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Settembre 25, 2003

TEMPI DA NOIR

di Goffredo Fofi

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La casa editrice Fanucci rischia di ritrovarsi con il catalogo migliore di tutto il panorama editoriale italiano. Per celebrare l'ennesimo evento che ci regala - la pubblicazione di tutta l'opera di Jim Thompson e David Goodis (e sono in arrivo nientemeno che i racconti completi di James Ballard!) - ristampiamo un commento di Goffredo Fofi uscito sul n. 37 di FILM TV.
Sotto le mentite spoglie di settimanale di programmi televisivi, FILM TV è una delle migliori riviste italiane di cinema. E' anche una manica di disgraziati. Pur avendo un proprio sito web - www.film.tv.it - si guarda bene dal pubblicarvi gli articoli di qualità apparsi nella versione cartacea, condannandoli così a una fugace esistenza ebdomadaria.
E' dunque del tutto consapevolmente che rubiamo a FILM TV l'articolo di Fofi, confidando che la redazione si decida a fare un uso più proficuo delle risorse che ha in rete, e dei talenti di cui dispone.
(V.E.)

Sia lode a Sergio Fanucci editore in Roma che, partito dalla fantascienza e responsabile della pubblicazione o ripubblicazione dei romanzi di Philip K. Dick – impresa filologicamente avvertita ma gestita con sincero entusiasmo – affronta ora anche il noir e recupera due autori formidabili, che hanno soppiantato nell’interesse dei nostri contemporanei l’opera di Hammett e Chandler, ormai classica e datata.
Si tratta di Jim Thompson e David Goodis. L'operazione Thompson è già partita, e vedrà come prossimo titolo, a settembre, uno dei suoi capolavori, L'assassino che è in me. L'operazione Goodis sta per partire, e poiché egli è scrittore meno noto, merita dunque un'attenzione maggiore da parte del lettore intelligente e amante del noir su carta e su pellicola.

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Settembre 24, 2003

Ancora su TUTTO QUELLO CHE SAI E' FALSO

di Valerio Evangelisti

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Carmilla On Line ha già segnalato l’uscita, presso l’editore Nuovi Mondi Media, del volume Tutto quello che sai è falso. Manuale dei segreti e delle bugie: un’antologia tratta dal celebre sito di controinformazione www.disinformation.com.
Uso il termine “controinformazione” non a caso, ma in quanto antitetico alle “teorie della cospirazione” di moda in tempi in cui la storia sembra avere perso ogni senso, e lo scontro tra forze sociali, economiche e politiche trova succedanei presso “pensatori” dal peso culturale nullo, e presso un pubblico disarmato di ogni strumento interpretativo, in fantasiose lotte epocali condotte da sette di incappucciati (il che non significa che le sette non esistano o siano esistite; solo, è abbastanza arduo sostenere che sia stato Cagliostro a scatenare la Rivoluzione francese).

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Cinema delle emozioni: ENZO G. CASTELLARI

di As Chianese

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Enzo G. (Girolami) Castellari, figlio del regista e produttore Marino Girolami, è uno dei registi più famosi e di successo che dagli anni ’60 ad oggi abbiano fatto cinema nel bel paese. Il suo stile vigoroso e inconfondibile, che lo porta ad esplorare con la sua macchina da presa, i territori dell’action movie e dell’avventuroso, fa impazzire gli americani… piace terribilmente a registi come Sam Raimi e Quentin Tarantino che sin da giovanissi hanno messo: “Keoma” (1976) “Quel Maledetto Treno Blindato” (1977) e “L’Ultimo Squalo” (1980) tra i loro film di culto.
Incline alle produzioni indipendenti, alquanto pericoloso per le major della celluloide, Castellari, ha rappresentato e continua a rappresentare una sorta di alternativa ma sopratutto una splendida realtà registica che ancora oggi, sin dai successi al botteghino de “La Battaglia d’Inghilterra” (1969), stupisce e continua a produrre nuove e sempre più grandi emozioni.

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Settembre 23, 2003

Francesco Piccolo: ALLEGRO OCCIDENTALE

di Daniela Bandini

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Francesco Piccolo, Allegro occidentale, Feltrinelli, pp.241, €14,00. Davvero divertente e istruttivo questo racconto-cronaca di Francesco Piccolo. L’autore ci immerge nel delicatissimo campo dei viaggi, organizzati e non, con tutte le sue insospettabili linee di demarcazione. Io, che viaggiatrice non sono, non avrei mai neanche lontanamente sospettato quali differenze, quali umiliazioni fisiche, quali confini potessero esistere tra un povero viaggiatore di economy e uno di business class. E’ tutt’altro che una sottigliezza linguistica, è una vera e propria apartheid! Non solo lo spazio che avrete a disposizione per le vostre gambe si allungherà notevolmente se viaggerete in business, ma sarete i primi ad accedere ai vostri bagagli – bagagli che non si perderanno mai! - verrete sistemati in hall esclusive e annaffiati con ettolitri di champagne, verrete condotti con mano da hostess e steward sorridenti e preposti a voi soltanto… E non sarà solo una sensazione: essi, l’organizzazione, sono davvero al vostro servizio! E il cibo! Sarete letteralmente ingozzati di cibo, e non quello anestetizzante della economy, bensì vero cibo. Insomma, riempiono e riempiono, di tutto, e in continuazione.

