Febbraio 28, 2004
CESARE BATTISTI DEVE TACERE
di Valerio Evangelisti


Il presente articolo è stato pubblicato dal quotidiano Le Soir di Bruxelles mercoledì 25 febbraio 2004. Al testo in italiano segue la traduzione in francese.
Se un lettore dei giorni nostri vuole documentarsi sulla stagione di sangue che si abbatté sull’Italia verso la fine degli anni ’70, può trovare saggi e memorie di valore diseguale. Trova però poche fonti letterarie davvero convincenti e artisticamente persuasive: certe pagine di Erri De Luca e i romanzi di Cesare Battisti.
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Febbraio 27, 2004
Serata 'Avenida Liberation': com'è andata
V E' andata benissimo. Presso il circolo arci Sesto Senso, a Bologna, si è tenuta la prima serata italiana di solidarietà a Cesare Battisti. Valerio Evangelisti, Wu Ming 1 e Giuseppe Genna hanno presentato non soltanto Avenida Revoluciòn, l'ultimo libro tradotto in Italia di Cesare Battisti (uscito per Nuovi Mondi Media), ma hanno parlato della vicenda umana, politica e giuridica dello scrittore italiano attualmente detenuto nel carcere parigino della Santé, in attesa che sia esaminata la richiesta di estradizione per l'Italia. In un locale affollato, alla presenza di scrittori, di critici, di un'inviata del quotidiano francese Libération e di moltissimi giovani, Valerio Evangelisti ha raccontato alcuni particolari del processo kafkiano a cui Battisti fu sottoposto in Italia (tra l'altro: stiamo preparando un dossier, per mettere a tacere le grottesche e tragiche imprecisioni con cui la stampa e gli altri media italiani hanno affrontato il caso Battisti). Non si è trattato di semplice memorialistica: l'esilio dell'autore del Cargo sentimental è frutto di una scellerata conduzione, in un periodo di leggi speciali che alcuni pretenderebbero tuttora in vigore, di un procedimento giudiziario falsato da trattamenti iniqui e violenti da parte delle forze di polizia, confusione investigativa (dieci persone trattenute dagli organi giudiziari furono costrette a "confessare" un medesimo omicidio), distorsione delle accuse e costruzione di castelli immaginari a forza di negoziazioni con poco credibili "pentiti". Evangelisti ha anche sottolineato l'importanza della letteratura di Cesare Battisti: una delle pochissime, ai nostri giorni, a immergersi totalmente in un'epoca che l'Italia stenta a elaborare. Giuseppe Genna (che è prefatore di Avenida Revoluciòn) ha introdotto all'opera di Battisti: soltanto quattro libri su un totale di dodici sono attualmente tradotti in Italia, ed è necessario e urgente pubblicare da noi il Cargo sentimental, profondissima riflessione sull'intera storia contemporanea d'Italia, dal dopoguerra all'insorgere del Movimento che si è mobilitato ai nostri giorni. Wu Ming 1 ha anzitutto evidenziato le storture informative e la pochezza di argomentazioni che sono circolate in Rete e sulla stampa, ampliando poi la prospettiva rispetto al contesto politico generale in cui il caso Battisti esplode: l'inanità di un'opposizione che ha delegato alla magistratura l'attacco al transitorio premier e al suo governo, che è garantista soltanto in casi di interesse personale, mentre fioccano le proibizioni in ogni comparto del vivere civile. Sono andati esauriti i dossier composti dai materiali presenti on line su Carmilla, sono state vendute copie di Avenida Revoluciòn, si sono aggiunte molte firme all'appello (che stiamo aggiornando manualmente e ripubblicheremo integralmente a breve). Prima degli interventi, è stato proiettato il video realizzato in Francia Cesare Battisti: resistences.
Vorremmo ringraziare tutti gli intervenuti: è stato importante per noi, ma soprattutto per Cesare.
La serata, nelle intenzioni, diventerà una sorta di evento disseminato per l'Italia. E' imminente l'annuncio della data di Milano (sono previste, sul palco, partecipazioni numerose), mentre ci stiamo attivando per organizzare un'iniziativa analoga anche a Roma.
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Febbraio 24, 2004
Pennac: Lettera a Battisti
[Con il titolo "A un perseguitato", lo scrittore francese Daniel Pennac, che ha firmato l'appello per la liberazione di Cesare Battisti, ha inviato una lettera allo scrittore italiano detenuto a Parigi in attesa di estradizione. Il quotidiano il manifesto l'ha tradotta e pubblicata nell'edizione domenicale. Ecco il testo]
A un perseguitato
DANIEL PENNAC
Caro Cesare Battisti, non la conosco, non l'ho mai letta e certamente non l'avrei seguita nella sua giovanile partecipazione alla lotta armata. Questo mi lascia tanto più libero di dirle la vergogna che provo per ciò che il mio governo le sta facendo e che, attraverso di lei, minaccia, probabilmente altri rifugiati italiani.
Il 10 luglio 1880, nove anni appena dopo la Comune di Parigi (insurrezione che fece più di 30.000 morti!), i condannati vennero graziati e amnistiati. Siamo nel 2004, i fatti che le vengono imputati (i più gravi dei quali non sono stati provati), risalgono a quasi trent'anni fa, e lei è di nuovo gettato in prigione, tradito dal paese (che le aveva garantito asilo), e consegnato a quello che le rifiuta il perdono.
Come spiegare alle giovani generazioni una tale regressione del costume politico? E come far capire a coloro che ci governano, che agendo in tal modo essi creano il clima di disperazione che ha spinto alla lotta armata l'adolescente che lei era negli anni `70?
Certo, i ministri passano e il sostegno che molti le stanno dimostrando durerà più a lungo dei nostri rispettivi governi; ma è una magra consolazione, se pensiamo a quale società può nascere da comportamenti in cui si può tradire la parola data da un capo di stato, e in cui la giustizia si apparenta alla vendetta - se non viene addirittura imbavagliata. Naturalmente, spero con tutto il cuore di sbagliarmi e che il mio governo, sensibile agli argomenti che gli sono stati presentati, resterà fedele alla garanzia di protezione che le è stata data.
Coraggio dunque, sperando di vederla presto, libero.
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Hollande (Ps) in carcere da Battisti: «La Francia ha ceduto a Berlusconi»
[da il manifesto]
 PARIGI - Alla mobilitazione degli intellettuali e delle sinistre radicali, agli appelli di Daniel Pennac e degli scrittori noir, si aggiunge adesso la parola autorevole del segretario del partito socialista, François Hollande [nella foto a sinistra]. Ieri Hollande si è recato al carcere parigino della Santè per incontrato a Cesare Battisti, l'ex militante dei Proletari per il comunismo diventato romanziere in Francia e arrestato l'11 febbario, dopo vent'anni di vita tranquilla a Parigi. Il governo italiano è tornato a chiedere la sua estradizione, già respinta nel `91 dalla magistratura francese, per fargli scontare l'ergastolo. Dopo aver parlato con Battisti per circa mezz'ora, Hollande ha lasciato il carcere e ha dichiarato che il governo di destra di Jean Pierre Raffarin «ha ceduto a Berlusconi», ricordando «il sordido negoziato con il presidente del consiglio italiano e, peggio ancora - ha rincarato - con il ministro della Giustizia, membro della frazione più estrema del governo della penisola poiché appartiene alla Lega Nord».
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Febbraio 23, 2004
Per Cesare Battisti: serata AVENIDA LIBERATION
Un invito aperto a tutti: questo giovedì, il 26 febbraio, a Bologna, presso il circolo Arci Sesto Senso, in via G. Petroni 9/c, alle ore 18 è organizzato un incontro di sostegno a Cesare Battisti, durante il quale verrà presentato da Valerio Evangelisti e da Giuseppe Genna l'ultimo romanzo di battisti tradotto in Italia, Avenida Revoluciòn (qui la recensione su Carmilla), edito da Nuovi Mondi Media.
