Maggio 31, 2003
Federica Vicino: IL CLONE
di Daniela Bandini

“…Il mio clone è un cadavere duro e compatto, percorso da un respiro molle e stentato che esce da una macchina e in una macchina rientra. La mia reazione non saprei definirla altrimenti se non “inaspettata”: credevo mi avrebbe fatto impressione guardare la faccia del clone - invece mi fanno impressione le mani… Temevo che per un singolare, fantascientifico fenomeno, sentendomi così vicino a lui, il clone avrebbe spalancato occhi e bocca chiamandomi per nome – dico la verità per un attimo l’ho persino desiderato… Mi separo da lui a malincuore, pensando che quell’essere che vegeta nella sua bara di cristallo, come una Biancaneve senza speranza; è il fratello che ho sempre desiderato e che mia madre non mi ha mai voluto dare…”
Federica Vicino, giornalista, sceneggiatrice e regista è nata a Pescara nel 1968 e ha già pubblicato diverse opere. In questo bellissimo romanzo pubblicato da Edizioni Clandestine (pp. 182, € 10,50), l’autrice rivela una capacità insolita di relazionarsi con il futuribile, come l’incontro con il proprio clone.
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Tony Harrison: NINNANANNA A BAGHDAD
(Traduzione di Chiara Paganini)

Agli inizi di aprile il ministro della Difesa inglese Hoon dichiarò, nel corso del programma radiofonico Today, che un giorno le madri irachene lo avrebbero ringraziato per avere usato in Iraq le cluster bombs, le bombe a grappolo. Il 9 aprile il poeta Tony Harrison pubblicò in risposta, sul quotidiano The Guardian, questi versi:
Ssshhh! Ssshhh! anche se ora una granata ti farà urlare
e le deformità in futuro ti potranno marcare come uno scherzo della natura,
vedrai, un giorno, l’invalidità è una benedizione e un dono
mandato in bombe cerca-bambini dal benefattore Hoon.
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Maggio 30, 2003
Joe R. Lansdale: BUBBA HO-TEP
(traduzione di Sebastiano Pezzani)

Sabato 31 maggio, nell’ambito del Festival del Noir di Trieste, Danilo Arona, Massimo Carlotto e Andrea G. Colombo intervisteranno uno dei più importanti autori statunitensi contemporanei: Joe R. Lansdale.
Presentiamo un estratto dal romanzo breve inedito Bubba Ho-Tep di Lansdale, dal quale è tratto l’omonimo film di Don Coscarelli con Bruce Campbell. Il film ha vinto qualche settimana fa due prestigiosi Comedy Academy Award come miglior horror-comico dell’anno, quello per la miglior interpretazione assegnato a Bruce Campell e quello per la miglior sceneggiatura attribuito a Don Coscarelli, ed è stato presentato al Festival di Toronto.
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Elena Coccia: LEGAMI DI SANGUE
di Daniela Bandini

“Perché lo squartasti?”.
“Volevo vedere come era fatto dentro”.
“Perché gli strappasti le interiora?”
“Volevo vedere se aveva il cuore”.
“E lo trovasti il cuore?”.
“No, non feci in tempo a vederlo”.
“Perché non strappasti fino in fondo?”.
“Perché non veniva via nient’altro”.
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Maggio 29, 2003
Mark Costello: The Big If
 Gli amanti di David Foster Wallace hanno presente il nome di Mark Costello, compagno di viaggio dell'autore di Infinite Jest nei ghetti e negli studi di registrazione e nelle sedi di etichette indipendenti che fecero da scenario al memorabile reportage avantpop de Il rap spiegato ai bianchi (minimum fax). Mark Costello era, a dire il vero, un ben strano compagno per un viaggio nel delirio della pop culture afroamericana: faceva l'avvocato e appariva incarnare i peggiori lineamenti del bianco idiota che si affaccia nelle barzellette della exploitation. Invece Mark Costello è un figo e, a distanza di dieci anni da Signifying Rappers, ha pubblicato Big If (Harcourt Brace & Company), un bellissimo romanzo che rivitalizza un'antica tradizione anglosassone: la spy story comica. Come si rivitalizza il genere prediletto da Greene e Burgess? Con un irresistibile ingrediente: l'assalto politico.
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I noir freddi di Bernardi e Quadruppani
di Massimiliano Di Giorgio
Massimiliano Di Giorgio è giornalista della Reuters, sul cui sito ha pubblicato questa recensione "parallela", che volentieri riprendiamo.
 Due storie nere, entrambe ambientate nel Sud, in cui compaiono i tentacoli di una mafia tanto rispettabile quanto crudele e dove l'unica fragile speranza resta
affidata a una giovane donna. Sono quelle raccontate in due romanzi noir apparsi da poche settimane, uno italiano, l'altro francese - Vittima facile, di Luigi Bernardi (Zona) e La breve estate dei colchici di Serge Quadruppani (Gialli Mondadori) - che sembrano condividere uno stesso punto di vista, impietoso forse, nel raccontare il crimine.
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Maggio 28, 2003
Jodorowsky: l'imbroglione sacro
di Walter Catalano
Dopo l'intervento su Julio Cortàzar, Walter Catalano, autore di Applausi per mano sola, ci ha inviato uno splendido ritratto del genio surrealista Alejandro Jodorowsky, regista scrittore e sciamano. Lo pubblichiamo entusiasti... [gg]
Le notizie biografiche sull'uomo Jodorowsky sono scarse.
Nasce in Cile, in un villaggio ai confini con la Bolivia, da genitori ebrei-russi, nel 1929. Passa la gioventù a Santiago ed in seguito si trasferisce in Messico dove fa il clown nei circhi, organizza un teatro di marionette, diventa campione di karate e dirige un gruppo di musica pop. Poi l'attività teatrale come attore, regista e scenografo: pare abbia messo in scena, ma la notizia non è confermata, 347 opere teatrali più 27 effimeri panici (sorta di happening-celebrazioni).
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Diario del Gaijin: SCHERZETTO
di Luigi Bernardi

Esco dal cinema con delle immagini di America in testa, con l’idea che gli americani sono brutte persone. Non ultimo per l’aspetto fisico. Non c’era un americano bello, nel film che ho visto, i bambini poi erano davvero orrendi.
Ho anche un’altra convinzione, quando esco dal cinema. Penso che le opere di fantasia girano su se stesse, che solo le storie vere sono capaci di restituire un po’ di quello che ci sta intorno, basta svaporarle del sovrappiù, ridurle alla trama di gesto, parola.
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Claudio Piersanti: Comandò il padre
di Roberto Sturm
 Personaggio schivo, defilato dalla mondanità e dai riflettori delle scene consuete, Claudio Piersanti ha scritto alcune delle pagine più importanti della letteratura italiana degli ultimi vent’anni.
Questi quattro racconti riproposti da peQuod in un unico volume, esperimento prezioso e riuscitissimo, non ne sono che un’ulteriore conferma.
Apparsi singolarmente in diverse pubblicazioni durante gli anni Novanta, i racconti presenti in Comandò il padre sono legati tra loro da diversi fili conduttori, da molte analogie, alcune più evidenti altre meno, che rendono il volume compatto e omogeneo.
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Maggio 27, 2003
SBANCOR, O DELLO STIMOLO AL RAGIONAMENTO
di Valerio Evangelisti

