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Aprile 30, 2003Intervista a Wu Ming : mitopoiesi e azione politica
Elezioni scozzesi
La citazione colpisce subito l’immaginazione. Evvai, Braveheart, stermina i landlords inglesi al suono ritmato dei tamburi e delle cornamuse della Marcia di Guerra dei Clan!
Aprile 29, 2003Smocovich: Irritazioni10 settembre - Mami mi raccomanda sempre di non perdere il cartoncino verde. Dice che serve per stare sull'autobus. E se un signore vestito di blu mi chiede il biglietto, io gli devo far vedere il cartoncino verde.
Lem: Solaris
Deleuze e la letteratura
Aprile 28, 2003Tutta la verità su Houellebecq
Aprile 26, 2003LA VERGINE DI NORIMBERGAdi Valerio Evangelisti
Una bambina irachena rimasta senza occhi per un bombardamento americano, intervistata giorni fa da un operatore della tv francese, chiedeva al pilota che le aveva tolto la vista come avrebbe fatto lui al suo posto, impossibilitato a guidare aerei, o anche solo a vederli, per il resto della sua vita. La domanda era ingenua e adeguata all’età della piccola. Rivelava un modo di vedere le cose ancora improntato a una qualche specie di etica. La bimba cieca e sofferente non poteva sapere che, se mai la domanda avesse raggiunto il suo torturatore, questi le avrebbe riso in faccia. O le avrebbe detto, con vago compatimento, che lo aveva fatto per la libertà di lei e dell’Iraq. O ancora che lui stava vendicando le vittime dell’11 settembre. Oppure che un sacrificio in vite e corpi umani era indispensabile per affermare nel mondo la democrazia, ovvero il potere degli Stati Uniti d’America, che della democrazia sono la più perfetta incarnazione (assieme a un’appendice dai contorni fumosi e cangianti chiamata Occidente).
Aprile 25, 2003I mondi perduti di 2001di Riccardo Valla
Pubblichiamo l'introduzione di Riccardo Valla alla nuova edizione di Arthur C. Clarke, 2001 Odissea nello spazio, Editrice Nord, 2003. Ricordiamo che il romanzo è una novelization del famosissimo film di Stanley Kubrick, peraltro ispirato proprio a un racconto di Clarke, La sentinella; e che scrittore e regista collaborarono strettamente alla sceneggiatura del film, come Valla ci racconta. Che cos'è la scimmia per l'uomo? Un oggetto di riso e di dolorosa vergogna. E così è l'uomo per il superuomo: un oggetto di riso e di dolorosa vergogna. Fin dai titoli di testa, la colonna sonora del film di Kubrick 2001, Odissea nello spazio trasmette un senso di attesa. Dapprima una lunga nota dell'organo, come a voler descrivere la serenità imperturbata del cosmo, poi un semplice motivo in do maggiore delle trombe, che annuncia l'arrivo di qualcosa che ancora non conosciamo, quindi il martellare dei timpani, sostenuto dagli archi. Tre volte le trombe ripetono il loro motivo, ma infine sono cancellate da un perentorio colpo di piatti che, solo, colma di echi tutto lo spazio. É l'alba: il sole è sorto.
Aprile 24, 2003CIELO 4di Dario Voltolini
Materiali per immaginare il cielo.
L'Iraq del dopoguerradi Bob Rogers
Il nuovo governo iracheno del dopoguerra Copyright 2003 Rob Rogers/Pittsburgh Post-Gazette (http://www.robrogers.com)
Aprile 23, 2003Vittorio Catani: Cyberguerriero brevettatoBasta con i ‘se’ e con i ‘ma’: una guerra, quando è da fare, va combattuta nel migliore dei modi.
PICCOLI UOMINI MALVAGIdi Gianluca Giardino
Il pamphlet di Michael Moore, Stupid White Men, comincia in maniera chiara e per niente equivoca: se il mondo va così male bisogna puntare il dito e farlo senza preoccuparsi di generalizzare. La rovina degli Stati Uniti e presto di tutto il mondo è colpa di una ristretta cerchia di uomini bianchi che controllano davvero il sistema americano. Hanno nomi come Rumsfeld e Cheney e spesso rappresentano una losca connection tra potere politico ed economico (una infausta novità per la politica americana, ma nemmeno tanto). Non stiamo parlando di giovani turchi: la classe politica che Moore descrive con grande abilità nel suo libro è cresciuta ed è prosperata alla corte di Bush sr. ed è tornata, più vecchia e retrograda che mai, con Junior.
