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Luglio 30, 2003

Alberto Cola: GOLIATH

di Daniela Bandini

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Alberto Cola, Goliath, Solid Books, pp.263, €12,99. Alberto Cola è nato a Tolentino (Macerata) il 30 novembre 1967. Suoi racconti sono stati pubblicati in varie antologie: I mondi di Delos (Garden), Futuro Europa (Perseo Libri), Strani Giorni (Millemondi Mondatori), Carri Futuri, Il ritorno del Re (Il Cerchio), Sette anni alieni (Solid), Il futuro nel sangue (R&D). Tra gli altri, ha vinto i premi Alien, Courmayeur, Akery e Future Shock.
Davvero notevole questo suo libro di fantascienza, sia nella trama che nella tecnica narrativa, ricerca insolita di una disposizione orientale, quasi geometrica, dello svolgersi degli eventi. Nel nostro caso una visione giapponese. Goliath è formato da 5 anelli, quanti sono i capitoli della storia. Inka (prendere fuoco), Seki (nel gioco de Go indica una posizione di stallo), K’ai ho (varco, opportunità), Hagakure (foglie nascoste), Tenoo (la via del cielo).

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Luglio 27, 2003

Lotte di potere in Russia (e gli USA sullo sfondo)

di Systemcone

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Quella che nei fatti è una lotta di potere, ha un’improvvisa svolta giudiziaria il 2 luglio scorso con l'arresto di Platon Lebedev, amministratore del Gruppo Menatep, il maggiore azionista di Yukos (60%) e secondo azionista privato (7%). L'accusa è aver frodato $250 mln per l’acquisto dell’azienda di fertilizzanti Apatit, nel 1994 ed evasione fiscale. Le entrate erariali della Russia dipendono al 55% dalle imposte e dalle partecipazioni su attività petrolifere e gas naturale.
I commentatori politici percepiscono, prima dei colleghi finanziari, il rilievo della notizia e ipotizzano i futuri eventi negativi per Yukos, il mercato del petrolio, i rapporti USA - Russia.
Yukos è la maggiore compagnia petrolifera russa e ha guadagnato lo scettro di “prediletta del mercato”, l’azienda preferita dagli investitori stranieri, per la inclinazione verso uno stile molto “occidentale”. E’ quarta al mondo per capitalizzazione, nel 2003 salirà a $44 bln (preceduta da ExxonMobil $234,35bln, TotalfinaElf $91,90bln, Chevron Texaco $68,42bln), quarta per produzione giornaliera di petrolio, con 2,3 mln bpd (eguale alla produzione del Kuwait). Ma il dato davvero importante è un altro: Yukos è leader mondiale per le riserve di petrolio, secondo Western Standard Oil Reserve.

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Luglio 24, 2003

Moresco o l'appeal del tutto

morescobn0.jpgSi va in vacanza, al ritorno dalla quale avremo la possibilità di accedere a un nuovo, sbalorditivo capolavoro di Antonio Moresco: la seconda parte dei Canti del caos, questa volta pubblicato da Rizzoli, nuovo editore di Moresco. Non ho avuto il privilegio di leggere in stato di manoscritto questa seconda tappa della cosmogonia più sconcertante degli ultimi trent'anni di letteratura italiana. Ne ho sentito soltanto parlare. Un amico al telefono descriveva una scena del nuovo Canti del caos: "C'è uno che sta morendo e si chiama Lupus, ci sono delle modelle che escono dal tempo, quindi accelerano, lo spaziotempo si rattrappisce e contrae, quindi le modelle sono immobili eppure stanno procedendo a una velocità maggiore della luce, poi vanno a sbattere nuovamente contro il muro del tempo, è uno schianto". Ci manca tanto lo stile di Moresco, che deve avere realizzato un mezzo miracolo con un'immagine simile. Ma appunto è lo stile di Moresco di cui si vuole qui trattare: uno stile che non è più lingua, ma visione, spalancamento di porte imaginali, la reincarnazione di Giordano Bruno nell'era hi-tech.

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POST-HUMANesimo

di Roberto Marchesini
marchesini.jpgmarchesiniph.jpg[riproduciamo un brano da Post-human. Verso nuove forme di esistenza, edito da Bollati Boringhieri, uno dei saggi più significativi del dibattito su tecnosfera e mutazione antropica]

È sempre più evidente che le rivoluzioni informatica e biotecnologica del XX secolo hanno introdotto elementi di riflessione che necessariamente dovranno essere affrontati all'interno di una rinnovata cornice filosofica - la si voglia chiamare neoumanistica o postumanistica, ovviamente a seconda del livello di eccentricità assegnato all'uomo - perché di fatto i principi basilari su cui si fondava la vecchia distinzione tra umano e non-umano sono decaduti. Ma questo non significa che sia sufficiente mescolare un'irrazionale fede nella tecnologia alle più viete proposizioni antropocentriche - proiettando nella tecnosfera l'ultima delle grandi utopie illuministiche - per entrare in una nuova stagione di pensiero. Di fatto le vecchie distinzioni umanistiche - per esempio la separazione humeana tra fatti e valori - se da una parte si dimostrano inefficaci nel dare risposta ai dilemmi aperti dalle biotecnoscienze, dall'altra non si può certo dire che siano state superate da una proposta coerente e solida da un punto di vista fondativo.

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I vampiri e i nani di Michele Mari

mari_foto.gifmaricover.jpgTutto il ferro della Torre Eiffel di Michele Mari è un romanzo straordinario. Se ve lo siete perduto, recuperate un'esperienza di altissima letteratura visionaria e classica in un tempo che sembra avere perpetrato l'omicidio del classico. Non è un libro classicista, etichetta un po' imprecisa che posso appiccicare ai precedenti romanzi di Michele Mari, generosi di una magistralità linguistica di cui l'autore di Tu, sanguinosa infanzia è riconosciuto tutelare. Qui, invece, seguendo le tracce e le aure di Bloch e Benjamin, ci si addentra in un complotto immaginifico, una specie di allegoria allargata, una favola che è un'antiangelologia. L'Angelo Gobbo è l'emblema dell'idea dell'illusione totale che la forma non concede, se non attraverso simulazioni che risucchiano il patrimonio energetico, conoscitivo ed emotivo dell'umanità. Un romanzo fantastico sui vampiri, siano essi artisti o politici o filosofi - una fiaba nera complessissima, labirintica e straordinariamente eccessiva. Riprendiamo un'intervista rilasciata tempo fa da Michele Mari ad Aida Zoppetti.