Sarà l'occasione per fare il punto sullo stato della scandalosa vicenda che ha inopinatamente condotto alla detenzione al carcere della Santé lo scrittore italiano, in attesa di una domanda di estradizione a cui la giustizia francese aveva già espresso sentenza sfavorevole nel 1991. La mobilitazione di intellettuali e semplici cittadini francesi ha richiamato una straordinaria attenzione mediatica in tutta Europa sul caso Battisti, la cui domanda di scarcerazione verrà esaminata a Parigi il 3 marzo.
I lettori e amici di Carmilla di Bologna, o che si trovano lì giovedì, sono invitati a partecipare!
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Gli intellettuali francesi hanno un nuovo eroe: l'ex nano da giardino Giampiero Martinotti
di Valerio Evangelisti

“Gli intellettuali francesi hanno un nuovo eroe: l’ex terrorista Cesare Battisti”. Così esordisce, con tutta la delicatezza che l’intelligenza riesce a dettargli, il corrispondente de La Repubblica da Parigi, Giampiero Martinotti, sul numero del suo giornale del 22 febbraio. Non si chiede nemmeno se l’eroe degli intellettuali francesi non sia per caso lo scrittore Cesare Battisti. No: in tutto l’articolo il fatto che Battisti sia uno scrittore, e che gran parte della stima che lo circonda sia dovuta alle sue opere, non viene menzionato nemmeno una volta.
Che importa? E’ lecito, nella sintesi giornalistica, usare un attributo significativo per sintetizzarli tutti. E allora, dato che di Martinotti ricordo simpatiche cronache sulla liberazione dei nani da giardino, d’ora in poi lo chiamerò ex cronachista dei nani da giardino. Anzi, semplicemente ex nano da giardino, così facciamo prima.
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Febbraio 22, 2004
Bernard-Henri Lévy: LIBERARE BATTISTI!
di Bernard-Henri Lévy

Francamente non avremmo mai creduto di ospitare un giorno, su Carmilla On Line, un intervento di Bernard-Henri Lévy (tratto dal settimanale Le Point). Invece il caso Battisti ci mostra, ancora una volta, la superiorità degli intellettuali francesi – inclusi i più “massmediatici” - rispetto a quelli italiani. Sulla detenzione arbitraria di Cesare Battisti prendono posizione personalità poco sospettabili di “sinistrismo”, come Philippe Sollers, Bernard Kouchner e tanti altri, tra cui, per l’appunto, Lévy. Una dimostrazione di indipendenza di pensiero in Italia quasi inimmaginabile.
Cesare Battisti, questo ex responsabile dei Proletari Armati per il Comunismo riconvertito alla – buona – letteratura poliziesca e arrestato, l’altra mattina, dalla polizia francese. L’ho incrociato, una volta. Era presente – me ne rendo conto rileggendo le mie annotazioni dell’epoca – alla riunione organizzata nel novembre 1978, a Roma, dal quotidiano italiano Lotta Continua, in cui si dibatté, con Félix Guattari e altri, se il terrorismo fosse o meno il figlio naturale di una coppia diabolica, fascismo e stalinismo.
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Il caso Cesare Battisti su La7

Il 21 febbraio La7 ha mandato in onda un dibattito di circa un’ora sul caso Battisti, nell’ambito della trasmissione di Giuliano Ferrara Otto e mezzo. Riportiamo il commento apparso su “Il manifesto” di sabato 22.
Da parte nostra, diamo atto a Ferrara di avere condotto la discussione con notevole equilibrio. E’ però bene correggere un’inesattezza che nel programma è ricorsa varie volte, come del resto sulla stampa. Chi, ormai su scala internazionale, conduce la campagna per la liberazione di Cesare Battisti ha scelto di non farne un caso individuale, ma di ricondurlo al quadro complessivo degli anni ’70 in Italia. Ciò non significa dare per scontata la colpevolezza di Battisti nei delitti che gli furono imputati. I giudici italiani addossarono a Battisti l’assieme dei reati (tra cui quattro omicidi) rivendicati dall’organizzazione cui apparteneva, i Proletari armati per il comunismo. Tra gli omicidi, quello del gioielliere Luigi Pietro Torregiani e quello del macellaio Lino Sabbadin. Entrambi erano finiti nel mirino dei Pac per avere ucciso due rapinatori, l’uno in un ristorante, l’altro nel proprio negozio.
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Febbraio 21, 2004
Appello per Battisti: ha firmato Daniel Pennac
Sta crescendo l'attenzione in Francia e Italia per il caso Battisti. Si registra un moltiplicarsi di iniziative a favore dello scrittore detenuto alla Santé in attesa che venga esaminata la richiesta di estradizione. Mentre si annuncia, per giovedì 26 febbraio a Bologna, la prima serata di solidarietà a Cesare Battisti (al Sesto Senso, presenti Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna e un esponente di Nuovi Mondi Media, ma è possibile che aderiscano altri scrittori...), ieri è stata la giornata di una delle adesioni più prestigiose finora prevenute all'appello per la liberazione dell'autore di Avenida Revoluciòn: ha infatti firmato il romanziere Daniel Pennac [nella foto a sinistra], uno degli scrittori francesi più noti nel mondo. Daniel Pennac è autore di una serie di romanzi incentrati sulla figura di Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio (Il paradiso degli orchi, La prosivendola, La fata carabina, Signor Malaussène, La passione secondo Thérèse, e l'appendice alla saga, Ultime notizie dalla famiglia): un'epopea che ha riscosso uno straordinario successo di pubblico in tutto il mondo (in Italia è pubblicato da Feltrinelli).
E' anche apparso sulla stampa francese un accorato intervento di Bernard-Henri Lévy, che stiamo traducendo e presto pubblicheremo. Siamo stati inoltre avvisati che, nella serata di ieri, nel corso della trasmissione Otto e mezzo su La 7, Giuliano Ferrara si è occupato del caso Battisti: se qualcuno avesse notizie a proposito, poiché nessuno di noi ha assistito al programma, può darci informazioni via mail.
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Febbraio 20, 2004
La Lega per i Diritti dell'Uomo: liberate Battisti
Nel pomeriggio di ieri, presso la sede parigina della Lega per i Diritti dell'Uomo, si è tenuta una conferenza stampa sulla situazione di Cesare Battisti.
In una sala affollatissima, sono intervenuti:
- Michel Tubiana, presidente della lega per i Diritti dell'Uomo, che ha messo in connessione i casi di Cesare Battisti e di Paolo Persichetti, denunciando il malfunzionamento della giustizia italiana che ha imposto processi iniqui negli anni Settanta e Ottanta, e terminando il suo intervento con una riflessione sull'attuale posizione del governo francese: "Rinnegare la parola data non è soltanto un attentato all'onore della Francia, significa sovvertire tutti i fondamenti della politica".
- Irène Terrel, avvocato di Cesare Battisti, a proposito della posizione del governo parla di una "forma di oltraggio all'etica politica". Terrel ha fatto giustizia sul caso dei vicini di casa di Cesare Battisti, che avrebbero sporto denuncia contro di lui: si tratta di una deliberata volontà di criminalizzazione. Ha inoltre ricordato come sia falso sostenere che Cesare, una volta estradato in Italia, avrebbe diritto a un nuovo processo: egli dovrebbe al contrario scontare le condanne comminategli mentre era in contumacia. De Felice, altro avvocato di Battisti, ha letto un passo di un documento della polizia che pretenderebbe che, nel '91, la corte di appello abbia sentenziato A FAVORE all'estradizione - quando la verità è esattamente l'opposto.
- Philippe Sollers ha dato lettura di un magnifico testo di Erri De Luca che presto sarà pubblicato su Le Monde.
- Sono stati letti messaggi o sono intervenuti direttamente rappresentanti delle seguenti organizzazioni: Cimade (organizzazione umanitaria protestante), Sindacato degli Avvocati di Francia, France Liberté (Danielle Mitterrand), Sindacato della Magistratura.
- Il biologo Albert Jacquard (una personalità estremamente nota in Francia) ha preso la parola in qualità di semplice cittadino.
- Michèle Lesbre, scrittore, ha presentato l'appello francese e ha segnalato un gran numero di iniziative di solidarietà: il sindaco di Valence, la cittadina di Frontignan, in cui si tiene un festival del noir, ha intenzione di nominare Battisti cittadino onorario.
