Inquisizione che si tenne in Vaticano dal 29 al 31 ottobre del 1998. Questi atti sono stati presentati e illustrati anche dal curatore dell’opera professor Agostino Borromeo, sotto la forma di un volume imponente di ben 788 pagine dal titolo L’Inquisizione – Atti del Simposio Internazionale edito nella collana “Studi e Testi” dalla Biblioteca Apostolica Vaticana nel 2003. IL Simposio era stato voluto da papa Wojtyla perché, in occasione del Giubileo del 2000, intendeva chiedere perdono «per le forme di antitestimonianza e di scandalo» praticate nell’arco della storia dai figli della Chiesa (cosa che fece il 12 marzo 2000 nella «Giornata del perdono»). Ma prima di chiedere perdono, era necessario avere una conoscenza esatta dei fatti. La Commissione teologico-storica del comitato giubilare aveva quindi invitato una cinquantina di professori specializzati nel campo, storici che abbiano dismesso i panni del giudice e si siano proposti solo di comprendere il passato (i testi in corsivo sono stati estratti dagli atti del simposio. Ndr.).

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Settembre 20, 2004

L’Undici Settembre è una sega

supermanzo.jpgdi Francesco Borgonovo
[... il quale è una delle esuberanti menti che stanno dietro FaM - Frenulo a Mano, una delle riviste letterarie più notevoli del Web italiano]

Prendi, per esempio, un fatto. Si potrebbe affermare anche che i fatti non esistono. Cioè, non esistono come cose in sé, come eventi reali nel senso comune della parola.
Palazzi in fiamme, le nostre città bruciate di fronte agli occhi del mondo, mentre persone piangono e altre continuano a morire, senza neppure poter pensare prima. Morire come una scatola chiusa, lasciare per sempre non dette la quasi totalità delle cose che si vorrebbero comunicare, essere fraintesi per l’eternità. Tua moglie, forse, continuerà a pensare che l’hai tradita, che non l’amavi del tutto, prima che la tua immagine - che non è la tua immagine, è una proiezione che lei si è costruita di te dentro la sua testa - si spezzetti.
E intanto, tutto intorno, la sofferenza sboccia come fiori di campo, sui volti dei poliziotti, sulle labbra impietose dei giornalisti e tutto - tutto quello che importa del - mondo sa. Questa, signori, è la fenomenologia del fatto storico. Ciò che appare, esiste, ciò che non, No.

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La svolta zarista di Putin

putin.jpg[fonte: ANSA] - Un'altra perestroika sulla Russia dopo la strage di Beslan. «Una ricostruzione radicale» del sistema politico e di sicurezza del Paese per far fronte alla guerra dichiarata dal terrorismo, ha spiegato Vladimir Putin, illustrando un progetto di riforma che attribuisce allo zar-presidente un nuovo potere di designazione dei leader locali delle 89 regioni, repubbliche autonome e distretti metropolitani della ciclopica Federazione russa. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

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Giulietto Chiesa: I mandanti di Beslan

di Enrico Piovesana

beslan.jpgNei suoi articoli e nelle sue interviste di questi ultimi giorni sulla tragica vicenda di Beslan lei ha sostenuto che dietro il sequestro della scuola non ci sarebbe solo l’ala fondamentalista del separatismo ceceno, quella che fa capo a Shamil Basayev, e che tantomeno sia il caso di tirare in ballo al-Qaeda. Ci può spiegare meglio quali sono secondo lei i mandanti occulti di quella azione terroristica?
Che gli esecutori materiali del sequestro facciano capo al fanatico leader integralista islamico ceceno Shamil Basayev non v’è alcun dubbio. Ma dietro di lui non c’è la rete terroristica internazionale di Osama Bin Laden, come affermano sia il Cremlino che i media occidentali...

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100 di questi Bateson

bateson.jpgA cento anni dalla nascita, l'attualità delle critiche di Bateson al riduzionismo angusto che non vede differenze fra il mondo della vita e il «mondo non vivente delle palle da biliardo e delle galassie»
di Marcello Cini

In occasione di un convegno tenuto sei anni fa mi domandavo: «Perché Bateson, nonostante sia considerato da alcuni una grande figura della cultura contemporanea, è ancora un outsider? Perché la sua opera trova un riconoscimento così scarso sia come scienziato che come filosofo? Perché, in fondo, è più amato come guru che ammirato per l'originalità e la profondità del suo pensiero?» Se oggi, nel celebrare il centenario della sua nascita, ripartissimo dalle stesse domande, arriveremmo a dare più o meno le stesse risposte.

