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frecciabn.gif EDITORIALE
frecciabr.gifCON GLI OCCHI DELLE VITTIME
di Valerio Evangelisti
bushidiota.gifCosa si può ancora dire, che già non sia stato detto, contro l’omicidio di massa che George W. Bush e i suoi complici Blair, Berlusconi, Aznar ecc. stanno preparando? Le parole servono a poco, le analisi sono state fatte tutte. Dopo, ognuno ha scelto il suo campo tra quelli possibili, che poi si riducono a quattro soli:
1) Gli assassini; 2) Gli assassini a determinate condizioni; 3) Gli assassini ipocriti; 4) Chi rifiuta di farsi partecipe, direttamente o indirettamente, di un delitto.

Febbraio 10, 2003

Catena di S.Libero 10.2.03

Guerre. Perché è scoppiata la prima guerra mondiale? Più ci studio, e
più mi rendo conto che in realtà non è riuscito a capirlo ancora
nessuno. Le ipotesi più coerenti, ai due estremi, sono quella di Nicola
Lenin e Winston Churchill. Il primo era convinto che i capitalisti
dovessero prima o poi scatenare una guerra globale per i mercati. Il
sscondo che il casino fosse nato dalla gara di potenza navale fra
tedeschi e inglesi. Quasi tutti gli altri storici oscillano fra l’una e
l’altra di queste posizioni.