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Settembre 19, 2003

2. Pallottole ecologiche

di Nico Maccentelli

Pallottole ecologiche senza piombo
pallottole.jpgIl Pentagono sta investendo milioni di dollari per dotare le forze armate degli Stati Uniti di pallottole ecologiche senza piombo: dovranno uccidere ma non contaminare l'ambiente. Il portavoce dell'Esercito Bob DiMichele ha spiegato che, con i proiettili attualmente in uso "bisogna sempre pagare qualcuno per eliminare il piombo contaminante". Per questo motivo il Pentagono ha incaricato Alliant, il piu grande produttore di munizioni del mondo di fabbricare "un tipo di proiettile che possa uccidere o che possa essere sparato su un bersaglio senza per questo essere un pericolo per l'ambiente".
The Independent (Gran Bretagna)

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Tutto quello che sai è falso

di Tonino Bucci

tqcsef.gif[riproduciamo la recensione apparsa il 24/8/03 su Liberazione a Tutto quello che sai è falso, pubblicato da Nuovi Mondi Media: un saggio sulla disinformazione che sta ottenendo in Italia un incredibile successo editoriale]
L’America e il dissenso sembra oggi un rapporto impossibile, stretto com'è tra lo spettro del terrorismo e l'establishment di Bush. Eppure, tra le pieghe dell'informazione qualcosa sembra muoversi. Dall'11 settembre agli intrecci tra Banca vaticana e mafia, dalla Cia alla pornografia fino alle multinazionali e all'uranio impoverito: sono questi alcuni dei grandi segreti affrontati in un volume che negli Stati Uniti rappresenta ormai un caso editoriale. Decine di interventi e articoli a firma di personaggi autorevoli - tra cui Howard Zinn, William Blum, Greg Palast e Noreena Hertz - rovesciano le verità ufficiali sui casi più controversi della storia contemporanea, troppo spesso insabbiati dal circuito ufficiale dei mezzi d'informazione. Non a caso, ad aver realizzato questo esperimento editoriale è una società che del "disinformare" (nel senso di smontare l'ingranaggio dell'informazione) ha fatto la propria bussola: la Disinformation Company.

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Settembre 18, 2003

Junk Science, la 'scienza spazzatura'

staubercover.gifstauber2.jpgdi Tim O'Shea

Liberarsi da tutti i controlli, tutti i filtri, tutti i condizionamenti culturali è molto difficile oggi. Noi siamo gli esseri più condizionati, più programmati che il mondo abbia mai conosciuto. Non solo i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti vengono continuamente conformati e modellati; la nostra completa consapevolezza dell'intero disegno sembra che venga abilmente e inesorabilmente cancellata. Le porte della nostra percezione vengono regolate in modo attento e preciso. Tanto, a chi dovrebbe interessare? E' un compito estenuante e senza fine continuare a spiegare alla gente come la maggior parte delle comuni opinioni viene inculcata in modo scientifico nella consapevolezza del pubblico tramite un migliaio di brevi messaggi dei media ogni giorno. Allo scopo di non sprecare del tempo, vorrei fare un piccolo resoconto su come vengono trattate le informazioni in questo paese. Una volta che saranno stati chiariti i principi di base riguardo a come il nostro sistema di controllo tramite i media è sorto storicamente, il lettore dovrebbe essere più portato a mettere in discussione qualsiasi supposta opinione pubblica.

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Marx è un filosofo della mente?

di Giuseppe Genna

marxmente.jpgNon sono più di tanto sorpreso dalla capacità di penetrazione che Valerio Evangelisti ha esercitato, in due memorabili interventi (qui e qui), sul corpus marxiano e sulle non tanto immediate conseguenze di una deviazione dalla pista battuta dal filosofo tedesco. Se uno si è letto e ha compreso a fondo cosa Evangelisti ha scritto e travestito nella saga di Eymerich, non può affatto sorprendersi. Vorrei intervenire sull'intervento del nostro direttore editoriale, accostandomi per vie traverse alla sua esplosiva analisi - una sorta di abbattimento della filologia tradizionale per ristabilire il primato dello spirito (con la minuscola) sulla lettera. La prendo apparentemente alla lontana, ma nelle intrusioni successive a questa, tentando di articolare il discorso, si vedrà bene quali erano le non mascherate intenzioni: dimostrare come il discorso umanistico converge con la traiettoria di scatenamento energetico dell'umano, che è a mio avviso il potenziale non tanto occulto della lettura di Marx effettuata da Evangelisti - uno che, a proposito di energie umane, ne sa parecchio, avendo attraversato con lucidità e osmosi l'esperienza reichiana.

