Marco Müller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, ci invia il seguente comunicato che, consci della delicatezza della sua posizione, pubblichiamo volentieri:
La mia immediata adesione all’appello per la scarcerazione di Cesare Battisti
scaturiva sia da una stima culturale per il suo lavoro di scrittore e storico che da quanto sapevo del suo “caso”. E ricordavo come la magistratura francese avesse giudicato contraddittorie le prove usate per la sua incriminazione. Ricordavo quanto più volte avevo letto, oppure mi era stato detto da amici della cui serietà non dubito, sulle contraddizioni fattuali e temporali che potevano contribuire a considerare non così certa una sua partecipazione ai crimini che gli venivano imputati (a fronte di una condanna in contumacia che escludeva ogni possibilità di un nuovo processo).
Ciò premesso, la mia è stata una reazione telefonica “ a caldo” alla notizia. Non avevo letto il testo dell’appello in calce al quale la mia firma è stata poi apposta. Testo nel quale non posso riconoscermi. Ho dunque chiesto ai promotori dell’appello di togliere la mia firma dalla petizione.
Marco Müller, 31 marzo 2004
Da parte sua la redazione di Carmilla On Line prende atto della volontà di Müller e lo ringrazia per avere sintetizzato, nella prima parte del suo testo, i motivi che ci inducono a batterci per la libertà di Cesare Battisti.


[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
La semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

Sono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...