Pubblichiamo integralmente l'introduzione di Valerio Evangelisti al volume di Sbancor American Nightmare, Nuovi Mondi Media, da poco in libreria (176 pp., 12 euro). Sbancor, come viene ricordato anche nel testo, è operatore finanziario presso uno dei più importanti istituti di credito italiani. Riteniamo il suo libro lettura obbligatoria per chi voglia farsi un'idea non superficiale delle forze in campo, su scala planetaria, in quella che ormai viene chiamata l'era Bush.
Sbancor, rispetto ad altri uomini del mondo finanziario divenuti noti sotto pseudonimo, ha una caratteristica: sa scrivere. I suoi interventi, ormai notissimi a chi frequenta i siti di Internet "alternativi", "antagonisti" e di controinformazione, non sono mai fredde rassegne di dati e di interpretazioni. In essi, alla lettura critica degli eventi economici e all'esposizione delle connessioni che permettono di intenderne il significato, si sommano riferimenti alla storia, all'esperienza personale, a fatti di cronaca trascurati o non valorizzati il giusto. Sbancor e', in questo senso, una straordinaria macchina per la conservazione della memoria o, se vogliamo usare un esempio piu' pittoresco, il guardiano di uno di quei pannelli su cui, negli uffici o in qualche scuola, vengono fissati gli appunti con puntine da disegno.
Normalmente, dei piu' ingialliti tra quegli appunti ci si scorda. Sbancor invece li ha tutti presenti e, quando occorre, interviene a illustrarcene una possibile coerenza. Piu' suggerendola, pero', che cercando di renderla totalmente visibile.
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Sbancor: Matrix o le disavventure del pensiero unico
 Celebriamo Sbancor. Il suo American Nightmare, straordinario esemplare di un genere letterario nuovo (che coniuga thriller, controinformazione, saggistica, autobiografia), è un libro indispensabile per penetrare il nostro presente planetario. Per una recensione di American Nightmare, cliccate qui. Riproduciamo una analisi acuta che Sbancor ha pubblicato su Rekombinant: in tempi di successo per Matrix Reloaded, Sbancor ci dimostra che Matrix è già in funzione - qui e adesso. [gg]
Il sistema capitalista mondiale assomiglia a Matrix. C'è, nascosta da qualche parte una matrice che genera un mondo rovesciato, dove, appunto "i rapporti fra gli uomini divengono rapporti fra cose". Una volta fatta funzionare la matrice è impossibile tornare indietro. O meglio indietro si può andare con funzioni sorico-mantiche, ma anche in questo caso non riusciremo mai a ricostruire la "realtà". Questa è andata irrimediabilmente perduta nel primo passaggio della equazione matriciale. Potremo reiventare delle storie. Quasi nulla sappiamo della guerra di Troia, molto conosciamo invece dell'Iliade.
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Maggio 26, 2003
Noir mon amour
Intervista a Serge Quadruppani
di As Chianese

Il suo illustre connazionale Jean Partick Manchette lo definì: “Il più interessante autore noir degli ultimi anni”; dichiarazione, questa, che non tardò ad avere visibili riscontri nei paesi europei dove erano stati pubblicati i suoi romanzi: Serge Quadruppani (1952) è un autore solido e raffinato di splendidi giallo/noir che a volte sorprendono e altre volte accarezzano la sensibilità dei lettori con l’insolita, originale, malinconia che vela le pagine più riuscite delle sue storie, come: L’Assassina di Belleville o La Breve Estate dei Colchici; quest’ultimo pubblicato in Italia poco tempo fa da Mondadori nella collana dei Gialli (n. 2822) per la traduzione di Maruzza Loria.
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Del fantastico e del politico: ricordo di Julio Cortàzar
di Walter Catalano
[da Walter Catalano, autore di Applausi per mano sola, edito da Clinamen, riceviamo e volentieri pubblichiamo quest'intervento].
«Avevo un fratello. Non ci siamo mai visti, ma non importava. Avevo un fratello che andava per i monti mentre io dormivo. Lo amai a modo mio. Gli rubai la voce, libera come l'acqua. Camminai a tratti vicino alla sua ombra. Non ci siamo mai visti, ma non importava. Mio fratello sveglio, mentre io dormivo. Mio fratello che mostra, al di là della notte, la sua stella prescelta.»
Questi versi, vòlti in canzone dal compositore cubano Pablo Milanès, li scrisse Julio Cortàzar, argentino, noto soprattutto come narratore ma che aveva da sempre coltivato, in tono minore e più privato, anche la poesia. Il fratello ideale era Che Guevara.
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Maggio 25, 2003
CIELO 7
di Dario Voltolini