Ethlinn, la dea nascostadi Giancarlo Marino
Definirlo il romanzo della maturità di una ventunenne può sembrare un ossimoro, è vero. Ma con Ethlinn, la Dea nascosta, la sua opera prima, pubblicata dalla casa editrice Dario Flaccovio, Egle Rizzo, studentessa di Lettere palermitana, dimostra una consapevolezza già adulta della tecnica narrativa e dei canoni del fantasy. Canoni che applica e subito rovescia, a dispetto delle schematizzazioni facili e dei luoghi comuni. Niente tuniche bianche per i “buoni” e nere per i “cattivi”, quindi (anzi il contrario, semmai). Niente gnomi, elfi e folletti – «perché non erano funzionali alla storia,» spiega Egle – né un ricorso eccessivo alla magia, a parte la capacità telepatica. Pochi, nel romanzo, pure i personaggi positivi o negativi a tutto tondo. Dal punto di vista psicologico, Egle Rizzo mostra di preferire sfumature e contraddizioni. In sintesi, ha voglia di sperimentare, utilizzando ma anche violando certe convenzioni del fantasy.
Aprile 22, 2003Mirci: Il vino di TanoIl barone Valastro Guarnera di Burgio stava spingendo a tutta forza il suo purosangue lungo la strada sterrata che da Pizzo d'Elsa portava sino a Santo Stefano, quando il povero cavallo - estenuato e schiumante - mise una zampa in fallo e rovesciò il cavaliere nel bel mezzo di una macchia di rovi.
PACIFISTI AMERICANIdi Silvia Pareschi
La prima cosa che noto, appena uscita dall’aeroporto, sono le bandiere. Gli americani hanno sempre amato esibire i colori nazionali, ma adesso le stelle e le strisce sono davvero onnipresenti. Nemmeno la segnaletica è esente dal contagio. Il cartello che indica Manhattan mostra il disegno dello skyline: sopra il fantasma delle due torri è stata impressa una bandiera. Lungo il tragitto, enormi cartelloni pubblicitari bianchi, rossi e blu con la scritta SUPPORT OUR TROOPS. In città, bandiere di ogni dimensione: dai mini adesivi incollati ai parabrezza agli enormi lenzuoli che coprono intere facciate, per non parlare dei mazzi di vessilli che, insieme ai patriottici nastri gialli, sostituiscono i germogli sugli alberi ancora nudi di questa ostinata fine di inverno. Sono venuta a cercare i pacifisti, ma quello che mi accoglie è un paese caparbiamente ancorato al proprio nazionalismo.
Insetti sul fondodi Chiara Cretella
Il romanzo di Chiara Cretella Gli insetti sono al di là della mia compassione, Pendragon, 2003, non pare destinato all'oscurità. Proposto e difeso da un letterato di valore, subito stroncato da un critico illustre, suscita reazioni contrastanti ma sempre viscerali. Oggetto dello scandalo non può essere il tema: molti romanzi sul sesso scritti da donne hanno per argomento una degradazione progressiva in chiave sado-masochistica (ma soprattutto masochistica: gli psicanalisti mi perdoneranno se scindo i due aggettivi). Non può essere nemmeno il linguaggio, che coniuga esperienze d'avanguardia allo slang delle giovani generazioni. mi sveglio tardi il giorno dopo, sono le due del pomeriggio ma è tutto perfettamente in orario perché siamo rientrati alle sei. C'è una specie di gara a chi rientra più tardi, pare che chi arriva ultimo si è divertito di più. Invece spesso ci si trascina da un locale all'altro senza sapere che fare, ma il bello è cazzeggiare in compagnia, passare da un pub all'altro ordinando ogni volta un drink, e dopo il terzo posto sei già brillo. Vince chi resiste di più sobrio prima di andare in spiaggia a farsi di altre cose.