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Dio benedica il Leviatano morente

Sulle basi filosofiche del marxismo libertario

di Valerio Evangelisti

Capitale01.jpg

Questo articolo fa seguito a quello intitolato Dio maledica il capitale variabile. Con un diverso approccio cerca infatti di rispondere allo stesso quesito: come mai la teoria di Marx sia stata trasformata in strumento di oppressione, quando aveva per fine la liberazione. Domanda cui è indispensabile rispondere, se si vuole che la critica marxiana all’economia e alla politica abbia un futuro. Le tesi che intendo sostenere sono le seguenti: 1} il marxismo è la teoria
specifica dell'estinzione dello Stato; 2) come tale, il marxismo si contrappone tanto alle dottrine aventi a oggetto la politica (in senso assiologico) nella loro generalità, che alle teorie,
analoghe per molti versi alle precedenti, aventi a oggetto l'abolizione dello Stato. Alle due
lesi centrali verranno poi associati altrettanti corollari, comuni a entrambe: a) nessuna
interpretazione del marxismo può proporsi come interna a esso se non ha al centro la tematica dell'estinzione dello Stato (vale a dire, dell'estinzione della politica); b) ogni volta che il
movimento operaio, nella sua prassi concreta, si è discostato strategicamente da tale centralità è (coscientemente o meno) fuoriuscito dai limiti teorici del marxismo, accostandosi ad altre dottrine a esso estranee.

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1. Il cane Rex

Sfogliando i giornali, guardando la tv, leggendo i blog. Di Nico Maccentelli

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Licenziato Rex.
Un pastore tedesco in forze alla polizia svizzera è stato allontanato perché durante una perquisizione è uscito dalla casa e ha aggredito un passante.
Ma se in Svizzera rimuovono persino i cani poliziotto, perché per i pestaggi alla Diaz durante il G8 di Genova, non è stato rimosso nemmeno un poliziotto di quelli che hanno fatto un lavoro da cani?

Izquierda… Unità.
In questi giorni su l’Unità Online (http://www.unita.it/) c’è un sondaggio così formulato:
Oltre all'idea del polo riformista in campo c'è anche la proposta Bertinotti d'unire, in qualche modo, la sinistra d'alternativa. Indipendentemente da quello che voterai, che ne pensi?”

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Settembre 17, 2003

Seamus Heaney: Electric Light

di Andrea Marchesini

heaney.jpg[Sta per uscire in versione italiana, per Lo Specchio di Mondadori, Electric Light, raccolta di versi del premio Nobel irlandese Seamus Heaney, per la traduzione di Luca Guerneri. Pubblichiamo una recensione intorno all'originale a cura di Andrea Marchesini]

Electric Light (Faber & Faber, pp.86) è l’undicesima raccolta di poesie di Seamus Heaney, il poeta irlandese del Derry, Nobel del 1995. In questo libro Heaney si misura con i differenti generi poetici offerti dalla tradizione, come l’egloga, l’elegia, l’epigramma, lo scherzo, e con i toni ora della lirica estatica, ora dell’aneddoto pungente, o della conversazione rilassata di un dopo cena. Le emozioni che porge al lettore sono spesso permeate da una appassionata riflessione sull’infanzia: quella privata, del poeta, e quella della guerra civile del suo popolo martoriato, ma anche quella della cultura europea e del suo linguaggio oggi più che mai minacciato dalla volgarità della standardizzazione.

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Gli impossibili universi possibili

blackhole.gLo stato dell'arte è parecchio più evoluto dello stato dell'arte della cosmologia. Si susseguono a ritmo continuo le suggestioni e le ipotesi con cui gli astrofisici esotizzano il problema dell'origine, della struttura, della sostanzialità e della realtà dell'universo. A colpi di titoli accademici di prestigio, una ridda di teorie cosmologiche anglosassoni viene a più riprese gettata in pasto al popolo: ognuna degna di attenzione, di rispetto, perfino eccessivo. E' il paradosso dello scientismo: trionfante nella sua colonizzazione del senso comune e tuttavia in profonda crisi funzionale. Sul piano della ricerca della teoria unica e della spiegazione dell'origine - o, il che è lo stesso, della struttura fondamentale - la fisica non è arrivata a dirci molto di più di quanto ci diceva un secolo fa. Giusto per aggiornarsi, e anche per sorridere dello stato confusionale della cosmologia, ecco alcuni estratti da Le Scienze degli ultimi due anni: sono argomenti attualissimi e in voga, potete usarli per farvi lustro. Altra questione è invece intercettare la costante di base: che è fisica in senso ultimativo, cioè è spirituale. Per coglierla basta vedere un quadro di Richter o leggere le saghe di Pantera by Evangelisti.

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Keret: Pizzeria Kamikaze

pizzeriakamikaze.gifdi Giancarlo Macaluso

Un desiderio iperbolico di fuga è il sentimento dominante di questi racconti dell'israeliano Keret , il trampolino metafisico e allegorico dal quale i suoi personaggi spiccano il loro salto da irresistibili acrobati di un umorismo nero e scorticato dal quale non è esente uno spirito di irridente e fresca vitalità mentre eseguono le loro capriole da clown burloni e dissacratori. Basti dire che Haim, giovane protagonista del racconto più lungo e significativo di questa raccolta, trova lavoro nella pizzeria Kamikaze, due giorni dopo essersi suicidato. Haim vive con un coinquilino tedesco il quale sostiene che il luogo gli pare "Francoforte sputata"; c'è un pub niente male che si chiama Bar-A dove ci sono parecchie ragazze sole. Certo alcune hanno cicatrici sui polsi, o la pelle molliccia degli annegati, però non è detto che non ci stiano… È facile farsi nuovi amici, come Ari e tutta la sua famiglia di suicidi a vario titolo dai quali Haim va a cena una volta a settimana.