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Luglio 23, 2003

Faulkner: Privacy

faulkner.jpgfaulknerprivacy.jpg1955: fine del Sogno americano - inizia l'Incubo. O meglio: l'Incubo era già iniziato. Lo testimonia la furia retorica e idealistica di William Faulkner che, proprio nel 1955, su Harper's, pubblicò una sorta di orazione funebre dell'Idea americana, la figlia matura della Rivoluzione francese, che già Victor Hugo aveva richiamato all'ordine con l'appello per Brown, rovesciando uno tsunami di stile e passione equipollente a quella di Faulkner. Nel luglio '55, Harper's Magazine diede alle stampe questo miracolo di letteratura civile a firma Faulkner, che intendeva rispondere allo speciale in stile pregossip che Life aveva dedicato non all'opera, ma direttamente alla persona dell'autore di Luce d'agosto, nonostante Faulkner avesse pregato l'editore di evitargli un simile servizio. On privacy. The American dream: what happened to It: nel titolo c'è già tutto - da una vicenda personale, Faulkner coglie uno spunto drammatico per iniziare il racconto di una nuova tragedia, ben diversa da quella che egli aveva eretto a cerchio mitologico della sua narrativa. La nuova tragedia è un vecchio incubo: è il Potere, a cui Faulkner dà furiosamente l'assalto.

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Il ricordo del Bene

bene.jpgPersiste, il mito di Carmelo Bene. E' passato poco più di un anno dalla sua morte prevista, invocata, mai esorcizzata fino in fondo, per il gusto dell'intercettazione di totalità che Bene aveva coltivato in vita quale categoria spirituale fondamentale. Per ricordare l'opera immensa e la gigantesca figura di Carmelo Bene, riproduciamo qui la scheda che Marco Giusti ha inserito su un film leggendario, Nostra Signora dei Turchi, nel suo Dizionario dei film italiani stracult.

NOSTRA SIGNORA DEI TURCHI
di Marco Giusti e Giovanni Buttafava

Il film santo di una generazione. Opera prima e capolavoro insuperato di Carmelo Bene al suo massimo splendore. Doveva essere uno dei film sicuri che io e Giovanni Buttafava avevamo scelto per un libro sui cult italiani che non si fece oiu' per la morte di Gianni. Riporto pero' il suo testo, inedito, scritto allora per spiegare all'editore, Franco Quadri, come volevamo scrivere le schede.

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Luglio 22, 2003

Echaurren: DELITTO D'AUTORE

echaurren.jpgechaurrendelitto.jpgNon bisogna cascarci: il gioco di chi è chi rovinerebbe la lettura di questo splendido Delitto d'autore del genio surrealista contemporaneo di Pablo Echaurren. Con un colpo di reni, le Edizioni ShaKe propongono una stagione all'altezza delle sue mitologiche, regalandoci testi straordinari, da Net.art di Deseriis & Marano all'incredibile sociologia dell'iperspazio umano che Ishmael Reed tracciò con il suo leggendario romanzo pre-avantpop Mumbo Jumbo, passando per contributi multimediali importanti come il VHS Critical mass e per autentiche icone della blaxploitation come l'Iceberg Slim di Trick Baby. Figlio del grande Sebastian Matta, nato a Roma nel '51, Pablo Echaurren ha pubblicato alcuni capolavori della grafica (Caffeina d'Europa, Nivola vola, Futurismo contro, Vita disegnata da Dino Campana, Vita di Pound, Dada con le Zecche) ed è entrato con potenza nel discorso politico e culturale italiano - in anni in cui facevano di tutto perché non ci fosse alcun discorso politico e culturale. Con Delitto d'autore, Echaurren rilancia proprio questo discorso - e non bisogna anestetizzarne l'esperienza con il trivial pursuit dell'arte contemporanea.

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Don DeLillo: MAO II

di Marco Belpoliti

delillowarhol.jpgmaoii.jpgNel 1972 Andy Warhol prese la foto ufficiale del presidente Mao, appesa in ogni ufficio della Repubblica popolare cinese, o recata in corteo dai suoi sostenitori occidentali, e ne tirò una serie su tela utilizzando la tecnica serigrafica; quindi iniziò a intervenirvi con colori acrilici: violetto, azzurro, rosso, verde. Diciannove anni dopo Don DeLillo intitola Mao II il suo nono romanzo. Che rapporto c’è tra il ritratto replicato del presidente Mao e la storia dello scrittore Bill Gray, grande “scomparso” della letteratura americana, che si dissolve a Beirut, dove si è recato per salvare un giovane poeta ostaggio di un gruppo comunista combattente? Quando nell’ottobre del 1992 DeLillo venne in Italia per presentare il libro, allora edito da Leonardo (con la medesima efficace copertina: l’opera di Warhol nelle diverse versioni), spiegò che due immagini erano state all’origine di Mao II: il ritratto rubato di Salinger, apparso sulla prima pagina del New York Post, e l’immagine che ritraeva lo sposalizio di massa della setta del reverendo Moon (nuova edizione Einaudi, tr. di Delfina Vezzoli, pp. 257, € 9,00).

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La Rete? Una bufala...

hfb.jpgL'ultima bufala ha un nome inquietante e dolce: Hunting for Bambi (il sito è irraggiungibile quattro volte su cinque. Se desiderate ragguagli, Emanuela Audisio ne ha scritto su Repubblica). Si tratterebbe di una caccia militare a semiprostitute biotte che fanno da preda nei dintorni di las Vegas, per una battuta paramilitare a pagamento. Tutto falso, nonostante il sito paraerotico a sostegno. Stefano Porro, tra i fondatori di QuintoStato, ha riassunto su La Stampa una storia alternativa: quella delle bufale di Rete. Pubblichiamo l'intervento di Porro.

INTERNET? TUTTA UNA BURLA
di Stefano Porro

stefano.jpgE chi si dimentica più della morte di Papa Woytila, della raccapricciante storia dei gatti Bonsai, o della cospirazione di Star Wars? Per non parlare del mistero dell'aereo mai caduto sul Pentagono, del terrorismo mediatico di Luther Blissett, e del trucido assassinio di Bill Gates. Tutte notizie implausibili e bufale attentamente preconfezionate, che negli anni scorsi, dopo essere apparse su Internet, sono state rilanciate su tv e giornali alla stregua di scoop esclusivi. La storia delle panzane divulgate sulla Rete è densa di aneddoti, molti dei quali hanno assunto fama planetaria.

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Luglio 21, 2003

Gruppo Krisis: Manifesto contro il lavoro

manifestokrisis.jpgmarxkrisis.jpgCon una splendida postfazione di Anselm Jappe è stato pubblicato da Derive&Approdi il Manifesto contro il lavoro, elaborato dal Gruppo Krisis, un lab tedesco che da anni sta proponendo una proposta di superamento della piattaforma antiumanista che impone il lavoro quale forma centrale dell'abitare il mondo. Il teorico di punta del Gruppo Krisis, Robert Kurz, è l'intellettuale più noto di una vasta schiera di "pensatori pratici" che, in epoca di fallimenti della deriva finanziaria e virtuale del sistema economicista, oppone con forza un recupero della critica radicale del lavoro, contro le posizioni mediane e compromissorie del riformismo che ha da tempo spostato il suo fuoco sulla redistribuzione equa: una sorta di colonizzazione che capitalismo e socialdemocrazia liberale hanno tentato in questi decenni sui territori della libertà critica. Pubblichiamo due significativi estratti del Manifesto contro il lavoro: un testo fondamentale in anni di mutamento politico e culturale di dimensioni planetarie.