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Settembre 17, 2004

Fantasmi in Sala Borsa. Due anni da "ausiliario" nella grande mediateca di Bologna

di Wu Ming 4

Premessa
clock.jpg
Tra il 2002 e il 2004 ho lavorato come ausiliario nella gigantesca biblioteca-mediateca Sala Borsa, a Bologna. In questo periodo di tempo ho vissuto sulla mia pelle i meccanismi e le implicazioni della cosiddetta esternalizzazione. Insieme ai colleghi e alle colleghe, e con l'appoggio del sindacato, ho condotto un'estenuante guerra di logoramento (tutt'ora in corso) contro i vertici della cooperativa di cui ero socio lavoratore, tentando in tutti i modi di mettere anche la dirigenza comunale della biblioteca davanti alle proprie responsabilità.
La dinamica contro cui ci siamo scontrati è descritta nel pezzo che segue (pubblicato in versione ridotta su L'Unità-Bologna del 15/09/2004), scritto in occasione del mio congedo da Sala Borsa.

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Immagini e trasformazioni postindustriali americane (seconda parte)

di Gioacchino Toni

Wallstreet.jpg
Dicevamo, precedentemente, che questa ristrutturazione comporta anche uno scontro generazionale, scontro che molti film tendono comunque a risolvere, in qualche modo, nel finale. Lo schema è sempre lo stesso; all’interno di una situazione di equilibrio iniziale, un evento improvviso viene a turbare quella tranquillità che, inevitabilmente, alla fine della storia sarà ristabilita. Insomma, i figli perversi del modello americano finiranno per soccorrere i vecchi valori della famiglia che, a sua volta, non potrà che rallegrarsi del ravvedimento del figliol prodigo.

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Settembre 15, 2004

Immagini e trasformazioni postindustriali americane (prima parte)

di Gioacchino Toni

Americans.jpg
Lo storico Eric J. Hobsbawm (1995), nella sua ricostruzione-interpretazione di quello che ha chiamato “Secolo breve”, il Ventesimo secolo, coglie, nella contemporaneità, l’idea diffusa che nel corso del Novecento si sia passati per una, seppur breve, Età dell’oro. L’autore individua nel periodo compreso tra la fine della Seconda guerra mondiale e la prima metà degli anni Settanta l’apice di successo ottenuto dal modello capitalista su scala planetaria e, sul finire di quel periodo, la comparsa delle nascenti forme di quell’inquietudine che porterà dapprima alla contestazione e alla ribellione generalizzata, poi, con l’avvicinarsi agli ultimi decenni del Secolo, al senso di smarrimento e di disagio che si manifesta ai giorni nostri.

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Settembre 13, 2004

"Cambiate canale"

changechannel.jpg

“Change the channel”
- Il consiglio del Generale di brigata Mark Kimmitt's agli iracheni che hanno visto in tv le immagini dei civili uccisi nelle operazioni USA
[dal 'New York Times' del 12 aprile 2004]

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Un insopportabile stato di frustrazione

di Saul Bellow
bellowdis.jpgPiù di sessant’anni fa, grazie al mio professore di inglese del liceo, ho imparato a memoria lunghi passi della Ballata del Vecchio Marinaio di Coleridge. Il marinaio, come ricorderete, ferma un invitato che sta andando a un matrimonio e lo costringe ad ascoltare la sua storia.
L’invitato, offeso, grida:
“Smettila!Via la mano, vecchio pazzo!”
Subito la sua mano lo lasciò.
Egli lo tiene con l’occhio scintillante...
Coleridge ci racconta che il banchetto è cominciato, i musicisti stanno già suonando, la sposa è bella come una rosa, eppure il marinaio non ha intenzione di lasciar andare il proprio ascoltatore:
L’ospite nuziale si batte il petto,
Non ha scelta, può soltanto ascoltare...
Questi versi mi tornano spesso alla mente quando penso alla possibilità che un narratore ottenga attenzione, perché i marinai di oggi e di ieri, anche ammesso che la loro richiesta sia sempre così intensa e inesorabile, non riescono certo a impedirci di andare a tutti i banchetti nuziali che ci vengono imbanditi.

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Settembre 11, 2004

Iraq, sequestri mirati

editoriale di Radio Città Aperta

Il sequestro dei volontari del Ponte per Bagdad aggiunge un ulteriore drammatico tassello all’escalation della situazione in Iraq. Il Ponte e' una delle organizzazioni non governative presenti in Iraq da piu' tempo. Si era adoperata contro l’embargo che ha decimato per piu' di un decennio la popolazione irachena, ha in campo progetti di solidarieta' da tredici anni e si e' sempre schierata apertamente contro la guerra.
Chi, dunque, ha ideato, guidato ed organizzato il commando che e' penetrato direttamente e non casualmente nella sede del Ponte a Bagdad e ne ha sequestrato i volontari? Questo sequestro, come quelli appena precedenti del giornalista pacifista Baldoni - barbaramente ucciso insieme al suo interprete - e di due giornalisti francesi - cioe' di un paese schierato contro la guerra e che non partecipa all’occupazione militare del paese - sono sequestri diversi da quelli precedenti. Lo sono negli obiettivi e nella pratica.

