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Aprile 30, 2004

Nicoletta Vallorani: VISTO DAL CIELO

lucarellimini.gifdi Carlo Lucarelli

Gli scontri di Genova, la scuola di Letizia Moratti, il dramma iracheno. Così il nuovo libro di Nicoletta Vallorani mescola mistero e attualità. E, parola di esperto, dimostra che esiste una politica del thriller.

valloranisl.jpgvistodalcielo.jpgMi ricordo alcuni dibattiti, più o meno recenti, sulla capacità degli scrittori italiani di raccontare la realtà e sulla funzione della letteratura noir, accusata di essere, suo malgrado, addirittura reazionaria. Le problematiche sociali e le tematiche politiche, anche se «di sinistra», finirebbero per nascondere una visione oggettivamente conservatrice, trasformando gli autori di noir in utili idioti. E i «fatti», gli spunti della realtà, entrerebbero nei romanzi come espedienti. Vedi per esempio il G8 di Genova: ne hanno raccontato in tanti, in gran parte autori di noir, ma nessuno è riuscito a inventarsi una «lingua di Genova». Sono sempre i soliti dibattiti, un po' surreali come lo sono sempre i dibattiti letterari, e sicuramente serviranno a qualcosa. Al di là dei dibattiti, però, ci sono i romanzi a dimostrare se si possa o no parlare di oggi in modo adeguato e soprattutto se ci sia qualcuno che lo faccia.
Visto dal cielo (Einaudi, Stile libero, 15 euro), di Nicoletta Vallorani, è uno di quelli che dimostra che si può e che c'è qualcuno che lo fa.

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Aprile 29, 2004

Intervista a Luděk Wellner

di Lenka Staníčková

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Una casa editrice specializzata in letterature dell’Europa dell’Est, in via di costituzione in questi mesi, intende presentare al pubblico italiano un bestseller della moderna narrativa ceca: il romanzo Diritto d’asilo di Luděk Wellner. Un’opera poderosa e complessa, che alla meticolosità del romanzo storico unisce intenzioni filosofiche e poetiche, con risultati di altissimo livello letterario. La corrispondente di Carmilla da Praga è andata a intervistare l’autore.


Con lo scrittore ceco Luděk Wellner ci siamo incontrati nello studio praghese di una ditta italiana, in cui lavora come architetto e disegnatore. Poiché poco tempo fa ho letto il suo romanzo storico Diritto d‘asilo, volevo approfittare di un breve momento del pomeriggio soleggiato del venerdì per l’intervista.

LS:
Il romanzo ha avuto un gran successo presso i nostri critici letterari, e in un periodo relativamente breve sono stati venduti tre quarti delle copie stampate. Nel suo racconto il personaggio principale è un cantante e poeta antico, Korrhagos Eumélos, che s’incontra con personaggi storici come ad esempio Alessandro IV. o Demetrios. Vorrei sapere quanto il personaggio è autentico e, riguardo a lei, qual è il suo rapporto con l´antichità e l´Egitto antico.

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Kill Bill Volume 2: Ovvero Quentin, il “Genere” e la Ritrovata Umanità

thebride.JPG "The Bride's hand breaks the surface... Then like one of Fulci's Zombies, Claws, Digs, and Pulls herself from mother
earth's womb."

di As Chianese

Conviene davvero pagare i soldi del biglietto di questo tarantiniano secondo capitolo di “Kill Bill”. Conviene anche ai più irriducibili amanti dell’horror a tinte splatter, conviene a chi ama mettersi alla prova davanti al festival del citazionismo e non farsi ulteriormente rincitrullire dalla brodaglia dei nostrani reality show. Esso, dati i presupposti del primo caleidoscopico volume, è l’equivalente di un viaggio, di una full immersion, nel cinema di genere non solo asiatico ma soprattutto italiano, il cinema degli anni ’70, quello dei bei tempi.

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Aprile 28, 2004

Io, Sergio Leone e il Massimalismo: Intervista a Sergio Donati (II)

donati.jpg Esclusivo incontro con uno dei più prolifici e bravi sceneggiatori del cinema italiano, il suo rapporto con Sergio Leone, con i film di genere: aneddoti, curiosità ed invenzioni dell’autore di “C’era una Volta il West e “Giù la Testa”.

di As Chianese

Chianese: Fosti coinvolto anche durante la realizzazione del suo ultimo film sull’assedio di Leningrado?

Donati: Certamente, anche questo film era già pronto nella mente di Sergio ed aspettava solamente di essere trasposto nella realtà. Voleva ancora Robert De Niro come protagonista, nei panni di un giornalista americano coinvolto nell’assedio. Voleva mostrare una grandezza superiore a quella di “C’era una Volta in America”.

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Aprile 27, 2004

Marco Philopat: LA BANDA BELLINI

di Daniela Bandini

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Marco Philopat, La Banda Bellini, ShaKe, seconda edizione, 2003, pp. 191, €12,00.

La Banda Bellini è uno dei pochissimi esempi di come si possa e si debba scrivere un libro sugli anni ’70 senza scadere nella triste e logora figura del reduce: sia esso nostalgico, disilluso o pentito. Anni vissuti in piena e orgogliosa militanza, attraversando nei fatti la storia che ha capovolto gli orizzonti del sistema. Il protagonista, Andrea Bellini, è il personaggio che i fascisti cercheranno di fare fuori proprio all’inizio del primo capitolo, ed è lo stesso che, nell’ultimo capitolo, si salverà scaraventando giù dalla finestra contro la macchina dei suoi persecutori diverse bottiglie di acqua frizzante (all’epoca tutte rigorosamente di vetro).

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Lucio Fulci, il terrorista dei generi

di Danilo Arona

Fulci.jpg
Nel luglio 1984 organizzai incredibilmente al Teatro Comunale di Alessandria una settimana cinematografica dedicata al cinema di Lucio Fulci. L’evento si apriva con un convegno al quale partecipavano, oltre al regista romano, altri noti personaggi come Karel Thole, il disegnatore Silver, Giuseppe Lippi e un certo numero di “addetti ai lavori”. Ricordo che, in compagnia di Gian Maria Panizza, mi fiondai a Linate per prelevare Lucio e condurlo nella città grigia.

