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Aprile 30, 2003

Intervista a Wu Ming : mitopoiesi e azione politica

elviejotopo.jpgwumingfoundation.gif"Le storie sono il carburante ecologico delle comunità in cammino. Ma possono anche diventare strumenti oppressivi e paralizzanti. Il patrimonio di storie condivise e di prospettive, l'immaginario, forniscono una base di coesione comunitaria, ma basta poco perché dalla coesione, dal senso del percorso che si sta compiendo, si passi alla costruzione di un'identità fissa, da mantenere e preservare dalle contaminazioni esterne".
Un'intervista di Amador Fernandez-Savater a Wu Ming 4, che uscirà in spagnolo sul prossimo numero della rivista El viejo topo di Barcellona (n.179, giugno 2003). Ringraziamo Wu Ming per il permesso di pubblicazione.

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Elezioni scozzesi

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“Qui in Scozia, ci battiamo per una repubblica socialista indipendente che possa diventare un simbolo internazionale di equità e giustizia, una Scozia che si opponga e sconfigga i parassiti e i signori della guerra.”

La citazione colpisce subito l’immaginazione. Evvai, Braveheart, stermina i landlords inglesi al suono ritmato dei tamburi e delle cornamuse della Marcia di Guerra dei Clan!

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Aprile 29, 2003

Smocovich: Irritazioni

10 settembre - Mami mi raccomanda sempre di non perdere il cartoncino verde. Dice che serve per stare sull'autobus. E se un signore vestito di blu mi chiede il biglietto, io gli devo far vedere il cartoncino verde.

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Lem: Solaris

solariscover.jpgsolarislogo.jpgDa tempo ci siamo abituati alle mosse furbettine dell'editoria e/o dello showbiz, che disseppelliscono dall'oblio (il loro oblio, beninteso) autentiche chicche, riconfezionandole per le sterminate masse dei consumatori a cui vogliono vendere spettacolo. Ci siamo abituati senza neanche protestare tanto perché, se ci si trova davanti a un libro che ha il faccione bolso di George Clooney in copertina e un capolavoro sotto la copertina, beh, il gioco vale la candela. Così, mercé le piroette hollywoodiane a cui Steven Soderbergh ha sottoposto il testo, abbiamo nuovamente il piacere di vedere ben esposto in libreria uno dei classici della fantascienza di tutti i tempi, autentico masterwork non soltanto della letteratura di genere ma della letteratura tutta, come ben intese il primo adattatore cinematografico, Adrej Tarkovskij: è finalmente di nuovo tra noi Solaris, uno degli apici letterari del Novecento, parto del genio di Stanislaw Lem.

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Deleuze e la letteratura

deleuzecover.jpgdeleuze.jpgSeconda vita per un libro che, in precedenza, trovare era autentica e impresa e che da poco è approdato su Amazon. Si tratta di una straordinaria antologia sui rapporti tra Gilles Deleuze e la letteratura (o, meglio, tra il filosofo schizoanalitico e la fiction): curato da Ian Buchanan e John Marks per le pubblicazioni Edinburgh University Press (uscì nel '91 e costa adesso 25$), Deleuze and Literature rappresenta una frontiera che si deve assolutamente valicare se si vuole comprendere non tanto a quali mappe faccia riferimento l'autore dei Millepiani quando si avventura in àmbito letterario, ma che cosa significhi oggi la fiction e la nuova letteratura a cui stanno lavorando gli spiriti più profondi del nostro tempo. Collettanea di saggi che si sovrappongono, si incrociano ed entrano in osmosi reciprocamente, Deleuze and Literature offre un pluriocolo privilegiato per addentrare lo sguardo nel romanzo, nella poesia e nella letteratura d'essai dell'oggi e del domani che, più o meno fragorosamente, preme all'orizzonte dei nostri cieli.

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Aprile 28, 2003

Tutta la verità su Houellebecq

houellebecqnoguez.jpghouellebecqds.jpgE' uscito in Francia il primo testo critico di spessore su Michel Houellebecq: lo ha scritto il corrosivo e intelligentissimo saggista e romanziere Dominique Noguez, si intitola Houellebecq en fait e si tratta di un libro che nessun critico italiano avrebbe il coraggio di dedicare a un contemporaneo. Prima di compiere un'incursione tra le pagine di questo diorama che fa impazzire le tessere del mosaico-Houellebecq, qualche parola su Noguez è utile per comprendere come sia possibile che in Francia venga dato alle stampe un testo simile. Dominique Noguez è un semileggendario intellettuale che fa da eminenza grigia a parecchie realtà editoriali parigine, di prestigio e non. Ha pubblicato una serie di interventi sui contemporanei, soprattutto sulla Duras, che sarebbero inconcepibili qui da noi. E' autore del sublime Amour noir, un resumé dell'ironia infernale che non domina il nostro tempo. Su Houellebecq, Noguez ha tutto il diritto di scrivere: è tra coloro che hanno scoperto e lanciato l'autore delle Particelle elementari.

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Aprile 26, 2003

LA VERGINE DI NORIMBERGA

di Valerio Evangelisti

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Una bambina irachena rimasta senza occhi per un bombardamento americano, intervistata giorni fa da un operatore della tv francese, chiedeva al pilota che le aveva tolto la vista come avrebbe fatto lui al suo posto, impossibilitato a guidare aerei, o anche solo a vederli, per il resto della sua vita. La domanda era ingenua e adeguata all’età della piccola. Rivelava un modo di vedere le cose ancora improntato a una qualche specie di etica. La bimba cieca e sofferente non poteva sapere che, se mai la domanda avesse raggiunto il suo torturatore, questi le avrebbe riso in faccia. O le avrebbe detto, con vago compatimento, che lo aveva fatto per la libertà di lei e dell’Iraq. O ancora che lui stava vendicando le vittime dell’11 settembre. Oppure che un sacrificio in vite e corpi umani era indispensabile per affermare nel mondo la democrazia, ovvero il potere degli Stati Uniti d’America, che della democrazia sono la più perfetta incarnazione (assieme a un’appendice dai contorni fumosi e cangianti chiamata Occidente).

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Aprile 25, 2003

I mondi perduti di 2001

di Riccardo Valla

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Pubblichiamo l'introduzione di Riccardo Valla alla nuova edizione di Arthur C. Clarke, 2001 Odissea nello spazio, Editrice Nord, 2003. Ricordiamo che il romanzo è una novelization del famosissimo film di Stanley Kubrick, peraltro ispirato proprio a un racconto di Clarke, La sentinella; e che scrittore e regista collaborarono strettamente alla sceneggiatura del film, come Valla ci racconta.

Che cos'è la scimmia per l'uomo? Un oggetto di riso e di dolorosa vergogna. E così è l'uomo per il superuomo: un oggetto di riso e di dolorosa vergogna.
F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra

Fin dai titoli di testa, la colonna sonora del film di Kubrick 2001, Odissea nello spazio trasmette un senso di attesa. Dapprima una lunga nota dell'organo, come a voler descrivere la serenità imperturbata del cosmo, poi un semplice motivo in do maggiore delle trombe, che annuncia l'arrivo di qualcosa che ancora non conosciamo, quindi il martellare dei timpani, sostenuto dagli archi. Tre volte le trombe ripetono il loro motivo, ma infine sono cancellate da un perentorio colpo di piatti che, solo, colma di echi tutto lo spazio. É l'alba: il sole è sorto.

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Aprile 24, 2003

CIELO 4

di Dario Voltolini

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Materiali per immaginare il cielo.
Trovo in Fedeli a oltranza di Vidiadhar Surajprasad Naipaul (Adelphi) un’immagine di cielo come ricettacolo, quasi come deposito, cassaforte. Naipaul si trova in Indonesia e sta parlando con un poeta, Linus, che gli dice di possedere una collezione di kriss. Aprono il vecchio armadio scuro e Naipaul osserva i pugnali. “Oggetti terrificanti”, li chiama. Sono manufatti simbolicamente saturi, composti di lamine sovrapposte di metalli diversi. Traggono la loro simbologia sessuale dagli emblemi induisti del lingam (il pene) e della yoni (la vagina). I kriss della collezione di Linus sono oggetti antichi, alcuni risalgono addirittura a prima dell’anno 1000.