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Io mi accuso

di Luigi Lollini

911.gifNon ho fatto nulla. Non ho favorito e non ho finanziato, non ho diretto, promosso, organizzato la strage, ma devo chiedere scusa. Chiedo perdono al popolo americano: non ho fatto nulla per evitare la morte di migliaia di uomini e di donne. Chiedo perdono e allo stesso tempo, ancora una volta, non manco di esprimere la mia gratitudine all’America e agli americani. Se l’America non fosse stata conquistata dagli europei, non avremmo il pomodoro e quindi la pizza, la vera pizza, di cui si nutre l’identità della nazione italiana. Se non vi fosse stata la migrazione forzata degli africani in America, e quindi il meticciato afroamericano, non avremmo la musica blues, jazz, rock, soul, rap, che hanno plasmato l’immaginario di generazioni di terrestri. Questa, se permettete, è dialettica al cento per cento. Ma non devo indugiare: chi intenda fare autocritica, senza peraltro rischiare il carcere e i lavori forzati, chi chieda indulgenza e perdono, non può abusare del tempo e della pazienza altrui.

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Settembre 10, 2004

Liberate le Simone e 6 miliardi di persone

Grande manifestazione per le due rapite. Tanti islamici in corteo
Nel corteo i musulmani d'Italia: "Simone libere e basta guerra"
Tutti d'accordo nel dire che i sequestri sono esecrabili e che l'occupazione dell'Iraq è stato un grave errore
di DARIO OLIVERO

liberate.jpgSi muovono insieme alla gente che continua ad affluire affogati nell'odore della cera delle candele che si consumano nelle mani. Sono musulmani. Somale, curdi, tunisini, inglesi. Studentesse, medici, cassieri, camionisti. Sfilano nella grande manifestazione di Roma per solidarietà con Simona Torretta e Simona Pari, le due volontarie di "Un ponte per..." rapite in Iraq e delle quali non si hanno notizie da tre giorni. Ottantamila persone in tutto, secondo gli organizzatori. Tra loro associazioni di volontariato, Disobbedienti, Cobas, politici, sindacalisti, religiosi. Una fila di gente da Piazza Venezia fino a Piazza Vittorio dove ha sede "Un ponte per...".

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Canzoni di fabbrica

di Leonardo Colombati
leonardocolombati.jpg[Scrittore romano, Leonardo Colombati - nella foto a destra - è autore del monumentale e splendido Perceber, un iper-romanzo à la Pynchon che è in uscita a febbraio 2005 presso l'editore Sironi, e a cui Carmilla on line darà ampio risalto. L'intervento che qui sotto pubblichiamo è tratto dal blog di Colombati]

Nel ’44 i partigiani non cantavano ancora Bandiera rossa ma un brano di Raffaelli e De Freo:
figlidellofficina.gifFigli dell’officina, o figli della terra
già l’ora s’avvicina della più giusta guerra,
la guerra proletaria, guerra senza frontiere,
innalzeremo al vento bandiere rosse e nere!
Avanti, siam ribelli, fiori vendicator
d’un mondo di fratelli, di pace e di lavor!

Figli dell’officina non è ancora una “canzone di fabbrica” – anche perché questo genere non è mai esistito. È esistito, semmai un “romanzo di fabbrica”: a Torino, in Einaudi, Calvino ne riceveva decine di abbozzi, sul finire degli anni ’50; e nei Gettoni finì per pubblicarne qualcuno.

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Censura “preventiva” della procura di Genova sul G8. Accusa di ricettazione per un articolo mai pubblicato

[da Europa]

gente.gifNon era stata ancora pubblicata una riga. Per il solo fatto di aver ricevuto documenti relativi all’indagine sulle violenze al G8 di Genova, Gennaro De Stefano e Umberto Brindani, rispettivamente redattore e direttore del settimanale Gente, sono stati iscritti sul registro degli indagati con l’accusa di ricettazione. Gli avvisi di garanzia sono stati recapitati ai due giornalisti ieri mattina quando, su ordine della procura della repubblica del capoluogo ligure, agenti della polizia giudiziaria hanno perquisito la redazione milanese del giornale e l’abitazione romana di De Stefano, alla ricerca di documenti “riservati”. Un’indagine “preventiva”, avviata su un articolo mai scritto. Un atto «sconcertante e lesivo della libertà di stampa, ancora garantita dalla nostra costituzione », si difende il direttore di Gente.

