[Con il titolo "A un perseguitato", lo scrittore francese Daniel Pennac, che ha firmato l'appello per la liberazione di Cesare Battisti, ha inviato una lettera allo scrittore italiano detenuto a Parigi in attesa di estradizione. Il quotidiano il manifesto l'ha tradotta e pubblicata nell'edizione domenicale. Ecco il testo]
A un perseguitato
DANIEL PENNAC
Caro Cesare Battisti, non la conosco, non l'ho mai letta e certamente non l'avrei seguita nella sua giovanile partecipazione alla lotta armata. Questo mi lascia tanto più libero di dirle la vergogna che provo per ciò che il mio governo le sta facendo e che, attraverso di lei, minaccia, probabilmente altri rifugiati italiani.
Il 10 luglio 1880, nove anni appena dopo la Comune di Parigi (insurrezione che fece più di 30.000 morti!), i condannati vennero graziati e amnistiati. Siamo nel 2004, i fatti che le vengono imputati (i più gravi dei quali non sono stati provati), risalgono a quasi trent'anni fa, e lei è di nuovo gettato in prigione, tradito dal paese (che le aveva garantito asilo), e consegnato a quello che le rifiuta il perdono.
Come spiegare alle giovani generazioni una tale regressione del costume politico? E come far capire a coloro che ci governano, che agendo in tal modo essi creano il clima di disperazione che ha spinto alla lotta armata l'adolescente che lei era negli anni `70?
Certo, i ministri passano e il sostegno che molti le stanno dimostrando durerà più a lungo dei nostri rispettivi governi; ma è una magra consolazione, se pensiamo a quale società può nascere da comportamenti in cui si può tradire la parola data da un capo di stato, e in cui la giustizia si apparenta alla vendetta - se non viene addirittura imbavagliata. Naturalmente, spero con tutto il cuore di sbagliarmi e che il mio governo, sensibile agli argomenti che gli sono stati presentati, resterà fedele alla garanzia di protezione che le è stata data.
Coraggio dunque, sperando di vederla presto, libero.


[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
La semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

Sono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...

