di Valerio Evangelisti

“Gli intellettuali francesi hanno un nuovo eroe: l’ex terrorista Cesare Battisti”. Così esordisce, con tutta la delicatezza che l’intelligenza riesce a dettargli, il corrispondente de La Repubblica da Parigi, Giampiero Martinotti, sul numero del suo giornale del 22 febbraio. Non si chiede nemmeno se l’eroe degli intellettuali francesi non sia per caso lo scrittore Cesare Battisti. No: in tutto l’articolo il fatto che Battisti sia uno scrittore, e che gran parte della stima che lo circonda sia dovuta alle sue opere, non viene menzionato nemmeno una volta.
Che importa? E’ lecito, nella sintesi giornalistica, usare un attributo significativo per sintetizzarli tutti. E allora, dato che di Martinotti ricordo simpatiche cronache sulla liberazione dei nani da giardino, d’ora in poi lo chiamerò ex cronachista dei nani da giardino. Anzi, semplicemente ex nano da giardino, così facciamo prima.
Nella continuazione dell’articolo, l’ex nano da giardino ci narra della campagna che in Francia “la sinistra” (come si legge nel titolo) ha scatenato per la liberazione di Battisti, menziona alcuni giornali, poi viene a fare il nome di un paio degli intellettuali coinvolti: Philippe Sollers (che, a onor del vero, è un po’ arduo definire di sinistra) ed Erri De Luca.
Ohibò. E noi che credevamo che De Luca fosse italiano. Pare di no. Forse è stato estradato in Francia e ha chiesto la naturalizzazione. O forse, come il falso Valentino di Striscia la notizia, dorme in cima alla Tour Eiffel. Sta di fatto che, a lui come agli altri intellettuali non nominati, va il rimbrotto dell’ex nano da giardino:
“Nessuno ricorda che Battisti non è stato condannato per reati associativi o di opinione, ma per quattro omicidi.”
Be’, potremmo ritorcere che anche un collaboratore illustre del quotidiano dell’ex nano da giardino, Adriano Sofri, non è stato condannato per reati associativi o di opinione, ma per un omicidio. Ci verrebbe replicato che la colpa di Sofri è tutta da dimostrare (anche quella di Battisti, ma il suo caso è diverso), che l’accusa proviene da un pentito (come per Battisti, ma il suo caso è diverso), che Sofri è un intellettuale che si è pienamente riscattato attraverso i suoi scritti (anche Battisti, ma il suo caso è diverso), che Sofri si è consegnato alla “giustizia” mentre Battisti è evaso (anche Pietrostefani, ma il suo caso è diverso). Insomma, inutile argomentare; prepariamoci invece alla requisitoria finale dell’ex nano da giardino.

Il quale ci informa che anche in Francia esiste una corte d’assise speciale per i fatti di terrorismo, e opera una legge sui pentiti. Però omette di precisare che non è prevista la condanna definitiva in contumacia, che invece, malgrado le raccomandazioni di Strasburgo, è ammessa in Italia.
Mio Dio, quante omissioni! Saranno intenzionali? Sono certo di no. Le prese di posizione di Martinotti contro la detenzione arbitraria dei nani da giardino erano ferme e coraggiose. Il silenzio degli intellettuali francesi, Erri De Luca in testa, fu in quell’occasione totale, non dimentichiamocelo.


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