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L'Iraq del dopoguerra

di Bob Rogers

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Il nuovo governo iracheno del dopoguerra
"La prima cosa che dobbiamo fare è procurarci qualche arma atomica per pavoneggiarci come la Corea del Nord, in modo che questo non debba ripetersi!"

Copyright 2003 Rob Rogers/Pittsburgh Post-Gazette (http://www.robrogers.com)

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Aprile 23, 2003

Vittorio Catani: Cyberguerriero brevettato

Basta con i ‘se’ e con i ‘ma’: una guerra, quando è da fare, va combattuta nel migliore dei modi.
E permettete, uno come il sottoscritto rappresenta il meglio. Un cyberguerriero (quale io sono) oggi è la massima evoluzione in fatto di combattimenti.

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PICCOLI UOMINI MALVAGI

di Gianluca Giardino

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Il pamphlet di Michael Moore, Stupid White Men, comincia in maniera chiara e per niente equivoca: se il mondo va così male bisogna puntare il dito e farlo senza preoccuparsi di generalizzare. La rovina degli Stati Uniti e presto di tutto il mondo è colpa di una ristretta cerchia di uomini bianchi che controllano davvero il sistema americano. Hanno nomi come Rumsfeld e Cheney e spesso rappresentano una losca connection tra potere politico ed economico (una infausta novità per la politica americana, ma nemmeno tanto). Non stiamo parlando di giovani turchi: la classe politica che Moore descrive con grande abilità nel suo libro è cresciuta ed è prosperata alla corte di Bush sr. ed è tornata, più vecchia e retrograda che mai, con Junior.

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Ethlinn, la dea nascosta

di Giancarlo Marino

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Definirlo il romanzo della maturità di una ventunenne può sembrare un ossimoro, è vero. Ma con Ethlinn, la Dea nascosta, la sua opera prima, pubblicata dalla casa editrice Dario Flaccovio, Egle Rizzo, studentessa di Lettere palermitana, dimostra una consapevolezza già adulta della tecnica narrativa e dei canoni del fantasy. Canoni che applica e subito rovescia, a dispetto delle schematizzazioni facili e dei luoghi comuni. Niente tuniche bianche per i “buoni” e nere per i “cattivi”, quindi (anzi il contrario, semmai). Niente gnomi, elfi e folletti – «perché non erano funzionali alla storia,» spiega Egle – né un ricorso eccessivo alla magia, a parte la capacità telepatica. Pochi, nel romanzo, pure i personaggi positivi o negativi a tutto tondo. Dal punto di vista psicologico, Egle Rizzo mostra di preferire sfumature e contraddizioni. In sintesi, ha voglia di sperimentare, utilizzando ma anche violando certe convenzioni del fantasy.

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Aprile 22, 2003

Mirci: Il vino di Tano

Il barone Valastro Guarnera di Burgio stava spingendo a tutta forza il suo purosangue lungo la strada sterrata che da Pizzo d'Elsa portava sino a Santo Stefano, quando il povero cavallo - estenuato e schiumante - mise una zampa in fallo e rovesciò il cavaliere nel bel mezzo di una macchia di rovi.

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PACIFISTI AMERICANI

di Silvia Pareschi

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La prima cosa che noto, appena uscita dall’aeroporto, sono le bandiere. Gli americani hanno sempre amato esibire i colori nazionali, ma adesso le stelle e le strisce sono davvero onnipresenti. Nemmeno la segnaletica è esente dal contagio. Il cartello che indica Manhattan mostra il disegno dello skyline: sopra il fantasma delle due torri è stata impressa una bandiera. Lungo il tragitto, enormi cartelloni pubblicitari bianchi, rossi e blu con la scritta SUPPORT OUR TROOPS. In città, bandiere di ogni dimensione: dai mini adesivi incollati ai parabrezza agli enormi lenzuoli che coprono intere facciate, per non parlare dei mazzi di vessilli che, insieme ai patriottici nastri gialli, sostituiscono i germogli sugli alberi ancora nudi di questa ostinata fine di inverno. Sono venuta a cercare i pacifisti, ma quello che mi accoglie è un paese caparbiamente ancorato al proprio nazionalismo.

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Insetti sul fondo

di Chiara Cretella

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Il romanzo di Chiara Cretella Gli insetti sono al di là della mia compassione, Pendragon, 2003, non pare destinato all'oscurità. Proposto e difeso da un letterato di valore, subito stroncato da un critico illustre, suscita reazioni contrastanti ma sempre viscerali. Oggetto dello scandalo non può essere il tema: molti romanzi sul sesso scritti da donne hanno per argomento una degradazione progressiva in chiave sado-masochistica (ma soprattutto masochistica: gli psicanalisti mi perdoneranno se scindo i due aggettivi). Non può essere nemmeno il linguaggio, che coniuga esperienze d'avanguardia allo slang delle giovani generazioni.
Che cos'è, dunque, che colpisce tanto nel libro? Forse è l'accento di verità che lo impronta. E' relativamente facile scandalizzare dando libero sfogo alle proprie fantasie sessuali; molto più difficile, e perturbante, è farlo conferendo al racconto un'aria di completa, quasi disarmata sincerità.
Proponiamo poche pagine del romanzo, con l'avvertenza che, per capire di cosa tratti realmente, è necessario leggerlo per intero. Poi le reazioni potranno differire, ma l'importante è che ci siano. Sono così rari, oggi, i romanzi capaci di scuotere sul serio l'annoiata serenità del lettore mid-cult.
(V.E.)

mi sveglio tardi il giorno dopo, sono le due del pomeriggio ma è tutto perfettamente in orario perché siamo rientrati alle sei. C'è una specie di gara a chi rientra più tardi, pare che chi arriva ultimo si è divertito di più. Invece spesso ci si trascina da un locale all'altro senza sapere che fare, ma il bello è cazzeggiare in compagnia, passare da un pub all'altro ordinando ogni volta un drink, e dopo il terzo posto sei già brillo. Vince chi resiste di più sobrio prima di andare in spiaggia a farsi di altre cose.

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Aprile 21, 2003

IL PINOCCHIO D'EGITTO (Quarta parte: Allam contro Allam)

di Valerio Evangelisti

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Ci si sente sempre un po’ imbarazzati davanti a Magdi Allam. Quel diavolo d’un uomo sa sempre cose che nessun altro conosceva. E, generosamente, distilla le sue rivelazioni come se ce le sussurrasse all’orecchio, dopo che qualcun altro le ha bisbigliate a lui.
Prendiamo La Repubblica del 17 aprile. Due giorni prima è stato arrestato a Baghdad Abu Abbas, leader del Fronte per la Liberazione della Palestina: il gruppo responsabile, nell’ottobre del 1985, del sequestro dell’Achille Lauro. Tutto, in teoria, era già stato detto; ma ecco che Magdi Allam ci stupisce con una verità in più, ignorata da ogni altro commentatore al mondo.

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Il nuovo leader

di Bob Rogers

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McDonald's - grandiosa inaugurazione!
"Wow... è stato veloce."