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Aprile 25, 2004

IL CASO BATTISTI. recensione su L'Unità

di Tommaso De Lorenzis
[versione estesa della recensione uscita su L'Unità il 25.4.04]

librocasobattistismall.gifTommaso De LorenzisL'agilità di questo libro, che dell'instant book ha solo l'urgenza della composizione, cozza in modo lampante con la greve densità di temi affrontati senza remore né riverenze di sorta.
Occorre chiarire come il caso Battisti non sia il caso di Cesare Battisti, autore noir di fama internazionale, un tempo militante dei Proletari armati per il comunismo, condannato in contumacia da un tribunale della Repubblica, e più tardi riparato in Francia. Il caso Battisti è l'ultimo capitolo di una storia trentennale che passa sotto il nome di «emergenza» e racconta quel processo di costante ri-definizione del Nemico Pubblico, attraverso il quale determinati apparati dello Stato hanno attuato un arretramento sistematico delle garanzie costituzionali. Non a caso, l'eloquente sottotitolo - L'emergenza infinita e i fantasmi del passato - chiarisce, oltre le pressanti necessità della mobilitazione, le intenzioni di demistificazione, lo sforzo di ricostruzione e la proposta di soluzione politica che hanno ispirato la redazione della rivista Carmilla nel selezionare contributi redatti da numerosi intellettuali e scrittori.

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FAQ (Frequently Asked Questions) SU CESARE BATTISTI (Terza parte)

di Valerio Evangelisti

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Vediamo di capire che cos’è un “pentito”.

Se ci riferiamo ai gruppi di estrema sinistra, vengono così chiamati quei detenuti per reati connessi ad associazioni armate che, in cambio di consistenti sconti di pena, rinnegano la loro esperienza e accettano di denunciare i compagni, contribuendo al loro arresto e allo smantellamento dell’organizzazione. Di fatto una figura del genere esisteva già alla fine degli anni ’70, ma entra stabilmente nell’ordinamento giuridico prima con la “legge Cossiga” 6.2.1980 n. 15, poi con la “legge sui pentiti” 29.5.1982 n. 304. Manifesta i pericoli insiti nel suo meccanismo sia prima che dopo questa data.

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Aprile 24, 2004

The Face di culo: la "tragedia lounge"

di Giuseppe Genna

face.gifChiude The Face e per me è una gioia. La rivista templare della cultura fighetta anni Ottanta e Novanta nun ja fa più. Godo: non sbaraccano soltanto i portali, iniziano a smantellare anche i miti giornalistici cazzuti ma che parevano solidi, luccicanti, remunerativi, inutilmente idolatrati. Nel dare il ferale annuncio, il Corriere ricorda il massimo scoop del trend più trendy nel giornalismo idiota di questo ventennio: The Face lanciò la Moss a soli quindici anni. Non che mi illuda: altri scopriranno e proietteranno nell'empireo delle Stronzate nuove Kate Moss, come certifica lo stesso "prestigioso quotidiano di via Solferino", immolandosi in una celebrazione a tutta pagina del culto di Costantino, la star tarra prelevata a venti metri da casa mia, in via Tommei 3 nel quartiere milanese di Calvairate, e diventata un supposto culto e la supposta mediale per l'ano e per la cervice di mezza Italia.
Ma non è questione di costume: è invece questione di nemesi, arcaica figurazione mitica che non passa mai di moda, come invece passano di moda le cazzate occidentali che pensano di creare mode. Il crollo della cultura fighetta è un segnale importante e rientra in quella che, grazie alla dissennata teoresi di Igino Domanin (in Forget domani!), fu definita "tragedia lounge". Ovvero: sotto la superficie contraddittoria e iridescente dei residui spettacolari, cova lo spettro, l'ombra, il dràn pàzein, l'allucinazione funebre più reale che si immagini.

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Andrea Scanzi: C'E' TEMPO

di Roberto Sturm

36_cetempo.gifscanzi.gifCi sono libri che lasciano il segno. E’ il caso di C’è tempo (peQuod edizioni, pp. 112, € 10,00), di Andrea Scanzi, che raccoglie alcuni articoli apparsi sul settimanale Il Mucchio Selvaggio. Ritratti di personaggi, come felicemente li definisce l’autore stesso, e affreschi di vita che hanno la capacità di penetrare il personaggio più o meno famoso per entrare nella persona, di scavalcare il fatto accaduto per rimuovere le emozioni e i sentimenti che ha provocato.
Non era un compito facile, quello in cui è riuscito il trentenne autore nato ad Arezzo.
Esemplare il pezzo d’apertura del libro, dove Scanzi rende omaggio a Gaber, suo mito e, come lo definisce lui stesso, maestro di vita.
Proprio per questo, Scanzi sarebbe potuto cadere facilmente nella celebrazione e nel retorico, cosa che non è affatto accaduta.

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Aprile 23, 2004

FAQ (Frequently Asked Questions) SU CESARE BATTISTI (Seconda parte)

di Valerio Evangelisti

Tardibattisti2.jpg
Perché il processo Torregiani, poi allargato all’intera vicenda dei PAC, non fu regolare?

Precisiamo: non fu regolare se non nel quadro delle distorsioni della legalità introdotte dalla cosiddetta “emergenza”. Sotto il profilo del diritto generale, il processo fu viziato da almeno tre elementi: il ricorso alla tortura per estorcere confessioni in fase istruttoria, l’uso di testimoni minorenni o con turbe mentali, la moltiplicazione dei capi d’accusa in base alle dichiarazioni di un pentito di incerta attendibilità. Più altri elementi minori.

I magistrati torturarono gli arrestati?

No. Fu la polizia a torturarli. Vi furono ben tredici denunce: otto provenienti da imputati, cinque da loro parenti. Non un fatto inedito, ma certo fino a quel momento insolito, in un’istruttoria di quel tipo. I magistrati si limitarono a ricevere le denunce, per poi archiviarle.