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Settembre 16, 2003

Ciprì & Maresco: Il ritorno di Cagliostro

cm1.jpgcm2.jpgNon sono un critico cinematografico, parlo a pelle (e parlerò di pelle): e chiedo quindi perdono per avere intercettato soltanto in parte l'incredibile patrimonio cinefilo e citazionista che Daniele Ciprì e Franco Maresco mettono a disposizione nell'impressionante organismo rabelaisiano de Il ritorno di Cagliostro, ultima fatica dell'infaticabile e non tanto cinico duo. Però io credo non sia fondamentale, in quest'epoca di devastazione civile, occuparsi solamente del linguaggio, o della struttura, o del background. Sono convinto che il discorso diretto sulla poetica, sulla suggestione di un sogno possibile, sia ben più incisivo. Nel caso de Il ritorno di Cagliostro, quanto a incisività, siamo a livelli che il cinema occidentale si sogna e che soltanto per un complesso di colpa si esplora nella cinematografia slava, medio ed estremo orientale. Ciprì & Maresco hanno allestito un'interzona che precipita l'artificialità al grado zero della sua espressione: si tratta di un indimenticabile sfregio perpetrato nei confronti non soltanto dell'effettistica speciale, bensì di ogni automatismo creativo, di ogni soluzione che si sia fossilizzata modularmente al di fuori del libero spirito umano. Il libero spirito umano è un bambino che gioca: il film di C&M è un gioco - universale, incantevole, liberissimo e perciostesso liberatorio. Salva, salva lo sguardo, salva dal pensiero - salva dal macchinico che si candida a recluderci in un simulacro di libertà.

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Settembre 15, 2003

scienceplusfiction_03

spf.gifFestival Internazionale della Fantascienza di Trieste
25 – 30 novembre 2003

scienceplusfiction è il Festival Internazionale della Fantascienza di Trieste, manifestazione multidisciplinare dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo [qui il sito ufficiale]. La kermesse – organizzata dal Centro Ricerche La Cappella Underground - giunge al quarto anno di indagini nella galassia del fantastico, dopo aver raccolto il testimone del leggendario "Festival Internazionale del Film di Fantascienza" di Trieste, di cui si celebrano nel 2003 i quarant’anni dalla prima edizione. scienceplusfiction_03 sbarca nuovamente a Trieste con la sua maratona di anteprime, sezioni speciali, incontri e riscoperte nel mondo del fantastico dal 25 al 30 novembre 2003. Il festival da quest’anno cambia sede e sarà ospitato nelle sale del multiplex Cinecity di Trieste.

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Settembre 14, 2003

IL GIALLO E IL NERO. Intervista a Laura Grimaldi

di Armando As Chianese

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A una signora, è buona norma, non si dovrebbe chiedere mai l’età e mai sarà lecito usarle pedanteria… Ma al di là del bon ton e delle convenzioni, la scrittrice e critico Laura Grimaldi, ha accettato di fare quattro chiacchiere con noi spinta dalla sua inconfondibile verve e da quel carisma letterario che, per molti anni, ha sottratto ad autori come Hernest Hemingway, Cornell Woolrich, Raymond Chandler e Scott Turow; traducendone sublimemente le pagine.
Nata a Firenze, la Grimaldi, ha iniziato la sua relazione col genere poliziesco durante gli anni dell’università: curando, con professionalità assoluta, le traduzioni di parecchi romanzi anglosassoni. Il fatto non passò inosservato all’editore Mondadori che le affidò, tra gli anni ’60 e ‘70, la direzione di alcune collane di narrativa popolare come: Segretissimo, I Neri, I Rapidi e Cerchiorosso, strada che la portò, addirittura, alla direzione di due celeberrime collane: Urania e Il Giallo.

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Settembre 13, 2003

10 storie per la pace

di Daniela Bandini

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10 storie per la pace, a cura di Alessandro Bertante, ed. Piemme, 2003, pp. 159, € 10,00 ( 2 a favore di Emergency). Autori: Carlo Lucarelli, Franco Scaglia, Piero Colaprico, Sandrone Dazieri, Giancarlo De Cataldo, Laura Facchi, Giuseppe Genna, Antonio Scurati, Alessandro Bertante, Valerio Evangelisti.
Dieci storie per la pace è una piccola ma intelligente raccolta di racconti di autori italiani avente per tema la pace e il modo di raccontarla. Una raccolta che ancora una volta dimostra la sorprendente vitalità di questi autori, conosciuti e meno conosciuti, che rappresentano così bene la nostra contemporaneità. Il legame tra queste trame, se esiste, è a mio avviso rappresentato dall’impossibilità di chiamarsi fuori della storia. L’evento della guerra è qualcosa che sembra impregnare la natura umana, quasi fosse inscindibile da essa. La sfida della pace, intesa come relazione etica e paritaria tra gli uomini, pare dipendere da uno sviluppo delle relazioni interumane che oggi non è neanche lontanamente percepibile, e che forse lasceremo come utopia alle generazioni future. Oggi non ci riguarda, nel modo più assoluto.

