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Una "aliena" a PRAGOCON 2004

Cronaca del Festival della Fantascienza di Praga (20-22 febbraio 2004)

di Lenka Staníčková
Foto di Petr Holan
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Qualcuno mi ha consigliato di non andarci, piú precisamente: “non fermarti troppo, vedrai, non sarà molto interessante, vi saranno solo quei matti che non vedono nient’altro che la fantasy e la sci-fi.” E come bambini fanno spesso i capricci e non ascoltano i genitori, stavolta anch’io non ho obbedito alle parole del mio amico, vi sono andata e rimasta quasi tutta la giornata. Mi sembra normale, prima di accettare l´opinione di un altro, verificare o vedere di persona la cosa su cui si deve esprimere un giudizio. Avevo voglia di fare un’analisi delle menti di questi “pazzi del mondo immaginario”. Certo, l´analisi psicologica, non essendo una psicologa, la volevo fare solo per me. Ma sono rimasta tanto sorpresa e colpita davvero positivamente, che ho deciso di presentarli, almeno in breve, alla gente che non ha nessun’idea di tale festival e che forse dei fan della fantascienza pensa le stesse cose del mio amico.

Io mi sono definita “aliena”, e forse giustamente. Al festival mi sentivo davvero così. Io m’interesso di storia, leggo molto letteratura realistica e romanzi storici, scritti in base ai dati veri, e osare partecipare a questo festival dopo aver letto di fantascienza solo 182 pagine di American Gods di Neil Gaiman, e visto le quattro parti del film Alien e le tre di Terminator, mi faceva veramente sorridere. E sorridevo ancora di più dopo essere entrata nel vestibolo di una vecchia scuola elementare, dove il festival si svolgeva. Nei confronti dei fans ero vestita troppo elegantemente, truccata, con tacchi alti, ed ero anche pettinata. Ciò non si poteva dire della maggior parte dei partecipanti. In quel momento potevano pensare di me che fosse arrivato qualcuno da un altro pianeta, un marziano. Ma per fortuna sono una donna alta 174 cm, non ho la pelle verde, dietro di me mancava il disco volante e mi accompagnava un redattore della rivista di SF Ikarie, Ivan Adamovič, il personaggio più noto della fantascienza ceca. Uno avrebbe definito i fans della SF un poco trascurati, alcuni erano abbigliati da guerriglieri, prevalevano i colori nero, verde, o sportivi, blu, bianco, jeans, scarpe da ginnastica. Molti i ragazzi dai capelli lunghi, quasi dall’aspetto di freaks.... Purtroppo una persona viene spesso valutata a prima vista: se è bianca, gialla, nera, bella, brutta, snella, grassa, abbigliata alla moda o no... Totalmente assurdo, ma in realtà è in prevalenza così, ed è triste.
Alla fiera prendevano parte 1230 patiti della fantasy, venuti a Praga da tutti gli angoli della Repubblica Ceca. Il programma, diviso in blocchi intitolati: Programma principale, Sci-fi, Spada e magia, Blocco letterario, Congresso futurologico, Manga e Altro programma, mi pareva ricco. Alla stessa ora si celebravano anche dieci conferenze, più diversi concorsi, gare e giochi. I presenti erano distribuiti in molte classi su tre piani, in due sale da ginnastica, nei corridoi, nella taverna (adibita a sala dei giochi da tavolo), o nel vestibolo dove si vendevano libri e altri souvenir, ciò poteva dare la sensazione che la conferenza con soli 20 ascoltatori fosse meno interessante dell’altra.
Già studiando attentamente il programma della fiera considerata festival della fantascienza, e scorrendo i titoli delle singole conferenze - come Penna e grafia, Film storici e realtà, Inefficienza dell’amministrazione dello Stato, Biocombustibili, Test IQ, Libertà e vita privata nell’epoca digitale, Dispotismo orientale, Animali esotici mitologici, L´assedio e la tecnica d´assedio-I Romani e l´armamento romano, Come scrivere le scene erotiche... ecc. - era possibile intuire che si trattavano tante altre tematiche, oltre la sci-fi e la fantasy. Poiché sto leggendo in questo periodo La guerra gallica di Cesare, io sicuramente sarei andata a “I Romani e l´armamento romano“, ma era già tardi, e quindi il redattore Adamovič mi ha proposto: “Allora andiamo a Come scrivere le scene erotiche.....