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Messico: assurda incarcerazione di due scrittori

di Raul Schenardi

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Da febbraio gli aficionados di fantascienza, i numerosi blogger e la comunità universitaria e intellettuale del Messico sono in subbuglio per l¹arresto degli scrittori Gerardo Sifuentes Marín ed Epigmenio León Martínez. Di quest¹ultimo so solo quanto ho letto sulla stampa messicana on-line: laureato in scienze della comunicazione, traduttore dal tedesco, si è occupato per anni dell¹organizzazione della Fiera internazionale del libro per ragazzi e attualmente lavora per l¹Università Nazionale Autonoma di Città del Messico come responsabile della diffusione della rivista Tierra adentro, sulla quale ha pubblicato vari articoli.
Con Gerardo Sifuentes invece intrattengo da anni una simpatica corrispondenza email, e sono un patito delle sue fiction allucinogene e postapocalittiche, popolate dalle icone della cultura mediatica e dal fantasma ectoplasmatico della tivù, intrise di humour e di piccole illuminazioni.

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Io, Sergio Leone e il Massimalismo: Intervista a Sergio Donati (I)

donati.jpg Esclusivo incontro con uno dei più prolifici e bravi sceneggiatori del cinema italiano, il suo rapporto con Sergio Leone, con i film di genere: aneddoti, curiosità ed invenzioni dell’autore di “C’era una Volta il West e “Giù la Testa”.

di As Chianese

Se c’è una cosa da premettere, allo sbobinamento di quelle che sono state due piacevoli ore passate a telefono con Sergio Donati (1933), è subito il fatto che lo sceneggiatore romano, di origini romagnolo-piemontesi, è di una cortesia e di una simpatia a dir poco unica, anche in barba al momento critico del settore “sceneggiatura” del nostro cinema. Poche persone scrivono come Sergio Donati, poche persone adorano il grande schermo e lavorano in esso con la sua stessa passione. L’autore di grandissimi film come “C’era una Volta il West” e “Giù la Testa” diretti da Sergio Leone, si è divertito a raccontarmi un po’ del suo lavoro, di quelli che erano gli anni in cui scriveva a braccetto col padre dello “spaghetti western” e soprattutto ha cercato fin dall’inizio di raccontarmi tanti aneddoti e divertenti episodi, di quelli che piacciono tanto a chi legge le riviste di cinema.

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Aprile 22, 2004

FAQ (Frequently Asked Questions) SU CESARE BATTISTI (Prima parte)

di Valerio Evangelisti

Tardibattisti.jpg
Il fatto che ultimamente abbiamo riaperto le pagine di Carmilla On Line ai contributi tradizionali, dopo un mese e mezzo in cui erano quasi interamente dedicate al caso Battisti, non vuole dire che ci siamo dimenticati di quest’ultimo. Certo, sommerso da altri avvenimenti, oggi non ha più una posizione centrale sulla stampa italiana, e forse chi ha insozzato Cesare Battisti in ogni maniera possibile crede di avere vinto la propria battaglia. Sia da noi che in Francia, dove pressioni furibonde provenienti dall’Italia hanno indotto taluni giornali a repentini cambiamenti di posizione.
I nemici di Cesare Battisti, a nostro avviso, si illudono: li attendono sorprese. Nel frattempo, e mentre premono ulteriori contributi (tra cui l’ultima parte di “E Frankenstein fabbricò la sua creatura”), iniziamo a pubblicare un’esposizione completa e pacata dell’intero caso, fatta di domande e risposte. Il lettore non prevenuto (e per fortuna abbiamo un numero di lettori superiore a quello di molti piccoli quotidiani) potrà farsi un’idea obiettiva di tutta la vicenda.
(Nell'illustrazione, Cesare Battisti in un disegno di Jacques Tardi).

Perché Cesare Battisti fu arrestato, nel 1979?

Fu arrestato nell’ambito delle retate che colpirono il Collettivo Autonomo della Barona (un quartiere di Milano), dopo che, il 16 febbraio 1979, venne ucciso il gioielliere Luigi Pietro Torregiani.

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Aprile 21, 2004

Dashiell Hammett, comunista nello stile

di Valerio Evangelisti

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Questa recensione all'antologia di Dashiell Hammett La città degli incubi, ed. Guanda, pp. 166, € 14,50, è apparsa nel dicembre 2001 su L'Indice dei libri del mese. Doveva essere compresa nella raccolta di saggi di Valerio Evangelisti Sotto gli occhi di tutti. Ritorno ad Alphaville (ed. L'Ancora del Mediterraneo) uscita in questi giorni, ma è stata scartata per le assonanze (non casuali) con certi passi di uno scritto su Jean-Patrick Manchette incluso nel volume.

Come molti sanno, al momento dell'uscita di Per un pugno di dollari Sergio Leone e il suo produttore dovettero affrontare una vertenza giudiziaria (risolta con un onorevole compromesso) intentata loro dai realizzatori giapponesi de La spada del samurai di Akira Kurosawa. In effetti, la pellicola di Leone era un remake non dichiarato di quest'ultima (nota in Italia anche col titolo La guardia del corpo). Giustizia però avrebbe voluto che Kurosawa fosse a sua volta condannato per plagio. Il suo film infatti non era altro che una trasposizione abusiva del romanzo di Dashiell Hammett Piombo e sangue, forse il capolavoro dello scrittore americano.

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Aprile 20, 2004

Under 40

Un'immane taciturna figura incombe sulla metropoli
di Graziella Pulce
Alias/il manifesto - 3 aprile 2004

antologiamf.jpgUno spropositato maiale si erge sulle sopraelevate della capitale, una sorta di King Kong incombente dal cielo, quasi luminoso nel suo rosa carne, mentre l'ambiente cittadino sottostante risulta in piena ombra nonostante il celeste innaturale del cielo. Questa la copertina. L'immagine è collegata con uno dei venti pezzi (graphic novel di Riccardo Falcinelli e Marta Poggi) che compongono La qualità dell'aria - Storie di questo tempo (a cura di Nicola Lagioia e Christian Raimo, minimum fax, pp.366, 13 euro), ed è da questo che può partire un discorso su un volume che nasce, spiegano i curatori-ideatori, dalla necessità di raccontare questi tempi e di farlo all'insegna dello stile.

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L'IRAQ VINCERA'

di Wu Ming 4

da Giap n. 6 - V serie - 20 aprile 2004

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L'Iraq vincera'. Ma nessuno vincera' in Iraq

Quella a cui stiamo assistendo e' la piu' grande defaillance politico-militare della storia dell'Occidente moderno. Metafora e concretizzazione della fine dell'Occidente stesso.
L'idea folle e nazista che uno scontro di civilta' potesse risolvere il disastro neo-liberista porta il mondo al suo punto di collasso. La' dove la pulsione di morte insita nella nostra incivilita' voleva arrivare. La' dove la concezione possidente, acquirente, dell'esistenza doveva giungere: il mondo va consumato, sfruttato, bruciato e niente piu' delle bombe consegue la stessa efficacia economica.