Copyright 2003 Rob Rogers/Pittsburgh Post-Gazette (http://www.robrogers.com)

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Aprile 20, 2003

Dal barbiere

di Luigi Bernardi

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Vado a tagliarmi i capelli. È mattina, abbastanza presto. Arrivo che non ci sono clienti. Solo un signore che parla con uno dei due proprietari. Si rimpallano delle cifre, in euro. Conosco la fede milanista del mio barbiere, gli chiedo se stia facendo una colletta per contribuire all’acquisto di Nesta. È concentrato sui numeri, non risponde alla mia battuta, di solito lo fa.
Mi sono già seduto su una delle quattro poltrone, l’altro barbiere mi copre di teli e asciugamani, mi invita a piegare la testa sul lavandino. Ho sempre la sensazione di avere i capelli sporchi, quando vengo a tagliarli. A volte me li lavo prima, per essere sicuro che siano puliti.

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Aprile 19, 2003

CIELO 3

di Dario Voltolini

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In certe giornate d’autunno la mia città si mostra bellissima nei colori e negli sfumati che richiamano alla vista sensazioni più tattili e in alcune circostanze addirittura palatali, come in una contrazione verso un nucleo intimo che raccoglie un calore ambientale in previsione del freddo.
Poco dopo l’alba i vapori che coprono il fiume si alzano sui fabbricati e quando il sole, sorto dalla collina, riesce ad alzarsi oltre la perla di vapore, perfettamente rotondo e chiaro si fissa nel cielo, al centro del suo grande albume che prende tutto, grigio, tenue e trasparente. Le vie che scendono al fiume si mescolano nell’indistinto, in lontananza. Le auto della polizia sono ferme nei giardini, le foglie strisciano sul suolo quando passa un taxi, sulla sua scia di aria in turbolenza. Dai bar escono, fatta la colazione di cornetto e cappuccino, gli impiegati degli uffici circostanti. Dalle bisarche in sosta scendono le automobili destinate alle concessionarie.

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Il glossario dell'economia del Nuovo Ordine Mondiale

di Martyn Turner

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1. Spiccioli
2. Cambio di regime

Copyright 2003 Martyn Turner (http://cagle.slate.msn.com/politicalcartoons/pccartoons/archives/turner.asp)

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Aprile 18, 2003

Volontari coraggiosi

di Valerio Evangelisti

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Semplicemente straordinaria la copertina del numero di aprile della rivista Volontari per lo sviluppo. Tutta nera, reca a lettere bianche una frase memorabile:
"Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra, né in Germania. Questo è comprensibile. Ma, dopotutto, sono i governanti del paese che determinano la politica, ed è sempre facile trascinare con sé il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. E' facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo. In quanto espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi."

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Un altro Nuovo Ordine

wumingideogramma.gifwuming2.jpgdi Wu Ming 3 e Wu Ming 4
[questo intervento è pubblicato su Carta, attualmente in edicola col n° 13: qui la versione on line. ndr]

Davanti all’orrore delle immagini dei bambini mutilati, davanti alle notizie dei saccheggi, regolamenti di conti strada per strada, linciaggi, marines che sparano sui bambini scambiandoli per kamikaze, davanti a tutto questo è quanto mai grottesco sentirsi dire che “la guerra è finita”. Vinta e finita.
Questo è soltanto l’assaggio dell’“afghanistanizzazione” dell’Irak. Ignoriamo (benché sia facile immaginarlo) quali potranno essere i costi umani e politici della gestione di questo “dopo” tanto sbandierato.

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Toni Negri: il ritorno dell'Impero

negriqs.jpg qs.jpgdi Carlo Formenti
[Questo intervento è apparso su Quinto Stato. Ringraziamo la redazione del blog nato "per riavviare la net economy" per il permesso di pubblicarlo su Carmilla]

Scritto nel 1997, Impero di Antonio Negri e Michael Hardt è senza dubbio, assieme a La nascita della società in rete di Manuel Castells, il più organico e strutturato tentativo di dare sistemazione teorica al concetto di globalizzazione capitalista. Ancorché poderose, entrambe le opere scontano gli effetti dell'accelerazione che il tempo storico ha subito in questo passaggio di millennio. Ecco perché, a pochi anni dall'uscita della prima edizione americana, Negri ha deciso di aggiornare e difendere dalle molte critiche le tesi sostenute in Impero. Ne è sortito questo Guide. Cinque lezioni su Impero e dintorni che Raffello Cortina ha appena mandato in libreria. Anticipiamo subito a chi si aspettasse ripensamenti critici che resterà deluso: benché in forma rapsodica (le lezioni sono inframmezzate da articoli e dialoghi che aggrediscono i problemi da diverse angolazioni), il libro ripropone in blocco gli argomenti di sei anni fa, radicalizzando il carattere neomarxista dell'impianto metodologico. Rispettando i vincoli di spazio imposti dal media, mi limiterò a evidenziare alcuni nodi di fondo.

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Aprile 17, 2003

Toni Negri: Guide

negriguide.jpgnegri.jpgdi Giuseppe Genna
Mai titolo fu meglio scelto: a Toni Negri, storicamente, piacerebbe fare da guida e moltiplicare le guide rispetto a una comunità che, via via, può chiamarsi popolo, massa, moltitudine - a seconda degli approcci di chi Negri lo legge e lo apprezza. Io sono tra coloro che lo apprezzano. Vorrei però evitare di toccare il tema più filosofico della filosofia di Negri: cioè l'innervamento della sua prospettiva nel reale. Vorrei rimanere sul piano della valutazione dell'analisi che Negri compie in queste Guide, postlegomeni necessari al suo straordinario Impero (Rizzoli). Non concordo con le derive politicamente più coerenti del suo lavoro teorico: ravvedo all'orizzonte uno scatenamento di forza dal basso che non mi trova concorde. Per dirla tutta: non sono un disubbediente alla Casarini - però si tratta di una prospettiva personale, parecchio strutturata, e non è qui il caso accennarne. Vorrei invece dire questo: la filosofia italiana tutta, da decenni, è Toni Negri. Il contributo dato al Novecento e a questo inizio di secolo da Toni Negri resterà quale sviluppo fondamentale alla filosofia. Queste Guide, non innovatrici rispetto al discorso di Impero, testimoniano che Negri è al momento uno dei più alti filosofi del nostro tempo.

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CUBA: IO DISSENTO

di Josu Perales

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Nelle scorse settimane i tribunali cubani hanno comminato pene per svariati decenni di prigione a numerosi oppositori politici. In precedenza, erano stati condannati a morte gli autori del sequestro e dirottamento di un traghetto.
Riportiamo e facciamo nostra l'opinione dell'intellettuale basco Josu Perales, collaboratore della prestigiosa testata on line Rebelion, non sospettabile di ostilità preconcetta verso Cuba e il suo governo.

Nella certezza delle mie convinzioni, io dissento con forza.
A 40 anni dal suo inizio una rivoluzione non può ricorrere alla pena di morte per dissuadere da un lato la delinquenza e dall'altro i dissidenti politici. Ciò che è comprensibile agli inizi di una trasformazione politica radicale non può diventare legge e consuetudine di governo. Non dobbiamo essere come loro. Se ci comportiamo come coloro che uccidono legamente in Texas, di quale nuovo mondo possiamo parlare? La pena di morte è una vergogna in ogni parte del mondo. Ma ferisce di più in un paese che è fonte di ispirazione etica sotto tanti aspetti.

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Aprile 16, 2003

Travis Jeppesen: Victims

jeppesenvictims.jpgjeppesen.jpgFa un po' impressione dirlo, ma è incontestabilmente vero: c'è già un erede di J.T. Leroy. Esce dalla farm di Dennis Cooper, è giovanissimo, iperpop e sgradevolmente consapevole di sé, ha vissuto praticamente in mezzo mondo (Charlotte, Seattle, New York, Parigi, Amsterdam, Berlino) ed è un talento in piena esplosione e metamorfosi: Travis Jeppesen rappresenta un apice della new lit alternativa occidentale. Se è ancora difficile leggersi fisicamente il suo ultimo libro (che però è anche il primo), Victims, fatevi un'esperienza ed entrate nel colabrodo labirintico di Amsterdamned, il suo reportage sulla città "dei cieli grigi e delle mosche morte", capitale "di quella banalità geografica" che è l'Olanda (cliccate qui per leggervi il delirio nederlandese di Jeppesen). Oppure evitate il divertimento: entrate con noi nel Male.