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Ovviamente la classe era pienissima. Io non mi concentravo tanto su come descrivere quelle scene in una forma letteraria, quanto sulle reazioni degli ascoltatori, sulla loro attenzione a orecchi spalancati, sul modo di narrare della relatrice Ivana Kuglerová... Citava le frasi, a titolo di esempio, dai libri di diversi scrittori di fantascienza, aggiungendo con una buona dizione qualche sua opinione, o dando un consiglio, e ciò in modo così interessante, intelligente e spiritoso che il discorso aveva l’aria di una lezione di educazione sessuale. Un tema delicato, ma molto importante e, direi, un po’ trascurato proprio nell’era in cui la gioventù ha troppa libertà e fa spesso molte cose senza ragionare, senza pensare alle conseguenze. Subito dopo siamo andati da lei a complimentarci per la sua conferenza, sicuramente molto utile per gli ascoltatori giovani, e abbiamo scoperto che si trattava di una studentessa di psicologia. Ciò spiegava un po’ la sua bravura nel parlare e forse anche un suo intento di raddrizzare il comportamento “reale” di quei matti proprio attraverso il loro hobby “immaginario”.
Devo informarvi che, come ho saputo dopo, anche durante Assedio e tecnica d´assedio-I Romani e l´armamento romano, la classe era tanto piena che la porta doveva essere aperta per potere ascoltare almeno dal corridoio. Lo dico specialmente per chi, visto nel titolo la parola erotica, pensasse che questo fosse stato il vero motivo di tanta partecipazione alla conferenza.
In un altro locale si potevano guardare tutto il giorno film di SF, però amatoriali, creati solo da fan. Noi abbiamo visto un pezzo del “loro” Star Trek, e mi era quasi difficile credere che i ruoli fossero stati interpretati da attori dilettanti americani. In alcuni momenti forse superavano anche i colleghi professionisti. L´altro film che abbiamo visto era un remixed di Matrix, fatto dai fans cechi, di 16-20 anni. Era tanto comico che non mi ha sorpreso, dopo il film, un grande applauso dagli spettatori. E io davvero non credo che questo apprezzamento fosse solo per i trucchi cinematografici, ma soprattutto per i dialoghi arguti, intelligenti. Uscendo dal locale ho detto al redattore: “Dovevano veramente divertirsi, durante la registrazione del remixed, nel ripetere le scene tante volte, perché non riuscivano a trattenere il sorriso... a causa dei dialoghi che sicuramente non sarebbe riuscita a inventare una testa stupida, ma anzi...
Il pomeriggio abbiamo partecipato al dibattito denominato Concedetevi la vendetta! Certo, non si trattava di istruzioni su come vendicarsi di qualcuno. Si trattava invece di una bella presentazione delle vendette nei libri o nei film, ma non solo di fantascienza. Ho sentito presentare le opere di Guy de Maupassant, o parlare del film Amélie.....Una discussione tra i relatori Františka Vrbenská, Leonard Medek e il loro auditorio, con domande e risposte del tipo Perché il personaggio in questo libro o film si comportava così...Perché prendeva la sua vendetta... Che motivi ha avuto... ecc. Non aggiungo che anche questa appariva, in certo modo, come una lezione educativa.
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Alla fine della mia giornata al festival stavo facendo una piccola passeggiata nei corridoi con tavole e sedie che, oltre alla taverna, servivano da sale per i giochi da tavolo. Erano i giochi in cui si deve usare il cervello e che necessitano di concentrazione, e non quelli del tipo in cui si lanciano le monete in una macchinetta. In un’altra classe al primo piano si potevano, guardando film animati di SF giapponesi, assaggiare le specialità della cucina giapponese, che preparavano i pazzi del mondo immaginario. Al secondo piano vi era una sala da tè, dove due appassionati di fantasy - ragazzi dai capelli lunghi - preparavano i tè d´erba asiatici. Giudicandoli a prima vista, mi è venuta in mente l´idea se qua, per caso, non avessero mescolato ai tè anche delle droghe... Ma poi mi sono accorta di una scritta sulla tavola nera a grandi lettere: “TOGLIETEVI LE SCARPE SUL PULISCIPIEDI!” E mi vergognavo un po’, perché io e Adamovič eravamo gli unici visitatori che non avevano rispettato il precetto.