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Settembre 12, 2003

Il Mondo Nuovo della Fininvest

di Gian Paolo Serino

fininvestbook0.giffininvestbook.jpgNemmeno Orwell aveva saputo prevedere il peggio che ammorba il nostro presente: oltre le telecamere anche la pubblicità invade il nostro quotidiano, mentre la globalizzazione appare sempre più un reale che si inghiotte pure l’ineluttabilità. Ormai omologati a loghi umani dal cervello al singolare, anche noi vittime vampirizzate da insegne luminose dal cuore al neon, ci accorgiamo di come molti autori, non solo appartenenti alla fantascienza, addirittura da secoli abbiano messo su carta gli incubi di una società “marchiata dalla bestia”. Tralasciando l’Apocalisse di Giovanni, opera unica nel predire il “branding” commerciale, e la saggistica – da Walter Benjamin ai Situazionisti, dai “persuasori occulti” di Packard all’ “Empire” di Toni Negri sino ad arrivare agli opuscoli ciclostilati delle BR (la loro lotta, pur armata, allo strapotere del SIM, l’imperialismo delle multinazionali non è forse parente stretto dell’antiglobalizzazione?)- diverse opere narrative hanno descritto lo scempio di oggi: a parte “Il mondo nuovo”, scritto da Aldous Huxley nel 1932 ed opera fondamentale per decodificare le moderne dittature democratiche, il primo ad intuire come il sistema delle multinazionali avrebbe scardinato ogni concetto di democrazia è “Il tallone di ferro” di Jack London: un libro insostituibile che, malgrado i comprensibili appesantimenti stilistici tipici della narrativa popolare ottocentesca, fornisce più di uno spunto.

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Vacanze romane e rigurgiti antifascisti

di Nico Maccentelli

berlusconimussolini.jpgPonza e Ventotene sono delle splendide località di mare. Infatti, per il nostro Presidente del Consiglio, il confino degli antifascisti è stata una vacanza, un lieto soggiorno, magari del tutto simile agli odierni villaggi turistici. Probabilmente anche Carbonia deve avere arriso a molti omosessuali. I fascisti organizzavano veri gruppi vacanze per tutti. In buona sostanza, fino all’immancabile smentita, per Berlusconi, nell'intervista pubblicata dal settimanale conservatore britannico The Spectator, Saddam era peggio di Mussolini, il quale per la cronaca (e la storia) “non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino”. Se Berlusconi fosse Sabina Guzzanti o Beppe Grillo, non ci sarebbe nulla da ridire. E allora si potrebbe proseguire con esilaranti affermazioni, chessò… Matteotti, Gramsci non furono vittime del fascismo, e i tanti antifascisti assassinati dallo squadrismo delle camice nere prima dell’avvento del fascismo al potere e dopo, per oltre un ventennio, sono una pura invenzione della propaganda comunista.

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Settembre 11, 2003

Arundhati Roy: Democrazia imperiale

di Arundhati Roy

roy.jpgIl 3 luglio 1988 l’incrociatore lanciamissili Vincennes, di stanza nel Golfo Persico, abbatté per errore un aereo di linea iraniano uccidendo 290 passeggeri civili. Quando gli chiesero di commentare l’incidente, George Bush primo, che all’epoca era impegnato nella campagna elettorale per la presidenza, dichiarò con sagacia: “Non chiederò scusa a nome degli Stati Uniti. Non mi importa come sono andati i fatti”. Non mi importa come sono andati i fatti. Una massima perfetta per il nuovo impero americano. Forse si può aggiungere una piccola variazione sul tema: i fatti possono andare come vogliamo noi.

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Portelli: su Thomas Pynchon

(da un'intervista del 1997 rilasciata a Mediamente)

portellicolor.jpgpynchonred.jpgIn questi ultimi tempi si sta rivalutando l'opera di Thomas Pynchon. Quali sono i motivi?

Non so se sia il caso di usare il termine 'rivalutazione'; ho l'impressione che Pynchon si sia assicurato un posto assolutamente stabile nel canone della grande letteratura contemporanea. Non si tratta di una riscoperta, una rivalutazione ma di un ulteriore momento nella conoscenza di uno scrittore del quale non si può fare a meno. Le ragioni, a me sembra che siano riposte soprattutto nella capacità che Pynchon ha avuto di mettere in crisi i canoni attraverso i quali percepiamo o siamo abituati a percepire ed a rappresentare l'esperienza quotidiana. C'è un punto in The Crying of Lot 49 (L'incanto del lotto quarantanove), dove lo scrittore parla delle sensazioni che sono appena al margine della coscienza, appena ai limiti della percezione; in qualche misura, in questa sfera della percezione sfuma quello che sappiamo e quello che non sappiamo, quello che vediamo, quello che sentiamo e quello che non vediamo; a me sembra che questo alone di incertezza sia, paradossalmente, uno dei punti fermi della poetica post-moderna: la costruzione dell'incertezza.