Aprile 21, 2003IL PINOCCHIO D'EGITTO (Quarta parte: Allam contro Allam)di Valerio Evangelisti
Ci si sente sempre un po’ imbarazzati davanti a Magdi Allam. Quel diavolo d’un uomo sa sempre cose che nessun altro conosceva. E, generosamente, distilla le sue rivelazioni come se ce le sussurrasse all’orecchio, dopo che qualcun altro le ha bisbigliate a lui.
Il nuovo leaderdi Bob Rogers
McDonald's - grandiosa inaugurazione! Copyright 2003 Rob Rogers/Pittsburgh Post-Gazette (http://www.robrogers.com)
Aprile 20, 2003Dal barbieredi Luigi Bernardi
Vado a tagliarmi i capelli. È mattina, abbastanza presto. Arrivo che non ci sono clienti. Solo un signore che parla con uno dei due proprietari. Si rimpallano delle cifre, in euro. Conosco la fede milanista del mio barbiere, gli chiedo se stia facendo una colletta per contribuire all’acquisto di Nesta. È concentrato sui numeri, non risponde alla mia battuta, di solito lo fa.
Aprile 19, 2003CIELO 3di Dario Voltolini
In certe giornate d’autunno la mia città si mostra bellissima nei colori e negli sfumati che richiamano alla vista sensazioni più tattili e in alcune circostanze addirittura palatali, come in una contrazione verso un nucleo intimo che raccoglie un calore ambientale in previsione del freddo.
Il glossario dell'economia del Nuovo Ordine Mondialedi Martyn Turner
1. Spiccioli Copyright 2003 Martyn Turner (http://cagle.slate.msn.com/politicalcartoons/pccartoons/archives/turner.asp)
Aprile 18, 2003Volontari coraggiosidi Valerio Evangelisti
Semplicemente straordinaria la copertina del numero di aprile della rivista Volontari per lo sviluppo. Tutta nera, reca a lettere bianche una frase memorabile:
Un altro Nuovo Ordine
Davanti all’orrore delle immagini dei bambini mutilati, davanti alle notizie dei saccheggi, regolamenti di conti strada per strada, linciaggi, marines che sparano sui bambini scambiandoli per kamikaze, davanti a tutto questo è quanto mai grottesco sentirsi dire che “la guerra è finita”. Vinta e finita.
Toni Negri: il ritorno dell'Impero
Scritto nel 1997, Impero di Antonio Negri e Michael Hardt è senza dubbio, assieme a La nascita della società in rete di Manuel Castells, il più organico e strutturato tentativo di dare sistemazione teorica al concetto di globalizzazione capitalista. Ancorché poderose, entrambe le opere scontano gli effetti dell'accelerazione che il tempo storico ha subito in questo passaggio di millennio. Ecco perché, a pochi anni dall'uscita della prima edizione americana, Negri ha deciso di aggiornare e difendere dalle molte critiche le tesi sostenute in Impero. Ne è sortito questo Guide. Cinque lezioni su Impero e dintorni che Raffello Cortina ha appena mandato in libreria. Anticipiamo subito a chi si aspettasse ripensamenti critici che resterà deluso: benché in forma rapsodica (le lezioni sono inframmezzate da articoli e dialoghi che aggrediscono i problemi da diverse angolazioni), il libro ripropone in blocco gli argomenti di sei anni fa, radicalizzando il carattere neomarxista dell'impianto metodologico. Rispettando i vincoli di spazio imposti dal media, mi limiterò a evidenziare alcuni nodi di fondo.
Aprile 17, 2003Toni Negri: Guide
CUBA: IO DISSENTOdi Josu Perales
Nelle scorse settimane i tribunali cubani hanno comminato pene per svariati decenni di prigione a numerosi oppositori politici. In precedenza, erano stati condannati a morte gli autori del sequestro e dirottamento di un traghetto. Nella certezza delle mie convinzioni, io dissento con forza.
