di Girolamo De MicheleFauser1Piccola.jpg

Un percorso scolastico che porta alla costruzione di aerei da guerra: dei famigerati F-35, per l’esattezza.
È questa la notizia che i novaresi hanno trovato sulle pagine de “La Stampa” del 2 settembre scorso, in un box pubblicitario a pagamento [per leggerlo basta cliccare sull’immagine accanto al titolo]. Gli studenti diplomati potranno accedere al biennio di specializzazione previsto all’interno dei nascituri Istituti Tecnici Superiori e diventare — così recita la réclame — «super tecnici dotati delle competenze che vengono richieste da alcuni settori come quello aerospaziale». Novara è infatti destinata, continua la réclame, «un polo logistico europeo […] grazie ai progetti sulla realizzazione del velivolo F-35 a Cameri». Cioè di un aereo da guerra, un cacciabombardiere di attacco al suolo in grado di trasportare armi nucleari e di volare senza rifornimento da Comiso a Mosca: un aereo da guerra fredda, prodotto dalla Lockheed Martin.

È degno di nota che la costruzione dei 131 cacciabombardieri Joint Strike Fighter, gli F-35B Lightning II costerà all’Italia più di 15 miliardi di euro: ciascuno di questi aerei costa infatti, al momento, 130 milioni, una cifra più che raddoppiata dall’inizio del programma [fonte: “il sole24ore”]. Ulteriori approfondimenti su questo aereo possono essere letti sul sito www.nof35.org, in particolare qui, e qui.

Facciamo un passo indietro.
Lo scorso autunno, il Ministero dell’istruzione ha stipulato un Protocollo d’intesa con Finmeccanica, la holding costituita dal meglio dell’industria bellica italiana, da Agusta Westland ad Alenia Aermacchi: ne abbiamo dato notizia qui. Questo accordo prevede la partecipazione di Finmeccanica, attraverso le proprie aziende , alla costituzione di Fondazioni che sorgeranno in Piemonte, Toscana, Campania e Puglia. Le aziende della holding italiana si muoveranno su tre livelli: «Governance, individuando propri rappresentanti nel consiglio direttivo e nel comitato scientifico delle Fondazioni; Asset, con personale interno che fornirà attività di docenza (per la metà delle ore curriculari previste) e la disponibilità ad utilizzare le proprie strutture interne (ad esempio laboratori e macchinari); Placement, selezionando i giovani partecipanti più meritevoli per l’inserimento in azienda».
Non è sfuggito al mondo della scuola novarese l’immediata conseguenza: la trasformazione, attraverso l’attuazione di un Istituto Tecnico Superiore, dell’Istituto Fauser in una fabbrica di armi da guerra [qui]. Con acrobatico esercizio di cerchiobottismo, il PD novarese, all’epoca all’opposizione sia al comune che alla provincia, sostenne attraverso il proprio capogruppo in Provincia di Novara Paola Turchelli che «È sicuramente un fatto positivo la creazione di un corso post diploma di alta specializzazione nella Città di Novara […]. Al Fauser non si formano i tecnici per gli F35, ma giovani preparati, con competenze specifiche, spendibili nei settori più avanzati della nostra economia» [qui]. Una posizione peraltro contestata nei fatti dalla mobilitazione di militanti del PD contro gli F-35.