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L'INGANNO del G8: una spy-story sull'Italia della P3

di Massimiliano Di Giorgio
santiniinganno.jpg[Di Massimiliano Di Giorgio, giornalista Reuters, Carmilla ha già pubblicato altri articoli; questa recensione è uscita sul sito Reuters il 15 luglio 2003]

A due anni di distanza dalla morte di Carlo Giuliani e dalle violenze di Genova, il G8 sembra definitivamente diventato un ingrediente del giallo all'italiana e dopo Andrea Camilleri, Sandrone Dazieri e Massimo Carlotto, adesso è un giornalista con una passione per le spy story a scrivere una storia di intrighi politico-criminali che prende le mosse proprio dai giorni della protesta noglobal dell'estate 2001. L'inganno, di Andrea Santini (Marco Tropea editore), racconta la storia di Aldo Palmieri, grigio - "ma proprio grigio, non solo negli abiti" - funzionario del ministero dell'Interno che in realtà è un analista di intelligence, dotato di una capacità intuitiva di cogliere e associare eventi, circostanze e particolari.

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Da MAO II al Reverendo Moon

maoii.jpgrevmoon.jpgCon la riedizione di Mao II, il complesso capolavoro di Don DeLillo, si torna a parlare di religione americana e planetaria. La leggendaria scena di apertura di Mao II è un matrimonio di massa, celebrato in uno stadio di football dal Reverendo Moon. Dalla cosiddetta fiction alla realtà: pubblichiamo un intervento - uscito anni fa su L'Espresso - di Steven Hassan, uno psicologo americano di famiglia ebraica che a 19 anni viene agganciato all'università dalla setta del Reverendo Moon, il santone coreano che ha creato una vasta rete internazionale alla quale aderiscono decine di migliaia di persone (anche in Italia). Per 27 mesi Hassan lavora nella setta, sempre più condizionato: recluta e indottrina nuovi adepti, raccoglie fondi, fa propaganda politica. Poi i suoi genitori lo convincono a parlare con alcune persone che riescono a salvarlo. Hassan si specializza in tecniche di decondizionamento. Sulla sua esperienza ha scritto un libro (Mentalmente liberi. Come uscire da una setta, Avverbi editore). Nel brano che pubblichiamo racconta il bombardamento psicologico messo in atto dalla setta per cooptarlo.

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Luglio 18, 2003

Zygmunt Bauman: Modernità liquida

"Abbandonate ogni speranza di totalità, futura come passata, voi che entrate nel mondo della modernità liquida..."

bauman.jpgPubblichiamo due interventi su una delle mappature fondamentali della nostra epoca, Modernità liquida di Zygmunt Bauman (Laterza, 15.00 euro). Benedetto Vecchi, sul manifesto dell'11 giugno 2002, sottolineava, occupandosi di La società individualizzata (Mulino, 16.00 euro), il j'accuse lanciato da Bauman alle élite tecnocratiche, che mirano a un'estensione della precarietà esistenziale e psichica come sistema di controllo della popolazione planetaria. Francesco Giacomantonio, sul sito filosofico dell'Università di Bari, analizza capitolo per capitolo il testo di Bauman che, con Modernità liquida, ha fornito un contributo capitale a chi tenta, con strumenti conoscitivi, di combattere la deriva autoritaria ed economicista che le gang al potere tentano di imporre alla nostra epoca.

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20 luglio

di Myrtil

Carlo.jpg

Questa città è un deserto
di luce chiara e ferro chiuso.
Abbiamo
preso il treno, ci siamo
tenuti
per mano, cantando
le nostre canzoni, portiamo
una voce
antica e mai sentita, e alto
è il privilegio, che oggi
esca dalle nostre gole.
Non siamo soli. Non saremo
mai forse meno soli di così.

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Luglio 17, 2003

Intervista a Richard Powers

powersint2.jpgpowersint1.jpgRichard Powers, l'autore dello splendido Galatea 2.2 uscito per Fanucci e da noi recensito con entusiasmo, ha rilasciato una lunga intervista ad Atlantic Unbound. Ne traduciamo una parte.

In Plowing in the dark, il primo romanzo che hai dedicato al mondo della programmazione, descrivi la tentazione che emana dalla Realtà Virtuale asserendo che si tratta del "luogo con cui il cervello ha interpretato fin dall'inizio, sbagliando, il mondo: l'avventura originaria, profonda, principiale".

Il desiderio di vivere in un mondo immaginario viene sperimentato a partire dal sospetto che noi siamo sensibilità disincarnate precipitate in un carcere corporeo. Si tratta di un'idea che è penetrata in quasi tutto il nostro comparto ideale, sin dalle origini. Credo fermamente che la poesia abbia da sempre esplorato questo discrimine, avvertendo la necessità del corpo e tuttavia trovandosi sempre sul punto di scartarlo come irrilevante o debilitante. E' su questo discrimine fondamentale che intendo posizionare la rivoluzione digitale e la realtà virtuale.

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Nicoletta Vallorani: due monologhi

vallorani.jpgeva.jpgAlcuni monologhi che Nicoletta Vallorani aveva scritto per Eva, il romanzo pubblicato nei neri di Stile Libero Einaudi (2002, 8.00 euro), sono rimasti inediti. A proposito di Eva, è stata la stessa Vallorani a sintetizzare in maniera precisa il tipo di operazione - tra noir e sf - che questo libro realizza: "L'extrapolation come cardine della speculazione fantascientifica è ben presente in tutte le trattazioni teoriche sull'argomento, a cominciare da quelle di Darko Suvin. Il punto vero, però, è come rendere visibile qualcosa che viene normalmente rimosso nella nostra quotidianità, qualcosa che temiamo o con cui non sappiamo rapportarci o che semplicemente subiamo per pigrizia, eccesso di lavoro, abitudine a non usare il cervello come macchina pensante. Non ho la presunzione di vedere più in là degli altri. Semplicemente, vedo delle cose. Non so quanto siano attendibili, ma per capirlo non c'è altro modo se non farle vedere ai lettori e confrontarsi su questo". Riprendiamo due monologhi non comparsi in Eva, che sono autentici canti della follia visionaria e del caos. Altri monologhi inediti di Vallorani sono reperibili qui. Segnaliamo anche un bellissimo speciale che Intercom ha dedicato all'autrice de Le sorelle sciacallo.

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Freud vs. Mind Control

freud.jpgIn tempi di riduzionismo biologista e psichiatrico, mentre la psicoanalisi sembra essere abbandonata come paradigma interpretativo della realtà, ci sembra opportuno l'intervento che il filosofo Dario Antiseri pubblicò il 30 gennaio 2000 sul Sole 24ore: è una perfetta testimonianza di una lotta tra visioni diverse e opposte della scienza e dell'uomo che, nella storia, non ha mai smesso di accadere. Quando 'controllo psichico di massa' diventa un'espressione sempre più frequente su giornali e riviste, mentre il cognitivismo più umanista se ne va gambe all'aria di fronte all'incremento del mercato psicofarmacologico, è forse il momento di tornare a parlare di psiconalisi. Non è il caso di riprendere le barbose discussioni sullo statuto scientifico dell'analisi. Piuttosto, l'attenzione va all'attività di introiettamento e di autosservazione che la società teratocapitalista, con raffinati metodi dissociativi, sta precludendo all'uomo occidentale. Per chi, come noi, ravvede in quell'attività la radice stessa della libertà, tornare a parlare di psicoanalisi diviene immediatamente un atto politico.