Aprile 16, 2003Travis Jeppesen: Victims
Ancora Sofri, o del mal di testadi Vittorio Catani
Martedì 15 aprile su Repubblica appare un articolo di Adriano Sofri, abituale frequentatore del quotidiano in estesissime elaborazioni. Nel testo in oggetto, l’estensore stavolta giunge a paragonare i neoconservatori guerrafondai della destra statunitense ai... trotzkisti. Non allibisca il lettore. Per avallare l’ardita “analogia storica”, viene citato Mario Pirani: il che rasenta, ahimé, la tautologia, ma ci dice molto.
Saccheggiodi Bob Rogers
Reporter: In mezzo al caos della guerra e l'assenza di leadership... alcuni si sono abbandonati al saccheggio. Copyright 2003 Rob Rogers/Pittsburgh Post-Gazette (http://www.robrogers.com)
Aprile 15, 2003Support our Troops!
Torniamo sul tema dell’antiamericanismo. Ci torniamo a guerra ormai finita, con gli anglo-americani che hanno vinto in maniera schiacciante e sorprendentemente rapida, controllano il paese (in preda ai saccheggi e incerto se ridere per la caduta del tiranno, o piangere i propri morti e il proprio futuro semi-coloniale) e preparano il governo provvisorio e i prossimi capitoli della loro Guerra Infinita (nel mirino ora la Siria).
Il noir italiano riparte dal G8ROMA, 14 aprile (Reuters) - Finiti i tempi degli imitatori nostrani di Agatha Christie, o degli emuli delle detective's story americane, il noir all'italiana vive da qualche anno, anche all'estero, una fortunata stagione editoriale. Eppure, nonostante il successo di Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli o Giorgio Faletti, malgrado la moltiplicazione di autori e titoli, secondo un esperto del settore il genere è in crisi di creatività, non molto attento all'attualità e ai fenomeni sociali, troppo ispirato a modelli letterari, più che dalla realtà. Anche se una salutare scossa potrebbe venire dal "trauma" del G8, dai giorni di proteste noglobal e di violenza che nell'estate del 2001 accompagnarono il vertice di Genova dei Sette paesi più industrializzati del mondo e della Russia, e che hanno lasciato dietro di loro una scia di polemiche, dubbi sull'operato delle forze dell'ordine e inchieste giudiziarie ancora in corso.
Sogni riparatoridi Luigi Bernardi
Ho visto alla televisione la statua di Saddam cadere a pezzi nella piazza di Bagdad, sono andato a dormire e fatto un sogno, anzi due. Nel primo, dopo la caduta del governo Berlusconi, gli italiani buttavano tutti quanti il televisore dalla finestra. Nel secondo, dopo la caduta della giunta di Guazzaloca, i bolognesi diventavano tutti quanti vegetariani. Mi sono svegliato, dovevo andare in bagno. Assonnato, allo specchio mi sono visto una faccia che non mi conoscevo, bieca come certe caricature. Dopo sono tornato a dormire, e ho fatto un paio di altri sogni ancora.
Aprile 14, 2003IL PINOCCHIO D'EGITTO (Terza parte: San Remo)di Valerio Evangelisti
Devo scusarmi con i quattro lettori di Carmilla On Line. Avevo promesso uno studio su Magdi Allam limitato a tre puntate. Purtroppo la materia mi è esplosa tra le mani e devo estendere gli episodi a quattro. Ne sono desolato. Considerate, però, che le videocassette de Il giornalino di Giamburrasca, con Rita Pavone, sono altrettante. Non mi direte che Magdi Allam non merita uno spazio pari a Rita Pavone, o a Giamburrasca. Se non altro, è molto più divertente.
Micheal Moore: Stupid White Men
CIELO 2di Dario Voltolini
I tre alberi di fronte alla finestra occidentale stanno cominciando a mutare la colorazione del fogliame per l’autunno. Il più alto, che è anche il più bello, ha un’apparenza tale, così racchiusa nella chioma come in un doppio gesto fatto con le mani, che sembrerebbe possibile comprenderlo in un unico sguardo, né più né meno che un cespuglio, una siepe. Ai suoi piedi un’automobile aspetta la freccia verde per svoltare a sinistra. La macchina è minuscola, rispetto all’albero. Eppure l’albero non sembra enorme rispetto a lei. Qui c’è un’asimmetria che non so spiegare. Addirittura è l’albero che risulta essere di uso più quotidiano, come se la sua visione ripetuta e consueta ce lo facessero adoperare, più ancora di come adoperiamo un’automobile.
