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 Superciuk e Diabolik. Una lettera da lontano
di T. Pulsinelli [...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
 Realismo onirico
di V. Evangelisti Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
 MARCIRE AL PASSO DELL'OCA
Appunti sul Paese Semplice di Wu Ming, editoriale del n. 22 di Giap, VIIIa serie, maggio 2008 Alla fine il...
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 Alessandro Bertante: AL DIAVUL
di G. Genna Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...
 Jacques Le Goff, Nicolas Truong: IL CORPO NEL MEDIOEVO
di Gioacchino Toni Jacques Le Goff, Nicolas Truong, Il corpo nel Medioevo, Editori Laterza, 2007, pp. XIV-188, € 8.50 Salvo...
 Giorgio Bona: CHIEDI ALLE NUVOLE CHI SONO
di Daniela Bandini Giorgio Bona, Chiedi alle nuvole chi sono, ed. Besa, 2008, pp. 160, € 13,00. Se è vero...
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 Chiaiano e i media: riflessioni da lontano
di Carlo Loiodice In un appello per Chiaiano, firmato fra gli altri da Valerio Evangelisti e da Wu Ming, si...
 Cortigiani, vil razza dannata
di Carlo Loiodice Avrei voluto intervenire subito dopo gli eventi, ma in casi come questi, scattano meccanismi terribili di imperdonabile...
 Monaci o popolo del Tibet
di Enrica Collotti Pischel [Sul Tibet esiste una pessima informazione, specie in questi giorni in cui la regione è all'onore...
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 Hadot: la filosofia come esercizio spirituale e bene comune
di N. Ordine "Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
 Intervista a Jaume Cabré
di G. Gadaleta Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
 Dal Kosovo all'universo: Babsi Jones (prima del commiato)
di G. Bavagnoli Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
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 DISCESE ESTREME - capitolo 16
di Enzo Fileno Carabba [Illustrazione di Liza Schiavi - cliccare per ingrandire] Tutte le puntate di DISCESE ESTREME 16. La...
 CATTEDRALE - Capitolo XII
di S. Fattori Sindacato e Direzione ci vogliono così, segmentati in minuscole unità di produzione che non si riconoscono corpo unico. Pulviscolo fastidioso che non si fa materia solida.
 CATTEDRALE - Capitolo XI
di S. Fattori Pensavo fosse colpa delle sostanze da taglio, oggi ho dubbi e non saprei datare l’inizio dei disturbi. Per non avere problemi di dipendenza assumo eroina solo per tre giorni, al centro della settimana operaia.
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 Armi femminili
di Chiara Vozza Lui ha estratto il caricatore. Lei si irrigidisce – muscoli della mascella contratti, la lingua ritratta preme...
 Mind Games
di Massimo Maugeri [Massimo Maugeri, autore di un romanzo molto bello e molto sconcertante per la sua insolita attenzione al...
 Resurrezione
di Angelo Scotto Quando aprii gli occhi, capii di essermi cacciato in un guaio. Ero seduto con la schiena appoggiata...
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 AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (2)
di A.D. Altieri Grandi saggi del passato ci hanno insegnato che sono due i demoni primari dell’essere umano: avidità & paura. Non necessariamente in quest’ordine. Poche categorie professionali si fanno possedere da questi due demoni come finanzieri d’assalto e agenti di borsa.
 AmeriKa dämmerung? – Parte II: L'eKonomia (1)
di A.D. Altieri Gli Stati Uniti d’America - cuspide del capitalismo rampante del Terzo Millennio, locomotiva della produzione industriale globale - continueranno a essere LA forza trainante della crescita economica planetaria. Giusto? Sbagliato.
 NEW ITALIAN EPIC
di Wu Ming 1. Nel pomeriggio dell'11 settembre 2001 lavoravamo a casa di Wu Ming 2. Tiravamo la volata finale, ultimo rettilineo prima di giungere al traguardo del nostro romanzo 54. La consegna era fissata a novembre. In quei giorni curavamo ancora le ferite di Genova, venti e ventun luglio. Ferite soltanto metaforiche, per grazia del cielo, ma a centinaia di persone era toccata peggior sorte...
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 "NON SI FUCILA ABBASTANZA!"
di G. De Michele Fucilazioni di massa, esecuzioni sommarie, rappresaglie, morti per fame e malattia nei campi di concentramento: l'occupazione italiana dell'ex-Jugoslavia nel 1941-43.
 Neo-irredentismo e foibe: quello che i media non dicono
di Claudia Cernigoi [Claudia Cernigoi, giornalista triestina, è l'autrice dell'importante ricostruzione storica Operazione "foibe" tra storia e mito (KappaVu, Udine...
 "CUORI NERI" di Luca Telese, recensito da Valerio Marchi
 "Questa recensione a firma Valerio Marchi è apparsa su Carta n.10 (13 marzo 2006). Ora fa parte di un bello speciale dedicato dalla rivista a Valerio..." [WM1]
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 Emilio Lussu, rivoluzionario
di Valerio Evangelisti [Le edizioni Gwynplaine, dopo un'ottima antologia di scritti di Gramsci, hanno appena ripubblicato il saggio di Emilio...
 Da mercoledì a Milano: OFFICINA ITALIA
di G. Genna Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
 Alice disoccupata
di Chiara Cretella [E' uscita, alla fine dell'anno scorso, un'opera importante e singolare in tre volumi: AA. VV., Atlante dei...
