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Maggio 30, 2004

Rifugiati italiani in Francia, 1937-1940

La sinistra non comunista in esilio

di Valerio Evangelisti

Balabanoff.gifLe fotografie dei primi fuoriusciti politici italiani, sfuggiti alle leggi eccezionali del 1926, ci mostrano gruppi di anziani signori dall'espressione seria e dagli abiti un po' logori, impegnati a tenere vivi brandelli di passato nei retrobottega delle osterie o tra i tavolini dei caffè dei boulevards parigini. Si intuisce che il loro mondo è un mondo piccolo.
"Una volta alla settimana", racconta Angelica Balabanoff, "l'esecutivo del partito si riuniva in uno dei caffè più economici di Parigi, Dato che la maggior parte di noi erano disoccupati, dovevamo fare bene attenzione quando ordinavamo il cibo: a volte si doveva scegliere tra la colazione e la tariffa del taxi (…). Una volta al mese, la domenica pomeriggio, i membri ordinari si riunivano in una stanza dello stesso ristorante, e in quelle occasioni le assemblee diventavano così rumorose che il padrone del locale saliva di sopra per vedere cosa stesse accadendo".

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Intervista a Neil Gaiman

gaimanmini.jpgQuale pensi che sia la differenza tra il raccontare storie e mentire?

Gli scrittori sono ovviamente dei bugiardi. Ma le storie sono vere e più che vere.

Come si fa a sapere se si è davvero degli scrittori?

Non ne ho idea. Ricordo il momento decisivo per me: avevo 22 anni, non riuscivo a dormire, e mi immaginavo da vecchio a pensare sul letto di morte che sarei potuto diventare uno scrittore… uno scrittore per davvero, e che non avrei più potuto sapere se mi illudevo o meno. Quello che è spaventoso è che di recente ho avuto occasione di dare un’occhiata a delle cose che avevo scritto allora ed erano davvero pessime: derivate, inconsistenti e con un esile talento solo per il pastiche, spesso utilizzato in modo inappropriato. Se le leggessi adesso e dovessi capire, sulla base di quegli scritti, la possibilità di diventare, o meno, uno scrittore, consiglierei un futuro nell’orticoltura o nella gestione di alberghi. Quindi bisogna scrivere e imparare, giorno per giorno, senza mai mollare.

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Maggio 29, 2004

Le radici del male quotidiano

di Carlo Formenti (dal Corriere della sera del 25 maggio 2004)

Mostri.jpg
Ha ottenuto l'esclusiva delle opere di Philip K. Dick - un tempo autore di culto per gli appassionati di fantascienza, oggi rivalutato come uno dei grandi scrittori della seconda metà del '900 -; ha pubblicato gli ultimi romanzi - uno in anteprima mondiale - d'un maestro del cyberpunk come Bruce Sterling; ha esplorato - con la collana AvantPop - il confine fra letterature di genere e avanguardie letterarie: naturalmente parliamo di Fanucci che, nel giro di pochi anni, si è guadagnato l'immagine di unico editore italiano capace di prosperare sul mercato - in crisi d'identità e idee - della science fiction. Un successo ottenuto attraverso scelte editoriali che, spesso, costeggiano o si allontanano dai «canoni» di genere, in cerca di idee forti, capaci di gettare luce sulle trasformazioni epocali in corso più che di solleticare il gusto del meraviglioso.

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Maggio 28, 2004

Il Libro di Rut

di Valerio Evangelisti

Rut.jpg
La casa editrice Piemme ha pubblicato nel 2002 un libro singolare, a cura di Francesco Antonioli, intitolato La Bibbia dei non credenti (pp. 226, € 14,90), in cui cinquanta personalità della cultura, della politica, della scienza e dello spettacolo (da Fausto Bertinotti a Erri de Luca, da Renzo Arbore a Folco Quilici, da Goffredo Fofi a Beppe Grillo) lontane dalla fede religiosa erano chiamate a commentare un passo biblico. Questo è il commento di Valerio Evangelisti al Libro di Rut.

Il Libro di Rut si discosta di parecchio dal resto del Vecchio Testamento. Quasi sorprende, direi, collocato com’è tra i Giudici e il primo libro di Samuele, che narrano di grandi eventi storici. Il Libro di Rut è diverso, e si distacca da gran parte della Bibbia. Racconta in tono piano, senza simbolismi palesi, un comune atto di bontà; anzi, tutta una serie. Non vi figurano né eroi né santi, ma gente di campagna. La presenza di Dio è forte, però nelle menti dei protagonisti. Il Creatore non appare in prima persona, la sua presenza è amichevole e discreta.

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Maggio 27, 2004

SENTIERI SELVAGGI su Michael Moore

Michaelmoore.jpgSentieriselvaggi.jpgSentieri Selvaggi è una prestigiosa rivista di cinema che, dopo un'iniziale esistenza cartacea, ha trovato nuova vita in forma elettronica. Dalle sue pagine riprendiamo l'articolo che Simone Emiliani ha dedicato al film di Michael Moore Fahrenheit 9/11, vincitore della Palma d'Oro a Cannes. Lo facciamo seguire da un commento di tenore opposto scritto da un altro illustre collaboratore di Sentieri Selvaggi, il critico cinematografico Mauro Gervasini. Questi lo ha fatto pervenire a Carmilla On Line in risposta all'articolo di Giuseppe Genna intitolato A quando il Michael Moore italiano?
Crediamo che, pur nella disparità delle valutazioni, Emiliani, Gervasini e Genna concordino sui benefici di avere un Michael Moore attivo sulla scena del cinema americano e mondiale.
(VE)


SIMONE EMILIANI:

Necessario, importantissimo, segno non di un cinema politico ma di una politica fatta attraverso il cinema. Moore apre l’inchiesta soprattutto attraverso immagini d’archivio, montate con una frenesia che provoca immediata adesione

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Maggio 26, 2004

Misteri Radicali: il ritorno di Michael Ledeen

large_1078940914CAPEZZONE_USA.jpgNon si vergognano, anzi: ne vanno fieri. I radicali italiani finiscono in quello che la loro radio definisce "tempio neocon", si sentono a casa loro, straparlano di strategie che hanno esploso orrore in tutto il pianeta. In breve: Daniele Capezzone, il segretario radicale, quello che quando aveva i capelli lunghi sembrava il tizio che mostrava i goldoni alle spalle degli inviati Rai, è andato a Washington, il 9 marzo scorso, all'American Enterprise Institute, a parlare di "globalizzazione della democrazia", invitato da Michael Ledeen, definito da Radio Radicale "uno dei maggiori esponenti del pensiero neocon" [nella foto, Capezzone è al centro, Ledeen a sinistra]. Peccato che Ledeen è un nome che ricorre nelle memorie di Francesco Pazienza e negli atti della Commissione P2, oltre che nella relazione di minoranza della stessa, quella stesa da Massimo Teodori, ai tempi radicale anch'egli. un uomo dei servizi segreti, che l'ammiraglio Fulvio Martini, capo dell'intelligence tricolore, bollò come "persona sgradita" in Italia.