- Serge Quadruppani ha presentato l'appello italiano e ha spiegato perché è così difficile che passi in Italia, come le forze politiche svolgano un ruolo centrale nell'impedire un riesame del periodo 70-80, in nome della lotta contro il terrorismo, e perché la sinistra abbia delegato ai giudici il tentativo di risolvere i problemi che la politica non è più in grado di affrontare - in particolare: come sbarazzarsi di Berlusconi e del berlusconismo.
- Un rappresentante del Partito comunista francese (di cui erano presenti molti eletti) ha annunciato che il gruppo comunista del Consiglio comunale parigino proporrà che Cesare Battisti venga nominato "amico della Città di Parigi".
- Il Capo di Gabinetto di François Hollande, segretario generale del Partito Socialista, ha letto un messaggio di quest'ultimo che insiste nuovamente sulla necessità di "rispettare la parola data".
La riunione si è conclusa con la lettura di "alcune parole di Cesare Battisti", un testo scritto in occasione dell'espulsione di Paolo Persichetti.
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Febbraio 19, 2004
Appello per la liberazione di Battisti Le prime 1.500 firme
Abbiamo ordinato e reimpaginato le prime 1.500 firme, raccolte in sei giorni (dall'11.2 al 17.2.04), di chi ha aderito all'appello in sostegno di Cesare Battisti. Queste firme, l'appello e l'intervento di Wu Ming 1 sono stati presentati oggi alla stampa francese dalla Lega per i Diritti dell'Uomo, nella sede di Parigi.
Le prime 1.500 firme sono leggibili ora cliccando qui. E' possibile anche scaricare un file in formato rtf, cliccando qui.
Chi desiderasse firmare l'appello può inserire il proprio nominativo in questa pagina.
Per conoscere gli sviluppi del caso Battisti, cliccare qui.
Per offrire aiuto economico a Battisti in vista del processo, qui le informazioni.
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Repubblica: "Non estradate Cesare Battisti"
da la Repubblica, 19.2.04
L´APPELLO
"Non estradate Cesare Battisti"
PARIGI - Come negli anni '70 e '80, una parte dell´intellighenzia parigina si mobilita per difendere gli italiani riparati Oltralpe dopo la fine degli anni di piombo. L´arresto di Cesare Battisti (nella foto), l´ex leader dei "Proletari armati per il comunismo" condannato all´ergastolo per quattro omicidi, ha suscitato appelli e manifestazioni per evitare l´estradizione. In Francia, Battisti è molto conosciuto come scrittore di gialli. Una petizione dei suoi colleghi ha già raccolto 7.500 firme e alcune personalità di spicco, come Philippe Sollers, hanno manifestato di fronte al carcere parigino della Santé.
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Febbraio 18, 2004
Una pagina su Le Monde: Mobilitazione per Battisti
[Le Monde, il quotidiano più letto in Francia, dedica oggi un'intera pagina al caso Battisti. Traduciamo e pubblichiamo l'intero speciale]
MOBILITAZIONE PER CESARE BATTISTI
L'Italia domanda l'estradizione dell'ex attivista di estrema sinistra, divenuto autore di romanzi noir. Un appello in suo favore ha raccolto 6.000 adesioni.
di Clarisse Fabre
[da Le Monde, 18.2.04]
 Gli scrittori noir, primo cerchio dei difensori del romanziere Cesare Battisti, arrestato il 10 febbraio e messo sotto fermo in attesa di estradizione nel carcere della Santé, dispongono dell'arte di fare rete. Lo scrittore Claude Mesplède, che ha diretto il Dictionnaire des littératures policières (ed. Joseph K., 2003), ha lanciato un appello in cui si richiedeva la liberazione di questo ex militante dell'estrema sinistra, ricercato dalla polizia e condannato all'ergastolo in contumacia, per rapine e omicidi commessi negli anni Settanta.
Dai 3.500 di lunedì 16 febbraio, i firmatari dell'appello sono passati a 6.000 il giorno dopo, secondo quanto hanno dichiarato gli estensori della petizione. Tra gli aderenti figurano editori come François Guérif, il proprietario di Rivages che ha pubblicato Cesare Battisti, scrittori come Régine Deforges, deputati come Dominique Voynet (Verdi), Olivier Besancenot (LCR) e Julien Dray (PS), ma anche 'anonimi': un'infermiera, un controllore delle imposte, un pensionato, un medico...
"Non è che l'inizio. Al di là del caso Battisti, la questione è estremamente simbolica rispetto a tempi di tolleranza zero, che via via stanno facendosi irrespirabili", commenta lo scrittore Philippe Sollers, che nel corso della manifestazione di solidarietà a Cesare Battisti ha denunciato "lo spirito di vendetta di un Capo dello Stato truffatore" contro un "rivoluzionario". In attesa dell'esame della richiesta di scarcerazione di Battisti, previsto per il 3 marzo, si mobilitano i suoi sostenitori: giovedì 19 febbraio, alle 14.30, la Lega dei Diritti dell'Uomo terrà una conferenza stampa, mentre la sera stessa, alle 20, verrà proiettato al Centre international de la culture populaire (CICP) di Parigi un film-ritratto di cesare Battisti, realizzato da Pierre-André Sauvageot.
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Parole di un fuggiasco: l'intervista censurata
di Cesare Battisti
Il romanzo di Cesare Battisti L'orma rossa (Einaudi Vertigo, 1999) aveva a corredo una serie di dichiarazioni dell'autore raccolte da Valerio Evangelisti. Il testo fu pesantemente tagliato dall'editore, cui peraltro va dato atto di avere avuto il coraggio di pubblicare un romanzo oggettivamente "scomodo". Riproponiamo ora le dichiarazioni di Cesare nella loro integralità.
Segnaliamo per inciso la crassa imbecillità di un recensore de La Stampa-Tuttolibri (ne omettiamo il nome per compassione) che, scambiando il romanzo per un'autobiografia, scrisse di un Battisti che campava a carico della moglie, e altre amenità del genere, traendo simili notizie dalle vicende del protagonista immaginario della storia. Un po' come attribuire ad Alessandro Manzoni la stessa biografia di Don Rodrigo. Tale idiota, per inciso, scrive ancora, e scrive cazzate.
Una narrativa che nasce dalla carne
Una decina di anni fa cominciai a buttare giù le prime linee di un romanzo. Allora non sapevo ancora dove andavo a parare, cercavo disperatamente una storia, un pretesto dal quale snodare un riesame esistenziale. Senza esserne cosciente, stavo scrivendo l’ultimo capitolo dei miei anni Settanta…
Permalink: postato alle 03:57 AM
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Cesare, romanziere
di Nico Maccentelli
Una stagione senza storia.
Un passato che non passa mai. Che torna, perché non è mai andato via, che riemerge quando fa comodo colpire strumentalmente una delle tante persone che ha vissuto gli anni ’70 e che, per una serie di circostanze, ha avuto un percorso politico che lo ha portato ad anni di carcere o a dover scappare.
Ci siamo abituati. A parte la presa di posizione di qualche personaggio e a titolo puramente individuale, vicende come quella capitata a Cesare Battisti non destano l’attenzione di nessuno degli attori politici che si definiscono garantisti. È come se un buco nero proveniente da un passato sufficientemente lontano da non creare emergenze in merito (oggi sono altre le emergenze…), ma ancora troppo vicino per guardarlo nella sua interezza, continuasse ad ingoiare ogni tentativo di lettura storica e politica che non fosse un campionario di bestialità stereotipate.
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A FIANCO DI CESARE
Da una settimana in qua Carmilla On Line è tutta dedicata a Cesare Battisti. Chi trovasse il tema monotono, può reperire sul web altre occasioni per svagarsi. Per quanto ci riguarda, riteniamo il caso di Cesare quanto mai attinente al tema che ci guida: letteratura e cultura di opposizione. Per noi, l'affaire Battisti è un po' la cartina tornasole del coraggio intellettuale ancora esistente in Italia.
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Febbraio 17, 2004
Cesare Battisti e le libertà in Italia
di Wu Ming 1
“La vera questione politica posta dal terrorismo è sì sapere come vi si entra, ma soprattutto come se ne esce.”
