testatahomenew.jpg


frecciabn.gif ULTIME NOVITA'
new.gif
di T. Pulsinelli
superciukpulsinellimini.jpg[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...

new.gif
di V. Evangelisti
realismooniricomini.jpgSembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...

new.gif
Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...

new.gif
di G. Genna
bertante_aldiavulmini.jpgNell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...

new.gif
di Gioacchino Toni Jacques Le Goff, Nicolas Truong, Il corpo nel Medioevo, Editori Laterza, 2007, pp. XIV-188, € 8.50 Salvo...

new.gif
di Daniela Bandini Giorgio Bona, Chiedi alle nuvole chi sono, ed. Besa, 2008, pp. 160, € 13,00. Se è vero...

new.gif
di Carlo Loiodice In un appello per Chiaiano, firmato fra gli altri da Valerio Evangelisti e da Wu Ming, si...

new.gif
di Carlo Loiodice Avrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile...

new.gif
di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...

new.gif
di N. Ordine
hadotmini.jpg"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."

new.gif
di G. Gadaleta
jaumecabremini.jpgIl clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.

new.gif
di G. Bavagnoli
bushkosovomini.jpgLe 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...

new.gif
di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di DISCESE ESTREME 16. La...

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Sindacato e Direzione ci vogliono così, segmentati in minuscole unità di produzione che non si riconoscono corpo unico. Pulviscolo fastidioso che non si fa materia solida.

new.gif
di S. Fattori
fabbriche_big.jpgPensavo fosse colpa delle sostanze da taglio, oggi ho dubbi e non saprei datare l’inizio dei disturbi. Per non avere problemi di dipendenza assumo eroina solo per tre giorni, al centro della settimana operaia.

new.gif
di Chiara Vozza Lui ha estratto il caricatore. Lei si irrigidisce – muscoli della mascella contratti, la lingua ritratta preme...

new.gif
di Massimo Maugeri [Massimo Maugeri, autore di un romanzo molto bello e molto sconcertante per la sua insolita attenzione al...

new.gif
di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...

new.gif
di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

new.gif
di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

new.gif
di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...

new.gif
di G. De Michelecampoarbe.jpg
Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.

new.gif
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...

new.gif
telese.jpg"Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]

new.gif
di Valerio Evangelisti [Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio...

new.gif
di G. Genna
officinaitalia2mini.gifDa mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.

new.gif
di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...

camillamenu.gif freccianb.gif Sei qui:    Homepage   frecciabr.gif   Segnalazioni   frecciabr.gif    Richard Matheson: IO SONO LEGGENDA

Richard Matheson: IO SONO LEGGENDA

di Valerio Evangelisti

Matheson.jpg

Tra le tante idee felici che caratterizzano la produzione Fanucci, c'è anche la riproposizione di un autentico classico della narrativa fantastica contemporanea: Io sono leggenda, di Richard Matheson. Proponiamo la postfazione al volume scritta da Valerio Evangelisti, quale invito ad avvicinarsi a un autore che in Italia ha avuto finora vita troppo effimera e marginale.

Quando un autore ha costruito la propria arte e le proprie fortune sulla dimensione del raccon-to, c’è molto da temere se decide di cimentarsi col romanzo (e viceversa, ma non nella stessa misura). Ciò sembra valere, in particolare, nel caso della narrativa fantastica. Ci sono pochi dubbi sul fatto che il Gordon Pym di Poe regga male il confronto con la sua novellistica; che H.P. Lovecraft, quando si azzarda a sfornare testi più lunghi del consueto, sfoci nel disastro (Le montagne della follia) o nella riuscita solo parziale (Il caso di Charles Dexter Ward, o il ciclo della “sconosciuta Kadath”, oscillante tra il sublime e il soporifero).