Aprile 13, 2003Luigi Bernardi: Vittima facile
Aprile 12, 2003Il futuro nel sangue
LA GUERRA E' PACE Un'antologia di diciannove racconti, con firme di autori noti e notissimi della fantascienza italiana. Diciannove apologhi il cui fil rouge è la rappresentazione di trasformazioni e stravolgimenti sociali, la ‘politica’ (in senso lato), in una parola: il Potere. D’altro canto, si sa, nel Dna della moderna science fiction echeggia il romanzo utopistico settecentesco e ottocentesco. Il lettore ritroverà in queste storie, variate per temi e stili, i luoghi canonici del “genere” (viaggi nel tempo, universi paralleli, scenari cyber, realtà virtuali, distopie, ucronie, guerre future, esplorazione di lontani pianeti, incontri con ET), in pagine dal taglio avventuroso, storie di spionaggio, d’amore; situazioni d’impianto intimista, psicologico, allegorico, satirico; umorismo demenziale, momenti avantpop; un paio di titoli legati anche all’horror, un paio ai confini del fantastico... Con il fil rouge ricorrente, esplicito o sfumato che sia. Perché questa fantascienza, questi narratori, il futuro - specchio del presente - davvero ce l’hanno “nel sangue”.
Aprile 11, 2003RACHIDdi Valerio Evangelisti
Io, Rachid, nato in Palestina e vissuto in Siria, giuro che mai e poi mai rinnegherò il santo nome di Allah. Sono venuto in Afghanistan come ero stato in Cecenia, per difendere l’Islam dai nuovi crociati che cercano di distruggerlo. Mi sono battuto con onore e mi sono arreso solo quando il nostro comandante mi ha detto di farlo. Gli americani potranno cercare di umiliarmi, ma io conserverò fino all’ultimo la mia dignità.
GIORNO DI FESTAdi Laura Malucelli
Oggi è festa, il giorno della "liberazione", della "libertà", della "democrazia". I pacifisti hanno ricevuto la loro bella lezione dalla folla di iracheni festanti. Ebbene sì, la pace la si conquista a bombe e cannonate che quando servono servono.
Aprile 10, 2003Starr: Piccoli delitti del cazzo
CIELOdi Dario Voltolini
Iniziamo a pubblicare, su Carmilla On Line, i piccoli brani intitolati Cieli che Dario Voltolini fa uscire ormai da tempo sul supplemento locale de La Stampa Torino Sette. Voltolini, oltre che infaticabile animatore culturale, è uno scrittore di estrema raffinatezza. Invitiamo quindi i lettori a centellinare questi frammenti, limpidi quanto un cielo primaverile. Un grazie a La Stampa per la gentile concessione. V.E. Stamattina il cielo che vedo dalla finestra verso occidente si sta rasserenando. Per terra cominciano ad asciugarsi larghi tratti di asfalto. Il celeste è flebile, dopo la pioggia, sfumato come il bianco delle nuvole che si ritirano. Non esiste quasi alcun contrasto, proprio nel senso del “contrasto” del video, fra i due campi di colore. Ieri alla GAM ho visto il dipinto di Lorenzo Delleani Nuvole al vento, datato 15-7-1894, dove le nuvole bianche e il cielo azzurro sembrano inseguirsi in moti vorticosi, persino la pasta del colore si stira e si increspa, e non solo nell’olio che presta la materia alle nubi, ma anche in quello che la presta al cielo pulito.