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Il boom delle sindromi psichiatriche

Seroxat.jpgdi Sheila M. Rothman
[Docente presso la Columbia University. L'articolo è tratto dal Washington Post]

Negli anni recenti, i tipi di comportamenti etichettati come malattie sono aumentati drammaticamente. La psichiatria moderna è pronta a trattare non solo depressione e schizofrenia, ma anche malumore, ansia e bassa autostima, sentimenti che la maggior parte di noi ha provato ogni tanto.
In nessun luogo questo si è sviluppato tanto chiaramente quanto nelle edizioni del manuale degli psichiatri, “Manuale Statistico e Diagnostico dei Disordini Mentali”, o DSM. Pubblicato dall’American Psychiatric Association, la cui prima edizione uscí nel 1952, elencava 60 categorie, che includevano la schizofrenia, la paranoia e altre aberranti forme di comportamento. In contrasto, la quarta edizione o DSM-IV, che uscì tre anni fa, ha più di 350 classificazioni (secondo il mio conteggio). Molti dei disordini descritti hanno criteri che si sovrappongono e deboli manifestazioni, e ognuno può avere sei o più sintomi. Pazienti che ne manifestano tre o più ricevono la diagnosi.

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WarNews ha bisogno di aiuto

logo_wn3.jpgComunicato della redazione di WarNews

Nel mese di agosto Warnews ha faticato a stare al passo con gli aggiornamenti. I ritardi sono dovuti soprattutto al periodo estivo, che comporta sempre qualche assenza nel gruppo. Ma dobbiamo ammettere che i problemi non si limitano a questo.
La verità è che continuare a gestire il sito e le attività correlate a costi vicino allo zero è già da tempo molto difficile, se non impossibile.

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Il nuovo romanzo di García Márquez

di Gian Antonio Orighi

gabonuovo.jpgIl Nobel colombiano Gabriel García Márquez, 76 anni, torna nelle librerie di Spagna ed America Latina il mese prossimo. Non, come ci si aspettava, con la seconda parte della sua autobiografia Vivir para contarla, uscita nel 2002, bensí con un romanzo, Memoria de mis putas tristes (Memoria delle mie puttane tristi). La «novela», di un centinaio di pagine, era una sorpresa che stava preparando la grande agente letteraria di Gabo, la mitica barcellonese Carmen Balcells, con la casa editrice Random House Mondadori. Ma il supplemento letterario "Ñ" del quotidiano argentino Clarín le ha rovinato la fiesta anticipando la ghiottissima novità.

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Settembre 09, 2004

Liberatele!

Nessuna notizia dai rapitori di Simona Torretta e Simona Pari, le due operatrici di pace rapite a Baghdad, nella sede dell'organizzazione non governativa 'Un ponte per...', presso cui lavoravano. Si moltiplicano in tutta Italia le iniziative di mobilitazione per chiedere a gran voce la liberazione delle due donne. Pubblichiamo qui di seguito un articolo di Simona Pari.

simonapari.jpgLE PAGINE BIANCHE DEI LIBRI SCOLASTICI
di Simona Pari
Le cinque regole dell’Islam sono il digiuno, la carità, la jihad…». Lezione numero uno: come applicare le leggi dell’Islam nel quotidiano. «La vita al di fuori della religione è un fallimento». Le studentesse ascoltano attente, in un silenzio teso. La stanza è vuota, in penombra. Venti donne tra i 15 e i 50 anni, infagottate negli abiti neri e con il velo, stanno sedute sulle sedie di plastica bianca da giardino. L’insegnante, una delle mogli degli sceicchi più influenti della moschea, legge i testi di al-Sadr.

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Settembre 08, 2004

Marshall Smith: Uomini di paglia

di Enzo Baranelli
[da GialloWeb]

8845203069.jpgmarshallsmith.jpgRicambi, lo splendido romanzo di Michael Marshall Smith, uscito nel '96, univa una trama fantascientifica ad un tono narrativo vicino al noir. Il libro si apriva con una citazione da Jim Thompson che metteva subito in chiaro l'umore di fondo dell'opera:
"Quelli come noi. La gente. Tutte persone che hanno cominciato a giocare con la stecca storta, che volevano cosi` tanto e hanno ottenuto cosi` poco, cosi` ben intenzionati e finiti cosi` male". (J. Thompson, L'assassino che e` in me).
Uomini di paglia e` un thriller che nasce da queste premesse: scritto da un autore che proviene da una fantascienza abbondantemente ibridata con il noir. Il risultato e` una versione pronta all'adattamento cinematografico di un romanzo di Ballard, la sua analisi del crimine in Cocaine Nights viene qui aggiornata al mondo del nuovo millennio e Michael Marshall si sposta negli Stati Uniti, quelli delle stragi nelle scuole o negli uffici federali o all'interno di un fast food.