François Mitterrand, 1985
"E' noto che io sono per l'indulto. E' una cosa notoria. E' come chiedermi: ma lei ha i capelli bianchi? Certo. Sarei stato favorevole anche all'amnistia."
Francesco Cossiga, La Repubblica, 31/07/1997
"Purtroppo ogni tentativo mio e di altri colleghi della destra o della sinistra di far approvare una legge di amnistia e di indulto si è scontrato soprattutto con l'opposizione del mondo politico che fa capo all'ex-partito comunista."
Francesco Cossiga, lettera a Paolo Persichetti, s.d. [2002]
L'appello per la liberazione di Cesare Battisti, arrestato a Parigi il 10 febbraio scorso, ha avuto in pochi giorni un sorprendente numero di adesioni. La sera di domenica 15 si era a quota 1360. Scrittori, registi, produttori cinematografici, deputati, docenti universitari, giornalisti, addirittura missionari, e "semplici" cittadini/e hanno voluto esprimere la loro solidarietà. [1]
Oltre a questo appello ne esistono altri, in italiano e soprattutto in francese, uno dei quali ha raccolto molte migliaia di firme. C'è anche una lettera aperta al presidente Jacques Chirac, firmata da alcuni scrittori. A Parigi è tutto un vorticare di iniziative, assemblee, conferenze stampa, e oggi (16 febbraio) c'è stata una manifestazione (non autorizzata) di fronte alla Santé. Quattro deputati (tre verdi e il trotzkista Alain Krivine) sono entrati e hanno chiesto di parlare con Cesare. Il ministro della giustizia Dominique Perben ha dato ordine di impedirglielo, cosa che pare essere illegale.
Per tornare in Italia, la casa editrice Derive Approdi ha mandato in ristampa il romanzo di Battisti L'ultimo sparo [qui la prefazione di Valerio Evangelisti], pubblicato nel 1998, e devolverà tutti i proventi alla difesa legale. Credo che tutti gli editori solidali con Cesare dovrebbero acquisire i diritti dei suoi libri non ancora pubblicati in Italia, o pubblicati ma fuori catalogo, e mandarli in libreria con la stessa clausola.
L'esame della situazione di Cesare da parte della magistratura francese sarà più lungo di quanto ci s'immaginava. Il problema principale è che, se il 3 marzo non dovesse essere accolta la domanda di libertà provvisoria presentata dai suoi avvocati, questo periodo lo trascorrerà tutto in galera. In calce a questo articolo c'è il conto corrente sul quale versare contributi per alleviare la sua situazione.
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Su The Guardian: il caso Battisti
[E' apparso oggi, sul prestigioso quotidiano inglese The Guardian, un articolo sul caso Battisti, che qui traduciamo. Si ringrazia per la segnalazione Jacopo De Michelis]
Ex-terrorista scrittore rischia l'estradizione dalla Francia
di Jon Henley, inviato a Parigi
da The Guardian, 17 febbraio 2004
Un ex terrorista italiano, divenuto un autore noir di successo, è stato arrestato e affronta ora una domanda di estradizione dalla Francia, nonostante una storica promessa da parte delle autorità francesi di concedere asilo politico agli ex militanti delle Brigate Rosse. Avvenuto la scorsa settimana, l'arresto di Cesare Battisti, che viveva pacificamente e alla luce del sole a Parigi, ha scatenato un uragano di proteste.
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Introduzione a Cesare Battisti, L'ULTIMO SPARO
di Valerio Evangelisti

Ripubblichiamo l'introduzione a uno dei romanzi più importanti di Cesare Battisti, L'ultimo sparo. Un "delinquente comune" nella guerriglia italiana (ed. Derive Approdi, 1998; tit. franc. Dernières cartouches, ed. Joelle Losfeld). Il romanzo sarà a giorni di nuovo in libreria.
Non sono mancati libri di memorie, film e romanzi sugli anni in cui migliaia, e forse decine di migliaia, di giovani italiani decisero di prendere le armi contro un sistema che giudicavano intollerabile, mentre altre decine di migliaia, e forse centinaia di migliaia, manifestavano la loro opposizione senza arrivare a scelte così radicali. In tutta l’abbondante produzione sul tema è stato però quasi sempre assente l’aspetto esistenziale, talora tragico ma talvolta festoso, se non goliardico, di quell’esperienza. Ne è risultato un ritratto a tinte uniformemente grigie, e spesso fosche, di una realtà senz’altro drammatica, ma variegata e viva, anche se indecifrabile dall’esterno.
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Parigi: la manifestazione per Cesare Battisti
di Serge Quadruppani
[Autore noir di fama europea, Serge Quadruppani (nella foto a sin.) ha pubblicato in Italia L’Assassina di Belleville e La Breve Estate dei Colchici]
Dalle 17 - ma si sono in seguito aggiunte molti altri - una folla di circa quattrocento persone si è radunata davanti al carcere della Santé, per manifestare il proprio rifiuto all'estradizione di qualunque rifugiato politico italiano arrivato in Francia dopo gli anni Ottanta. Cesare Battisti si trova per l'appunto improgionato alla Santé, sotto richiesta di estradizione dall'Italia.
Annunciato dapprima come semplice conferenza stampa, il concentramento ha avuto luogo su boulevard Arago all'incrocio con rue de la Santé, ed è stato aperto dagli interventi di Alain Krivine (deputato europeo LCR-trotskista), Noël Mamère (Verdi) e dall'avvocatessa de Felice, appartenente alla Lega dei Diritti dell'Uomo, che difende Cesare. Philippe Sollers (autore Gallimard) ha in seguito preso la parola. Componevano l'assembramento scrittori e intellettuali di diversa estrazione (tra cui Tahar Ben Jalloun, il regista Yves Boisset, l'architetto PC Castro) insieme a una folta rappresentanza di editori, giornalisti, semplici militanti, rifugiati politici italiani (tra cui Oreste Scalzone) che indossavano gli adesivi "Libérez Cesare". Erano presenti anche gruppi più o meno radicali che contestano la carcerazione e il sistema repressivo.
I manifestanti sono rimasti più di due ore a scandire slogan di solidarietà con lo scrittore italiano, in modo che, se anche Cesare non avesse sentito, i cori raggiungessero comunque gli altri detenuti.
Cinque deputati, Krivine e tre parlamentari Verdi e un senatore del PC, sono riusciti, secondo i poteri di cui dispongono per legge, a fare ingresso nel carcere, ma il ministro della Giustizia ha loro illegalmente interdetto l'incontro con Cesare.
Tra la folla, striscioni di sostegno alla causa di Cesare, un'enorme bandiera contro il sistema carcerario e la prima pagina del quotidiano l'Humanité (giornale del Partito comunista) che titolava a caratteri cubitali "Libérez Battisti!".
Tra i manifestanti si sono fatti sentire anche alcuni ex(?)-stalinisti che, vent'anni fa, non avrebbero esitato a consegnare Battisti alla polizia. Ma il mondo cambia, in Francia come in Italia.
Al termine della manifestazione, la sensazione generale è stata che il governo francese abbia compiuto una mossa azzardata e non priva di rischi.
Giovedì, alle 14.30, la Lega dei Diritti dell'Uomo terrà nella sua sede una conferenza stampa. Alle 20.00, presso il CICP (locale di incontro tra militanti) verrà proiettato il film CESARE BATTISTI, RESISTANCES.
Il comitato di solidarietà a Cesare continuerà a organizzare azioni di sostegno, in vista del 3 marzo, data dell'udienza sulla richiesta di scarcerazione.
Cesare libero! Nessuna estradizione degli esuli italiani!
Per coloro che ancora non hanno firmato l'appello e desiderano farlo, cliccate qui e compilate il form.
Per visualizzare tutti i firmatari, cliccate qui.
Diffondete ovunque.