Anche un maestro della fantascienza breve o brevissima, come Fredric Brown, approda a romanzi di bassa qualità (Il vagabondo dello spazio, Gli strani suicidi di Bartlesville) oppure validi nella misura in cui hanno al centro l’autoironia (Assurdo universo). Però sa riscattarsi con una serie di noir di alto livello. Destino che invece non tocca a uno dei migliori scrittori di racconti di fantascienza, se non il migliore in assoluto: Robert Sheckley. I suoi romanzi (Gli orrori di Omega, I testimoni di Joenes, Anonima Aldilà, ecc.) sono per lo più povere cose, caotiche o banali, prive di un’accettabile costruzione drammatica; quasi l’antitesi delle prose brevi.
Naturalmente esistono eccezioni, e rilevanti: da Jean Ray, che dopo una memorabile serie di racconti scrive un romanzo indimenticabile come Malpertuis, fino a Philip K. Dick, capace di produrre prosa stimolante e geniale quale che sia la sua lunghezza. Ma l’eccezione vera, l’unica in grado di sovvertire l’ipotesi da cui sono partito, è Richard Matheson. Soprattutto in virtù di questo romanzo, Io sono leggenda (noto in Italia anche col brutto titolo I vampiri), diventato a sua volta leggenda. Del resto, se un titolo apparso per la prima volta nel 1954, viene ristampato nel 2003, vuole dire che ha la forza per reggere al tempo, e che contiene un segreto che va decifrato con cura.
Richard Matheson, nato nel 1926, esordisce nel 1950 sulla rivista The Magazine of Fantasy and Science Fiction con un racconto destinato a imprimersi per sempre nella mente di chi lo legge: Nato d’uomo e di donna. L’ispirazione è palese: si tratta in pratica del rifacimento di un racconto di Lovecraft del 1921: L’estraneo (Matheson opererà poi altre riscritture: il suo romanzo La casa d’inferno, 1971, richiama molto da vicino La casa degli invasati di Shirley Jackson).
Che cosa distingue Nato d’uomo e di donna da un modello tanto illustre? Non è difficile scoprirlo. La storia di un ragazzo portatore di una mostruosità (ignota al lettore) così spaventosa da terrorizzare i suoi stessi genitori, era inserita da Lovecraft in un contesto tipicamente gotico: un castello con torri, corridoi interminabili e ali disabitate. Riusciva in fondo abbastanza naturale, in simile ambiente, la presenza di un mostro. L’effetto orrore era affidato solo al fatto che della natura precisa di quella mostruosità non si sapesse nulla.
In Matheson l’ambientazione gotica scompare, persino brutalmente. Salgono così in primo piano gli stati emotivi dei personaggi, non dispersi dalla cornice. La prima frase è di quelle che sconvolgono: “Oggi mia mamma mi ha chiamato mostro”. Il paragone suonerà irriguardoso all’accademia, ma viene da pensare a Kafka e al suo Gregor Samsa. Il resto del racconto (di sole quattro pagine) non è però kafkiano. Prende direttamente alla gola e trascina il lettore in un vortice di angoscia. Il fatto è che non è straniante. Tutt’altro: concerne emozioni reali, che è impossibile non condividere a fondo. E, più le si condivide, più si è trascinati in un pozzo di cui non si scorge la fine.
Con Nato d’uomo e di donna nasce un autore che si sottrae alle classificazioni. Per le sedi in cui è solito pubblicare, sarà spesso definito scrittore di fantascienza. Nulla di più inadeguato. In Matheson ci sono sì embrioni di spiegazioni scientifiche (è proprio il caso di Io sono leggenda), ma servono a dare una parvenza di concretezza alle sue fantasie; non a rendere queste ultime razionali e rassicuranti. Quanto all’elemento horror, bisogna intendersi. Matheson, che pure gioca con gli stilemi del genere, è il primo a dirci che dell’orrore non condivide i fattori viscerali, istintivi. E difatti, i suoi romanzi che sembrerebbero rientrare nella definizione (quello che avete tra le mani, il citato La casa d’inferno, Io sono Helen Driscoll) sono tutti tesi a cercare di dare regole allo spavento, a dominare l’ignoto e il terrificante (che poi sono la stessa cosa) tracciandone le mappe.