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Settembre 07, 2004

Simona Torretta: dall'Iraq, per la pace

ansa_5255324_03470.jpgSono moltissimi gli interventi in Rete di Simona Torretta (nella foto), la responsabile di 'Un ponte per...' rapita oggi a Baghdad insieme a Simona Pari. Ne pubblichiamo una, particolarmente significativa, insieme a un intervento audio della stessa Simona Torretta, per sottolineare l'impegno pacifista di un'operatrice volontaria, scesa in Iraq anch'ella per evitare, secondo la delicata espressione che Vittorio Feltri usò a proposito di Enzo Baldoni, la banalità dell'Alpitur. [gg]

Raggiungere l'ospedale di Adnan significa attraversare una città che dopo l'arrivo degli americani è stata messa a ferro e fuoco. I saccheggi e gli incendi stanno distruggendo Baghdad ed è una diretta conseguenza della guerra: sono stati presi d'assalto edifici civili e centri commerciali, ma anche la Biblioteca, il Museo archeologico, perfino la Scuola di musica, dove sono stati irreparabilmente danneggiati strumenti antichissimi. Ed è attraverso questo percorso di devastazione, passando ponti cosparsi di auto distrutte, sorprese dal fuoco incrociato, con tantissime vittime civili, che arriviamo all'ospedale. Che finalmente è “protetto” dai carri armati americani: peccato che sovente impediscano l'ingresso anche ai feriti.

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Morgan: Bay City (Altered Carbon)

alteredcarbon.jpgdi Giulio Ghezzi
[da I.H. Magazine]

morgan.gifBay City, Terra. Il "più antico dei mondi civilizzati" e patria della specie umana. L'ex soldato Takeshi Kovacs la vede per la prima volta e non è certo la migliore delle occasioni: è lontano centottanta anni luce da casa e la sua coscienza è stata digitalizzata in un corpo nuovo, con un fisico da nuotatore e una modifica militare al sistema nervoso. Kovacs è stato assunto da Laurens Bancroft, un nome che a chi viene da colonie come Harlan's World non dice nulla, ma sulla terra è sinonimo di ricchezza, potere e molti nemici, perché Bancroft è quello che in gergo chiamano Mat (abbreviazione di matusalemme). Come molti degli anziani secolari, ha visto intere società sorgere e cadere, si è fatto prendere troppo da se stesso e ha finito per credersi un dio per il quale la piccola gente non conta più. La polizia ha archiviato il suo assassinio come suicidio ed è per questo che Bancroft, che nel frattempo si è equipaggiato di un corpo nuovo, ha assunto Kovacs, per indagare sui possibili autori dell'omicidio, presumendo che il fallimento potrebbe indurli a ritentare, magari questa volta con successo.

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Leyner: 'Oh, fratello!'

leyner.jpgdi Mark Leyner

Aaron e Joshua Zeichner: fratelli gemelli accusati di omicidio di primo grado per l'uccisione dei genitori, Sam e Adele. Arma del delitto: fuoco di artiglieria, granate e fucile mitragliatore. La difesa di Aaron e Joshua, ventitre anni, è affidata all'irruente e istrionica avvocatessa Susannah Levine, maestra di virtuosismo tattico. La tesi sostenuta dalla Levine è che i suoi clienti - i quali si sono dichiarati colpevoli - siano stati vittime di una paura irrazionale che li ha indotti a credere erroneamente, ma in buona fede, che i loro genitori avessero intenzione di ucciderli.

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Aldo Nove: Milano non è Milano

novemilano.jpgdi Massimo Onofri

Nel memorabile incipit al suo Le parole e le cose (1966), Michel Foucault si riferiva a un celebre testo in cui Borges menzionava «una certa enciclopedia cinese», dove starebbe scritto che «gli animali si dividono in: a) appartenenti all'imperatore, b) imbalsamati, c) addomesticati, d) maialini da latte, e) sirene, f) favolosi, g) cani in libertà, h) inclusi nella presente classificazione, i) che si agitano follemente, j) innumerevoli» e così via dicendo. Per Foucault non c'erano dubbi: grazie al riso provocato dalla lettura, nel mentre sottolineava l'impossibilità di pensare insieme tutte quelle cose, Borges problematizzava «la nostra pratica millenaria del Medesimo e dell'Altro». Con un corollario: non sarebbe la vicinanza delle cose a essere impossibile, ma il luogo mentale entro cui dovrebbero convivere, la categoria sotto cui si tenta di classificarle e sussumerle. Ecco: se c'è uno scrittore italiano naturalmente cresciuto dentro tale condizione di perplessità epistemologica, questo è Aldo Nove, nato a Viggiù, al confine con la Svizzera, esattamente un anno dopo la pubblicazione del libro di Foucault.

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Settembre 06, 2004

Oltre Dick: l'universo ologramma

holo.jpgNel 1982 un'équipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del 20° secolo. Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l'altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri. È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stiano facendo tutte le altre. Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente. Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l'ipotesi più accreditata è che l'esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale. David Bohm, noto fisico dell'Università di Londra, recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste.

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Ricordare Bhopal

bhopal1.jpgSono passati esattamente vent'anni dal più sconvolgente dramma di contaminazione che il mondo abbia mai registrato: la tragedia di Bhopal, mezzo milione di contaminati e trentamila morti. Riportiamo un'intervista che Dominique Lapierre ha rilasciato a Grazia Casagrande di Cafè Letterario in occasione dell'uscita italiana di Mezzanotte e cinque a Bhopal, il suo libro inchiesta pubblicato nel 2002. A seguire, un articolo di Mark Hertsgaard da 'The Nation', presentato in traduzione italiana da Nuovi Mondi Media.