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Febbraio 16, 2004
Tre passi nel delirio (dei delitti e delle pene)
di Girolamo De Michele
[autore di Tre uomini paradossali, a breve in uscita da Einaudi Stile Libero]
Proviamo a fare non uno, ma tre passi oltre l’immediata emotività che si è espressa nella mobilitazione seguita all’arresto di Cesare Battisti. Tre passi, cioè tre aspetti che bisogna saper disgiungere entro la complessità umana, troppo umana della vita di Cesare. Ma soprattutto: tre diversi compiti, tre campagne che dobbiamo avere il coraggio di osare, a partire dalle agende politiche del movimento sin dalle assemblee preparatorie della giornata del 20 marzo, perchè anche questa è guerra interna.
In primo luogo, va denunciato il carattere odiosamente vendicativo della “campagna acquisti” in atto da parte del ministro Castelli tra i rifugiati politici italiani, iniziata il giorno in cui Castelli si recò in Francia con una lista di 12 "sovversivi" (tra i quali Persichetti e Battisti). Vale la pena di rammentare che i refugées sono in Francia per effetto di un contratto morale siglato tra loro e lo Stato francese ai tempi di Mitterand, contrato al quale si era attenuto, in nome della continuità dello Stato attraverso il mutare dei governi, lo stesso Chirac quando divenne capo del governo. Nel contempo, Castelli ha dichiarato che l'estradizione di Delfo Zorzi (l’uomo che ha matrialmente messo la bomba nella banca dell’Agricoltura in piazza Fontana) non è una priorità, e di fatto non fa nulla per ottenerla (complice l’avvocato Pecorella, penalista principe del Cavalier Banana e presidente della commissione giustizia).
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Tre pagine su l'Humanité: Liberate Battisti
L'edizione odierna del quotidiano l'Humanité dedica l'apertura e tre pagine interne allo scandalo politico che ha colpito Cesare Battisti. Riportiamo qui di seguito la versione francese dell'articolo in prima pagina firmato da Sophie Bouniot.
Le gouvernement trahit la parole de la France
L'arrestation en vue d'extradition de l'écrivain Cesare Battisti confirme la trahison par le gouvernement Raffarin de la politique d'asile mise en ouvre par la France depuis 1985. Après l'émotion, la solidarité s'organise.
" Vous êtes bien Cesare Battisti ? " Mardi dernier, dans un immeuble du neuvième arrondissement de Paris, un homme répond par l'affirmative à l'apostrophe. Interpellation immédiate par dix agents de la Direction nationale antiterroriste (DNAT), direction la première division de la maison d'arrêt de la Santé à Paris et placement sous écrou extraditionnel. Que reproche donc la justice française à Cesare Battisti, 49 ans, militant, dans les années soixante-dix, des " Prolétaires armés pour le communisme " et aujourd'hui écrivain reconnu, auteur de treize romans policiers ? Rien. L'État répond simplement à une demande d'extradition émanant du parquet général de la cour d'appel de Milan pour " exécution de peines " diffusée sur tout le réseau Schengen, explique-t-on chez le garde des Sceaux.
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Febbraio 15, 2004
Per aiutare Cesare Battisti
Mentre si attende, per dopodomani, il presidio di intellettuali e gente comune davanti al carcere della Santé, a seguito del quale verrà consegnato al presidente Chirac e al Parlamento francese una richiesta di immediata scarcerazione, Cesare Battisti rimane confinato nel carcere parigino. Le condizioni economiche in cui versa lo scrittore italiano non sono rosee. Per questo motivo, al fine di fare fronte a tutte le spese processuali necessarie alla liberazione, è stato lanciato un appello dalla ex moglie di Battisti, per raccogliere fondi da impiegarsi in questo drammatico frangente. E' stato aperto un conto a nome della figlioletta di Cesare Battisti, Valentine. Per coloro che, come noi, volessero contribuire, ecco gli estremi per effettuare il versamento:
Valentine Battisti BNP Paribas 30004 01861 00001268951 84
(Le prime due cifre corrispondono ai nostri codici ABI e CAB, la terza è il numero di conto, "84" è il numero della filiale.)
Codice SWIFT per i versamenti dall'estero: BNPAFRPPPGB
E' inoltre possibile inviare un assegno riscuotibile in Francia a questo indirizzo:
Valentine Battisti - 159 rue du Château des Rentiers - 75013 Paris
Successivamente, vi informeremo dell'entità dei contributi giunti dall'Italia in aiuto di Cesare Battisti.
Per coloro che ancora non hanno firmato l'appello e desiderano farlo, cliccate qui e compilate il form.
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L'Humanité: Battisti deve restare in Francia
[dal quotidiano francese L'Humanité, 13.2.04]
 Cesare Battisti è stato arrestato a casa sua, martedì, da agenti della Dat, la Divisione nazionale Antiterrorismo, e trattenuto in carcere sotto richiesta di estradizione. Nessuna procedura accusatoria è stata ingaggiata contro di lui da parte della giustizia francese. E' grazie alla richiesta del governo Berlusconi che lo scrittore è stato arrestato, in virtù di una domanda di estradizione che la giustizia francese aveva già rifiutato nel 1990. Nessun nuovo elemento è stato prodotto dalle autorità italiane. Cesare Battisti, negli anni Settanta, era uno dei responsabili del PAC (Proletari Armati per il Comunismo), un'organizzazione di estrema sinistra che propugnava la violenza politica. E' stato condannato all'ergastolo, mentre era latitante, sulla base di dichiarazioni di pentiti, che le negoziariono con la polizia. Un processo manifestamente truccato, che lo accusò, per fare solo un esempio, di avere commesso due omicidi, lo stesso giorno alla stessa ora, a Venezia e a Milano. Una condanna ottenuta in base a leggi eccezionali, che aggravavano la pena in funzione del contesto politico, in un paese dove non vengono riprocessati i contumaci. In pratica, fatti di trent'anni fa, che sarebbero caduti in prescrizione o amnistiati, e che Battisti ha negato sempre di avere commesso. Nel 2002, egli ha riconosciuto comunque l'errore politico dei PAC, senza abiurare comunque agli ideali della sua giovinezza. Nel 1985, François Mitterrand dichiarò che la Francia non avrebbe mai estradato coloro che risultava non fossero personalmente responsabili di crimini contro la vita e che avessero dichiarato l'abbandono definitivo della violenza a ogni livello. Era, per l'appunto, il caso di Battisti, come di paolo Persichetti, professore alla Paris VIII, estradato nell'agosto 2002. Il ministro della Giustizia, Dominique Perben, desideroso di confermare l'immagine di un governo francese dal polso fermo e giustizialista - anche avventurandosi nei territori dell'estrema destra -, oltre che di compiacere a Berlusconi, nostante sia patente la violazione dei diritti, torna su un affare su cui già è stata emessa in Francia una sentenza, e fa crollare una volta ancora, insieme alla tradizione dell'asilo politico che la Francia ha sempre concesso, i principi fondamentali del diritto. Una richiesta di sospensione del provvedimento cautelare è stata presentata dagli avvocati di Battisti, insieme a una domanda di scarcerazione. Intanto, si sta organizzando la solidarietà.
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Febbraio 14, 2004
L'incubo Battisti
di Giuseppe Genna
Quanto sta succedendo in queste ore, in questi giorni a Cesare Battisti è, e lo è con esattezza scientifica, quanto sta accadendo in questi anni all'Italia e all'Europa: la minaccia realizzata della violazione del diritto in nome di una dottrina superindividuale e astratta, elettorale e ipocrita, che mostra il suo vero volto quando si attiva per maciullare idee e corpi. A rischio di apparire generalista e massimalista, affermo: c'è una continuità - che nemmeno più è inquietante - tra il caso Battisti, la deriva del Vecchio Continente e l'orrore perpetrato in Afghanistan e Iraq. Si tratta di un medesimo ente saturnino, vòlto con sistematica predeterminazione a divorare non i figli suoi, ma i figli dell'uomo. La nonchalance con cui oggi, in Europa, si censurano le idee in tv e sui giornali, si sistemano i conti in un ok corral indecente e amorale, si scatenano conflitti preventivi e si compiono alla luce del sole crimini patenti - questo è il paesaggio che chi si ritiene ancora umano è chiamato oggi a modificare con forza e fatica. I nodi vengono al pettine: e sono nodi di capelli di un cuoio strappato a viva forza dai crani di chi pensa, di chi tenta di ricordare e di ridiscutere il passato per aprire il futuro. Sono enormi le conseguenze implicite che sprigionano dalla scelta del governo italiano di domandare l'estradizione di Battisti: costringono tutti noi a verificare con mano chi sono le persone che si schierano - non, questa volta, per una battaglia armata, ma per una battaglia di idee. Battaglia che, come si nota in questi ultimi anni, non è che comporti meno sangue delle precedenti. Il prezzo della lotta per il pacifismo, i diritti dell'uomo e la libertà, che sia condotta con la potenza delle idee e dei sentimenti oppure con altri supporti, è un prezzo amaro e pesante. Eppure ciò non toglie che lo tsunami di speranza in Movimento che si sta scatenando finisca per travolgere chi vi si oppone: dimostra la storia dell'uomo che quando si spalanca una crepa ideale, una frattura da cui il bene può scaturire, per una legge superfisica il bene emerge. Da anni, questo è il punto, si sta rifacendo la Rivoluzione Francese: ed è una Rivoluzione Francese planetaria. Sorprenderebbe se fosse la Francia la prima nazione a sfilarsi da una simile Rivoluzione Francese.
