di Vittorio Catani

Martedì 15 aprile su Repubblica appare un articolo di Adriano Sofri, abituale frequentatore del quotidiano in estesissime elaborazioni. Nel testo in oggetto, l’estensore stavolta giunge a paragonare i neoconservatori guerrafondai della destra statunitense ai... trotzkisti. Non allibisca il lettore. Per avallare l’ardita “analogia storica”, viene citato Mario Pirani: il che rasenta, ahimé, la tautologia, ma ci dice molto.
A mio modesto parere, lasciando in pace Trockij, sarebbe molto meno snob (e meno stiracchiata) una diversa ardita analogia della quale però difficilmente si legge: per esempio, governo degli Usa e mafia. Non voglio dire, ovviamente, che Al Capone sia ai vertici della Casa Bianca; parlavo solo di paragoni ideali, così come non c’è Trockij, per sua fortuna. Sta di fatto che se si analizzassero i metodi della mafia e quelli di alcuni vertici Usa, tipo l’attuale, ho il sospetto che i punti di contatto sarebbero molti di più, e più evidenti, che col trotzkismo.
Boh.
L’articolo analizza poi numerose contraddizioni della sinistra (soprattutto italiana), dei movimenti, e così via (contraddizioni talora innegabili, e che non ha inventato Sofri); ad ogni modo ciò che vorrei evidenziare è questo: che dal “brillante argomentare” scaturisce un primo dato inoppugnabile: Sofri è senz’altro “contro”. Contro cosa? Forse Bush, i potenti prepotenti, contro la guerra preventiva/infinita? Beh... forse sì, non sapremmo, potrebbe darsi che, ma, probabilmente, magari no. Nulla sarebbe più triste d’una sinistra che salisse in cattedra per offrire lo spettacolo salottiero di nuove spericolate categorie ideologiche, nuove sottili estrapolazioni, inusitati geniali capovolgimenti, rivoluzionarie minuzionissime (quasi pedanti) analisi. Perché da tempo continua a scavare in noi un dubbio di fondo: cosa è, oggi, la sinistra? Cosa la destra? Egli era a sinistra: ma se oggi sinistra e' come (o talora peggio di) destra, in che modo adesso riclassificare chi decenni fa era ultrasinistra? E ultradestra? Come giudicarne eventuali nuove acquisizioni? Lo sarebbero anche adesso? O non ce ne fregherebbe niente? Roba da provocare cefalee fisiche e morali. Dalle quali, peraltro, l’unico dato acclarato si precisa meglio: cioè che se l’articolista in oggetto è “contro”, lo è salvo smentita solo nei confronti della sinistra (in blocco), dei pacifisti (in blocco), dei movimenti (in blocco): giustamente svergognati come gente inetta, in contraddizione con se stessa, ipocrita: con buona pace, purtroppo, delle minimali disquisizioni.
![]()
Percepiamo bene, noi lettori, l’aristocratica puzza sotto il naso, la sferzante ironia, forse anche il birignao. Che ingenuità, la nostra! E dire che, immersi nel buio, attendevamo lumi. Io, poi, addirittura speravo in qualcuno che fustigasse i costumi, ma per proporre geniali alternative. Ok: d’altronde ogni testata presenta ciò che più le aggrada. Ciò è d’altro canto squisitamente in linea con le nuove concezioni della sinistra–che–però–forse–a–volte–può farsi–destra, ma non si sa bene e occorrono il distinguo, la precisazione e la chiosa. Insomma, certe categorie oggi non esistono più... O sì?
Io comunque, sperando di non sbagliare, resto dalla parte dei più deboli contro tutti i prepotenti: è destra o sinistra? Fate voi


[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
La semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

Sono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...

