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letteratura, immaginario e cultura di opposizione |
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di G. GennaNon ci sarà differenza, se non quantitativa, tra l'emozione suscitata dalla morte del papa e quella sollevata dal decesso di Agnelli. Nel momento in cui il Papa mostra tutto a tutti, mostra "eroicamente" (ma solo mediaticamente) la vita corrosa da una morte non definitiva, egli mostra la carne e non mostra lo spirito. Il Papa ha mostrato il mostrabile, non lo spirituale...
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Aprile 28, 2003Catena di S. Libero 28.4.03
Costoro, diranno i libri di scuola, combatterono come nessun altro per difendere gli esseri umani,: con poche medicine, pochi computer, pochi soldi, perché i soldi nel medioevo andavano ai fabbricanti di spot pubblicitari, di videogames idioti e di cacciabombardieri. * * * "L'Europa comunque non corre pericolo". Ovviamente: due settimane fa il virus era individuato, i pochi casi erano tutti sotto controllo, e insomma non c'era proprio da preoccuparsi. E intanto, sotto i riflettori del villaggio globale, generali e presidenti spiegavano tutti fieri le grandi battaglie che avevano fatto, e che ancora intendevano fare, per salvare l'umanità a suon di bombe. I re del medioevo erano troppo fieri per abbassarsi a studiare i topi che portavano la peste. Quelli di ora, con le loro superbombe e superideologie, non possono certo abbassarsi a pensare che la Sars è già la quarta pandemia nuova e non curabile apparsa in circa trent'anni: Aids, Ebola, mucca pazza e ora questa. * * * La politica vera probabilmente è esattamente questa. Non m'interessa se il petrolio dell'Iraq alla fine verrà sfruttato dall'America o dalla Russia. M'interessa chiedermi se davvero dobbiamo andare avanti bruciando barbaricamente petrolio in macchine obsolete vecchie di cent'anni. Non m'interessa sapere se è stato più criminale il criminale Saddam, che bombardava i bambini di una città, o il criminale Bush, che bombardava i bambini di un'altra. M'interessa chiedermi se i soldi di tutti questi bombardieri potranno prima o poi essere usati per combattere gli unici nemici veri, che sono virus e non esseri umani. ________________________________________ Dizionario. Ghetto. Un ghetto è un luogo fisico e delimitato la cui esistenza viene "tollerata" (nell'accezione tecnica del termine) da un'autorità superiore esterna al luogo stesso. La facoltà di entrare e uscirne, e di muoversi liberamente all'interno di esso, non viene negata in assoluto: è però accuratamente centellinata a secondo del migliore o peggior comporatamento degli abitanti di esso. Coloro che sono ristretti in questo luogo appartengono, per definizione, a una categoria diversa da quelli che rimangono all'esterno. Questa categoria viene sovente definita "razza". Nonostante la formale condanna espressa da quasi tutte le culture - appena tre generazioni fa - nei riguardi di questa istituzione, essa sopravvive tranquillamente in diversi luoghi del pianeta: per esempio a Gaza. Nel che, un osservatore molto estraneo troverebbe qualche motivo di amara ironia. * * * Lebensraum. "Spazio vitale": è il posto di cui una tribù ha bisogno - secondo lei - per vivere veramente ricca e felice. Lo spazio originario, ci si accorge a un certo punto, non basta. Noi milazzesi per esempio abbiamo assoluto bisogno del torrente asciutto che sta fra il nostro comune e Barcellona-Pozzo di Gotto e che, per un'ingiustizia della storia, è stato assegnato a loro. L'Inghilterra non poteva stare senza India, la Francia senza l'Africa, l'Italia senza un posto qualunque purché non italiano e i tedeschi senza la Russia intera. Lebensraum è il villaggio croato di cui hanno bisogno (o viceversa) i serbi, oppure la piantata d'ulivi di cui il colono israeliano rivendica l'assoluto bisogno. Su questa faccenda si spalmano poi le politiche e le religioni. * * * Rappresaglia. Quando