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Febbraio 13, 2004
Caso Battisti: monta la protesta degli intellettuali
Secondo fonti francesi, sono molte migliaia le firme ottenute dalle varie petizioni a favore di Cesare Battisti: oltre a quelle su web, che ammontano ormai a più di seimila tra Francia e Italia, sono ora da contare le adesioni provenienti dagli Stati Uniti, dal Messico e dalla Germania, grazie all'impegno di alcuni docenti universitari molto noti. Tra i firmatari prestigiosi dell'appello italiano, si è aggiunta oggi la scrittrice e traduttrice Laura Grimaldi, oltre che Antonio Moresco, Dario Voltolini, Carla Benedetti, il poeta Ivano Ferrari e il poeta-traduttore e direttore editoriale Jean-Charles Vegliante.
A Parigi, ieri, si è tenuta una riunione per organizzare la manifestazione davanti alla Santé, lunedì prossimo, nel corso della quale verrà consegnato l'appello degli scrittori francesi al presidente Chirac: ierisera erano presenti centocinquanta persone, tra cui intellettuali molto noti all'opinione pubblica francese, oltre che rappresentanti del sindacato dei magistrati, avvocati e le telecamere di France 3.
Domani, sabato 14, alle 15.30, presso il CICP (21 ter rue Voltaire, 75011 metro nation o rue des boulets) viene a costituirsi ufficialmente il coordinamento per il sostegno a Cesare Battisti.
Delphine Cingal, docente di letteratura anglosassone presso l'Université Paris II-Assas, sta organizzando una struttura che raccolga fondi per affrontare le spese processuali. Daremo notizie sugli sviluppi: Cesare Battisti non versa in buone condizioni economiche e, qui in Italia, si può contattare Carmilla se si desidera fare pervenire allo scrittore aiuti di ordine monetario.
Nel baillamme disinformativo (annunciamo che presto pubblicheremo un nutrito dossier sulle distorsioni processuali a cui fu sottoposto in Italia Battisti), spicca un articolo del giornale francese destrorso Le Figaro, che racconta dell'arresto di Cesare Battisti a causa dell'uccisione di un suo vicino di casa a Parigi: la tragedia partorisce farse. Oltre alla trasmissione di Radio La-Bas, che abbiamo segnalato, apprendiamo che un programma lunghissimo e approfondito sul caso Battisti è andato oggi in onda sull'emittente radiofonica nazionale France Inter.
E' stato comunicato che, con tutta probabilità, Cesare Battisti comparirà davanti ai giudici mercoledì 18 o mercoledì 25.
Vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi.
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Radio La Bas: intervista a Cesare Battisti
Radio La-Bas ha dedicato una lunga trasmissione a Cesare Battisti, nel corso della quale sono stati riprodotti brani di un'intervista audio del 9 settembre 2002, in cui Battisti parla della sua storia personale e dei rapporti tra la Francia e il governo Berlusconi, in seguito all'estradizione di Paolo Persichetti.
L'intera trasmissione radiofonica è ascoltabile su Web da qui.
I file sono in formato OGG, interpretabile da molti software audio alternativi e gratuiti da scaricare, tra cui consigliamo questo.
Qui sotto, l'introduzione della trasmissione, ascoltabile con RealPlayer.
| L'introduzione della trasmissione dedicata a Cesare Battisti | | |
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Moresco, Scarpa, Benedetti, Ferrari, Voltolini & co: appello per Cesare Battisti
[da Nazione Indiana]
Non abbiamo gli elementi per esprimere un giudizio approfondito sulla vicenda processuale che portò molti anni fa alla condanna all’ergastolo di Cesare Battisti, da quindici anni rifugiato in Francia. Né abbiamo alcuna comprensione nei confronti delle logiche del terrore di qualsiasi provenienza né insensibilità verso la sofferenza di coloro che ne sono stati e ne sono vittime.
Ma non ci sembra che vi sia giustizia nel sottoporre una seconda volta, dopo tanti anni, a una procedura di estradizione la stessa persona per la quale era già stata negata una prima volta. Sarebbe come portare di nuovo sul patibolo un condannato a cui all’ultimo momento si era deciso di commutare la pena.
Inoltre non ispira un senso di giustizia l’impressione che a dettare i tempi e i modi di questa operazione siano in realtà contingenze politiche interne, per di più da parte di un governo che, in questa stessa materia, si è generalmente distinto nella pratica dei “due pesi e due misure” (rogatorie, immunità parlamentare, rifiuto di ratificare il mandato di cattura europeo....) e nell’attacco frontale alla Magistratura del nostro paese.
Ci uniamo perciò all’appello rivolto alle autorità francesi affinché non si prestino a un gioco che più che agli interessi della giustizia e della verità sembra obbedire a logiche di altra natura.
Sergio Baratto, Carla Benedetti, Ivano Ferrari, Andrea Inglese, Antonio Moresco, Tiziano Scarpa, Giorgio Vasta, Dario Voltolini
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Appello a Chirac per la liberazione di Cesare Battisti
Un gruppo di importanti scrittori francesi (Michel Quint; Claude Mesplède; Pascal Dessaint; François Joly; Guillaume Chérel) ha steso un appello al presidente Chirac e al Parlamento e al ministro della Giustizia di Francia, per protestare contro lo scandaloso arresto di Cesare Battisti. Il testo, che qui riproduciamo nella traduzione di Paolo Chiocchetti, verrà inoltrato alle autorità lunedì 16. Lo scrittore Philippe Sollers era stato precedentemente ricevuto dal presidente Chirac, esponendogli il caso di Battisti.
Lettera ai presidenti dei gruppi parlamentari all’Assemblea Nazionale, al Guardasigilli e al Presidente della Repubblica Francese
“Siamo degli scrittori che non sopportano piu’ la situazione che si e’ venuta a creare con l’arresto e forse domani l’estradizione del nostro collega romanziere e amico Cesare Battisti”
Il romanziere Cesare Battisti e’ minacciato d’estradizione verso l’Italia, dove si trova sotto il peso di una condanna che risale all’epoca delle azioni terroristiche condotte durante gli anni ’70. Rifugiato in Francia dal 1990, come molti altri militanti italiani, aveva ottenuto dal presidente Mitterrand l’assicurazione di poter vivere in Francia, alla condizione di non fare piu’ attivita’ politica. Da allora Cesare Battisti ha rispettato questo impegno. Ha messo su famiglia ed e’ diventato scrittore, fornendo nei suoi romanzi delle testimonianze uniche su quel periodo e sugli avvenimenti che ha vissuto.
Un'allarmante anticipazione di quanto ora succede si era verificata nel 2002, costringendoci alla stesura di una petizione nazionale firmata da numerosi romanzieri, critici, editori, traduttori e personalita’ varie. Queste firme erano state depositate presso i rappresentanti del ministero della cultura. La situazione era rimasta immutata. La parola data dal presidente Mitterrand a nome della Francia era stata rispettata.