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I (servizi) segreti di Forza Nuova

Prima della morte di Massimo Morsello, era apparsa su Indymedia la seguente segnalazione. Più sotto, un articolo ripreso da questotrentino, firmato nel giugno 2001 da Michele Zacchi [gg]

logofn.giffiore.jpgDue neofascisti italiani, Roberto Fiore [nella foto] e Massimo Morsello, condannati per appartenenza ai Nuclei armati rivoluzionari (Nar) ma da anni riparati a Londra per sfuggire alla giustizia italiana, secondo il Guardian di ieri (12 marzo c.a.) sono agenti del servizio segreto MI6, l'equivalente britannico della Cia. I due, condannati nel 1985 per associazione sovversiva alla fine del processo per l'attentato alla stazione di Bologna - costato la vita nel 1980 a 85 persone -, secondo il Guardian arrivarono in Gran Bretagna dal Libano, dove erano stati reclutati nei primi anni '80 dall'MI6. I britannici, in quel momento di guerra civile, eserciti mercenari e incursioni di frontiera, avevano disperato bisogno di informatori nelle file dei gruppi terroristi mediorientali dove agivano estremisti europei di varie tendenze. Il Guardian, sulla base di nuove informazioni di un ex agente della Cia in Europa, scrive che in Libano fu promesso a Fiore e ai suoi seguaci il trasferimento in Gran Bretagna in cambio della collaborazione con l'Mi6.

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Maggio 25, 2004

Andare ai resti. Banditi, rapinatori, guerriglieri
nell'Italia degli anni Settanta

di Giorgio Boatti

andareairestiT.jpgQuello che Emilio Quadrelli va a raccontare in Andare ai resti. Banditi, rapinatori, guerriglieri nell'Italia degli anni Settanta è una storia di barbari. Non di un'invasione barbarica, ma di un'irruzione di barbari. E' il racconto delle vicende di un ribellismo violento e illegale, spesso a connotazione proletaria e con qualche trascorsa esperienza nelle organizzazioni della sinistra tradizionale o extraparlamentare, che esplode in quella terra di nessuno, affilata come una lama, che si pone tra le «working classes» e le «criminal classes» (per usare un lessico da vittoriani). I nuovi barbari di cui parla Quadrelli sono nettamente estranei alla criminalità tradizionale, e, la loro, costituisce «una storia anomala e inconsueta le cui tracce non è sempre facile trovare. Un'anomalia barbara... ». «A differenza del selvaggio, continuamente vezzeggiato e corteggiato da schiere di pensatori e filosofi, il barbaro - ricorda Quadrelli - è figura perennemente rimossa e posta in ombra. La sua comparsa è sinonimo di distruzione, inciviltà, rapina e saccheggio...».

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Maggio 24, 2004

Lo stato d'eccezione

di Paolo Persichetti

agambensde.jpgguanta.jpgChe cosa è lo stato di eccezione? Uno spazio vuoto di diritto, una zona in cui tutte le determinazioni giuridiche sono destituite. Per affermarlo e sciogliere così le aporie da cui la teoria moderna dello stato di eccezione non riesce a venir fuori, Giorgio Agamben in un piccolo ma denso volumetto Lo stato di eccezione, Bollati Boringhieri (pp. 120, euro 12) ricorre ad un architetto scovato tra gli istituti del diritto romano: il iustitium. Il termine, costruito come "sol-stitium", significa letteralmente «arresto, sospensione del diritto». Proclamato dal Senato in caso di tumulto, questo provvedimento instaurava un paradossale istituto giuridico che aveva come unica funzione la produzione di vuoto giuridico. Il paradosso di una situazione che promuove provvedimenti giuridici che non possono essere compresi sul piano del diritto, sembra costituire l'oggetto ibrido dello stato di eccezione.

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Il Dolore nella Musica

morricone.JPG Malinconia, ricordi e immagini con la musica di Ennio Morricone

di As Chianese

Non mi sembra neppure ieri di averla sentita, ne ho ancora un residuo, una minima traccia, nei neuroni… era musica dura. Musica che magari non riusciva nemmeno a starci tutta nella memoria, 400 e passa colonne sonore non sono poche da ricordare, eppure sempre con la stessa qualità, con la stessa durezza, la musica del maestro romano Ennio Morricone (1928) mi porta ancora oggi nei ricordi: è la sferzata del vento dell’west sulla faccia sporca del pistolero solitario, sulla soglia del tempo.

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Stefano Ferrio: IL PROFUMO DEL DIAVOLO

di Daniela Bandini

Profumodiavolo.jpg
Stefano Ferrio, Il profumo del diavolo, Marsilio 2004, pp.529, € 18,00.

Se ce la fate a leggere, anche in fretta, distrattamente, precipitosamente, le prime 20 o 30 pagine, questo libro sarà vostro. Il racconto comincia con un rapimento, con un crimine odioso perpetrato nei giorni mistico-consumistici di Natale all’interno di un centro commerciale del vicentino. Non lascerete mai più la mano di vostro figlio o dei vostri nipotini per nessun motivo, non applaudirete più alle patetiche contorsioni di clown e acrobati o alle nostalgiche note di zampognari poco ispirati, pena stringere il vuoto, un vuoto compatto, segnato dall’assenza di un’altra mano da stringere.

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Maggio 23, 2004

Una scivolata di Daniele Brolli

di Valerio Evangelisti

Cesaredaniele.jpg
Daniele Brolli ha tantissimi meriti. Li ha nei riguardi del mondo letterario italiano, che ha contribuito a svecchiare e depurare sia come editore e curatore (sua la scoperta in Italia di Joe R. Lansdale, di Jonathan Carroll, ecc.) che come scrittore e saggista tra i più brillanti (tra gli apporti più recenti, una splendida riedizione da lui curata dell’opera narrativa di Oreste Del Buono). Li ha, nello specifico, nei confronti di Cesare Battisti: fu Brolli a volere fortemente, contro molti pareri ostili, che il romanzo di Battisti L’orma rossa uscisse nella collana Einaudi Vertigo, e a reagire con scandalo quando l’editore censurò parte dell’intervista che corredava il volume.