E’ proprio questo tipo di ricerca che ha ingenerato l’equivoco di un Matheson “scrittore di fantascienza”. Tanto che in un saggio del 1967 (anzi, in una raccolta di saggi) meritatamente celebre, In Search of Wonder, Damon Knight si è divertito a “fare le pulci” a Io sono leggenda, sforzandosi di evidenziarne col massimo puntiglio possibile le incongruenze scientifiche. Sottoposti allo stessi tipo di esame, decine di autori illustri classificabili “di fantascienza”, da Theodore Sturgeon a Philip K. Dick, perderebbero il titolo; e persino il romanzo migliore dello stesso Knight, Il lastrico dell’inferno, reggerebbe male alla prova.
Ma, nel caso di Matheson, la questione risulta particolarmente oziosa. Che sia autore di narrativa fantastica è certo; in quale delle sottospecie si collochi è quanto meno dubbio. La verità è che Matheson attinge alla letteratura di genere senza fare troppi distinguo. Da ogni filone prende ciò che gli serve: dalla fantascienza la parvenza di razionalità, dall’horror l’incombenza di un’alienità totale e ostile, dal thriller inquietudini e sudori freddi di un protagonista alle prese con una realtà che non capisce e non può dominare. Il tutto messo al servizio di una crisi individuale che domina il proscenio per intero.
A furia di mescolare ingredienti con la pazienza di un omeopata, Matheson arriva a iniettare nel genere, quale che esso sia, elementi che parevano non appartenergli: l’inquietante, l’angoscioso, l’incombente, l’elusivo, il fatale. Non è un caso se, convocato da Alfred Hitchcock per scrivere la sceneggiatura de Gli uccelli, scandalizza il regista proponendogli una storia in cui gli uccelli non si vedano affatto. Matheson procede per elisioni, non per aggiunte; consapevole del fatto che sono le mancanze a procurare la paura vera. E che non esiste paura se non c’è protagonista autentico, non di cartapesta, che la scopra in se stesso attraverso progressive incongruenze del reale.
Con Matheson il genere si fa umanistico, rifugge dalle formule e da una meccanicità degli eventi che non coinvolga la sfera psichica. Vale anche per le sceneggiature di alcuni film di Roger Corman tratti da Poe (in particolare I vivi e i morti e Il pozzo e il pendolo, più altri minori) In seguito Matheson dichiarerà che, mentre li sceneggiava, Poe non l’aveva ancora letto. Non c’è da fidarsi: le interviste del nostro sono sempre riduttive, e spesso esasperano per l’eccesso di umiltà che vi figura. Dirà anche, con plateale contraddizione, che dei racconti di Poe si era limitato a mantenere l’inizio e la fine, mentre ne aveva imbottito il più possibile, creandola ex novo, la parte centrale.
Ciò è molto più credibile; ma che cos’è che Matheson aveva aggiunto? Nei due film citati, essenzialmente lo spessore dei personaggi interpretati da Vincent Price. Resi indimenticabili per le loro patologie assurde destinate a sfociare nella follia. Qualcosa che nei racconti d Poe era appena accennato. Ricordiamo ancora oggi i film di Corman non per la loro aderenza al modello letterario, bensì per gli innesti su di esso delle tematiche di Matheson.
Prendiamo adesso Io sono leggenda. Ha avuto due trasposizioni cinematografiche, con L’ultimo uomo sulla terra di Ubaldo Ragona (1964) e con 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra di Boris Segal (1971). Il primo è fedelissimo al romanzo, il secondo non lo è affatto. Ma entrambi tradiscono Matheson su un punto fondamentale: trasportano la crudele vicenda di Robert Neville dal suo villaggio natale a una metropoli. In questo modo la tragedia collettiva finisce per sovrastare, e prevaricare, il lento insinuarsi dell’orrore nella quotidianità, il suo divenire quotidianità a sua volta. E’ un sistema di certezze familiari quello che si incrina nel romanzo, e in tanti racconti di Matheson. Dove esisteva qualcosa di sicuro, ora si infrange al tocco e apre un vuoto che nasconde l’atroce o l’inesplicabile. Regalando al protagonista, in Io sono leggenda più che altrove, un costante presagio di sconfitta e di morte che finisce con l’essere la dominante della sua vita.