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China Miéville: Perdido Street Station
 Il fantasy è il futuro. Il fantasy è il genere dei generi. Già di fronte all'ucronia, lo straordinario grimaldello con cui Philip Dick ha spalancato sentieri imprevisti alla letteratura, dobbiamo constatare un'uscita dal genere ristretto della fantascienza e un approdo inquietante e affabulatorio nei territori del fantasy. Quale fantasy è il futuro? Non quello semplicemente tolkeniano, diciamo paganeggiante, poiché Tolkien ha semplicemente fornito un modello, una deriva che è andata, per sua intrinseca natura, cristallizzandosi in una serie di scolastiche minuziosamente ossessionate da un mondo la cui consistenza è paragonabile ormai a quella dell'universo fisico in cui viviamo (le stesse cose, gli stessi elfi). Il fantasy che accoglie in sé, messianica ultima forma, tutte le letterature è il fantasy che oggi ha un campione in Perdido Street Station di China Miéville, appena uscito da Fanucci. E' il fantasy che copre l'arco che va da Thomas Pynchon ad Alasdair Grey, passando per Vonnegut e Dick, includendo i deliri laici di Houellebecq (anche il realismo è una declinazione del fantasy) e le allegorie di Vollmann. Imperdido Street Station verrebbe da dire: il mondo allucinatorio, compulsivamente psicopatologico di New Crobuzon e delle sue geografie pantagrueliche è il futuro fattosi presente e riassuntivo del passato - la storia delle storie, il miraggio a cui qualunque autentico scrittore ha sempre guardato.
New Crobuzon è una città stato la cui mappa possiamo decifrare in apertura e in chiusura dell'edizione fanucciana. New Crobuzon è tutto il nostro pianeta: nel suo stato di dolorosa transizione e di parto utopico che noi abbiamo imparato in questi decenni a riconoscere. New Crobuzon è la fantasia scatenata di China Miéville, autore alla sua seconda prova narrativa: un talento barocco e non per questo inefficiente.
La città gigantesca di Miéville è un aggregato di bazar, suburbia, palazzi del poetere, ponti sospesi sul vuoto e ghetti, che accoglie nelle sue spire mefitiche una sterminata popolazione di umani e alieni di varie specie (memorabile la scena d'amore iniziale tra un disgustoso umano e un'altrettanto disgustosa signorina insetto della specie khepri - un'artista che fa statue in saliva raddensata...). Non si parla mai dell'incontro iniziale tra umani e alieni: la scoperta più sconvolgente della storia dell'umanità non viene mai discussa, è data per scontata - Miéville colloca la sua storia stupefacente in un periodo che viene dopo lo stupore. E' logico e ovvio che questa origine, data per acquisita, esiga un'agnizione, come accade sempre in ogni esempio di ottima letteratura: e da qui dovremo dedurre tutta la strumentazione suspence che Miéville impiega in quest'epica costruzione di un mondo fantastico. Essere tuffati a forza in un crogiolo di altre culture, altri saperi e altre storie è uno strappo da sé che arricchisce sempre; e tuttavia è raro provare un piacere della mappatura dell'ignoto quale garantisce il fantasy di cui stiamo trattando. Miéville centra precisamente quest'obbiettivo: l'iniziazione che ci fornisce è l'attraversamento di una soglia su un altro universo e, al tempo stesso, l'entrata in un regno che abbiamo già visitato da sempre e che approssimativamente chiamiamo "piacere della lettura".
La guida sorprendente di questo percorso in geometrie morbose e allucinate è inizialmente Isaac Dan der Grimnebulin, una specie di fuoricasta del mondo scientifico di New Crobuzon - irritante e geniale, disinibito ma intimamente democristiano, Isaac intrattiene una pericolosa relazione con Lin, una khepri artista, che ha un corpo disgustosamente affascinante, umanoide con mutazioni entomologiche. Mentre commesse ambigue e sospette vengono fornite, separatamente, ai due amanti, nel tentativo (disastroso) di portarle a termine Isaac e Lin attraverseranno una zona di impressionante svolta storica per tutta New Crobuzon. C'è qualcosa di eversivo in ogni proposta indecente: Adamo ed Eva concretizzano in simbolo una verità che, evidentemente, marchia non soltanto la psiche umana e l'universo reale in cui abita. E proprio l'indecente proposta diviene il motore che spinge New Crobuzon verso un nuovo inizio: il che coincide con il fare definitivamente i conti con la propria storia.
Manuale di scienza alchemica travestita da positivismo magico, Perdido Street Station è un paradosso narrativo, un'iperucronia, la contaminazione definitiva tra le leggi dell'amore e dell'odio, una pluriallegoria su tutti i tempi che abbiamo vissuto, viviamo e vivremo - o, se si vuole, il cuore stesso del fantasy, quell'antichissima fabula che tentiamo sempre di raccontare e raccontarci.
La fantasia di China Mieville è a tratti sordida e saltuariamente angelica, sempre intricata e luminosa, procede a sbalzi di temperatura e avanza per violenti chiaroscuri di natura immaginale, etica e psicologica. Sembra un fumettone e lo è è - il fatto è che non siamo davanti a un fumettone soltanto: siamo in presenza della totalità dei fumetti.
New Crobuzon è un mondo che Miéville fa esplodere sin dal suo nascere. E' abbastanza certo che, da questo mondo, altri eoni verranno alla luce. Perdido Street Station è, per l'appunto, la prima stazione di un lungo percorso di nuova epica da cui China Miéville non potrà sottrarsi negli anni a venire, dopo la promessa che formula in questo super-romanzo.
China Miéville - Perdido Street Station - Fanucci Editore - 18.50 euro
Pubblicato Giugno 20, 2003 08:09 AM
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