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A quando il Michael Moore italiano?

moorecannes.jpgdi Giuseppe Genna

Ha vinto, e se lo è meritato anzitutto per le qualità artistiche espresse nel suo Fahrenheit 9/11, ma non vanno sottovalutate le motivazioni politiche che hanno condotto il ciccione dei sogni, Michael Moore, sul podio più alto del Festival di Cannes. Fa specie, leggendo gli articoli dei supposti critici italiani, questa disgiunzione nel giudizio tra impegno politico e riuscita artistica. Come da anni dimostra la letteratura di genere, anche e soprattutto qui da noi nel Belpaese, non è possibile che un'autentica opera artistica se ne strafotta della vocazione politica, la quale è quintessenziale al suo essere pensata e al suo necessario farsi (quand'è necessario - altrimenti non parliamo nemmeno di arte). E il fatto che quello di Moore non sia un prodotto fiction, bensì un documentario, conferma che è la prospettiva di genere, ancora una volta un genere considerato minoritario, a investire la realtà con pensiero, passione, brivido che esprime verità.

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I DIARI DELLA MOTOCICLETTA

di Luca Masali

diarimoto.jpgNel 1952, il Che ventenne, alla viglia della laurea in medicina, attraversò il Cono Sud, il continente sudamericano, con l’amico Alberto Granado. Un viaggio descritto nel libro Un diario per un viaggio in motocicletta (Feltrinelli) e trasformato in un film dal titolo un po’ meno pedissequo (I diari della motocicletta) dal regista brasiliano Walter Salles.
Otto mesi, più di diecimila chilometri tra le Ande e il Rio delle Amazzoni, partendo dall’Argentina e passando per ì il Cile, il Perù, la Colombia fino a Caracas, la capitale del Venezuela: due amici e una scassatissima moto, La Poderosa, che morirà tristemente da qualche parte del Cile, appiedando il futuro Che (Gael García Bernal) e il povero Granado (Rodrigo De la Serna).

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Maggio 22, 2004

Su Planet Italia, "Résistances": il film su Battisti

cesareresistance.gifplanet.gifSegnaliamo che questa sera, alle ore 21, verrà trasmesso (salvo censure dell'ultimo minuto) su Planet Italia (il canale satellitare di Sky interamente dedicato ai documentari) il film Résistances: un documentario su Cesare Battisti e la sua vicenda, girato dal regista Pierre-André Sauvageot (qui il suo sito ufficiale, con particolari circa il film reperibili nella sezione documentaires), della durata di 52 minuti. Sulle motivazioni che lo hanno spinto a girare questo documentario, che ha riscosso notevole successo in Francia, Sauvageot ha rilasciato una lunga intervista a Mauvais Genres, uno dei migliori siti letterari del Web francese. Informazioni su come reperire il video, in versione originale, si possono ottenere scrivendo a labelvideo@free.fr.

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In un anno è raddoppiato il commercio equosolidale

equosolidale.jpgIl commercio equo e solidale è in buona salute: 12 milioni di italiani lo conoscono, quattro in più dell'anno precedente, grazie anche alle bandiere della pace vendute nelle 'botteghe del mondo' italiane.
Il commercio equo però cresce anche in termini di vendite, non solo di visibilità: quasi 7 milioni di italiani hanno comprato prodotti equi nel 2003 (erano 3,7 un anno prima). Tra questi, una fetta consistente pari al 15% (1 milione di persone) li compra abitualmente, il 50% più volte l'anno (3,4 milioni) e il 35% una o due volte (2,4 milioni). I fatturati degli importatori nel complesso superano i 60 milioni di euro.

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IL VERNACOLIERE

Vernacoliere.gif
Il Vernacoliere è ormai da tempo un fenomeno giornalistico assolutamente unico. Se non è la sola rivista satirica esistente in Italia, è certamente la più longeva e, soprattutto, di gran lunga la migliore. Iconoclasta, volgarissima, feroce, di una lucidità sfrenata, è l'unica che possa dirsi erede del filone che in Italia ebbe le sue più valide e recenti espressioni ne Il male e in Cuore e in Francia nella mitica Hara-Kiri (di cui l'ancora esistente Charlie Hebdo è un fiacco fantasma). A differenza di quegli esempi, però, Il Vernacoliere esce da vent'anni e non accenna a scomparire; anzi, la sua popolarità e le sue vendite sono in continua crescita.

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Maggio 21, 2004

Carmilla, Robespierre e il piacere aristocratico

di Valerio Evangelisti

Fanucci ha appena pubblicato una nuova traduzione del celebre racconto Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu (152 pp., € 6,00). Proponiamo l'introduzione al volume scritta da Valerio Evangelisti.

Carmilla.jpg
Riesce difficile credere che l’autore della più bella e trasgressiva di tutte le storie di vampiri sia stato, nella vita, un personaggio mite e conservatore, senza passioni evidenti e dall’esistenza quotidiana tendente alla banalità. Eppure tale fu – come lo fu più tardi un altro evocatore di incubi, H. P. Lovecraft - Joseph Sheridan Le Fanu (1814-1873). Irlandese protestante di origini francesi, direttore di periodici un po’ codini che non hanno lasciato il segno e, malgrado il soprannome suggestivo (Principe Invisibile) di cui si fregiava nella società dublinese, confinatosi, dopo la vedovanza, in una solitudine che poco aveva di principesco.

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MOSTRO CHI?

Comitato Paolo Persichetti - Un osservatorio per la civiltà giuridica

Persichetti.jpg Mostro chi? La notizia c'era tutta. Lunedì 17 maggio la Procura di Bologna, che tanto aveva lavorato alla costruzione del mostro-Persichetti, quasi allo scadere dei termini ­ quasi obtorto collo ­ archivia la sua posizione in relazione all'omicidio Biagi.

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Maggio 20, 2004

POLVERE E CONTORNI. Ancora su John R. Lansdale

di Beppe Sebaste (da L'Unità, 3 maggio 2004)

Lansdale1.jpg
“Papà, perché le cose hanno i contorni?”, chiedeva la piccola Mary Catherine al filosofo e scienziato Gregory Bateson, che dedicò al tema uno dei suoi “metaloghi” in Verso un’ecologia della mente. Dialogo che oscillava, come una poesia di William Blake, tra due estremi indecidibili: “solo i pazzi vedono i contorni”, “solo i saggi vedono i contorni”. Al rassicurante nitore dei contorni dedicai un racconto dopo un viaggio in California, in realtà sulla luce e l’abitare; e non è un caso che l’incanto mi torni dopo la lettura dell’ultimo romanzo di Joe R. Lansdale, La sottile linea scura (Einaudi).