Divagazioni sull’Isola dei morti di Arnold Böcklin. Il celebre, popolarissimo dipinto è in realtà cinque dipinti. I primi due datano 1880 e sono assai simili. Gli altri, uno dei quali perduto (quello del 1884), presentano alcuni cambiamenti importanti. Nelle due opere dell’80 il cielo che fa da sfondo all’isola, cupo e scuro come il mare (un mare che potrebbe essere assurdamente definito “lacustre”, sempre che di mare si tratti) è un monotono, uniforme colore: un nero appena schiarito dal blu (di Prussia?). Nelle tre successive – 1883, 1884, 1886 – il cielo, illuminandosi, rivela nuvole in tensione, mosse, nelle quali addirittura talvolta si apre un passaggio all’azzurro.
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Maggio 23, 2003
Science Fiction Religion
di Giuseppe Genna
 Rancho Santa Fe, California. E' il 26 marzo '97, un giorno di strana afa e di orrenda fibrillazione intorno alla magione in cui la sètta Heaven's Gate si ritrova solitamente a discutere e pregare affinché i corpi dei fedeli siano risucchiati da una spirale metafisica verso l'incontro con i Creatori: alieni che sarebbero alieni disposti a concedersi in un incontro a un'élite del genere umano. All'interno del ranch, disposti su lettini, vestiti in nero, Nike bianche ai piedi, il volto coperto da un manto purpureo, sono irrigiditi 39 corpi umani: cadaveri.
Racconto una storia nota? Racconto un giallo? Un fatto di cronaca nera? Oppure sto descrivendo un delirio religioso? E' l'inizio di una saga fantascientifica? Può un racconto raccontare così tanto? Esiste un racconto che racconta l'ossessione divina, la tradizione SF, il thriller, la fiction e la cronaca reale - il tutto contemporaneamente? Sì, esiste: per esempio, questa storia. La storia di un pazzo, di un profeta, di un criminale, di una quarantina di adepti condizionati psichicamente. In pratica: il romanzo nero fattosi verità storica. Questa è la storia di Marshall Applewhite che voleva disserrare i cancelli dell'universo.
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Intervista a Matt Ruff
di Susanne Bach
Matt Ruff è nato nel 1965 o nel 1966 (dipende se si crede a lui o al suo editore). Ha studiato scrittura creativa alla Cornell University, e tra i suoi professori figura Alison Lurie (autrice che ha vinto il premio Pulitzer nel 1985 con Foreign Affair, pubblicato in Italia da Feltrinelli con il titolo Cuori in trasferta). Ruff ha ottenuto un ottimo consenso di pubblico e critica già con The Fool on the Hill, il suo primo romanzo del 1988. Lo stesso è accaduto nel 1997 per la Trilogia dei lavori pubblici (Fanucci). Quelli che seguono sono alcuni estratti di un'intervista tenuta in Austria nel 1998, durante un tour promozionale per la traduzione in tedesco del romanzo.
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Maggio 22, 2003
Shock the monkey
di Giuseppe Genna
 Ci risiamo. Quel gioiello white trash che è l'Amministrazione Bush jr manifesta un'arsura di gola che sembra inestinguibile: ha sete di sangue, ha appena finito di sorseggiare plasma al popolo irakeno e ancora vuole bere. La congrega funebre che pretende di governare ogni respiro di qualunque essere vivente sul pianeta a partire da laccate scrivanie in quel di Washington è molto ghiotta di globuli rossi e ha scoperto che succhiare sangue è facile come bere coca da un distributore automatico: vai, metti la monetina, pigi il pulsantino illuminato, esce il prodotto rinfrescante, godi per un po' e poi via: nuova monetina, ancora il pulsante, ancora bibita d'élite di massa. In questo caso, il pulsante luminoso irradia un colore paradossale: l'arancione. Una tinta che in qualunque tradizione metafisica denota l'aspirazione alla pace, possibilmente mentale, plausibilmente civile planetaria e universale. Non per la metafisica americana: qui l'arancione significa pericolo - di bombe, attentati, assalti all'arma chimica. La massa beota americana ci casca una volta di più: il governo Bush ha innalzato la soglia di pericolo accedendo al livello arancione, gli americani tremano come popcorn in bollore. E' il preludio funesto a una nuova puntata della loro soap opera preferita: una soap tragica e realissima, intrisa di sangue altrui.
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Jay McInerney: su Infinite Jest
di Jay McInerney
 Sono uno sfegatato ammiratore dei racconti di David Foster Wallace raccolti in Ragazza dai capelli strani. Lo sono meno del romanzo La scopa del sistema che - lo ammetto - non ho nemmeno finito. Se Foster Wallace disponesse di meno talento, potreste risultare inclini a sparargli verso pagina 480 di Infinite Jest - in alternativa, potreste sparare a voi stessi. Beh, in effetti potreste comunque inclinare verso questa soluzione.
Tedioso e sfolgorante con alterno ritmo, Infinite Jest può sembrare - e certe volte è tout court - un cartone animato portato alle sue estreme conseguenze. Però va detto che questo scheletro narrativo composto di satira pura viene ricoperto da una polpa di narrazione del quotidiano quasi iperrealistica. L'effetto finale è quello di una scocca alla Vonnegut riverniciata con la letteratura di uno Zola di inizio millennio.
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Beyond Usa: da Gaddis all'avantpop
di Sandro Modeo
Sotto l'equivoca etichetta del "postmoderno" - i cui limiti filosofici e ideologici sono implacabilmente scandagliati in un lucidissimo testo di Terry Eagleton, geniale critico-saggista docente di letteratura inglese a Oxford (Le illusioni del postmodernismo) - viene catalogata anche buona parte della grande letteratura americana degli ultimi decenni, comprendente varie forme di narrazione mainstream e diverse operazioni sperimentali, fino a salire a derivazioni della science fiction come il cyberpunk e lo steampunk. Si può dire che tale letteratura sia stata scandita soprattutto da autori "fluviali": da alcune memorabili macronarrazioni unificate da una comune direzione di ricerca.
Tutto comincia con William Gaddis (nella foto): The Recognitions, 1955 (in italiano Le perizie, superba traduzione di Vincenzo Mantovani, edito da Mondadori).
Permalink: postato alle 08:03 AM
Maggio 21, 2003
Sturgeon: Nascita del Superuomo
Urania Collezione è la serie di iperclassici della fantascienza che sta sbancando nelle edicole italiane con titoli eccezionali, patrimonio della letteratura tout court, al di là dei generi. Quella che segue è la prefazione a Nascita del Superuomo, celeberrimo capolavoro di Theodore Sturgeon, uno dei geni che hanno cambiato il volto della SF nel Novecento. Attualmente trovate in edicola l'imperdibile incubo di Jack Finney, L'invasione degli ultracorpi (con prefazione del criminologo Marco Picozzi).
IL SUPERMAN DI THEODORE STURGEON
di Giuseppe Genna
Se esiste un’età dell’oro della fantascienza – ed esiste -, il libro che state per leggere è un gioiello a ventiquattro carati, catapultatosi col teletrasporto da un altro tempo direttamente tra le vostre mani. Questo teletrasporto si chiama letteratura. E Theodore Sturgeon, l’autore del libro in questione, è un uomo che meriterebbe di essere fatto oggetto di un culto a parte, una religione jedi tutta dedita a venerare il genio di chi è riuscito a scrivere un capolavoro capace di farci pensare e/o divertire con una maestria ineguagliabile.
Permalink: postato alle 08:25 AM
Piccolo spazio pubblicità: il Carmillone!
Segnaliamo disordini in varie librerie d'Italia: fan impazziti di Carmilla si sono disputati a sangue e futuro l'antologia carmillica curata da Vittorio Catani e affettuosamente ribattezzata Carmillone. Sembrava di assistere alla ressa di diseredati iraqeni intorno ai camion che distribuivano acqua e cibo a Baghdad. Almeno, queste le notizie trasmesseci da Magdi Allam e noi non abbiamo alcun motivo di ritenere che siano distorte o false, vista la credibilità del prestigioso giornalista repubblichino. Trasmettiamo quindi un accorato appello ai carmilli in crisi d'astinenza da Carmillone: arriveranno a breve nuove copie in tutte le librerie del Paese. Per chi se lo fosse scordato, ripetiamo che il Carmillone è la migliore antologia di fantascienza italiana mai prodotta a memoria d'uomo: il titolo è Il futuro nel sangue , sono 19 racconti sul potere, un totale di 354 pagine al prezzo politico di 9 euro. Qui ci sono tutti i nomi degli autori e i titoli dei racconti antologizzati. Potete acquistare il Carmillone in queste librerie. Oggi vi proponiamo un nuovo estratto dal libro, che solo per disguidi tecnici non è stato dedicato a Magdi Allam. [gg]
da Frammenti degli occhi di Tiberio
di Franco Ricciardiello
Durante il trasferimento, Arduino Marchetti ricordò il breve flash di indignazione negli occhi del dottor Ferrari quando gli aveva spiegato che sarebbe stato preferibile iscrivere sua figlia nella lista delle meretrices.
– Naturalmente, è per evitare di essere giudicata come adultera – aveva aggiunto Marchetti divertito, sperando in segreto che il suo cliente mandasse a monte il viaggio. – Nella tarda epoca repubblicana, molte signore anche della classe degli equites si dichiaravano prostitute per aggirare il disonore dell’adulterio.
Permalink: postato alle 07:55 AM
Maggio 20, 2003
Charms: Disastri
 Rendiamo grazie a Paolo Nori per averci regalato la cura e la traduzione di Disastri, patchwork irresistibile a firma Daniil Charms, scrigno prezioso e sgradevole che fu salvato dalle fiamme durante l'assedio di Leningrado, manuale di sopravvivenza che costeggia l'assurdità e la tragedia, lambisce le zone più oscure dell'intelligenza e del cinismo d'autore, irride all'istituzione e sventra quanto c'è da sventrare dell'umana vicenda, non ambisce all'universalità ma ci arriva con fulmineità assoluta. Charms è un russo che più russo non si può: irriverente, sardonico, disincantato e mandato a morire da Stalin in clinica psichiatrica. Paolo Nori ha apposto una bellissima postfazione a questo aspersorio di umor nero: si intitola Mio babbo è uno studente e studia la ginnastica, misura la bellezza di 37 pagine fitte e fa testo a sé - un testo che ci racconta la triste, surreale vicenda di Charms secondo i canoni dell'assurdo alla Nori.
Permalink: postato alle 08:16 AM
Accàttati il Carmillone!
Il primo Carmillone è finalmente in libreria. Si intitola Il futuro nel sangue e - scusate l'immodestia - è la migliore antologia di fantascienza italiana che esca da quel dì. Sono diciannove racconti di SF sul potere, accorpati dalle cure amorose di Vittorio Catani. Un'operazione che è letteraria e civile: no, dico, avete mai pagato soltanto 9 euro per 354 pagine? Avete mai provato piacere e pensato a una cifra tanto irrisoria, in tempi grami in cui vi fanno pagare il piacere e il pensiero? Curiosi di conoscere gli scrittori antologizzati? Cliccate qui, allora. Potete acquistare il Carmillone in queste librerie. Intanto godetevi quest'estratto dalla summa fantascientiae targata Carmilla. [gg]
da IL FUNERALE DELLE ROSE
di Alberto Cola
La sonda computerizzata ha il diametro di una manciata di capelli. Si snoda tra le mani del chirurgo come un serpente addestrato, senza obiezioni. Il laser che ha sulla punta comincia a incidere la pelle del braccio di Lê quasi con eleganza, emettendo appena un effluvio acre.
Permalink: postato alle 08:04 AM
Maggio 19, 2003
Smocovich: Soprattutto Michela
Pelle chiara e gocce in trasparenza.
L’acqua calda accarezza le labbra e gorgoglia nella ceramica scorrendo dalle gambe.
Il corpo pallido di sapone respira e si muove nello scroscio della doccia massaggiandosi i muscoli con passione. I lunghi capelli biondi sono schiacciati sulla pelle, creano rivoli di schiuma sul petto e sulla schiena.
Permalink: postato alle 07:21 PM
Baliani: Corpo di Stato. Il delitto Moro
 E' uscito per i tipi Rizzoli il racconto dei 55 giorni di prigionia di Aldo Moro su cui Marco Baliani ha costruito un celeberrimo spettacolo di teatro civile: Corpo di Stato. Il delitto Moro (costa soltanto 7 euro) è uno degli esempi più folgoranti della presenza di una letteratura politica e civile in Italia, oltre che l'archetipo che dovrebbe governare ogni ricordo dell'uccisione dello statista democristiano - completamente fuori del cerchio celebrativo allestito dalla fiction di potere. Pubblichiamo l'intervento autografo di Marco Baliani sul suo spettacolo, oltre che un'intervista pubblicata nel '98 dal Manifesto, a cura di Oliviero Ponte di Pino. [g.g.]
CORPO DI STATO
di Marco Baliani
Il tessuto di Corpo di stato è il rapporto conflittuale tra esigenza di rivolta contro l'ingiustizia e assunzione del ruolo di giustiziere.
E' sempre stato difficile raccontare qualcosa che ci è tanto vicino - siamo nel nostro passato prossimo, solo vent'anni fa - specie se quel qualcosa ha inciso profondamente sulle nostre esistenze e sulle nostre scelte.
La materia è ancora così pulsante e non dipanata dalla lontananza, che si rischia allora di leggerla col senno di poi, filtrandola e mettendola a distanza di sicurezza.
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Il mito dell'ambiguità: il caso Moro
di Giuseppe Genna
Francamente ne ho piene le palle della martirizzazione di un soldato del controllo sociale quale fu Aldo Moro. Più passa il tempo, più misuro la crescita del maritriologio di cui questo democristiano, protagonista dei peggiori crimini sottaciuti dell'età repubblicana, viene fatto oggetto. Che i suoi crimini non siano ritenuti tali, è una contingenza che fa molto comodo alla classe regnante. Che i suoi supposti meriti vengano esaltati, altrettanto. Il suo merito è una passività totale e fortunosa di fronte alla morte che non si procurò eroicamente e davanti alla quale evocò il peggio del repertorio assicurativo del bagaglio borghese (la famiglia, lo struggimento, l'astio tremolante verso i compagni di colpa). Il suo catatonico contributo alla coscienza civile non fu certo versato durante gli ingloriosi anni di una carriera che avrà devastanti conseguenze karmiche sul suo futuro destino, bensì fu architettato a conferma dell'ovvio: l'esistenza del sistema imperialista, che faceva perno su multinazionali e intelligence. Nulla di sconvolgente nel suo memoriale, a parte qualche ovvia chiamata in correo. Il coraggio gli mancò anche all'ultimo. Ebbe il pregio di essere vittima di Kissinger. Nessun italiano privo di senno borghese desidererebbe per sé l'equivalente nazionale del JFK americano: invece no, cercano di appiccicarci addosso questo che è un relitto antropico, non un mito collettivo. E' un simbolo inerte: dello schifo a cui hanno tentato di confinarci personaggi ambigui, tra cui Moro in primis.
Permalink: postato alle 08:26 AM
Maggio 16, 2003
Intervista a Euridice
 L'hanno definito "il romanzo più pericoloso mai scritto da una donna". F/32 (pubblicato negli States nel corso del 1992 e uscito in italia per ShaKe Edizioni) è un romanzo impazzito e certamente piuttosto pericoloso. La scrittrice, che ha raccolto l'eredità di Kathy Acker e che ha scelto lo psudo Euridice, è autrice anche di un romanzo oceanico, Ehmh. Attualmente insegna letteratura alla Brown University.
Hai avuto un'infanzia piuttosto esotica.
Sono cresciuta ad Alessandria d'Egitto. Sono nata sull'isola di Lesbo. Sono venuta alla luce esattamente nel punto scelto da Saffo per suicidarsi tuffandosi in mare. E' il medesimo punto in cui, secondo il mito, le ceneri di Orfeo furono spazzate via dopo che il semidio era stato ucciso e smembrato. Sono nata precoce. Nessuno si aspettava che le acque si rompessero lì e in quel momento. Ho vissuto ad Alessandria ma non ho mai imparato l'arabo. Ho letto molto. Sono restata a casa, educata dai miei e da alcuni insegnanti privati. Leggevo moltissimo. Ho sviluppato una fervida fantasia. Mio padre desiderava che diventassi scrittrice. Da quando avevo tre anni mi parlava di scrittori e filosofi. E' anche vero che ho riscritto Beckett e Omero, quand'ero piccola: mio padre conserva ancora quelle versioni. Cancellavo parti dei libri originali e le riscrivevo - con una grafia da bambina, secondo i plot che mi piacevano di più. Non mi piaceva la letteratura mediocre.
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Avanzo: Trenta secondi
Sono con la mia ragazza in macchina. Siamo appena stati in banca, abbiamo appena depositato i nostri primi soldi, nostri.
Non lo sanno i nostri genitori, è ovvio questo, siamo troppo giovani, ma l’abbiamo fatto comunque.
Siamo la stessa cosa io e lei.
Il sole sta tramontando e l’orizzonte è arancione, giallo, bianco e azzurro, ma per descrivere tutti i colori che davvero vedo in questo momento non mi basterebbe una vita.
Michele è andato in coma ieri, è svenuto davanti ai nostri occhi, è svenuto per non rialzarsi mai più, probabilmente.
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Maggio 15, 2003
PAROLE DI UN FUGGIASCO
di Cesare Battisti