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Ancora Sofri, o del mal di testa

di Vittorio Catani

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Martedì 15 aprile su Repubblica appare un articolo di Adriano Sofri, abituale frequentatore del quotidiano in estesissime elaborazioni. Nel testo in oggetto, l’estensore stavolta giunge a paragonare i neoconservatori guerrafondai della destra statunitense ai... trotzkisti. Non allibisca il lettore. Per avallare l’ardita “analogia storica”, viene citato Mario Pirani: il che rasenta, ahimé, la tautologia, ma ci dice molto.

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Saccheggio

di Bob Rogers

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Reporter: In mezzo al caos della guerra e l'assenza di leadership... alcuni si sono abbandonati al saccheggio.
Il Grand Old Party (Partito Repubblicano) fugge dal negozio "Bilancio USA" con i programmi di aiuto per i poveri.

Copyright 2003 Rob Rogers/Pittsburgh Post-Gazette (http://www.robrogers.com)

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Aprile 15, 2003

Support our Troops!

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di Paolo Chiocchetti

Torniamo sul tema dell’antiamericanismo. Ci torniamo a guerra ormai finita, con gli anglo-americani che hanno vinto in maniera schiacciante e sorprendentemente rapida, controllano il paese (in preda ai saccheggi e incerto se ridere per la caduta del tiranno, o piangere i propri morti e il proprio futuro semi-coloniale) e preparano il governo provvisorio e i prossimi capitoli della loro Guerra Infinita (nel mirino ora la Siria).

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Il noir italiano riparte dal G8

g8.jpgdi Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 14 aprile (Reuters) - Finiti i tempi degli imitatori nostrani di Agatha Christie, o degli emuli delle detective's story americane, il noir all'italiana vive da qualche anno, anche all'estero, una fortunata stagione editoriale. Eppure, nonostante il successo di Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli o Giorgio Faletti, malgrado la moltiplicazione di autori e titoli, secondo un esperto del settore il genere è in crisi di creatività, non molto attento all'attualità e ai fenomeni sociali, troppo ispirato a modelli letterari, più che dalla realtà. Anche se una salutare scossa potrebbe venire dal "trauma" del G8, dai giorni di proteste noglobal e di violenza che nell'estate del 2001 accompagnarono il vertice di Genova dei Sette paesi più industrializzati del mondo e della Russia, e che hanno lasciato dietro di loro una scia di polemiche, dubbi sull'operato delle forze dell'ordine e inchieste giudiziarie ancora in corso.

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Sogni riparatori

di Luigi Bernardi

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Ho visto alla televisione la statua di Saddam cadere a pezzi nella piazza di Bagdad, sono andato a dormire e fatto un sogno, anzi due. Nel primo, dopo la caduta del governo Berlusconi, gli italiani buttavano tutti quanti il televisore dalla finestra. Nel secondo, dopo la caduta della giunta di Guazzaloca, i bolognesi diventavano tutti quanti vegetariani. Mi sono svegliato, dovevo andare in bagno. Assonnato, allo specchio mi sono visto una faccia che non mi conoscevo, bieca come certe caricature. Dopo sono tornato a dormire, e ho fatto un paio di altri sogni ancora.

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Aprile 14, 2003

IL PINOCCHIO D'EGITTO (Terza parte: San Remo)

di Valerio Evangelisti

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Devo scusarmi con i quattro lettori di Carmilla On Line. Avevo promesso uno studio su Magdi Allam limitato a tre puntate. Purtroppo la materia mi è esplosa tra le mani e devo estendere gli episodi a quattro. Ne sono desolato. Considerate, però, che le videocassette de Il giornalino di Giamburrasca, con Rita Pavone, sono altrettante. Non mi direte che Magdi Allam non merita uno spazio pari a Rita Pavone, o a Giamburrasca. Se non altro, è molto più divertente.
Mi permetto di ribadirlo per la terza volta. Non si comprende il Magdi Allam cronista di guerra se non si prendono le mosse dal Magdi Allam saggista, sociologo e frenologo, per usare un termine antiquato. Il primo potrebbe essere scambiato per un semplice contafrottole, solo molto più fantasioso dei colleghi. Il secondo ci permette invece di capire come quella che sembrerebbe pura menzogna spudorata e un po’ bislacca sia invece il frutto di un progetto culturale di ampio rilievo.

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Micheal Moore: Stupid White Men

moorecover.jpgdi Giuseppe Genna
C'è un momento, nella vita di ogni civiltà, in cui ogni atto diventa simbolico e si carica di senso, penetra di molti significati l'esistenza collettiva, apre prospettive, racconta una storia comune, deflagra, viene acquisito come pubblico patrimonio e, a volte, si incastona in una mitologia. Per me, qui e oggi, Michael Moore è l'emblema che testimonia l'espansione di una coscienza popolare finalmente ritrovata, tornata a fare sentire la propria voce, capace di creare eco e riverbero alle ragioni fondamentali che legano alla vita i giusti. E la bibbia di Michael Moore è Stupid White Men: un atto di denuncia in forma letteraria che irresistibilmente rappresenta ragioni e impulsi alla conquista dell'equità e del bene comune. E che permette di comprendere quanto ipocrita e maliziosa sia l'accusa che gli idioti dell'élite lanciano su chi protesta sacrosantamente contro la guerra in Iraq e i suoi plausibili sviluppi di conflitto permanente: Michael Moore, americano, fornisce l'argomento più efficace contro l'accusa di antiamericanismo. Qui e ora, non possiamo non dirci antiamericani: se l'America è quella di Bush. Qui e ora, Moore comprova che l'America non è quella di Bush.

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CIELO 2

di Dario Voltolini

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I tre alberi di fronte alla finestra occidentale stanno cominciando a mutare la colorazione del fogliame per l’autunno. Il più alto, che è anche il più bello, ha un’apparenza tale, così racchiusa nella chioma come in un doppio gesto fatto con le mani, che sembrerebbe possibile comprenderlo in un unico sguardo, né più né meno che un cespuglio, una siepe. Ai suoi piedi un’automobile aspetta la freccia verde per svoltare a sinistra. La macchina è minuscola, rispetto all’albero. Eppure l’albero non sembra enorme rispetto a lei. Qui c’è un’asimmetria che non so spiegare. Addirittura è l’albero che risulta essere di uso più quotidiano, come se la sua visione ripetuta e consueta ce lo facessero adoperare, più ancora di come adoperiamo un’automobile.

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Aprile 13, 2003

Luigi Bernardi: Vittima facile

bernardicoloured.jpgbernardicover.jpgdi Giuseppe Genna
[da Clarence]
Facciamo un discorso articolato e immoliamoci al culto del massimo conoscitore italiano di noir, gialli, hard boiled, crime story che, sia detto da subito, è anche uno dei massimi autori italiani ed europei di questo genere plurimo, che ha costituito l'autentica rivoluzione letteraria del secondo novecento in tutto il pianeta. Parliamo di Luigi Bernardi, memoria storica e avanguardia sempre attentissima dei territori sempre più variegati e ambigui della narrativa nera. Bernardi è un intellettuale a tutto tondo e parecchio gli devono scrittori e lettori italiani: ha scovato, proposto, tradotto e pubblicato il fior fiore della letteratura noir europea. Tiene collane, agita dibattiti, scopre talenti (Paolo Nori, per esempio, è a mio parere una sua creatura - ma è un parere personale). E scrive, Luigi Bernardi: "storie criminali" tesissime, che lo avvicinano (ma senza evidenti implicazioni politiche, che ci sono nei suoi libri, ma a un secondo grado) al modello perfettissimo del genere nero: Jean-Patrick Manchette (è grazie Bernardi che lo leggiamo in italiano). Ora esce, per l'editrice Zona, Vittima facile: forse il più manchettiano dei neri italiani, in cui Bernardi raggiunge l'apice della glacialità e del cinismo d'autore. Un romanzo breve che somiglia a un colpo unico, lineare, precisissimo, che colpisce la fronte di chi pensa che l'ambiguità possa essere emendata dalla vita.