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Aprile 19, 2004

Roth: ZUCKERMAN SCATENATO

di Silvana Morasso
silvanamorasso.jpg[Silvana Morasso, nella foto a destra, è nata a Cuneo nel 1966 e attualmente svolge mansioni di pubblicista, essendosi laureata all'Università di Genova con una tesi di linguistica e stilistica. Ha collaborato con 'Il Secolo XIX', 'La Stampa' e 'I Quaderni del Circolo Filologico', in qualità di recensore e saggista]

rothzsfoto.jpgrothzs.jpgUna trilogia narrativa sulla narrazione è quella che Philip Roth, eminente esponente del romanzo americano contemporaneo, ha composto a cavaliere del decennio Settanta/Ottanta, con The Ghost Writer (1979) e The Anatomy Lesson (1983), intervallati, nel 1981, con Zuckerman Unbound. Quest'ultimo titolo viene ora proposto da Einaudi nell'eccellente traduzione di Vincenzo Mantovani (Zuckerman scatenato, pagg. 182, euro 16,00), il quale ormai conosce lessico e ritmiche dell'autore di Pastorale americana quasi fossero i propri. E' opportuno notare che l'aggettivazione del titolo (l'unbound dell'originale, reso con lo scatenato della versione italiana) non rimanda affatto, se non per ricorso a pratica dell'ironia, ad alcun vitalismo, a parte appunto l'eco ironica o, se si vuole, più propriamente comica. Esso è piuttosto legato (si perdoni il banale giuoco di parole) alle catene del Prometheus Unbound di Percy Shelley, il dramma lirico in quattro atti, nella cui prefazione l'esimio poeta annota che gli scrittori tragici greci "nell'assumere quale soggetto della loro scrittura porzioni della storia nazionale o della mitologia, hanno impiegato, nelle loro trattazioni poetiche una certa quale arbitraria discrezione". Il che si dica della lingua utilizzata da Roth nell'esporre la propria materia mitologica, e si intenda qui il mito del solipsismo assoluto di cui lo scrittore è, nella contemporaneità, l'unico incarnante.

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DynCorps: come la Cia addestrò l'Uck

Sembrerà strano che su Carmilla si citi un articolo de La Padania (del 12.3.2000). I ributtanti contenuti di quel foglio vengono qui usati secondo la logica omeopatica. Perdonateci: na valeva la pena... [gg]

clark.jpg- Clamorosa ammissione del Sunday Times ad un anno dalla guerra
LA CIA ADDESTRO' L'UCK
Lo spionaggio Usa si infiltrò nella missione Osce
di Mauro Bottarelli

Agenti della Cia in forza alla Missione di Verifica in Kosovo (Kvm) dell’Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) addestrarono l’Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck) nel biennio 1998-99, prima dell’offensiva serba e della successiva campagna aerea della Nato. Lo rivela il “Sunday Times”, precisando che i “consiglieri” della Central Intelligence Agency fornirono ai terroristi albanesi manuali e informazioni tecnico-tattiche su come affrontare sul campo di battaglia l’Esercito federale jugoslavo (Vj) e la Polizia ministeriale serba (Mup).

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Gianluca Gardini: LA CORSA DEL TOPO

di Daniela Bandini

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Gianluca Gardini, La corsa del topo, Edizioni Pendragon, pp. 215, € 14,00.

Desidero anzitutto segnalare a tutti bolognesi e agli interessati che il libro verrà presentato alla Nuova Libreria Pendragon di Via Saffi 15, martedì 20 alle ore 18,30 a Bologna.

Non è un vero e proprio ristorante. E’ un posto molto spartano, all’inizio di Via del Pratello, venendo dal centro…” Il sostituto procuratore Francesco De Carolis non è un “nativo” bolognese, ma sa benissimo che Bologna si svela in quel groviglio di strade dai portici stretti e dai lezzi incerti… Che dietro certi androni spesso si nascondono come per incanto cortili ombrosi d’estate e raffiche gelide d’inverno. Neanche Matteo Distefani è bolognese, eppure le vie del centro, le piazze, le chiese, un certo clima di paese che permea l’ambiente di efficienza e al tempo stesso di abiura alla fretta deve averlo respirato anche lui: meditabondo, incurante della tollerante Bologna e della Vergine di San Luca, mentre prepara contro la città una metamorfosi personale che ne scalfirà un poco la tracotante sicurezza.

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Aprile 18, 2004

"Liberal" su L'ULTIMO SPARO, di Cesare Battisti

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Ultimosparo.jpg
In occasione della riedizione del romanzo di Cesare Battisti L’ultimo sparo (ed. Derive / Approdi, 2004, pp. 160, € 13, 00) proponiamo la splendida recensione scritta da Emanuele Trevi per la rivista Liberal di Ferdinando Adornato (5/11/98). Data l’autorità del recensore, fa giustizia dei balbettii di coloro che, pur di associarsi alla canea dei lapidatori di Battisti, hanno irriso persino alle sue qualità evidenti di scrittore.

GLI ANNI '70 COME UN NOIR

di Emanuele Trevi

All'inizio, c'è una macchina rubata, carica di rapinatori in fuga, che si rivela presto un catorcio inadeguato alle spinose contingenze. Mentre il pistone inizia a picchiare contro la testata, appaiono puntuali, sulla strada di provincia dove si svolge l'azione, le luci di una sirena.

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Oriana Fallaci: LA FORZA DELLA RAGIONE

di Valerio Evangelisti

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Oriana Fallaci, La forza della ragione, ed. Rizzoli International, pp. 288, € 12,00.

Un altro libro buono per spazzarsi il culo.


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Aprile 17, 2004

Mauro Smocovich: NON E' PER NIENTE DIVERTENTE

di Daniela Bandini

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Mauro Smocovich, Non è per niente divertente, prefazione di Carlo Lucarelli, Edizioni Il Foglio, novembre 2002, € 8,00.