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Luglio 16, 2003

Camilleri secondo De Cataldo. E viceversa.

camillericolor.jpgdecataldocolor.jpgProponiamo un incontro tra due dei massimi autori italiani di noir. Giancarlo De Cataldo (a destra), l'autore di Romanzo criminale recensisce Il giro di boa, l'ultimo Montalbano di Andrea Camilleri (a sinistra). Lo scrittore siciliano presenta subito di seguito Romanzo criminale del narratore-magistrato...

IL GIRO DI BOA
di Giancarlo De Cataldo

Più nirbuso che mai, il commissario Montalbano medita addirittura le dimissioni. La Polizia della caserma Diaz e di Napoli proprio non gli va giù. Così come non gli va giù che la legge Cozzi-Pini (alias Bossi-Fini) abbia trasformato validi funzionari in cacciatori di clandestini in fuga da miseria, massacri e carestia, e il Belpaese che fu in un’arcigna repubblichetta dominata dall’ossessione dell’invasore coperto di stracci e di cicatrici. Dimissioni, peraltro, sempre annunciate e mai pronunciate: e perché una volta ci si mette di traverso il catafero saponificato di un morto ignoto, forse addirittura resuscitato; e poi c’è un picciliddro nivuro nivuro che dev’essere riconsegnato alla madre (ma non sarà una falsa madre?) e poi e poi…

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Ulrich Beck: la società mondiale del rischio

di Ulrich Beck

ulrichbeck.jpgL'11 settembre ha cambiato il mondo? In certo modo, sì. Chi prima dell'11 settembre si recava in volo da New York a Washington si metteva di fronte a un apparecchio automatico di rilascio dei biglietti aerei che - con una voce elettronica - chiedeva al viaggiatore: "Porta con sé soltanto effetti personali, oppure qualche estraneo le ha affidato qualcosa?", e la risposta che dava il via libera poteva essere ottenuta toccando con le dita un certo punto dello schermo! Dopo l'11 settembre 2001 questo "apparecchio di sicurezza" ha perduto la sua innocenza, e i suoi gestori ci appaiono a posteriori pericolosamente ingenui.

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D'Eramo e Boltanski: il nuovo capitalismo

di Marco D'Eramo
da il manifesto, 6 giugno 2000

boltanskicover.jpgcapitalismo.jpgOrmai persino la parola capitalismo è quasi in disuso. Al suo posto è adoperato il termine "i mercati" al plurale, neanche più al singolare: "la tal misura è stata bene accolta dai mercati". Non parliamo poi della critica al capitalismo. E' quindi già di per sé un'anomalia il libro di Luc Boltanski ed E've Chiapello, un testo di sociologia di 700 pagine che s'intitola Le nouvel exprit du capitalisme (Gallimard). Tanto più poi, se l'argomento dichiarato del libro "sono i cambiamenti ideologici che hanno accompagnato le trasformazioni recenti del capitalismo" (ideologia è un altro termine screditato). Politicamente, è il saggio di cui in Francia si è parlato di più quest'anno. Ecco perché vado alla Maison des Sciences de l'Homme, boulevard Raspail, a intervistare Luc Boltanski. E anche per rivedere, dopo 23 anni, la persona che era mio assistente nel corso di dottorato di Bourdieu. Rispetto a Bourdieu, il suo itinerario si è separato. Ma ritrovo gli stessi baffetti, solo più grigi, stessi occhiali, stessa gentilezza, stesso tic nell'intercalare continuo "se vuoi...".

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Luglio 15, 2003

Che fine ha fatto Tim Willocks?

willocks.jpgwillockscover.jpgGli amanti del thriller d'autore lo adorarono: Il fine ultimo della creazione, violentissimo e atrabiliare romanzo di Tim Willocks, poteva lanciare uno scrittore di sicuro successo - e invece abortì un disperso. La critica internazionale elevò Willocks sui gradini più alti del parnaso di genere, Mondadori lanciò il libro con un impegno di marketing notevolissimo - e faceva bene: un ragazzo inquietante, ex psichiatra, morbosamente pallido coi capelli rosso fiamma che sembrava uscito da un romanzo di Anne Rice, una scrittura veloce e la capacità di inoculare suspence direttamente nelle vene del lettore: pareva un investimento sicuro. Invece Willocks sparì. La sua odissea redentrice, un capolavoro di satanismo condotto ai ritmi di una scrittura folgorante, è a oggi l'ultimo libro di Willocks. Era il '95. Che ha fatto Willocks nel frattempo? Tornerà ad allietare i suoi molti fan con quel mix di efferatezza e stile che ha segnato i molti amanti del thriller più iniziatico degli ultimi anni? Lo rivela in un'intervista...

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El Pais: Berlusconi e la Mafia

berluscaspiegel.jpgelpais.jpgUn bel riassunto che vale un noir e invece è politica allo stato puro. Nonostante le lamentazioni del Cavaliere, che accusa la stampa internazionale di avere ordito una campagna denigratoria, le cose non stanno esattamente come dice Berlusconi (è sempre così: le cose non stanno come dice lui): da anni le più prestigiose testate europee denunciano gli aspetti più tragici della presenza di Re Silvio nelle istituzioni. Una materia ricca: talmente ricca da diventare confusa. Conflitto d'interesse, iscrizione alla loggia P2, appartenenza a lobby sospette, un patrimonio accumulato in forza di finanziamenti ambigui di origine non controllata, rapporti con mafiosi, un clan criminogeno - insomma, c'è di che perdere la testa. Per chiarire un panorama tanto affollato di malaffare e labirinti penali, ci soccorre proprio un autorevole quotidiano straniero: lo spagnolo El Pais, che nel maggio 2001 pubblicava un dossier sui legami tra Berlusconi e la mafia - una sintesi perfetta, un magistrale riassunto, che i DS milanesi hanno tradotto. Ecco lo sconcertante rapporto che il giornalista Hermann Tertsch ha pubblicato sul più importante giornale di Madrid.

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Luglio 14, 2003

Belpoliti: DOPPIO ZERO

belpoliticover.jpgUna cara amica, strozzata dalla tirannia delle banche, mi ha reso edotto che, quando si richiede un mutuo, come in ogni sistema morale, si viene valutati. La scala di valutazione è composta da tre fasce: bianca, e allora l'esito è positivo; grigia, e allora si è sottoposti a ulteriori accertamenti; nera, e allora il mutuo non viene concesso. Questo esoterismo bancario è uno specchietto della nostra contemporaneità. Mentre la massa di abitanti dell'occidente crasso vive in stato di grigia nebulizzazione, si fatica a comprendere che due potenti forze premono sul corpo sociale e, al tempo stesso, ne vengono irradiate. C'è una contemporaneità nera, tumultuosa, il cui colore non rimanda a improbabili fascismi postmoderni, quanto alla potenza eruttiva di azioni tese a crepare l'esistente, a spaccare la croppa economicista. E poi c'è un magnetismo bianco, che rappresenta la traslazione estrema di istanze culturali che, dalla tradizione alla contemporaneità, sussume in sé la figura quasi ascetica di un uomo rinnovato. E' ciò che disse Sant'Agostino e che Melville citò nel 42° capitolo di Moby Dick: il bianco come cosmetico spirituale. Mappare questa contemporaneità bianca è fondamentale per collocarci. Per questo dobbiamo rendere grazie a Doppio zero, l'atlante culturale che Marco Belpoliti ha pubblicato per Einaudi (10.80 euro).