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Tutti i misteri di M.me Blavatsky

blavatsky.gif“…M.me Blavatsky… si eleva come la sorgente del pensiero occulto moderno; essa fu sia l’iniziatore che il divulgatore della maggioranza dei termini e delle idee che si sono riunite un secolo dopo nel movimento New Age. La Società Teosofica, di cui fu la cofondatrice, è stata la maggiore sostenitrice della filosofia occulta in occidente e la sola più importante strada dell’insegnamento orientale all’occidente”. (J. Gordon Melton, New Age Almanac, Detroit, Michigan, Gale Research Inc. 1991, pag. 16).
La vita di H.P.B., come essa preferiva chiamarsi, fu molto avventurosa. Negli archivi della Società Teosofica ad Adyar esiste il passaporto di H.P.B. che documenta, anche se parzialmente, le date ed i paesi da lei visitati; inoltre sono state raccolte varie testimonianze di persone che ebbero l’opportunità di incontrarla nei vari periodi della sua esistenza. Da tutti questi elementi si può ricostruire la biografia della "sfinge del XIX secolo”, come fu definita a suo tempo da un giornalista americano.

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Matematica, bellezza, mito: rivoluzione Hillman

di Pierluigi Panza

hillmancol.gifNato nel 1926 ad Atlantic City, Hillman si è laureato al Trinity College di Dublino e ha cominciato la sua attività come terapeuta. Quindi è stato direttore del « Carl Gustav Jung Institute » di Zurigo e, nel 1960, ha pubblicato il suo primo bestseller, Emotion, con il quale ha fondato la Psicologia degli archetipi.
Professore, come mai uno studioso degli archetipi e dell’inconscio come lei elogia la matematica?
« La supremazia della cultura occidentale dipende dalla tecnologia, e questa dalla matematica. Dagli studi scientifico- matematici dipende il nostro futuro, e la disaffezione degli studenti verso queste materie è un problema serio: senza matematica non avremo futuro ».

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Maggio 19, 2004

Paco Ignacio Taibo II: Sotto le Torri

paco.jpgdi Paco Ignacio Taibo II
[da Linea d'ombra]

La memoria
Qualche giorno prima qualcuno mi ha detto "Nessuno si ricorda più dell'assassinio di Salvador Allende e si celebra l'anniversario l'11 settembre. La memoria è corta";. In quei giorni mi ripetevo quella storia "settembre è il più crudele dei mesi". Di chi era questa frase? Era settembre il più crudele dei mesi?

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Vamba: IL GIORNALINO DI GIAMBURRASCA

di Vamba
vamba.gif[Nei Tascabili Einaudi sta per uscire Il giornalino di Giamburrasca, uno dei compendi dell'infanzia di una generazione italiana in via d'estinzione. Riproduciamo qui l'incipit di questo libro per ragazzi che vendette, ai tempi, più di un milione di copie]

Ecco fatto. Ho voluto ricopiare qui in questo mio giornalino il foglietto del calendario d'oggi, che segna l'entrata delle truppe italiane in Roma e che è anche il giorno che son nato io, come ci ho scritto sotto, perché gli amici che vengono in casa si ricordino di farmi il regalo.
Ecco intanto la nota dei regali avuti finora:
l.° Una bella pistola da tirare al bersaglio che mi ha dato il babbo;
2.° Un vestito a quadrettini che mi ha dato mia sorella Ada, ma di questo non me ne importa nulla, perché non è un balocco;
3.° Una stupenda canna da pescare con la lenza e tutto l'occorrente e che si smonta e diventa un bastone che mi ha dato mia sorella Virginia, e questo è il regalo che mi ci voleva, perché io vado matto per la pesca;
4.° Un astuccio con tutto l'occorrente per scrivere, e con un magnifico lapis rosso e blù, regalatomi da mia sorella Luisa;
5.° Questo giornalino che mi ha regalato la mamma e che è il migliore di tutti.

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Maggio 18, 2004

L'immane cazzata VAN HELSING

di Alberto Cassani
[da CineFile.biz]

helsing0.jpgDracula, il mostro di Frankenstein e l'uomo lupo sono tre dei più noti personaggi dell'orrore letterario. Tutti e tre hanno avuto svariate versioni cinematografiche, spesso di successo. In più di un'occasione si erano anche ritrovati nello stesso film (come nei due "Dracula contro Frankenstein" di Al Adamson e Jesus Franco, o nella "House of Frankenstein" del '44). Questa volta occupano tutti e tre lo stesso schermo, grazie ad uno Stephen Sommers che pare voler continuare a tutti i costi l'opera di 'rifondazione' degli archetipi del nostro immaginario collettivo dopo il successo (non certo di critica) ottenuto dalla saga della Mummia, e prima ancora dalle sue rivisitazioni del mondo di Tom Sawyer e del Libro della Giugla. Evidentemente, il suo eccesso di presunzione è pari solo alla sua mancanza di capacità registiche.

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Carne da cannoniere

7954_s200.jpgvanzan.gifdi Giuseppe Genna

Non si sa dire se sia ironia, degrado mentale o soltanto cinismo disumano a parlare per bocca liftata della jena sola al comando, che rubizza sentenzia sulla fase più tragica della guerra in cui ha spinto il Paese mentre taglia la fetta della torta di merda insieme all'allenatore e ai miliardari di sua proprietà. Silvio Berlusconi è festante per tutto: tra una settimana vola da Bush jr, e quindi è còlto dall'euforia del maggiordomo quando viene complimentato dal padrone; inoltre ha vinto lo scudetto, e si gode la ribalta politico/sportiva, uno degli esiti più comici della sua strategia di controllo sociale. Vuole il caso che muoia un soldato, a migliaia chilometri di lì, uno che non prende i miliardi di Shevchenko, accanto a cui il Padrone gongola, ma che è carne in qualche modo predestinata da Lui alla tragica e ovvia morte a cui il milite è andato incontro. Privo di pudore, tra champagne e fuochi artificiali quanto la sua faccia, il premier sentenzia: che i soldati nostri siano orgogliosi. Il cielo di Milano fibrilla di petardi, il cielo iraqeno di colpi di mortaio. Ma per Lui è tutto uguale, un unico campo di letame sopra cui il magnate sogna di fare il magnaccia - per portarsi a casa briciole di servile potere.

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La molto saggia provocazione di Kurt Vonnegut

di Goffredo Fofi
vonnegut.gif[In occasione della ristampa, per Feltrinelli, di Un pezzo da galera, uno dei capolavori di Kurt Vonnegut, riproduciamo un intervento pronunciato da Goffredo Fofi al Salone del libro di Torino nel 1991]

vonnegutpdg.jpgL’umorismo è per Vonnegut qualcosa che l'uomo, e nel suo caso lo scrittore, può ancora esercitare “quando - dice Vonnegut - non c'è più altro da fare”. È una reazione che denota forse impotenza, ma è tuttavia una reazione. Il mondo è nero, la storia è nera, il futuro chissà cosa sarà e cosa ci riserverà. Il passato, “se lo si scruta ben bene - dice Vonnegut - è a cosa che può spaventare di più, poiché porta alla constatazione di come si sia continuato a sperimentare e a tentare l'Apocalisse, di come ci si sia accostati via via alla fine, annunciandola costantemente nei modi più disparati”.