No, non è per niente divertente. Però se la biografia di Equorri Gino, il fondatore della corrente dell’Equorrismo comincia così: “Equorri Gerardo, detto Gino dagli amici, maledetto dai nemici, quando dove è nato o morto mi sembra superfluo che io lo dica e che voi lo sappiate. Mi sembra superfluo anche che sappiate chi fosse suo padre e chi fosse sua madre o sua nonna o sua sorella. Fatevi i fatti vostri: non credo siano pochi…” penso che una traccia di sorriso sia permessa, senza che l’autore se ne abbia a male. Non è per niente divertente è un romanzo lugubre e ironico senza che i due generi commisti facciano a gara su quale debba primeggiare.

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Aprile 16, 2004

Futuro militare

di Daniele Lepido

Un droneIl progresso tecnologico può indossare, a volte, la maschera disumana della guerra. [...] Per spiegare questa tendenza la filosofia non basta, meglio andare a spulciare bilanci e progetti d'investimento. Come ha rilevato un'inchiesta del Sole 24 Ore, per il budget del 2004 il Dipartimento della difesa americana ha ottenuto un aumento delle spese di ricerca e sviluppo militare di quasi il 12%, per un ammontare di 60 miliardi di dollari, l'80% degli investimenti mondiali nel settore.
Ma quali sono le invenzioni su cui stanno lavorando oggi «gli scienziati della guerra», insieme con aziende e università?

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Philip José Farmer: VENERE SULLA CONCHIGLIA

di Valerio Evangelisti

Venere.jpgUrania Collezione, nel suo n. 15 attualmente in edicola, propone un altro testo importante della fantascienza: Venere sulla conchiglia, di Philip J. Farmer. Riportiamo l'introduzione di Valerio Evangelisti (e segnaliamo, in appendice, un brillante profilo di Farmer scritto da Riccardo Valla).

Verrebbe da chiamare Venere sulla conchiglia un “capolavoro”, come è stato più volte ripetuto in passato. In effetti lo è, ma bisogna precisare “della fantascienza”. Il suo peso, nella letteratura generale, è scarso o nullo. E’ invece decisivo all’interno del genere in cui si colloca.
Perché questa precisazione? Per arrivare a dire che Kurt Vonnegut non ebbe poi tutti i torti, quando pretese e ottenne che lo pseudonimo con cui Philip José Farmer aveva firmato il romanzo – “Kilgore Trout” – fosse rimosso dalla copertina.

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Aprile 15, 2004

HORTUS MUSICUS, Claudio Magris, aquile e papere

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Nel suo numero attualmente in libreria (A. V n. 18, aprile-giugno 2004), la prestigiosa rivista di cultura e politica (e molto altro, tra cui soprattutto la musica classica) Hortus Musicus, diretta da Roberto De Caro, dedica ben dieci pagine alla difesa di Cesare Battisti. Ciò alla faccia di chi sostiene che gli intellettuali italiani schierati a sostegno di Battisti siano pochi o marginali. Del resto si tratta di capire di quali intellettuali si stia parlando. Non a caso l'editoriale di Hortus Musicus elenca gli uomini di cultura italiani che, durante il fascismo, non si vergognarono di collaborare alla rivista Il Primato di Giuseppe Bottai (prima o poi pubblicheremo anche noi quella lista sorprendente).
Da Hortus Musicus A. II n. 8, ottobre-dicembre 2001, riprendiamo un commento alle posizioni assunte quello stesso anno da Claudio Magris, dopo gli scontri per il G8 a Genova. Di recente lo stesso Magris è intervenuto su Le Monde con un articolo rivolto contro Cesare Battisti, in cui incredibilmente richiamava la tesi, smentita anche in sede giudiziaria da almeno ventiquattro anni, di un Toni Negri capo delle Brigate Rosse. Sulla continuità tra le due prese di posizione, facciamo nostro il commento che Lenin (sbagliando) rivolse a Rosa Luxemburg: "Anche un'aquila può volare bassa come una papera". (VE)

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Aprile 14, 2004

CESARE BATTISTI, O L'ALBERO CHE NASCONDE LA FORESTA

di Fred Vargas e Claude Mesplède

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Fred Vargas (a sinistra, in una foto di Vivianne Halmy), oltre che archeologa, è una delle più note scrittrici francesi contemporanee. Il suo ultimo romanzo, Sous le vents de Neptune, figura attualmente al primo posto nelle liste dei bestsellers d'oltralpe. Claude Mesplède (nell'altra foto), scrittore ma soprattutto storico del romanzo poliziesco, è autore tra l'altro di un monumentale Dictionnaire des littératures policières.
Questo loro articolo è originariamente apparso su L'Humanité del 7 aprile 2004.

Tanto inchiostro è stato versato sul caso Battisti in un mese, che il primo aspetto da prendere in considerazione è proprio tale straordinaria sproporzione; e la prima cosa da fare è interrogarsi sulla ragione intrinseca di tutto ciò: due anni fa, l’estradizione del professor Paolo Persichetti, rifugiato politico in Francia, è passata quasi inosservata. Al contrario, quella richiesta per Cesare Battisti ha scatenato nei media italiani, e fatto riecheggiare in gran parte della stampa francese, una stupefacente campagna a favore dell’estradizione.

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Aprile 13, 2004

"Un mestiere come un altro": che ci facevano lì i quattro italiani sequestrati?