Insistiamo a proporre lo scrittore più scomodo d'Italia; tanto è vero che non vive in Italia, dove sarebbe immediatamente arrestato, bensì a Parigi. Parliamo, è chiaro, di Cesare Battisti. Condannato in contumacia a due ergastoli per due omicidi avvenuti, a distanza di mezz'ora, a Milano e a Venezia, con una sentenza poi cassata dalla giustizia francese in quanto ridicola.
Nel 1999 Einaudi pubblicò il romanzo di Battisti L'orma rossa. Il testo era seguito da dichiarazioni dell'autore raccolte da Valerio Evangelisti, che l'editore censurò pesantemente ogni volta che vi si faceva riferimento alle responsabilità del PCI nella creazione del clima della "emergenza".
Presentiamo la versione integrale di ciò che disse Battisti. Recentemente il suo utimo romanzo apparso in Francia, Le cargo sentimental (ne abbiamo già parlato), ha avuto l'onore della prima pagina del supplemento letterario di Le Monde per le sue straordinare qualità di contenuto e stilistiche.
Una narrativa che nasce dalla carne
Una decina di anni fa cominciai a buttare giù le prime linee di un romanzo. Allora non sapevo ancora dove andavo a parare, cercavo disperatamente una storia, un pretesto dal quale snodare un riesame esistenziale. Senza esserne cosciente, stavo scrivendo l’ultimo capitolo dei miei anni Settanta…
Nel mio primo romanzo, Travestito da uomo (…per non essere niente, era il titolo completo), Claudio, il protagonista, si dibatte per sopravvivere al purgatorio degli esiliati italiani a Parigi. Finirà per abbandonare definitivamente la scena nel solo modo possibile. Tolta di mezzo questa mina vagante, mi sono detto allora, potrei tentare di spingermi oltre, di risalire ancora un po’ il tempo per gettare uno sguardo a un passato meno recente. E un libro dopo l’altro, mi sono ritrovato improvvisamente sulla soglia degli anni Settanta.
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Date a Cesare quel ch'è di Cesare: tutto
di Giuseppe Genna
Ha ragione Valerio Evangelisti: insistiamo, insistiamo a tessere le lodi di questo scrittore che coniuga realtà, finzione nera, intervento politico, stile inteso come lavoro sul ritmo e sulla struttura. Questo scrittore ha un nome rétro e impegnativo: si chiama Cesare Battisti. Lavoriamo in positivo, compiamo un lavoro impositivo: imponiamo Cesare Battisti alla stolida attenzione italiana. La quale non è che non si sia accorta che i romanzi di Cesare Battisti esistono e fanno male. Ma è bene ribadire una verità banale, scontata, che soltanto gli asini dell'intimismo italiota non riescono a comprendere: Cesare Battisti è uno dei grandi scrittori di genere e non del nostro comparto nazionale: è uno dei grandi autori di genere a livello continentale. Leggo su Pulp l'ennesima lezione sull'editoria di Daniele Brolli: ci dice che Giancarlo De Cataldo ha voltato la pagina del nero italiano. Sono entusiasta di Romanzo criminale, ma bisogna fare giustizia: il nero italiano l'ha ribaltato Cesare Battisti.
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Maggio 14, 2003
LE ORIGINI DELLA FANTASCIENZA (Seconda parte)
di Riccardo Valla