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Boom psicofarmaci: in italia, +75% in 3 anni

prozac.gif[Fonte: ANSA] ROMA - E' boom del consumo di antidepressivi in Italia. In soli tre anni, dal 2000 al 2003, si e' infatti registrato un aumento pari al 75% in termini di dosi, un aumento delle prescrizioni che riguarda soprattutto gli antidepressivi di nuova generazione. Ma l'uso di questi farmaci non sempre e' appropriato e il problema riguarda soprattutto bambini, adolescenti e anziani.
E' il quadro che emerge dall'ultimo rapporto dell'Osservatorio nazionale sull'impiego dei medicinali (OSMED), i cui dati relativi al consumo di psicofarmaci sono stati presentati oggi a Roma in un convegno organizzato da Istituto superiore di sanita' (ISS), Comune di Roma e Farmacap. Il rapporto completo sara' invece presentato l'11 giugno.

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Maggio 16, 2004

Le jene del quarto potere

di Valerio Evangelisti

cesareblu.gifCi siamo già soffermati sull’udienza del processo Battisti di mercoledì 12 maggio e sulla singolare interpretazione che ne hanno fornito i media italiani (e alcuni media francesi, in testa un Le Monde folgorato da pentitite acuta): quello di una pronuncia dei magistrati parigini a favore dell’estradizione. Solo un misto di cialtroneria, di ignoranza, di pressappochismo e di malafede poteva indurre a un simile fraintendimento. Tutti i presenti hanno potuto vedere i corrispondenti italiani da Parigi precipitarsi fuori dall’aula non appena il “Parquet” (vale a dire “la procura”, il Pubblico Ministero) ha concluso il proprio atto d’accusa. Aveva reclamato l’estradizione, e tanto bastava. A che pro ascoltare la difesa?
Per di più, da perfetti coglioni, alcuni di costoro credevano che il “Parquet” fosse il tribunale. E giù comunicati e titoli uno più delirante dell’altro. Del resto si era fatta sera, ed era tempo di cenare. A che pro tornare in aula? Male che andasse, era sempre possibile copiare l’articolo on line di Le Monde, delle ore 20,15 (redatto, cioè, a metà seduta), che dava Battisti già sulla via dell’estradizione.

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Maggio 15, 2004

La defezione di un supereroe

di Mauro Trotta - da il manifesto del 14 maggio 2004

Wuming2.gif
Romanzo di «avventura globale», è forse questa la migliore definizione, coniata del resto dallo stesso autore, per cercare di inquadrare Guerra agli umani (Einaudi, pp. 318, € 14,50), esordio da solista di Wu Ming 2, uno dei fondatori dell'omonimo collettivo di scrittura, a cui si devono, tra l'altro, testi del livello di Q - con il nome di Luther Blissett - e di 54. L'assolo del senza nome n. 2 (Wu Ming in cinese mandarino significa «anonimo») in realtà sfugge a qualunque definizione precisa, sospeso com'è tra il romanzo filosofico à la Voltaire, il noir più duro, il pamphlet di denuncia e il romanzo avventuroso più sfrenato. E la narrazione - come negli altri romanzi scritti collettivamente - procede quasi per accumulo, inglobando temi, argomenti, situazioni e personaggi differenti, riuscendo, però, ad armonizzarli in un affresco davvero avvincente.

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L'ASSURDO UNIVERSO di Fredric Brown

assurdouniverso.gifdi Giuseppe Genna
[Questa è la versione integrale della prefazione, per motivi di spazio ridotta su cartaceo, al romanzo di Fredric Brown appena rieditato in Urania Collezione]

C’è un momento assurdo che chiunque ha vissuto. Questo: siete su un treno che è fermo, siete incantati, vedete le carrozze di un treno parallelo al vostro – a un certo punto, qualcosa si muove. Impossibile da capire: è il vostro convoglio che si sta muovendo oppure è l’altro? Sconcerto iniziale, poi lo sguardo prende le misure e permette di uscire da quella sospensione improbabile, in cui nemmeno si riesce a dire quanto non si sta capendo, quanto ci si sente catapultati in una fluttuazione di spazio e di tempo.

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Maggio 14, 2004

Joe R. Lansdale: LA SOTTILE LINEA SCURA

di Valerio Evangelisti (da L'Unità, 12 maggio 2004)

Lansdalesottile.jpgOgni nuovo romanzo di Joe R. Lansdale è sempre una festa, e questo La sottile linea scura (Einaudi Stile Libero, pp. 306, € 14,00) non fa eccezione. Inoltre presenta una curiosa particolarità: è quasi una variazione sul tema, scritta a due anni di distanza, del suo In fondo alla palude, mandato in libreria da Fanucci proprio in questi giorni. Tanto che passare da un romanzo all’altro, non per rilevare le similitudini ma per prolungarne le atmosfere, diventa quasi d’obbligo.
Lansdale torna infatti, con La sottile linea scura, al Texas degli anni Cinquanta in cui trascorse la sua infanzia, e ancora una volta è con gli occhi di un ragazzino, il tredicenne Stanley Mitchell, che seguiamo la vicenda. Il titolo stesso ci annuncia che Stanley non l’attraverserà intatto, ma ne ricaverà l’ingresso nell’età matura. E ciò per via della raggiunta consapevolezza che il suo Texas, dall’apparenza placida e immobile nel tempo, è percorso da tensioni razziali e sociali, odi, drammi individuali dall’epilogo tragico.

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Sharon medita un attacco contro la Siria?

siria.jpgsharonbush.jpgIl Jerusalem Post, nell'edizione del 3 maggio scorso, ha dato notizia dell'arresto in Siria di cinque agenti del Mossad, infiltratisi clandestinamente nel Paese con l'intento di assassinare Khaled Meshal, uno dei leader di Hamas. L'attentato avrebbe dovuto avere luogo, stando all'articolo del quotidiano israeliano, durante una commemorazione pubblica in onore dello sceicco Ahmed Yassin, il leader spirituale di Hamas ucciso recentemente nel corso di un attacco israeliano a Gaza. L'arresto dei cinque agenti del Mossad non è stato ancora confermato né da Gerusalemme né da Amman. Ariel Sharon è in gravissima difficoltà sul fronte interno dopo i risultati del referendum del 2 maggio, in cui il Likud ha bocciato il patto su Gaza stretto dal primo ministro israeliano con Bush, a Washington. Fonti da Gerusalemme avvertono che sarebbe in preparazione un'inchiesta sulla campagna elettorale di Sharon, in cui emergerebbero tracce di consistenti finanziamenti illeciti, tanto da costringere Sharon stesso alle dimissioni. Le medesime fonti segnalano la possibilità che la Siria rientri ora in un'ipotesi di offensiva internazionale che Sharon lancerebbe per salvare la sua carica.