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Pieczenik, l'uomo delle cospirazioni

clancy.jpgStrani i destini. Uno fa l'assistente di Henry Kissinger, di Cyrus Vance, di James Baker. Viene cooptato nell'infame CFR, il Council on Foreign Relations. Viene in Italia, su mandato della CIA, a coordinare il gabinetto che gestisce il caso Moro e, morto Moro, se ne torna in America. Dopo due decenni, spunta nuovamente sul Corriere della Sera, per affermare che "il Vaticano ha una rete di intelligence che noi americani ce la sogniamo". E però, se qualcuno se ne ricorda, lo ritrova quale autore di bestseller: è il braccio destro di Tom Clancy, con cui ha firmato un buon numero di romanzi. Strani i destini. A volte si incrociano. I destini di intelligence e letteratura, per esempio, si incrociano nel nome e nell'esistenza ambigua di Steve R. Pieczenik: esperto di terrorismo su scala planetaria e autore di vendutissimi libri. Pieczenik è, da anni, l'uomo dei misteri. Pochi si occupano di lui. Colmiamo questo buco di conoscenza: al mondo c'è qualcuno che ci interessa di più di Massimo De Carolis.

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Luglio 13, 2003

Diario del Gaijin: VESTITO PER UCCIDERE

di Luigi Bernardi

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Da quanto tempo sono davanti a questa vetrina? Minuti? Ore? Sono ancora io la figura specchiata dal vetro, oppure i miei pensieri si sono fatti immagine riflessa?
Il rosso allunga il braccio, in pugno stringe un coltello. La lama è lunga abbastanza da spaccare il cuore della brunetta cui ha teso l’agguato. Il rosso le balza addosso, lei si contorce sulla terra nuda. La tira per i capelli fino a che la brunetta solleva la testa. Il collo si mostra nudo, tenero. La lama lo penetra, vi affonda, dopo lo taglia in uno squarcio largo.
Il rosso si è raddrizzato di fianco al cadavere. Pulisce la lama del coltello, se la striscia sui pantaloni. Il tessuto mimetico si tinge di altre macchie. Quando asciugherà, il sangue avrà il colore della terra, si confonderà.

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Luglio 12, 2003

Robert Holdstock: LA FORESTA DEI MITAGO

di Daniela Bandini

Mitago.jpg

La Foresta dei Mitago, di Robert Holdstock (Oscar Mondadori, ultima edizione aprile 2003, pp. 311, € 7,80) appartiene al genere classico della letteratura fantasy britannica, e la decisione di inserire questo romanzo negli Oscar Mondatori è certo un segnale di “altra” qualità rispetto alla produzione media. Vincitore del World Fantasy Award, questo romanzo è una saga sulla mitologia, sugli archetipi culturali e razziali dei popoli. Si incontrano personaggi del neolitico, figure pre-celtiche, ma anche leggendarie rappresentazioni di Robin Hood. Quello che sembra individuare l’autore è la capacità dell’uomo di dare corpo alla propria mitologia e di vivere la propria leggenda.

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Luglio 11, 2003

Contro il pensiero unico

di Mario Porro

feyerabend.jpgfeyerabendcover.jpgLo scienziato, ha osservato il premio Nobel Peter Medawar, è colui che si è "liberato dal peso dell'esempio singolo, dalla tirannia del particolare"; la scoperta di leggi universali consente di ridurre all'uno fenomeni in apparenza diversi, come la caduta dei gravi e i moti planetari, di ritrovare unità e identità dietro la molteplicità variegata degli eventi del mondo. Grazie al potere della ragione di formare concetti universali, in cui si esprime la proprietà comune ad una serie di oggetti, di formulare la legge quantitativa che regola l'andamento degli eventi, diventa possibile sfuggire alla varietas a cui ancora era obbligato il pensiero rinascimentale: si pensi alle lunghe liste di Leonardo alle prese con il volo degli uccelli o con i moti delle acque. Ma in questo "mostro scienza" in cui si incarna la razionalità dell'Occidente si nasconde un pericolo totalitario: l'universale ha annullato ciò che è specifico e irregolare, "la scienza occidentale ha infettato il mondo intero come una malattia contagiosa", ha scritto Paul Feyerabend (nella foto sopra).

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De Carolis, l'uomo dal sorriso carnivoro / 3

decarolis.jpgcolombo.jpgLa carriera giudiziaria di Massimo De Carolis, come si è potuto constatare dalla lettura della prima e della seconda puntata di questo dossier in tre parti, è degna di soggetto romanzesco che, forse, un magistrato scrittore come Giancarlo De Cataldo potrebbe includere nell'Italian Tabloid a cui sta lavorando (De Cataldo è autore dell'eccezionale Romanzo criminale che, tra P2 e banda della Magliana, scivola in palustri àmbiti nei quali il Nostro, come è stato accertato, si è nutrito per anni). L'illecito come stile di vita, sebbene emani un'attrazione di carattere narrativo, è punito ai sensi della legge: è quanto sta capitando a Massimo De Carolis da anni, e che culmina negli infausti eventi del 2001...

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Luglio 10, 2003

Voltolini: I CONFINI DI TORINO

voltolinicolor.jpgvoltoliniconfini.jpgNon è certo una passione brianteo-leghista che sta spingendo gli scrittori italiani a rilocalizzare le loro storie, a tentare un'intercettazione del genius loci -commistione di storia e psichismo, geografia e memoria personale - in libri folgoranti e fenomenologie bellissime del radicamento di un'anima. Come nel caso di Milano, la città di nessuno di Alessandro Zaccuri, con quel girovagare da nomade spirituale che lo spettro di Luciano Bianciardi compie tra vie e luoghi emblematici della capitale immorale d'Italia. O come nel caso di I confini di Torino, superpasseggiata letteraria, struggente, ironica, memoriale e impazzita che Dario Voltolini compie non soltanto nella città di Torino ma, quel che più conta, nel vasto cerchio emotivo e percettivo di una sensibilità che colpisce, per capacità di provare a ogni svolta empatia, di leggere contesti e cause in profondità, di fare apparire con discrezione la scaturigine di questi sguardi lanciati nell'abisso del mondo: è un autoritratto in forma di excursus geografico, questo, e Voltolini emerge come una delle personalità più sensibili e stratificate del nostro comparto letterario nazionale.