Entrando nella sala da tè stavamo discutendo tanto della precedente conferenza, che non ci eravamo accorti dell’avvertenza. Ora potete dire “una sciocchezza”, un piccolo dettaglio, però forse esprime qualcosa di più. A me è un po’ difficile immaginare una persona che svolge un’attività illegale, cioè si droga, che avrebbe scritto questa avvertenza o che l’avrebbe osservata e avrebbe tolto le scarpe. Di tali dettagli, di cui normalmente non si sarebbe accorto nessuno, ve n’erano tanti. Per qualcuno davvero solo stupidaggini. É chiaro e logico che ciascuno si accorge subito della persona che fa un bordello, che butta l’immondizia per terra, che disturba durante il dibattito… in altre parole, che trasgredisce qualche norma. Ma se vogliamo sottoporre ad analisi mentale qualche appassionato di un hobby, sicuramente dobbiamo fare attenzione a tutto, anche a queste sciocchezze. Quando si annuncia un incontro di persone in tale quantità, soprattutto giovani, si prevede spesso che possa presentarsi qualche problema.
Osservando i partecipanti a questo weekend immaginavo un normale corso scolastico durante la settimana, quando gli allievi fanno capricci, scaramucce, quando urlano... ecc, anche in presenza degli insegnanti o degli istruttori che badano loro... Pensavo agli studenti che non osservano le regole nelle scuole e fumano dove non si deve o prendono droghe.....Pensavo ai pedoni che aspettando un bus alla fermata o passando sul marciapiede buttano i rifiuti per terra.......Ricordavo i tifosi delle squadre sportive, principalmente del calcio o dell’hockey su ghiaccio, che andando allo stadio fanno tanto rumore, portano alcool, rompono le bottiglie, le vetrine dei negozi, le macchine...
Qua, al festival, io non ho visto nessuno che avrebbe fumato dentro la scuola, e i fumatori, davvero pochi, sono andati sempre fuori dell’edificio. Non ho visto nessuno che avrebbe buttato un rifiuto per terra, nessuno che facesse risse, nessuno che gridasse, nessuno che si comportasse male… Al contrario: ad esempio, nella taverna mi sembrava che vi fosse più silenzio di quanto vi sia di solito al pranzo degli studenti. Durante le conferenze a cui ho partecipato, nessuno disturbava tanto, se non aggiungendo la sua opinione, quanto nel corso di psicologia che avevo frequentato tre anni fa nella nostra famosa Università di Carlo. E sottolineo che si trattava di un corso volontario per interessati alla psicologia.
Da quanto detto sopra, si può capire bene che al festival si sono abbastanza visti tratti caratteriali come l´intelligenza, la pazienza, l´attenzione... o la buona educazione, il rispetto, la compostezza… Si è vista la creatività, di cui parlo a parte, perché mi viene da citare: “Gli individui molto intelligenti non devono necessariamente essere creativi, però le persone creative sono molto intelligenti...” Suppongo che, per poter cucinare un sushi, qualcuno abbia dovuto studiare non un solo libro di cucina giapponese, che per poter indossare un armamento romano non sia bastato solo vedere un film mitologico italiano......ecc. E’ evidente che questi ragazzi vi si sono affacciati attraverso l’attrazione per la cultura romana, francese, giapponese, o comunque per altri interessi diversi dalla sola SF.
Visti tutti questi tratti caratteristici e queste modalità di comportamento, che sono positivi e validi sia per un´individualità ceca che per una italiana, francese, spagnola, tedesca... avrei voglia di dire: se qualcuno deve diventare un pazzo, allora meglio che diventi pazzo del mondo immaginario, e se qualcuno deve prendere qualche droga, allora meglio che questa droga siano proprio la fantascienza e la fantasy...
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Certo, sentendo alcuni giovani fan quando raccontavano di un libro SF che avevano letto, mi dicevo: è davvero un matto della fantasy. Però se hanno sempre di fronte qualcuno che li coordina, dirige, educa… e ciò nel modo di cui ero testimone, c’è una grande speranza che tra pochi anni non vedranno solo la fantascienza e la fantasy....
E io so bene di che cosa parlo. Per tredici anni ero una vera fanatica dell’hockey su ghiaccio e adesso... vi scrivo in una lingua che non ho mai studiato né in una scuola, né in un corso, né in Italia o presso una famiglia italiana.......
I miei complimenti ai pazzi del mondo immaginario! Sicuramente almeno a quelli cechi, gli altri non li ho visti, non li posso giudicare...

(Lenka Staníčková - nell'ultima foto con Ivan Adamovič - è corrispondente di Carmilla dalla Repubblica Ceca. Risiede a Praga. E' traduttrice dall'italiano).


Pubblicato Marzo 9, 2004 04:10 AM | TrackBack

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