Come è nato questo libro?
Da un impegno umanitario. Una persona di Bhopal, una città che non avevo ancora visitato posta al centro dell'India, è venuta a chiedere il mio aiuto per aprire una clinica ginecologica. Molte donne infatti ancora oggi soffrono per le conseguenze di una tragedia industriale, la più grave di tutti i tempi: il 2 dicembre 1984 una grande nuvola tossica è fuoriuscita da una fabbrica americana di pesticidi, uccidendo 30.000 persone e contaminandone più di 500.000. Sono andato a Bhopal e ho scoperto una città straordinaria. Ho aperto poi, grazie ai diritti d'autore di La Città della gioia e di Mille soli, una clinica ginecologica per donne che erano state totalmente abbandonate, che non avevano mai ricevuto nessun trattamento medico, nessun aiuto finanziario e che vivevano in estrema povertà.

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Settembre 05, 2004

I 150 bimbi sequestrati a Tawilah, nel Darfur

darfur.jpgCos'è?, il Darfur puzza? Centocinquanta bambini sequestrati a febbraio non meritano candele perché sono negri? Perché non servono a essere strumentalizzati dalla propaganda elettorale di Bush e della sua gang? Il Darfur è addirittura meno noto dell'Ossezia? Chi vince nell'allucinante partita a tennis della retorica occidentale? La quale interpretano, per primi, personaggi come le amiche di Marco Biagi, che hanno lanciato la catena per commemorare con una candela le vittime ossete, accusando sul 'Corriere' l'Italia tutta di anestesia emotiva. Anestetizzate saranno loro: del Darfur chi se ne occupa? Chi è rimasto choccato dalla disinvoltura dei bravi commissari UE, scesi a denegare che lì si sta consumando un genocidio, con migliaia di piccole indesiderabili vittime? Informatevi. O, vista la situazione della pubblicistica sulla tragedia immane del Darfur, controinformatevi. E, se non lo fate, ficcatevi una candela nel culo. [gg]

phpH3ej3s_200x200_28477.gifLe stragi non si fermano: il Darfur come il Ruanda?
di Daniele Bertulu
Il conflitto nel Darfur (nord-ovest del Sudan) appare sempre più insanguinato da atrocità di ogni tipo, commesse dai vari gruppi armati contro la popolazione civile. Secondo le dichiarazioni di alcuni operatori umanitari, si comincia a delineare lo spettro di un genocidio simile a quello che sconvolse il Ruanda nel 1994. Combattimenti, massacri ed abusi sono ormai all'ordine del giorno.
Le accuse più pesanti cadono sull'esercito regolare e sulle famigerate milizie filogovernative dei Jenjaweed.

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Jesi: Spartakus

spartakus.jpgdi Fabrizio Billi

Furio Jesi, Spartakus. Simbologia della rivolta, Torino, Bollati Boringhieri, 2000, 18.08 euro
Furio Jesi scrisse nel 1969 questo libro sulla rivolta spartachista del 1919, ovvero il tentativo comunista di presa del potere in Germania. Non si tratta però di una ricostruzione storica di quell’episodio, ma di una riflessione su cosa sia una rivolta, sul ruolo dei simboli e dei miti nei moti di rivolta e sul rapporto di questi con la filosofia della storia marxista.

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Le tre stimmate di Palmer Eldritch: tra religione e realtà virtuale

di Riccardo Valla

pkde.jpgstimmate.jpgUno dei fenomeni che mi ha maggiormente colpito negli ultimi anni è la scomparsa della "social science fiction" dalle comuni letture. Chi legge ancora i romanzi di Pohl e Kornbluth o i racconti di Sheckley? I motivi sono vari, dall'affermarsi della fantascienza epica di Dune o della Fondazione che nel periodo dell'edonismo reaganiano ha cacciato via dal mercato la moneta diversa, alle carenze interne di molte di quelle storie "sociali", la cui contestazione contro l'establishment ci appare oggi come, parafrasando un vecchio titolo di Ballard, "gioco degli schermi" e "scultura di nuvole" e troppo grandi i peccati di omissione, per esempio nell'analizzare il rapporto tra l'Occidente e il Terzo Mondo.