è cominciata l'usanza di demolire le case dei civili a fini di deterrenza militare? I primi, se ben ricordo, dovrebbero essere stati i comandi del (primo) Reich durante la guerra franco-prussiana. I francesi facevano i "franchi tiratori" di difficile individuazione e l'Oberkommando reagì decretando l'incendio di un certo numero di abitazioni, scelte a caso, nell'area di presunta provenienza degli attacchi. Questa prassi fu regolamentata dalla Werhmacht nella guerra del '14 e in quella del '39 e ne costituì uno dei tratti distintivi. Attualmente, ad applicare con più precisione questi vecchi regolamenti prussiani sono i comandi israeliani, presso cui la demolizione di abitazioni civili a scopo di rappresaglia viene non solo praticata ma teorizzata. In questo, probabilmente, un osservatore marziano troverebbe qualche ironia. ________________________________________ Sicilia 1. Per una fortunata coincidenza, l'ultimo palermitano eccellente beccato in un giro di coca, di mestiere faceva l'uomo-immagine: del comune, della regione, del turismo e di tutto il resto. L'anno scorso era toccata a un altro demi-vierge, tale Alessandro Martello, che essendo nel giro del viceministro dell'economia aveva installato un suo piccolo spaccio fin dentro il ministero. Godibile per altri motivi (anni Trenta, Brancati, Sua Eccellenza il Ministro, famelici gerarchi di paese), costui mancava però di un riconoscimento ufficiale da parte delle Istituzioni, e dunque non attingeva alla vetta di perfezione che di un comune e occasionale personaggio di cronaca fa un personaggio letterario, immortale. Mi pare che questo riconoscimento possa essere invece degnamente gue una Sicilia "fatta" non a livello di piccoli parassiti ma proprio di classe dirigente. ________________________________________ Sicilia 2. Una ulteriore cementificazione delle spiagge (qui la chiamano "riordino delle coste") messa - letteralmente - in cantiere dall'assessore alla Devastazione del Territorio è stata per il momento bloccata dall'intervento di un altro assessore, quello dei Beni culturali: "Dobbiamo valorizzare l'ambiente, non barattarlo per un pugno di voti". La regione è di destra, l'assessore unno si chiama Parlagreco, quello civilizzato Granata e insomma anche fra i barbari qualcuno è meno barbaro degli altri. ________________________________________ Sicilia 3. Insomma, si può sapere chi ha messo la firma sotto la candidatura (alle passate politiche) di Cecchi Gori? Candidato del centrosinistra a Catania, trombato selvaggiamente e incriminato per contatti con mafiosi, è più di un anno che cerco - per vie traverse - di farmi dire il nome del dirigente che aveva garantito per lui. Ma non c'è stato verso, è uno dei segreti meglio custoditi d'Italia. E va bene, mi arrendo: ditemelo voi, non gli faremo niente, basta che non organizzi più altre elezioni. ________________________________________ Gianni Boschi wrote: * * * Avremo una lingua, bella o brutta, come gli italiani la vorranno. Meglio l'accento romanesco che il latinorum (salvo che non diventi latinorum a sua volta). Pensi che un certo Alighieri, alla Rai di Firenze, s'è messo in testa addirittura di far programmi in dialetto toscano! Dove andremo a finire, signora mia. ________________________________________ Nicola wrote: ________________________________________ Libro di lettura (ad uso dei piccoli siciliani, e anche marrocchini, africani, brasiliani e rumeni e di tutti gli altri Paesi). ________________________________________ Primo Maggio L'interpopolare In piedi poveri del mondo Del passato niente nostalgia Su fratelli, lottiamo * * * Niente re, padroni, ideologie, Pace a noi, nel limpido pianeta Su fratelli, lottiamo ________________________________________ Per collaborare a questa e-zine, o per criticarla o anche semplicemente per liberarsene, basta scrivere a riccardoorioles@libero.it -- Fa' girare.
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