di Giuseppe Genna

ostaggiiraq.jpgQuesta storia degli strani impiegati dalla DynCorps, l'avevamo già scritta su Carmilla, ben prima che quattro anonimi operatori di guerra, italiani per purissima coincidenza, venissero rapiti. Avevamo scritto che Hamed Karzai, il fantoccio che Bush jr ha piazzato alla presidenza dell'Afghanistan, si fa proteggere dai team DynCorps. Privati che fanno il lavoro dello US Army, in pratica.
Parlando con il Corriere della Sera domenica scorsa, Salvatore Stefio, uno dei quattro italiani sequestrati oggi, aveva raccontato che la sua società, in Iraq, opera con una decina di guardie del corpo. "Noi siamo operatori della sicurezza, un mestiere come un altro, che necessita di addestramento continuo e professionalità, specie in posti rischiosi come questo". Chissà che bell'addestramento professionale manteneva in forma questo "civile" italiano rapito in Iraq. Il suo mestiere, a tutti gli effetti, non è propriamente "un mestiere come un altro". Specificano infatti fonti ufficiali (direttamente la Farnesina capitanata da Frattini) che "la società americana per cui lavorano i quattro italiani si chiama 'Dts Llc Security' e ha la sua ragione sociale in Nevada". In realtà, non è vero. La 'Dts Llc Security' è stata assorbita da Boeing, per creare la CSC. Sembra filologia aziendale, ma non lo è. Mentre la 'Dts Llc Security' si occupava infatti esclusivamente di high tech, la CSC ha come missione esplicita compiti di appoggio all'esercito americano, in particolare l'aeronautica e la marina. Specialità della CSC, cioè "lavori come altri" che provvede a svolgere: installazioni di sistemi di controllo militare, progettazione ed esecuzione di gioiellini come il MP&E (sistema logistico creato nel '99 per i Marine Corps e l'Air Force) o l'esplicito COUNTERDRUG SURVEILLANCE AND CONTROL SYSTEM.
Cosa ci facevano lì, insomma, i quattro "civili" italiani? Quello che stanno facendo da un anno tutti quelli che sono in Iraq: la guerra.

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Portelli: CANONI AMERICANI

di Silvana Morasso
[Silvana Morasso, pubblicista, si è laureata all'Università di Genova con una tesi di linguistica e stilistica. Ha collaborato con 'Il Secolo XIX', 'La Stampa' e 'I Quaderni del Circolo Filologico']

canoniamericanicopertina.jpgalessandroportelli.jpgNella introduzione alla sua bella raccolta di saggi Canoni americani (Donzelli, pgg. 376, 23,50 euro), Alessandro Portelli scrive: "Una letteratura che nasce senza una lingua nazionale separata, che anzi usa una lingua con una gloriosa e imponente tradizione letteraria come l'inglese, può uscire dalla subalternità solo se ricostruisce i propri linguaggi sul terreno e sull'esperienza di chi ci abita. L'inglese letterario d'America nasce dal basso; il plurilinguismo che trionfa in Huckleberry Finn comincia già in Moby Dick, e prima ancora in American Chivalry di Hugh Henry Backenridge o The Contrast di Tyler". Per comprendere a fondo l'affermazione del professor Portelli, che è docente di letteratura americana all'Università "La Sapienza" di Roma, è necessario ricordare che Huckleberry Finn adotta il dialetto quale piano linguistico di base. In pari tempo, Twain inserisce nella narrazione la materia bruta della vita: corpi, macchine, esperienze sensoriali elementari. Un atteggiamento che ricorda la fondazione della tradizione letteraria italiana, con l'impiego del volgare da parte di Dante, e anche la sua rifondazione, con Manzoni. L'osservazione non è casuale, dal momento che il professor Portelli tenta l'arduo compito di definire una panoramica molto estesa della fondazione di una tradizione particolare, che anche oggi si sta fondando, e cioè quella della cultura americana, più che della letteratura.

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Aprile 12, 2004

"Dottrina Mitterrand" e "Dottrina Spataro"

municipales_mitterrand_1977.jpgUna lettera di Wu Ming 1 "per amor di precisione"

Spett.le Redazione di Micromega, Spett.le Movimento per la giustizia,

nel suo dialogo con lo scrittore Erri De Luca (MicroMega - n. 2/2004) in merito al "caso Battisti", il dottor Armando Spataro afferma:
"Non è vero che il presupposto dell'asilo da parte dei francesi sia stato, anche all'inizio degli anni '80, un giudizio di sommarietà sulla procedura italiana. Solo in questi giorni, ad opera della sinistra francese, è venuto fuori questo discorso."

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CONFESSO CHE HO BEVUTO. Racconti sul vino e sul piacere del bere

confessocheho.jpg a cura di Luigi Ananìa e Silverio Novelli
prefazione di Luigi Veronelli
DeriveApprodi, pp. 235, € 13,50

di Libero Dionisi

Piace il vino e piace scrivere, ai trentuno autori (ventisette uomini, compreso il prefatore-affabulatore Luigi Veronelli, e quattro donne), nati e viventi in Enotria. Ecco perché deve essere venuto su da un buon terroir questa bevibile antologia di racconti, polifonia da cantina e da osteria.
Su come, da quando e perché questi individui bevano non abbiamo né, in fondo, ci interessa avere notizie. Forse, tra loro, “ve ne sono che, di sbornia, ne hanno presa una sola, ma gli è durata tutta la vita” (Baltasar Gracián). Forse qualcuno, più lucido e selettivo, sottoscriverebbe l'ammissione di polpa (d'acino) di Guy Debord, che nel suo Panegirico confessava (anche lui confessa, come i trentuno): “Fra il piccolo numero di cose che mi sono piaciute, e che ho saputo ben fare, bere è senza dubbio quella che ho saputo fare meglio”.

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Aprile 11, 2004

Non accetto che Cesare Battisti venga riconsegnato alle autorità italiane

di Carlo Roccella (trad. Francesca Valentini)
da "La Marseillaise", domenica 4 aprile

battisti3marzo.jpg Molti francesi e italiani che vivono in Francia si mobilitano affinché l’ex militante rivoluzionario non venga estradato: non si tratta di “complici del terrorismo”, di “vecchi combattenti” o di ingenui romantici. Noi agiamo, e votiamo, quando ce lo permettono.

Come loro, io sono un cittadino impegnato nella costruzione di un presente migliore, convinto che le motivazioni della mia opposizione a questo evento ci riguardino tutti.

Nella Francia dei benevoli cliché si conosce poco la realtà italiana relativa agli anni in cui hanno avuto luogo gli avvenimenti di cui Cesare è accusato.