Altri precursori della Fantascienza da non dimenticare, per il loro impatto sul pubblico, sono taluni illustratori che presentavano visioni grottesche. Tra questi spiccano Isidore Grandville (Un Autre monde, 1844) e Albert Robida (Le Vingtième siècle, 1883; La Vie électrique, 1883; La Guerre au vingtième siècle, 1887); diffuse inizialmente a fascicoli, le opere di Robida raggiunsero immediatamente un pubblico assai vasto.
Negli anni 1880 il pubblico sia europeo sia americano è ormai abituato a questa produzione e se da un lato può accogliere anche idee complesse, dall’altro non si accontenta del semplice novum, ma ne chiede anche una giustificazione: Grandville si limitava a colpire con l’impatto dell’immagine e non aveva bisogno di spiegazioni, ma Robida sente già l’esigenza di dare una giustificazione alle sue illustrazioni, che sono accompagnate da riferimenti satirici penetranti e rivelatori.
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Addiction Cia
di Giuseppe Genna
 "E' stato calcolato che il consumo illegale di droghe negli Stati Uniti dalla fine degli anni '80 è arrivato ad un giro finanziario di 110 miliardi di dollari ogni anno" (Paul Johnson, Modern Times, p.782). La cosiddetta Drug War non fa altro che arrestare qualche spacciatore e mantiene alti i profitti dei grandi trafficanti. Ma chi sono questi trafficanti? Prima del traffico, bisogna parlare della produzione. La CIA provvede all'elaborazione di nuove molecole stupefacenti (è una sua tradizione...) e poi le immette nel mercato di massa, a partire da quello americano. Nel 1998, l'Agenzia ha lanciato pubblicamente "quattro nuovi eccitanti, di grande qualità e sicurezza", secondo le parole dell'allora direttore John Deutch. Le quattro droghe, riprodotte nella foto, sono: 1) il Blue Glass, da fumarsi per ottenere cinque minuti di sballo euforico seguito da catatonia; 2) il Brainscratch, un allucinogeno che, utilizzato come collirio, raggiunge immediatamente la corteccia cerebrale e dura almeno dieci ore; 3) lo Zoom-B, narcotizzante da iniettarsi, che la CIA prevede sostituire il popolarissimo crack in pochi anni; e 4) lo Spike, allucinogeno, in pillole da ingerirsi per due ore di anestesia totale (fonte The Onion).
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Maggio 13, 2003
Bernardi: da VITTIMA FACILE
 Come potete constatare dall'articolo sotto questo, oggi Carmilla si dedica amorevolmente a Luigi Bernardi, archivio vivente e sguardo panottico dell'intera tradizione noir europea, oltre che scrittore in proprio della storia criminale da cui traiamo l'estratto che segue. Vittima facile (editrice Zona, 11 euro) è un noir tesissimo, algido e coinvolgente, che trascina in Italia la potenza del noir zen di Jean-Patrick Manchette. La storia del rapimento della figlia di un ricco produttore di liquori da parte di Vincenzino e della sua banda, giovanissimi in cerca del colpo della vita e dell'inserimento nella grande criminalità organizzata, restituisce l'immagine di un meridione e un'Italia egualmente devastati. Per una recensione approfondita al libro di Bernardi, basta cliccare qui. Prima di tutto, però, leggetevi quest'estratto e godetevelo fino in fondo. [g.g.]
da VITTIMA FACILE
di Luigi Bernardi
Tutte le volte che ripensa a quei giorni, a Vincenzino viene in mente l’istante preciso in cui ha cominciato a immaginare il rapimento di Francesca.
Ricorda molto bene il groviglio di pensieri che gli affannavano il respiro durante le lunghe giornate trascorse a rigirarsi sul letto e urlare maledizioni contro quelli dell’organizzazione. Quei fetenti che non si accorgevano, oppure fingevano di non accorgersi, della sua esistenza e delle sue grandi capacità criminali.
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Diario del Gaijin: IN AEROPORTO
di Luigi Bernardi