BE'...di Nico Maccentelli
Su richiesta del nostro collaboratore Nico Maccentelli pubblichiamo questa replica. Dobbiamo però precisare che Carmilla non è un newsgroup, e che la storia finisce qua. Gli interlocutori ce li scegliamo noi. Quelli coinvolti in questa mini-polemica non rientrano nel novero dei soggetti che giudichiamo interessanti. Con tutto il rispetto, ovviamente, per le parti in lite. V.E. Be', in riferimento al pezzo di Luca Sofri apparso su http://www.wittgenstein.it, chiedo venia per il virgolettato (non attribuibile all’articolo di Adriano Sofri di giovedì scorso su La Repubbica). Ma tutto sommato, per parafrasare un linguaggio ormai ben caro agli opinionisti con l’elmetto di tv e giornali vari, è solo un “effetto collaterale”, peraltro non intenzionale. Perché al di là dei giochini formali con cui Luca Sofri costruisce le sue argomentazioni sul mio intervento, dandomi oltre tutto del cretino, resta un dato di fatto: Adriano Sofri nel suo articolo parte da constatazioni pietistiche strumentali sulla tragedia in atto, per poi arrivare a giustificare la guerra. E bene ha fatto Giuseppe Genna nella sua risposta a proseguire il virgolettato che Luca Sofri aveva citato dal pezzo di suo padre (e non a caso lasciato sospeso dal Sofri Luca). Perché l’articolo di Adriano Sofri è tutto così. Il resto sono sofismi. E se Luca Sofri si è così alterato e non si abbassa (“che palle”) ad affrontare invece le questioni di merito, bollandole come “stupidaggini, presunzioni, ignoranze e trombonerie” è proprio perché tra lui e suo padre c’è una coda di paglia lunga chilometri!
Aprile 09, 2003Crolla Saddam, abbonatevi gratis!Sopra l'immagine della statua di Saddam che crolla, CNN propone il senso profondo della democrazia che gli Stati Uniti sono andati a esportare in Iraq. [Specifico che questo è un gifpack a loop=2: il messaggio non tanto subliminale è deducibile dalla sequenza di immagini alternate di finta libertà newage e Amministrazione Bush. Ricaricate la pagina, se l'immagine qui sotto si è arrestata sulla faccia blu di Donald Rumsfeld. Una pubblicità di rivista, una promozione mercantile sopra le foto di sangue provenienti dall'Iraq ha, a mio parere, un valore e una significazione simbolici. Nulla di più. gg]
Sofriggere, sofriredi Giuseppe Genna
IL PINOCCHIO D'EGITTO (Seconda parte: i boia)di Valerio Evangelisti
Soltanto una gamba in menoL'anormale serata di un milanese affranto
Un'anima candida al servizio dei potentidi Nico Maccentelli
In queste ore in cui si sta consumando del tutto il dramma di una popolazione, quella irachena, stretta tra le bombe feroci di un aggressore che non fa distinzioni e la farsa di un regime ultradecennale che fucila alla schiena chi cerca scampo nella fuga, spicca per l’ennesima volta un notista che non è in prima linea. Parlo di Adriano Sofri. La guerra vista da una cella dovrebbe portar consiglio. E invece il nostro Adriano, già arruolato tra le file degli opinion leader guerrafondai durante quel macello (che ancora qualcuno ha il coraggio di chiamare intervento umanitario) che è stata la guerra dei Balcani si ripropone con quella patina di “buon senso” che gli è propria a bacchettare un movimento contro la guerra e una sinistra che continuano ad opporsi all’intervento Usa in Iraq.
Aprile 08, 2003Cessate il fuocoNon si arrende. Il variegatissimo e imponente movimento pacifista non si ferma. Nemmeno davanti ai trionfali bollettini di guerra che scandiscono la presa di Bagdad da parte degli angloamericani. Il conflitto deve essere fermato, meglio tardi che mai. Da qui nasce la mobilitazione di sabato prossimo, 12 aprile. All'insegna della parola d'ordine Cessate il fuoco, l'invito è a scendere in piazza per dimostrare che la retorica di guerra non fiacca la resistenza non violenta, democratica e pacifista. Si manifesterà in tutta Europa, ma non solo: cortei e iniziative si terranno anche in Australia, Brasile, Corea del sud, Filippine, Messico, Nicaragua, Nuova Zelanda, Portorico, negli stessi Stati uniti. E l'elenco sembra destinato a crescere molto nei prossimi giorni.
