di Dario Voltolini

I tre alberi di fronte alla finestra occidentale stanno cominciando a mutare la colorazione del fogliame per l’autunno. Il più alto, che è anche il più bello, ha un’apparenza tale, così racchiusa nella chioma come in un doppio gesto fatto con le mani, che sembrerebbe possibile comprenderlo in un unico sguardo, né più né meno che un cespuglio, una siepe. Ai suoi piedi un’automobile aspetta la freccia verde per svoltare a sinistra. La macchina è minuscola, rispetto all’albero. Eppure l’albero non sembra enorme rispetto a lei. Qui c’è un’asimmetria che non so spiegare. Addirittura è l’albero che risulta essere di uso più quotidiano, come se la sua visione ripetuta e consueta ce lo facessero adoperare, più ancora di come adoperiamo un’automobile.
Nei tre alberi cominciano a scorgersi i rami che innervano il fogliame. Raffiche di vento hanno già un po’ diradato le chiome. I rami salgono oltre i fili del tram, salgono fino a sovrapporsi a un primo pezzo di cielo. Innervano neri anche il cielo, che adesso è grigio e uniforme, senza nemmeno un calo di luminosità da qualche parte, nemmeno un flebile rilievo di nube: solo uno strato liscio e compatto di un unico grigio. Da qualche ora piove, le ruote delle automobili passando fanno quel rumore bagnato. Dal cielo a poco a poco in questi giorni stiamo forse imparando ad aspettarci i pericoli, che irrazionali cadano su di noi, proiettati e sfilanti, sul suolo terrestre, gruppi di capsule, di teli gonfiati, di siluri senza una chiara struttura.
Quando la luce si smorza ci sono quelle figure di persone singole o a piccoli gruppi che attraversano le strade. Giovani con le mani nelle tasche percorrono i marciapiedi verso una deriva periferica, pensando ciascuno a qualche misterioso oggetto. Questi oggetti di pensiero non li conosco – nemmeno per caso fortuito: d’altronde lo sapevo e ne ero fiero anche io anni fa: nessuno può indovinarti i pensieri. I marciapiedi erano più o meno gli stessi, gli isolati erano isolati come ora. Lo stesso rumore delle gomme sul bagnato. Il cielo è sempre lo stesso cielo. Il cielo non è mai lo stesso cielo.
(Si ringrazia La Stampa per la gentile concessione)


[...]Alla fine, per il ritorno della critica è indispensabile la memoria, la densità del passato sulle evanescenze del presente. La forza della tragedia sulla moderna rappresentazione, ridotta a cabaret e colate laviche di figurine. Una coatta collezione di album Panini a vita...
Sembra incredibile che Mario Soldati sia stato contemporaneo di Alberto Moravia, per tanti decenni figura di riferimento della narrativa italiana. Tra i due autori non esiste la minima affinità. Nessuno psicologismo (senza che il termine abbia un significato negativo) in Soldati, nessuna pagina aspirante alla complessità...
Nell'attuale, intensissimo dibattito sul New Italian Epic e sugli orizzonti delle poetiche narrative che stanno prendendo forma in questi anni in Italia, si inserisce prepotentemente il bellissimo romanzo di Alessandro Bertante, Al Diavul (Marsilio, € 17). Si tratta di un romanzo storico e, nonostante ciò, nitidamente e sinceramente autobiografico...
"Io credo che, in un ambito filosofico, l'"esercizio spirituale" possa considerarsi come una pratica volontaria, tutta personale, destinata a provocare una profonda trasformazione dell'individuo, una profonda metamorfosi del sé."
Il clericalismo è potere. Mezz’ora fa ero in Vaticano a piazza San Pietro e guardavo quanta gente c’era, i souvenir, il merchandising, e ho pensato questo è il vero potere. Non tanto perché ci sono i turisti o perché vendono rosari, ma perché hanno avuto un potere sui corpi e sulle anime.
Le 'menti migliori della nostra generazione' hanno scelto il pacifismo di comodo, un pacifismo che finanziava le secessioni croate e bosniache trasformando Vukovar e Sarajevo in macellerie a cielo aperto, che sganciava bombe su Belgrado nel ’99 e che oggi, mentre scriviamo, continua a far saltare con la dinamite i monasteri del ’300 in Kosovo e Metohija...
Da mercoledì 14 a venerdì 16 maggio a Milano, la seconda edizione di Officina Italia, festival letterario a cura di Antonio Scurati e Alessandro Bertante. Reading di inediti di Parrella, Avallone, Luzzatto, Vassalli, Raimo, Domanin, Bajani, Zaccuri, Mari, Siti, Di Gregorio, Postorino, Giordano, Desiati, Pariani, Veronesi. Dibattito sul caso Littell, moderato da Cortellessa.
La semplificazione non è una scorciatoia per rappresentare un’idea in maniera sintetica: è un processo di riduzione che elimina tutte le sfumature...

Sono gravissime le affermazioni che compaiono sul numero in edicola di Famiglia Cristiana. Gravissime, ma previste con ampio anticipo... A fronte di ciò, proponiamo di organizzare un referendum confermativo sulla 194...