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De Carolis, l'uomo dal sorriso carnivoro / 2

decarolis.jpgsindona.jpgNella precedente puntata del dossier su Massimo De Carolis, sorta di evenienza shakesperiana in quel di Milano come Andreotti lo fu in quel di Roma, Gianni Barbacetto ricordava che Massimo De Carolis ebbe un ruolo nell'affaire Sindona. Conviene entrare nello specifico. Mentre De Carolis, affiliatosi a Forza Italia e divenuto addirittura presidente del consiglio comunale di Milano, celebrava un discorso in memoria di Giorgio Ambrosoli, le opposizioni perdevano la pazienza di fronte a quella che a molti apparve come un'estrema ingiuria. Ecco la reazione dei Democratici per l'Ulivo: "La presenza dell'avv. De Carolis in rappresentanza della comunità milanese alla commemorazione di Giorgio Ambrosoli, a vent'anni dal suo assassinio, e soprattutto il fatto di aver tenuto addirittura un discorso celebrativo, ha superato ogni limite di impudenza. Ciò considerando, evidentemente, la biografia e la storia politica e professionale del Presidente del Consiglio Comunale ed il ruolo, diretto e personale, svolto dallo stesso nella drammatica vicenda che è costata la vita al professionista milanese, e che costituisce uno dei capitoli più vergognosi della storia di Milano e del Paese". Venne in quell'occasione divulgato un dossier sul ruolo di De Carolis nella vicenda Sindona - un documento firmato dall'avvocato Melzi che è piacevole, al solito, rileggersi, per comprendere cosa è stata l'indecente storia politica dell'Italia dell'ultimo trentennio.

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Luglio 09, 2003

De Carolis, l'uomo dal sorriso carnivoro / 1

decarolis.jpgberlusconidecarolis.jpgSoltanto quel genio di acrimonia civile che fu Camilla Cederna poteva coniarne una definizione tanto azzeccata: "Quell'uomo ha un sorriso carnivoro". Massimo De Carolis, ex tutto - creatore e promotore della maggioranza silenziosa, successore designato dagli americani a un ruolo importante nella Dc post Moro, acclarato piduista, protagonista di un dossier dei Servizi segreti di Federico Umberto D'Amato, presidente del consiglio comunale per Forza Italia, plurinquisito -, fa ancora paura ai milanesi. Iniziamo la pubblicazione di un interessante dossier in tre puntate su questo esemplare protagonista della vita politica italiana, partendo dal reportage che Gianni Barbacetto nel 1999 editò per Diario e che fa luce su uno dei più inquietanti organismi galleggianti nell'amnio da cui è uscito il nostro premier. Un vero cristiano, anche se poco demo, che nei Settanta, prima di essere gambizzato dalle BR, aveva dichiarato secondo etica cattolica: "Mi piacciono i gioielli, i Caraibi, le auto di lusso, gli orologi. Quando voglio comprarne uno vado a cercare il più caro, il più bello, il più prezioso. Non m’importa quanto costa, le cose belle non hanno prezzo".

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Hugues Pagan: LA NOTTE CHE HO LASCIATO ALEX

paganalex.jpgpagan.jpgDipende tutto da come si ascolta un blues. Ci sono quelli che sembrano già conoscerne lo sviluppo, si gustano il piacere della conferma che la trama musicale svolta proprio lì, tra poco sale all'apice, adesso si abbassa. Ci sono altri che, invece, si perdono, incantati dagli slarghi, dalle osmosi, una specie di percezione estesa, atmosferica. Chi si riconosce nella seconda tipologia deve assolutamente comprare e leggere il massimo rappresentante europeo del blues letterario. E' ovviamente uno scrittore noir, poiché questo è l'unico genere letterario in grado di abbattere le barriere della narrativa e di concedere esperienze di fantastica sinestesia. Il bluesman del romanzo nero è inaspettatamente francese e si chiama Hugues Pagan. Esce in questi giorni da meridianozero il polar La notte che ho lasciato Alex, sintesi e dissoluzione di una straordinaria trilogia. Nerissimo, teso, poetico, disperato e ossessivo: un riff di allucinata e intensa umanità.

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Luglio 08, 2003

GIAP! e la letteratura civile

giap.jpgwuminggiap.jpgLa rivoluzione Wu Ming continua a mietere vittime. La prima vittima: il vittimismo. Il vittimismo dello scrittore, la sua stortignaccola automitologia che puzza di minestrone e di tinello: è il primo caduto di una battaglia esaltante per alcuni, estenuante per altri. Il nostro sguardo sul campo di questa battaglia deve per forza essere allargato, deve vedere la strategia nel suo complesso: si esige da noi lettori e scrittori una prospettiva ampia, che colga le molte implicazioni di una guerriglia culturale e politica molto complessa, che i Wu Ming stanno conducendo da anni, rintuzzando e poi aggredendo le molte spire di un leviatano idiota. E' possibile ravvedere, nel deposito salino costituito da GIAP!, l'antologia della newsletter del sito wumingfoundation.com, curata da Tommaso De Lorenzis, i moti connettivi di un oceano in movimento. Per quanto queste osservazioni siano personali e transeunti, si può qui provare a elencare i due assalti più costruttivi e decisivi con cui il progetto Wu Ming sta sbaragliando l'esistente: quello letterario e quello politico.

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Cossiga: lo Stato del segreto

cossiga.jpgmasi.jpgRiportiamo la trascrizione della puntata di Report, magazine condotto e curato da Milena Gabanelli, andata in onda il 27 aprile 2003. Tra gli intervistati, Francesco Cossiga. Che, tra il lusco e il brusco, ha detto cose pesantissime, che fanno riflettere e dovrebbero anche fare riscrivere la storia di anni altrettanto pesanti. Ciò che l'ex presidente Cossiga dice, per esempio, sull'omicidio di Giorgiana Masi, meriterebbe probabilmente un supplemento d'inchiesta. Tra messaggi trasversali e minacce dirette, emerge una situazione - quella dei servizi segreti italiani - che esige un imponente lavoro di controinchiesta e controinformazione, per denunciare e impedire una politica criminale dello Stato che ha in Cossiga un magistrale interprete, quando la sintetizza in questo modo: "Il sevizio segreto esiste per agire in modo illecito, in modo lega...cioè secondo la legittimità costituzionale ma in maniera illecita, altrimenti non ci sarebbe bisogno dei servizi segreti. Quando un Paese ritiene di aver bisogno dei Servizi Segreti sa che poi i servizi agiscono illecitamente".

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Luglio 07, 2003

Elmore Leonard: Tishomingo Blues

leonard.jpgleonardtb.jpgLo hanno definito "lo zar della crime novel" e lo è a tutti gli effetti. Basta aprire Tishomingo Blues, l'ultimo romanzo di Elmore Leonard, per essere risucchiati in un vortice narrativo irresistibile, a una velocità sconcertante. E' un meccanismo perfetto, che il più grande scrittore hard boiled contemporaneo fa funzionare con una sapienza da culto. Per quanto Leonard tenti spesso di superare il muro del suono dell'esotico, è abbastanza incredibile come riesca a integrare, con un andamento mozzafiato, elementi eterogenei - esotici, appunto - in una maniera così armonica da ricordare certi speed leggendari. In questo Leonard è l'erede legittimo di certa letteratura beat. Addentrarsi in un suo romanzo significa farsi una pista di narrativa allo stato quintessenziale. Per esempio: cosa c'entra un tuffatore acrobatico con la mafia sudista e le rappresentazioni in costume della Guerra Civile e i casinò? Leonard è stato finalmente acquisito da Einaudi, la sua sede naturale. La traduzione di Wu Ming 1 è eccezionale: una lingua letale, che vellica morbosamente alla velocità di una mangusta.