Se associamo presentimenti infausti e incertezza, otteniamo un sentimento preciso e tra i più sgradevoli: l’angoscia. Ed è questa la chiave vera dell’opera di Matheson, sia quando somiglia a fantascienza, sia quando assume le parvenze dell’horror o del noir; sia quando si fa pagina scritta, sia quando diviene sceneggiatura cinematografica. Uno stato d’animo che pochi altri autori hanno saputo trasmettere con pari efficacia.
Gli strumenti di cui Matheson si serve per perturbarci sono in apparenza tra i più semplici. Non si cerchi in lui lo stilista: ha un fraseggio secco e addirittura scarno, riduce tutto all’osso, non si perde mai in divagazioni. Suona paradossale chiamare ciò maestria, però è così. Nessun altro taglio stilistico avrebbe consentito un pari risultato; meno che mai la ridondanza di certi maestri dell’horror classico come Lovecraft e Poe, in cui la scrittura barocca diveniva parte di ciò che di malato e morboso esisteva nel tema. Matheson è, come dicevo, suscitatore di sudori freddi, non evocatore di terrori ancestrali. Li genera nell’unico modo possibile: prendendo alla gola. E ciò richiede lo scatto fulmineo, l’effetto sorpresa. Quanto più “normale” è il contesto, tanto più la morsa istantanea risulterà letale.
Si nota anche la dimestichezza con media differenti da quello letterario. Oltre a scrivere direttamente per il cinema sceneggiature di successo (Duel, Frantic, per non citare che i titoli più strettamente legati alle tematiche consuete dello scrittore), Matheson firma alcuni episodi indimenticabili della serie televisiva Ai confini della realtà di Rod Serling e, in seguito, di altri telefilm di successo (Alfred Hitchcock presenta, Star Trek, ecc.). Non vi è alcuna differenza rispetto alla narrativa, di cui mantengono la stringatezza e un’identica carica di angoscia. Da notare poi che, in quei prodotti, le immagini sono assolutamente secondarie rispetto alla forza della storia, contenente in sé tutti gli elementi atti a provocare ansia e sorpresa. Al limite, i telefilm che recano la firma di Matheson potrebbero essere ascoltati, senza nemmeno la necessità di vederli; e la sceneggiatura potrebbe essere letta come un qualsiasi racconto, di cui possiede la struttura compatta.
Siamo dunque di fronte a un autentico virtuoso dell’arte del narrare, capace di incursioni multimediali come richiede l’immaginario moderno, ma per riportare tutto a letteratura, cioè alla forma del narrare più antica e consolidata; salvo poi arricchire quest’ultima della visualità e della tecnica che in altri media hanno il loro dominio privilegiato.
Scrittore modernissimo, quindi, Matheson, ed è in fondo anche questo che lo ha sempre reso difficilmente classificabile; scrittore di genere senza che sia facile precisare di quale genere si tratti; e, in virtù di tutto ciò, scrittore longevo, che non viene nemmeno sfiorato dalla crisi della fantascienza, dal declino dell’horror, dallo stereotiparsi del thriller. Già prima si poneva altrove, per non dire sopra. Un destino comune ad Harlan Ellison (forse lo scrittore più simile a Matheson, almeno quanto a gestione della propria professionalità).
Ellison.jpg
Certo, una posizione di quel tipo rischia di rivelarsi scomoda quanto quella di Robert Neville, condannato a una quasi totale solitudine. Nel caso di Matheson, il rischio è quello del mancato riconoscimento critico, dell’isolamento nella categoria degli intrattenitori tecnicamente ferrati e artisticamente nulli. Un rischio corso persino da Alfred Hitchcock, prima che Truffaut si incaricasse di analizzare quanta perizia creativa stesse dietro la fluidità apparente.
Sono persuaso che Matheson, ristampato e letto (e “visto”, quanto ai suoi film e telefilm) ormai da un cinquantennio con l’assiduità che si riserva a un classico, verrà prima o poi studiato da un Truffaut letterario seriamente intenzionato a capire i segreti intimi della scrittura al suo più alto livello di trasmissione emotiva. Se poi ciò non dovesse accadere, non sarebbe un dramma. Per le legioni di lettori delle sue storie Richard Matheson, come Robert Neville, è già leggenda.