Eroi di tempi miserabilidi Luigi Bernardi
È difficile pensare che verrà un giorno in cui bisognerà ricominciare tutto daccapo, piegandoci all’evidenza che non abbiamo capito un sacrosanto niente. Eppure i segnali sono forti, chiari, solo un cieco potrebbe non vederli. Un cieco o qualcuno abbagliato da altre luci, magari inseguite con pervicacia imbecille. Conviene allora schermarsi i contorni degli occhi, puntarli nella direzione giusta, e guardare. A Milano hanno ucciso un ragazzo, a Torino hanno preso una ragazza e le hanno inciso una svastica sulla mano, a Bologna si sono resi protagonisti di una pretestuosa caciara durante un consiglio di quartiere, in una storia che ha tutta l’aria di non essere finita. Tre episodi, di rilevanza diversa, ma che rendono perfettamente l’idea di quanto sia stato idiota pensare che il fascismo, una volta confuso il proprio nome sotto sigle diverse, si fosse esso stesso liquefatto nelle fogne che l’hanno generato.
PESSIMI SEGNALIdi Enzo Fileno Carabba
Esce in Francia, nella Série Noire Gallimard, il romanzo Pessimi segnali (tradotto Mauvais Signes) di Enzo Fileno Carabba. E pessimo segnale è di per sé il fatto che il romanzo di uno dei migliori narratori italiani debba uscire prima in Francia che in Italia. Morivano di continuo, come per un'ossessione. Non li capivo. Erano dappertutto: per le strade e nelle case. Noi li portavamo via, con la sirena che urlava e incendiava l'aria. Mi sembravano tutti uccisi. Correvamo nel ghiaccio e nel sole. Incidenti, malattia, lamiere, andavamo incontro a questo senza sapere nulla. L'unica cosa che sapevo era che sicuramente esisteva un colpevole, da qualche parte. C'è sempre un colpevole.
Conquistare i cuori e le mentidi Peter Nicholson
Primo soldato: "Dobbiamo conquistare i loro cuori e le loro menti..." Copyright by Peter Nicholson (www.nicholsoncartoons.com.au)
Aprile 07, 2003IL PINOCCHIO D'EGITTO (Prima parte: i sosia)di Valerio Evangelisti
Harmonia caelestis
Aprile 06, 2003Versi contro la guerradi Roberto Pasquali
Se intorno e dentro a noi
Perché ci odiano?di Chris Madden
PERCHE' - CI - ODIANO? Copyright by Chris Madden (http://www.goma.demon.co.uk)
Aprile 05, 2003Una dopo l'altradi Luigi Bernardi
C’è una strada, qui vicino a casa mia, che è cambiata parecchio. Era la tipica strada di una periferia fine anni cinquanta, inizio sessanta. Case basse, due, tre, al massimo quattro piani, molti mattoni in pietravista, cancelli, cortili, giardini. Una strada residenziale, pochi negozi, una volta si perdeva nella campagna, ora congiunge la via Emilia con viale Lincoln. Fino a qualche anno fa, per questa strada ci passavo spesso, ora mi capita di rado. L’ultima volta, ho fatto quasi fatica a riconoscerla.
MIA NONNAdi Myrtil
mia nonna camminava accanto a me sulla spiaggia
Aprile 04, 2003Smocovich: EmicraniaMi ricordo che quand’ero bambino iracheno soffrivo di forti mal di testa.