Sbuco dal portellone dell’aereo, un’onda fredda mi rade la faccia. Ero abituato al clima dell’altra città, gentile di carezze. Nella mia tira un’aria diversa, cattiva. La sento ogni volta che ritorno. Sono scomodi da scendere i gradini della scaletta, si fa meglio a salirli, pure se così ripidi e stretti che viene da aggrapparsi al corrimano. Piove anche. Mi bagno i capelli, e sono pochi i metri per arrivare alla navetta.
Non mi piacciono le navette, sono belli quegli aeroporti in cui se ne può fare a meno. Tanto piccoli che si raggiunge a piedi l’uscita, tanto grandi che ci si infila nelle passerelle mobili. Hanno la forma del tubo, o anche del verme, persino dell’utero, danno l’idea di un passaggio morbido, senza traumi. È un’illusione, quelli arriveranno dopo, ma è sempre bello poterli differire.
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Maggio 12, 2003
No War 2.0
Il 17 e 18 maggio la città di New York sarà la scena di un evento straordinario: i partecipanti alla comunità A.N.S.W.E.R. Coalition, una delle sigle più importanti del movimento pacifista americano, si ritroveranno per una due giorni in cui verranno scambiate informazioni, prodotte documentazioni ed elaborate strategie da proporre ai movimenti no global internazionali. E' soprattutto la messa in comune di informazioni che ogni gruppo ha raccolto in quest'ultimo anno a costituire un motivo di interesse notevolissimo: si attende un salto di qualità per quanto concerne la controinformazione sui panni sporchi del regime Bush, siano essi lavati in famiglia o davanti agli occhi di tutto il pianeta. Si parte con la messa a fuoco dell'affermazione rilasciata il 7 maggio da Karl Rove, uno degli architetti più perniciosi dell'Amministrazione Bush: "In Iraq abbiamo soltanto assistito a una battaglia: la guerra è più vasta".
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Il regno delle due Sicilie: Battiato abbraccia Camilleri
di Mauro Mirci
 “Il regno delle due Sicilie emblematizza due generi opposti di rappresentazione: una mitologica e perciò umana (quella di Battiato), l'altra finzionale e antiumana (quella del Camilleri televisivo).”
“Contro questa Sicilia, si schiera quella cartolinistica, inesistente, falsissima, radiosamente crepuscolare che gli italiani hanno subìto assistendo alla veterofiction di Montalbano.”
Ho stampato l’articolo di Giuseppe Genna, pubblicato il 9 maggio su Carmila on line, e sottolineato le parole che, in questo mio scritto, riporto in apertura, a mo’ di citazione. Amo tantissimo Battiato, e da anni leggo con piacere i romanzi di Camilleri (che non ha scritto solo storie imperniate su Salvo Montalbano), e devo confessare che sono parole che mi hanno fatto molto riflettere, forse mi hanno anche turbato un poco.
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CIELO 6
di Dario Voltolini

In volo aereo sul Mediterraneo, sulle sue isole brune, le sue coste, le scie bianche dei natanti, alzandosi dalla pista nella foschia, guadagnando lo strato superiore di aria limpida. Si viaggia su un secondo mare d’acqua, vaporizzato e cristallizzato, le nuvole compatte. Il cielo limpido, sopra, diventa blu cupo, tende al nero dello spazio interplanetario che appare così ai nostri occhi, mentre agli strumenti di osservazione che viaggiano su altre frequenze offre spettacoli spaventosi di forza e distruzione, di nascita e capovolgimento.
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Maggio 11, 2003
"ED ALTRI...": il caso Alda Teodorani
di Valerio Evangelisti

Il presente testo è la versione integrale dell'introduzione di Valerio Evangelisti al romanzo di Alda Teodorani Belve, ed. Addictions, di recentissima pubblicazione. Nel volume l'introduzione risulta mutilata di alcune frasi molto polemiche, soppresse peraltro col consenso del prefatore.
Alla fine è rimasta solo lei. Di tutti gli autori che, nella notissima antologia Gioventù cannibale, si erano accostati al genere horror (perché di horror si trattava, anche se con altre ambizioni), solo Alda Teodorani ha continuato sulla stessa strada senza deflettere nemmeno per un istante. Alcuni degli antologizzati ci hanno provato, ma o si sono rivolti al noir, oppure le loro sorti non sono state brillanti. I più sono tornati ai loro veri campi di scrittura, che avevano abbandonato solo per un attimo. In definitiva, la sopravvissuta è una sola, e solo a lei spetterebbe, a ben vedere, la scomoda e ambigua corona di “cannibale”. Che, giustamente, si guarda bene dal portare: se c’è una cosa che non le interessa, sono le mode letterarie.
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Maggio 10, 2003
LA FANTASCIENZA IN FRANCIA (Prima parte)
di Jean-Pierre Fontana