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Aprile 10, 2004

La (de)generazione italiana e chi la supera

di Giuseppe Genna

primo.gifCasobattisti3-thumb.jpgLe ultime prestigiose tirate ipocrite e violentissime sul caso Battisti ci arrivano da sedi mediatiche apparentemente schierate su opposti fronti: da Porta a Porta, una riflessione piena di nei come il conduttore; da Repubblica, uno dei due nouveau Starski & Hutch, a fare distinguo indegni tra la vicenda di Sofri e quella di Battisti. Tanto per andare per le spicce: penso che la vicenda Sofri e quella Battisti non siano nemmeno due facce della medesima medaglia - qui non c'è medaglia, la faccia è unica, ed è una faccia che manifesta afflizione. E' la faccia di un'intera nazione, l'Italia, tenuta sotto scacco dai professionisti degli anni che furono, gente che nel privato si vanta di avere vissuto e nel pubblico fa finta di non avere vissuto - in entrambi i casi essendo incapace di dirsi e di dirci cosa abbia eventualmente vissuto. Questa stasi, culturale ed emotiva, condiziona la coscienza collettiva, sottopone quella faccia tragica a un altrettanto tragico amimismo. E' da più di vent'anni che una generazione, per motivi interni assai differenti l'uno dagli altri, evita di lavorare al riassorbimento esperienziale di un trauma. Da una parte, i pochi fortunati installatisi nei gangli vitali che smistano la linfa della cultura emotiva nazionale; dall'altra, i moltissimi sfortunati che hanno subìto almeno tre mutamenti di paradigma sociale nell'arco di un ventennio - tutti incapaci di risolvere il trauma senza rinunciare al vissuto. Oltre costoro, io - e chi, come me, ha superato da non molto i trent'anni e ha tutta l'intenzione di compiere un lavoro possibilmente seminale sulla storia di sé e del suo paese.

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Aprile 09, 2004

Perduto nel tunnel della violenza politica

di Mario Trotta (da "Il Manifesto")

Ristampato «L'ultimo sparo», il romanzo-confessione sulla scelta della clandestinità di Cesare Battisti.

La casa editrice DeriveApprodi ha di recente mandato in libreria una nuova edizione de L'ultimo sparo di Cesare Battisti (pp. 160, € 13), romanzo già pubblicato nel 1998. Il ricavato delle vendite servirà per contribuire alla spese legali connesse alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l'autore.

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Cesare Battisti a rischio d'estradizione

Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 68 - Anno XI, 7 aprile 2004

battistiparigi.gifParigi – Rinviato al 12 maggio l'esame della domanda di estradizione, presentata dalla giustizia italiana, dell'ex brigatista rosso Cesare Battisti, condannato all'ergastolo in Italia ma dal 1990 residente in Francia dove ha intrapreso la carriera di scrittore di gialli .

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Aprile 08, 2004

SPECIALE "7 APRILE": IL VENTICINQUENNALE

a cura di Wu Ming 1, in collaborazione con Carmilla

negri_viafani.jpg

Esattamente un quarto di secolo fa, con il "rastrellamento" di decine di esponenti dell'Autonomia (tra cui intellettuali, scrittori, docenti universitari), iniziava il celeberrimo "caso 7 Aprile". L'espressione "7 Aprile" evoca al contempo:
- il teorema giudiziario per antonomasia (il "teorema Calogero", dal nome del giudice istruttore di Padova che ordinò gli arresti);
- la campagna-stampa colpevolista più unanime e forsennata della storia repubblicana;
- l'uso più disinvolto della carcerazione preventiva e della sostituzione dei capi d'accusa man mano che le imputazioni si dimostravano campate in aria (Toni Negri capo e "telefonista" delle Brigate Rosse etc.);
- un caso addirittura proverbiale in cui le dichiarazioni di un "pentito" (Carlo Fioroni), anche quando andavano contro l'evidenza, pesavano più di tutto il resto (assenza di prove, alibi, testimonianze a discolpa);
- la fine di un'epoca: mentre gli inquisiti del "7 Aprile" stavano in galera, fuori cambiò tutto e l'Italia fu inghiottita dal "Riflusso".

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Cesare Battisti: le circostanze

di As Chianese

passion.jpg
“La Giustizia non è ardore giovanile e decisione energica e impetuosa: giustizia è malinconia”. (Thomas Mann da “Disordine e Dolore Precoce”)

Su quale sfondo si svolge il caso umano e giudiziario di Cesare Battisti? Quali sono le immagini che vengono sottolineate dall’insistente marcia forcaiola che lo vuole terrorista ed assassino?

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Aprile 07, 2004

Battisti: sentenza rinviata al 12 maggio

NUOVO TERMINE PER REPLICHE AVVOCATI SU DOCUMENTAZIONE MINISTERO
Roma, 7 apr. - (Adnkronos) - Sara' deciso il 12 maggio prossimo se Cesare Battisti debba o meno essere estradato dalla Francia in Italia. A quanto apprende l'ADNKRONOS ,i difensori di Battisti hanno infatti avanzato istanza presso la Corte d'Appello di Parigi, organo competente a decidere sulla richiesta d'estradizione avanzata dal ministero della Giustizia italiano, per ottenere i termini a difesa necessari a depositare una memoria di replica alla documentazione prodotta dal ministero italiano, che ha depositato tra l'altro tutte le sentenze integrali di condanna a Battisti. Data alternativa a quella del 12 maggio sarebbe quella del 16 dello stesso mese.
(Rug/Ct/Adnkronos)
07-APR-0417:49

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Aprile 05, 2004

UNA FAMIGLIA IN CARCERE (quarta parte)

1981: l'arresto collettivo dei familiari di Cesare Battisti

A cura di Francesca e Stefania Battisti
Tortura2.jpg
DOMENICO BATTISTI e IVEA DIAN
(fratello e cognata di Cesare)

Come siete venuti a conoscenza dell'evasione di Cesare?

Domenico: me lo ha detto mia moglie quando sono rientrato.
Ivea: sono venuti i Carabinieri di Sermoneta a dirlo.

Potete descrivere la notte fatidica?

Domenico: era il 03.10.1981, siamo stati svegliati verso le tre di notte, avevamo la casa circondata da carabinieri o polizia, non ricordo, illuminata a giorno dai fari davanti e dietro, i poliziotti con i mitra spianati, sono venuti in casa ed hanno perquisito dovunque.
Ivea: continuavano a ripetere "Diteci dov’è Cesare, vi conviene dircelo e non gli faremo niente"...