Dialogo con Peter Gowan (Parte Seconda)
Liberazionedi Bob Rogers
Bush: "Non dovrai più vivere sotto il regime dal pugno di ferro del malvagio Saddam..." Copyright 2003 Rob Rogers/Pittsburgh Post-Gazette (http://www.robrogers.com)
Aprile 03, 2003Radicali Liberidi Paolo Chiocchetti
Non ci fermiamo più![]() Immodesto invito parahugoliano a partecipare alla manifestazione del 12 aprile di Giuseppe Genna A quanti lamentano che si è prodotta una frattura storica dai tempi della pace di Westfalia (poiché la logica della guerra preventiva, praticata con strategico cinismo dall'élite Usa, rottama l'idea che gli Stati siano soggetti giuridici) vorrei opporre una tesi condivisa da milioni di persone. Questa: non si è prodotta una frattura storica, se ne sono prodotte due. E sono due fratture che tendono alla collisione. La prima, di marca militarista e di fonema angloamericano, è una frattura introdotta da un pool criminale, che siede su poltrone che contano soltanto in una logica di potere forte, bellico e finanziario. La seconda frattura è di natura ben diversa: di marca pacifista e di fonema misto (parla praticamente ogni lingua del pianeta), viene introdotta da una collettività sterminata che avanza una visione del mondo radicalmente eterogenea rispetto al paradigma dei dominanti. Da una parte Bush, Cheney, Kissinger, Perle, Wolfowitz, Rumsfeld e una congrega funebre di curatori fallimentari del turbocapitalismo. Dall'altra parte, noi. Noi siamo milioni e milioni. Noi stiamo interrompendo il circuito con cui viene diffuso l'inganno della fiction di regime: un regime interstiziale e maligno. Noi reintroduciamo la storia nella Storia: riportiamo l'umano, con le sue ambiguità e il suo carico empatico, al centro dell'umana attenzione. Noi, i milioni che scendono e continueranno a scendere in piazza per invocare e imporre la pace, siamo i nuovi umanisti. Noi allarghiamo una frattura storica benefica, tesa al crollo delle finte Istituzioni che non ci rappresentano. Questa crepa si allarga. Si chiama Movimento. Non ci fermiamo più.
Vergogna, vergogna, vergogna!di Pierangelo Hobo Rosati
I Ciellini Usa pro Bush
Aprile 02, 2003UCCIDERE UN BAMBINOdi Valerio Evangelisti
Ormai lo spettacolo di questa guerra tardo-coloniale non è solo orrendo. E’ turpe. Le vittime predilette dell’esercito invasore sono i bambini. Riempiono le corsie d’ospedale, cadono a grappoli ai posti di controllo dell’armata occupante, piangono nei sotterranei in cui sono rintanati durante i bombardamenti, esibiscono le loro minuscole membra sotto muri crollati. Calcinacci impastati di sangue rivelano manine tese e piccoli crani sfondati.
Chomsky: La vergogna americana
L'impressione che ho tratto dai contatti con gente favorevole alla guerra in Iraq è che una delle ragioni principali, che fa piazza pulita di ogni altra, sembra essere la loro convinzione che Saddam odii l'America. Tu sei a conoscenza di azioni o intenzioni da parte di Saddam che diano consistenza a un'opinione del genere? Non ho idea di cosa passi per la testa di Saddam, e anche ammesso che lui odii l'America (qualunque cosa questo significhi), l'idea che ciò possa costituire una giustificazione per scatenare una guerra è così folle che non vale nemmeno la pena discuterne. Neppure i nazisti si spinsero tanto lontano.
Dialogo con Peter Gowan (Parte Prima)
Aprile 01, 2003Lettera dal Presidentedi Luca Masali Inaspettata, pochi minuti fa è giunta la risposta del Presidente degli Stati Uniti, che riportiamo con piacere.
PAROLE E BANDIEREdi Luigi Bernardi Questo articolo, apparso su Il Domani di Bologna nella rubrica di Luigi Bernardi Il Delatore, è anteriore all'attacco anglo-americano all'Iraq. Coglie però la natura vera della guerra che si sarebbe scatenata di lì a poco.
Bisogna proprio dirlo: tutte queste bandiere fanno una certa impressione. Sono sempre di meno i palazzi di Bologna dai quali non ne garrisca almeno una, con i colori dell’arcobaleno e la scritta «pace» bene evidente. È una bella notizia, vuol dire che anche nella cittadella l’appiattimento sulle smanie guerrafondaie degli Stati Uniti d’America è lontano dal realizzarsi. Conoscendo i nuovi bolognesi, c’è di che rallegrarsi. Tutte queste bandiere però mi danno lo stesso da pensare, come molti commenti che si leggono sui giornali o si ascoltano alla televisione. Sono pensieri che una volta tanto pretendono il sopravvento sul contenuto solito della rubrica.
Rumsfeld Supermandi Peter Nicholson
Saddam: "Hans Blix non ti ha parlato della nostra fabbrica di kryptonite?" Copyright by Peter Nicholson (www.nicholsoncartoons.com.au)
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