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La statua di Saddam

di Peter Nicholson

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Copyright by Peter Nicholson (www.nicholsoncartoons.com.au)

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Aprile 12, 2003

Il futuro nel sangue

futurosangue.jpgDal 19 maggio, nelle librerie: Carmilla Speciale n.1, Il futuro nel sangue. 19 racconti di
fantascienza italiani sul potere
a cura di Vittorio Catani. 354 pagine, 9
euro.

LA GUERRA E' PACE
L’IGNORANZA E' FORZA
LA LIBERTA’ E' SCHIAVITU’
(George Orwell, 1984)

Un'antologia di diciannove racconti, con firme di autori noti e notissimi della fantascienza italiana. Diciannove apologhi il cui fil rouge è la rappresentazione di trasformazioni e stravolgimenti sociali, la ‘politica’ (in senso lato), in una parola: il Potere. D’altro canto, si sa, nel Dna della moderna science fiction echeggia il romanzo utopistico settecentesco e ottocentesco. Il lettore ritroverà in queste storie, variate per temi e stili, i luoghi canonici del “genere” (viaggi nel tempo, universi paralleli, scenari cyber, realtà virtuali, distopie, ucronie, guerre future, esplorazione di lontani pianeti, incontri con ET), in pagine dal taglio avventuroso, storie di spionaggio, d’amore; situazioni d’impianto intimista, psicologico, allegorico, satirico; umorismo demenziale, momenti avantpop; un paio di titoli legati anche all’horror, un paio ai confini del fantastico... Con il fil rouge ricorrente, esplicito o sfumato che sia. Perché questa fantascienza, questi narratori, il futuro - specchio del presente - davvero ce l’hanno “nel sangue”.

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Aprile 11, 2003

RACHID

di Valerio Evangelisti

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Io, Rachid, nato in Palestina e vissuto in Siria, giuro che mai e poi mai rinnegherò il santo nome di Allah. Sono venuto in Afghanistan come ero stato in Cecenia, per difendere l’Islam dai nuovi crociati che cercano di distruggerlo. Mi sono battuto con onore e mi sono arreso solo quando il nostro comandante mi ha detto di farlo. Gli americani potranno cercare di umiliarmi, ma io conserverò fino all’ultimo la mia dignità.
E’ inutile che adesso, col sacchetto ridicolo che mi hanno messo in testa e con le strisce di plastica che mi feriscono i polsi, tentino di piegare la mia volontà. Un soldato di Allah non si lascia spaventare dal buio, né dall’obbligo di tenere corpo e testa piegati in avanti, né dalle percosse. Resisterò, perché così comanda il Misericordioso. Resisterò anche sull’aereo che mi sta per portare nella terra di Satana.

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GIORNO DI FESTA

di Laura Malucelli

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Oggi è festa, il giorno della "liberazione", della "libertà", della "democrazia". I pacifisti hanno ricevuto la loro bella lezione dalla folla di iracheni festanti. Ebbene sì, la pace la si conquista a bombe e cannonate che quando servono servono.
Felice Lilli Gruber nel narrare l’entusiasmo del popolo liberato esultante, nessuna parola lesinata alla descrizione. Beh, forse non ha parlato della ricostruzione, del fatto che non spetterà agli iracheni ma quelli non hanno soldi, mica ora glieli ridanno i soldi del petrolio rubato. E nessuna parola del fatto che non andrà nemmeno all’ONU ma con quello che hanno speso in bombe, ora che vogliono le Nazioni Unite? Lilli Gruber non ne ha parlato perché tutto questo è relativo e venale quando si parla di libertà.

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Aprile 10, 2003

Starr: Piccoli delitti del cazzo

starrdelitti.jpgstarr.jpgJason Starr è uno dei migliori autori hard boiled della scena mondiale. E' giovane ma si è già fatto le ossa: la sua bibliografia comprende almeno quattro capolavori contemporanei di genere, quali sono Nothing personal, Cold caller e Hard feelings, oltre al romanzo di cui qui parliamo, Fake I.D., genialmente intitolato, in edizione italiana, Piccoli delitti del cazzo. A meridianozero, l'editore italiano di Starr, dobbiamo già parecchio, per l'opera di intrusione dal basso verso l'alto che sta compiendo con indefettibile strategia, siringando nel panorama editoriale italiano nomi e titoli che meritano inchini e ringraziamenti: da Derek Raymond a Franz Hellens fino ai contemporanei più interessanti, come lo stesso Starr, Pagan, Françaix. Su Jason Starr, ambliopico feroce e ridanciano, possiamo puntare tutto e lo facciamo a cuor leggero: è nel ristrettissimo novero degli eredi di quell'autentico eversore della crime novel noto al mondo col nome di Elmore Leonard.

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CIELO

di Dario Voltolini

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Iniziamo a pubblicare, su Carmilla On Line, i piccoli brani intitolati Cieli che Dario Voltolini fa uscire ormai da tempo sul supplemento locale de La Stampa Torino Sette. Voltolini, oltre che infaticabile animatore culturale, è uno scrittore di estrema raffinatezza. Invitiamo quindi i lettori a centellinare questi frammenti, limpidi quanto un cielo primaverile. Un grazie a La Stampa per la gentile concessione. V.E.

Stamattina il cielo che vedo dalla finestra verso occidente si sta rasserenando. Per terra cominciano ad asciugarsi larghi tratti di asfalto. Il celeste è flebile, dopo la pioggia, sfumato come il bianco delle nuvole che si ritirano. Non esiste quasi alcun contrasto, proprio nel senso del “contrasto” del video, fra i due campi di colore. Ieri alla GAM ho visto il dipinto di Lorenzo Delleani Nuvole al vento, datato 15-7-1894, dove le nuvole bianche e il cielo azzurro sembrano inseguirsi in moti vorticosi, persino la pasta del colore si stira e si increspa, e non solo nell’olio che presta la materia alle nubi, ma anche in quello che la presta al cielo pulito.

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BE'...

di Nico Maccentelli

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Su richiesta del nostro collaboratore Nico Maccentelli pubblichiamo questa replica. Dobbiamo però precisare che Carmilla non è un newsgroup, e che la storia finisce qua. Gli interlocutori ce li scegliamo noi. Quelli coinvolti in questa mini-polemica non rientrano nel novero dei soggetti che giudichiamo interessanti. Con tutto il rispetto, ovviamente, per le parti in lite. V.E.

Be', in riferimento al pezzo di Luca Sofri apparso su http://www.wittgenstein.it, chiedo venia per il virgolettato (non attribuibile all’articolo di Adriano Sofri di giovedì scorso su La Repubbica). Ma tutto sommato, per parafrasare un linguaggio ormai ben caro agli opinionisti con l’elmetto di tv e giornali vari, è solo un “effetto collaterale”, peraltro non intenzionale. Perché al di là dei giochini formali con cui Luca Sofri costruisce le sue argomentazioni sul mio intervento, dandomi oltre tutto del cretino, resta un dato di fatto: Adriano Sofri nel suo articolo parte da constatazioni pietistiche strumentali sulla tragedia in atto, per poi arrivare a giustificare la guerra. E bene ha fatto Giuseppe Genna nella sua risposta a proseguire il virgolettato che Luca Sofri aveva citato dal pezzo di suo padre (e non a caso lasciato sospeso dal Sofri Luca). Perché l’articolo di Adriano Sofri è tutto così. Il resto sono sofismi. E se Luca Sofri si è così alterato e non si abbassa (“che palle”) ad affrontare invece le questioni di merito, bollandole come “stupidaggini, presunzioni, ignoranze e trombonerie” è proprio perché tra lui e suo padre c’è una coda di paglia lunga chilometri!

