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Febbraio 02, 2000

Prati di erba nera

evangelisti1.gifdi Valerio Evangelisti
(Introduzione ad A. Baggi, Vertigini, ed. Phenix, 1998)
Preparatevi alla più orrenda di tutte le invasioni. L'aveva già delineata Barry Malzberg in un romanzo terrificante, Fase IV. Non so quanti conoscano il libro, ma molti di più ricorderanno il film omonimo di Saul Bass, altrettanto spaventoso. Là si trattava di formiche, cresciute in intelligenza e in organizzazione al punto di contendere agli umani la sovranità territoriale. Uno spunto da fantascienza classica e un po' ingenua, ma arricchito da Malzberg e Bass con l'aggiunta di un dettaglio nuovo e sconvolgente. Man mano che le formiche avanzavano, spandevano una patina di gelo sul terreno conquistato, investendo con essa i rapporti tra gli uomini e modellandoli secondo la fredda e troppo razionale società degli insetti. Come in Ultracorpi: l'invasione continua di Abel Ferrara, il fine non era la distruzione, bensì l'assimilazione. Fine ottenuto con la nascita di una nuova umanità ibridata con le formiche e soggetta alle loro regole di vita. Condannata a continuare a esistere in un mondo algido e alieno, privo di sentimenti che non fossero un vago senso di mestizia.

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