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Vauro: 9/11

vauro.jpg

da Il manifesto

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Singer: One World

di Sandro Modeo

singercover.jpgsinger.jpgCircola una luce fredda, quasi nordica, nel nuovo libro del filosofo australiano Peter Singer. E' una luce che restituisce il «mondo unico» della globalizzazione (l'argomento trattato) ai suoi connotati e ai suoi rilievi più oggettivi, spogliandolo davvero da ogni pregiudizio ideologico. Alle sinistre, per esempio, Singer suggerisce di mettere Darwin accanto a Marx per demistificare una buona volta il mito di una «cultura» (leggi scuola ed educazione) capace di incidere a fondo su una «natura» umana geneticamente violenta e discriminatoria: per capire, quindi, come il diritto e la legge possano solo frenare il Far West socioeconomico della specie. E suggerisce più rigore logico rispetto ad altri miti come quello del «relativismo culturale», perché proprio una difesa radicale delle ragioni di ogni popolo porta a giustificare anche l'imperialismo e il colonialismo occidentali.

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Iraq, un successo pieno

dal Campo antimperialista riceviamo e volentieri pubblichiamo

iraqci.gifIraq - Secondo Al Kalemji, ospite del Campo, le azioni di resistenza antiamericane e antinglesi sono molto piu' numerose di quelle che filtrano sulla stampa, cosi' come piu' alto di quanto dichiarato e' il numero dei caduti tra gli occupanti. Al Kalemji ha portato numerosi esempi. Il fatto e' che la Resitenza non ha ancora costruito un fronte unitario, non ha un comando generale, ne' un centro di raccolta delle informazioni. La Resistenza e' animata da centinaia di nuclei guerriglieri che combattono senza ancora essere coordinati. Solo a Bagdad si contano una decina di azioni d'attacco giornaliere, non solo contro l'occupante, ma pure contro i collaborazionisti. Intere zone della citta' sono interdette alla rappresaglia americana, segno indiscutibile del sostegno popolare alla lotta di liberazione.

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Settembre 09, 2003

Ethan Hawke: Mercoledì delle ceneri

di Alessandro Bencivenni

hawkecover.gifhawke.gifNon vale. Ethan Hawke è giovane, bello, ricco, famoso e sposato con Uma Thurman. La consolazione per noi comuni mortali sarebbe che un tipo con tante fortune fosse un figaccio senza cervello. Invece Ethan Hawke non solo è tra i migliori attori di Hollywood, già gratificato da una nomination all'Oscar per Training Day, ma per di più è uno scrittore, uno scrittore coi fiocchi già al suo secondo romanzo, uscito in Italia per i tipi di minimum fax col titolo Mercoledì delle ceneri. E' la storia di una giovane coppia, delle loro nevrosi, dei loro slanci, delle loro paure, della crisi di crescita che si scatena quando prendono la decisione di sposarsi e di avere un bambino.

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Settembre 08, 2003

Dio maledica il capitale variabile

Come la teoria di Marx poté diventare strumento di oppressione

di Valerio Evangelisti

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C’è da chiedersi davvero come il marxismo, nato quale strumento di liberazione delle classi subalterne, e non solo delle classi subalterne, abbia potuto essere frainteso al punto da venire identificato come una negazione di libertà. E perché mai tutte - dico tutte - le società fondate sui suoi presupposti siano risultate in varia misura inaccettabili e disumane, tanto da perire simultaneamente in un grande suicidio collettivo - salvo le poche che sopravvivono in posizione marginale, oppure che, come la Cina, hanno adattato a una struttura politica dispotica rimasta intatta elementi di capitalismo mutuati dall’Occidente.

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Aldous Huxley e la distopia

di Gian Paolo Serino

huxley.jpgIn questi tempi “devastati e vili” il controllo delle masse è, come mai prima d’ora, priorità dei regimi democratici: le democrazie, per lo più moderne colonie dell’imperialismo americano, sono dittature totalitarie che si trincerano dietro lo schermo della Costituzione per ridurci in schiavitù, per impedirci di sviluppare un pensiero autonomo che vada oltre il plasma dei nostri televisori. La tivù è l’atomica dei nostri giorni: ogni giorno miete vittime inconsapevoli riducendoci a criceti, liberi sì di fare evoluzioni sulla ruota, ma solo nel chiuso delle nostra gabbia.
Precursore assoluto e dimenticato di questi scenari, di questo “mondo nuovo”, di questo inferno arredato a Paradiso è stato Aldous Huxley, scrittore inglese purtroppo conosciuto dai più per “Le porte della percezione” (da questo titolo, tra l’altro, Jim Morrison ha tratto il nome per i suoi Doors). Questo saggio ha ridotto Huxley da geniale scrittore a semplice esploratore di universi più lisergici che possibili.

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Settembre 07, 2003

Mattatoio n°6: Vonnegut contro Bush

carta.gifvonnegut2.jpgBisogna necessariamente contribuire alla diffusione della Carta. Non sterminando gli alberi, è ovvio. E' un'altra carta che bisogna disseminare per il pianeta: la rivista Carta. Se ancora non lo avete fatto, connettetevi al sito, leggetevi che cos'è Carta, spulciate gli archivi e constatate direttamente come, a volte, un castello di Carta sia la costruzione più reale che c'è. A luglio Carta ha pubblicato una gnomica intervista a Kurt Vonnegut. Si parla di stronzi, tra i quali viene facilmente annoverata l'attuale marionetta presidenziale americana. Riproduciamo il colloquio con il grande autore americano che, grazie alla riedizione feltrinelliana di Mattatoio n°5 e Giaccio Nove, ha dominato l'estate letteraria italiana.