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Aprile 09, 2003

Crolla Saddam, abbonatevi gratis!

Sopra l'immagine della statua di Saddam che crolla, CNN propone il senso profondo della democrazia che gli Stati Uniti sono andati a esportare in Iraq. [Specifico che questo è un gifpack a loop=2: il messaggio non tanto subliminale è deducibile dalla sequenza di immagini alternate di finta libertà newage e Amministrazione Bush. Ricaricate la pagina, se l'immagine qui sotto si è arrestata sulla faccia blu di Donald Rumsfeld. Una pubblicità di rivista, una promozione mercantile sopra le foto di sangue provenienti dall'Iraq ha, a mio parere, un valore e una significazione simbolici. Nulla di più. gg]

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Sofriggere, sofrire

di Giuseppe Genna

asofri.jpgDa non poco tempo spendo parole di ammirazione per Luca Sofri. A mio parere, negli ultimi mesi ha compiuto un'opera di divulgazione culturale straordinaria. Non avendo egli una carica narcisistica pari a quella che spinge il 90% degli scrittori ad ambire alla pubblicazione, entra nella letteratura contemporanea con discrezione e competenza; lascia parlare; pronuncia giudizi mai aggressivi e definitivi; fa conoscere l'autore e l'opera. Il tutto con una delicatezza che mi lascia stupefatto: si tratta di una cifra che in Italia conosciamo poco (io in primis) e che ha qualcosa di anglosassone (anche se, al giorno d'oggi, dare dell'anglosassone potrebbe suonare come offesa). E' quindi con un lutto preventivo che mi accingo a un'opera di sgradevole e per nulla cinica risposta a Luca Sofri che, sul suo weblog Wittgenstein, assalta la redazione di Carmilla per un libero articolo di Nico Maccentelli sul padre Adriano. E' argomento spinoso: pensi Luca che da anni Gianluca Neri, fondatore e genio pensante di Clarence, vuole scrivere un attacco ad Adriano Sofri da includere nella rubrica degli Intoccabili: gente contro cui in pochi hanno il coraggio di parlare. Ma Sofri non è mai entrato tra gli Intoccabili: lo hanno già toccato in altro modo.

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IL PINOCCHIO D'EGITTO (Seconda parte: i boia)

di Valerio Evangelisti

Allam2.jpgAlda.jpgCerto, dispiace un poco criticare (benevolmente, sia chiaro: come fa Striscia la notizia con Alda D’Eusanio) un intellettuale del livello di Magdi Allam. Dispiace perché si tratta di un perseguitato politico, ricercato da poteri forti e temibili. Lo narra lui stesso nella prefazione al suo libro davvero imperdibile, Saddam, storia segreta di un dittatore, alle pagine 4 e 5. E’ il 1990, e Allam fa uscire su La Repubblica un suo pezzo contro Saddam Hussein. Ciò che accade dopo è drammatico. Anzitutto il giornale riceve un fax minatorio con l’intestazione dell’ambasciata irachena. Non è firmato, e ciò significa, secondo Allam, che chi lo invia è lo stesso governo dell’Iraq. E’ l’inizio di una crisi di portata, se non mondiale, quanto meno regionale.

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Soltanto una gamba in meno

di Giuseppe Genna

L'anormale serata di un milanese affranto
bambina.jpgLa pietà per quei poveri corpi, per quelle anime straziate, per quelle pozze di carne purulenta, per quegli sguardi allucinati, per quelle stanze che suppurano polpa infetta, per quella bambina incapace di astio contro il mondo, trattenuta tra le braccia dal padre ignoto e choccato - lei, offesa e sminuzzata da ganasce di metallo e da insidiosi ordigni, ma veramente, veramente, tanto concretamente da lanciarmi un urlo straziante in totale silenzio, che mi chiude lo stomaco, mentre tra poco devo mangiare la carne buona cucinata nella gastronomia, con le verdure e tutto, e a lei quella carne manca, non un'offesa mortale, ma permanente, ineludibile, definitiva, lei colpevole di farmi salire questo conato di acido gastrico, fatto di colpa (mia? perché?) e di paresi delle mie facoltà... Sono attonito e colpito, è meno grave della lesione alla gamba della bambina, alle 20.40, tra poco si mangia la carne, su RaiDue, questa bambina che ha soltanto una gamba in meno e molti mondi in più. Ierisera, su RaiDue, la bambina senza una gamba, mentre ora nell'azienda in cui lavoro c'è uno entusiasta a due metri che dice: "Ogni cluster di utente". Benvenuti nel mio mondo.

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Un'anima candida al servizio dei potenti

di Nico Maccentelli

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In queste ore in cui si sta consumando del tutto il dramma di una popolazione, quella irachena, stretta tra le bombe feroci di un aggressore che non fa distinzioni e la farsa di un regime ultradecennale che fucila alla schiena chi cerca scampo nella fuga, spicca per l’ennesima volta un notista che non è in prima linea. Parlo di Adriano Sofri. La guerra vista da una cella dovrebbe portar consiglio. E invece il nostro Adriano, già arruolato tra le file degli opinion leader guerrafondai durante quel macello (che ancora qualcuno ha il coraggio di chiamare intervento umanitario) che è stata la guerra dei Balcani si ripropone con quella patina di “buon senso” che gli è propria a bacchettare un movimento contro la guerra e una sinistra che continuano ad opporsi all’intervento Usa in Iraq.

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Aprile 08, 2003

Cessate il fuoco

12aprile.gifdi Maurizio Pluda

Non si arrende. Il variegatissimo e imponente movimento pacifista non si ferma. Nemmeno davanti ai trionfali bollettini di guerra che scandiscono la presa di Bagdad da parte degli angloamericani. Il conflitto deve essere fermato, meglio tardi che mai. Da qui nasce la mobilitazione di sabato prossimo, 12 aprile. All'insegna della parola d'ordine Cessate il fuoco, l'invito è a scendere in piazza per dimostrare che la retorica di guerra non fiacca la resistenza non violenta, democratica e pacifista. Si manifesterà in tutta Europa, ma non solo: cortei e iniziative si terranno anche in Australia, Brasile, Corea del sud, Filippine, Messico, Nicaragua, Nuova Zelanda, Portorico, negli stessi Stati uniti. E l'elenco sembra destinato a crescere molto nei prossimi giorni.

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Eroi di tempi miserabili

di Luigi Bernardi

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È difficile pensare che verrà un giorno in cui bisognerà ricominciare tutto daccapo, piegandoci all’evidenza che non abbiamo capito un sacrosanto niente. Eppure i segnali sono forti, chiari, solo un cieco potrebbe non vederli. Un cieco o qualcuno abbagliato da altre luci, magari inseguite con pervicacia imbecille. Conviene allora schermarsi i contorni degli occhi, puntarli nella direzione giusta, e guardare. A Milano hanno ucciso un ragazzo, a Torino hanno preso una ragazza e le hanno inciso una svastica sulla mano, a Bologna si sono resi protagonisti di una pretestuosa caciara durante un consiglio di quartiere, in una storia che ha tutta l’aria di non essere finita. Tre episodi, di rilevanza diversa, ma che rendono perfettamente l’idea di quanto sia stato idiota pensare che il fascismo, una volta confuso il proprio nome sotto sigle diverse, si fosse esso stesso liquefatto nelle fogne che l’hanno generato.