Con buona pace del capogruppo Turchelli, l’ITS Fauser si avviava su un percorso ben preciso, attraverso una serie di iniziative promozionali che riportiamo da un sito di informazione: «Il 14 gennaio, presso l’Auditorium della BPN, si è tenuto un convegno delle scuole del polo tecnologico sul tema: “Gli istituti tecnici: un’opportunità per i giovani, una necessità per il paese”. Il tema è quanto mai vago e impalpabile, ma le intenzioni sono molto chiare come dimostra la stazza degli organizzatori (Provincia e Associazione industriali) e dei relatori: Maria Grazia Nardiello, consigliere della Gelmini e dirigente del dipartimento per l’istruzione tecnica superiore del ministero; Alberto Barcella, dall’ottobre 2009 presidente della Confindustria lombarda; Anna Invernizzi, vicepresidente dell’Associazione Industriali Novarese; Alessandra Saroglia, presidente dell’ITS Aerospazio Meccatronica del Piemonte e dirigente di Alenia, l’azienda di Finmeccanica che dovrebbe gestire l’assemblaggio dei cacciabombardieri atomici F-35 a Cameri. Si è trattato dunque di una campagna promozionale del corso post diploma per tecnici aeronautici, che dovrebbe decollare all’Istituto statale Fauser, e di un altro piccolo passo avanti nel processo di privatizzazione della scuola. Con Alenia, la Lega gioca nel cortile di casa. Nel maggio 2009, Giordano è entrato a far parte del suo Consiglio di Amministrazione. Nel settembre dello scorso anno, divenuto assessore regionale, Giordano è stato costretto alle dimissioni per incompatibilità. Abbiamo così assistito a una nuova penosa puntata della parentopoli leghista. Infatti, l’ex sindaco di Novara è stato rimpiazzato da Cortese che Cota aveva portato con sé, con tutta la famiglia di quello, in Regione. In ogni caso, il gran polverone alzatosi sulla futura fabbrica dei cacciabombardieri si sta diradando e s’incominciano a intravedere le gambe corte delle bugie e della propaganda. Appare semplicemente ridicolo pensare che un’arma di ultima generazione, così complessa, costosa, uno scrigno di segreti tecnologici e militari come l’F-35, possa semplicemente essere avvicinata da un neodiplomato di istituto tecnico. “La Stampa” scrive che i novaresi sarebbero ben felici, pur di avere un lavoro, anche solo di spazzare con la scopa gli hangar» [l’intero articolo, la cui lettura raccomandiamo ai nostri lettori, è qui].
ingressofauser.jpgDel resto l’Istituto Fauser non è più quello di una volta, come scrive in una lettera aperta un suo ex studente: «Il “Fauser”, ai miei tempi, era l’ITIS di Costruzioni Aeronautiche più importante (e più duro) del Nord Italia. Io l’avevo scelto per la passione del volo che avevo ed ho… tanto che quando ho partecipato alla “top gun” per studenti provenienti da tutta Italia (nel 1987) all’aeroporto militare di Cervia sono arrivato 16° su una lunga fila di partecipanti […]. Sinceramente ora però vi devo confidare che provo vergogna nell’essere un “fauseriano”; il vostro Istituto ha preso delle scelte che sono profondamente contrarie alla vita e allo slancio per il volo. […] L’Aermacchi MB 326 che avete issato all’ingresso dell’istituto come una bandiera. Ma lo sapete quante morti ha sulla coscienza quell’aereo? In Italia è stato venduto come addestratore militare per i piloti che poi avrebbero volato anche sui Tornado e AMX. Ma all’estero? Ve lo siete mai chiesto? Vi aiuto io. È stato venduto a: Sudafrica (violando l’embargo internazionale a causa dell’Apartheid), Congo, Ghana, Zambia, Nigeria, Tunisia, Dubai, Argentina, Perù, Brasile, Australia e Malesia. E lo tenete ad immagine del vostro istituto?» [qui].

E siamo all’oggi.
La réclame, per fortuna, non è passata inosservata — un buon segno! —, grazie all’immediata mobilitazione di alcuni insegnanti, che hanno inviato alla stampa locale una lettera di protesta che riportiamo, e che condividiamo nello spirito e nella lettera:

«“Il futuro nello spazio. Al Fauser un percorso che porta agli F-35”: questo è il titolo di un’inserzione pubblicitaria comparsa, venerdì 2 settembre 2011, su “La Stampa” (pagine del Novarese). La società pubblicitaria è Publikompass. Il committente è, verosimilmente, qualcuno che ha a che fare con l’ITI Fauser di Novara. Compaiono pure due fotografie: quella del dirigente scolastico del Fauser e quello dell’aeroplano d’addestramento che fa bella mostra di sé davanti all’ingresso del famoso istituto tecnico novarese. Chi ha commissionato la pubblicità (pagata con denaro pubblico dell’Istituto o della Fondazione che dirigerà il corso post-diploma in questione?) ci vuol far sapere che coloro che frequenteranno il corso ITS in aerospazio-meccatronica, che partirà a novembre, avranno la strada spianata per la conquista di un posto di lavoro nella fabbrica per cacciabombardieri F-35 che stanno costruendo dentro il recinto dell’aeroporto militare di Cameri. Il titolo non sembra equivoco; ne riportiamo di nuovo il secondo pezzo: “Al Fauser un percorso che porta agli F-35”. Possiamo riscriverlo ancora, ma il significato non sembra incerto. Nessuna ambiguità. Chi ha commissionato la pubblicità ci vuol far sapere che il corso viene allestito allo scopo di formare i tecnici che lavoreranno nella fabbrica per cacciabombardieri. Bene: almeno è tutto chiaro. Certo, tra la primavera e l’estate deve essere accaduto qualcosa che non conosciamo. Infatti, nell’inverno scorso, il dirigente scolastico del Fauser, facendosi intervistare da un giornale locale, aveva risposto indirettamente ad un comunicato di insegnanti contrari al fatto che in una scuola pubblica si formassero tecnici per fabbriche d’armi: aveva detto che ciò non corrispondeva al vero, che non si poteva affermare che il corso post-diploma in questione (che, tra l’altro, sarà diretto da una signora alto dirigente di Alenia) fosse destinato a questo scopo. Ora, invece, la pubblicità che citiamo ci vuol far credere il contrario. Dove starà la verità? Va’ a sapere. Noi, che siamo insegnanti di Novara e dintorni, noi, che non stimiamo la guerra né utile né giusta, noi, che consideriamo tutte le fabbriche d’armi nient’altro che fabbriche di morte, noi ci permettiamo, a scanso di equivoci futuri, di invitare giovani e docenti a boicottare il corso di cui sopra. Sarebbe bello che nessun giovane novarese si iscrivesse ad un corso di questo genere, lasciando le aule tristemente vuote. Sarebbe pure sacrosanto che nessun docente accettasse di insegnare in questo corso destinato a formare fabbricanti d’armi e di morte».

I giornali locali si sono, fino ad ora, rifiutati di pubblicare questa lettera.

Print Friendly
Share →