Pubblicato Ottobre 23, 2003 02:29 AM

frecciabr.gif versione stampabile

frecciabn.gif EDITORIALE
intro.gif L'estetica di Superciuk
di F. Ricciardiello
superciukmini.jpgLa semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

frecciabr.gif Tutti gli Editoriali

frecciabn.gif NEW ITALIAN EPIC
frecciabr.gif LA SVOLTA NARRATIVA
NEW ITALIAN EPIC
Da un saggio di Wu Ming, l'orizzonte di una rinnovata narrativa, che riporta al centro il rapporto con la Repubblica dei Lettori. Contributi e interventi che fanno discutere.
frecciabr.gif IL SAGGIO DI WU MING
GLI ULTIMI INTERVENTI
intro.gif CINEMA E GOMORRE

intro.gif VERSO IL REALISMO LIQUIDO
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA

frecciabn.gif OSSERVATORIO VENEZUELA
frecciabr.gif CHÁVEZ & GLI ALTRI
OSSERVATORIO VENEZUELA
Binocolo puntato su Venezuela e Sudamerica, contro la disinformazione che i media liberisti attuano per demonizzare una rivoluzione geopolitica in atto.

intro.gif Intervista a LUIS BRITTO GARCIA

intro.gif La lotta degli Indios di Raposa Serra do Sol in difesa della propria terra
intro.gif Messico ferito

frecciabn.gif IN EVIDENZA
carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (2)

di A.D. Altieri
house_of_bush.jpg Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.

carmillaspec.gif AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (1)

di A.D. Altiericrisi.jpgGli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.

frecciabr.gif Tutti gli Speciali

frecciabn.gif DA RILEGGERE
intro.gif Film da riscoprire: ZARDOZ di John Boorman di Valerio Evangelisti (da Film TV) Si era nel 1973, dunque dopo 2001 Odissea nello spazio e prima di Guerre...
intro.gif Vittorio Giacopini: RE IN FUGA di L. Muratori
giacopini_re_in_fugamini.jpg[...] Su necessità e importanza del saggio sul NIE di WM1 tornerò al più presto e con l'attenzione che merita. Al momento ne approfitto per ragionare su Re in fuga di Vittorio Giacopini, libro che per certi versi rientra nella categoria delle biografie finzionali. Si tratta della vita di Bobby Fischer...
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo X di S. Fattori
fabbriche_big.jpgNel mio reparto per un paio d’anni ha agito indisturbato un dirigente che ha tagliato risorse umane, non so se nelle scelte abbia inciso il Direttore. Nel dubbio, odio.
intro.gif Giovanni Maria Bellu, "L'uomo che volle essere Perón" Bellu si è messo sulle tracce di un segreto, lo ha indagato, strada facendo ha ritrovato se stesso e le sue radici, e alla fine ci ha consegnato un racconto in forma di mito. Che sia un mito con qualche fondamento o meno, in fondo, non ha nessuna importanza. Ciò che conta sono le storie che i miti alimentano, la loro qualità, la ricaduta che hanno sulla vita di ciascuno di noi.
intro.gif The Bride di Danilo Arona Cristiano Mussi è un chitarrista eccezionale, alessandrino, su cui ho scritto più volte in passato. Non è...
intro.gif Tom Rob Smith: BAMBINO 44 di A. D. Altieri
bambino_44.jpg Forse il thriller più esplosivo, più sinistro - ma soprattutto più politico - degli ultimi anni. Poche volte in tempi recenti un autore alla sua opera prima è riuscito a mescolare con tanta abilità politica e storia, suspense e horror, investigazione e azione.
intro.gif MARCIRE AL PASSO DELL'OCA Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...
intro.gif Sgretolare in Parlamento la 194? Si faccia il referendum di G. Genna
194mini.jpgSono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...
intro.gif Afferrare Proteo: dire l'indicibile nel Paese dei misteri di G. De Michele
Il mito di Proteo è stato interpretato come allegoria della conoscenza. “Afferrare Proteo”, fargli violenza significa ricondurre entro forme stabili quel reale che continuamente si trasforma: è ciò che oggi sta cercando di fare il romanzo italiano.
intro.gif CATTEDRALE - Capitolo IX di S. Fattori
fabbriche_big.jpg Un movimento sindacale che gestisce da sempre la Lotta di Classe come un’enorme bufala. Il tempo pare dare ragione a questa cinica visione. Lo scontro duro sarebbe inutile, farebbe solo danni. Gli operai sono cuccioli nati ciechi.

frecciabn.gif CARMILLA STORE
carmillalibreriauniversitar.jpg
Carmilla si è affiliata con libreriauniversitaria.it: potete cercare un titolo cliccando qui sotto o direttamente sui link dei titoli nei singoli articoli. Il ricavato per Carmilla è minimo e serve a coprire le spese del server. L'ottica è quella di offrire un servizio a tutti i carmilli.
• CERCA UN LIBRO »

frecciabn.gif CONTENT POLICY
frecciabr.gif È possibile diffondere liberamente i contenuti di Carmilla on line utilizzando i seguenti collegamenti:

XML RSS 0.91

XML RSS 1.0