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Settembre 06, 2003

Campagna contro la campagna contro il fumo

Turlupinate anche voi la campagna contro il fumo con i copripacchetti dei f.lli Mattioli! Stampateli e usateli per coprire le funeree scritte sui pacchetti di sigarette.


fumo02.jpg

(altri ne troverete sulla pagina dei f.lli mattioli)

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Il caso Franzen

di Gian Paolo Serino

franzen_cover.giffranzen2.jpg“Il romanzo in cui si è specchiato un milione di lettori americani”: recita così lo spot ideato da Einaudi per lanciare Le correzioni: un martellamento pubblicitario di una portata invasiva davvero insolita per un libro, ma che ha sortito i migliori risultati viste le vendite e il tripudio di elogi recensori.
Se non fosse per questo singolare clamore mediatico su Le correzioni non varrebbe la pena di spendere neppure due righe, ma in tempi dove è proprio l’attenzione dei media ad essere il metro di valutazione dell’autorità culturale affrontare “il caso Franzen” è quasi un obbligo.
La stampa non ha esitato a definire questo romanzo un capolavoro, anche se l’unica forma di genio è la bravura dello scrittore americano nell’essere riuscito ad imporre il proprio prodotto come un caso narrativo, spacciando l’adulterato per sofisticato.

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La Falettizzazione del thriller

di Giuseppe Genna

faletti.jpgSembrerebbe indelicato che uno scrittore di thriller si metta a parlare di un collega. Sembrerebbe, ma il caso in questione presenta alcune specificità piuttosto ambigue. Primo: chi scrive non è un autore di thriller. Usa forse alcune gabbie e alcuni codici del thriller, ma il suo intento è un altro. Secondo, l'autore di cui egli va indelicatamente a parlare, non è uno scrittore. Altra specificità: lo scrivente è apparso nelle classifiche di vendita solo sporadicamente, un paio di volte; quello di cui si scrive, invece, è il re del mercato della narrativa 2003. Il primo non ha avuto accesso ai templi del lancio di publishing (la copertina di Sette, l'invito a Otto e 1/2, la convocazione a Mantova); esperienze che il non scrittore di cui si tratta ha attraversato con generosità. Per togliere ogni ombra di invidia da questo intervento: non stiamo parlando di Giorgio Faletti e del suo parathrillerone Io uccido. Stiamo parlando del mercato e della letteratura. E' una questione seria e annosa, su cui sono stati impegnati cervelli prestigiosi. Aggiungo la mia voce in qualità di contribuente di infimo grado. La mia posizione: ormai la letteratura di genere rischia di essere la quinta colonna che il capitalismo e l'antiumano si sono conquistati nel comparto umanistico - e, più precisamente, in quello letterario.

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Settembre 05, 2003

Un antipsichiatra: EDELWEIS COTTI

di Collettivo Progetto Memoria

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Nel 1998 moriva Edelweis Cotti, un esponente italiano dell'antipsichiatria un po' troppo dimenticato, sebbene le sue prime esperienze nel campo fossero addirittura anteriori a quelle di Franco Basaglia. Il fatto è che Cotti, totalmente impegnato nell'attività terapeutica, ha lasciato poco di scritto. A questa lacuna ha parzialmente rimediato il volume AA.VV., Specialista in relazioni umane. L'esperienza professionale di Edelweis Cotti, a cura di Libero Besteghi, ed. Pendragon, Bologna, 2001.
Dal canto nostro vogliamo rendere omaggio a un uomo nobile e coraggioso riproponendo una lunga intervista che Cotti rilasciò quattro anni prima della morte. Divenuta molto attuale nel momento in cui il governo italiano (ormai prossimo al neofascismo esplicito) si propone una riforma della Legge Basaglia che fa temere il peggio.

Quale è stato il primo ospedale psichiatrico in cui ha
lavorato?


L'ospedale Roncati di Bologna, subito dopo la laurea. Nello
stesso tempo frequentavo l'Istituto di fisiologia. Poi mi sono
specializzato, ma per sette anni non ho saputo trovare un modo per
aiutare i pazienti del Roncati. Ero indeciso se rimanere lì oppure
fare il fisiologo. Intanto presi la docenza, ma avrei preferito
l'attività clinica, se vi avessi visto qualcosa di utile. Erano le
premesse a essere sbagliate. Per la psichiatria classica le
malattie mentali sono di origine organica. Questa era la tesi
sostenuta dai manuali in circolazione.

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Settembre 04, 2003

Gabbanelli: perduti in un vagare adriatico

di Roberto Sturm

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La peQuod, da tempo conosciuta e stimata dagli addetti ai lavori, si sta affermando anche presso i lettori che stanno premiando la sua politica editoriale, quelle scelte di qualità che le permettono di possedere un catalogo letterario davvero invidiabile.