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PESSIMI SEGNALI

di Enzo Fileno Carabba

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Esce in Francia, nella Série Noire Gallimard, il romanzo Pessimi segnali (tradotto Mauvais Signes) di Enzo Fileno Carabba. E pessimo segnale è di per sé il fatto che il romanzo di uno dei migliori narratori italiani debba uscire prima in Francia che in Italia.
Sarà per il carattere schivo o per la levità della sua prosa, ma in Italia l'autore di Jakob Pesciolini, de La regola del silenzio, de La foresta finale (tutti pubblicati da Einaudi), non ha mai incontrato l'attenzione che meritava. Eppure la scrittura elegantissima, colta e ironica di Carabba, le sue storie tra il poetico e il delirante, sfidano e vincono in originalità tutta la nostra produzione letteraria corrente.
Pubblichiamo le pagine iniziali di Pessimi segnali, precisando che l'azione si svolge in un Pronto soccorso, in cui il protagonista presta servizio civile (V.E.).

Morivano di continuo, come per un'ossessione. Non li capivo. Erano dappertutto: per le strade e nelle case. Noi li portavamo via, con la sirena che urlava e incendiava l'aria. Mi sembravano tutti uccisi. Correvamo nel ghiaccio e nel sole. Incidenti, malattia, lamiere, andavamo incontro a questo senza sapere nulla. L'unica cosa che sapevo era che sicuramente esisteva un colpevole, da qualche parte. C'è sempre un colpevole.

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Conquistare i cuori e le menti

di Peter Nicholson

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Primo soldato: "Dobbiamo conquistare i loro cuori e le loro menti..."
Secondo soldato: "...a cominciare da questo ammasso di materia cerebrale qui sul marciapiede..."

Copyright by Peter Nicholson (www.nicholsoncartoons.com.au)

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Aprile 07, 2003

IL PINOCCHIO D'EGITTO (Prima parte: i sosia)

di Valerio Evangelisti

Magdi.jpgDiciamoci la verità. La Repubblica è nel giusto, quando va fiera della qualità dei suoi corrispondenti di guerra in Iraq. Non ci sono solo Bonini & D’Avanzo, capaci di descrivere in ogni dettaglio una serie di insurrezioni a Bassora che la gente del luogo non ha notato (forse perché distratta dalle bombe). C’è anche un intellettuale vero, per di più egiziano: Magdi Allam. Sociologo, scrittore, opinionista, una passione sfrenata per la verità. Cosa si vuole di più? Non è un caso se, ogni volta che un TG ha bisogno di un parere competente, interpella lui. Febbrile, emaciato (si capirà dopo perché metto in rilievo queste caratteristiche fisiche), è garanzia vivente di informazione sicura e di valutazione ponderata.

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Harmonia caelestis

esterhazy.jpgharmoniacaelestis.jpgdi Giuseppe Genna
Anche e non solo per mestiere, mi tocca occuparmi di letteratura. E' con un fastidio crescente - imbarazzo, senso di degenerazione, percezione di una certa scabrosità - che me ne occupo in questi giorni che giudico ben più drammatici di quanto cerchi di fare credere la fiction della propaganda ad usum idiotis. Mi pare tutto irrilevante, sul piano della letteratura che si vende, che si propone, che affolla gli scaffali. Prendere in mano un romanzo brillantissimo e di esorbitante intelligenza come L'uomo autografo della ragazza prodigio Zadie Smith (perché a 26 anni si è ancora una ragazza prodigio, oggidì...) mi incute un sentimento di inadeguatezza personale. Il che non sottintende una sfiducia nei confronti della letteratura: la letteratura che mi sembra più pesante di plutonio e uranio, per esempio, mi pare decisiva in queste ore e non mi crea nessun imbarazzo. Sarà dunque una sfiducia nei confronti di ciò che è facile e apparente a farmi apparire narrativa e poesia contemporanee come evanescenti idiomi di una popolazione allo stremo? Quale popolazione? Lo dico subito: quella americana - se non nel passaporto, almeno nella testa. Antidoti letterari a questa sindrome del golfino contro gli spifferi? Uno, al momento: Harmonia Caelestis di Péter Esterházy .

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Aprile 06, 2003

Versi contro la guerra

di Roberto Pasquali

Trionfo della morte - Tutto.jpg

Se intorno e dentro a noi
Ci fosse ancora senso e suono
Nella parola guerra sentiremmo
Il morso dell’artiglio un rullare di tamburi
L’attrito della lama il lampo rosso del sangue
Oggi che il sentire è distorto e avvelenato
Accogliamo la parola usurpata
La guerra che prepara la pace
Il grande bugiardo uccide il fratello
E annuncia festoso che dio è con noi
Forse il dio della morte a cui da sempre
Sacrifichiamo i figli migliori della vita

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Perché ci odiano?

di Chris Madden

w_madden.jpg

PERCHE' - CI - ODIANO?
La domanda fatta negli Stati Uniti dopo l'11 settembre
E di nuovo dopo l'invasione dell'Iraq?

Copyright by Chris Madden (http://www.goma.demon.co.uk)

Permalink: postato alle 02:32 AM


Aprile 05, 2003

Una dopo l'altra

di Luigi Bernardi

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C’è una strada, qui vicino a casa mia, che è cambiata parecchio. Era la tipica strada di una periferia fine anni cinquanta, inizio sessanta. Case basse, due, tre, al massimo quattro piani, molti mattoni in pietravista, cancelli, cortili, giardini. Una strada residenziale, pochi negozi, una volta si perdeva nella campagna, ora congiunge la via Emilia con viale Lincoln. Fino a qualche anno fa, per questa strada ci passavo spesso, ora mi capita di rado. L’ultima volta, ho fatto quasi fatica a riconoscerla.

Permalink: postato alle 05:04 AM


MIA NONNA

di Myrtil

Baghdad.jpg

mia nonna camminava accanto a me sulla spiaggia
(era così vecchia per me allora
ma non era
tanto vecchia, e la lei che ricordava
era molto più giovane di quanto sia io ora)
e c'era il sole di luglio sopra l'acqua
accecante, e la pace
che allora non lo sai, ma poi scopri
essere solo d'infanzia e d'estate
passeggiavamo a lungo alla battigia
erano dolci i piedi sulla sabbia
mia nonna raccontava della guerra.

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Aprile 04, 2003

Smocovich: Emicrania

Mi ricordo che quand’ero bambino iracheno soffrivo di forti mal di testa.
Una volta, tornando a casa, tra i bagliori delle esplosioni e i tormenti delle sirene, ho avuto la netta sensazione di avere un groviglio di corda annodata al cervello, passata nella pece densa e gocciolante

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Dialogo con Peter Gowan (Parte Seconda)

gowan.jpg Pubblichiamo qui la seconda parte dell'intervista rilasciata a Carmilla da Peter Gowan.
Peter Gowan insegna relazioni internazionali alla Metropolitan University di Londra ed è redattore della prestigiosa rivista della sinistra britannica New Left Review. Nel suo ultimo libro, The Global Gamble - America’s Faustian Bid for World Domination (Verso 1999), ha analizzato il dispiegarsi del progetto statunitense di egemonia globale dopo la caduta dell’Unione Sovietica.

Permalink: postato alle 12:40 AM


Liberazione

di Bob Rogers

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Bush: "Non dovrai più vivere sotto il regime dal pugno di ferro del malvagio Saddam..."
Bush: "Siamo qui per liberarti!"