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Appello

Ci giunge voce di un'iniziativa partita in Italia da qualche giorno e volentieri ne diamo notizia. L'iniziativa consiste nell'inviare in Francia delle cartoline(possibilmente in busta chiusa) con questa semplice scritta, NO ALL'ESTRADIZIONE DI CESARE BATTISTI,
al seguente indirizzo:
PENELOPE KOMITES
ADJOINTE AU MAIRIE DE PARIS
BUREAU 498
4, PLACE DE L'HOTEL DE VILLE
75004 PARIS
FRANCE

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Aprile 04, 2004

Cesare Battisti: Come in un Film…

di As Chianese
ragnatela.jpg
La giustizia è come una ragnatela: gli insetti piccoli vi restano impigliati, mentre quelli più grandi la evitano, bucandola. (Solone)

Sembra che tutto ruoti intorno ad una scoperta (sensazionale?), ad un ritrovamento, che magari neanche le stesse autorità giudiziarie si aspettavano. Insomma: una di quelle brillanti operazioni di polizia internazionale davanti alle quali bisogna dimenticare tutti i luoghi comuni, cancellare le ataviche antipatie e rimangiarsi le vecchie barzellette. Eppure in molti sapevano perfettamente quale strada imboccare per bussare alla porta di casa Battisti, a Parigi. Sapevano del suo onesto lavoro, della sua famiglia e dei sui romanzi noir. Ma c’è voluto pochissimo perché i media, forse ancor prima del potere giuridico, trasformassero la vita, passata e presente, di Cesare in un soggetto cinematografico per un thriller a basso costo: “Il Terrorista della Porta Accanto”.

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Aprile 03, 2004

"Il caso Battisti". Recensione de Il Manifesto

Appunti su una storia d'altri tempi
«Il caso Battisti. L'emergenza infinita e i fantasmi del passato». Un instant book in corso d'opera. (31 Marzo 2003)

di SARA MENAFRA
Casobattisti2-thumb.jpg


E' un libro illuminista quello scritto da Wu Ming, Valerio Evangelisti e Giuseppe Genna e dedicato alle vicende di Cesare Battisti, l'ex Pac (Proletari armati per il comunismo) e attuale affermato giallista di cui l'Italia ha chiesto l'estradizione suscitando un putiferio di polemiche da entrambi i lati delle Alpi.

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UNA FAMIGLIA IN CARCERE (terza parte)

1981: l'arresto collettivo dei familiari di Cesare Battisti

A cura di Francesca e Stefania Battisti

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MOIRA BATTISTI

Siamo venuti a conoscenza dell’evasione da una pattuglia di carabinieri, venuti a casa nostra nel pomeriggio a portarci la notizia. La sera, verso le 22, si sono presentate di nuovo le pattuglie dei carabinieri per prelevare mia madre Assunta e mia zia Rita, col pretesto di interrogarle sui fatti. Mio padre le ha seguite, mentre io sono andata a dormire a casa di zia, visto che aveva due bambini piccoli. Ero frastornata e spaventata.

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Aprile 02, 2004

CESARE BATTISTI: LETTERA APERTA AGLI ITALIANI E AI FRANCESI

Battisti1.jpg
Ci riprovo, per l’undicesima volta. Perché ho iniziato a scrivere questa lettera già dieci volte, per rivolgermi a voi italiani, e anche a voi francesi. Ma l’emozione e la tensione sono tali, le parole che mi accusano così violente, e ciò che accade è così enorme e stupefacente che sono paralizzato da un senso di incredulità e di impotenza. Come può farcela la mia sola voce d’uomo ad affrontare tutte le grida che si sono riversate su di me? Come posso oppormi alle voci che mi assillano: “odioso criminale”, “assassino”, “sicario” ... Quest’uomo, che non sono io, porta il mio nome sui giornali, dappertutto. Quest’uomo, quest’omicida, io non lo riconosco.

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UNA FAMIGLIA IN CARCERE (seconda parte)

1981: l'arresto collettivo dei familiari di Cesare Battisti

a cura di Francesca e Stefania Battisti

FamigliaCB2.jpg
VINCENZO BATTISTI

Come venisti a sapere dell'evasione di tuo fratello Cesare?

La notizia dell'evasione di Cesare l'ho ascoltata tramite la televisione sabato 3 ottobre 1981.
Dopo la notizia ero molto preoccupato perchè non sapevo cosa poteva succedere. La Domenica mattina verso le 3 si sono presentati i Carabinieri da me e da mio fratello Domenico e ci hanno intimato di seguirli con la nostra auto alla caserma di Frosinone, dove poi ci hanno divisi.

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Aprile 01, 2004

UNA FAMIGLIA IN CARCERE (prima parte)

1981: l'arresto collettivo dei familiari di Cesare Battisti

a cura di Francesca e Stefania Battisti

FamigliaCB.jpg
Il magistrato Armando Spataro, spalleggiato dal suo collega Edmondo Bruti Liberati e da altri, non perde occasione di intervenire in tutte le sedi possibili per affermare che, nella repressione delle organizzazioni armate operanti in Italia tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, non si uscì mai dal quadro della “normalità” legale. Non vi fu mai, dunque, “emergenza” di sorta, o pratica disinvolta degli strumenti repressivi. Semmai rigore, come ammette con ritrosia Luciano Violante.

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Marco Müller ritira la firma dalla petizione pro Battisti

Marco Müller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ci invia il seguente comunicato che, consci della delicatezza della sua posizione, pubblichiamo volentieri:

La mia immediata adesione all’appello per la scarcerazione di Cesare Battisti
scaturiva sia da una stima culturale per il suo lavoro di scrittore e storico che da quanto sapevo del suo “caso”. E ricordavo come la magistratura francese avesse giudicato contraddittorie le prove usate per la sua incriminazione. Ricordavo quanto più volte avevo letto, oppure mi era stato detto da amici della cui serietà non dubito, sulle contraddizioni fattuali e temporali che potevano contribuire a considerare non così certa una sua partecipazione ai crimini che gli venivano imputati (a fronte di una condanna in contumacia che escludeva ogni possibilità di un nuovo processo).

Ciò premesso, la mia è stata una reazione telefonica “ a caldo” alla notizia. Non avevo letto il testo dell’appello in calce al quale la mia firma è stata poi apposta. Testo nel quale non posso riconoscermi. Ho dunque chiesto ai promotori dell’appello di togliere la mia firma dalla petizione.

Marco Müller, 31 marzo 2004

Da parte sua la redazione di Carmilla On Line prende atto della volontà di Müller e lo ringrazia per avere sintetizzato, nella prima parte del suo testo, i motivi che ci inducono a batterci per la libertà di Cesare Battisti.

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