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La nuova P2

gelli.jpgLa procura di Aosta, si sa, è molto invisa all'avvocato berluscòn Carlo Taormina, che difende gli interessi di Annamaria Franzoni, principale indagata per il delitto di Cogne. L'assalto alla procura di Aosta viene di giorno in giorno condotto da Taormina con esasparata violenza mediatica. Taormina chiede il trasferimento dell'inchiesta a Torino. Non sarebbe la prima volta che un'importante inchiesta viene sottratta alle competenze della procura aostana. Pochi ricordano, per esempio, il caso Phoney Money: un'inchiesta aperta dal pm di Aosta David Monti, che fu tolta a Monti da Maria Del Savio Bonaudo (attuale protagonista del caso Cogne) e trasferita in seguito a Roma, quindi archiviata. I bene informati dissero ai tempi: si era sull'orlo dell'abisso, si stava per scoprire una nuova P2. Tutte bazzeccole, come ha decretato il tribunale di Roma. Monti, un ex affiliato alla massoneria, stava indagando su una presunta lobby politico-affaristica che faceva perno attorno al consigliere italoamericano Enzo De Chiara, Lorenzo Necci e l'ex-amministratore della Stet Enzo Pascale. C'entrava anche Chichi Pacini Battaglia: uno bene informato, come dimostrarono le intercettazioni ambientali che pubblicò il Corriere della Sera, con uno scoop attualmente introvabile nell'archivio. Rileggiamoci un'intervista che Monti rilasciò a Panorama il 12 dicembre 1996. E' un godibile ritratto dell'Italia...

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Luglio 06, 2003

CIELO 11

di Dario Voltolini

Voltolini.jpg

Il cielo in una stanza. Io l’ho visto.
Erano i giorni della siccità invernale più acuta. Comprimendo con forza un metro cubo d’aria si otteneva un mattoncino nero e lucido di un kilo e mezzo. Riciclabile.
Dalle balconate della Mole si scorgeva con grande difficoltà il profilo del Monte dei Cappuccini. La collina retrostante era invisibile. Il cielo, non parliamone neanche.

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Luglio 05, 2003

Remmert: LA BALLATA DELLE CANAGLIE

di Daniela Bandini

Remmert.jpg

Enrico Remmert, nato a Torino nel 1966, ha già pubblicato numerosi racconti su antologie e riviste letterarie italiane e straniere. Nel 1977 Marsilio ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Rossenotti, che ha visto il premio Tuscanica e il Premio Chianciano ed è stato tradotto in vari paesi. La ballata delle canaglie (ed. Farfalle Marsilio 2002, pp. 284, € 14.50) è il suo secondo rimanzo.

La grande T, ovvero la grande truffa, l’importante è crederci. Il romanzo narra di una strampalata compagnia semi-improvvisata di truffatori torinesi, capitanata dal grande Zio Grissino, personaggio caotico e burlesco ma estremamente convincente nei suoi raggiri. Il nipote non se la cava tanto male, limitandosi però a spacciare pasticche di autentica aspirina per “limbo coblatz”, una potente anfetamina che promette meraviglie. “Vivacchiare nella mediocrità”, è questo il destino più orripilante che ci si può aspettare da questa esistenza.

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Luglio 04, 2003

Monica Ali: Brick Lane

monicaali.jpgmonicaalibl.jpgA beneficio dei (parecchi) operatori editoriali che seguono Carmilla, segnaliamo un esordio letterario davvero significativo, nell'ammasso caciarone degli esordi letterari che, in tutto il pianeta, danno l'idea che chi si occupa di narrativa sia un entomologo perplesso che osserva una miriade di larve in un termitaio. Monica Ali, ancora inedita, era stata segnalata dalla prestigiosa rivista Granta quale grande promessa della letteratura inglese. Per essere onesti, la promessa l'ha già mantenuta. Il suo primo romanzo, Brick Lane (Doubleday, 12.99 sterline), è bellissimo: personaggi strutturati, psicologie approfondite, una trama avvincente, la storia di una comunità che conquista emotivamente e conoscitivamente, uno spessore filosofico raro al giorno d'oggi. Ed è divertente, Brick Lane - senza risultare irritante perché non è soltanto il divertimento a fare di questo romanzo uno degli esordi più interessanti in questa stagione di afasia emotiva (l'espressione è di Helena Janeczeck...). Infatti Monica Ali non è la nuova Zadie Smith.

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Uno al giorno

iraqusa2.jpgE dopo la guerra venne la guerriglia. Mentre pendola tra il ranch e lo studio ovale, George Bush Jr pensa a come premere sulla Siria, a come fomentare la rivolta in Iran, a come risollevare a colpi di decreti proinquinamento la sua economia, a come distruggere la classe media in tutto il mondo - ma pare essersi scordato dell'Iraq. Bisogna farsene una ragione: sono gli effetti delle atomiche tattiche che la fiction lancia un po' ovunque in questi tempi. Il più inefficace dei suoi ordigni è stato sganciato dalla fiction su tutto il pianeta mentre i gloriosi mezzi americani compivano la loro cavalcata nel deserto disabitato. Il blitzkrieg neoconservatore lascia il tempo che trova: quello ricordato dalla memoria collettiva. Una guerra lampo? Tutt'altro. Loro sono ancora in guerra in Iraq. E stanno perdendo. E' uno stillicidio tragico - ma sappiamo bene che Bush non si occupa del nucleo umano che la tragedia mette in discussione: lui è la tragedia, la tragedia dell'inumano che corrode vita, libertà e sogno. Stanotte è morto un marine a Baghdad, 21 sono rimasti feriti. Fanno 27 morti angloamericani dalla supposta fine della supposta guerra. Benvenuto nel tuo nuovo Vietnam, George Bush Jr.

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Luglio 03, 2003

L'asse texano-brianzola

di Giuseppe Genna

bb0.jpgAffermare che è soltanto indecente sarebbe indecente. Ciò che il supposto premier italiano, autentica supposta per l'Europa, ha affermato durante la sessione plenaria dell'Europarlamento è ben più che indecente: è criminale. Possiamo arguire che l'esportazione del modello antistituzionale brianzolo, di cui Berlusconi è la punta di zircone, sia un indice dell'inciviltà dei tempi. Invece è molto di più. La delicatissima fase che l'Europa sta attraversando è una miscela che lascia da tempo attoniti gli studiosi di politica internazionale: 25 paesi che non si somigliano in nulla aderiscono a un progetto continentale che ha per padri fondatori, al posto di Benjamin Franklin e George Washington, due zizzi come Giscard d'Estaing e Giuliano Amato. Il tutto mentre appare inevitabile il progressivo distacco dagli USA. In questa congiuntura delicatissima, Silvio Berlusconi ha deciso di svolgere un ruolo chiaro e senza compromessi: quello di curatore degli interessi in Europa dell'amministrazione Bush. E, da bravo maggiordomo, per rovinare la cena ha deciso di versare la minestra bollente addosso all'ospite più sgradito.