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Settembre 04, 2004

Demme: su The Manchurian Candidate

themanchuriancandidate_releaseposter.jpgIl film di Jonathan Demme, presentato fuori concorso, è una scudisciata alla convention repubblicana. Magico e militante, aguzza lo sguardo sugli Usa, si insinua nelle stanze del potere, negli intrighi tra politica e multinazionali
di Cristina Piccino

demme.jpgLo scorso anno Jonathan Demme era arrivato sul Lido con The agronomist, un documentario magnifico dedicato al suo protagonista Jean Leopold Dominique, protagonista della resistenza a Haiti - paese che Demme conosce in profondità (ha prodotto anche un album di musica haitiana, Konbit e pubblicato quattro libri sull'arte a Haiti) - assassinato nell'aprile del 2000 sui gradini della sua stazione radio. Dominique cercava di produrre consapevolezze con la sua voce instancabile, parlava chiaro e forte, senza compromessi, ferocemente critico anche con le scelte attuali del suo ex-compagno di lotta Aristide, pure se poi gli «esiti» della sua parabola, la cacciata dal paese supportata ancora una volta da interessi stranieri (Francia e Usa), dimostrano quanto le cose siano ambigue e stratificate.

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Vittorio Curtoni: 'Buona notte, dolce notte'

curttarga.jpg(da "La sindrome lunare e altre storie", Robot speciale n.6, 1978)

sp6.jpgUn pomeriggio, non si sa come, Liliana si trovò sola in casa. Per un po' rimase a giocare con la vecchia bambola di stracci che era stato l'ultimo dono del nonno paterno, morto appena un paio di anni prima: la stiracchiò qua e là per la stanza, come era solita fare, e poi si stufò. Allora la raccolse da terra, la ributtò con violenza sul pavimento e vi saltò sopra con molta furia, quasi a voler decretare che quel giocattolo vecchio e logoro non l'interessava più.
Liliana non era una bambina particolarmente cattiva, ma andava soggetta a crisi di noia oltremodo irritanti. Suo padre le diceva spesso, da buon genitore di vecchio stampo, che proseguendo su quella strada non avrebbe mai trovato un marito, e forse sarebbe finita nella più assoluta miseria. Per rendere più chiaro l'esempio che le additava, quelle rare volte che uscivano assieme, una poverella magra magra che chiedeva la carità dietro l'angolo della loro casa; e nel lasciar cadere qualche monetina di poco conto nei sudici palmi della donna faceva una brutta smorfia, chiaro segno della sua disapprovazione.

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Chi sarebbe Al-Zarqawi?

di Michel Chossudovsky

az.jpgal-Zarqawi-wanted-small.gifL'apparato dell'intelligence americano ha creato le proprie organizzazioni terroristiche. E allo stesso tempo, crea le proprie minacce terroristiche riguardanti organizzazioni che ha esso stesso creato. Contemporaneamente ha sviluppato un programma di controterrorismo del valore di molti miliardi di dollari per dare la caccia alle stesse organizzazioni terroristiche.
Controterrorismo e propaganda di guerra sono interconnessi. L'apparato della propaganda fornisce ai media notizie false. Le minacce terroristiche devono apparire "genuine". L'obbiettivo è quello di presentare i gruppi del terrore come "nemici dell'America". Il sottostante obiettivo è galvanizzare l'opinione pubblica in appoggio all'agenda di guerra Americana. [...] La campagna propagandista fornisce i ritratti dei leader della rete del terrore. In altre parole, per questa campagna "pubblicitaria", "essa deve fornire un volto al terrore". La "Guerra al terrorismo" si poggia sulla creazione di uno o più spauracchi del male, capi del terrore, Osama bin Laden, Abu Musab Al-Zarqawi, e altri, i cui nomi e foto sono presentate fino alla nausea sui mass media.

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Il Vero Vietnam

di Alan Maas (tr. Paolo Chiocchetti)

BushKerry2.gif

Da mesi ormai sulla scena politica statunitense si trascina uno scontro senza esclusione di colpi tra democratici e repubblicani... sul 'coraggio' o la 'codardia' dei rispettivi leader durante la guerra in Vietnam. Aperto in gennaio dalle accuse di Michael Moore all' 'imboscato' Bush, la battaglia si è di recente spostata sul passato militare di Kerry, grazie ad una spietata campagna mediatica di gruppi di veterani pro-guerra organizzata dai cervelli della campagna Bush.
Mentre nel mondo reale interi popoli vengono trascinati inesorabilmente nella spirale delle contese imperialistiche (chiamate variamente guerre al terrorismo, preventive, umanitarie, per la libertà, alla droga, missioni di pace, etc.), il dibattito presidenziale diventa di giorno in giorno più surreale e bellicista, e una parte consistente della sinistra americana abdica ipnotizzata alle armi della critica e della mobilitazione e si prepara a votare a novembre come Comandante in Capo il "male minore"... John F. Kerry, che proseguirà le stesse guerre, ma meglio e più 'umanitariamente'.
Qui di seguito traduciamo dall'ottima newsletter Counterpunch un resoconto della "distorsione spazio-temporale" che appassiona i media americani (P.C.)