Improvvisamente le cose sono cambiate. Abbiamo appena appreso che nella mattinata di martedi’ 10 febbraio 2004, Cesare Battisti è stato arrestato arrestato nel suo domicilio dalla BAT, per essere poi incarcerato sulla base di una richiesta di estradizione. Se una tale procedura venisse portata a termine, sarebbe la parola data dalla voce di un presidente francese che verrebbe insultata, e il senso dell’onore della Francia calpestato.
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Febbraio 12, 2004
La Rete si mobilita: liberazione per Cesare Battisti

Nel momento in cui viene scritto questo post, le 11.32 del 12 febbraio '04, sono 712 le firme raccolte a favore dell'APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI CESARE BATTISTI (molte le stiamo tuttora inserendo manualmente). In Francia, una petizione consimile pubblicata dal sito Mauvaisgenre è stata sottoscritta da 1.400 persone. E' una risposta di enorme impatto, se si considera che gli appelli sono on line da ventiquattr'ore soltanto. Nonostante l'incredibile e grottesca disinformazione praticata dai tv radio e giornali, la solidarità scattata attraverso la Rete dimostra che un'alternativa comunicativa esiste e dispone di un rilievo non indifferente. Moltissimi firmatari non si sono limitati a inviare nome e cognome: hanno scritto autentiche riflessioni sullo scandalo giudiziario e umano che colpisce in queste ore Cesare Battisti. TENIAMO TANTISSIMO A RINGRAZIARE CIASCUNO DEI FIRMATARI: non possiamo farlo personalmente, vista la massa di adesioni, ma è fondamentale per noi esprimere la massima gratitudine a ogni persona che ha sottoscritto l'appello. Tra i firmatari compaiono nomi di prestigio pubblico: scrittori(i moltissimi francesi, tra cui cito Serge Quadruppani, Pascal Dessaint e Dominique Manotti, pubblicati in Italia; tra gli italiani, oltre a Wu Ming che ha diffuso in newsletter l'appello e contribuito da sempre all'enorme diffusione della conoscenza sul caso Battisti, citiamo Nanni Balestrini, Tiziano Scarpa, Lello Voce, Marco Philopat, Sandrone Dazieri, Helena Janeczek, Luigi Bernardi), produttori cinematografici (Marco Muller, per esempio), disegnatori (come Vauro), giornalisti (come Loredana Lipperini di Repubblica), docenti universitari (da ogni nazione: l'UCLA americana e istituzioni tedesche, svizzere, oltre che francesi). E' un'adesione importante, sia da un punto di vista emotivo (appena saremo in grado, consegneremo a Cesare Battisti le firme), sia da un punto di vista politico (la realtà, una volta di più, non è quella che appare nei media tradizionali, e la Rete permette una mobilitazione di straordinaria incisività, facendo apparire necessarissimo sciogliere anche culturalmente il nodo irrisolto di un tragico decennio).
Terremo aggiornati tutti sugli sviluppi del caso. Cominciamo sin da ora segnalando l'articolo di Libération e quello de il manifesto e il presidio degli scrittori francesi (saranno più di un centinaio, secondo le prime stime) davanti al carcere della Santé, a Parigi, lunedì 16 alle 17. Un appello al presidente Chirac è stato inoltrato dallo scrittore Patrick Pécherot.
Per quanto concerne l'Italia, stiamo organizzando, in varie città, eventi e serate per Cesare Battisti: quasi certamente a Milano, certamente a Bologna - daremo avviso per tempo.
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Febbraio 11, 2004
Appello per la liberazione dello scrittore Cesare Battisti
 I servizi speciali francesi hanno arrestato lo scrittore Cesare Battisti,
rifugiato in Francia ormai da quattordici anni. Su di lui pende una domanda
di estradizione presentata dal governo italiano, sulla base di una condanna
pronunciata in contumacia oltre un ventennio fa.
E’ bene ricordare che a Cesare Battisti fu concesso asilo politico solo dopo
che un magistrato francese ebbe vagliato le “prove a suo carico”, e le ebbe
giudicate contraddittorie e “degne di una giustizia militare”. A Battisti
erano stati addossati tutti gli omicidi commessi da un’organizzazione
clandestina a cui era appartenuto negli anni ’70, anche quando circostanze
di fatto e temporali escludevano una sua partecipazione.
Dal momento della sua fuga dall’Italia, prima in Messico e poi in Francia,
Cesare Battisti si è dedicato a un’intensa attività letteraria, centrata sul
ripensamento dell’esperienza di antagonismo radicale che vide coinvolti
centinaia di migliaia di giovani italiani e che spesso sfociò nella lotta
armata. La sua opera è nel suo assieme una straordinaria e ineguagliata
riflessione sugli anni ’70, quale nessuna forza politica che ha governato
l’Italia da quel tempo a oggi ha osato tentare.
La vita di Cesare Battisti in Francia è stata modesta, piena di difficoltà e
di sacrifici, retta da una eccezionale forza intellettuale. E’ riuscito ad
attirarsi la stima del mondo della cultura e l’amore di una schiera enorme
di lettori. Ha vissuto povero ed è povero tuttora. Nulla lo lega a
“terrorismi” di sorta, se non la capacità di meditare su un passato che per
lui si è chiuso tanti anni fa. Trattarlo oggi da criminale è un oltraggio
non solo alla verità, ma pure a tutti coloro che, nella storia anche non
recente, hanno affidato alla parola scritta la spiegazione della loro vita e
il loro riscatto.
Certo, c’è chi ha interesse a che una voce come quella di Cesare Battisti
venga tacitata per sempre. Chi, per esempio, contribuì alle tragedie degli
anni ’70 militando nelle file neofasciste o in quelle di organizzazioni –
clandestine quanto i Proletari armati per il comunismo - chiamate Gladio o
Loggia P2, e sospettate di un numero impressionante di crimini. Chi fa oggi
della xenofobia la propria bandiera. In una parola, una gran parte del
governo italiano attuale.
Noi invece vorremmo che di scrittori capaci di affrontare di petto il
passato come Cesare Battisti ce ne fossero tanti, e che i cittadini francesi
capissero chi rischiano di perdere, per la vigliaccheria dei loro
governanti: un uomo onesto, arguto, profondo, anticonformista nel rimettere
in gioco fino in fondo se stesso e la storia che ha vissuto. In una parola,
un intellettuale vero. Non era tradizione della Francia privarsi di uomini
così, per farli inghiottire da una prigione. Ci auguriamo che la Francia non
sia cambiata tanto da tacere di fronte a un simile delitto.
Sì, delitto. Avete letto bene.
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Febbraio 10, 2004
Solidarietà per lo scrittore Cesare Battisti
Abbiamo appreso con incredulità e immediata reazione di sdegno dell'arresto a cui è stato sottoposto, questa mattina a Parigi, lo scrittore Cesare Battisti.
L'autore italiano, esule in Francia per motivi politici, viene ora trattenuto dalle autorità francesi, a circa venticinque anni dai fatti per cui in Italia è condannato e in Francia è stato processato. I quali fatti, e lo sottolineiamo con forza, non sono assolutamente quelli diramati oggi, in tv e su Rete, dagli organi di informazione: al solito, in momenti drammatici, sia da un punto di vista personale (per lo scrittore Battisti) sia sociale (per l'attuale momento storico e politico che viviamo), emerge una disinformazione pretestuosa, che ha il sapore del condizionamento di regime e che conduce a vette di tragica comicità - quale a tutti gli effetti è la dichiarazione del ministro dell'Interno Beppe Pisanu, il quale si è congratulato con la Direzione Antiterrorismo transalpina, per l'operazione di cattura di una persona che da anni è rintracciabile da chiunque e il cui indirizzo di casa è reperibile perfino sul Web. Cesare Battisti paga una gravissima deriva, politicamente opportunista e scandalosamente revisionista, che il governo Berlusconi ha imposto al nostro Paese ed esportato in Europa, e in Francia in primis, per motivi di pura propaganda elettorale e al fine di dare sostanza al delirante fantasma rosso con cui pensa di ipnotizzare un continente intero. Al di là del surrealismo che presiede all'arresto dello scrittore Cesare Battisti, risulta estremamente chiaro a noi di Carmilla che il contesto sociale in cui maturarono le scelte di una generazione è, a oggi, un nodo irrisolto della vita civile italiana. Intervenire, a venticinque anni da un periodo di autentica guerra civile, con l'arresto pretestuoso di una persona che ha subìto anche in Francia il processo per fatti di eversione - il che differenzia, e di molto, lo status di Cesare Battisti rispetto a molti altri consimili -, costituisce la conferma che dobbiamo affrontare l'onda lunga di una reazione che, soltanto per non apparire il mostro che è in realtà, si definisce liberista e non autoritaria.