Copyright 2003 Rob Rogers/Pittsburgh Post-Gazette (http://www.robrogers.com)

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Aprile 03, 2003

Radicali Liberi

di Paolo Chiocchetti
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"I ROTS (Reactive Oxygen Toxic Species) o, come sono comunemente conosciuti, "radicali liberi", rappresentano uno dei principali nemici contro cui l'uomo moderno, teso nello sforzo di migliorare la lunghezza e la qualità della propria vita, dovrà affinare le armi per vincerne i subdoli attacchi." (tratto da http://www.o2o3.it/archive.htm)

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Non ci fermiamo più

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Immodesto invito parahugoliano a partecipare alla manifestazione del 12 aprile
di Giuseppe Genna
A quanti lamentano che si è prodotta una frattura storica dai tempi della pace di Westfalia (poiché la logica della guerra preventiva, praticata con strategico cinismo dall'élite Usa, rottama l'idea che gli Stati siano soggetti giuridici) vorrei opporre una tesi condivisa da milioni di persone. Questa: non si è prodotta una frattura storica, se ne sono prodotte due. E sono due fratture che tendono alla collisione. La prima, di marca militarista e di fonema angloamericano, è una frattura introdotta da un pool criminale, che siede su poltrone che contano soltanto in una logica di potere forte, bellico e finanziario. La seconda frattura è di natura ben diversa: di marca pacifista e di fonema misto (parla praticamente ogni lingua del pianeta), viene introdotta da una collettività sterminata che avanza una visione del mondo radicalmente eterogenea rispetto al paradigma dei dominanti. Da una parte Bush, Cheney, Kissinger, Perle, Wolfowitz, Rumsfeld e una congrega funebre di curatori fallimentari del turbocapitalismo. Dall'altra parte, noi. Noi siamo milioni e milioni. Noi stiamo interrompendo il circuito con cui viene diffuso l'inganno della fiction di regime: un regime interstiziale e maligno. Noi reintroduciamo la storia nella Storia: riportiamo l'umano, con le sue ambiguità e il suo carico empatico, al centro dell'umana attenzione. Noi, i milioni che scendono e continueranno a scendere in piazza per invocare e imporre la pace, siamo i nuovi umanisti. Noi allarghiamo una frattura storica benefica, tesa al crollo delle finte Istituzioni che non ci rappresentano.
Questa crepa si allarga. Si chiama Movimento. Non ci fermiamo più.

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Vergogna, vergogna, vergogna!

di Pierangelo Hobo Rosati

un fassinoChiunque pensi che in Italia ci siano degli imbecilli al governo, si sbaglia di grosso, perché all'opposizione c'è anche di peggio. Non solo incapaci di gestire il dissenso alla guerra della stragrande maggioranza degli italiani, il più vasto e determinato movimento d'opinione nella storia della repubblica, ma abilissimi a dividerlo in buoni e cattivi, a smontarne ogni velleità di incidenza reale, a sedarne ogni desiderio di protagonismo.

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I Ciellini Usa pro Bush

presidantialpray.jpgQuella che vedete qui a fianco è l'immagine logo di un'associazione che sta raccogliendo in Rete il consenso della destra millenarista intorno a Bush. Si chiama The Presidential Prayer Team: cioè "il gruppo di preghiera per il Presidente". Si appoggiano alle spalle di George Bush Jr. due che con lui non hanno nulla a che spartire: sono gli spettri di Abraham Lincoln e George Washington. Il dipinto, che pare una tavola della Domenica del Corriere negli anni Cinquanta, è di tal Ron Di Cianni. Vi supplico, fatevi un giro nel sito del Presidential Prayer Team: vi aumenterà il quoziente di coscienza civile e pacifista. Per esempio potreste iscrivervi alla manifestazione di preghiera per il Presidente e la Nazione che si tiene nei campi da golf di mezza America. Cose così, insomma...

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Aprile 02, 2003

UCCIDERE UN BAMBINO

di Valerio Evangelisti

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Ormai lo spettacolo di questa guerra tardo-coloniale non è solo orrendo. E’ turpe. Le vittime predilette dell’esercito invasore sono i bambini. Riempiono le corsie d’ospedale, cadono a grappoli ai posti di controllo dell’armata occupante, piangono nei sotterranei in cui sono rintanati durante i bombardamenti, esibiscono le loro minuscole membra sotto muri crollati. Calcinacci impastati di sangue rivelano manine tese e piccoli crani sfondati.
Perché “vittime predilette”? Perché non poteva che essere così, una volta fatta la scelta, di fronte a un’avanzata a rilento sensibile tanto alle intemperie che alle imboscate, di bombardare a tappeto le città. Un assedio medievale in piena regola, barbarico e infernale. Si distrugge e si incendia finché il nemico non chiederà la resa. Si è perfettamente consapevoli che ciò costerà la vita ai più deboli, ai più poveri, ai più giovani, ai più vecchi. Si sa che chi resisterà meglio saranno i militari, con i loro bunker e le loro corazze.

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Chomsky: La vergogna americana

chomsky.jpgNoam Chomsky , rispondendo alle domande del forum di ZNet, ha rilasciato l'altroieri alcune dichiarazioni notevoli sulla guerra, in qualità di osservatore critico privilegiato dall'interno degli Usa. Vale la pena di leggerle. [giuseppe genna]

L'impressione che ho tratto dai contatti con gente favorevole alla guerra in Iraq è che una delle ragioni principali, che fa piazza pulita di ogni altra, sembra essere la loro convinzione che Saddam odii l'America. Tu sei a conoscenza di azioni o intenzioni da parte di Saddam che diano consistenza a un'opinione del genere?

Non ho idea di cosa passi per la testa di Saddam, e anche ammesso che lui odii l'America (qualunque cosa questo significhi), l'idea che ciò possa costituire una giustificazione per scatenare una guerra è così folle che non vale nemmeno la pena discuterne. Neppure i nazisti si spinsero tanto lontano.

Permalink: postato alle 07:52 AM


Dialogo con Peter Gowan (Parte Prima)

gowan.jpg Peter Gowan insegna relazioni internazionali alla Metropolitan University di Londra ed è redattore della prestigiosa rivista della sinistra britannica New Left Review. Nel suo ultimo libro, The Global Gamble - America’s Faustian Bid for World Domination (Verso 1999), ha analizzato il dispiegarsi del progetto statunitense di egemonia globale dopo la caduta dell’Unione Sovietica.
Abbiamo discusso con lui della guerra in Iraq e delle attuali tendenze geopolitiche.

Permalink: postato alle 01:25 AM


Aprile 01, 2003

Lettera dal Presidente

di Luca Masali
bush.jpg
In un messaggio all' Eymerich mailing list, Valerio Evangelisti poneva il seguente quesito:
"Nel discorso radiofonico di sabato scorso, Bush ha citato, a dimostrazione della nefandezza di Saddam Hussein, l'impiccagione di una ragazza che aveva applaudito le truppe anglo-americane. Così almeno riferiva il TG3 delle 19, l'unico che ho ascoltato. Mi aspettavo che questo episodio avrebbe avuto grande risonanza, ma poi non ho più letto né sentito nulla.
Qualcuno di voi ha trovato tracce un minimo circostanziate della notizia? [...]"

Inaspettata, pochi minuti fa è giunta la risposta del Presidente degli Stati Uniti, che riportiamo con piacere.

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PAROLE E BANDIERE

di Luigi Bernardi

Questo articolo, apparso su Il Domani di Bologna nella rubrica di Luigi Bernardi Il Delatore, è anteriore all'attacco anglo-americano all'Iraq. Coglie però la natura vera della guerra che si sarebbe scatenata di lì a poco.

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Bisogna proprio dirlo: tutte queste bandiere fanno una certa impressione. Sono sempre di meno i palazzi di Bologna dai quali non ne garrisca almeno una, con i colori dell’arcobaleno e la scritta «pace» bene evidente. È una bella notizia, vuol dire che anche nella cittadella l’appiattimento sulle smanie guerrafondaie degli Stati Uniti d’America è lontano dal realizzarsi. Conoscendo i nuovi bolognesi, c’è di che rallegrarsi. Tutte queste bandiere però mi danno lo stesso da pensare, come molti commenti che si leggono sui giornali o si ascoltano alla televisione. Sono pensieri che una volta tanto pretendono il sopravvento sul contenuto solito della rubrica.

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Rumsfeld Superman

di Peter Nicholson

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Saddam: "Hans Blix non ti ha parlato della nostra fabbrica di kryptonite?"

Copyright by Peter Nicholson (www.nicholsoncartoons.com.au)

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