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Settembre 03, 2004

L'annosa questione Mondadori: appunti 2004

di Wu Ming 1


a83.gif[Recentemente, con molta cortesia e disponibilità al dialogo, i frequentatori del forum telematico di un noto settimanale musicale mi hanno invitato a dire la mia/la nostra sul ronzino di battaglia di alcuni pubblicisti, vale a dire: pubblicare con Einaudi (che è nel gruppo Mondadori) equivarrebbe di per sé a fare il gioco di B*******. Su questa cosa abbiamo risposto diverse dozzine di volte, su vari livelli, in forma scritta e in forma orale, fino ad annoiarci e ad annoiare. Sinceramente, mi si rivoltava lo stomaco a ripetere tutto il discorso, ma ho pensato: magari è un'occasione migliore di altre. Magari puoi farlo una volta per tutte. Con notevole sforzo di sintesi, ho cercato di spiegare i motivi per cui noi (noi Wu Ming, ma vale anche per altri autori) non la pensiamo affatto come quei pubblicisti. Quello che segue è un montaggio dei miei interventi.]

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Settembre 01, 2004

La morte postmoderna

di Giuseppe Genna

este_01151347_14520.jpgQuando penso che c'è chi ha ancora l'impudenza di affermare che siamo in Iraq per portare democrazia, che in bocca a simili figuri è un sinonimo di mercato, mi verrebbe da dirgli che per ora stiamo portando la morte ma che, se persisteremo, gliene porteremo di ben altra. Ben altra morte? Quale? Questa, per esempio:


Tragedia a Gedda, in Arabia. In 70.000 si sono presentati all'inaugurazione dell'ipermercato per 50 voucher da 150 dollari
Ikea, tre morti nella ressa per avere i buoni sconto
Le vittime sono morte schiacciate. Decine di feriti
GEDDA - Il giorno della grande promozione all'Ikea si è trasformato in tragedia a Gedda, in Arabia Saudita. Tre persone sono morte schiacciate nella ressa che si è scatenata all'inaugurazione di una filiale della catena svedese di arredamento. Secondo fonti ospedaliere, i morti sono due pachistani e un saudita. Molti i feriti: tra questi 16 impiegati, oltre ai 20 clienti svenuti nella calca che i medici hanno dovuto rianimare. Circa 70.000 persone si erano radunate per tempo davanti all'entrata per riuscire a conquistare l'offerta di un buono di spesa da 150 dollari destinata ai primi 50 clienti. Alcuni di loro hanno persino trascorso la notte accampati per arrivare primi. Ma la situazione è subito sfuggita al controllo della sicurezza. Tutto è accaduto nel giro di pochi secondi: la spinta della folla ha travolto tutto e tutti. Ikea, catena mondiale di arredamento di buona qualità e a buon mercato, aveva annunciato nei giorni l'inaugurazione di due nuove filiali, una nella capitale Riad e un'altra proprio a Gedda, sul mar Rosso, dove si è consumata la ressa mortale. In tutti e due i casi erano state pubblicate con grande evidenza sulla stampa locale alcune pagine pubblicitarie con l'offerta dei buoni spesa per i primi clienti.

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La fine degli Ona

onaMujer.gifE' morta oggi a 91 anni Enriqueta Gastelumendi, l'ultima rappresentante degli indios Ona, etnia della Terra del fuoco argentina che ormai è estinta.
Della tribù Ona aveva scritto Francisco Coloane (in Cacciatori di Indios, Guanda). Eccone la scheda editoriale: "Come raccontare lo sterminio sanguinoso e scientifico degli indios di razza ona o selk'nam della Terra del Fuoco, la fine della loro civiltà, nella cornice della conquista e della colonizzazione dei nuovi pionieri bianchi? Come narrare il passaggio da un'economia di pura sussistenza, incentrata sul nomadismo e sul guanaco, il grande ruminante che gli ona cacciavano, per passare allo sfruttamento intensivo del territorio realizzato dai latifondisti e dagli allevatori di pecore? Ed infine, come incorniciare il dramma di un ennesimo, violento meticciato, dell'avidità insaziabile, della caccia all'uomo, delle passioni esacerbate, in uno scenario sconfinato e vergine com'è quello della fine del mondo? Coloane, che di quest'angolo di terra è il grande e tragico cantore, sceglie di farlo attraverso tre figure femminili scelte come corifee".

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Reich: Il fascismo antropologico

di Wilhelm Reich

reichpsicfascismo.jpgDa quando la primitiva organizzazione democratico-lavorativa è definitivamente tramontata, il nucleo biologico non ha piú trovato un’espressione sul piano sociale. Ciò che è a naturale" ed "elevato" nell’uomo, ciò che lo lega al suo cosmo, ha trovato soltanto nell’arte, soprattutto nella musica e nella pittura, un’autentica espressione. Ma finora non ha esercitato alcuna sostanziale influenza sulla formazione della società umana, se per società si intende non la cultura di un ristretto gruppo di persone ricche appartenenti alla classe dominante, ma la comunità di tutti gli uomini.

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