Carmilla è solidale con Cesare Battisti e ne chiede l'immediata scarcerazione. Ci mobiliteremo, con i mezzi che abbiamo a disposizione, per attirare il massimo dell'attenzione pubblica su questo scandalo giurisprudenziale ed umano. A breve verrà pubblicato un appello per la liberazione di uno dei più importanti scrittori italiani.
SOLIDARIETA' A CESARE BATTISTI!
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Febbraio 09, 2004
Rasi & Villa: IO E YVONNE
di Daniela Bandini
Ignazio Rasi, Ernesto Villa, Io e Yvonne, Dario Flaccovio Editore – Gialloteca, pp.366, € 16,00. Prefazione di Andrea G. Pinketts, postfazione di Gaetano Savatteri.

Ancora un’opera della Dario Flaccovio Editore che merita una giusta considerazione, grazie anche allo straordinario lavoro di coordinamento prodotto dalla curatrice Raffaella Catalano. Io e Yvonne è un romanzo scritto a quattro mani, da due scrittori – uno palermitano, l’altro milanese - che non si sono mai personalmente incontrati, quasi una sfida a colpi di e-mail dagli antipodi della penisola.
Ne risulta un romanzo gradevolissimo, ironico, infarcito di dialetto e di humour nella parte di Rasi, molto più severo e destinato a sbrogliare i nodi della matassa, nella parte di Villa. Ambientato senza esserlo realmente in una Sicilia che ancora sogna il mare, scritto quasi come tributo al giallo d’epoca, Io e Yvonne è il romanzo di un detective che si innamora di un amore paterno e protettivo di una baby prostituta di cui vorrebbe riscattare non solo la sua, ma anche la propria infanzia. Ci vorrebbe un buon jazz d’epoca, come sottofondo, ma non languido e disperato, bensì cabarettistico - quel genere di colonna sonora che ci aspetteremmo entrando in un vecchio casinò - per accompagnare l’esordio e il procedere del romanzo…
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Febbraio 08, 2004
Fumo e fantascienza
di Valerio Evangelisti

Ricordate la scena finale di Fuga da Los Angeles di Carpenter? Jena Plisskin si accende ostentatamente una sigaretta, per dimostrare che a lui, delle convenzioni, non importa nulla. E cosa accadeva, alla fine di Independence Day? Il protagonista, dopo avere rimproverato per tutto il film il padre fumatore, si ficca in bocca un sigaro, sicuramente meno pericoloso della sventata invasione aliena.
Parte della fantascienza cinematografica interpreta dunque l’atto del fumare in chiave libertaria. E anche nella fantascienza scritta vi era chi, come Philip K. Dick, fumava come un turco e faceva fumare come turchi i suoi protagonisti.
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Febbraio 06, 2004
La nuova letteratura italiana va sul Financial Times
di Giuseppe Genna
[Narratori e poeti italiani interessano all'estero. Il Financial Times mi ha incaricato di stendere un lungo articolo sulla nostra letteratura attuale: non quella transitoriamente bestselleristica, ma quella che, a mio parere, resterà per incisività e potenza. Ho formulato alcune proposte di nomi, che la direzione dell'inserto letterario ha accettato. Ecco l'articolo, recuperabile qui in versione inglese, col vincolo però dell'abbonamento]
- books essay -
ITALIAN RENAISSANCE
So perfettamente che chiedere di fidarsi di un italiano è più improbabile che domandare a Patch Adams di dirigere le operazioni di Enduring Freedom. Non fidarsi di un italiano è bene, ma fidarsi di uno scrittore italiano è anche peggio - il che è tutto sommato irrilevante, dal momento in cui su Amazon gli scrittori italiani che risultano apprezzati dal mondo anglosassone sono passati a miglior vita da parecchio.
Fate il paragone: niente McEwan, niente Auster, niente Faber – come se degli inglesi, nel mondo, al massimo si leggesse D.H. Lawrence. Sarebbe una situazione terribile e, di fatto, è la situazione che hanno vissuto gli scrittori italiani negli ultimi anni. Fino a questo momento è andata così, ma questa stagione annuncia novità di rilievo: il 2004 si presenta come l’annus mirabilis della letteratura italiana, il nuovo Rinascimento. Quando parlo di letteratura, intendo parlare proprio di letteratura: ciò che rimane e ciò che i futuri lettori e scrittori ameranno con passione travolgente, testi che formeranno il loro immaginario. Lascio quindi fuori dalle segnalazioni i due o tre casi ‘di mercato’: che sono un comico che ha scritto un thriller à la Grisham e un’attrice che ha scritto un romanzo à la Nora Roberts – ed entrambi questi libri verranno presto tradotti in Inghilterra. Ciò che invece devo segnalare sono le occorrenze di scrittori che hanno sconvolto il panorama intellettuale italiano, rimettendo faticosamente in moto i meccanismi virtuosi della letteratura che, in Italia, si erano arrugginiti e ingrippati dai tempi di Calvino e Pasolini.
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Gli iscritti italiani alle logge massoniche
 E' un busillis etico, quello che Macchianera ha proposto all'attenzione della Rete. Infatti, si è scatenato il pandemonio nei commenti del blog fondato da Gianluca Neri: si tratta della pubblicazione dell'elenco dei nomi degli affiliati alla Massoneria, che il settimanale Cuore non riuscì a editare. Lascio la parola direttamente al curatore di Macchianera :
"C’è un’iniziativa di Cuore che parecchi di voi probabilmente ricorderanno, e che il 'Settimanale di Resistenza Umana' non riuscì mai a portare a termine: la pubblicazione della lista dei nomi (completa di comune di residenza, data di nascita e professione) dei 26.409 iscritti italiani alla massoneria. Era il 1998, se ben ricordo, e l’esperienza del giornale stava volgendo al termine: la divulgazione degli elenchi tramite un inserto a parte risultò allora troppo dispendiosa, e si fermò al terzo fascicolo. Nel frattempo, ignoti professionisti fecero irruzione nel corso della notte in redazione, per visualizzare (o probabilmente prelevare) le liste: furono sorpresi da una giornalista (a Cuore si faceva spesso l’alba in redazione: c’erano persino due camere e due letti per chi doveva pernottare) e fuggirono dalla finestra. Entrarono e uscirono, in pratica, senza alcuna effrazione.
Una cosa va chiarita: l’adesione ad una loggia massonica non è reato (lo era nel caso della P2, strutturata come segreta, oggetto di innumerevoli inchieste, i cui affiliati sono stati coinvolti in vicende di eversione, stragi, tentati colpi di Stato, depistaggi). Al di là di questa fondamentale precisazione, è assodato che buona parte degli italiani che non contano niente (e che, al massimo, sono stati iscritti alle Giovani Marmotte, ma poi non hanno rinnovato la tessera) si chiedano quale sia il motivo che spinge un individuo ad aderire ad una loggia massonica, se non la speranza di assicurarsi favori che non sarebbero ottenibili per vie legali o con l’ausilio del solo sudore della fronte.
I nomi degli aderenti alle varie logge massoniche legali sono (o dovrebbero essere, secondo legge) pubblici. Dal momento che chi fa parte della massoneria va fiero della propria scelta e, anzi, ne ribadisce con orgoglio la legittimità, nessuno che non abbia, invece, qualcosa da nascondere, se la prenderà per la pubblicazione da parte di Macchianera (in più di 60 puntate) degli elenchi di 26.409 persone che, tra la bocciofila e il Lions, hanno preferito la terza via del cappuccio, della squadra e del compasso".
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