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Ian McDonald: I CONFINI DELL'EVOLUZIONE

di Daniela Bandini

McDonald.jpg

I Confini dell’evoluzione di Ian McDonald (Fanucci Editore, pp.458, euro 16,00) è un imponente romanzo di grande fascino e suggestione. E’ un romanzo per sognare, per immaginare altri mondi possibili, e per viaggiare. Tra fantascienza e fantapolitica, tra genetica e biologia, il Chaga si manifesta laddove le condizioni dell’ecosistema sono più favorevoli: la meravigliosa terra del Kenya, in Africa. “L’aria era umida e sapeva di Africa, un odore costituito da molti elementi - fumo di legna, terra rossa, frutta, escrementi, fiori che sbocciano di notte - …” Il Chaga è un mondo nel nostro mondo, che si sviluppa inglobando tutto senza distruggere nulla, è un ammasso vegetale che avanza, si inerpica in verticale, ingloba il nostro ambiente, a volte deformandolo, a volte modellandolo secondo il principio della teoria darwiniana sull’origine della specie: l’adattabilità. Esso sfrutta il virus dell’HIV come vettore nelle cellule per riprogrammare i geni.

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Luglio 02, 2003

What the Fuck: The Avant-Porn Anthology

avantporn2.jpgavantporn1.jpgChe cosa sia l'Avant-Porn, evidente calco deviante dall'AvantPop letterario, è arduo da definire. Proviamo a circoscrivere questa page che da qualche anno sta colonizzando design, fotografia, narrativa, filosofia e arte performatoria. Si tratta di un'estetica dai contorni più fumosi che sfumati: di qui, immense difficoltà e generalismi che sfiorano l'idiozia. Diciamo che, più che un'estetica, l'Avant-Porn è una sintesi di differenti estetiche: si va dal rétro liberty al lounge 50-60 fino al postmoderno e ovviamente all'avantpop, shakerati con vertiginosa e ipnotica furia, per fare compiere all'arte una svolta che tenga conto dei risultati degli studi di genere, della semiotica ottantina, del movimento di liberazione delle sessualità extravanilla, dal sadomaso al fetish. Il tutto, come è immaginabile, con una profonda attenzione rivolta al porno quale strumento di controllo mentale, momento emancipatorio della personalità individuale e collettiva, strumento di comunicazione sensoriale e ultrasensoriale. Di questo vasto coacervo estetico, What the Fuck: The Avant-Porn Anthology, l'antologia curata da Michael Hemmingson e prefata dal teorico dell'AvantPop Larry McCaffrey, è la bibbia assoluta, la mappa totale - e un eccezionale caleidoscopio narrativo.

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Full Spectrum Disorder: l'impero USA

goff.jpgUna polemica violentissima contro l'emersione degli USA quale potenza imperiale: ecco il lavoro che l'alto graduato Stan Goff, già appartenente a corpi d'élite quali Delta Force e Special Ops, scatena contro Washington nel suo recente Full Spectrum Disorder (che sta per essere pubblicato da Soft Skull), straordinario atto d'accusa alla struttura militare con gli Stati Uniti intendono governare per lungo tempo la situazione planetaria. Goff è un esperto di cose militari, essendosi accreditato sul campo in materia di strategia tattica e tecnologia bellica: ha partecipato alle invasioni di Panama, Grenada e Haiti, ha addestrato militari dell'esercito colombiano e sudcoreano, è stato chiamato a insegnare all'Accademia di West Point, ha partecipato all'operazione in Mogadiscio che è stata immortalata in Black Hawk Down.

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Luglio 01, 2003

Richard Powers: GALATEA 2.2

galatea22.jpgrichardpowers.jpgEsce da Fanucci, in una splendida traduzione firmata Luca Briasco, Galatea 2.2 di Richard Powers: una specie di hyperfiction con cui tutti dovremo fare i conti. Non è soltanto un testo che mantiene - cosa sorprendente in questi anni - la capacità di calamitare l'attenzione più intensa con la più intensa pacatezza; è molto di più: una specie di atlante della contemporaneità avanzata, degli snodi cognitivi che, per gente come noi, che popola un presente eccezionale, sono l'unica autentica metafisica. Riassunzione di motivi à la Asimov ridisseminati nel nostro tempo, Galatea 2.2 affronta la rivoluzione antropologica che, dall'innesto dell'artificiale nel biologico fino ai superamenti della logica neurale di rete, stanno trascinandoci irresistibilmente verso un futuro dalle tinte incerte e, proprio per questo, esigenti nei nostri confronti: richiedono uno sforzo di conoscenza e di responsabilità, la risposta alla chiamata dell'umano in via di definitiva trasformazione.

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CASPER

di Danilo Arona

Danilo.jpg

Il sette dicembre del 2002 un italiano infelice e psichicamente disturbato, Stefano Savorani di 29 anni, s’impicca nella cella di un inferno terrestre vergognosamente descritto come “prigione”, il carcere Saint-Paul di Lione. Due giorni prima, in quella stessa cella, era stato trovato cadavere l’occasionale compagno di pena di Savorani, il francese trentacinquenne Christian Abest, deceduto per edema polmonare. Attorno alla testa Abest aveva un sacchetto di plastica così come altre buste erano sparpagliate per terra, sul pavimento della stanzetta. Savorani aveva dichiarato al secondino, Albert Malraux, che Abest e lui, con quelle borse, avevano giocato a “Casper il fantasma”. La guardia carceraria, intervistata al riguardo, aveva spiegato che “Casper”, all’interno del Saint-Paul come in tante altre prigioni, è un gioco a sfondo sessuale: i detenuti si stringono sacchetti di plastica sulla testa per prolungare l’orgasmo. “S’infila la testa nel sacchetto e ci si lascia soffocare sino a quando si resiste”, riportava Malraux. “Si prova lo sballo della perdita di coscienza e si provoca anche l’erezione, essenzialmente si tratta di un gioco sessuale. Anche questo è il carcere”.

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SE IL FUTURO E' ROSSO SHOCKING...

La recensione che segue, a firma Sergio Fortis, riguarda l'antologia di fantascienza italiana Il futuro nel sangue (ed. R&D, pagg. 351, euro 9,0) ed è apparsa sul quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno del 13 giugno 2003.

IFNS2.jpgEcco una raccolta di racconti italiani (diciannove) di fantascienza, con firme di autori noti e notissimi, e che si posiziona agli estremi di parte. Si chiama Il futuro nel sangue, uno “Speciale Carmilla” a cura di Vittorio Catani, e si ispira dichiaratamente al tema del Potere.
Catani di fantascienza si occupa da decenni con impegno militante, cioé con una visione della letteratura di anticipazione quale equivalente post-moderno dell'utopia filosofica, o meglio del suo volto negativo, la distopia. Non stupisce, pertanto che ne Il futuro nel sangue egli abbia voluto affiancare storie tutt'altro che asettiche e anodine rispetto allo stato delle cose...

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