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Ballard: Il mio Credo

ballard0.jpgPer celebrare lo straordinario delirio fantasociologico che James Ballard ha scritto, in forma di profezia già avveratasi, ne Il condominio (edito da Feltrinelli, torneremo a occuparcene), riprendiamo dal bellissimo sito che Francesco Guglieri ha dedicato a Ballard (con l'aiuto del nostro Roberto Sturm) il Credo del geniale autore di Crash: un impressionante documento di fede nell'aldilà che è l'aldiqua, una professione di culto stilistico e immaginifico nei confronti del non tanto occulto maestro William Burroughs, una riassunzione dell'umano nell'oltreumano e nel sottoumano e nell'extraumano. Ballard, con il suo Credo, si conferma uno degli ultimi umanisti integrali contemporanei: è necessario uno sforzo di sopportazione del paradosso e dei pesi impliciti della grande responsabilità, per una simile dichiarazione di amore - e Ballard dispone di questa forza.



ballard.jpgCredo
nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro
di noi,
di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.

Credo nelle mie ossessioni,
nella bellezza degli scontri d'auto, nella pace delle foreste sommerse,
negli orgasmi delle spiagge deserte, nell'eleganza dei cimiteri di
automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.

Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della
nostra immaginazione. Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella
curva delle sue narici e nella lucentezza del suo labbro inferiore;
nella malinconia
dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di
rifornimento
; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane
soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico.
    

 




Credo nella bellezza di tutte le
donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell'unione dei
loro corpi disillusi con
le illusorie sbarre
cromate dei
banconi dei supermarket; nella loro
calda tolleranza per le mie
perversioni. Credo nella morte del domani, nell'esaurirsi del
tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e
negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.

Credo negli organi genitali degli uomini e
delle donne importanti, nelle posture di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher edella principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro
labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.
Credo nella pazzia, nella verità
dell'inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo
conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.
  Credo nel nulla. Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì,
Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, Dürer, Tanguy, Facteur
Cheval, torri di Watts, Böcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili
rinchiusi nei manicomi del pianeta.
Credo nell'impossibilità dell'esistenza nell'umorismo delle montagne, nell'assurdità
dell'elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell'aritmetica,
negli intenti omicidi della logica.
Credo nelle donne adolescenti, nel potere
di corruzione della postura delle loro gambe
, nella purezza dei loro corpi
scompigliati, nelle tracce delle loro pudenda lasciate nei bagni di motel malandati.
 






Credo nei
voli, nell'eleganza dell'ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella
pietra lanciata da un bambino che porta via con sé la saggezza di statisti e ostetriche.

Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria
senza limiti dello
schermo cinematografico, nell'universo
nascosto nei supermarket
, nella solitudine del sole,
nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo e
nella noia dell'atomo.
Credo nella luce
emessa dai televisori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell'intuito messianico delle
griglie del radiatore delle automobili esposte, nell'eleganza delle macchie d'olio sulle
gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell'aeroporto.
Credo nella non esistenza del passato,
nella morte del futuro, e nelle infinite possibilità del presente. Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud,
William Burroughs, Huysmans, Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.
Credo nei progettisti delle piramidi, dell'Empire State
Building, del Fürerbunker di Berlino, delle rampe di lancio di W
ake Island. Credo negli odori corporei della principessa Diana. Credo nei prossimi cinque minuti. C
redo
nella storia dei miei piedi
. Credo nell'emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei
calendari, nella
perfidia degli
orologi. Credo nell'ansia, nella psicosi, nella disperazione. Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi
ministri,
stazioni di rifornimento in disuso (più
belle del Taj Mahal)
, nuvole e uccelli.     Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo
dell'immaginazione.
Credo in Tokyo, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, Dealey Plaza. Credo nell'alcolismo, nelle
malattie veneree, nella febbre e nell'esaurimento.
Credo nel dolore. Credo nella disperazione. Credo in tutti i bambini. Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli
scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d'aeroporto.
Credo a tutti i pretesti. Credo a tutte le ragioni. Credo a tutte le allucinazioni. Credo
a tutta la rabbia.
Credo a tutte le mitologie,
ricordi, bugie, fantasie,
evasioni. Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella
gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.
 

Pubblicato Giugno 6, 2003 08:12 AM

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