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Maggio 13, 2004

DISINFORMAZIONE SULL'UDIENZA BATTISTI

Cesarepensoso.jpgA cominciare da ieri sera, 12 maggio, per continuare stamattina, quasi tutti i media italiani hanno riportato notizie inesatte o incomplete sullo svolgimento dell'udienza, davanti alla Chambre d'Instruction di Parigi, in cui è stata discussa la domanda di estradizione di Cesare Battisti richiesta dal governo italiano.
Si va da chi afferma che il tribunale avrebbe espresso parere favorevole all'estradizione (e magari ne esulta, come i fogliacci della catena Riffeser) a chi riporta solo le argomentazioni dell'accusa, quasi fossero state così schiaccianti da non potere essere contrastate.
Ciò si deve a un doppio equivoco.

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"IL CASO BATTISTI": recensione di Pulp

di Alessandro Bertante (da Pulp n. 49, maggio / giugno 2004)

Pulp49.jpg
Mentre i giudici francesi, nell'udienza tenuta ieri, 12 maggio, hanno preannunciato la loro sentenza circa l'estradabilità di Cesare Battisti per il 30 giugno, riportiamo la recensione di Alessandro Bertante (scrittore, antologista, giornalista de La Repubblica) al volume Il caso Battisti. Il pezzo è tratto dal numero di Pulp attualmente in edicola.

“Il mio scopo non è dimostrare che Battisti è innocente. Giudicare non spetta me né all'opinione pubblica. Ciò che mi preme fare capire è che il modo dominante di affrontare questa vicenda soffre di tutte le storture, i vizi di procedura e i nodi irrisolti del periodo dell'emergenza". Parole chiare quelle di Wu Ming 1, tratte dalla premessa de lì caso Battisti, libro scritto insieme a Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna e molti altri intellettuali italiani e francesi per cercare rompere il muro di disinformazione che fino a questo momento ha caratterizzato la vicenda giudiziaria di Battisti.

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Maggio 12, 2004

Matthew Sharpe: THE SLEEPING FATHER

sharpedi Giuseppe Genna

6697500.gifNegli Stati Uniti si fa un grande parlare del terzo libro di Matthew Sharpe, già notevolissimo autore di Nothing is terrible, che la bibbia di chi va in avanscoperta della nuova letteratura, e cioè BoldType, già segnalò alla nostra attenzione, con estremo piacere da parte nostra (le divagazioni e le sottostorie raccontate da Sharpe, con una capacità affabulatoria che ha pochi pari tra i suoi coetanei americani, variano da vicende di pura psicopatologia clinica criminale alla critica filologica pop). Al terzo libro, Matthew Sharpe ha sbancato Fort Knox: è il nuovo re della letteratura Usa. Un re per nulla nudo, visto che il bambino ce l'ha in mano lui: è il protagonista di The sleeping father, il romanzo che ha incantato gli Usa, un compendio narrativo che mixa i Tenenbaum ai Buddenbrook e ci racconta tutta l'America che non avete mai osato chiedere e sulla quale mai avreste avuto risposta.

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Maggio 11, 2004

LE FAQ (Frequently Asked Questions) SU CESARE BATTISTI TUTTE IN UNA VOLTA!

di Valerio Evangelisti

Cesarerotil.jpg
Alla vigilia dell'udienza che discuterà dell'estradizione, richiesta dal governo italiano, di Cesare Battisti, ripubblichiamo in un'unica soluzione - e non più in quattro puntate - le nostre ormai notissime FAQ. Confidiamo che il lettore non prevenuto, leggendole tutte di seguito, capirà l'enorme truffa in cui il nostro governo, e il 95% dei media giornalistici e televisivi italiani (ma non solo italiani), hanno cercato di intrappolarlo.
Una versione francese delle FAQ è reperibile sui siti Bellaciao e Vialibre5.


Perché Cesare Battisti fu arrestato, nel 1979?

Fu arrestato nell’ambito delle retate che colpirono il Collettivo Autonomo della Barona (un quartiere di Milano), dopo che, il 16 febbraio 1979, venne ucciso il gioielliere Luigi Pietro Torregiani.

Perché il gioielliere Torregiani fu assassinato?

Perché, il 22 gennaio 1979, assieme a un conoscente anche lui armato, aveva ucciso Orazio Daidone: uno dei due rapinatori che avevano preso d’assalto il ristorante Il Transatlantico in cui cenava in folta compagnia. Un cliente, Vincenzo Consoli, morì nella sparatoria, un altro rimase ferito. Chi uccise Torregiani intendeva colpire quanti, in quel periodo, tendevano a “farsi giustizia da soli”.

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Maggio 09, 2004

Fred Vargas: LA VERITE' SUR CESARE BATTISTI

Fredvargas.jpg
Veritesurcesare.jpg
Esce in Francia, pubblicato dalle edizioni Viviane Hamy, il libro La verité sur Cesare Battisti, a cura di Fred Vargas, 270 pp., € 7,00. Sebbene la distribuzione in libreria sia prevista il 20 maggio, il libro – diverso nella forma, anche se non nelle intenzioni, dall’italiano Il caso Battisti – è già acquistabile on line, presso il sito francese della Fnac, e prenotabile presso quello di Amazon.
Documentato con puntiglio e fitto di note (la popolarissima scrittrice francese Fred Vargas ha formazione di storica del Medioevo, e altri storici intervengono con i loro saggi), il libro demolisce sistematicamente e con abbondanza di prove tutte le menzogne costruite su Battisti dalla stampa italiana e da una parte di quella francese (persino il prestigioso Le Monde riceve colpi durissimi).

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Maggio 08, 2004

Il coraggio di un cinema diverso: intervista a Gianni Romoli

romoli.jpg Incontro con uno dei più bravi sceneggiatori italiani. Autore di film come “Le Fate Ignoranti” e “La Finestra di Fronte”: visitatore dei generi, poeta e teorizzatore della felicità “diversa”, ma anche e soprattutto di un diverso cinema.

di As Chianese

Il nostro incontro era convenuto. Anche se il cinquantenne sceneggiatore romano Gianni Romoli mi premette di essere “…invaso di e - mail che mi chiedono di leggere sceneggiature e soggetti, proprio in un momento in cui non ho nemmeno il tempo per leggere il giornale”.