Scrittore tra i più popolari della Sf francese, Jean-Pierre Fontana (che appare in queste foto) ha anche il merito di avere fatto conoscere per primo in Francia la fantascienza italiana, con due esaustive antologie. Pubblicare questo suo ampio saggio è per noi anche un modo di rendere omaggio a una personalità colta e gentile, le cui opere di esuberante fantasia attendono da troppo tempo una traduzione nella nostra lingua. Ma torneremo presto su Fontana e sulla sua produzione letteraria. (V.E.)
Se gli Stati Uniti d'America sono generalmente considerati la patria d'elezione della fantascienza moderna, bisogna almeno riconoscere alla Francia di avere, da molto tempo, ospitato forti correnti letterarie fondate sull'immaginario, dalle Utopie fino all'Anticipazione scientifica. E dato che la parentela dei generi è evidente e che ognuno di loro si manifesta con l'invenzione di un altro mondo — spaziale o temporale — o con il tentativo di elaborazione di un futuro, la storia che noi raccontiamo incomincia appena prima del Rinascimento.
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Maggio 09, 2003
Il regno delle due Sicilie: Battiato vs. Camilleri
di Giuseppe Genna
 Magari non interessa granché, ma io ci tengo a parlarne. Intendo della Sicilia: avendo salde radici sicule, vorrei intervenire su una sostanza immaginifica che tracima dall'isola e, a mio parere, segnala uno specifico tutto contemporaneo: il conflitto tra mito e fiction, esattamente proporzionale a quello che si sviluppa tra la deità delle Sacre Scritture e la sua scimmia. Due evenienze che non appartengono a quella che i colletti bianchi dell'accademia intellettuale considerano "cultura alta". Siccome della "cultura alta" mi frega esattamente quanto della "cultura bassa", cioè zero al quoto, è senza inibizioni che voglio considerare significative due evenienze della Sicilia nel cinema e nella tv più recenti. Ho assistito all'anteprima di PERDUToAMOR, film scritto e diretto da Franco Battiato. E, come altri nove milioni di italiani, ho assistito a qualche puntata del Commissario Montalbano. Il regno delle due Sicilie emblematizza due generi opposti di rappresentazione: una mitologica e perciò umana (quella di Battiato), l'altra finzionale e antiumana (quella del Camilleri televisivo).
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Maggio 08, 2003
Catani: Le sabbie della Murgia
Oggi è il 5 luglio 2025, compio tredici anni e mio padre mi ha promesso un regalo insolito. Gli avevo chiesto una collana elettronica. L’ultimo modello della MicroShift pesa solo venti grammi ed è un gioiello high tech: microcamere al plasma e nano-computer quantico; comandi vocali e collegamenti immediati via satellite, anche con la stazione spaziale e la Base lunare.
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SARS, il virus paraculo
di Davide Candeli
Che cosa c’entra la Sars con lo sviluppo economico cinese? Tutto, proprio tutto. E’ necessario fare un breve, incompleto ma significativo excursus sul boom commerciale cinese. E’ ormai qualche anno che negli ambienti economici si guarda alla Cina come allo spauracchio del nuovo millennio, il gigante giallo che spezzerà gli equilibri-squilibri tra occidente e resto del mondo instauratisi dopo la fine della guerra fredda.
A testimonianza di questo ci sono dati inconfutabili che mostrano come l’economia cinese sia la prima tra quelle in rapida crescita nel mondo, seconda ai soli Stati Uniti nel ricevere investimenti esteri diretti, senza contare l’obiettivo prefissato di unificazione pacifica con Taiwan dopo essersi già ripresa Hong Kong. Racconta Lin Ling (in un articolo di qualche anno fa che potete trovare qui), il quale è Professore di Economia presso l’Università di Nankai in Cina nonché Vice Presidente dell’Associazione cinese di Economia Industriale, della diffusa convinzione che la forza economica cinese raggiungerà quella degli Stati Uniti, diventando entro il 2020 la più grande nazione sotto il profilo economico e commerciale.
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La misteriosa morte della compagna Guam
di Daniela Bandini

Un romanzo di una leggerezza straordinaria, un giallo d’altri tempi. Si potrebbe definire così, per sintetizzare, questo splendido romanzo di Qiu Xiaolong, ambientato nella Shangai contemporanea, nel quale lo sfondo di un delitto passionale mette in luce una realtà complessa di vocazioni e di poteri, di conflitti tra opportunità e giustizia. Brevemente, si racconta di come il corpo di una lavoratrice modello giovane e nubile venga ritrovato in un canale fuorimano della città, e dell’inchiesta affidata all’ispettore capo Chen, comandante della squadra casi specili, divisione omicidi. Il giallo in sé si risolverebbe praticamente subito: la pista iniziale sarà quella che condurrà fedelmente alla soluzione. Se non fosse che lo scioglimento non sarà quello atteso, che l’amarezza, così intrisa di poesia nel romanzo, non ci farà gioire per l'epilogo del caso. L’omicida sembra in realtà il nuovo capitalismo rampante, o almeno la sua effigie peggiore.
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Maggio 07, 2003
IL PINOCCHIO D'EGITTO (Quinta parte: I parà)
di Valerio Evangelisti


Eccoci all’epilogo. E’ con un po’ di tristezza che mi congedo da Magdi Allam e dalle sue colorite fantasie, capaci di conferire alla guerra all’Iraq la stessa aura onirica e folle di cui Fellini sapeva rivestire, al cinema, la Rimini natale o la Roma antica. Abbiamo vissuto grazie ad Allam, sulle pagine de La Repubblica, un episodio bellico che poco aveva a che fare con quello autentico, ma molto più appassionante per intrighi e retroscena di fantasia, con Saddam Hussein assurto alle dimensioni di un Mangiafuoco dalle risorse infernali e dalla bocca smisurata (di qui il mio riferimento a Pinocchio; non certo inteso, come qualcuno ha maliziosamente arzigogolato, a dare a Magdi Allam del bugiardo matricolato o del vu cumprà della disinformazione a sfondo scandalistico).
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Alasdair Gray: Lanark
 In Italia sono è stato tradotto soltanto un libro di Alasdair Gray, il paraottocentesco Poor things (Poveracci!, presso Marcos y Marcos), passato inosservato anche perché si trattava del titolo che meno rendeva giustizia all'unico autenticamente immenso autore scozzese. Il pool di In forma di parole, guidato dall'onnipresente (in senso temporale: fa la cultura italiana da quarant'anni a questa parte) Gianni Scalia, nel '93, propose un pazzesco racconto di questo autore abrasivo e caleidoscopico. Tutto qui. Pochi lettori nostrani, quindi, comprenderebbero l'assegnazione del Nobel per la letteratura ad Alasdair Gray: conferimento plausibile e di cui, nei fatti, i ben informati che ruotano intorno al ring dell'Accademia di Stoccolma parlano da anni. Formulo quindi un pressante invito a tutti gli editori e a tutti i consulenti: fate in modo che esca in lingua italiana Lanark: A Life in Four Books, opus magnum di Alasdair Gray. E' un libro che per potenza immaginifica, stilistica, emblematica e per statuto di generi (li supera tutti contemporaneamente) è a tutti gli effetti il Gravity's Rainbow europeo.
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Diario del Gaijin: OLTRE IL CORTILE
di Luigi Bernardi

Esco di casa, ho chiamato un taxi, devo partire con il treno. Arrivo giù nell’androne, la porta è aperta, una manna per i distributori di volantini pubblicitari. Esco, sento delle voci forti, grida. Vengono dalla strada, in fondo al sentiero che attraversa il cortile. La voce acuta di una donna, quella corposa di un uomo.
Cammino verso di loro, mi trascino il trolley, le ruote fanno rumore sull’acciottolato, coprono le urla. Ora vedo i protagonisti della lite. La donna è bionda, i capelli sciupati, forse sporchi. Mulina le braccia pallide, urla qualcosa che non capisco. L’uomo è andato verso un’altra donna. Questa ha i capelli neri, lucidi. Sta seduta sul gradino del marciapiede, la faccia nascosta fra le mani, i gomiti puntellati sui ginocchi. L’uomo le è andato dietro, le appoggia una mano sulla spalla, la lascia lì, immobile, forse pesante.
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Maggio 06, 2003
L'AMERICA LAIDA
di Valerio Evangelisti

