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 ULTIME NOVITA'
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 Il FMI vende per far cassa
di Tito Pulsinelli Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), lunedì scorso ha deciso di mettere in vendita 400 tonnellate d'oro stivate...
 Jean Paul Sartre: «Élections, piége a cons»
(a cura di Sbancor) Ripubblicare oggi un testo di J.P. Sartre, scritto nel 1973, edito allora, non è filologia dei movimenti. Chiunque lo legga con attenzione potrà trovarvi riferimenti alle scelte elettorali che dovremo fare fra in questi giorni. E riflettere su cosa fare.
 Vampirismo geoeconomico
di Sbancor Sulla scrivania ho tre schermi. Due sono di Bloomberg, il sindaco di New York. Uno manda in continuazione...
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 Federico Platania: IL PRIMO SANGUE
di S. Fattori ia fa i conti con le nuove paure metropolitane, che di nuovo non hanno nulla, è l’incapacità di reazione che ci mette all’angolo, la mancanza di anticorpi ad emergenze che pensavamo storicamente risolte a metterci nei guai.
 La Ferla: COMPAGNA MARILYN
di A. Beccaria Mario La Ferla, avvezzo alle inchieste giornalistiche, fa per vent'anni la posta al dossier segreto su Marilyn Monroe, cura i suoi contatti negli USA, intercetta il fascicolo di Hoover e finalmente si ritrova in mano 3.000 pagine di schede personali, intercettazioni, confidenze e rapporti...
 Dal Lago: IL BUSINESS DEL PENSIERO
di I. Domanin [...] Al termine, di questa ricognizione il libro indica una strada promettente e, a mio avviso, decisiva: il potere nelle mani della filosofia è quello di costruire una filosofia del potere. La filosofia non può certo riproporsi nella chiave spoliticizzata e ideologica della metafisica...
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 Cortigiani, vil razza dannata
di Carlo Loiodice Avrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile...
 Monaci o popolo del Tibet
di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...
 La normalità del male
di Blicero Martedì 11 marzo 2008 i pubblici ministeri Petruzziello e Ranieri Miniati hanno letto le loro richieste di pena...
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 Hadot: la filosofia come esercizio spirituale e bene comune
di N. Ordine "Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
 Intervista a Jaume Cabré
di G. Gadaleta Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
 Dal Kosovo all'universo: Babsi Jones (prima del commiato)
di G. Bavagnoli Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
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 CATTEDRALE - Capitolo VI
di S. Fattori Focalizza la propria attenzione su presunte manchevolezze del sistema, ma non riesce a operare miglioramenti sulla propria persona. Ogni lacuna è esterna. È la vittima sacrificale.
 CATTEDRALE - Capitolo V
di S. Fattori La forza intellettuale di queste creature è interamente assorbita dall’impegno professionale, dal telecomando e dal carrello Ipercoop. Eppure sono più scaltri di me.
 DISCESE ESTREME - Capitolo 14
di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di Discese estreme 14. Il...
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 Resurrezione
di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...
 Imprenditore modello
di Alessandra Daniele Selenio Bruscoli aveva molti nemici, e se ne vantava. “Molti nemici, molto amore!” diceva, storpiando il motto...
 Dickens
di Franco Ricciardiello Erano i giorni migliori, erano i giorni peggiori, era un'epoca di saggezza, era un'epoca di follia, era...
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 NEW ITALIAN EPIC
di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...
 ameriKa dammerung? – parte I: La politiKa
di A. D. Altieri Dall'America, un reportage su quello che potrebbe essere il declino terminale dell'impero americano.
 CLANDESTINO E CRIMINALE. DATI, ASSIOMI, COROLLARI
Far parlare i dati, è questo che bisogna fare adesso, come condizione per tornare a raccontare le singolarità, le esistenze, le storie. Le storie possono venir raccontate male, o si possono trascegliere quelle, per quanto eccezionali, che convengono alla tesi che si intende dimostrare. Ed è necessario che a quelle raccontate male, quelle che tutti i giorni affollano le pagine dei giornali, se ne oppongano altre raccontate bene.