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Maggio 07, 2004

Wu Ming 2: GUERRA AGLI UMANI

di Silvana Morasso
silvanamorasso.jpg[Silvana Morasso, nella foto a destra, è nata a Cuneo nel 1966 e attualmente svolge mansioni di pubblicista, essendosi laureata all'Università di Genova con una tesi di linguistica e stilistica. Ha collaborato con 'Il Secolo XIX', 'La Stampa' e 'I Quaderni del Circolo Filologico', in qualità di recensore e saggista]

wm2cover.gif"Il fuoco è fatto per raccontare, non per leggere". Ma subito prima: "Dei tre volumi che mi sono portato dietro, ancora non ho letto una pagina. Pensavo di avere più tempo, invece sono sempre in giro, fa buio presto e la luce della fiamma che rimbalza tra le righe mi dà il mal di mare". Al centro del romanzo di Wu Ming 2, Guerra agli umani, si pone una dichiarazione di poetica assai generale, che rimanda alla fondazione del romanzo in epoca Romantica, e affronta il tema del conflitto tra natura e cultura. La lettura che vorrei proporre di questo corposo romanzo, che unisce moltissimi tra i generi usuali del moderno e del contemporaneo, privilegia il piano formale su cui Wu Ming 2 risolve l'antica quaestio del rapporto tra natura e cultura. Si tratta di una lettura formalista, che tuttavia è incentrata sul tema politico del romanzo, esplicitato fino dal titolo: chi, se non la natura al di fuori dell'uomo, può fare Guerra agli umani?

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L'incredibile storia di Silvio Berlusconi

silvio.gifAgiografia? Non basta. per definire questo pezzo di prosa d'arte bisogna scomodare la letteratura patristica, evangelica, talmudica, qabbalistica. E' più divertente dei momenti catartici, sembra uscita dalla sceneggiatura di un 'Non-Stop' di Enzo Maria Trapani, nemmeno lo scriba faraonico arriva a tanto. Godetevela, Claudio Sabelli Fioretti ha da imparare il mestiere, Verdone anche. E' la biografia che la federazione di Forza Italia di Coriano (il qual paese non so neanche dove cazzo stia) ha steso e pubblicato sul suo prestigioso sito. E' come leggere ottomiladuecento frasette da baci perugina senza pagarne il prezzo o accumulare calorie... [gg]

Chi è veramente il leader di Forza Italia, come vive l’uomo che vuole cambiare il Paese? Abbiamo ripercorso la sua vicenda umana, dall’infanzia milanese al liceo dei Padri Salesiani. E poi, l’università, il lavoro, le sfide e le vittorie. Ma, soprattutto, vi raccontiamo gli affetti, le passioni, le amicizie, gli amori di Silvio Berlusconi

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Carofiglio: AD OCCHI CHIUSI

di Giovanni Pacchiano
[da Il Sole 24ore, 28.12.03]

adocchichiusi2.jpgC’è qualcosa di bressoniano nel personaggio di suor Claudia, una specie di dolorosa Mouchette che campeggia nel nuovo romanzo di Gianrico Carofiglio, Ad occhi chiusi. Lei da bambina, a nove anni, viene violentata dal padre, un mascalzone che passa le sue giornate in camera da letto, a far nulla. Violentata e picchiata: un’abitudine che si ripete nel tempo (la madre, fuori al lavoro, finge di non accorgersi di nulla, nonostante i lividi che segnano la figlia). Poi, un giorno, il galantuomo, si accorge che la bambina è troppo cresciuta: non fa più per lui. E mette gli occhi sulla figlia minore. Ma, quando la chiama col pretesto di doverle dire una cosa, e lei si muove “verso il piccolo corridoio, stretto e oscuro”, in fondo al quale c’è la stanza del padre, ecco Claudia precedere la sorellina, come per proteggerla, e, al padre che la minaccia: ”Adesso ti faccio vedere io, piccola troia”, oppone un coltello lungo e affilato…

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FAQ (Frequently Asked Questions) SU CESARE BATTISTI (Quarta e ultima parte)

di Valerio Evangelisti

Cesaresulta.jpgAnche ammesso che il processo che ha portato alla condanna di Cesare Battisti sia stato viziato su irregolarità e imperniato sulle deposizioni di un pentito poco credibile, è certo che Battisti ha potuto difendersi nei successivi gradi di giudizio.

Non è così, almeno per quanto riguarda il processo d’appello del 1986, che modificò la sentenza di primo grado e lo condannò all’ergastolo. Battisti era allora in Messico e ignaro di ciò che avveniva a suo danno in Italia.

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Maggio 06, 2004

La censura di Paperino

paperino.jpgLa Disney ha proibito alla Miramax (sua consociata) di distribuire nelle sale "Fahrenheit 9/11" il nuovo ed esplosivo documentario di Michael Moore, il regista di "Bowling a Columbine".
E' evidente che dietro questo gravissimo atto di censura c'è il tentativo di difendere George Bush e la sua sanguinaria politica dalle fondate rivelazioni che il regista fa nel suo film - che sarà comunque presentato in concorso al festival di Cannes - a proposito degli avvenimenti dell'11 settembre e dei legami esistenti tra la famiglia Bush e Osam Bin Laden.

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Giuseppe Genna: NON TOCCATE LA PELLE DEL DRAGO

di Daniela Bandini

Genna.jpg
Non era prevista la pubblicazione di questa recensione, che riguarda un romanzo di un nostro illustre redattore. La pubblichiamo perché ha un nesso preciso con l’ormai celebre foto (riprodotta nell’articolo successivo) dei prigionieri iracheni nudi e ammassati l’uno sull’altro. In un carcere che, a ben vedere, potrebbe anche sembrare un frigorifero. (VE)

Giuseppe Genna, Non toccare la pelle del drago, Strade Blu Mondadori, maggio 2003, pp.390, €15,00.

Imperlate di gocce di vapore acqueo, scaturite dallo shock termico tra la temperatura esterna e quella interna del frigorifero, appaiono sfavillanti, nella loro confezione, 3 scatolette di carne simmenthal. Non c’è neanche più la seccatura dell’apriscatole e dell’alluminio tagliente che provocava tagli piccoli, ma dolorosi. Sono confezioni rosse, di un rosso scarlatto, però non fanno venire in mente inutili e raccapriccianti spargimenti di sangue: sembrano la sublimazione dell’alimento incorporeo, ricco di ferro, di proteine facilmente assimilabili, di tranquillizzanti porzioni ipocaloriche senza nessun evento brutale alle spalle.

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Amnesty: in Iraq, tortura pianificata

tortureiraq.jpgAmnesty international afferma di avere scoperto un piano di tortura da parte delle truppe della coalizione ai danni dei prigionieri iracheni e chiede una indagine indipendente sulle presunte torture.
L'associazione per i diritti umani, con base a Londra, afferma di avere ricevuto dozzine di segnalazioni su maltrattamenti di prigionieri da parte di truppe americane e britanniche. La polizia militare britannica sta investigando le affermazioni riguardanti gli abusi dei soldati inglesi dopo che il quotidiano Daily Mirror ha pubblicato foto raffiguranti un prigioniero iracheno incappucciato che, a quanto si denuncia, fu percosso dalle truppe britanniche. La portavoce di Amnesty per il medio oriente, Nicole Choueiry, afferma di non essersi sorpresa per le immagini. "Stiamo documentando denunce di torture da un anno, ha detto, e abbiamo affermato che ci sono piani di tortura".