No, non darò l'indirizzo di questo sito (del resto facilmente rintracciabile da parte chi abbia lo stomaco di visitarlo). Contiene scene di violenza carnale da parte di marines statunitensi su donne irachene, con tanto di grida di terrore in sottofondo. Le immagini sono con quasi assoluta certezza dei falsi, peraltro ben realizzati. Le donne costrette ad atti sessuali, talora di un sadismo raccapricciante (e mi riferisco solo alla porzione del sito accessibile gratuitamente), hanno effettivamente nella maggior parte dei casi lineamenti mediorientali, mentre i sedicenti marines somigliano a dei Big Jim appena un po' più flosci. Ma il punto non è se i fotogrammi siano ripresi dal vero (ripeto, sarei per escluderlo) oppure no.
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Sherwood: I nuovi inquilini
No, guarda, è che proprio non mi sento.
Intanto, era da un po’ che glielo volevo dire al capo cosa passa, ma sempre fisso sui suoi, chi lo capisce? E sai cosa? Fa anche soggezione. Sarà che se gli girano, e gli girano con niente, prende la scopa e chi c’è c’è nel mucchio. E capirai quanto ci mette con uno sfigato come me.
Come sarebbe, esagero? Ma pensi che quella volta, sì, quella, fossero davvero tutti ribelli? E che non gliene sia scappato qualcuno? Stai fresco! Le vedo io le cere quassù. E poi quell’altro fa santi cani e porci, e si nasano subito.
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Superclan
 Bisognerà fare un monumento a Giulietto Chiesa. La fenomenologia del potere tecnocratico, wasp e di griffe neoconservatrice che, insieme a Marcello Villari, ha delineato con Superclan (Feltrinelli, 9 euro) definisce una nuova fase vitale di ciò che abbiamo equivocamente chiamato controcultura o cultura antagonista. Poiché basta andare a leggersi l'incipit, strisciare tra le parole di dolore che Chiesa&Villari dedicano al nostro pianeta morente, avventurarsi nelle descizioni analitiche della stolidità politica dei Potenti per rendersi conto che qui non siamo di fronte a un semplice assalto al Gotha: qui siamo di fronte a un'urgenza che parte da uno sfondo di empatia - il legame che unisce la nostra specie al mondo. Chiesa non fa controcultura: Chiesa fa cultura, l'unica indispensabile cultura del nostro presente e del nostro futuro. Coartato da Giuliano Ferrara nel ruolo grottesco di "apparatchick coi baffi" (parla un apparatchick con la barba le cui carni sfamerebbero per anni il continente africano...), Giulietto Chiesa non è ideologico se non nel senso più puro: è un idealista pratico, un uomo informato e che continua a informarsi e che non smette un attimo di metterci a parte delle sue informazioni. Superclan non è un affare di teoria delle cospirazioni: è la purissima verità sul funzionamento della macchina antiumana che ha portato al collasso il pianeta e imposto una cattiva globalizzazione.
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Maggio 05, 2003
Kissinger: il mito del Male
di Giuseppe Genna
E' finalmente uscito in Italia, a più di due anni dalla sua pubblicazione, The Trial of Henry Kissinger di Christopher Hitchens (il titolo italiano è Il processo Kissinger, Fazi editore, 12 euro). Christopher Hitchens, giornalista di The Nation, è una persona eccezionale e il suo è un libro eccezionale che, nel momento in cui si impone una letteratura civile di estensione planetaria, diventa velocemente un testo-archetipo: la dimostrazione che la controcultura è la cultura e che è in grado di fare male. Fare male a chi? Al Potere. Fare male come? Denunciando. Denunciare il Potere, le sue perversioni assassine, i suoi tecnicismi raggelanti, le sue storture etiche, i massacri che provoca con indiscriminata liberalità, la carne dei molti e dei poveri di cui si nutre spargendone il sangue ovunque sul globo: questa è l'opera necessaria che Hitchens assolve, rischiando di suo concretamente (Kissinger ha commentato in maniera raggelante il libro: "Lo trovo trascurabile"). Non intendo, tuttavia, recensire Il processo Kissinger: la recensione, nel nostro complesso presente, mi pare un genere critico morto o mortuario. Intendo lanciare, invece, dalla prospettiva di Hitchens, un appello ai narratori: prendiamo il testimone dalla saggistica di impatto civile, intercettiamo i nuclei fondanti della nuova sconfinata comunità che emerge - e raccontiamoli.
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LE ORIGINI DELLA FANTASCIENZA (Prima parte)
di Riccardo Valla

Fantascienza. Il termine è un adattamento della corrispondente denominazione inglese ed è stato introdotto nel 1952 dal primo direttore di “Urania”, Giorgio Monicelli (che nel presentare Le sabbie di Marte, di A. C. Clarke, lo definiva: “un classico romanzo di "fanta-scienza", per usare un neologismo abbastanza efficace”); in seguito ha finito per prevalere sulla traduzione alternativa “scienza fantastica” adottato in precedenza dall’omonima rivista italiana. Anche il termine originale inglese science fiction (narrativa “di scienza”) è stato coniato per una pubblicazione specializzata nel presentare questo tipo di narrativa: lo si deve al padre delle riviste di F., Hugo Gernsback, che lo adottò come sostituto di scientifiction (abbreviazione di scientific fiction) per caratterizzare una pubblicazione da lui edita.
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Un'epidemia da paura
di Yurij Castelfranchi
[tratto da IlManifesto, 3 maggio]
La Sars e la paura della Sars. Due virus, uno biologico e l'altro «immateriale», nutrito di stili di vita, comportamenti, emozioni. Meccanismi che ci mostrano come si propagano le epidemie nel mondo globalizzato, sulla rotta del commercio e dei media. Ma anche come la percezione del rischio sia una costruzione sociale
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Maggio 04, 2003
CIELO 5
di Dario Voltolini

La poesia di Wallace Stevens è un diamante incomprensibile che sembra sparire quando lo avviciniamo, scomparire nella sua stessa trasparenza. Tuttavia noi passiamo obliqui nei suoi versi, tagliandolo, sfaccettandolo. Gli rubiamo strane rifrazioni, improvvise iridescenze, prima che ritorni ghiaccio inattaccabile. In Sunday Morning (Domenica mattina) compare a tratti il cielo (heaven): lei troverà nel sole confortevole, nei frutti, nella colorazione di un’ala, nel suo svettare, negli umori e nella bellezza della terra altrettante cose da amare (in contrasto con le cose della religione: Cos’è la divinità se giunge solo / nei sogni e in ombre silenziose?). Ed ecco che scatta il paragone, che si apre uno spazio metaforico: cose da amare come il pensiero del cielo. Lei, la protagonista di questa mattinata domenicale, sta seduta al sole, in accappatoio. Che tipo di sacralità ha questa giornata? Cristiana, pagana, mitica, nessuna, tutte? È con una vertigine che si passa agli dèi classici: Giove nacque fra le nuvole in modo inumano, dice Stevens. Poi discese fra noi, che unimmo il nostro sangue al cielo. Questa unione, mossa dal desiderio, rese visibile il dio in una stella. Il poeta inoltre prefigura una futura amichevolezza del cielo stesso, non questo blu indifferente e divisorio.
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USA tra guerra e pace
di Silvia Pareschi

Quando scoppiò la guerra contro l’Iraq mancavano pochi giorni alla mia partenza per gli Usa, e il mondo era in preda all’angoscia. Ricordo soprattutto un viaggio in treno sommersa da giornali e riviste, in cui ogni foto, ogni articolo grondavano sangue, rabbia, disperazione e paura. D’improvviso mi sentii come il proverbiale cammello carico di pesi, a cui un solo ago in più finisce per spezzare la schiena. Il mio ago fu la notizia dell’arresto, durante una manifestazione per la pace a Washington, di Mairead Corrigan Maguire e Jody Williams, premi Nobel per la pace rispettivamente nel 1976 e nel 1997. Due premi Nobel per la pace erano state arrestate perché manifestavano in favore della pace.
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Gli USA hanno vinto
di Michele Corsi
Proseguendo il discorso sulla "guerra infinita" americana, pubblichiamo questo schietto e interessante intervento tratto da REDS. [PC]
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