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 "NON SI FUCILA ABBASTANZA!"
di G. De Michele Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.
 Neo-irredentismo e foibe: quello che i media non dicono
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...
 "CUORI NERI" di Luca Telese, recensito da Valerio Marchi
 "Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]
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 Alice disoccupata
di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...
 LE RAGIONI DELL'ALTRO
di S. Quadruppani Venerdì 4 aprile, prima vera giornata di primavera parigina, la dolcezza e la luminosità che c'era nell'aria si accordava perfettamente con la personalità di Roberto Silvi, morto tre giorni prima, e al quale abbiamo detto addio quel giorno, al cimitero di Père Lachaise...
 The Mask of Saint Just
di Franco Pezzini A distanza di quasi vent’anni dall’avvio di quei Novanta che hanno visto un forte rinnovamento del fantastico...
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Nicoletta Vallorani: due monologhi
 Alcuni monologhi che Nicoletta Vallorani aveva scritto per Eva, il romanzo pubblicato nei neri di Stile Libero Einaudi (2002, 8.00 euro), sono rimasti inediti. A proposito di Eva, è stata la stessa Vallorani a sintetizzare in maniera precisa il tipo di operazione - tra noir e sf - che questo libro realizza: "L'extrapolation come cardine della speculazione fantascientifica è ben presente in tutte le trattazioni teoriche sull'argomento, a cominciare da quelle di Darko Suvin. Il punto vero, però, è come rendere visibile qualcosa che viene normalmente rimosso nella nostra quotidianità, qualcosa che temiamo o con cui non sappiamo rapportarci o che semplicemente subiamo per pigrizia, eccesso di lavoro, abitudine a non usare il cervello come macchina pensante. Non ho la presunzione di vedere più in là degli altri. Semplicemente, vedo delle cose. Non so quanto siano attendibili, ma per capirlo non c'è altro modo se non farle vedere ai lettori e confrontarsi su questo". Riprendiamo due monologhi non comparsi in Eva, che sono autentici canti della follia visionaria e del caos. Altri monologhi inediti di Vallorani sono reperibili qui. Segnaliamo anche un bellissimo speciale che Intercom ha dedicato all'autrice de Le sorelle sciacallo.
I gemelli BumBum
Insieme come due pezzi sbagliati del puzzle.
Siamo nati dentro la stessa conchiglia, con pensieri gemelli e anime dimezzate. Siamo nati per forza insieme pensando che così era più facile. Siamo nati lenti senza avere gambe abbastanza per correre.
Siamo nati. Se avessimo potuto decidere, non ci avrebbero separati. Avremmo diviso una gamba e una vita, e ci sarebbe bastato. Invece ci hanno fatto un regalo sciancato. Non per noi, no. Soltanto per non sentirsi turbati da noi. Ci hanno trasformato in due metà perché avevano paura di noi quando eravamo interi. E per essere sicuri che non tornassimo mai ad essere uno, ci hanno regalato due passi diversi, così che potessimo continuare ad allontanarci. Avvicinarci. Allontanarci.
La signora dice che possiamo stare insieme. Dormiamo in un letto, mangiamo in un piatto, parliamo una voce. Ma è una voce che non capisce nessuno, una voce solo per noi che ci basta e ci piace.
Certe volte giochiamo che cadono le bombe. Ci buttiamo sotto il letto e ci tappiamo le orecchie a vicenda. Ascoltiamo i fischi nella testa e battiamo le mani a ogni botto.
Ci piace, perché possiamo stare abbracciati. Anche se siamo vecchi e i vecchi non si abbracciano come i bambini.
Stiamo come due nella stessa conchiglia.
È bello.
Solo che dopo ci esce il sangue dal naso.
E la signora lo asciuga.
La bambina dimezzata
E certe volte mi sveglio.
Mi sveglio nella metà esatta della notte e penso i miei mezzi pensieri.
Chiedo al sonno se torna ma quello dice che no, non ci pensa nemmeno e che con me ci sta solo a mezzo servizio. E mentre penso questa cosa mi scappa da ridere perché capisco che è proprio una bella battuta per una come me che mai non è stata finita.