Non leggevo Lenin da molto tempo. Dell’”Imperialismo malattia infantile
del capitalismo” (o la malattia infantile era quella dell’estremismo?
boh: questi libri si assomigliano tutti) mi ricordavo più che altro una
splendida copertina rossa. Rileggendolo ora, sono colpito: dalla
profluvie di dati minuziosi e “cattivi” su produzione, mercati, affari
ecc. e soprattutto dal tono di lucida ostilità con cui essi vengono
schierati. Tutto sommato, c’era la Bella Epoque, allora, e i compagni
europei in fondo erano delle gran brave persone che tutto s’immaginavano
fuorché rivoluzioni e guerre. Ecco: questo tono di estraneità, di gelida
sfiducia in qualsiasi possibilità di evoluzione “buona”, è quello che,
in quel libro, più colpisce adesso. Suppongo che, per l’epoca, questo
fosse un sintomo abbastanza preciso, molto più impressionante delle
cifre e i dati. Forse il sistema è collassato anche perché non riusciva
più ad ispirare alcun senso di interlocuzione a uomini come il sig.
Lenin. Del quale non riusciamo a conoscere il nome e l’indirizzo
attuali: personalmente immagino che sia da qualche parte dell’Africa, ma
queste cose si vengono a sapere sempre dopo.
Il libro di Churchill (”La crisi mondiale”) invece è semplicemente
affascinante. Churchill non era ancora quel vecchio politicante
‘mbriagone che a un certo punto gl’inglesi chiamarono (con elfica
genialità) a salvare la merry England e tutto il mondo. Era un giovane
ex ministro con buone competenze nel campo della marina (i suoi dati
navali sono ottimi) e ottime frequentazioni nei club di Londra. Noi
inglesi, dice in sostanza, non potevamo farci superare in mare perché
altrimenti per difenderci avremmo dovuto farci un grosso esercito e così
saremmo diventati non più dei lord eccentrici ma dei militaristi. Ed
elenca con garbo il numero delle corazzate, le le decisioni drammatiche
prese all’Ammiragliato fra un tè delle cinque e l’altro; i (duri e
cortesi) retroscena. E’ molto più coinvolgente, sotto questo profilo,
del suo rivale. Ci sono chicche splendide: si parla per esempio del
nome da dare a un nuovo (nel1912) cacciatorpediniere; ed ecco che viene
fuori una vecchia canzone marinaresca su una fregata dei tempi di
Nelson, la “sfrontata Arethusa”, dalle tette al vento della polena.
Tuttavia, anche qui, c’è qualcosa che non torna. Questo mondo di garbo
diplomatico e di sigari al club, di gentlemen’s agreements e di sorrisi
civili: che mai poteva aveva a vedere col sanguinoso macello di pochi
anni dopo? Davvero la radice della barbarie era nascosta là nei club,
fra i bicchierini di Porto? Lenin, uomo feroce, sghignazzava che sì, non
c’era il minimo dubbo che quei signori, di nascosto, fossero dei
cannibali. A me sembra una spiegazione consolatoria. Forse, tutto
sommato, si trattava semplicemente di lemming.
* * *
Non sappiamo come sarà la guerra di ora. Tecnicamente, è con ogni
evidenza una guerra contro l’Europa. Nessuno a Washington ha veramente
paura dell’Iraq o di chiunque altro (ai coreani, che ogni giorno
minacciano di invadere la California, non rispondono nememno). Ma dal
giorno in cui l’altro impero è caduto, ci si è posti con lucidità e
lungimiranza il problema dell’ultimo atto, dell’ultimo e incontrastato
dominio mondiale. Romanum Imperium, o lemming? Mah. Nel Dna degli imperi
sono presenti entrambi questi cromosomi, l’uno lucido e “nobile” l’altro
primordiale e oscuro. Comunque, in nessun luogo la geopolitica vien
presa sul serio, da cent’anni in qua, come negli Stati Uniti.: parlavano
di “seapower” e di impero insulare già quando erano ancora dei cowboys
occhialuti alla Theo Roosevelt. Già allora, nella loro profonda – e per
noi allora incomprensibile – democrazia, si sentivano romani.
Perciò adesso c’entrerà il petrolio, c’entreranno gli oleodotti,
c’entrerà l’intimidazione nei confronti dei paesi produttori – tutte
cose che si potevano ottenere comunque e con più sicurezza per altre via
– ma non sono, secondo me, che dei pretesti “razionali” per ingannare se
stessi. Quello che in realtà preme è l’istinto etologico dello spazio
allargato. E gli unici rivali possibili, da sorvegliare costantemente e
da minacciare per interposti, in realtà siamo noi europei.
* * *
Sono buone e civili, e non a caso hanno fatto incazzare moltissimo gli
americani, le posizioni degli europei (meno i paisà italiani e
gl’inossidabili inglesi) per evitare la guerra. Francesi e tedeschi
hanno buttato le carte sul tavolo: siamo pronti a mandare i
cacciabombardieri francesi e – qui la carta sul tavolo sbatte forte – a
schierare la Werhmacht per metterci in mezzo. Certo, per questa volta
non funzionerà: ma è la strada giusta.
Noi europei non dobbiamo essere semplicemente “più civili” o “più
pacifisti “ degli americani. Non dobbiamo semplicemente parlare col
Terzo Mondo al posto degli americani. Dobbiamo avere un esercito nostro,
in grado – la prossima volta - di pesare sul tavolo, di permettere un
dalogo vero fra noi vecchi europei (che tanto abbiamo da farci perdonare
da questo pianeta; ma tanto gli abbiamo dato) e tutti i poveri del
mondo. La prossima volta, alla prima minaccia di Bush Terzo o Quarto, il
Governo europeo dovrà poter reagire allertando subito la sua forza
d’intervento, mettendo in mare le sue portaerei e scaldando i motori
dei suoi aerei. Tutto il resto è solo pianto sulle rovine e
rassegnazione.
Speriamo che il pianeta possa sopravvivere, nei prossimi mesi, a questo
scatenamento assiro di istinti primordiali. Ma, se sopravviveremo,
impariamo la lezione.
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La Salva-Trombetta. “Lei non sa chi sono io! Ma.. che ha fatto della mia
valigia?”. Ricordate l’onorevole Trombetta, quello del film di Totò?
Quante gliene facevano! Ma adesso, per fortuna, i guai dell’onorevole
sono finiti: non è più aria di prendere in giro gli onorevoli e per
ciascuno di loro ormai è prevista una legge specifica a tutela. Così,
dopo le leggi Salva-Previti e Salva-Bossi, è in arrivo anche la legge
Salva-Trombetta. Per l’onorevole qualunque, quello che, pur non essendo
importante come Bossi e Previti e avendo magari acchiappato molto meno,
non riesce tuttavia a liberarsi dall’iniqua persecuzione dei giudici e
di Totò.
________________________________________
Specchio segreto. Palermo. Condannati (ma sempre a piede libero) due ex
presidenti della regione, Giuseppe Provenzano (non parente) e Giuseppe
Drago (parente). Con Drago, in particolare, i poliziotti si sono
divertiti moltissimo a firmarlo con una telecamera nascosta mentre tutto
contento si infilava i soldi delle mazzette nell atasca interna dela
giacca.
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Provincia. A Messina, nel 2001, il 52.57 per cento ha votato per la Casa
delle Libertà e il 31,11 per cento per l'Ulivo. Il giornale di Messina
si chiama Gazzetta del Sud ed è governativo da sempre. Adesso questo
giornale ha organizzato fra i suoi lettori un sondaggio sulla guerra.
Il 13,9 per cento è favorevole alla guerra, il 25,3 favorevole se c'è
l'Onu, il 60,8 è contrario sia con l'Onu che senza. Che i messinesi
siano diventati "di sinistra" è una delle cose più improbabili che ci
possano essere al mondo. Semplicemente, a suo tempo è stata bombardata
anche Messina.
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Dai giornali. "Vorrei rispondere a Gianluca di 14 anni che dice che il
posto a sedere l'anziano deve chiederlo. Caro Gianluca, credo che se
incontrassi la nonna nel bus il posto glielo offriresti. Se vedi una
persona anziana cedile il posto senza farla nemmeno parlare, vedrai che
ti sentirai meglio anche tu".
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Afganistan. Abolita la lapidazione per le donne che uccidono lo
stupratore. Adesso, con la democrazia, vengono semplicemente condannate
al carcere a vita.
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Sudafrica. “Stanno minando l’esistenza dell’Onu – è Mandela che parla di
Bush e Blair – eppure i loro predecessori la sostenevano. Non è che lo
fanno perché il segretario dell’Onu adesso è un nero?”.
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Global 1. Nuova Guinea. Abolita dal governo la scuola gratuita. I
genitori invitati a pagare le tasse scolastiche con maiali e riso.
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Global 2. Calano ancora gli utili della McDonald’s. Questo trimestre è
andata addirittura in passivo, dopo la chiusura nel corso degli ultimi
mesi di 719 risporanti in tutto il mondo.
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Cronaca. Trento. Tradita dal fidanzato, si vendica danneggiando alcune
decine di automobili parcheggiate in giro: tutte Alfa Romeo, la marca
del traditore.

Pubblicato da giuseppe genna at Febbraio 10, 2003 01:04 AM

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