Molti autori esordienti presentati dalla casa editrice di Ancona hanno avuto l’opportunità di vedere i propri lavori riproposti da grandi case editrici (Mondadori ed Einaudi), e oggi pubblicare con peQuod rappresenta sicuramente un traguardo prestigioso ambito da molti giovani e meno giovani autori.
Perduti in un vagare adriatico è il quarto titolo di ambientazione gay proposto dalla peQuod, e i tre precedenti romanzi (Solitudini imperfette, di Andrea Mancinelli, Il mondo senza di me, di Marco Mancassola e Ospite in soffiffa, di Gilberto Severini) hanno riscosso, indistintamente, i favori di critica e pubblico tanto da rappresentare veri e propri casi letterari della piccola editoria.

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Settembre 03, 2003

Attualità di Herbert Marcuse

di Wainer Marchesini

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“[...] la razionalità tecnologica protegge piuttosto che abolire la legittimità del dominio, e l'orizzonte strumentale della ragione si apre su una società razionalmente totalitaria.”

È opinione di chi scrive che il dominio del capitale si eserciti oggi nel modo totale che ben conosciamo sulla base di alcuni concetti forti, operanti nei diversi ambiti di competenza come estensioni di un unico progetto ideologico ben strutturato, anche se talvolta apparentemente contraddittorio.
Ci troviamo così di fronte, nella sfera economica, a una progressiva smaterializzazione della produzione; alla sostituzione della produzione di informazione a quella di beni materiali; al costante aumento del peso delle operazioni finanziarie sull'insieme dell'interscambio economico mondiale. D'altro canto, le ragioni della produzione di beni continuano a determinare in modo decisivo le modalità di sviluppo, ponendo le basi per nuovi modelli di organizzazione della produzione che si trasformano in paradigmi ideologici trasferibili e applicabili all'intera società. Non solo: la tendenza alla minimizzazione dei costi di produzione sta determinando una gigantesca redistribuzione del lavoro a livello mondiale, con forti scompensi sia nei paesi dell'OCSE che nei paesi del Terzo Mondo in cui le produzioni vengono decentrate.

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La paralisi della critica: la società senza opposizione

di Herbert Marcuse

marcuse2.jpgLa minaccia di una catastrofe atomica, che potrebbe spazzar via la razza umana, non serve nel medesimo tempo a proteggere le stesse forze che perpetuano tale pericolo? Gli sforzi per prevenire una simile catastrofe pongono in ombra la ricerca delle sue cause potenziali nella società industriale contemporanea. Queste cause rimangono non identificate, non chiarite, non soggette ad attacchi del pubblico, poiché si trovano spinte in secondo piano dinanzi alla troppo ovvia minaccia dall'esterno - l'Ovest minacciato dall'Est, l'Est minacciato dall'Ovest. Egualmente ovvio è il bisogno di essere preparati, di vivere sull'orlo della guerra, di far fronte alla sfida. Ci si sottomette alla produzione in tempo di pace dei mezzi di distruzione, al perfezionamento dello spreco, ad essere educati per una difesa che deforma i difensori e ciò che essi difendono.

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Settembre 02, 2003

Wilhelm Reich: LA RIVOLUZIONE SESSUALE

di Valerio Evangelisti

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Riproporre la lettura di un testo intitolato La rivoluzione sessuale potrebbe sembrare superfluo. Molti credono infatti che la rivoluzione sessuale sia già avvenuta, e che dunque la tematica sia oggi trascurabile. Purtroppo non è così, e mi sforzerò di dimostrarlo.
Dal 1992 disponiamo, finalmente, di un'edizione del lavoro di Reich davvero integrale (W. Reich, La rivoluzione sessuale, ed. Erre Emme, oggi rintracciabile nei remainders) . Non lo erano quelle proposte a suo tempo da Feltrinelli: incompleta la prima, del 1963; fuorviante, a causa dei rimaneggiamenti operati dallo stesso Reich durante l'esilio americano, la seconda, del 1974 (ambedue più volte ristampate, da ultimo nel 1987). Invece la ripubblicazione curata dalle edizioni Erre Emme si propone come una ricostruzione filologica molto accurata, in cui il testo originale, del 1930, viene restituito nella sua integrità, mentre tagli e interpolazioni successive sono evidenziati ricorrendo a parentesi e a differenti caratteri tipografici.

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Total Wilhelm Reich

di Luciano Rispoli

reichcolor.jpgErano gli anni Venti quando Wilhelm Reich proponeva le prime ipotesi sull’esistenza di interconnessioni profonde e complesse tra lo psichico e il somatico e sulla necessità in psicoterapia di intervenire anche sul versante corporeo. Reich fu tra coloro che posero le basi di una nuova teoria corpo-mente. Il suo concetto di identità funzionale tra psiche e soma apre alla grande scoperta che nel corpo è scritta tutta la storia delle nostre emozioni e dello sviluppo della nostra vita, sin da quando nasciamo. Da lì si è sviluppato tutto il grande filone della psicoterapia corporea, delle sue tecniche e delle sue metodologie, di interventi che non fossero solo psicologici, esclusivamente verbali.

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