Sto lì. Accendo un fiammifero, così le ombre prendono forma e io provo a farmi raccontare com'è successo. Com'è stato cioè che mia madre mi ha finita solo a metà. Com'è che sono uscita con dei pezzi mancanti, come una gemella siamese senza gemella. Ma nessuno mi risponde. E non sono stupida, perciò penso che è una cosa inutile ma molto inutile chiedere al buio le ragioni del tuo dolore. Perché quello è come dio: sta lì e sorride e qualunque cosa ti succede è la sua volontà ma non è vero lo pensiamo noi perché deve esserci un motivo per vivere anche quando nasciamo e siamo la metà di quello che dovremmo essere.
E' la sua volontà. Perché se non fosse la sua volontà ma solo uno scherzo della natura uno si butterebbe subito sotto un treno. E ci vuole un gran coraggio per farlo.
Comunque sia, io non capisco queste cose. Voglio dire, la Signora dice che è meglio lasciar perdere i pensieri complicati e che noi siamo qui per passare i nostri giorni nella pace e nel silenzio, a parte quando andiamo per strada nella via degli Storpi a chiedere l'elemosina. Non è che si guadagna tanto, ma.
Mi guardano. Non so bene quello che vedono, perché la Signora non tiene gli specchi. Io certe volte mi sono vista nei vetri appannati o in certi specchi nei bar prima che mi mandassero via perché impressionavo i clienti. Perciò, non so proprio bene come sono. Ma non importa. I soldi che porto alla Signora sono buoni, e lei mi dà da mangiare e poi questa stanza e questo letto e questo odore di casa lenzuola coperte silenzio. Insomma un posto dove si può vivere. E dormire. Almeno metà della notte.
Certe volte mi sveglio. Certe volte mi addormento mentre sto nella strada a chiedere i soldi che mi pagano tutti perché sono un mostro e faccio pena. E pure perché sembro piccola anche se sono già grande da un pezzo, ma dimostro meno della metà dei miei anni. Che poi come fai a capire l'età di una faccia a metà?
Non è che sono triste. Voglio dire, a essere così. Come dice la Signora, ci sono guai peggiori: avere dei pezzi mancanti significa solo che quelli che non hai devi cercarteli in giro. La Signora certe volte dice cose che non capisco. Ma poi quando facciamo le cose che lei dice si capiscono meglio anche i suoi discorsi. Qualche volta sì e qualche volta no. Io comunque penso che nessuno si prende una persona a metà per farla diventare la sua anima gemella. Però sarà meglio che non mi faccia tanto l'idea di cercare in giro i pezzi che mi mancano. Pure se sembro giovane, sempre brutto mostro sono. Che non è che ti sposano in tanti.
Dal punto di vista del mio mestiere è un bel vantaggio. Posso continuare fino a quando sarò decrepita. Siccome i vecchi di questi tempi fanno più schifo che pena, sembrare vecchi è una gran scocciatura. Spero che non mi succeda. Mai mai.
La Signora dice che mia madre era vecchia quando ha deciso di fare me. Ma io non lo so se è vero, perché secondo me la Signora mia madre non l'ha mai vista. Una volta ho spiato la Signora e stava con uno importante e per niente mostro e con la mano sul portafoglio e gli raccontava di noi e diceva che me mi aveva trovata per strada una notte e di sicuro ero stata lasciata in giro perché ero troppo brutta. Troppo troppo. Con una scatola di fiammiferi. Piena. Allora lei mi ha presa perché così potessi vivere al sicuro da quei maniaci e pervertiti e nazisti che uccidono tutti gli esseri imperfetti che trovano in giro. Mi ha presa e mi ha portata al sicuro qui dentro.
Qui non mi trovano. Sono salva.
Come il gobbo di Notre Dame.
Chissà se mia madre era una zingara.
Comunque certe volte mi sveglio.
Ascolto tutte le voci del silenzio. Slobo, Maria, la Signora, i Gemelli BumBum… tutti. Ascolto.
E mi viene il nervoso. Mai una volta che si possa dormire tranquilli, qui dentro.
Pubblicato Luglio 17, 2003 07:53 AM
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