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David Peace: '1977'

di Ombretta Romei
[da Pulp, gennaio/febbraio 2004]

peace1977.jpgTre anni dopo. Ancora tutto daccapo. Ancora una supplica e una dedica. Alle vittime della follia e della violenza. Yorkshire 1977. E il punk dei Sex Pistols che, acido e iroso, irrompe nella prosa già lacerata di David Peace, autore dello splendido 1974, ouverture dall’andamento ellroyano, con il quale inaugurava il suo Red Riding Quartet di cui questo nuovo romanzo rappresenta il naturale controcanto. Per voci sole e recitanti. Pallide comparse nel primo libro, ora devastati protagonisti di una storia cupa, da leggersi senza requie.

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Jesi/Kerényi: 'Demone e mito. Carteggio 1964-1968'

di Marco Dotti

jk.jpgL’elenco delle opere di Furio Jesi (Torino, 1941- Genova, 1980) è arricchito di un prezioso volume pubblicato dalle edizioni Quodlibet di Macerata. Si tratta di quarantaquattro lettere del carteggio che Jesi e Kàroly Kerényi (Tesvár, ora Timisoara, 1897- Zurigo, 1973) intrattennero, a margine di un complesso e suggestivo rapporto intellettuale, tra il 1964 e il 1968, e che viene presentato nella sua versione integrale (la traduzione delle lettere è, in gran parte, opera dello stesso Jesi), in un’edizione a cura di Magda Kerényi (moglie di Kàroly, e curatrice della sua opera in lingua tedesca) e di Andrea Cavalletti, autore anche di una raffinata postfazione. Di queste lettere, ventisette sono a firma di Furio Jesi, e diciassette a firma di Kàroly Kerényi, e coprono una scansione temporale che va dal 30 maggio 1964 (prima lettera di Jesi a Kerényi), fino al 16 maggio 1968 (ultima lettera di Jesi a Kerényi), data in cui il rapporto epistolare viene definitivamente interrotto. In appendice al volume, sono riportate una lettera datata 19 luglio 1972, indirizzata a Magda Kerényi, in cui Jesi si premura di conoscere lo stato di salute dell’anziano maestro, e la relativa riposta, datata 7 ottobre 1972, nonché un "sommario" - a metà tra il promemoria e una bozza d’indice analitico- delle lettere di Kerényi redatto a suo tempo da Jesi.

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Maggio 05, 2004

Meier: 'Paracelso, medico e profeta'

di Roberto Speziale Bagliacca

paracelso.jpgpirminmeier.jpg"Da morto lo reclamano tutti, da vivo non lo vuole nessuno". Con queste parole ha inizio il saggio Paracelso. Medico e profeta dello storico svizzero Pirmin Meier (ed. Salerno, pp. 410, 27 euro). Paracelso può essere considerato una sorta di crocevia dal quale transitano una grande quantità di problematiche mediche che dal medioevo condurranno ai tempi nostri. Tutti lo vogliono e tutti lo tirano dalla loro parte, ora per riconoscerlo come l'iniziatore della chimica medica moderna, ora per farne l'antesignano delle medicine alternative e olistiche. Subirono l'influenza delle sue potenti suggestioni uomini come William Shakespeare, il mistico Jakob Böhme e in tempi più recenti Rudolf Steiner ed Ezra Pound. Goethe attribuì a Faust la creazione dell'homunculus, la debole creatura artificiale che lo stesso Paracelso si era vantato d'aver plasmato. In Italia si sono occupati di lui studiosi della serietà di Furio Jesi, Maurizio Barracano e Alberto Cesare Ambesi, che lo hanno soprattutto restituito al suo contesto storico. Con ciò hanno cercato di sottrarlo agli effetti dei pettegolezzi (che hanno fatto di lui persino un eunuco) e alle ambiguità delle leggende che nei secoli si sono annodate sul suo nome. E hanno cercato anche di sfatare l'accusa di ciarlataneria causata dai suoi interessi per la magia e l'alchimia.

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Maggio 04, 2004

Federica Vicino: DUE POESIE

di Valerio Evangelisti

Vicino2.jpg
Vicino1.jpg
Di recente, a un intervistatore che mi chiedeva quali fossero gli autori italiani di fantascienza che ultimamente mi avevano colpito, risposi con tre nomi: Tommaso Pincio, Wu Ming 5 e Federica Vicino. Tutti e tre i nomi sorpresero il mio interlocutore, visto che, nel caso dei primi due, la loro collocazione corrente era nell’ambito della letteratura generale; quanto al terzo, gli era completamente sconosciuto.

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Maggio 03, 2004

Casimirri: il Nicaragua dice no all'estradizione

casimirri.jpgANSA 3.5.04 - Alessio Casimirri è nicaraguense a tutti gli effetti e perciò non può essere estradato in Italia. Questa le sentenza emessa dalla Corte Suprema di Managua e riportata dal quotidiano 'El Nuevo Diario'. L'ex brigatista rosso, 50 anni, è l'unico componente del commando Br che rapì Aldo Moro ancora latitante. Per la partecipazione al rapimento Moro e ad altri attentati, è stato condannato a sei ergastoli nel processo Moro-ter. Vive da 21 anni in Nicaragua - vi era giunto sotto falso nome nel 1983 - dove ha moglie e tre figli, ed è cittadino nicaraguense dal 1988. La sentenza della Corte Suprema ha confermato la sua cittadinanza non entrando neppure nel merito dell'ennesima richiesta di estradizione inoltrata dal governo italiano.


MANAGUA, PARLA ALESSIO CASIMIRRI

di Joaquín Tórrez A. [da 'Nuevo Diario', tradotto da ReporterAssociati]]

Parla per la prima volta Alessio Casimirri: la militanza nelle Brigate Rosse, l’estraneità con il sequestro Moro, l’infanzia vissuta in Vaticano. Un racconto-intervista esclusivo raccolto da un giornalista de El Nuevo Diario di Managua, tradotto integralmente da ReporterAssociati.

Alessio Casimirri Labella vive in Nicaragua da 21 anni, “ma solamente i primi anni riuscii a viverli serenamente" afferma, "gli ultimi 11 anni li ho passati cercando di sfuggire a delle autentiche persecuzioni delle quali sono vittima, accusato di cose che non ho mai compiuto”.

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